Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

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Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 30 ott 2015 al 18 giu 2016 alle ore:19:30

      Ais Campania, Master Borgogna con Armando Castagno:

      Mancano: 00:00 ore.
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    • dal 09 mag 2016 al 09 mag 2016 alle ore:20:30

      9 Maggio, Champagne Dosnon all'Enopanetteria

      Mancano: 8 giorni e 22:50 ore.
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    12 Aprile, Apre il Romeo Bar

    Pubblicato da aisnapoli il 8 - aprile - 2016 Commenta

    ROMEO-BAR-Coming-soonIl 12 aprile apre il Romeo Bar, creato per diventare il punto di riferimento della Napoli più cool ed essere il ritrovo degli ospiti dell’hotel.

    Nasce con un concept unico nel suo genere: dal caffè pomeridiano fino al dopocena, passando per il momento aperitivo, la cena a base di sushi e la spaghettata in seconda serata; il tutto tra preparazioni a vista e armonici contrasti in perfetto stile Romeo.

    Sin dal primo pomeriggio, ci si metterà in moto con il momento della caffetteria e del tè, a cui sarà dedicato un affascinante rituale tutti i giorni.

    L’atmosfera si scalderà con l’approssimarsi dell’orario aperitivo, tra i cocktail dei nostri bartender e finger food che sono opere d’arte in miniatura.

    Una volta stuzzicato l’appetito si è pronti per cenare in modo esclusivo e originale: tradizione partenopea e nipponica si incontreranno in una fusione senza eguali.
    Si potrà così degustare un grande classico napoletano, lo spaghetto ‘mbruscinato, declinato in una serie di varianti, saltato in padella dagli Chef partenopei davanti ai propri occhi. E affidarsi quindi alle cure della Chef giapponese per una selezione di sushi, zuppe e tartare, per poi tornare a sapori tipicamente italiani per il dessert.

    Al Romeo Bar la serata non si concluderà certo con la cena: un’ampia selezione di cocktail after-dinner e la creatività dei nostri bartender scandiranno il dopocena fino a mezzanotte.

    L’ambiente, dal design eclettico e minimal chic è formato da quattro aree: il bancone centrale in marmo, l’angolo pedana più appartato, il lounge con sgabelli e divanetti, e la cigar room adiacente, dove è possibile degustare habanos accompagnati da rum e cioccolato.

    Romeo Bar è il place to be, con due anime ma un unico cuore!

    Info e prenotazioni – Romeo hotel
    Via Cristoforo Colombo, 45 – Napoli. Tel 081 6041 580 - reservations@romeohotel.it

