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    Grumè – Pizza e Cucina, a Grumo Nevano

    Pubblicato da aisnapoli il 17 - giugno - 2018 Commenta

    dsc_0155È stato presentato alla stampa e agli addetti al settore “Grumè –Pizza e Cucina”, il nuovissimo locale di Grumo Nevano, nell’area a nord di Napoli , che si propone come punto di riferimento per gli amanti della buona tavola.
 Nato dall’idea di un gruppo di imprenditori, i fratelli Angelo e Crescenzo Rennella e il cugino Alessandro Giglio, tutti appassionati di cucina, di voler realizzare nel loro territorio un “ritrovo” nel quale gli amanti del buon bere e del buon mangiare, possano ritrovarsi e godere del piacere del cibo, “Grumè” si propone come il luogo un cui trovare, oltre ad una ottima pizza, una cucina tradizionale napoletana realizzata con ingredienti di altissima qualità ma ancora legata alle ricette classiche di una volta, quelle delle nostre nonne, con un menù nel quale, tra i tanti piatti, non potrà mai mancare il classico ragù, la genovese ed altri piatti che hanno fatto la storia della cucina napoletana.
    Chef di questa nuova realtà è proprio Crescenzo Rennella, che forte delle sue precedenti esperienze nel campo ristorativo e supportato dalla personale passione e competenza, già ieri sera si è fatto apprezzare tra i fornelli
    Anche la pizza di “Grumè” nasce da uno studio approfondito, effettuato in collaborazione con il maestro Roberto Susta, prima sulle farine, poi sugli impasti e sulle materie prime da utilizzare, dal pomodoro ai latticini.
    È Davide Di Raffaele, napoletano, classe 1986, a dirigere l’area “forni” del locale. Ieri sera si è cimentato nelle pizze più “rappresentative” del locale, quali appunto la “Grumè” con ceci e baccalà e la “Pizza dello chef”, con crema di patate, “pancia magra”, provola di Agerola, provolone del Monaco, rosmarino, pepe e olio extra vergine di oliva, già registrata sul sito “MysocialRecipe”.
    Da “Grumè – Pizza e Cucina” sarà sempre possibile mangiare inoltre delle ottime carni, certificate e garantite, i fritti della tradizione partenopea, salumi e formaggi selezionati tra i migliori produttori, il tutto accompagnato da una vasta scelta di vini e birre.
    Grande punto di forza del locale sono i prodotti di eccellenza, di provenienza campana e non solo, quali i salumi Bonfanti e Ghirardi, i pomodori Grimaldi e le carni di bufala, chianina, marchigiana e pezzata rossa, scelte dopo una lunga ed attenta selezione.
    Le proposte di “Grumè” saranno varie, adatte ai pranzi di lavoro, alle cene tra amici, alle riunioni di famiglia, agli aperitivi del weekend.
    Grumè si trova a Grumo Nevano alla Via San Domenico 65 e sarà aperto a pranzo e a cena tutti i giorni. Facilmente raggiungibile, si trova a pochi metri dall’uscita “Grumo Nevano” dell’asse mediano.”

