Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

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Gli eventi dell'AIS Napoli
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    Grandi Semplicità

    Pubblicato da aisnapoli il 24 - settembre - 2014 Commenta

    10646644_10204707748594824_1407223909250774578_nDi Gennaro Miele
    Una bottiglia di vino è il racconto della storia di acini cresciuti insieme, curati e nutriti dalla stessa vite. Potrebbe un solo chicco dare origine a tutto questo? No, la grandezza delle cose create dalle persone, infatti, altro non è che la somma delle nostre differenze, come in un gioco di equilibrio tra acidi e zuccheri.

    La nostra associazione è fatta di persone, parte integrante dell’enorme pigna del mondo, siamo uomini e donne, ragazzi o genitori, tutti uguali nelle nostre diversità sottili o evidenti che siano.

    Allo stregua del tempo dato ad un vino per aprirsi ed esprimere la propria storia, dovremmo dare tempo agli altri e a noi stessi per incontrarci nel momento invisibile che va tra il passato ed il presente che ci mette faccia a faccia, perdere l’occasione del contatto dei ragazzi de ”la bottega dei semplici pensieri” sarebbe perdere una parte preziosa di noi, ignorata nella spesso egocentrica visione del mondo.

    10653877_10204707748194814_8776905973676928841_nL’Ais Napoli non ha perso quest’ occasione, cogliendo nella serata finale di Malazè la vendemmia che porterà una nuova annata nella nostra enoteca emozionale, un nuovo incontro, non il primo infatti, con chicchi colmi di un bene prezioso come la speranza e la voglia di fare.

    Una volta ho letto la frase ”la diversità non è un mondo a parte, ma una parte del mondo” , una parte dell’immaginaria pigna da cui il mondo stesso dovrebbe trarre succo, arido com’è spesso di un gesto concreto e di una parola sincera, e proprio pensando alle parole mi accorgo che il nostro acronimo, AIS, può essere interpretato come le sfumature di colore attraverso un bicchiere, Andare Insieme… Semplicemente.

    Foto di Anna Ciotola

    Desìo, gelateria a via Partenope

    Pubblicato da aisnapoli il 23 - settembre - 2014 Commenta

    16356_10203567562401974_3386079054257475427_n“DESìO”
    STASERA dalle 19.30
    Via Partenope 38/44 – Napoli
    Inaugurazione primo punto vendita Desìo col toscano Palmiro Bruschi, master-chef del gelato italiano, Accademico della Gelateria e Ambasciatore del Gelato nel Mondo.
    Bruschi curerà lo start-up dei laboratori Desìo, introducendo il suo metodo e il suo know-how in una “promo-week” a seguire, durante la quale verranno offerti complimentary taste e il cono avrà un costo promozionale di benvenuto.
    L’evento è interamente curato da Mario Ioimo, design advisor del webmag “Fashion & Food” (www.fashionandfood.it).
    Prende il via da Napoli il primo laboratorio di gelato concretamente innovativo e diversificato, perchè oltre alla coniugazione dell’artigianalità e la diffusione via franchising introduce cardinalmente il binomio ricerca/selezione materie prime & design d’interni.
    Si chiama Desìo ed è il progetto pilota con cui due giovani imprenditori partenopei, Gianluca Picone e Marco Tartaro, intendono definire e realizzare un concept di mercato spendibile su piano internazionale.
    “Nei laboratori Desìo studiamo l’equilibrio perfetto tra il gelato artigianale della tradizione e la ricerca di nuove esperienze gusto-sensoriali, attraverso l’impiego di prodotti tipici e delle eccellenze italiane o internazionali, differenziando la nostra offerta in 2 macro-gruppi: prodotti sempre presenti e prodotti in rotazione mensile/settimanale.”
    Moderno connubio di:
    - ricerca di eccellenze e peculiarità sia campane che italiane;
    - un laboratorio di trasformazione o meglio di amalgama delle materie prime nel massimo rispetto della loro struttura nativa e genuinità;
    - un habitat che induca familiarità e appeal con la precisa percezione di “gusto” per occhi e palato;
    - un punto d’incontro per estimatori e amanti di nuovi sapori elaborati e rivisitati ma sempre offerti e presentati in maniera classica e passionale.
    “..Indurre a una piacevole tentazione!”, ecco il goal di Desìo e il core-project di Marco & Gianluca.