    1 FotoDi Marco Fasciglione

    Vero e proprio status symbol della Basilicata del vino, l’Aglianico del Vulture è una delle migliori uve del nostro Paese ed origine di un vino che può essere senz’altro inserito tra i grandi rossi italiani al pari del Barolo in Piemonte, del Brunello di Montalcino in Toscana, dell’Amarone della Valpolicella nel Veneto e del suo stretto parente campano, il Taurasi. Si tratta di un vino dotato di personalità come pochi e che è riuscito ad ottenere risultati qualitativi eccellenti grazie al lavoro dei produttori locali, dove le aziende storiche hanno svolto un fondamentale ruolo di avanguardia e di orientamento per la crescita di nuove imprese che hanno apportato a loro volta un fondamentale contributo in termini di entusiasmo, passione ed innovazione. L’uomo, quindi, con le sue conoscenze e le sue tradizioni (la pratica dell’allevamento ad alberello, ancora utilizzata in alcune aree del Vulture, ne costituisce un esempio), ma non solo. L’altro elemento che concorre in modo fondamentale nella creazione di un vino monumentale sotto tutti i punti di vista, è l’ambiente pedoclimatico: poche sono le zone, in Italia come all’estero, così vocate come l’area del Vulture. I terreni vulcanici hanno evitato il diffondersi della fillossera favorendo lo sviluppo di vigne molto antiche, franche di piede, in alcuni casi, come detto, ancora coltivate ad alberello. L’altitudine, che oscilla tra i 450 ed i 600 metri sul livello del mare, è ideale per l’allevamento della vite: le forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, il minore irradiamento solare determinato dall’inclinazione dei vigneti, l’ottima ventilazione proveniente dal mare ed il drenaggio perfetto dei terreni a base tufacea e ricchi di minerali, arricchiscono il corredo aromatico e soprattutto conferiscono eleganza e finezza ai profumi. L’insieme di questi fattori consente ai coltivatori locali il lusso di poter assecondare la maturazione tardiva dell’uva e quindi di poter procedere con la vendemmia nel momento in cui l’uva ha raggiunto un perfetto equilibrio tra maturazione tecnologica, quella fenolica e quella aromatica. Il vino che ne deriva si caratterizza per una componente acido-tannica che ne esalta la droiture e ne favorisce la vita lunghissima tanto in bottiglia quanto nel bicchiere dove il vino con il trascorrere del tempo non si spegne bensì si esalta, continua ad evolversi in un incessante andirivieni gusto-olfattivo.
    i vini in degustazioneÈ a questo grande vino e al suo terroir che è stata dedicata il 23 marzo 2016 una doppia verticale condotta da Marina Alaimo presso il ristorante Cap’Alice in via Bausan. Le sessioni di degustazione hanno riguardato alcuni dei prodotti di punta di due aziende del Vulture: Eubea e Vigne Mastrodomenico. Si tratta di aziende relativamente giovani, entrambe fondate verso la fine degli anni ‘90 e a conduzione familiare, ma che hanno già dimostrato di saper interpretare al meglio la millenaria tradizione enologica del Vulture.
    Eubea, che ha presentato il Ròinos nei millesimi 2008, 2009 e 2012, ha sede in località Ripacandida ed è oggi guidata da Eugenia Sasso (presente alla degustazione), nipote e figlia d’arte, affiancata dal papà Francesco una delle maggiori personalità del mondo del vino della Basilicata. Il Ròinos proviene da vigne antiche anche di 70 anni coltivate a Barile principalmente ad alberello o a filare basso (questo per limitare gli effetti del caldo e del sole durante le assolate giornate dei mesi estivi) e affinato attraverso un sapiente utilizzo di botti di rovere francese.
    Le Cantine Mastrodomenico, che hanno presentato il Likos nei millesimi 2007, 2009 e 2011, sono situate a Barile piccolo paese incastonato tra le pendici orientali del monte Vulture in quel suggestivo scenario naturale del massiccio collinare Sheshë: una serie di grotte scavate nel tufo ed adibite, soprattutto nel passato a cantine per la custodia del vino. L’azienda, condotta dall’agronomo Donato e dai figli Giuseppe e Emanuela (anche lei presente alla serata di degustazione) si caratterizza per il meticoloso lavoro in vigna e per la forte spinta innovativa: dal 2011 l’azienda ha aderito a Farm To Fork (F2F) una ricerca pilota finanziata dall’Unione Europea, e che coinvolge aziende ed università sparse su tutto il territorio europeo, destinata a promuovere la tracciabilità dei prodotti alimentari e la lotta alla contraffazione. Una volta a regime, il sistema di tracciabilità consentirà di ricostruire la storia di ogni singola bottiglia dalla vendemmia fino all’affinamento e all’imbottigliamento finale.
    Entrambe le aziende operano da alcuni anni in regime di viticultura biologica certificato. La scelta verso la viticoltura sostenibile è testimonianza dei valori che permeano la filosofia aziendale di entrambe: un approccio alle risorse della terra basato sul rispetto, la preservazione e lo sguardo rivolto alle generazioni future.
    In via generale, le due verticali hanno confermato la vocazione dell’Aglianico del Vulture come grande vino da invecchiamento caratterizzato da una mineralità che sembra trarre la propria linfa vitale dalla lava, dal tufo e dalle brezze che dal mare si inerpicano fino al Vulture. La degustazione ha consentito, inoltre, di analizzare più in dettaglio il millesimo 2009: proposto in entrambe le verticali, tale millesimo si è confermato come un’annata di grande spessore grazie al carattere amichevole e caldo dell’andamento climatico stagionale. Infine, quanto alle annate più giovani, se da un lato il loro essere ancora in fieri è di palmare evidenza, dall’altro lato i due vini hanno evidenziato un carattere caleidoscopico, ed una estrema vitalità fatta di irrequietezze, di movimento, di dinamicità, con delle potenzialità evolutive da vertigini.

