Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...eventi aisnapoli
Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 01 apr 2015 al 01 apr 2015 alle ore:

      1 Aprile, Parte Corso di Sommelier n.68 da Sebezia con l’AIS Napoli

      Mancano: 25 giorni e 17:07 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
  • Video

    Tags

    11 Febbraio, il Carnevale è servito da Zì Teresa

    Pubblicato da aisnapoli il 10 - febbraio - 2015 Commenta

    Il Carnevale è servito“Carnevale è servito”
    Sapori di Campania in tavola con Pulcinella

    Mercoledì 11 Febbraio, presso il Ristorante “Zì Teresa”, storica location del Borgo Marinaro a Napoli, un evento eccezionale “Carnevale è servito”, organizzato da Luigi Savino.
    Un momento per emozionare i sensi, con i profumi, i colori e i sapori del Carnevale napoletano, dove Pulcinella tra versi e musica porterà per mano in un interessante percorso enogastronomico regionale. Chef, maestri dolciari, pizzaioli e friggitori campani di rinomata fama, prepareranno pietanze e dolci tipici carnevaleschi, a riproporre usi e tradizioni della Campania. In abbinamento ci saranno i vini di note cantine, espressione dei vari territori, presentati da sommelier professionisti. Poi ancora birre artigianali, taster del cioccolato, cake designer e carnevale gluten free. Tra colori e sapori il piacere dell’Arte di Ferrigno con le maschere di Pulcinella e la musica posteggia di Floriana ed Enzo Sirletti.
    Un percorso presentato da Angela Merolla, Tommaso Esposito e Carmine Coppola “L’ultimo Pulcinella”.
    Parteciperanno al “Carnevale è servito”
    Chef: Gennarino Esposito, Carmela Abbate, Giovanna Voria, Giuseppe Di Martino, Raffaele De Rosa, Mirko Balzano, Maurizio De Riggi
    Pizzaioli e Friggitori: Adolfo Marletta, Gabriele Carotenuto, Guglielmo Vuolo, Gianfranco Iervolino, Gennaro Cervone, Enzo Piccirillo
    Maestri Dolciari: Sabatino Sirica, Sal De Riso, Alfonso Pepe, Salvatore Gabbiano, Raffaele Vignola
    Taster del Cioccolato: Giulia Capece
    Cake Designer: Claudia Deb
    Gluten Free: Cristina Basso
    Sommelier: Alberto Giannattasio, Tommaso Luongo, Gabriele Massa, Gabriele Pollio (sommelier della birra)
    Aziende Vitivinicole: Antonio Caggiano, Cantina del Vesuvio, Ottouve, Mastroberardino, San Salvatore 1988, Santacosta, Sorrentino, Villa Matilde.
    Birre Artigianali: Agrado, Karma, Serro Croce
    Ingresso solo su invito

    securedownload-128

    ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Delegazioni Comuni Vesuviani e Napoli
    in collaborazione con le aziende

    CASA SETARO e CANTINE VILLA DORA

    Presentano

    L A  T E R R A  D E I . . . V I N I !
    degustando nel nostro territorio n.06

    Save the date, 7 MARZO 2015 alle ore 09.00, l’appuntamento è presso il parcheggio Brin di Napoli, con trasferimento A/R in pullman Gran Turismo, con rientro in serata
    il ticket di partecipazione è di € 22.00, comprende degustazione di vini e prodotti tipici di produzione propria.

    Per info e prenotazioni Ernesto Lamatta tel. 328.7033333 mail: ernesto@lamatta.net
    Prenotazione obbligatoria ed impegnativa, si raccomanda la massima puntualità

    E’ gradita la buona predisposizione artistica per le “tradizionali” esibizioni canore durante il tragitto.

    All’interno del Parco Nazionale del Vesuvio, abili viticoltori, ci guideranno tra le vigne e nelle cantine per mostraci il valore e l’importanza dell’interazione tra colture, tecniche di intervento e ambiente.

    Ci condurranno alla scoperta di tradizioni tramandate da generazioni, per l’allevamento della vite e non solo, in questa terra che ha sempre ha regalato buoni frutti.