    Itticheria: Pescato & Pescatori come mai raccontati prima

    Pubblicato da aisnapoli il 15 - giugno - 2018 Commenta

    pescatoriITTICHERIA: PESCATO & PESCATORI COME MAI RACCONTATI PRIMA

    Dallo slow food al take-away, dal gourmet al finger eating, nasce la prima Itticheria napoletana. Un «fish point» tra osteria di mare e crudo bar, fast food marinaro e boutique del pesce, cucineria tradizionale e degustazioni a miglio zero: rilettura decisamente contemporanea di ristò e trattoria “local” che ha come obiettivo di riposizionare il prodotto pescato in funzione e relazione diretta con la pesca, il mercato territoriale e l’odierno mestiere del pescatore.
    Fulvio Giugliano è l’ideatore di questo progetto evoluto e ponderato di valorizzazione del mondo ittico: dalla materia prima alla professione, fino alla distribuzione, la vendita e il consumo, quindi alla tavola. Fondatore di “Pescato Nostrano”, dal 2015 al 2017 è coordinatore regione Campania di Federpesca, la federazione di Confindustria che si occupa di pesca; nel 2017 e 2018 è coordinatore regione Campania di Impresa Pesca, sezione di Coldiretti. Giugliano ha così avuto l’intuizione più naturale nel suo ruolo ed esperienza, di azzerare la distanza tra pesca e ristorazione, innescandone la trasformazione da mestiere a impresa, estendendo la professionalizzazione del settore nella vendita e la cucina attraverso un branding e non la semplice apertura di un risto-lounge.
    Filiera sinergica cortissima e networking dinamico interattivo: pescare-commercializzare il prodotto fresco e trattarlo-cucinarlo-servirlo in un iter spazio/tempo ridottissimo e fortemente orientato verso un’identità professionale (o ancor più imprenditoriale).
    Proprio per tutto questo l’Itticheria apre a Pozzuoli, il regno della marineria dei pescatori e degli armatori di imbarcazioni da pesca: una scelta mirata a valorizzare il prodotto campano e tirreno nello scenario che più di ogni altro plaude al mare e ai suoi uomini.
    Declinare l’offerta di pesce in forme e costi democratici è un altro importante core del progetto: dalla tavola tradizionale al fish bar, il luogo social e conviviale con aperitivo e finger a base di crudo, il pairing con vini e birre, il grande banco del pescato da vedere-annusare-gustare, fino alla vetrina del take-away all’esterno del locale.
    Il menù è affidato alla creatività di Domenico Tromiro, giovane, ma rodato chef di scuola tradizionale ed esperienza ultranazionale: sue le ricerche e le ideazioni, gli abbinamenti e le variazioni sul tema. Piccola anticipazione: i “pescati di gola” che preannunciano irresistibili tentazioni.
    Il locale è stato strutturato con un concept di pescheria evoluta, sul quale raccontare il mondo ittico: linee minime, mono-colori inclusivi e riposanti, materiali caldi e complementi dedicati o site-specific, come la linea di decori originali su maioliche realizzate in esclusiva dalla vietrese Solìmene.
    Il restyle è del team Allocca-Natali e l’interior Mario Ioimo. Mercoleì 20 giugno è in programma il press lunch con i giornalisti, giovedì 21 giugno l’Opening con il party esclusivo, alle 21.

    Da Napoli a Caserta, 12 Morsi Burger & Friends fa il bis

    Pubblicato da aisnapoli il 15 - giugno - 2018 Commenta

    35227983_10217704177983234_5750843299606822912_nDa Napoli a Caserta, 12 Morsi Burger & Friends fa il bis.
    Innovazione in cucina: vapore, tecniche fusion, altissima qualità delle carni. E una cucina separata per il gluten free.

    12 MORSI Burger & Friends apre a Caserta, nel cuore della città, in uno dei palazzi più antichi e prestigiosi di Corso Trieste, il settecentesco Palazzo Vescovile. Un locale di 270 mq con grande cucina a vista sulla sala, American bar e dehor esterno.
    Lo stile è inconfondibile e replica quello del fortunato indirizzo di Chiaia a Napoli: mood industriale, mattoncini a vista, legno, ferro, luci di design, mise en place essenziale ma molto curata. Le due ampie sale guardano le cucine e gli chef all’opera. A vista anche la cella-frigo per la frollatura delle carni, grandi protagoniste del locale. Il messaggio è chiaro: tutto è preparato a vista e tutto all’insegna di quella qualità che da sempre è bandiera di 12 Morsi. La brigata di cucina è guidata dallo chef Mirco Scognamiglio. In sala il direttore è Michele Cirillo.
    L’offerta gastronomica è ricercata e punta all’innovazione tra tecniche di cottura e abbinamenti di ingredienti non banali. Sempre attenta la selezione delle materie prime a cominciare dalle carni: a filiera corta e certificata, selezioni di Sabatino Cillo. Ortaggi, verdure ed erbe aromatiche provengono per lo più dall’orto di proprietà, piccolo orgoglio aziendale.
    La grande novità è la proposta gluten free affidata ad una cucina separata e rigorosamente a norma per evitare contaminazioni. Una particolare attenzione merita la cucina al vapore fatta con le tradizionali vaporiere in giunco, tipiche della cucina asiatica: i ravioli Gyoza di pasta sfoglia ripieni di spalla di maiale cotta a bassa temperatura; il panino al vapore ripieno di carne di maiale e verdure.
    Dodici i panini (bun) proposti in carta: il pane è fatto con farina biologica all’80%, lievitazione naturale di 18 ore. Le carni spaziano dal maiale nero casertano all’hamburger di Kobe passando per la Chianina Igp, la Marchigiana Igp, la Podolica e il Black Angus Australiano. Sono hamburger artigianali, prodotti con macinato di prima scelta senza l’aggiunta di conservanti, additivi o aromi naturali. Ogni panino ha una sua ricetta esclusiva, studiata dallo chef Mirco Scognamiglio che si muove con padronanza tra ingredienti local e suggestioni internazionali, combinando sapori come l’uovo di quaglia, la cipolla rossa di Tropea, il Cheddar al Whisky, il Jamon iberico. Il risultato sono panini gourmand, dal “Gusto italiano e stile americano”, come da sempre recita il claim di 12 morsi.
    Per i vegetariani e i vegani c’è l’hamburger di legumi e patate. E per chi alla carne preferisce il pesce, ecco i Fish Burger a base di salmone norvegese o astice canadese.

