Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...corsi sommelier in partenza

Amaritudini dolcezze

Pubblicato da aisnapoli il 16 - giugno - 2014Versione PDF

seminario Ais con Armando CastagnoDi Giuseppe Rea

Riflessioni di degustazione a margine del Seminario A.I.S.
“I vini fortificati” di Armando Castagno

Il terzo ed ultimo Seminario dell’A.I.S. Napoli, condotto da Armando Castagno, su i vini fortificati, ha avuto un impianto didattico interessante ed articolato, data la lunghissima storia dei vini presi in esame, nonché le numerose declinazioni in termini di classificazioni e categorie degli stessi.
Dalla slide iniziale recante una celebre frase di Alexander Fleming:” La mia medicina guarisce i malati, ma questo Sherry resuscita i morti”, al racconto, “Il barile di Ammontillado” di Edgar Allan Poe, dove lo scrittore usa la curiosità suscitata in un intenditore da un dubbio acquisto di Ammontillado, come trappola predisposta dal suo assassino per attrarlo in cantina ( dove lo murerà vivo).
i vini in degustazioneUn excursus geografico e storico, legato alle dominazioni arabe, spagnole ed inglesi in tutta l’area mediterranea ed oltre, dal Sudafrica al Portogallo, dalla Spagna, alla Sicilia, da Cipro a Creta per giungere infine a Massandra nella parte meridionale della penisola di Crimea, attuale Ucraina, dove nel 1894, l’ultimo Zar Nicola II°, fece costruire tra mura mastodontiche una cantina, scendendo fino ai 62 metri di profondità attraverso sette gigantesche gallerie che accolgono ancora oggi, 350 milioni di litri di vino in botte e 800mila bottiglie, molte delle quali centenarie.
I vini fortificati sono figli naturali di questo enorme crocevìa commerciale (1703 trattato commerciale tra Inghilterra e Portogallo), svoltosi sostanzialmente via mare ( los vinos de la ruta), dove la brezza marina, le fortissime escursioni termiche, la canicola nelle stive dei brigantini da trasporto, nonché le caratteristiche geologiche dei suoli prevalentemente vulcanici crearono condizioni uniche per la nascita dei più famosi vini fortificati al mondo.
Vini figli del tempo, longevi ed espressivi, trasfigurazione perenne del frutto, protetti dall’alcol che “iberna” un coacervo infinito di “amaritudini dolcezze.”
Invecchiano in cantina per molti anni, nobilitandosi con la permanenza in legno, il colore non più topazio volge all’ambrato, poi al mogano brillante cui si aggiungono gli aromi ed i sapori della nocciola, dell’uva passa, dell’albicocca secca, pur mantenendo profumi speziati ed a volte pungenti.
i vini e il dolceIl sud della penisola iberica resta comunque un’area dove la viticoltura rappresenta qualcosa di diverso rispetto al resto del mondo mediterraneo, siamo in una delle zone più meridionali dell’Europa, più a sud della città di Tunisi, e le temperature torride rese ancora più soffocanti dai venti caldi che soffiano dal vicino Sahara creano oggi condizioni molto particolari per la produzione di vino.
Le gradazioni zuccherine e quindi il grado alcolico, diventano molto alte, le acidità cominciano a precipitare quando le uve arrivano a maturazione ed i profumi tendono a svanire.
Queste condizioni ambientali, in effetti, permettono la produzione di due sole tipologie di vino: passiti fortemente dolci, i migliori dei quali basati sul vitigno pedro ximenez, sono sovente di grande livello, oppure, più comunemente, vini liquorosi, di cui l’esempio classico è lo Sherry, prodotto a Jerez de la Frontera nella provincia di Cadiz, città portuale dalla quale i vini hanno preso, sin dal Medioevo, la via del mare per diffondersi ai quattro angoli del globo.
E’ stato proprio lo Sherry di Jerez, più degli altri vini, a catturare la mia attenzione, poichè nel suo protocollo di cantina, gli enotecnici, devono confrontarsi con un aspetto unico quanto antico dell’enologia, quello legato allo sviluppo della “flor”, lo strato di lieviti di spessore e durata variabile nel tempo, che cresce sulla superficie dei vini in affinamento in cantina e svolge un ruolo fondamentale nel creare le migliori caratteristiche dello Sherry chiamato “ fino”.
Con l’età un fino, sviluppa un colore ambrato e diventa fino-ammontillado, ma solo dopo otto anni diventerà un vero ammontillado, secco, più corposo e con un leggero sapore di nocciola.
Densi al palato, quasi masticabili, sciropposi eppure mai stucchevoli, alcuni vini fortificati come lo Sherry di Jerez Darck- Cream ed il Palo Cortado dulce ,oppure il Bual ed alcune varianti di Malmsey di Madeira sembrano più di un vino, una specie di panforte trasmutato in forma liquida, possono essere sorseggiati da soli alla fine di un pasto importante; non richiedono null’altro per soddisfare tutte le esigenze di un abbinamento degno di un pasto memorabile.
Bene la lezione è terminata, guadagno l’uscita dall’aula “prelevando” tutti i profumi e le nuances che si respirano, ancora una volta Armando è stato grandissimo nel prenderci per mano e portarci in giro per il mondo, un viaggio bellissimo tra passioni quotidiane e insoliti spiriti.

