Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...corsi sommelier in partenza

abraxas-osteria-winebarLa Côte de Beaune da Abraxas: una questione di cuore

La degustazione si svolgerà presso Abraxas Osteria, Via Scalandrone 15, Pozzuoli (Napoli)

Giovedì 26 Gennaio 2017 alle ore 20,30

Saremo ospiti ancora una volta in trasferta presso l’ Abraxas Osteria, sul lago di Lucrino a Pozzuoli, il ristorante di Nando Salemme, patron e grande intenditore di vini, per una cena con degustazione di 6 vini di Borgogna con un approfondimento particolare sulla Côte de Beaune.

La degustazione sarà guidata da Armando Castagno, profondo conoscitore delle vigne e dei vini della magica Côte d’Or, giornalista, scrittore, relatore AIS e, in generale, uno dei comunicatori del vino più capaci e preparati in circolazione.

6 Borgogna della Côte de Beaune di 6 Vignerons poco conosciuti in Italia in rappresentanza sia delle zone più famose sia di quelle meno battute. Occasione didattica, oltre che di piacere sensoriale, utile per approfondire la conoscenza sui vini e sui territori che da sempre conquistano i più grandi appassionati del vino ma che sono fucina di vini apprezzabili da tutti e per tutte le tasche.

Bourgogne Aligoté 2013 Paul Pillot

Beaune Les Blanches Fleurs 2014 Lamy Pillot

Auxey Duresses 1er cru Climat du Val 2014 Vaudoisey Creusefond

Pernand Vergelesses Les Cloux 2013 Rollin

Corton Bressandes Grand Cru 2013 Poisot

Meursault 1er Cru Le Poruzot Dessus 2014 Arnaud Tessier

· Il menu proposto da Nando Salemme di Abraxas Osteria:

crostini di alici con burro e pomodoro, tartara di carne con con uovo marinato, mozzarella di bufala impanata, salsiccia verza e castagne, casatiello;

tagliatelle al ragù bianco di coniglio;

involtini di carne di maiale con friarielli e provola;

delizia al limone.

· I partecipanti avranno diritto ad uno sconto del 5% sull’acquisto vini sul portale www.buongiornovino.com

Costo della serata 53 € – Posti limitati

Prenotazione obbligatoria tramite pagamento della quota di partecipazione direttamente online al seguente link

http://www.buongiornovino.com/vini-campania/buongiornovino-26-gennaio-2017-la-cote-de-beaune-da-abraxas-osteria:-una-questione-di-cuore.html

Si potrà accedere in sala presentando all’ingresso la ricevuta di prenotazione rilasciata dal sistema.

11988453_697993953666907_9096237089469583595_nLa Borgogna di Buongiornovino presentata per la prima volta a Pozzuoli presso l’Abraxas Osteria, sul lago di Lucrino, e raccontata da Armando Castagno. Nando Salemme, patron dell’Abraxas Osteria e grande intenditore di vini, ospiterà la degustazione accompagnando i vini di Borgogna con un menu pensato per l’occasione.

La degustazione sarà guidata da Armando Castagno, profondo conoscitore delle vigne e dei vini della magica Côte d’Or, giornalista, scrittore, relatore AIS e, in generale, uno dei comunicatori del vino più capaci e preparati in circolazione.

6 Borgogna di 6 Vignerons poco conosciuti in Italia in rappresentanza sia delle zone più famose sia di quelle meno battute della Côte de Nuits e della Côte de Beaune. Occasione didattica, oltre che di piacere sensoriale, utile per approfondire la conoscenza sui vini e sui territori che da sempre conquistano i più grandi appassionati del vino ma che sono fucina di vini apprezzabili da tutti e per tutte le tasche.

*****

Bourgogne Passetoutgrain Cuvée Densité 2013 Stephane Magnien / Morey-Saint-Denis (Côte de Nuits)

Le Clou 34 2013 Domaine Naudin Ferrand / Magny-lès-Villers (Hautes-Côtes de Nuits)

Santenay 1er Cru Grand Clos Rousseau Rouge 2013 Claude Nouveau / Change (Hautes-Côtes de Beaune)

Saint-Aubin 1er Cru Vieilles Vignes 2013 Larue / Saint-Aubin (Côte de Beaune)

Volnay 2013 Vaudoisey Creusefond / Pommard (Côte de Beaune)

Chambolle Musigny 2013 Gerard Raphet / Morey-Saint-Denis (Côte de Nuits)

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La degustazione si svolgerà presso Abraxas Osteria, Via Scalandrone 15, Pozzuoli (Napoli), giovedì 24 settembre 2015 con inizio alle ore 20,30.