    La carta beverage consente bei percorsi di degustazione: ben 80 etichette di vini regionali, nazionali ed esteri per abbinamenti usuali ma anche più audaci; quasi 100 referenze di birre artigianali, proposte in bottiglia e alla spina, in grado di offrire un’esperienza che sia anche scoperta e conoscenza. Le birre, da quelle poco amare o agrumate, a quelle leggermente speziate o tendenti al dolce, sono proposte in abbinamento ai singoli piatti per enfatizzarne intensità e impronta aromatica.

    Sempre aperto la sera dalle 19:30

    12 Morsi Burger Gourmet Corso Trieste, 164 81100 Caserta Tel: 0823 187 30 58

    #PizzAward: ecco i numeri record del primo mese di gara

    Pubblicato da aisnapoli il 10 - giugno - 2018 Commenta

    post-100-pizze#PizzAward: ecco i numeri record del primo mese di gara

    Primo straordinario bilancio per la terza edizione del contest internazionale #PizzAward – Oscar della Pizza, promosso da MySocialRecipe.

    100 le pizze in gara che arrivano, e non soltanto dall’Italia: sono infatti tantissimi già i pizzaioli stranieri o italiani all’estero che hanno voluto registrare le loro pizze.

    Dall’Australia, dalle Filippine, dalla Francia, dal Belgio, dall’Ungheria, dall’India e dallo Sri Lanka: la partecipazione internazionale si annuncia anche quest’anno importante. Così come lo è quella dei pizzaioli che da tutta Italia stanno facendo arrivare le loro ricette: dalla Sardegna e dalla calda Sicilia fino alla Liguria e al Veneto, passando per la Calabria, la Puglia, l’Abruzzo, la Toscana, l’Emilia Romagna, hanno raccolto la sfida e hanno messo le mani in pasta per creare le loro pizze da Oscar.

    Come da tradizione del contest, anche il coinvolgimento femminile è molto importante: in un mondo per tradizione maschile, sono già numerose anche le pizzaiole che hanno fatto sentire la loro voce e iscritto le loro creazioni.

    Dopo i numeri eccezionali dello scorso anno, la terza edizione del contest #PizzAward si annuncia altrettanto partecipata, restiamo in attesa di scoprire quali e quanti saranno i pizzaioli dall’Italia e dall’estero, che vorranno sfidarsi per stupire il mondo del web e la giuria presieduta da Anna Scafuri (giornalista Rai), e composta da Giorgio Calabrese (medico nutrizionista), Antonio Puzzi (antropologo dell’alimentazione), Patrizio Roversi (conduttore televisivo “Linea Verde”), Antonio Scuteri (responsabile di Repubblica Sapori), e Scott Wiener (foodblogger americano), coordinata da Tommaso Esposito (medico e giornalista enogastronomico).

    C’è tempo fino al prossimo martedì 7 agosto 2018 per partecipare e registrare gratuitamente sul sito MySocialRecipe.com le proprie ricette di “pizze d’autore” provando ad aggiudicarsi il #PizzAward2018 e i premi per il Pizzaiolo Chef, Migliore Pizza dall’estero, Migliore Pizza Healthy, Migliore Pizza Senza Glutine e Migliore Pizza in Rosa.