    Locandina Attenti a quei dueIl 29 settembre allo Yacht Club di Marina di Stabia “Attenti a quei due”,
    party a bordo piscina per i 20 anni di attività di Guida e Coccia

    Venti anni di attività per due importanti protagonisti della gastronomia campana come Peppe Guida, chef stellato dell’Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense, ed Enzo Coccia, maestro pizzaiolo de La Notizia di Napoli.
    Per celebrare degnamente questi due percorsi paralleli costellati di tanti riconoscimenti si è scelto l’elegante Yacht Club di Marina di Stabia dove lunedì 29 settembre, a partire dalle ore 20,00, si terrà un party a bordo piscina dal titolo “Attenti a quei due – Pizz@, pizze e P…”.
    La serata, a cui si potrà accedere solo su invito, avrà come tema centrale la pizza, proposta in tutte le possibili versioni, da quelle più tradizionali a quelle meno usuali.
    Le pizze al forno saranno, ovviamente, appannaggio dello staff de La Notizia mentre le pizze fritte saranno a cura del figlio di Peppe Guida, Francesco, che seppur giovane già dimostra ottima confidenza con impasti e lievitati. Entrambi impiegheranno i latticini offerti dal Caseificio Il Casolare e si avvarranno della friggitrice e del forno a legna messi a disposizione dal maestro Stefano Ferrara. Non mancheranno preparazioni dolci e salate curate dalla brigata di cucina dello Yacht Club e impreziosite da un piatto simbolo dello chef Guida che verrà svelato solo durante la serata.
    Ad accompagnare le preparazioni salate saranno i vini Cococciola spumante extra dry e Hedòs Cerasuolo d’Abruzzo Dop 2013 di Cantina Tollo e Le Mongolfiere a San Bruno Aglianico del Taburno Rosato Docg 2013 della Fattoria La Rivolta ; ai dolci, invece, verranno abbinati i liquori dell’Antica Distilleria Petrone e il Nucillo di ‘E Curti.
    La Ferrarelle, oltre a fornire l’acqua per gli ospiti della serata, sarà presente con la sua originalissima Ape car rossa.
    Grande attenzione sarà data all’ambiente grazie a tovagliati, piatti e bicchieri totalmente compostabili e biodegradabili offerti da Horeca service distributore Duni per la Campania.

    Partners dell’evento:
    Horeca service, Ferrarelle, Stefano Ferrara Forni, Caseificio Il Casolare, Cantina Tollo, Fattoria La Rivolta , ‘E Curti e Antica Distilleria Petrone

    Ingresso solo su invito (non saranno ammesse persone non presenti in lista)

    Contatti stampa:
    Laura Gambacorta
    Mob. 349 2886327
    Email: laugam@libero.it

    MANIFESTOFSTBG_4_OTTOBRE_14Festa di Santa Teresa del Bambino Gesù e sagra dell’uva

     sabato 4 Ottobre ore 18.30

    Località Cigliano

    Per info: segreteria@comitatocivicopercigliano.org

    E se non sai come raggiungerci ti aiutiamo noi: clicca qui

    La festa di Santa Teresa del Bambino Gesù vuole essere un segno di attenzione alla Comunità di Cigliano ed al territorio tutto: vogliamo man mano insieme con voi percorrere in maniera permanente un cammino, che nella festa trova un momento di arrivo e di ripartenza. Auspichiamo che questo momento possa essere per tutti noi evento di fraternità e condivisone, da vivere con passione e libertà, cercando il significato di ciò che siamo in quanto famiglie e comunità e di quanto facciamo: è sempre questa la via più vera e più bella. E’ un modo di sentirci uniti; è un modo per vivere comunione e solidarietà da famiglia a famiglia. Lo stare insieme ci permette di conoscerci meglio e di condividere il quotidiano.

    La serata sarà animata da musica popolare, braciata con la premiazione del miglior vino prodotto a Cigliano in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier delegazione di Napoli

    Consegniamo quindi questa invito con affetto e amicizia a tutte le famiglie delle nostre comunità, ai nostri amici ed agli amici dei nostri amici e a quanti non ci conoscono: siete tutti attesi SABATO 04 OTTOBRE 2014 dalle ore 18.30 in poi, presso i giardini della nostra Chiesa a Cigliano, per gustare insieme il dono dell’essere Famiglia e Comunità.

