Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...eventi aisnapoli
Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 26 nov 2014 al 26 nov 2014 alle ore:20:00

      26 Novembre, Corso Sommelier di primo livello N.62 in partenza

      Mancano: 2 giorni e 10:01 ore.
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    15 e 16 Novembre, Wine Sweet Wine, con Cantine aperte a San Martino

    Pubblicato da aisnapoli il 10 - novembre - 2014 Commenta

    cantine-aperte-a-san-martino-e1415191342159Domenica 16 Novembre in occasione di Cantine Aperte a San Martino anche in Campania si rinnova l’incontro tra i winelovers e le numerose cantine regionali che per l’occasione saranno pronte ad aprire le loro porte per accogliere appassionati di enologia e curiosi. “Wine Sweet Wine” è il tema scelto per questa edizione dell’appuntamento autunnale firmato dal Movimento Turismo del Vino che intende stupire con proposte all’insegna della dolcezza creando accostamenti tra le migliori etichette campane e la tradizionale pasticceria regionale: torte farcite e secche, biscotti al vino fatti in casa, mousse, gelati fruttati e pasticcini da forno saranno accompagnati da calici di vini rossi, bianchi, distillati e passiti made in Campania.

    In Campania aderiscono all’iniziativa le aziende: Cantina di Solopaca, Vini Magliulo, La Sibilla, Cavalier Pepe, Telaro, La Guardiense e Terredora. I programmi sono molto ricchi e vari con proposte interessanti per intrattenere il pubblico di tutte le età: nel beneventano a La Guardiense di Guardia Sanframondi (BN) a partire dalle ore 10.30 ci saranno degustazioni di dolci, laboratori tecnici di approccio alla degustazione del vino e al bere consapevole seguiti da un pranzo e da degustazioni mirate. Poco distante la Cantina di Solopaca ha ideato un programma che prevede naturalmente degustazioni, abbinate a visite in cantina con musica e pranzo tipicamente autunnale. Nell’avellinese La Tenuta Cavalier Pepe organizza due giorni di degustazioni con i suoi quattro vini da dessert abbinati a dolci tipici irpini. In provincia di Napoli la famiglia Di Meo de La Sibilla propone un’escursione tra i resti della Villa Romana Domus Giulii a Baia per ammirare, tre le vigne, l’incantevole veduta sui porti di Cuma e Miseno. Al rientro tutti in cucina guidati dalle nonne per preparare i dolci a base di vino, mosto e uva, tra i profumi della mostarda di piedirosso in preparazione. La giornata si conclude con un pranzo. In Irpinia Terredora propone un pomeriggio con la degustazione di grandi rossi per dare voce alle differenti anime e stili dell’areale del Taurasi, attraverso le etichette aziendali. Ospite della serata sarà Anna Chiavazzo della sweet room Il Giardino di Ginevra. Chef di pasticceria, chocolatier e specialista in lievitati naturali da forno presenterà le sue creazioni con insoliti abbinamenti tra vini e panettoni, da sempre protagonisti delle tavole imbandite delle feste.

    Ogni cantina aderente all’iniziativa darà ai visitatori l’opportunità di visitare l’azienda per conoscere la sua storia e capire come vengono prodotti i vini.

    Di seguito l’elenco delle cantine aderenti all’evento e i singoli programmi:

    PROVINCIA DI NAPOLI

    LA SIBILLA sas di Di Meo V&C SOCIETA’ AGRICOLA

    Via Ottaviano Augusto, 19

    80070 bacoli (NA)

    www.sibillavini.it

    info@sibillavini.it

    Tel. 0818688778

    Wine Sweet Wine: la famiglia Di Meo propone l’antica tradizione flegrea della mostarda di piedirosso, insieme alla preparazione di prelibatezze come la schiaccia d’uva, gli scagliuozzi di semolino ’mbriaco e i taralli al mosto.

    ore 10.30 Nel cuore dei Campi Flegrei, nella parte occidentale di Baia, tra filari di storici vitigni e orti di ecotipi di stagione, i contadini custodi dell’azienda agricola La Sibilla vi guideranno sino alla DOMUS GIULII in Baia per ammirare, tre le vigne, l’incantevole veduta sui porti di Cuma e Miseno.

    ore 11.30 Tutti in cucina all’opera, guidati dalle nonne e dalle nuove leve della famiglia per preparare gli antichi e semplici dolci a base di vino, mosto e uva, tra i profumi della mostarda di piedirosso in preparazione.

    ore 13.00 Degustazione di pietanze tipiche con i prodotti dell’orto abbinati ai vini dell’azienda, quali la falanghina campi flegrei, il piedirosso campi flegrei e il pedirosa .