    Tra i 10 finalisti selezionati per la gara live sarà nominato il vincitore del #PizzAward 2018, che sarà annunciato durante il Gran Galà della “Notte degli Oscar della Pizza”, previsto per il prossimo 16 ottobre, a Napoli.
    A una speciale commissione, denominata Pizza Academy, costituita da un panel di esperti del settore, spetterà invece il compito di attribuire gli Oscar delle altre categorie con un sistema di punteggi che determinerà delle nomination e quindi un vincitore. Nella serata di premiazione, saranno assegnati, quindi, anche gli Oscar al Pizzaiolo Protagonista dell’Anno, alla Carriera, alla Pizza dagli Effetti Speciali e alla Migliore Pizza in Teglia.
    Importanti, infine, anche le menzioni speciali attribuite dai main sponsor del contest: Molino Caputo, Ferrarelle, La Fiammante, Olitalia, Parmigiano Reggiano, Scugnizzo Napoletano, Sorì. Tra gli sponsor anche la Birra Baladin.
    L’iniziativa ha il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, della Regione Campania, del Comune di Napoli, della Camera di Commercio di Napoli, dell’Associazione Italiana Sommelier, dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, dell’Associazione Verace Pizza Napoletana e dell’EcoMuseo della dieta Mediterranea di Pioppi.
    Sponsor tecnici sono Event Planet Food, Gi-Metal e partner API (Associazione Pizzerie Italiane), la Scuola Dolce&Salato, Scuola di Pizzaiolo, Sicilian School of pizza, Unione Pizzerie Storiche Napoletane “Le Centenarie”.

    ugo-acampora-piccolaPresentati i cinque cocktail che saranno serviti alla 72a edizione del Premio Strega, il prossimo 5 luglio a Roma.
    Tra i finalisti il barman napoletano Ugo Acampora

    Sono stati presentati nomi, ricette e libri a cui si sono ispirati dei cinque cocktail del Premio Strega Mixology. Novità assoluta del format, la possibilità, per i cinque barman di servire i propri cocktail originali agli oltre mille partecipanti della settantaduesima edizione del Premio Strega letterario, che si terrà giovedì 5 luglio 2018, a Roma,nella consueta, splendida, cornice del Ninfeo del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Tra i cinque finalisti, il barman napoletano Ugo Acampora del Twins, cocktail, wine, coffee cocktail bar di Napoli, che si è ispirato al libro Il desiderio di essere come tutti, di Francesco Piccolo, Einaudi, vincitore Premio Strega 2014 per creare il cocktail Testa Dura, composto da 4,5 cl di Liquore Strega, 1,5 cl di Amaro Braulio, 1,5 cl di Sherbet limoni e camomilla home made, 1,5 cl di succo di limone e 3 cl di ginger beer. La preparazione del cocktail prevede di versare tutti gli ingredienti, eccetto la ginger beer, in un boston shaker. Shakerare per 10 secondi poi versare il tutto in una mug e colmare con ghiaccio a cubi, per terminare il drink con fill di ginger beer e con la guarnizione di un ciuffo di menta fresca e una rondella di lime disidratato.

    “Tradurre un libro in cocktail – sottolinea Ugo Acampora – è stata secondo me la ricerca più curiosa è stimolante che abbia mai fatto! Io per il cocktail Testa Dura ho tratto ispirazione dal libro “Il desiderio di essere come tutti”, di Francesco Piccolo per parla del passato e del presente, dell’eterna lotta che vede l’uomo alla ricerca di assomigliare a qualcuno o a qualcosa. Una testardaggine che ho tradotto in dialetto beneventano, in “cap e mul” ovvero “testa d’asino” o “testa dura”. Da qui sono passato per associazione mentale al classico drink “Moscow Mule” è stato un lampo: cambiando gli ingredienti della ricetta base, sostituendo la vodka con il liquore Strega e l’amaro Braulio e il succo di lime con succo di limone, con l’aggiunta di uno sciroppo di limoni e camomilla, ingrediente caratteristico del Liquore Strega e una spruzzata di ginger beer. Un drink semplice, facilmente replicabile , fresco e servito in una mug accattivante!”.