    28 Settembre, Cenando sotto un cielo diverso al Castello di Lettere

    Pubblicato da aisnapoli il 22 - settembre - 2014 Commenta

    Cenando sotto un cielo diverso

    28 settembre, Lettere, Castello Medioevale dalle ore 19
    Il ristorante Nonna Giulia e l’associazione Tra cielo e mare in collaborazione con le associazioni I Vesuviani, I disabili di Gragnano, Slow food, gli Amici della Tammorra
    presentano
    CENANDO SOTTO UN CIELO DIVERSO
    Piatti d’autore, musica, mostre, prodotti tipici per abbattere i muri della diversità

    Sapori tipici, bellezza del territorio e solidarietà sono gli ingredienti di Cenando sotto un cielo diverso, , l’evento socio-enogastronomico che si tiene il 28 settembre (dalle ore 19) presso il Castello medioevale di Lettere organizzato dal Ristorante Nonna Giulia e dall’associazione Tra cielo e mare, che operano a sostegno dei giovani con disagio psichico. La serata, realizzata con il contributo dell’ associazione di volontariato I Vesuviani, attiva nel sostegno agli anziani, dell’associazione I disabili di Gragnano, impegnata nel sostegno dei non udenti, di Slow food condotta dei Monti Lattari e dell’associazione Gli amici della Tammorra, intende valorizzare il territorio, i suoi prodotti tipici ma soprattutto, attraverso la convivialità del cibo, rappresentare un momento di integrazione con chi vive una dimensione considerata “altra”. Chef di alto livello proporranno dei piatti d’eccezione aiutati da collaboratori “diversi”, giovani o anziani, che vivono delle fragilità.
    L’idea di fondo della manifestazione è dare valore ai saperi e ai sapori del territorio e nello stesso tempo abbattere i muri che relegano in luoghi solitari chi vive ai margini, per problemi di demenze, di disagio, di malattie invalidanti.

    Con il patrocinio morale del comune di Lettere, dell’Asl Na 3 Sud, dell’Ambito Sociale 32 la serata avrà come ospiti d’eccezione prestigiosi chef che offrono gratuitamente il loro sostengo, dando “sapore” alla serata: Giulio Coppola (la Galleria –Gragnano), Michele de Martino (Evu- Vietri sul Mare), Alberto Fortunato (la Bettola del gusto – Pompei), Rosario Izzo (Napoli 1820- Mergellina), Gennaro Longobardi (Nonna Giulia- Lettere), Lorenzo Montoro (Osteria al Paese – Nocera Inferiore), Pietro Parisi (Era Ora – Palma Campania), Cristoforo Trapani (Piazzetta Milù- Castellammare di Stabia), Francesco Vorraro (Braceria bifulco- Ottaviano), I Fantastic 4 Cooking, Faby Scarica ( Terrazza Bosquet- Sorrento), Giuseppe Di Martino ( Torre del Saracino- Seiano-) Maurizio De Riggi ( Markus- San Paolo Belsito), Michele Grande ( La Bifora – Bacoli).
    Per assaggiare tre dei piatti creati dai noti chef e un calice di vino il biglietto è di 5 euro. Il ricavato sarà completamente devoluto alle associazioni di volontariato partecipanti. Vengono inoltre esposti prodotti tipici di aziende selezionate da Slow Food condotta Monti Lattari. Il tutto allietato dai ritmi e balli folkloristici degli Amici della Tammorra.

    Accanto alla musica e ai sapori il castello medioevale è lo straordinario scenario per una mostra che ospita quadri creati proprio dai autori “diversi”: espressioni artistiche dei ragazzi che partecipano alle attività dell’associazione Tra cielo e mare di Lettere e degli anziani che vivono la propria arte nel laboratorio I Vesuviani inserito nella struttura geriatrica Villa delle terrazze di Torre del Greco. In questa struttura dell’Asl Na 3 per anziani l’associazione I Vesuviani sostiene momenti di arteterapia, musicoterapia creando poetici capolavori, come gli strumenti musicali, realizzati con materiale di riciclo all’interno del progetto Music’amo, esposti durante la serata. Sempre nel castello vengono proiettati a ciclo continuo filmati de I Vesuviani, che raccontano la creatività e la bellezza di un mondo normalmente relegato nella noncuranza, e i video di sensibilizzazione del SERT di Castellammare di Stabia e dei ragazzi di Tra cielo e mare.