    La degustazione

    Ròinos 2008 Eubea
    Manto rubino cupo. Timbro olfattivo evoluto e discretamente modulato con un corredo aromatico che apre su note di amarena, poi pepe nero e quindi note di gesso che si intrecciano nella chiusura con note di pelle conciata e sentori eterei di ceralacca. Al palato il vino mostra potenza ed eleganza in un discreto equilibrio generale in cui l’acidità risulta ben calibrata e mai aggressiva. Lungo il finale declinato su note minerali salmastre e che ricordano la pietra lavica e la grafite. Affinato in botti di rovere.

    Ròinos 2009 Eubea
    Rosso rubino intenso. L’intrigante incipit olfattivo sprigiona note di frutta rossa, poi i profumi virano drasticamente verso sentori di liquirizia in radice per cedere il passo a note floreali; quindi con l’ossigenazione il naso viene condotto verso stuzzicanti sentori di pepe nero intrecciati a nuances minerali ed erbe aromatiche. Seguono di nuovo le spezie, ma questa volta dolci, per chiudere infine con accenni di fichi secchi. La bocca è interamente giocata sugli inseguimenti gustativi tra i tannini irruenti, ma non aggressivi, e tutto sommato ben delineati, la piacevole sapidità ed una affascinante freschezza che sottolineano le intatte potenzialità evolutive del vino. Finale lungo e coerente declinato su note di grafite e china. Affinato in botti di rovere.

    Ròinos 2012 Eubea
    Manto rubino, ricco di luce e di riflessi. Il naso, avvolgente, apre su note di amarena intessute a note eteree, per poi orientarsi verso sentori di pepe nero e chiodi di garofano e infine su note di caffè e cacao. Bocca di struttura tutt’altro che timida: il sorso porta in dote la freschezza del sapore, tannini setosi e ben fusi nella struttura del vino ed una stuzzicante sapidità che sostengono un corpo a dir poco imponente e fanno da preludio ad un finale lungo e di rara potenza declinato su note di caffè, timo e gesso. Insomma, un millesimo che esprime al meglio le potenzialità del territorio: godibile già oggi ma con ancora lunghi anni di evoluzione davanti a sé. Affinato in botte di rovere.

    Likos 2007 Mastrodomenico
    Rubino cupo, quasi impenetrabile. L’assetto olfattivo è lento ma ricco e generoso; esordisce su note di cuoio e di amarene che ‘dominano’ un quadro che si arricchisce poco a poco di spezie dolci, poi gesso e grafite, quindi sentori iodati e salmastri per orientarsi in chiusura su note di ceralacca. Bocca elegante e carica di vitalità in cui i tannini, evidenti ma ben fusi nella struttura, e l’impetuosa salinità, che rilancia la persistenza iodata ed eterea, operano in un contesto di generale equilibrio gusto-olfattivo. Un vino, insomma, con prospettive di evoluzione ancora rilevanti. Barrique francesi poi affinamento in bottiglia.

    Likos 2009 Mastrodomenico
    Il vino esprime perfettamente le potenzialità dell’andamento climatico stagionale, caldo e precoce, e che regala un millesimo che donerà ancora a lungo tante soddisfazioni agli appassionati. Manto rubino compatto, la carica antocianica è talmente forte da lasciare del colore lungo le pareti del calice. Silhouette olfattiva ricca ed elegante nella sua prorompente mineralità: apre su note di gesso e nuances di grafite, poi amarena in confettura e sorba matura, quindi humus e sentori silvestri anticipano note di chiodi di garofano e una lussuosa declinazione aromatica di radice di liquirizia. Come se non bastasse, dopo circa venti minuti dall’inizio della degustazione emergono suggestive note di pesche sciroppate e di agrumi e fichi secchi. Il sorso è intenso ed energico e rivela un’impalcatura acido-tannica di solare efficienza; il finale potente, complesso e lungo è interamente dedicato alla frutta in confettura e alle note minerali. Lo si può apprezzare già da ora, oppure da conservare in cantina per qualche lustro. Barrique francesi poi affinamento in bottiglia.