· Il menu proposto da Nando Salemme di Abraxas Osteria:

bruschetta con pomodorini e pesto di acciughe, parmigiana di alici, stracciata di melanzane, mozzarella di bufala in insalata;
linguine con cozze e cicerchie;
carpaccio di chianina con panzanella di verdure;
tiramisù alle fragoline.

· I partecipanti avranno diritto ad uno sconto del 5% sull’acquisto vini sul portale www.buongiornovino.com

Costo della serata 49 € – Posti limitati

Prenotazione obbligatoria tramite pagamento della quota di partecipazione online al seguente link

http://www.buongiornovino.com/vini-campania/24-settembre-2015—soiree-bourgogne-.html

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER CAMPANIA

Master sulla Borgogna con Armando Castagno

18 Lezioni (da Ottobre a Giugno), almeno 115 vini e oltre 50 ore di lezione frontale

Diapositiva1

Hotel Ramada Via Galileo Ferraris n.40, Napoli

Info: Tommaso Luongo 3356790897

Euro 1900. Solo 16 posti a disposizione

La quota di iscrizione al corso è da versare con

bonifico bancario alla sede regionale dell’Ais Campania:

ASSOCIAZIONE SOMMELIER CAMPANIA BCC DI CASAGIOVE

IBAN: IT 13 K 08987 74840 000000330616

Causale: MASTER BORGOGNA

Modalità di pagamento: all’atto dell’iscrizione versamento di 1000 euro entro il 25 Settembre ; seconda rata di 500 euro (entro Gennaio); terza rata di 400 euro (entro Marzo).

La Borgogna, e in particolare la spettacolare collina ricoperta di vigneti detta “Côte d’Or” che dalla periferia di Digione scende fino a Cheilly-Lès-Maranges attraversando comuni leggendari del vino mondiale, è autentica terra promessa per valanghe di appassionati di vino. del resto, non è soltanto il luogo dove nascono etichette davvero magiche, ma anche un laboratorio a cielo aperto ove da quattordici secoli si lavora nel segno di valori forse mai in voga come oggi: il rispetto e anzi l’esaltazione delle differenze territoriali anche minime, la classe, l’understatement e l’eleganza nei vini, la bevibilità e la freschezza dei rossi, la forza e l’energia dei bianchi, la meraviglia dei loro profumi; e ancora, la sostenibilità ambientale qui pionieristica, il non-interventismo enologico e lo straordinario savoir-faire in vigna, l’importanza della longevità e della pazienza, la versatilità a tavola, e via dicendo.

Esiste, certo, una letteratura cospicua sul tema, ma scarse sono le occasioni di approfondirlo a questo livello: il Master che abbiamo organizzato per la prossima stagione è infatti e di gran lunga il più articolato al mondo, Francia compresa, con le sue 18 lezioni frontali, le sue 50 ore di lezione e i suoi 115 assaggi di magnifici vini, almeno sei per lezione, secondo un calendario che tratta i comuni della Borgogna procedendo da Nord verso Sud senza tralasciarne nemmeno i luoghi più trascurati e nascosti. Sarà un viaggio entusiasmante.
Relatore del corso, in ciascuna delle 18 lezioni, è Armando Castagno, la cui sincera passione e competenza nel tema sono già note al pubblico della Campania.

Da Ottobre a Giugno, due venerdì al mese dalle ore 19.30, presso il centro congressi dell’Hotel Ramada.