    Per informazioni 081-8022101 cell.333-3455623

    Campi Flegrei Falanghina “Selva Lacandona”, Il vino anticamorra

    Pubblicato da aisnapoli il 21 - settembre - 2014 Commenta

    Selva Lacandona, Falanghina AnticamorraScrivi “Selva Lacandona” ed è già storia. Il primo vino prodotto su un bene confiscato in Campania, sul primo bene agricolo confiscato alla camorra, è in vendita. Nato dalla Festa popolare della Vendemmia, a suon di tamorre e castagnette, volontari hanno raccolto l’uva falanghina che adolescenti, minori ed adulti dell’area penale hanno curato insieme a contadini locali e soci della cooperativa ®esistenza.
    Punti vendita dove poter comprare il vino:
    (elenco provvisorio in aggiornamento)
    - Cooperativa Sociale (R)esistenza – Via A. Ghisleri Lotto P5 (Scampia) – 80144 Napoli
    – Bene Confiscato alla camorra “Selva Lacandona – Amato Lamberti” – Via Tirone snc (Chiaiano) – 80145 – Napoli
    – Fattoria Sociale “Fuori di Zucca” – Via Linguiti, presso ex manicomio di Aversa – (Ce)
    Dal 20 settembre la cooperativa (r)esistenza partirà con un tour nazionale di presentazione e vendita del vino in tutta Italia dove si incontrerà cittadinanza e potenziali venditori.Sarà possibile acquistare il vino, le nostre marmellate e tutti i prodotti NCO durante tali incontri.
    TAPPE E DATE DEL TOUR (in aggiornamento)
    Prima tappa 20/21 settembre: Festa dell’Uva – Rutigliano – Bari

    Il Belgio e le birre

    Pubblicato da aisnapoli il 19 - settembre - 2014 1 Commento

    foto 4Di Gabriele Pollio
    Un detto ceco recita: “Una buona birra dovrebbe essere giudicata da un solo sorso. Ma è meglio essere più scrupolosi”.
    Mi piace pensare che più che un’esortazione all’alcolismo questa sia un’esortazione alla curiosità.
    E’ proprio la continua voglia di scoprire cose nuove che mi ha spinto alla scoperta di una nazione dove la birra è una religione.
    Il Belgio, un paese che conta poco più di 10 milioni di abitanti e con una superficie di poco più grande della Lombardia, riesce a produrre più di 600 tipologie di birre differenti.
    Senza pretese di esaustività (servirebbe un’enciclopedia che vi risparmio di acquistare, soprattutto se scritta da me!), proverò a raccontare dei posti magici in cui il tempo sembra essersi fermato: i birrifici artigianali.
    foto 5Il viaggio inizia da Villers-devant-Orval. L’Abbazia di Nostra Signora di Orval si staglia tra i boschi della Vallonia. I monaci sono come fantasmi, non appaiono mai. Eppure già dall’esterno si nota che all’interno c’è del “fermento”. Comignoli che sbuffano senza sosta, le rovine dell’antica abbazia vegliano notte e giorno sulla produzione di una delle birre trappiste che meglio interpreta questo stile particolare e unico: la mitica Orval. La visita è interessante ma lo è ancora di più la degustazione al caffè dell’abbazia. In commercio si trova solo una tipologia (caso unico tra i birrifici trappisti) di birra (Orval, 6.2 %) mentre al caffè mi è concesso di provare anche la birra prodotta solo ed esclusivamente per il consumo interno dei monaci trappisti (la Petit Orval, 3,5 %). Le due sorelle sono molto simili e, come detto, rispecchiano in pieno i canoni dell’arte brassicola trappista. Colore ambrato, schiuma compatta e finissima. Naso e bocca perfettamente coerenti con toni fruttati e speziati. Persistenza notevole supportata da un’acidità elegantissima.
    foto 24Il giorno dopo arrivo a Bruges. Secondo alcuni, la città più romantica del mondo. Per me, la sede del birrificio De Halve Maan (La Mezza Luna). Aperto nel 1856, ancora oggi è a conduzione familiare e resta l’unico ancora in attività nel pieno centro della città. Superato l’impatto con il bar del birrificio (alle cui pareti crescono piante di luppolo), a dire il vero molto accogliente ma altrettanto turistico, ci si tuffa in un impianto piccolo, costruito su 4 piani, che sembra un vero e proprio labirinto. Cunicoli, scale ripidissime e porte nascoste portano alla scoperta di un birrificio che ha mantenuto intatte le proprie caratteristiche strutturali e il modo di fare la birra.
    I prodotti degustati sono tutti in perfetto stile “belga”: gradazioni alcoliche elevate (la birra meno alcolica, quella che dovrebbe essere una sorta di aperitivo, ha una gradazione del 7 %) e un corpo che, volendo azzardare un paragone col vino, potremmo accostare a quello di un Taurasi.
    Terza tappa del tour alcolico. Fiandre occidentali. Esen: un paese che non esiste sulle mappe stradali! Qualche casa, molte mucche e il birrificio De foto 14Dolle Brouwers. Il perché del nome (che in italiano si può tradurre con birrai matti) lo si intuisce già dalla facciata del capannone,un pupazzo enorme intento a guardare la propria birra campeggia sulla parte superiore dell’edificio. Nato nel 1980, questo birrificio si fonda sul carisma e sulla follia di Kris Herteleer. Tralasciando il fatto che mi ha accolto con pantaloni viola, scarpe verdi e un papillon largo quanto le sue spalle, credo che sia difficile incontrare personaggi del genere. E’ stato lui il primo al mondo a fare maturare le birre in botti di legno già utilizzate per il vino (precisamente utilizzate nell’AOC Saint-Julien a Bordeaux), le sue birre non sono mai banali, le etichette sono fantastiche. La punta di diamante del birrificio è sicuramente la Oerbier. Il suo colore molto scuro rende sorprendente l’acidità di cui è pervasa all’assaggio. Nonostante sia prodotta con 6 differenti tipi di malti, il finale non è affatto dolce ma piuttosto amaro e lungo. Una birra che definirei “spiazzante”!
    foto 8Come non chiudere un viaggio del genere con la birra belga per antonomasia? Il lambic. E quando si parla di lambic, come non parlare di Cantillon? Uno degli ultimi 5 produttori rimasti al mondo (tutti in Belgio per la verità) di questo tipo di birra. Fermentazione spontanea grazie ai microrganismi selvatici presenti nell’aria, maturazione in botte e, ovviamente direi, rifermentazione in bottiglia fanno di questa birra l’anello mancante tra la birra e il vino. Carne in scatola, metallo, aceto sono tutti sentori che in qualsiasi altra birra sarebbero considerati difetti (per non parlare del vino!) ma in questa no. E con ciò non voglio salvare un prodotto nel nome della “tipicità”. Il lambic è questo, prendere o lasciare. Io, personalmente, ho preso e vi assicuro che la Gueuze (birra nata dall’assemblaggio di lambic di tre annate differenti) risulta una birra fantastica nonostante la sua inizale “scontrosità”.