    Classe 1988, Ugo Acampora gestisce con i fratelli a Piazza Sannazzaro a Napoli il Twins cocktail-wine-coffee cocktail bar. Ha iniziato la sua carriera lavorativa nel mondo della ristorazione dopo aver conseguito il diploma di scuola alberghiera nell’istituto I.P.S.S.A.R di Vico Equense. Per oltre dieci anni lavora in giro per l’Italia e da un’esperienza estiva in un Grand Hotel a 5 stelle di Capri come bar back, inizia a coltivare la sua passione per il bartending. Nel 2013 inizia la sua prima esperienza formativa, all’interno dell’FBS di Napoli, dove inizia a muovere i miei primi passi tra tin, mixing glass e tantissime ricette. Poco dopo si trasferirà a Roma per approfondire conoscenze ed esperienze, con successive iscrizioni a corsi di formazioni come quella di Bar Manager dell’FBS di Roma, merceologico della Whisky school di Whisky & Co. Ha frequentato gli Educational Program del Jerry Thomas speakeasy di Roma. Nella capitale diventa vice barmanager del Ristorante & cocktail bar Baccano, nei pressi della Fontana di Trevi. La sua parola d’ordine è sperimentazione, in una costante ricerca di ispirazioni alla vita quotidiana, ai viaggi e i libri.

    Più di 200 le ricette giunte da tutta Italia, oltre il 10 percento delle quali provenienti da barlady, con un sostanziale incremento della partecipazione femminile: la storica azienda Strega Alberti Benevento richiedeva ricette originali a tecnica libera con almeno 3 cl di Liquore Strega e ispirate a uno dei 71 libri vincitori delle passate edizioni del Premio Strega. Gli altri quattro drink – tra questi la creazione di una barlady – sono: Ancora una volta (Liquore Strega, Tanqueray Ten Gin, succo di limone, honey mix Dzenevrà e foglie di menta) di Jonathan Bergamasco del Caffè Imperiale di Vercelli, ispirato a La strada per Roma, di Paolo Volponi, Einaudi, vincitore Premio Strega 1991; Ottovolante (Liquore Strega, Vermouth al Pop Corn homemade, Fernet, ginger ale e twist d’arancia) di Gianluca Di Giorgio del Bocum Mixology di Palermo, ispirato a Vita, di Melania Gaia Mazzucco, Rizzoli, vincitore Premio Strega 2003; Cosmo Stregato (Liquore Strega, Vodka Torrone Mix, succo di limone, spuma di bacche e fiori di sambuco con yuzu) di Solomiya Grytsyshyn del Chorus Cafè di Roma, ispirato a Microcosmi, di Claudio Magris, Garzanti, vincitore Premio Strega 1997 e Il compositore stregato (Liquore Strega, whisky torbato, succo di limone, uovo aromatizzato, acqua sciroppata camomilla e menta, grattata di noce moscata) di Edoardo Nervo del Les Rouges di Genova, ispirato a I bei momenti, di Enzo Siciliano, Mondadori, vincitore Premio Strega 1998.

    Il Liquore Strega
    Nel lontano 1860 nasce in Campania, a Benevento, lo stabilimento in cui ancora oggi si produce il liquore Strega. Lo Strega é un prodotto completamente naturale ottenuto dalla distillazione di circa 70 tra erbe e spezie, provenienti da varie parti del mondo. Con le sue intense note aromatiche, con il suo inconfondibile profumo, questo liquore crea, con gli altri ingredienti, un sorprendente contrasto fra elementi speziati ed erbacei, corposi e leggeri, senza perderne l’anima raffinata.

    Per maggiori informazioni
    https://stregamixology.strega.it
    stregamixology@strega.it
    www.facebook.com/StregaAlberti/