comunicato-11-02-2013Guida alle aziende vitivinicole e vinicole della Campania | Calendario riunione commissione di degustazione

A tutti i degustatori ufficiali dell’Associazione Italiana Sommelier sezione territoriale della Campania.

Gentilissimi degustatori ufficiali, l’Associazione Italiana Sommelier Campania su invito della Regione Campania Assessorato all’Agricoltura, sarà impegnata nella stesura di una Guida alle aziende vitivinicole e vinicole della Campania edizione 2014, pertanto vi comunico il calendario delle sessioni di degustazione:

Sabato 8/02/14 ORE 9,00
Giovedì 13/02/14 ORE 9,00
Sabato 15/02/14 ORE 9,00
Giovedì 20/02/14 ORE 9,00
Sabato 22/02/14 ORE 9,00
Giovedì 27/02/14 ORE 9,00

Sede:
ENOTECA LA BOTTE – VIA NAZIONALE APPIA – CASAGIOVE (CE)

Indispensabile comunicare la vostra conferma di partecipazione per ogni singola sessione in calendario al seguente indirizzo di posta elettronica:

info@aiscampania.it, entro e non oltre il 3 febbraio 2014.

La presidente AIS Campania
Nicoletta Gargiulo

cioccolato

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER CAMPANIA

CORSO CHOCOLATE-TASTER 1° LIVELLO

La Distilleria Via Roma, 281, 80038 Pomigliano d’Arco (Na)

18 e 19 gennaio 2014

Finalmente anche al sud il Corso specialistico per ottenere la qualifica di Chocolate Taster.Il corso si svolgerà nei giorni 18 e 19 gennaio presso La Distilleria di Pomigliano d’Arco, con l’International Institute of Chocolate Taster e la collaborazione di AIS Associazione Italiana Sommelier Campania, nel territorio della Delegazione di AIS Paesi Vesuviani. Il costo del corso prevede anche coffee break e light lunch.

PROGRAMMA CORSO CHOCOLATE-TASTER 1° LIVELLO La Distilleria – Pomigliano d’Arco 18 e 19 gennaio 2014

I Sessione, sabato 18 gennaio – mattina Ore 9.00 – Accredito Partecipanti

Ore 9.30 – 13.15 Presentazione materiale IICT – International Institute of Chocolate Taster Il Planisfero del Cacao Dal cacao al cioccolato – brevi cenni storici Cioccolato alla Pietra in Italia (Madama Reale – Boglio Mediceo – Modica) ed altri ground stone La pianta del cacao, aspetti botanici e di geografia economica La genetica e la selezione delle fave di cacao Dalla piantagione alla massa Assaggi in purezza. I Blend. Il concetto di Cru le schede di degustazione – il codice di assaggio (durante la prima sessione è prevista una pausa caffè di 15 minuti)Ore 13.30 – Light Lunch

II Sessione

Ore 14.30 – 18.30 Il processo di trasformazione Aspetti legali ed etichettatura I difetti del cioccolato Slow Chocolate – viaggio sensoriale nel cioccolato