    - I posti sono limitati

    - La prenotazione è obbligatoria al numero 3296007442

    - Ticket di partecipazione € 25.00 a persona, € 15.00 per i bambini

    - L’appuntamento è presso l’Azienda Agricola La Sibilla sas di Di Meo V&C

    via Ottaviano Augusto n.19 – 80070 Bacoli (NA)

    PROVINCIA DI AVELLINO

    TENUTA CAVALIER PEPE SOCIETA’ AGRICOLA, SRL

    Via Santa Vara

    83050 Sant’Angelo all’esca

    Tel: 0039/082773766

    Fax: 0039/082778163

    Cell. Milena Pepe: 02039/3493172480

    email: info@tenutacavalierpepe.it

    sito web: www.tenutacavalierpepe.it

    La Tenuta Cavalier Pepe organizza in azienda nella Sala di degustazione due giorni di abbinamenti con i suoi 4 vini da dessert e di fine pasto.

    Il 15 e 16 faremo una degustazione alle 11.00 e una alle 16.00 con dolci in abbinamento con prodotti del territorio.

    I vini in degustazione sono:

    - “Or Spumante” Spumante bianco di qualità a base di uve fiano e coda di volpe

    - “Or Rosé” Spumante Rosato di qualità a base di uve aglianico

    - “Chicco d’Or” Irpina Fiano Passito DOC

    - “Cerri Merry” Vino aromatizzato a base di aglianico e amarena

    - Costo a persona 9 euro

    Accoglienza con l’aperitivo del Cavaliere e possibilità di vista alla cantina.

    Prenotazione al 0827/73766, amministrazione@tenutacavalierpepe.it

    TERREDORA DI PAOLO S.S. Agricola

    Indirizzo via Serra, SNC Montefusco (AV)

    P.Iva: 01721710646

    Tel. +39 0825968215

    Fax. +39 0825963022

    Email info@terredora.com

    Sito www.terredora.com

    Insolito gustar di vino e di dolcezze
    Montefusco, (AV) Domenica 16 novembre 2014
    16.00 > 19.00

    Ti sembrerà di sentire ancora i profumi dei mosti a ribollir nei tini quando
    domenica 16 novembre Terredora festeggerà con Cantine Aperte a San Martino il Capodanno del vino.

    In Irpinia, infatti, le uve Aglianico per la vinificazione del Taurasi vengono raccolte ai primi di novembre e sono loro a chiudere la stagione della vendemmia, mentre a San Martino comincia l’annata agraria che verrà.

    Come in ogni festa che si rispetti non possono mancare i dolci e, pur non essendo produttrice di vini da dessert, la famiglia Mastroberardino ha deciso di accettare, in maniera del tutto originale e creativa, la sfida del tema dell’evento per quest’anno: Wine Sweet Wine.

    L’appuntamento è in cantina, a Montefusco, Via Serra, alle 16.00.

    In questo pomeriggio verrà proposta una degustazione di grandi rossi che darà voce alle differenti anime e stili dell’areale del Taurasi, attraverso le tre etichette made Terredora, cominciando con un classico Fatica Contadina, passando per un sempre più affermato Pago dei Fusi e finendo con un incommensurabile CampoRe.

    Ospite della serata sarà ospite Anna Chiavazzo della sweet room Il Giardino di Ginevra a Casapulla Caserta.

    Chef di pasticceria, chocolatier e specialista in lievitati naturali da forno presenterà le sue creazioni per Terredora che saranno l’appetitosa conclusione in dolcezza della serata con proposte di insoliti abbinamenti di vini e panettoni, da sempre protagonisti delle tavole imbandite delle feste.

    Prenotazione tassativa a eventi@terredora.com

    Informazioni
    Terredora Di Paolo
    Via Serra 83030 Montefusco (AV)
    Tel +39.0825.968215
    Fax +39.0825.963022
    www.terredora.com
    Come arrivare: A16 uscita Benevento. Proseguire in direzione per
    Dentecane-Montefusco.