    Trofeo Caputo:Antonio Mezzero campione del mondo dei PizzaiuoliE’ Antonio Mezzero, trentaseienne di origine casertana, che vive e lavora in Portogallo, il nuovo Campione del Mondo dei Pizzaiuoli.
    Mezzero si è imposto su centinaia di concorrenti, conquistando il XVII Trofeo Caputo.
    Un titolo molto ambìto che lo proietta immediatamente nell’universo dei big.
    Se lo scorso anno lo scettro è stato conquistato da un pizzaiolo del Sud, un lucano di Venosa, il nuovo Campione del Mondo è nato a Francolise, in provincia di Caserta, ma si è trasferito in Germania, ancora bambino, assieme alla sua famiglia.
    A 25 anni parte in macchina dalla Germania, per dare un passaggio al fratello, che vive e lavora in Portogallo, e il suo viaggio si rivelerà di sola andata; dopo aver conosciuto il Portogallo e i portoghesi, Antonio decide che questa sarà la sua casa.
    Apre una piccola pizzeria a Porto, con soli 12 posti a sedere, e si fa subito apprezzare per la sua passione e la professionalità.
    Nel 2016 fonda la nazionale Portoghese dei Pizzaioli, che conquista la coppa delle nazioni a Napoli.
    Nel 2017 decide di cambiare il nome del suo ristorante che da Pulcinella diventa Pizzeria Antonio Mezzero – Passione, Arte e Qualità
    Quello di Campione del Mondo è il riconoscimento più prestigioso del Trofeo Caputo, la tre giorni fitta di competizioni, nel corso della quale si disputano ben 9 categorie di gara e che premia la migliore pizza S.T.G. (Specialità Tradizionale Garantita).
    Al secondo posto, nella categoria S.T.G., si è qualificato Antonio Esposito, mentre sul terzo gradino del podio, è salito Takumi Nakamura.
    Una grande soddisfazione per Antimo Caputo, Ad del Mulino Caputo, che alla presentazione del Campionato, da buon napoletano, ha scherzato sul valore scaramantico del numero dell’edizione 2018, la dicessettesima.
    Un’edizione fortunata, vista l’altissima partecipazione di professionisti provenienti da tutto il mondo, con una prevalenza, come di consueto, di pizzaioli orientali.
    Vale la pena di sottolineare come questa competizione, oltre a incoronare i migliori maestri pizzaioli dell’anno, abbia una missione molto importante: diffondere l’arte del pizzaiuolo (con la u) in ogni parte del mondo.
    Per questa ragione, il Campionato è preceduto dalla Caputo Cup, una sorta di girone internazionale di qualificazione che consente ai vincitori di ciascuna tappa di partecipare di diritto alla finale partenopea.
    Da sempre Mulino Caputo sottolinea come la qualità della materia prima vada di pari passo con la maestria dei pizzaiuoli e con la loro capacità di utilizzare tecniche e saperi antichi. Tutto questo ha contribuito, nel 2017, a far sì che l’Arte del pizzaiuolo napoletano rientrasse, 58esimo bene tutelato nel Belpaese, nella prestigiosa lista del Patrimonio immateriale dell’Unesco. “E’ stato un percorso intrapreso anni fa e condotto in sinergia con l’APN, l’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, presieduta da Sergio Miccù, che ci ha molto inorgogliti. Ma la nostra più grande soddisfazione è quella di aver raggiunto un livello qualitativo eccellente in molte pizzerie in tutto il globo. Uno degli obiettivi del Campionato e del Pizza Village è proprio quello di suggerire ai consumatori e agli appassionati i criteri per riconoscere gli ingredienti di qualità, attraverso le ricette e la passione dei grandi pizzaioli” ha dichiarato Antimo Caputo.
    Le gare si sono svolte in simultanea su 6 forni ai quali si sono alternati, nel corso di oltre 1200 competizioni, i 600 partecipanti, accompagnati dalla instancabile “voce narrante” di Enzo Calabrese.
    Nove le categorie in cui si sono espressi i pizzaiuoli, confermando anche il grande seguito di cui gode la Pizza fritta che, dallo scorso anno, è ritornata alla ribalta più forte che mai. Quest’anno nella categoria si è imposto Raffaele Giustiniani (2129 punti), seguito da Vincenzo Angillotti (1850) e da Bon Know Chang (1750).
    Sul podio delle altre categorie sono saliti rispettivamente:

    • Pizza Classica:
    1. Crescenzo Capuozzo (punti 2050)
    2. Zheng Gino (2040)
    3. Mario Kim (2010)

    • Pizza di stagione:
    1. Ciro Magnetti (2240)
    2. Antonio Della Volpe Antonio (2195)
    3. Davide Amabile (2130)

    • Pizza in teglia:
    1. Denis Job (2230)
    2. Vincenzo Gagliardi (2123)
    3. Maria Tofani (1920)

    • Pizza metro/pala:
    1. Claudio Bono (2150)
    2. Maurizio Negri (2000)
    3. Maurizio Iannicelli (1955)

    • Pizza senza glutine:
    1. Attilio Albachiara (2402)
    2. Vincenzo Fotia (2268)
    3. Salvatore Lionello (2259)

    • Pizzaiolo juniores: Carmine Argenziano

    • Pizza acrobatica:
    1. Pizza più larga: Saverio Labate
    2. Pizza più veloce: Said Vidal
    3. Freestyle: Giorgio Nazir