III Sessione, Domenica 19 gennaio 2014 Ore 9,30 – 13.15

Aspetti nutrizionali Preparazione al giudizio ( utilizzo form di International Chocolate Awards) Assaggi in purezza Assaggi praline artigianali Il cioccolato e le tipicità Assaggi praline industriali Gli abbinamenti: Ripieni e inclusioni Aromatizzazioni Caffè – Tè – Infusioni Vini, distillati e liquori Ore 13.15 – Light Brunch

IV Sessione

Domenica 19 Dicembre – pomeriggio ESAMI Ore 14.30 – 17.30 Parte teorica Parte pratica: prova d’assaggio Scrutini Consegna degli attestati di partecipazione con votazione N.B.: La qualifica di Chocotaster di I livello rende possibile la partecipazione alle Giurie degli ICA – International Chocolate Awards

Costo Corso €.350,00 

Sconto soci AIS con Tessera in regola -15%  Costo Corso € 297,50

Modalità di pagamento: €.200,00 entro e non oltre il 5/1/2014, a mezzo bonifico bancario a:

Oxiana Edizioni S.r.l. CC 000102748630

IBAN IT45C0200840072000102748630

Saldo all’atto dell’accredito il giorno 18/01/2013.

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CASTELLAMMARE DI STABIA

NOTTI BIANCHE AD HOC STABIA IL 23 E 30 DICEMBRE CON MERCATO ITTICO, CHEF E PREMIO ALLA MEMORIA “AIUOLO” CON AIS REGIONE CAMPANIA

Ritornano il 23 e il 30 dicembre le Notti Bianche di Ad Hoc Stabia, organizzate a Castellammare di Stabia dalla famiglia Irollo. L’edizione 2013 vedrà ancora una volta protagonista il tradizione mercato ittico dell’area torrese – stabiese, con il baccalà dell’area vesuviana, i cuochi della penisola sorrentina e zona pompeiana ed infine il Premio alla memoria per “Gianni Antonio Aiuolo”, delegato Ais della penisola sorrentina, prematuramente scomparso in un incidente. “Saranno le notti bianche della tradizione e della memoria – spiega Giovanni Irollo, patron del centro Ad Hoc Stabia di Castellammare – Stiamo da anni puntando alla conservazione delle nostre tradizioni gastronomiche, dialogando e confrontandoci ogni giorno con i nostri clienti. Investendo nella formazione per cuochi e sommelier. Un percorso che ha visto al nostro fianco tante associazioni del territorio ed in particolar modo il caro Aiuolo, che vogliamo ricordare con un premio dato a quei primi sommelier professionisti che lui ha seguito nel percorso dei corsi Ais fatti qui al nostro centro di formazione“. Un premio alla memoria, per ricordare che solo attraverso la formazione e la conoscenza delle materie prime e la conservazione delle nostre tradizioni è possibile costruire un futuro forte e sano. Il primo appuntamento è dunque per il 23 dicembre, dalle 20 si apriranno le danze, tra ricette della tradizione rivisitate di ristoranti rinomati come La Bettola del Gusto ed il Pompeo Magno. Ci saranno assaggi baccalà fritto e zeppole dolci. Il tutto accompagnato da grandi sconti su tutta la merce, soprattutto sul reparto pescheria. Il 30 alle ore 20 si ripeterà l’iniziativa con brindisi di fine anno dedicato alla memoria, con le associazioni del territorio specializzate nel settore gastronomico e l’Ais Campania con la prima edizione del premio “G. Aiuolo” per ricordare chi attraverso la formazione è riuscito a creare negli anni grande sinergia nel mondo della gastronomia. www.adhocstabia.it

Il Pranzo di Natale dell’Ais Campania

Pubblicato da aisnapoli il 15 - dicembre - 2013Versione PDF

Si parteDi Antonella Orsini
Bellissima giornata organizzata dall’AIS Campania, al ristorante Gianni al Vesuvio.
Panorama stupendo, atmosfera effervescente e grande convivialità , questi gli ingredienti che hanno decretato il successo del pranzo degli auguri con i sommelier AIS e la partecipazione di un nutritissimo gruppo di “corsisti” 2013.