Lezione 1 - Marsannay e Fixin, due storie opposte. 30 Ottobre
Lezione 2 – Gevrey-Chambertin parte 1: la Côte St. Jacques. 13 Novembre
Lezione 3 – Gevrey-Chambertin parte 2: la Côte des Grands Crus. 20 Novembre
Lezione 4 – Morey St. Denis, dieci secoli di silenzio. 27 Novembre
Lezione 5 – Chambolle-Musigny, apoteosi della grazia. 4 Dicembre
Lezione 6 – Vougeot, vicende, gloria, contraddizioni. 18 Dicembre
Lezione 7 – Flagey-Echézeaux e Vosne-Romanée Sezione Nord. 8 Gennaio
Lezione 8 – Vosne-Romanée, la “perla della Côte”. 22 Gennaio
Lezione 9 – Nuits-St.-Georges: generosità e sostanza. 5 Febbraio
Lezione 10 – La collina di Corton: lampi dalla vedetta. 19 Febbraio
Lezione 11 – Beaune, storia di commercio e verità. 4 Marzo
Lezione 12 – Pommard, forte anima minerale. 18 Marzo
Lezione 13 – Volnay, architetture d’acqua. 8 Aprile
Lezione 14 – Meursault, distillato di sole e di pietra 22 Aprile
Lezione 15 – Piccoli comuni del Sud: Monthelie, Auxey-Duresses, St. Romain, Santenay, Maranges. 6 Maggio
Lezione 16 – Saint Aubin, la plausibile nuova frontiera. 13 maggio
Lezione 17 - Puligny-Montrachet, massima vibrazione del bianco. 3 Giugno
Lezione 18 - Chassagne-Montrachet, la forza della persistenza. 17 Giugno

Primavera-in-BorgognaAssociazione Italiana Sommelier Campania
Delegazione Penisola Sorrentina

presenta

PrimaVera in Borgogna” con Armando Castagno

Sabato 14 marzo 2015

Passeggiata a piccoli sorsi di 12 grandi Vini, Premier Cru e Grand Cru scelti tra i Comuni più prestigiosi della regione, raccontati e degustati da Armando Castagno, una delle voci più affascinanti del mondo del vino.

A Castellammare di Stabia, presso lo Yacht Club di Marina di Stabia.

I posti sono limitati, per le modalità di partecipazione cliccare sul link di seguito Primavera in Borgogna
Per info rivolgersi a Emanuele Izzo Delegato AIS Penisola Sorrentina emimilu@hotmail.it

Piccolo ritratto di Borgogna – La mia Côte de Nuits

Pubblicato da aisnapoli il 24 - gennaio - 2014Versione PDF

DSCN1434Di Mauro Illiano

Svegliarsi all’alba di una Dijon impallidita da una fittissima bruma mattutina, provarne a indovinare i tratti partendo dalle guglie svettanti quel muro biancastro, attraversare lo spazio che divide il capoluogo della Borgogna dalla straordinaria naturalezza della Côte de Nuits, contarne i chilometri, poi i metri, accelerare nell’intento di  schiacciare il tempo che divide dalla grande emozione per poi volerlo fermare per sempre nell’atto di riscoprirsi circondati da una natura parlante.

Questo e tanto altro è approdare al Regno della grande uva.

DSCN1426Tutto ha inizio quando il paesaggio urbano lascia il passo a pianure e colline, che dal verde persiano mutano il cromatismo sino ad assumere una tonalità marrone bistre. I nomi dei luoghi aumentano di misura come di musicalità, passando da Marsannay a Gevrey Chambertin, poi Vosne-Romanée e ancora Nuit Saint Georges.. villaggi i cui nomi esercitano un fascino indiscutibile al solo pronunciarli. Picchetti perfettamente allineati dividono zolle di terra ordinatissime, isolate strisce incolte consentono il passaggio dell’uomo tra un terreno e l’altro, e castelli in pietra fungono da baluardi dei borghi vinicoli sparpagliati nel fazzoletto di terra della Bourgogne più autentica. Divise tra un’esistenza sotto e sopra la terra vivono le incontrastate dominatrici della regione, le delicatissime e preziosissime viti di Pinot Noir.