    PROVINCIA DI BENEVENTO

    LA GUARDIENSE

    Località Santa Lucia, 104-105

    82034 Guardia Sanframondi (BN)

    tel. +39 0824 864034

    fax +39 0824 864935

    Mob. +39 345 7157498

    Email: puntovendita@laguardiense.it

    Sito: www.laguardiense.it

    Facebook: Vini La Guardiense, La Guardiense showroom

    Twitter: Vini La Guardiense

    Quest’anno presso La Guardiense per celebrare, come ormai da tradizione, Cantine Aperte a San Martino, appuntamento autunnale firmato dal Movimento Turismo del Vino, propone, a partire dalle ore 10.30 dolci degustazioni, gustosi laboratori e l’imperdibile pranzo degustazione!

    PROGRAMMA:

    DOMENICA

    ORE 10.30

    Laboratorio approccio al vino

    Il nostro enologo unitamente ad un sommelier AIS, forniranno ai partecipanti nozioni basilari di degustazione, oltre che svolgere un’azione di sensibilizzazione ed educazione al “bere consapevole”.

    (Il laboratorio è gratuito e a numero chiuso pertanto è necessaria la prenotazione)

    ORE 13.00

    Pranzo in azienda

    E’ necessaria la prenotazione

    Su prenotazione menu bambini

    ORE 15.00

    Degustazioni guidate:

    Le degustazioni hanno una durata di circa 30 min.

    E’ consigliata la prenotazione

    Inoltre saremo lieti di mostrarvi la nostra azienda e darvi così la possibilità di vedere direttamente come nascono i nostri vini

    Durante la giornata è prevista la vendita dei prodotti aziendali

    Per info e prenotazioni:

    345 7157498 – 0824 864034 (tasto 5)
    puntovendita@laguardiense.it

    CANTINA DI SOLOPACA

    Via Bebiana, 38

    82036 Solopaca (BN)

    Tel. 0824977921

    Fax. 0824971316

    Email: info@cantinasolopaca.it

    Website: www.cantinasolopaca.it

    Facebook: http://fb.com/cantinasolopaca

    Twitter: http://twitter.com/cantinasolopaca

    Cantine Aperte a San Martino alla Cantina di Solopaca

    PROVINCIA DI CASERTA

    CANTINA VINI MAGLIULO

    Via G. Manna, 29

    81030 Frignano, Caserta

    Tel. 818900928

    email: vini.magliulo@libero.it

    VINI TELARO

    Via Cinquepietre, Contrada Calabritto

    81045 Galluccio (CE)

    Tel./Fax 0823.925841

    email: info@vinitelaro.it

    Sito: www.vinitelaro.it

    Associazione Movimento Turismo del Vino Campania

    campania@movimentoturismovino.it

    Movimento Turismo del vino Campania è su Facebook:

    https://www.facebook.com/mtvcampaniafelix

    vino e ciboDi Giuseppe Rea

    Come sempre sono la consapevolezza, l’intenzione e il rispetto delle tecniche e dei contenuti, che trasformano un piatto semplice in un linguaggio che sentiamo vero ed autentico, senza malizia. Un piatto povero, che osserva e non giudica. In abbinamento scegliamo Soave Classico Monte Carbonare dell’azienda agricola Suavia, da uve Garganega: solo acciaio, per una freschezza esemplare in sinergia con un bocca piena e sincera come l’oro che riflette nel bicchiere. Un vino positivo, serio ed entusiasta, privo di provvisorietà e di quel “bricolage” che oggi è diventato per alcuni religione.

    Vermicelli al pepe bianco con pane all’origano ed acciughe Chef Antonio Esposito Foto di Antonio Elmo

    13 novembre Firriato al Mad in FoodIl 13 novembre al Mad’in Food di Napoli
    “Tra crudo e cotto con i vini di Firriato”

    Giovedì 13 novembre alle ore 19,30 appuntamento al Mad’in Food di Napoli per un’originale cena dall’emblematico titolo “Tra crudo e cotto con i vini di Firriato”, presentata dalla giornalista Laura Gambacorta. Protagonista del menu sarà la carne, di varie tipologie cruda o cotta con tecniche diverse. Il locale posillipino dimostra con questo evento la propria versatilità che consente di spaziare dal panino di qualità e dallo street food alla cucina di casa molto ben eseguita fino ad arrivare a preparazioni più sofisticate. Ai fornelli di Mad’in Food opera lo chef Roberto Verducci, che nonostante la giovane età ha al suo attivo numerose esperienze presso diverse cucine prestigiose non solo campane.
    Ad accompagnare questo raffinato percorso saranno i vini della cantina Firriato, una delle aziende vitivinicole più interessanti e rappresentative della Sicilia. Ben sei i vini proposti in abbinamento allo scopo di dare una visione panoramica dell’ampia gamma di vitigni presenti in terra sicula.