    La Giuria con Andrea Cerino, il“RistorAzione – La passione che unisce”: buona la prima!
    Ecco i vincitori del primo concorso che ha riunito chef, maitre, barman e sommelier

    Una cena di gala preparata dal Team Associazione Professionale Cuochi Provincia di Napoli per oltre trecento ospiti ha chiuso in modo trionfale il Primo trofeo “RistorAzione – La passione che unisce” svoltosi lunedì 2 febbraio a Villa Lucrezio di Napoli. Nel corso delle serata, prima della coinvolgente premiazione dei vincitori, si sono registrati due momenti toccanti con la consegna di un targa ricordo alla vedova del compianto chef Massimo Esposito e la donazione di un defibrillatore alla Onlus Le Fate di Arianna per volontà di Arturo Fusco e Ciro Magnacca, rispettivamente presidente regionale e socio onorario dell’APCI.
    10978633_10203642101514218_3312936071126976338_nIn mattinata le sale della splendida struttura posillipina avevano visto scendere in campo per la prima volta tutti insieme chef, maitre, barman e sommelier che a colpi di padelle, shaker e tastevin avevano dato vita a un’avvincente sfida all’insegna del fair play. La competizione, organizzata dall’Associazione Professionale Cuochi Provincia di Napoli, presieduta dallo chef Fabio Ometo, era stata divisa in due gare parallele che mettevano in gara da un lato chef dell’APCI (Associazione Professionale Cuochi Italiani) abbinati a barman dell’AIBeS (Associazione Italiana Barmen e Sostenitori) e della FIB (Federazione Italiana Barman), dall’altro maitre dell’AMIRA (Associazione Maitres Italiani Ristoranti e Alberghi) in coppia con sommelier dell’AIS (Associazione Italiana Sommelier).
    A giudicare i concorrenti due giurie, entrambe composte da tecnici e da giornalisti del settore, sotto gli occhi attenti di un nutrito pubblico di studenti di diversi istituti alberghieri.

    Ecco i vincitori:

    Categoria “Chef – Barman”
    1) Marco Iavazzo in coppia con Luigi Sgaglione (AIBeS)
    2) Antonio Grasso Lombardi in coppia con Silvano Bertolini (FIB)
    3) Giacomo Luongo in coppia con Antonio Triola (FIB)

    Categoria “Maître – Sommelier”
    1) Giuseppe Gaudino in coppia con Andrea Cerino
    2) Raffaele Cuccurullo in coppia con Domenico Russo
    3) Fabio Sorrentino in coppia con Gabriele Pollio

    Foto di Michela Guadagno

    Contatti stampa:
    Laura Gambacorta
    mob. 349 2886327
    email: laugam@libero.it

    Giuseppe Rea, sommelier di periferia

    Pubblicato da aisnapoli il 4 - febbraio - 2015 Commenta

    Giuseppe ReaDi Gennaro Miele

    Ci sono luoghi che nel tempo perdono in un certo modo parte della loro fisicità, vestiti di ricordi e sensazioni che ne divengono elementi d’architettura come il chiaroscuro in una tela. Uno di questi miei luoghi è su di una via che non desta particolari sospetti di bellezza, ma che rappresenta simbolicamente quanto di eccezionale si possa ritrovare in posti inusuali come mi è capitato tempo fa.

    Questo è un luogo fuori dal tempo urbano, La Grotta,Vineria Grapperia Hostaria, a Casalnuovo di Napoli in Corso Umberto I°, Giuseppe Rea ne è il patron, persona divenuta amico e spesso maestro di stile. Il suo locale è mecca per appassionati, un bancone ligneo accoglie all’ entrata su stile irlandese, l’impercepibile ronzio di un frigo custodisce fresche sensazioni di bollicine, mentre i distillati sono come incorniciati in un’ampia nicchia al muro, su cui il sole gioca nelle mattine generose.