Ampio ed appetitoso il menù :

L’Antipasto tipico della tradizione- fritturine e tagliere di salumi.
La Pasta e Fagioli
Pennoni di Gragnano con ragu’ napoletano
Misto di carne alla brace con patate fritte e friarielli.
Panettone Fiasconaro

I vini in abbinamento:
Gosset-Brabant, Champagne Reserve Gran Cru Brut Nature
Domaine De Roches-Neuves, “L’Insolite” Saumur Blanc
Iuli,“Nino” Pinot Nero del Monferrato
Cà di Gal, “Lumine” Moscato d’Asti

Si festeggiaFoto, risate, momenti di relax totale, ma soprattutto voglia di stare insieme, condividere sapori , parlare di vini e di cibo, scambiarsi gli auguri per un sereno Natale con la promessa di rivedersi al più presto, questo è il Natale AIS CAMPANIA 2013.

Corso di Perfezionamento in Wine Business

Pubblicato da aisnapoli il 2 - dicembre - 2013Versione PDF

Poster Wine BusinessCorso di Perfezionamento in Wine Business

All’Università degli Studi di Salerno, dopo il grande successo della Prima e della Seconda Edizione, sta per partire la Terza Edizione del Corso di Perfezionamento in “Wine Business” (Dipartimento di Studi e Ricerche Aziendali – Management & Information Technology), che si propone di formare figure professionali esperte in economia, amministrazione, management, marketing e comunicazione delle iniziative imprenditoriali nel comparto vitivinicolo. Destinatari dell’iniziativa, in possesso di laurea almeno triennale, sono operatori attualmente impegnati nel comparto (ai fini di un miglioramento della propria qualificazione professionale) o potenzialmente interessati a lavorare nel mondo del vino ai fini della gestione dell’impresa vitivinicola e dei progetti wine-based (consulenza amministrativa fiscale e direzionale, formazione, eventi, etc.), così come docenti presso le Scuole Secondarie Superiori professionalmente interessati alle materie economico/aziendali afferenti al comparto vitivinicolo (cfr. www.winebusiness.unisa.it e www.facebook.com/WineBusiness).
Il Comitato Scientifico del Corso è composto da Aurelio Tommasetti (Presidente), Giuseppe Festa (Direttore), Raffaele Beato, Carmen Gallucci e Vittoria Marino. Il Corso sarà svolto in collaborazione con numerosi e importanti partner: Osservatorio dell’Appennino Meridionale; Ais – Associazione Italiana Sommelier – Campania; Associazione GoWine (che omaggerà gli allievi dell’iscrizione gratuita per il 2014); Associazione Nazionale Città del Vino; Enoteca Provinciale di Salerno; Movimento Turismo del Vino – Campania; Miriade & Partners; Vitigno Italia; Ente Scuola Edile di Salerno; Camera di Commercio di Salerno / Polaris; Ikea (per la fornitura di prodotti dell’assortimento a sup-porto dell’attività didattica e per la disponibilità della location aziendale). Grande importanza, in particolare, riveste la Partnership Scientifica con Euromed, uno dei più importanti circuiti accademici internazionali, da sempre molto attento al comparto vitivinicolo mondiale.
Della durata complessiva di 100 ore, il Corso si svilupperà in 20 lezioni, ciascuna della durata di 5 ore, presso l’Università degli Studi di Salerno o, per particolari esigenze didattiche, anche in ambienti esterni all’Università (anche in occasione di visite aziendali). Ogni lezione vedrà la partecipa-ione di un docente, di un’azienda vitivinicola chiamata a illustrare la propria storia imprenditoriale e di un sommelier degustatore ufficiale dell’AIS Campania: al termine del Corso le dispense didattiche, i casi di studio delle aziende ospiti e le schede di degustazione dei vini presentati saranno raccolti negli Atti del Corso di Perfezionamento.
I candidati saranno selezionati in base alla valutazione dei titoli, secondo i criteri riportati nel bando. Non è previsto un colloquio di selezione. Il Corso, a meno di diverse necessità didattiche, avrà inizio il giorno 10.01.2014 (venerdì, in orario 15:00-20:00). La domanda di pre-iscrizione, prodotta nel rispetto dei termini e dei criteri indicati nel bando, dovrà essere indirizzata al