    Menu
    Tartare di manza chianina, mela annurca, zenzero e salsa allo yogurt
    Petto d’anatra …e l’arancia
    Coniglio porchettato cotto in sottovuoto, caponatina di verdure, aioli e porro croccante
    A tracchiulella…Puntina cotta in brodo thai, scaroletta napoletana e liquirizia
    Brasato, polenta e scagliuzzielli…
    La pastiera del 2014…

    Vini Firriato in abbinamento:
    Saint Germain
    Caeles Catarratto
    La Corte del Maharajà
    Ribeca
    Le Sabbie dell’Etna
    L’Ecrù

    Ticket di partecipazione: 40 euro (vini inclusi)

    Info e prenotazioni (prenotazione obbligatoria):
    Mad’in Food
    Via Posillipo, 253
    Napoli
    Tel. 081 5756072
    www.madinfood.com

    Contatti stampa evento:
    Laura Gambacorta
    349 2886327
    laugam@libero.it

    Il 16 novembre al frantoio Gargiulo ritorna “Frantoio&Cucina

    Pubblicato da aisnapoli il 10 - novembre - 2014 1 Commento

    locandina Frantoio e CucinaIl 16 novembre al frantoio Gargiulo ritorna “Frantoio&Cucina”
    con Imma Gargiulo tra Latte nobile, pani artigianali e oli Dop

    Domenica 16 novembre a Sant’Agnello (Na) torna per il secondo anno “Frantoio & Cucina”, l’appuntamento organizzato dal frantoio Gargiulo che per un giorno si trasforma in un’originale ed accogliente sala ristorante. Ai fornelli Imma Gargiulo, chef del ristorante sorrentino Femmena, finalista della prima edizione di Masterchef nonché volto di Alice TV con il programma Conserve di Casa. Imma, affiancata dallo chef Ciro Palomba, proporrà un pranzo “Nobile” con il patrocinio della Condotta Slow Food Penisola Sorrentina e Capri. Protagonista del menu sarà, infatti, il Latte Nobile dell’Appennino campano, presidio Slow Food, ben accompagnato dai pani artigianali del panificio Malafronte di Gragnano, dalle carni selezionate della macelleria Sorrentino e dagli oli del frantoio ospitante.
    La giornata avrà inizio alle ore 11,30 con un laboratorio sul Latte Nobile tenuto da docenti Slow Food (a numero chiuso) seguito alle ore 13,00 dal pranzo.
    Tra una portata e l’altra gli ospiti saranno allietati dalle note antiche delle chitarre e dei mandolini realizzati dal maestro liutaio Ernesto Scarpato e potranno ammirare le opere dell’artista sorrentina Rosalinda Acampora (www.suddarte.com).
    Ad accompagnare i piatti della lady chef saranno il Costa d’Amalfi Furore rosso 2013 della Cantina Marisa Cuomo e la birra artigianale ambrata Astrum del Birrificio Sorrento. Per l’occasione il bartender Gianluca Di Donna, patron del REUP Recycled Bar, realizzerà “ricette da bere” a base di Latte Nobile.
    A rendere unica l’ambientazione collaboreranno la interior designer Imma Savarese e il patron della Donadio Designer, Pietro Donadio.

    Menu

    CAROSELLO
    Pane/Latte/Olio

    LA MUCCA CLOTILDE
    Caciottina, erbette, crackers

    RECYCLED
    Turaccioli di pane al sugo cafoncello

    NON CHIAMATEMI PANE
    Maialino al latte e verdurie glassate

    ASPETTANDO BABBO NATALE
    Panettone classico, crema speziata e cioccolato

    In abbinamento:
    Costa d’Amalfi Furore rosso 2013 – Cantina Marisa Cuomo
    Birra artigianale Astrum – Birrificio Sorrento

    Ticket di partecipazione: 40 euro (vini e birra inclusi)
    Posti limitati disponibili solo su prenotazione

    Info e prenotazioni:
    Anna Maione
    Mob. 331 4148009
    maione-anna@virgilio.it