    Non sarà difficile trovare questo ”sommelier di periferia” in vostra attesa seduto ai tavolini interni, illuminati da un arco di luce, questo è luogo d’accoglienza per eno-anime, pronte ad attraversare il confine delle domande, trovando lui disponibile nel versare risposte fatte di sapori e aromi. La GrottaUna competenza che generosamente spilla nei calici con l’apparente facilità resa tale da una vita fatta di ricerca e da una famiglia nelle cui vene scorre rosso aglianico piuttosto che altro. Una chiacchiera con Giuseppe è la rievocazione di sue esperienze, di fiere e paesi visitati da cui sembra esserne uscito arricchito, ricchezza trasferita agl’altri attraverso racconti seduti al bancone mentre la leva scende per la mescita di deliziosi vini al bicchiere Ed è così che ti accorgi d’improvviso di essere a pochi metri dalla strada lasciata poco prima e dalle sue diverse velocità, ma di non avvertirne la pressione ed il trasporto, ascolterai forse come in una rara occasione la quiete, non il silenzio, ma quiete scendere come neve in cui si perdono i suoni del giorno, come quelli dei muti e dorati ottoni alla parete, un ricordo jazz immerso nell’enoteca. 10872231_758152730900460_1378863682_nCi si addentra nell’enoteca, verso la cucina curiosi e rilassati, passando la sequenza d’ archi in pietra, attraversandone le stanze , soffermandosi come in una libreria davanti agli scaffali, leggendo titoli di storie da sorseggiare, fino al camino che sembra attenderti, che sa di antico, di locanda, di cose sincere e da riscoprire. Il menù de La Grotta, è la riscoperta del gusto, attraverso proposte gastronomiche di antica Napoli rivisitata con stile e modernità, e imperdibili sono le serate di degustazione a metà tra lezione e dedizione per un gesto enogastronomico che sa di missione. Ritornando alla luce del mondo invidio l’atmosfera in cui sono immerse tavoli e bottiglie, un luogo senza tempo, confermato da una pendola alta sul muro, con lancette ferme ed impresse in un momento dilatato all’infinito. È questo per me uno dei posti in cui i pensieri hanno il silenzioso tempo per incontrarsi, riunirsi e rigenerarsi, col solo rammarico che rare sono le occasioni, in questa frenesia che è la vita.

    Giuseppe Rea all’uscita ti aspetterà con la sua aria sorniona e magari esordirà dicendo “hai mai assaggiato…?” domanda che troverà risposta al prossimo calice.

    La Grotta, non solo enoteca, ma uno stile eno-periferico.

    Wine and the cityWine&Thecity in corsa verso la VIII edizione. Si parte con la campagna di crowdfunding. L’obiettivo è la promozione del progetto sul territorio nazionale e internazionale.

     Dal 6 al 20 maggio torna a Napoli Wine&Thecity il fuori salone del vino nato nel 2008 e diventato negli anni la più originale e vivace rassegna di creatività urbana.Alla sua VIII edizione, Wine&Thecity si rinnova e pensa in grande: nuova immagine, nuovo sito web e nuovi progetti a partire dalla campagna di crowdfunding partita il 23 gennaio sulla piattaforma internazionale KissKissBankBank.

    L’edizione 2015 rientra nel calendario degli eventi speciali di NAPOLIperEXPò e punta all’internazionalizzazione della rassegna e ad una serie di azioni per favorire l’incoming turistico in città.

    Vivi l’#ebbrezza di Napoli, la città più irrazionale che esiste” è lo slogan della rassegna.

    #ebbrezza è la parola chiave 2015, ebbrezza della scoperta, dell’uscire, dell’arte, della parola, del viaggio.

    Per l’edizione 2015 si amplia l’arco temporale della rassegna che coprirà 15 giorni, dal 6 al 20 maggio, tra “eventi OFF” e “circuito on the road”. Si amplia lo spazio geografico e il numero dei luoghi coinvolti: dal sottosuolo al mare, dalle vigne metropolitane alle vie dello shopping. Partecipano palazzi storici e sedi museali, case private, atelier d’artisti, alberghi, negozi e gallerie d’arte e design, ristoranti e pizzerie. Si arricchisce l’offerta culturale tra performance d’arte, flash mob, teatro, itinerari urbani, degustazioni itineranti.

    Wine&Thecity è oggi una grande occasione per la città, un momento in cui energie creative si uniscono per dar luogo a due settimane di appuntamenti dove arte, moda, shopping, gastronomia, design si incontrano in un dialogo continuo e stimolante. Diverse competenze, eccellenze, espressioni artistiche si mettono in gioco con un insieme di linguaggi.