DSCN1404Sulla strada, la famigerata Route des Grands Crus, di tanto in tanto campeggiano botti di rovere, sistemate in gruppetti di due o tre fuori dai cancelli delle Maisons du vin. Qui la simbologia ha un solo significato; le parole dégustation, domaine, chateau, cave, caveau, vins… ogni freccia, ogni cartello, ogni arnese, ogni che abbia una forma, sistemato fuori da un ingresso, vuole dire “entrate e venite ad assaporare la grandezza dei nostri vini”. Ed in effetti tali sono i prodotti di quelle meravigliose viti aggrappate alle colline.

Nell’aria un solo profumo d’uva riempie ogni spazio, un profumo tanto più intenso quanto vicino è il luogo in cui il vino riposa, così che indovinare l’indirizzo di un vigneron risulta più semplice affidandosi al naso che alle migliori mappe.

L’imbarazzo della scelta, l’istinto e la predilezione di un vigneto ad un altro, sono gli elementi che indirizzano il passo verso uno o un altro varco. Si effettua una scelta, poi ci si lascia guidare in un viaggio sensoriale senza eguali.

DSCN1442Scale e cunicoli nascondono migliaia di bottiglie indisturbate, sistemate su scaffali polverosi posti in stanze in cui regna perennemente il silenzio. Un mosaico di antri forma il labirinto sotterraneo di ogni domaine, ognuno di esso stipa una particolare riserva o una particolare annata. Poi, quando la gamba è stanca e la lingua non trova pace, è il tempo della degustazione, che sovente avviene seduti ad un rozzo tavolaccio di legno posto nel cuore del cuore di ogni Cave.

Bourgogne Rouge, Village, Premier Cru e Grand Cru si susseguono con una rapidità impressionante. Piccolissime variazioni di terroir rappresentano al palato trasformazioni totali di quanto percepito. Qui un solo metro può fare la differenza, le lezioni di enologia e degustazione sembrano trovare la loro dimensione ideale, ed anche i più scettici alla fine sono costretti ad ammettere la straordinaria varietà di sfumature esistenti tra le molteplici micro aree vinicole appartenenti ad ogni Appellation.

Ed una volta chiarita la differenza tra un Pinot Noir riferito ad un dato appezzamento ed uno proveniente dal terreno posto proprio di fianco, è il momento di andare in profondità sull’incidenza delle annate sul prodotto finale. Prontezza, longevità, spessore e persistenza sono scientificamente provate dal maestro degustatore. Il ritmo della degustazione è scandito dagli intervalli esistenti tra il momento di ogni mescita e quello dell’esame di ogni vino. Il maestro versa, il maestro parla, silenzio. Poi di nuovo la stessa sequenza.

Tempo di andare, i calici si svuotano e si è di nuovo in strada. Un’altra degustazione è già nell’aria, ed il naso è già pronto ad indovinare dove essa avrà luogo…

 