    Ristorante Femmena
    Corso Italia, 134
    Sorrento (Na)
    Tel. 081 8071016
    facebook.com/femmena

    Frantoio Gargiulo
    Via Nastro d’Argento, 9
    Sant’Agnello (Na)
    Tel. 081 8072300
    www.frantoiogargiulo.com

    Ufficio stampa evento
    Laura Gambacorta
    Mob. 349 2886327
    laugam@libero.it

    Chenin Blanc all’Enopanetteria

    Pubblicato da aisnapoli il 9 - novembre - 2014 Commenta

    I vini in degustazione:
    Bulles de Roches Domaine des Roches-Neuves
    Saumur Blanc Clos de l’Ecotard 2013 Domaine Michel Chevré
    Vouvray sec La Dilettante 2013 Domaine Breton
    Anjou Blanc Clos des Treilles 2012 Clos des Treilles Nicolas Reau
    Savennières Arena 2012Domaine René Mosse
    Montlouis Sec Le Volagre 2008 Domaine Cossais

    Degustazione tecnica a cura di Paolo Pallotta e Tommaso Luongo, Delegato Ais Napoli

    13 Novembre, Presentazione “I Panettoni del Sole” da Grangusto

    Pubblicato da aisnapoli il 9 - novembre - 2014 Commenta

    securedownload-62Giovedì 13 novembre si presenta il libro “I panettoni del sole“ Luoghi, volti, storie e sapori del panettone artigianale in Campania di Donatella Bernabò Silorata. Edizioni Malvarosa.

     Intervengono con l’autrice Santa di Salvo, giornalista de Il Mattino, Licia Granello, giornalista de la Repubblica e Livia Iaccarino del Don Alfonso 1890.

     A seguire una degustazione di panettoni artigianali a cura dei maestri pasticceri.

     Ti aspettiamo da GRANGUSTO, Via Marina 5 alle ore 17

    “I panettoni del sole” sono i panettoni dei maestri pasticcieri campani raccontati nel libro di Donatella Bernabò Silorata (Malvarosa edizioni, 180 pagine 25,50 euro) che ripercorre luoghi, volti, storie e sapori dei lievitati artigianali in Campania. L’autrice presenta undici pasticcieri: Anna Chiavazzo, Salvatore De Riso, Pietro Macellaro, Giuseppe Manilia, Rosanna Marziale, Vincenzo Mennella, Alfonso Pepe, Stella Ricci, Sabatino Sirica, Carmen Vecchione, Raffaele Vignola. Ciascuno si distingue per almeno un lievitato d’autore, unico per ingredienti e lavorazione. Fedeli al disciplinare di produzione, i panettoni del sole, hanno i profumi della Campania bella e buona: i limoni della Costa d’Amalfi, i pomodorini del piennolo del Vesuvio, le nocciole di Giffoni, i fichi bianchi del Cilento, la lavanda del monte Cervati. Con le foto di Enzo Rando e la prefazione di Alfonso Iaccarino, celebre chef del Don Alfonso 1890 di Sant’Agata sui Due Golfi, il libro è anche un viaggio alla scoperta dei territori della regione: dai castagneti dell’Irpinia alla terra delle bufale, dai Monti Lattari ai crinali del Vesuvio. Una ricerca puntuale che dà volto e voce a piccoli artigiani del gusto e a grandi nomi della pasticceria. Non mancano informazioni sul disciplinare, la ricetta tradizionale e i consigli per la realizzazione in casa del panettone. In chiusura per ogni panettone viene suggerito un vino in abbinamento: quattordici etichette di vini dolci di cantine campane suggerite da Tommaso Luongo sommelier, delegato Ais Napoli.