Direttore del Corso di Aggiornamento e Perfezionamento Professionale
denominato WINE BUSINESS,
c/o Ufficio Supporto all’Alta Formazione del Distretto Dipartimentale
composto dai Dipartimenti di: Studi e Ricerche Aziendali,
Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione e Scienze Economiche e Statistiche
Via Ponte Don Melillo – 84084 Fisciano (SA)

e dovrà pervenire entro le ore 12:00 del 13.12.2013. La consegna potrà avvenire anche a mano, in orario 09:00-12:00, mentre per le spedizioni tramite raccomandata con A/R farà fede il timbro dell’Ufficio Postale accettante. La quota d’iscrizione al Corso è di 600,00 €.

 Di Annito Abate

Il programma del Master continua, prosegue la poliedrica visione della Campania del Vino, intra moenia ed extra moenia, raccontata, con piglio olistico, da 5 grandi attori, ognuno con la sua parte, ognuno con il suo carattere, una “rappresentazione” in 4 Atti + 1 per emozionare il pubblico degli appassionati:

  • Primo Atto , Pierpaolo Sirch, in … “L’Agronomo”
  • Secondo Atto, Luigi Moio, in … “L’Enologo”
  • Terzo Atto, Manuela Piancastelli, in … “Il Comunicatore” (le voci di “dentro”)
  • Quarto Atto, Piero Mastroberardino, in … “L’Economista”
  • Atto Conclusivo, Armando Castagno, in … “Il Comunicatore” (le voci di “fuori”)

 

Quarto Atto: Piero Mastroberardino, in … “L’economista”

 

piero mastroberardinoSe proprio si vuole rispondere a domande dal “classico” milione di dollari, pardon, oggi è più vantaggioso dire euro, tipo “Cosa siamo?”, “A che punto siamo?” e, addirittura, “Quali prospettive abbiamo?” si consiglia di consultare discipline specifiche: economia e statistica, materie che il Prof. Piero Mastroberadino, conosce ed insegna, con grande maestria, armonizzando teoria e pratica.

Attraverso analisi che in questa sede, ovviamente, saranno omesse si arriva alla consapevolezza della rilevanza di un Comparto, quello del vino, che presenta una depressione dei consumi interni e, quindi, una ovvia derivata transfrontaliera, uno “sguardo” verso i mercati esteri che “pesa” circa il 13% del valore delle esportazioni della nostra Cara “Penisola Affacciata Sul Mar Mediterraneo”.

Per inciso, l’Italia ha il suo peso nel Mondo del Vino in quanto culla di questa cultura; proprio i Romani (quelli antichi) hanno spostato in avanti l’asse dell’evoluzione del “Nettare di Bacco” razionalizzando il processo ed in questo scenario proprio la Campania Felix (per vari motivi) diventa, nel tempo, il momento fondante della cultura del vino nel mondo conosciuto (si può anche dire del mondo intero visto che, ad esempio, gli Indiani d’America nemmeno ci provavano a pensare che il succo dell’uva potesse essere fermentato).

Degustazione SeminarioTornando alla “disciplina” si deve prendere coscienza di uno squilibrio derivato dall’eccedenza e dal potenziale di assorbimento del mercato che, a loro volta, derivano da un consumo che “giace”, da tempo, al di sotto della produzione; in pratica si fa molto più vino di quanto se ne beve e questo genera dinamiche di competizione che portano a conseguenze dirette sulla qualità dei prodotti.

Non è complicato se non si perdono i passaggi!

Ci vorrebbe un’attività incisiva di sostegno al consumo, stando attenti a mantenere un “approccio soft”, delicato insomma, nella consapevolezza che il vino contiene alcol e che quindi il “bere moderato” deve essere un indicatore importante da considerare; allora è nella consapevolezza che il vino è moderazione, ricerca di stile ed equilibrio che risiede la vera forza del messaggio da far passare: degustare, infatti, non è bere ma è un modo di essere, una maniera per fare, e vivere, cultura.