    L’immagine 2015, disegnata da Maria Luisa Firpo, graphic design, associata Aiap (Associazione italiana design della comunicazione visiva) e membro Beda (Bureau of European Designers’ Associations), vuole raccontare la complessità, la diversità, il gioco e la contaminazione della rassegna che negli anni si è arricchita di numerosi contributi artistici e creativi. <Il percorso progettuale ha preso spunto dalla parola chiave più rappresentativa di Wine&Thecity: CONTAMINAZIONE>, spiega Maria Luisa Firpo. <Il concept che sottende al progetto è quello degli insiemi matematici. Ho paragonato ogni ambito della rassegna ad un insieme matematico: ogni tema ha così una propria individualità, ma anche zone in comune con gli altri, punti di contatto, in cui gli elementi si mischiano e si contaminano. Ogni insieme è rappresentato da un cerchio, emblema del movimento, perché Wine&Thecity è da sempre una manifestazione in movimento. Il risultato è un insieme di cerchi colorati su fondo bianco che si sovrappongono e si contaminano nei punti di contatto. Per connotare gli ambiti ho preferito le parole alle icone e dunque: design, arte, gusto, moda, parole, musica, bellezza>.

    Wine&Thecity nasce da un’idea di Donatella Bernabò Silorata e vede all’opera un team tutto al femminile. È una festa mobile, un evento diffuso e in movimento, una rassegna di creatività urbana che si reinventa ogni anno. È un’azione collettiva che mette in rete menti creative e in moto la città di Napoli. Azioni di arte pubblica, vernissage, performance, aperitivi, cene e degustazioni in case private, teatro in spazi non convenzionali, itinerari urbani insoliti, mostre di fotografia e di design, happening musicali invadono e animano la città per quindici giorni nel mese di maggio. Contaminazione, nomadismo, convivialità nutrono la rassegna.

    www.wineandthecity.it

    #ebbrezza

     

    Col patrocinio di Comune di Napoli, Movimento Turismo del Vino

    Main sponsor Pastificio dei Campi

    Partner: Ais Napoli, ADI Campania, Yelp.

    Organizzazione e comunicazione

    dipuntostudio.it | 081 681505 |

    La Pizza diventa Gourmet

    Pubblicato da aisnapoli il 3 - febbraio - 2015 Commenta

    DSC_3375Di Roberta Porciello
    Hanno aperto una nuova Pizzeria in città…ci andiamo?”.
    La tipica frase detta in famiglia, tra amici e fidanzati; siamo al Vomero, in viale Michelangelo 77, un cognome che è già garanzia: “Vesi”, il nome della pizzeria: “PizzaGourmet”, già fa capire che non sarà la solita pizza. Nasce il progetto Gourmet, pensato e realizzato ad hoc, fin nei piccoli particolari…si vede ma specialmente si sente. Nulla è scelto a caso, tutto è studiato e amalgamato per rendere ogni piatto, dal tagliere alla pizza, passando per il panino, una esperienza gustativa. Il menù “parlante” è un ottimo modo per avvicinarsi al cliente raccontando di sé e dei prodotti scelti ma anche un modo per “educare” il cliente al buono! Il locale è accogliente, essenziale  ma per nulla asettico, racconta della città e della sua arte, avvolti dalle classiche riggiole napoletane con le sedie impagliate e un forno, che su sfondo bianco, racconta la sinuosità della città. Prodotti di stagione e eccellenze italiane selezionate, una per una, da Nunzio Amato e poi il tocco del pizzaiolo Giuseppe Vesi nato “con le mani in pasta”, il risultato è un susseguirsi di pizze dove ogni ingrediente ha un nome e una garanzia, mettici il lievito madre, la farina Petra, 100% grano italiano macinato fresco in pietra, i pomodorini Corbarino e l’olio Pregio Bio, prodotto nel comune di Serre che ha vinto la menzione di merito al concorso EXTRA BIO del 2007 e classificato tra i primi 10 oli biologici della Campania nel 2008, non può che essere una pizza d’eccellenza. Per mio gusto personale vi suggerisco la pizza “La Gourmet” con pesto diDSC_3435 pistacchio siciliano, mozzarella di bufala campana DOP del Cilento, pomodorini gialli del Vesuvio, olio extra vergine di oliva biologico e la focaccia con prosciutto della valle d’aosta Jambon de Bosses e mozzarella di bufala campana DOP del Cilento; io ci ritornerò per assaggiare il panino anch’esso Gourmet, prodotto sempre con farina Petra, perfetta per la realizzazione del pane e carne di Maremmana, presidio slow food, una razza bovina pregiata allevata nei pascoli tra la bassa Toscana e l’alto Lazio. Nulla è lasciato al caso, con un ottima carta dei vini e una buona selezione delle birre e con una chicca finale caffè Haiti Komet, Extra superiore, un’arabica naturale, in tazza è un’esplosione di gusto…da provare.