    [Foto di Renna/De Maddi]

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    Dall’ 8 al 10 giugno ritorna nel Parco della Reggia di Caserta la Challenge Cup 2018, la competizione sportiva che vede i magnifici “otto” di Oxford e Cambridge sfidarsi nello specchio d’acqua della Fontana dei Delfini all’interno del Parco Reale. È una riedizione della storica sfida che si disputa nelle acque del Tamigi; una sfida spettacolare, che si gioca allo sprint sui 350 metri, e che è resa singolare dal contesto storico e artistico della reggia vanvitelliana, patrimonio Unesco.
    Saranno tre giorni di canottaggio ad altissimo livello, con un corollario di gare riservate ai master, ai giovani e agli atleti del Comitato Italiano Paraolimpico. Villa Matilde, l’azienda casertana della famiglia Avallone, leader nella produzione di Falerno nel mondo, da sempre attenta al territorio è orgogliosamente wine partner dell’evento.

    L’AZIENDA. Fondata nei primi anni Sessanta da Francesco Paolo Avallone, Villa Matilde lega il proprio nome al Falerno del Massico, vino leggendario, celebrato dai grandi poeti dell’antichità, riscoperto e riportato in produzione proprio dalla famiglia Avallone. Oggi l’azienda è guidata da Salvatore e Maria Ida Avallone, figli di Francesco Paolo, che proseguono il progetto di valorizzazione dei vitigni storici della Campania. Dalle terre del Massico, in provincia di Caserta, Villa Matilde ha esteso la propria area produttiva con vigneti nel Sannio beneventano e nell’Irpinia delle Docg. I vini di Villa Matilde sono espressione della migliore enologia campana.

    Villa Matilde – S.S. Domitiana, 18 Cellole (CE) www.villamatilde.it

    Atmosfera retrò e cucina raffinata: a Nola apre Habitué

    Pubblicato da aisnapoli il 6 - giugno - 2018 Commenta

    dsc_0777ATMOSFERA RETRÒ E CUCINA RAFFINATA: A NOLA APRE HABITUÉ

    Il nome “Habitué” esprime bene l’ambizione di un nuovo ristorante, che promette di portare a Nola piatti ricercati, vini pregiati, avvolti da un’atmosfera retrò. Nel centro storico, in un palazzo settecentesco vicino Piazza Duomo apre un elegante locale dove il design e la cucina raffinata aspirano a farlo diventare un nuovo punto di riferimento cittadino e non solo: “Habitué” appunto. Il progetto ispirato ai salotti parigini, è stato ideato da Fabio Coppola, Giuseppe Vetrano e Vincenzo Cangemi.

    Alta cucina, crudi, ostriche. C’è grande tecnica e grande ricerca nei piatti ideati dallo Chef Raffaele Dell’Aria. Trent’anni, riconosciuto fuoriclasse, originario di Quarto, in cucina sotto il suo occhio vigile: Francesco Angri, Giuseppe Gargiulo Antonio Pedana. Al centro di tutto: le materie prime, per una cucina corale di altissimo livello, che parte dall’Italia per arrivare in Francia e in Giappone.
    Alcuni piatti in menù: il battuto di manzo con foie gras, gel di agrumi e mayonese di senape, gli gnocchi con salsa di peperoncini verdi, crudo di gamberi rossi, aglio nero di Voghiera, gli spaghettoni alla Nerano con sashimi di capasanta, il petto d’anatra con marmellata di kumquat, cipollotto nocerino alla griglia e asparagi croccanti, il tiramisù rivisitato con choco ball al cioccolato fondente, crumble al savoiardo, spuma al marsala, caffè espresso.
    L’obiettivo è portare nel cuore di Nola una nuova ristorazione che non c’è, di respiro internazionale e con incursioni mai scontate: trecento etichette per una cantina doc con i migliori vini del mondo, altissima gastronomia, serate speciali con ostriche, crudi e champagne.
    Questo ambizioso progetto trova spazio in un appartamento di un antico palazzo nobiliare del ‘700, dove si respira un’atmosfera chic da salotto parigino. Dal design degli interni al concept di cucina, la trasformazione architettonica realizzata da Studio Archo ha saputo coniugare perfettamente antico e moderno, conferendo razionalità distributiva e visiva.