Primo messaggio fondamentale: i mercati esteri sono diventati determinanti per il mantenimento della filiera.Batteria dei vini in degustazione

Si cela un “ma” dietro questo enunciato che dipende dalla capacità di “penetrare” il “mercato”, non volendo attingere alla “disciplina” si può dire che dipende dalla capacità di arrivare alla “torta”.

Il settore vitivinicolo è estremamente polverizzato, le Aziende in Italia superano il milione di unità, di queste più di 40mila sono Cantine; sono decine le migliaia di operatori che popolano il mercato e di questi le Cooperative sono quelle che hanno la maggiore “bocca di fuoco”, sono grandi e concentrano capitali (in genere il fatturato supera i 500 milioni); per trovare una Cantina singola e privata bisogna scorrere la graduatoria anche fino al sesto o settimo posto con circa 150 milioni di fatturato.

Secondo messaggio fondamentale: il mondo del vino, in Italia, è fatto di microimprese che, spesso, non dispongono di una struttura adeguata per affrontare una internazionalizzazione; tale aspetto è, oggi, oggettivamente, un elemento di intrinseca debolezza che si trasforma però in “fascino” per il comunicatore che spesso esalta questo aspetto, insomma è una sorta di “favola” che serve a colmare un evidente gap della filiera produttiva.

Il “messaggio del vino” è estremamente soggettivo, personale, è spesso fatto di strette di mano, incontri, seminari, un guardarsi negli occhi, una vera comunicazione “B2B”, come si usa dire, che non può essere delegata. La componente socio culturale, nel vino, è fondamentale. Tutto questo si traduce in una organizzazione aziendale che deve mettere a disposizione risorse non facilmente reperibili per chi è “piccolo” e “lontano”.

I dati distributivi sono tutti in sofferenza, le enoteche ed il cosiddetto settore HO.RE.CA. arrancano; aumenta il consumo a casa e si cercano altri canali, ci si rivolge al “moderno” ed all’efficiente, alla Grande Distribuzione Organizzata, una realtà fortemente concentrata che si è strutturata in grandi insegne affiliate.

Terzo messaggio fondamentale: bisogna sostenere i consumi interni per sostenere la filiera in modo da aumentare la “massa critica”.

In Campania, ad esempio, la filiera non regge, solo in Irpinia esistono circa 200 Cantine, la competizione è forte, il prodotto è molto ed i consumi interni sono molto minori dell’offerta.

La vocazione viticola della Provincia di Avellino è straordinaria: su circa 6.400 ettari circa 2.700 ricadono in Zone a Denominazione di Origine, più del 40%, è, quindi, una attitudine reale del territorio; ma quante Cantine vediamo sul mercato estero? Un numero compreso tra il 5 ed il 10% e di queste quanto riescono a fare “esportazione strutturata”, cioè basata su relazioni dirette? Bisogna essere preparati!

il Seminario«Vi racconto di una manovra a tenaglia per distruggere l’immagine del Vino, un Taurasi DOCG» dice Piero Mastroberardino con la sua esperienza da “vendere” «si presentano in una piccola Azienda Vitivinicola ed acquistano una partita di prodotto di eccellenza ma in eccedenza, con presunto beneficio per la Cantina stessa». Con il pubblico, ormai, attento e curioso la storia continua « im seguito, all’altro capo del mondo, le bottiglie acquistate all’origine vengono affiancate, sullo scaffale, ad una “private label” che è stata imbottigliata da un intermediario e che viene venduta, in comparazione, ad un prezzo notevolmente inferiore. Quale Vino sarà venduto di più?».

La morale la racconto io: stesso prodotto, stesso scaffale, prezzo dimezzato per la “private label”, il Vino comprato in Italia dal Produttore, che ha pensato di aver trovato, appunto, l’America non finirà mai nel circuito auspicato ed anche ipotizzato (la ristorazione ad esempio) e sarà destinato a “vivere” tristemente su uno scaffale senza essere, forse, mai acquistato perché vicino c’è l’etichetta civetta. Morale della morale? Come ottenere grandi profitti da piccoli margini, un vantaggio per l’economia del Paese, non l’Italia!

L’invito, allora, è di comunicare le cose per come stanno davvero, è di essere meno ingenui.