    In bocca al lupo a Nunzio Amato e Giuseppe Vesi per un progetto ambizioso iniziato alla grande.

    9 Febbraio, Carlo trova Casa al Veritas

    Pubblicato da aisnapoli il 3 - febbraio - 2015 Commenta

    10968519_980729245294112_56468226925586784_nCarlo trova casa!

    Lunedì 9 febbraio, al Veritas restaurant, alle 20.30, in esclusiva, lo chef itinerante Carlo Olivari insieme al resident chef Gianluca D’Agostino per una serata che si preannuncia entusiasmante!

    Designer, velista e cuoco, dopo aver cucinato nelle situazioni più incredibili, nei musei, in chiese sconsacrate e non, in grotte, in case meravigliose ma anche in fabbriche dismesse, Carlo Olivari si concede il lusso di preparare i suoi piatti nel confort tecnologico della cucina del Veritas.
    Perché nell’immaginario dello chef, solo al Veritas questa serata si poteva organizzare!
    Infatti il nostro Carlo ha bisogno di armonia, affetto e amicizia per potersi esprimere al massimo.
    Tutte cose che trova al Veritas per la grande sintonia che lo lega a Stefano, Rosaria e soprattutto allo chef di casa Gianluca che è l’altro personaggio di spicco della serata; lo chef residente sta attraversando un momento di grazia e con la sua sensibilità e la sua creatività sta portando il Veritas in cima alla ristorazione italiana: riconoscimenti, applausi e consensi da tutti!
    In una serata del genere i vini devono essere top e allora abbiamo pensato alla lucida follia dei vini di Joaquin.
    Raffaele Pagano, deus ex machina dell’azienda, ne fa di unici, in quantità irrisorie e tutti da capire, perchè aprirli, da soli, non basta a comprenderli. Ma Lui, affabulatore e istrionico ci aiuterà di sicuro :-)
    Poteva mancare un gioco?
    Un rebus di Carlo Olivari, maestro anche di enigmistica, sarà la chiave per arrivare a vincere un inebriante premio!
    Insomma super seratona!

    Menù
    Saltimbocca croccante con palamita marinata, yogurt ai capperi e ricotta infornata (Gianluca)
    Mezzo pacchero ripieno di ricotta allo zenzero con lemon grass e baccalà (Carlo)
    Polpo affogato con polenta e cicoria(Gianluca)
    Tracchia di maiale caramellata con salsa di radicchio e arancia candita(Carlo)
    Cheese cake ai frutti di bosco e mosto cotto all’aglianico (Gianluca)

    I vini di Joaquin
    Vino della stella 2013
    110 oyster 2013
    Assaggio da botte di 110 ostrica B.O. 2014

    Info e prenotazioni 081 660585 info@veritasrestaurant.it
    Costo 60 euro.
    Vi aspettiamo

    Casa Lerario, chi trova un orto trova un tesoro…

    Pubblicato da aisnapoli il 1 - febbraio - 2015 1 Commento

    DSCN4713Di Mauro Illiano

    Esiste un luogo lontano dal mondo che finisce ogni giorno sotto i nostri passi, un luogo lontano dal frastuono, dai dedali cittadini, dalle ombre disegnate da grigi edifici su grigie strade. In questo luogo vive felice la natura incontaminata, rifugiata intorno ad un casolare aggrappato ad una collina in cui slanciati alberi e piantagione bassa sembrano voler disegnare un paesaggio dalle linee ultraterrene. Rigogliose o spoglie, macchie di bosco si vestono e si svestono con l’alternarsi delle stagioni, mentre tutto intorno un canto di usignoli, picchi e ghiandaie funge da colonna sonora a questo paradiso rupestre. Chi ha visitato le museali stanze di Casa Lerario lo sa. Sa che qui vive il confine tra il convenzionale e l’unico, sa che questo fazzoletto di terra è ideale luogo di fuga dai non luoghi urbani, sa che a soli quaranta minuti da Napoli, al numero 6 di Contrada Laura, Melizzano, esiste una chance di rigenerazione, e tutto ciò è alla portata di tutti.