    Likos 2011 Mastrodomenico
    Il tono cromatico, cupo e tetragono è sostanzialmente in linea con il millesimo precedente. Il ventaglio aromatico è imponente, colossale e caleidoscopico. Il naso, in effetti, indugia in un continuo susseguirsi e rincorrersi di ritorni olfattivi con un incipit declinato su note di spezie dolci ma che si rimodula subito su prorompenti note iodate, ferrose e medicinali. Poi le note di fichi secchi, le bacche di liquirizia, i sentori di cacao e la polvere di caffè prendono il sopravvento ma solo per condurre il naso ad un progressivo declino su note di more di gelso, quindi di rosa e di erbe alpine. Il sorso evidenzia grande qualità: il vino entra autorevolmente nel palato per allargare velocemente lo spettro aromatico e scatenarsi in una vertigine di ritorni minerali e di liquirizia, in un quadro caratterizzato dal martellante ritmo impresso dall’acidità e da un persistente finale gessoso. Un vino monumentale ma palesemente ancora in divenire e che merita di essere atteso ancora a lungo per poterne apprezzare al massimo tutte le proprie potenzialità. Barrique francesi poi affinamento in bottiglia.

    pizza_alfredo_cop_WEBGIOVEDI’ 7 APRILE ORE 18.00

    PIZZERIA FRESCO VOMERO (piazza Fuga)

    ROGIOSI EDITORE // PRESENTA IL LIBRO

    La migliore amica di Alfredo. Storie e ricette del Cavaliere della pizza

    INTERVERRANNO:
    ALFREDO FORGIONE/ ANTONELLO VELARDI/ MARCO LOMBARDI/
    modera: GIOVANNI CHIANELLI

    Giovedì 7 aprile alle 18 alla Pizzeria Fresco di Piazza Fuga al Vomero, Rogiosi Editore presenta il libro La migliore amica di Alfredo. Storie e ricette del Cavaliere della pizza. Alla presentazione interverranno Alfredo Forgione, Angonello Velardi e Marco Lombardi. Modera l’incontro il giornalista Giovanni Chianelli.

    Ufficio Stampa Rogiosi
    Simonetta de Chiara Ruffo
    Cell. 3343195127
    simonettadechiara@gmail.com

    IL LIBRO

    Il volume raccoglie le principali ricette di Alfredo Forgione, decano dei pizzaioli napoletani. Come antipasto propone alcuni racconti. Le storie che lo hanno portato a diventare tra i più celebrati interpreti di un’arte antica. Perché se è vero che la pizza è la pietanza più diffusa al mondo vien da sé che Alfredo è il creatore più esperto di questa celebrità. Sono infatti più di sessant’anni che realizza capolavori sotto forma di pasta, mozzarella e pomodoro.
    Dagli esordi presso “Ciro a Mergellina” ai fasti attuali di “Fresco”, passando per esperienze estere e di insegnamento per futuri pizzaioli, Alfredo si afferma come l’autore d’eccellenza del piatto più popolare. Questo ne fa un mago, lo sciamano, depositario di una sapienza che solo pochi eletti possono continuare. Solo chi segue le orme del Cavaliere.

    L’AUTORE
    Alfredo Forgione nasce a Torrecuso (BN) nel 1943. A soli sei anni arriva a Napoli, al seguito dei fratelli maggiori. Qui impara, piccolissimo, il mestiere di pizzaiolo. Si vede che ce l’ha nel sangue: ancora minorenne esordisce da “Ciro a Mergellina”, allora tempio della cucina partenopea. Per quasi quarant’anni sarà il suo palcoscenico. Quello dove passano attori, politici e calciatori. E dove nasce la famosa domanda, “C’è Alfredo?”, garanzia di pizza eccellente e poi, nel 2014, titolo della sua prima biografia. Negli anni 2000, dopo l’addio alla pizzeria di Mergellina, tutti lo vogliono. Stage e convegni, in Italia e all’estero. Proposte da capogiro ma lui vuole restare in patria. Nasce l’idea di“Fresco. Trattoria fondata nel 2020”, a via Partenope. Là, sul mare, il suo nuovo trono: a suggellarel’irresistibile ascesa dello scugnizzo nato nel Sannio arriva, per mano di Giorgio Napolitano, la nomina di Cavaliere.