    Symposium, vino e cibo…

    Pubblicato da aisnapoli il 7 - novembre - 2014 Commenta

    simposioDi Luca Massimo Bolondi

    Il mito ci dice che in principio fu l’Eden, la sazietá.  Poi vennero la fame e la sete, eterna condizione umana. La necessitá aguzzó l’ingegno e da essi nacque la conoscenza, insieme consolazione e cruccio dell’affamato e dell’assetato. Tra l’arte del nutrirsi e la civiltá corre il solido filo dell’evoluzione, a cucire insieme le pagine di un libro di storia e di ricette, di scienza di cantina e di cucina. Certo, chi scrivesse la storia dell’arte del nutrirsi non racconterebbe un’evoluzione lineare, come d’altra parte accade per ogni storia, ma un susseguirsi di tradizioni e innovazioni, dimenticanze e riscoperte, con il dubbio di fondo che i Sumeri e gli Ateniesi ne sapessero quasi quanto i maestri della haute cuisine e gli enologi contemporanei.  Ascoltiamo una voce di duemila anni orsono. Se mescoli il vino di Sorrento con un fondo di Falerno, puoi fare rapprendere il torbido, aggiungendovi delle uova battute. Si poseranno sul fondo con tutta la parte impura. (Orazio, Satire, Libro II, Satura IV) La tecnica enologica della chiarificazione con l’albumina era conosciuta e diffusa nella Roma augustea, cosí come molte altre pratiche di vigna, di cantina e di servizio. E non solo di tecniche si tratta, ma soprattutto della continuitá tra conoscenze applicate e arte di vivere.

    “Non vi é nulla di piú quotidiano del Mangiare e del Bere. (…) Questi bisogni fondamentali dell’uomo sono stati organizzati dalle societá sin dalla notte dei tempi, secondo un certo numero di costanti che gli sono proprie:

    -      una scelta deliberata, semi-istintiva e semi-ponderata, di derrate prese dall’ambiente immediatamente circostante o prossimo;

    -      un sistema di manipolazioni e di processi tradizionali efficaci, al fine di trattare gli alimenti, trasformandoli dal loro stato originario, per renderli assimilabili e gustosi;

    -      delle routine e dei riti, anche dei miti, per regolamentare gli usi e per conferire loro un valore che trascende il consumo materiale degli alimenti;

    -      senza parlare di una ripartizione quantitativa e qualitativa degli alimenti, commisurata alla condizione dei commensali.

    1188837373-eIl tutto, come le altre “invarianti” della civiltá, fedelmente conservato e trasmesso, da una generazione all’altra, talvolta modificato, arricchito, corretto, a un livello di fluttuazioni inattese o di preferenze nuove : il piú sovente, tuttavia, senza cambiamenti sostanziali notevoli, come nelle grandi regole, inconsapevoli e inveterate, che governano la nostra vita.” (Jean Bottéro, La plus vieille cuisine du monde, Audibert Editeur 2002, trad. dell’autore)

    Ecco che, anche allo sguardo di un antropologo, l’evoluzione del gusto e delle abitudini alimentari diviene una costante necessitá storica, la tensione al miglioramento e alla novitá sembrando una caratteristica intrinseca delle civiltá, alla ricerca di quel misto di piacere e di sapere che trova la realizzazione nel savoir vivre.

    Non si sottolineerá mai abbastanza la differenza tra nutrirsi, che comporta il semplice metabolismo delle vivande, e mangiare, che, tra persone di buona compagnia, suggerisce una complicitá tra la nutrizione e l’allegria, l’una e l’altra suscitate dal pensiero, dalla vita, dal servizio nei piatti e nei calici, dall’assaggio nei bocconi e nei sorsi, che si mostrano, grazie al lavoro della preparazione, appetitosi e tentatori.  In tutte le culture queste “parole dei sensi” rinviano, anzitutto, al loro significato radicale e prosaico, ma mostrano subito dopo di avere acquisito un valore superiore e sentimentale : un semplice pasto, volto a ingerire degli alimenti, si trasforma in festino, in banchetto, in festa. Ecco l’atto quotidiano e popolare, discreto, quasi invisibile, trovare il suo coronamento in un livello superiore, il festino, che travalica la fisiologia della nutrizione, dimostra la ragion d’essere della Cucina e della Sommellerie, apre una prospettiva di psicologia individuale e sociale, da semplice meccanismo di sopravvivenza si eleva ad atto volontario di sviluppo della civiltá.

    cibo-e-vinoPer fare di un pasto un festino ci vogliono tre ingredienti : un buon piatto, un buon calice e una buona compagnia. Poiché un buon pasto rimane pur sempre un atto individuale, mentre il festino é un atto sociale, che implica l’abbondanza condivisa e la magnificenza. Il consumo dell’alimento, atto necessariamente ripetitivo, si sublima nel piacere del mangiare e del bere, a condizione che la tavola sia condivisa, generosa, allegra e stimolante. In termini culturali, il simposio é un momento di elevazione dello spirito con l’ausilio dei sensi; in termini sociali, é un piccolo atto di potenza, che avvicina gli uomini ai re e agli dei.