    Questo gioiello non è frutto del caso, l’ex residenza della famiglia Lerario è ora un’opera d’arte aperta a tutti, consistente in una tenuta elegante in stile country, impreziosita da pezzi d’arredamento unici e da un capolavoro nel capolavoro, l’orto di casa, un incredibile risultato figlio della pazienza e della meticolosità dei proprietari Pietro Lerario e Sonia Nobler, uno scrigno di materie prime di altissima qualità, una garanzia di genuinità insostituibile. E proprio intorno all’orto si incentra il ciclo di degustazioni denominato “8rto X 4uattro”, sequenza di eventi firmata dai giornalisti enogastronomici Laura Gambacorta e Giampiero Prozzo, che ha visto come primo protagonista, Sabato 31 Gennaio 2015, Peppe Guida (chef stellato della Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense), e che vedrà impegnati rispettivamente, domenica 1 marzo Eduardo Estatico (JK Place di Capri), sabato 28 marzo Mirko Balzano (Pietramare di Isola Capo Rizzuto), ed in fine sabato 2 maggio Cristian Torsiello (Osteria Arbustico di Valva). Un quartetto di pranzi impreziosito dalla partnership con il Pastificio dei Campi di Gragnano e dall’accompagnamento vinicolo di assoluto spessore, rappresentato dai vini di Fattoria la Rivolta 1812 di Torrecuso.

    DSCN4734Dunque, la prima uscita è stata un magnifico successo. Il superlativo Chef Peppe guida si è presentato con un menu completamente incentrato sui prodotti di Casa Lerario, materie prime raccolte dai campi circostanti il casale o ricavate dal bestiame selezionato da Mr. Pietro Lerario. La ricerca e la sperimentazione dello Chef hanno prodotto un antipasto rappresentato da Migliaccio, pancetta fresca e stagionata di maialino grigio, broccoli e papaccelle, piatto dal bilanciamento inarrivabile, abbinato ad una spumantizzazione di Greco di Tufo, Ellenikos. A seguire sono giunte in tavola le  Penne a candela Pastificio dei Campi, cipolle, uova, alloro e pecorino stagionato in pietra, in grado di accalappiare l’attenzione ed il piacere finanche dei detrattori della cipolla. Il piatto è stato retto da un Greco Taburno Sannio Dop 2013. E’ stata poi la volta del Capocollo di nero casertano, finocchi, broccoli e mele annurche, piatto molto particolare, abbinato al Piedirosso Taburno Sannio Dop 2013. Dolcissimo il finale, rappresentato da Mele annurche cotte ai Carboni ricotta di pecora agli agrumi, briciole di frolla alla cannella e nocciole, prelibatezza delle prelibatezze, che ha fatto da compagna alla Grappa di aglianico.

    Da oggi la mappa degli indirizzi gourmet imperdibili conosce una nuova X, chi dovesse percorrere il Sannio è avvisato, Casa Lerario è una tappa colma d’oro.

    Durante la degustazione ho avuto modo di porre alcune domande a Pietro Lerario, patron di Casa Lerario, ecco il resoconto.

     

    Come nasce e come cresce Casa Lerario?

    Inizialmente è nata per hobby. La mia attività principale è la commercializzazione di bomboniere nel negozio di famiglia, che ha sede a Napoli dal 1921. Ho sempre avuto la passione per il buon cibo, per l’eccellenza. Il locale è aperto al pubblico da 15 anni, ma da 5 o 6 anni abbiamo cambiato marcia.

    Qual è l’idea di fondo, il vostro obiettivo?

    L’idea è trasmettere alla nostra creazione qualcosa della nostra vita. Infatti, in casa Lerario i clienti potranno notare oggetti acquisiti in giro nel mondo durante i nostri viaggi. Altro obiettivo è quello di raggiungere un grado di soddisfazione del cliente massimo, mediante un sostegno dalla A alla Z. Vogliamo che Casa Lerario diventi un luogo speciale per gli sposi che vorranno sceglierla. L’idea è cucire un giorno addosso agli sposi, creare un evento che sia uguale solo a sé stesso.

    Quanto conta il binomio luogo/cucina nel gradimento del cliente?

    Tantissimo, la cucina di alta qualità non ha senso senza un luogo che abbia un’anima. Ed è per questo che noi crediamo moltissimo nella squadra, perché ci mettiamo la faccia. Vogliamo che la gente identifichi il luogo con noi, con il nostro carattere, con i nostri prodotti, che sono coltivati da noi solo per i nostri clienti