    Un viaggio fotografico in Franciacorta

    Pubblicato da aisnapoli il 7 - aprile - 2016 Commenta

    Di Gabriella Imparato

    Un viaggio nelle colline di Franciacorta dove il vino è religione

    …trasmette un senso di ordine antico passeggiare tra i filari di queste viti

    dal Castello di Bornato percorrendo la strada del vino fino al lago d’ Iseo ogni sguardo è la cornice di un dipinto

    la bellezza della natura i profumi e gli aromi si ritrovano in ogni calice di vino, il tutto è in perfetta sintonia con l’uomo

    ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Delegazione di Napoli

    ChampagneMOB a Verona

    ChampagneMOB a Verona
    #nonceduesenzatre Gold Edition
    11 Aprile, Verona

    Terapia detox omeopatica a base di champagne per ristorarsi dalle fatiche veronesi…

    Save the water drink champagne ;-)

    Quota di partecipazione 50 euro

    per iscriversi: Sms (con nominativo) a Tommaso Luongo 3356790897 Alessandro Palmieri 3475060871 

    Scuola “itinerante” di degustazione di champagne.
    A cura di Tommaso Luongo, Delegato Ais Napoli

    Un ciclo di appuntamenti organizzati con la tecnica del Flash-Mob (in rigorosa versione etilica) per scoprire il mondo dello champagne: la storia e il metodo produttivo, i terroir e la tecnica di degustazione. Imparando a distinguerne i diversi stili attraverso perlage, profumi e sensazioni gustative.Ci sono due strade per raccontare l’affascinante mondo dello Champagne: curiosare lungo l’avenue de champagne di Reims celebrando i fasti delle maison più prestigiose, oppure muoversi con passione alla ricerca delle chicche enologiche provenienti dai più piccoli e sconosciuti récoltant-manipulant…
    Cos’è? Un gruppo di champagne–mobbers si riunisce periodicamente utilizzando i social networks o via sms con la finalità comune di mettere in pratica un’azione insolita: una degustazione di champagne “al buio” in luoghi diversi e originali.
    Come funziona? Tutti quelli che sono interessati dovranno inviare un sms (con nominativo) ai numeri indicati  e concorderemo la consegna del braccialetto “gold edition” per poter accedere allo ChampagneMOB, poi un messaggio whatsapp svelerà luogo, orario e (forse) gli Champagne che saranno degustati.
    Insomma champagne per tutti! Una piccola rivoluzione eno-culturale a colpi di bolle…Tutto quello (o quasi) che dovreste sapere per de-gustare uno champagne.
    Ready for Champagne-MOB? Stay Tuned!

    invito vinitaly consorzioCONSORZIO TUTELA VINI CAMPI FLEGREI ISCHIA E CAPRI

    Il Consorzio di Tutela Vini Campi Flegrei Ischia e Capri al Vinitaly 2016
    Tavole rotonde e attività di Degustazioni per meglio esplorare i vitigni Flegrei e festeggiare i cinquanta anni della DOC Ischia.

    Lunedì 11 e martedì 12 Aprile il Consorzio di Tutela Vini Campi Flegrei Ischia e Capri sarà di scena al Vinitaly con Tavole Rotonde e degustazioni.

    Due le attività in programma presso il Padiglione B della regione Campania:
    • Lunedi 11 Aprile, ore 14:00 -15:30 – Tavola Rotonda “I CAMPI FLEGREI: QUALE FUTURO?”

    • Martedì 12 Aprile, ore 13:30 -15:00 – Tavola Rotonda “50 ANNI DELLA DOC ISCHIA”

    Nello specifico, la tavola rotonda “I CAMPI FLEGREI: QUALE FUTURO?”, intenderà evidenziare la volontà del consorzio di insistere sulla ricerca scientifica volta alla piena comprensione delle caratteristiche dei suoli e al miglioramento di un modello viticolo riproducibile e sostenibile, in particolar modo per il vitigno PIEDIROSSO.
    A tal proposito, saranno presentate le prime azioni messe in atto dal comitato tecnico scientifico, appositamente costituito, per la piena comprensione e valorizzazione di quest’affascinante vitigno, quali: collaborazioni con università, enti di studio e scambi tecnico-viticoli con altri territori della Campania.
    La ricerca, insieme con altre azioni di comunicazione sarà necessaria per portare fuori dalle mura regionali i CAMPI FLEGREI .