    Corroborati dalla sensazione di muoverci nella prospettiva della cultura e non solo nella limitata dimensione del piacere, possiamo pensare alla ricerca della qualitá sensoriale come ad un esercizio di stile, e non come ad una giustificazione di gustose gozzoviglie.

    Procedendo con metodo, e se é vero che lo stile, come la qualitá, é qualcosa di ineffabile, un profumo naturale, spontaneo, della maturazione del frutto della conoscenza, allora possiamo sperare che dalle nozze tra il sapere scientifico, applicato alla preparazione dei cibi e delle bevande, e la cultura generale, artistica, letteraria, possa nascere il saper vivere al meglio delle possibilitá offerte dal momento attuale.

    La sfida potrebbe cominciare in una serata tra amici, il piú volenteroso avrebbe preparato la cena, gli ingredienti a disposizione sono quelli che sono, ma il cuoco avrebbe giá dimostrato una certa abilitá, in altre occasioni si é fatto valere ; gli amici sarebbero inizialmente riluttanti ad accogliere la proposta: piatto semplice ma si mangia quasi al buio perché cosí ci si concentra sul profumo e sul sapore; lo stesso avverrebbe per il vino; alla fine potrebbe prevalere uno scettico atto di fede, come quando in parlamento un governo chiede la fiducia su un provvedimento innovativo ma apparentemente innocuo; il risultato potrebbe essere una divertita scoperta del gusto, magari con qualche sorpresa, magari con una voce dal gruppo che proponesse di proseguire; magari la raccolta del consenso e il piacere provato nella prova alla semicieca potrebbero offrire l’opportunitá di un gioco da ripetere…

    Ottava serata, Grande produttore Piccolo Produttore

    Pubblicato da aisnapoli il 7 - novembre - 2014 Commenta

    24 Gruppo INDòviniDi Lello Cimmino
    Dopo la lunga pausa estiva sono tornate le serate di INDo’vino e per incanto siamo arrivati anche all’ottova che si è tenuta il 17 ottobre.

    Tema: “GRANDE PRODUTTORE o piccolo produttore”, ovvero un’ esplorazione tra i grandi produttori che vinificano grandi quantità e pur facendo ricorso a standardizzazioni mantengono alta la qualità, e piccoli produttori che, lavorando piccole quantità e rispettando l’impronta del vitigno, realizzano delle vere eccellenze.
    Trenta sono stati i presenti che hanno messo alla prova i propri apparati recettori e sei sono stati i vini in degustazione: tre bianchi e tre rossi.
    Il primo in degustazione è stato il Valle Isarco Sylvaner Praepositus 2012, un Sylvaner della linea alta dell’ Abbazia di Novacella, grandi numeri ma ancora controllati dai Canonici Regolari Agostiniani.
    Bianco Alto atesino di 13,5°, dal colore paglierino chiaro con riflessi verdognoli. Al naso si fa notare per le nuance di vegetale erbaceo e agrumato di limone acerbo.
    Intenso, con ritorni di delicato floreale. In bocca vi è una piena confema della olfazione: il breve passaggio in legno di acacia ha donato nitidi profumi di pesca e mela golden.
    Non è stato facilmente individuato anche perché il Sylvaner non è un vino molto comune. Però, per la particolare freschezza, molti lo hanno collocato tra i vini del nord-est.

    4 BourgogneMolto suggestivo e aggiungo particolarmente intrigante è stato il secondo vino. Bourgogne Hates-Cotes de Beanne 2009 di Emmanuel Rouget, Chardonnay in purezza della Cote-D’Or (Bourgogne) di 13° e dal colore giallo paglierino marcato. Al naso non è stato dei più facili, la ritrosia olfattiva ha spiazzato la maggior parte dei presenti anche se le narici più allenate iniziavano a centellinare i profumi di agrumi e spezie dolci. Anche in bocca, al primo sorso, non dava immediatezza, ma si lasciava bere e scoprire con grande classe. Molti dei presenti hanno intuito che si era al cospetto di un fuoriclasse. Morbido e con un perfetto equilibrio d’alcol che introduce un finale di raffinata nocciola tostata (come pochi vini) e intensa frutta gialla matura.
    Il capolavoro di uno dei più grandi vigneron de Vosne-Romanèe, veniva individuato da una delle più belle aspiranti sommelier, nonché fissa presenza d’INDòvino, ossia Valeria Vanacore, che con grande decisione sentenziava “Chardonnay di evoluzione francese”. Per questa precisa affermazione gli è valso anche il premio INDòvino della serata. Brava Valeria.