Quarto messaggio fondamentale: il miglior vino non si fa dove non arriva nessuno ma dove, invece, esiste una organizzazione strutturata che investe, anche in ricerca; se la filiera è precaria, tale condizione si propagherà su ogni attore della stessa. L’invito è la cautela contro la voglia di “aggressività” del mercato, un “no” ai finti e facili guadagni che si trasformano in grandi “perdite” dell’’immagine collettiva.

L'intervista di Franco De Luca a Piero Mastroberardino«Il Taurasi è un vino di montagna e tali caratteristiche territoriali devono emergere nel bicchiere» dice Piero Mastroberardino «esistono bottiglie che hanno almeno dieci anni sulle “spalle” e che dimostrano di essere fini, eleganti». Alcune espressioni di questo “nobile” prodotto tendono, invece, a proporlo con fattori di una certa “aggressività”, quasi snaturandolo.

Ma cosa ne pensa l’economista dei cosiddetti vini naturali? «Ci sono più risposte del mercato, il tema della sostenibilità ha le sue fasi, in quella di “lancio” c’è una grande confusione, ognuno crede di avere lo slogan vincente, si pensi a “green economy” ad esempio. Considero “biologico” un vocabolo privo di significato e “biodinamico” una classica economia di nicchia per ridurre l’intensità competitiva. I disciplinari prevedono già dei controlli ed un’affermazione di qualità».

Non c’è che dire una sagace argomentazione in perfetta linea con il tema della giornata.

Quinto messaggio fondamentale: quello che tutela la filiera è il guardare alla sostenibilità dalla vigna al bicchiere. Va, poi, affermata l’unicità del prodotto, la non replicabilità del “sangue della terra” (per dirlo alla contadina), unico connubio per ottenere la “complessità”.

In sala tutti i calici sono stati riempiti con i “gioielli della Famiglia Mastroberardino”, nei bicchieri l’espressione del territorio voluta dal Produttore/docente di economia, espressione delle massime eccellenze in fatto di D.O.: Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Taurasi.

Il Prof. ci ha regalato proprio una bella Lezione!

Ama montepulciano d'abruzzoANTEPRIMA MONTEPULCIANO D’ABRUZZO “AmA” | Camera di Commercio di Chieti 2-3 marzo 2013

L’Associazione Italiana Sommelier Abruzzo, il Centro Interno delle Camere di Commercio d’Abruzzo e la Camera di Commercio di Chieti, organizzano la prima edizione di “Anteprima Montepulciano d’Abruzzo”, in programma il 2 e 3 marzo prossimi nel Centro Espositivo della Camera di Commercio di Chieti, località ex- Foro Boario. In questa importante occasione per il settore vinicolo abruzzese sarà organizzata la presentazione in anteprima dei vini dell’ultima vendemmia prima della loro uscita sul mercato, e l’assegnazione del premio “Miglior Sommelier Ambasciatore del Montepulciano d’Abruzzo”. A tal proposito l’AIS Campania intende partecipare all’inaugurazione dell’evento, nella giornata di sabato 2 marzo, con circa 20/25 soci sommelier della Campania. Oltre all’ingresso e l’ospitalità alla colazione/buffet, abbiamo previsto un pullman per la trasferta. Non sono previsti oneri a carico dei partecipanti. Tutti gli interessati, considerata l’imminenza dell’evento, dovranno dare conferma di partecipazione entro e non oltre il 15 febbraio a mezzo e mail info@aiscampania.it, con in oggetto ” Partecipazione ANTEPRIMA MONTEPULCIANO D’ABRUZZO”, la domanda è impegnativa e la partecipazione sarà garantita alle prime 20/25 domande pervenute in ordine cronologico. Per informazioni sull’evento: http://www.anteprimamontepulcianodabruzzo.it

Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 26 mar 2019 al 27 mar 2019 alle ore:20:30

      26 Marzo, Roberto Anesi racconta il Pinot Nero dell'Alto Adige

      Mancano: 03:18 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
    • dal 07 mag 2019 al 07 mag 2019 alle ore:20:00

      Corso Sommelier della Birra n.10, in partenza il primo livello da Babette dal 7 Maggio

      Mancano: 42 giorni e 02:48 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
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