    Seguirà la degustazione: “Il Piedirosso (nei) Campi Flegrei

    Interverranno:
    Enol. Gerardo Vernazzaro – Consorzio di Tutela Vini Campi Flegrei Ischia e Capri.
    Walter Speller – Giornalista (www.jancisrobinson.com)
    Tommaso Luongo – Referente Campania Guida Vitae dell’ AIS

    Con la Tavola Rotonda “50 ANNI Doc Ischia”, il Consorzio Tutela Vini Campi Flegrei Ischia e Capri , unitamente alla Strada del Vino e dei prodotti Tipici dell’Isola D’Ischia, dopo il recente successo presso l’ambasciata Italiana di Berlino, intende continuare i festeggiamenti per la Doc più antica della Campania: “ISCHIA”.
    Sarà inoltre, questo il momento in cui, il neo presidente del consorzio, Gerardo Vernazzaro, presenterà il programma di un importante comprensorio quale quello dei Campi Flegrei e delle isole del golfo, Vito Iacono in qualità di Presidente della Strada del Vino dell’Isola d’Ischia illustrerà ciò che è stato fatto negli ultimi anni e i programmi di una doc storica oramai matura per richiedere la P a ciò che oggi è una prestigiosa DO. Ad intervenire al confronto anche i protagonisti della storia dell’isola d’Ischia, tra questi Andrea D’Ambra degno discendente di una famiglia che la Campania del vino riconosce unanimemente come propulsore della qualità vitivinicola regionale.
    Ad accompagnare il dibattito, i vini d’Ischia: Biancolella, Forastera, Ischia Bianco, Ischia Rosso e Per’e’Palummo raccontati dal consigliere nazionale AIS Marco Starace.

    Seguirà la degustazione: “I Vini dell’Isola verde”.

    Interverranno:
    Enol. Gerardo Vernazzaro – Consorzio di Tutela Vini Campi Flegrei Ischia e Capri
    Enol. Andrea D’ Ambra – Casa D’ Ambra
    Marco Starace – Consigliere Nazionale AIS
    Vito Iacono – Presidente Strade Del Vino di Ischia

    A moderare entrambe le Tavole Rotonde sarà il noto giornalista enogastronomico Luciano Pignataro

    Per info e contatti:
    Consorzio Tutela Vini Campi Flegrei Ischia e Capri
    consorziocfic@gmail.com

    Vinitaly 2016, Presentazione Consorzio Tutela Vini Vesuvio

    Pubblicato da aisnapoli il 6 - aprile - 2016 Commenta

    CTVV invito Vinitaly noai

    Presentazione Consorzio Tutela Vini Vesuvio

    I VINI DEL VULCANO Più FAMOSO AL MONDO

    Vinitaly Padiglione Campania 

    12 Aprile dalle 12 alle 13

    ModeraLuciano Pignataro

    Intervengono:

    Ciro Giordano – Presidente Consorzio Tutela Vini Vesuvio

    Ferdinando Polverino De Laureto - art director, wine communicator

    Guido Invernizzi – Relatore, Commisario d’esame AIS

    Tommaso Luongo – Referente Campania guida VITAE dell’AIS

    Vinitaly 2016, presentazione Le Ali di Mercurio Accademia

    Pubblicato da aisnapoli il 6 - aprile - 2016 2 Commenti

    Le ali di mercurio accademiaQuest’anno al Vinitaly, verrà presentato un nuovo progetto: l’Accademia delle Ali di Mercurio.
    Creato con il prezioso contributo del gruppo ideato da Vincenzo Mercurio, è un percorso didattico pensato per gli artigiani del vino; cioè quelle persone che hanno una forte passione e vogliono occuparsi, o già si occupano, in prima persona di tutte le operazioni fondamentali della vinificazione.
    Un percorso che non ha la pretesa di sostituire i corsi e le possibilità di formazione che già esistono sul territorio, ma semplicemente di integrarle, sotto l’aspetto pratico e con una chiara e specifica filosofia: ogni operazione svolta in cantina, non deve in alcun modo ridurre, modificare, sopraffare l’identità territoriale del vino.
    Per identità territoriale del vino le Ali di Mercurio intendono: terreno, vitigno e carattere dell’artigiano che lo produce.
    Attraverso questi corsi, si punta a far condividere un metodo in grado di garantire maggiore riproducibilità qualitativa e maggiore identità territoriale alla produzione del vino.
    Tra gli obiettivi quello di ridurre: ossidazioni, riduzioni, inquinamenti batterici e da brettanomyces, contaminazioni incrociate, invecchiamento precoce in bottiglia e tante altre insidie che minano l’operato di chi fa vino.
    Per tutta la durata del Vinitaly, presso lo stand delle Ali di Mercurio, area D stand C4-D4, sarà possibile ritirare la documentazione informativa