    Lo chardonnay di Emmanuel Roget non è stata l’unica rarità, la vera sorpresa a mio parere è stato l’Ansonaco 2011 dell’Isola del Giglio dell’Azienda Agricola Altura – Carfagna, piccola produzione ma grande qualità. Uva ansonica di 13,5° vinificata secondo il manifesto naturalistico di Luca Gargano e Nicolas Joly e quindi un vino biodinamico che si può fregiare della denominazione“Triple A” .
    Senza chiarificazione e senza filtraggio, si presenta nel bicchiere di un colore giallo ambrato e leggermente opalescente. Al naso colpisce per l’intrecccio tra gli agrumi e i sentori di miele di millefiori, ma anche vaghe tracce di humus.
    In bocca esplosione minerale e salmastra, ma soprattutto un abbraccio caldo ed avvolgente.
    Finale amarognolo non facile. Un vino, questo, che merita un vero “inchino”, ma all’Isola del Giglio ultimamente tale pratica viene sconsigliata vivamente.

    Dopo i primi tre vini si è fatta una prima pausa con il buffet di pizze della casa. Il commento sulle pizze da parte dei convenuti è stato lapidario, – “Report”, qui, non avrebbe fatto nemmeno un minuto di filmato. Troppo buona, senza difetti e solo genuinità!
    Dopo la sosta è stata la volta dei tre rossi.
    Il primo ad essere versato è stato il Cabernet Sauvignon 2004 – Margaret River di 14,5° di Cape Mentelle, azienda del West Australia appartenente al colosso della moda e del bere francese (Moët – Hennessey – Luis Vuitton), quindi grandi produzioni di particolare qualità. Colore rosso carico, al naso fruttato e speziato. In bocca rotondo e diretto con frutta rossa matura, finale un po’ stanco e tannino levigatissimo dalla sosta prolungata di 18 mesi in rovere. Tra i tanti presenti una voce subito si è levata tuonando “Cabernet sauvignon francese”. Anche se l’emisfero di produzione non è proprio quello giusto, la tecnica invece si. Con questa affermazione, la new entry Ivano Davide, metteva la sua ipoteca sul secondo premio di INDòvino della serata. Complimenti.

    10 viniLe sorprese enologiche non sono finite, quinto in bicchiere è stato il Brunello di Montalcino DOCG 2005, di Pieve Santa Restituta, linea toscana della famiglia Gaja; quindi, grandi numeri con grande qualità.
    Rosso granato di 14,5°, con riflessi di rubino scuro. Al naso note fruttate di prugna e fiori come la viola, ancora cenni balsamici come la canfora. In bocca parte subito con un attacco di cacao e frutti di bosco. I tannini sono morbidi, ma l’alcol è potente, con una bocca avvolgente scossa da continui ritorni di frutta a polpa rossa. Finale lunghissimo. Fascinoso il naso anche a bicchiere vuoto con note di muschio, quasi un parfum pour l’homme.

    Ultimo dei sei è stato il Chianti classico Riserva 2004 di Bucciarelli, piccolo produttore ma grandissimo vignaiolo, la cui produzione va quasi tutta all’estero. Un vino non per guide e solo per selezionate enoteche. Sangiovese in purezza di 13,5°, dal colore rosso rubino con sfumature granato.
    Al naso profumo di viola, cuoio con ficcanti note di chiodi di garofano.
    In bocca, suadenti amarene. Al primo sorso subito una sensazione di morbidezza con tannini raffinati, il seguito è un’esplosione di frutta rossa in confettura e finale speziatissimo.

    Con Bucciarelli, si è chiusa la sfida tra grandi produttori e piccoli (però di grandiose eccellenze). La serata è continuata con il secondo break delle specialità della casa, ovvero delle fumantissime pizze con prosciutto, carciofi e provola, ed ancora rotoloni ripieni.

    Immancabile la premiazione dei più bravi INDòvini: Valeria Vanacore e Ivano Davide. Valeria è stata omaggiata con un Rosso di Montalcino di Casanova di Neri, mentre Ivano è stato omaggiato di un Taurasi Radici riserva 1997 di Mastroberardino e…… scusate se è poco!
    Allora, occhio alla data della prossima serata di INDòvino con “Indisciplinati o disciplinati”. Stay Tuned…