    E’ stata l’estate

    Pubblicato da aisnapoli il 19 - settembre - 2014 1 Commento

    2014-09-16 22.40.51_resizedDi Gennaro Miele

    La fine dell’ estate è il momento di riporre in scatole e cassetti gli oggetti che hanno accompagnato la nostra voglia di libertà, che siano occhiali o una leggera maglia non importa, quel che conta è il valore datogli. Ieri a Villa Domi, c’è stata la possibilità di un ultimo ricordo, un ultimo saluto alla bella stagione nell’ evento “Fermenti di fine estate”, dinanzi ad una vista di Napoli solitamente nascosta ai più.

    Mentre le luci di questo settembre dimezzato si assottigliavano all’orizzonte gli chef Antonella Rossi, Gianluca D’Agostino e Fabio Ometo, hanno proposto la loro arte creandone una raffinata sintesi in panini gourmet, piccoli scrigni che nascondevano un tesoro di sapori cui sono stati affiancati i deliziosi fritti di Enzo Sannino.

    Il palato infatti, ha avuto la sua rivincita sugli occhi già sazi di questo scenario, attraverso sensazioni di succosità di latticini sposata con aromi di acciughe e delicatezze dell’orto, il tutto accompagnato dal lavoro di maestri birrai che hanno offerto il loro lavoro artigianale nelle interpretazioni più varie.

    Musica di tempi andati e dai toni gentili ci ha accompagnato completando un percorso, organizzato dalla giornalista immagine032enogastronomica Laura Gambacorta, che sembrava voler coinvolgere i sensi con un dono di sensazioni integrate fra loro, note di un concerto emozionale che certamente non ha lasciato indifferenti.

    Mentre la sera maturava ci siamo diretti in un angolo della villa per un dolce saluto passando al di sotto di alberi secolari da cui pendevano lunghe e suggestive lanterne di evocazione fiabesca. Con il gusto dei gelati di Vanilla Ice e del cioccolato biodinamico Pacari, con i liquori dell’Antica Distilleria Petrone, ci si è soffermati dinanzi alla città silente e libera dal traffico.

    Il cantante soffia nel microfono le parole di fly me to the moon, ci dice ”fill my hearth with song” ovvero riempi il mio cuore con una canzone, ma dubito che il nostro, stasera, possa accogliere altre emozioni, colmo com’è di gusti e di nuovi ricordi.

    Un ultimo sguardo alle luci che mormorano sulla costa in attesa del prossimo respiro di caldo sole estivo svegliato dal mare, un degno saluto all’estate con un po’ di nostalgia in attesa delle sfumature dell’autunno, ma con in tasca una promessa, ci rivedremo bella… stagione.