La vendemmia in Borgogna

Pubblicato da aisnapoli il 12 - ottobre - 2013Versione PDF

vendemmi manuale in BorgognaDi Gabriele Pollio
Eccezionale. Un’esperienza trascendentale. Mitica.
Queste sono solo alcune delle espressioni che si sentono spesso associate alla Borgogna del vino.
Sono stato per la prima volta in Borgogna a fine settembre e non posso fare altro che definire il mio viaggio: eccezionale, un’esperienza trascendentale, mitico!
Ovviamente, non sta a me dilungarmi sulle varie classificazioni dei vini, sulle tecniche di impianto e su tecnicismi di cui, con buona probabilità, non sarei in grado di parlare. Quello che vorrei trasferire sono le emozioni con cui, inevitabilmente, si deve fare i conti quando ci si trova di fronte ad un mostro sacro come la Borgogna.
In qualsiasi vigna, in qualsiasi posto del mondo, il periodo della vendemmia è speciale per chi ama il vino. Lì lo è ancora di più. Vedere uomini e donne all’opera in climat mitici come Montrachet e La Romanée-Conti, pensare al valore storico (per non parlare di quello economico!) di quelle vigne, sapere che ognuno di quei grappoli darà vini di cui fino a oggi avevo solo letto su qualche rivista, assaggiare i grappoli direttamente dalle piante (con l’autorizzazione del proprietario!) e valutarne la maggiore o minore dolcezza in base alla grandezza degli acini, è stato fantastico.
Sfatiamo un luogo comune: i produttori della Borgogna non sono chiusi. Sono solamente rispettosi del loro lavoro e, soprattutto, della loro terra; dunque, Domaine de la Romanée-Contipretendono altrettanto rispetto da parte degli altri. Sono stato accolto ovunque con cordialità e ho conosciuto persone che, nonostante il periodo delicato, mi hanno dedicato tempo pur sapendo che non avevo la benché minima percezione dell’importanza del posto in cui mi trovavo.
Ho iniziato il mio giro da Puligny-Montrachet , ho conosciuto la cordialità di Jean Chartron e la potenza e mineralità dei suoi Chardonnay. Degustare il 1er Cru Clos de la Pucelle 2011 (ovviamente tutte le scorte di 2010 erano già esaurite da tempo) a conclusione di una serie di 8 assaggi è stato…come dire…inebriante! Sarà per questo che inerpicandomi in auto verso i climat di Chevalier-Montrachet e Montrachet ho avuto più di una volta la voglia di chiedere ai vignerons di aiutarli nella vendemmia.
Passando per Beaune, il giorno successivo, sono arrivato in un paese carino ma, apparentemente, simile a tutti gli altri. Quando accanto a un citofono ho scorto la targhetta Domaine de la Romanée-Conti , ho capito di non essere in posto qualsiasi, ero a Vosne-Romanée: La Mecca! Qui sono stato accolto romanee 2da Anne Gros e ho avuto l’onore di visitare con lei non solo climat come Les Richebourgs e La Tâche (in cui possiede alcuni ettari di terreno), ma anche le cantine in cui riposano i suoi Grands Crus: vini che, se non fosse stato per la gentilezza di Anne, non avrei mai potuto provare! Le vigne, in questa zona a esclusivo appannaggio del pinot nero, erano ancora deserte, la vendemmia non ancora iniziata, i colori e le sfumature ancora più tendenti al verde estivo che al marrone autunnale. Eppure, è stato strabiliante vedere la sorpresa e il dubbio che si sono insinuati sul viso di Anne quando si è resa conto che i suoi vicini di vigna avevano già vendemmiato mentre lei (che ovviamente non si serve di un enologo) aveva deciso di vendemmiare dopo almeno una settimana. Questa è la vendemmia in Borgogna (come in ogni parte del mondo): una scommessa che si ripete ogni anno!

Luigi Moio a La BotteDi Michela Guadagno
In Borgogna con Luigi Moio a La Botte, in un viaggio di sensi attraversando la Route de grands crus con le appellations communales de Bourgogne, Marsannay, Gevrey Chambertin, Morey-Saint-Denis, Chambolle-Musigny, Pommard, Monthélie, Volnay e Chassagne-Montrachet. Presenze illustri non si contano in platea, produttori ed enologi e tanti esperti, “L’identità sensoriale del Pinot nero in Borgogna. Molecole e Percezione” attira quanti in Borgogna sono stati e quelli che non la conoscono ancora, per attraversare la Côte d’Or insieme a chi in quei luoghi ha vissuto e lavorato e per sua stessa ammissione un po’ ci ha lasciato il cuore. Prendo appunti, ma poi li lascio stare, colpisce il modo di raccontare del professore abituato alla platea, che siano studenti all’Università o più semplici appassionati. Parla piano Moio e si fa capire, messaggio chiaro e diretto, il concetto di terroir e il legame tra suolo vigne e vino in Borgogna è inconfondibile. Per chi c’è stato è facile, in Borgogna si riesce a comprendere la classificazione dei cru e la parcellizzazione dei clos e dei climat, sulle Hautes Côtes vini facili beverini, poi viene la fascia dei Premier cru, Grand borgognacru in fascia centrale ad un’altitudine di 250 mt circa e più in basso verso la route appellations communales e régionales. Due sole uve, Chardonnay e Pinot nero, in unico clone utilizzato da tutti – così emerge l’effetto suolo, unica vera differenza – e Aligotè e Gamay per la restante parte percentuale, ma questi ultimi concorrono al Cremant nel caso dell’aligotè o come appellations communales, e nel Beaujolais per il gamay. Stasera si parla di pinot nero, lo chardonnay riservato ad una prossima futura occasione. Molecole olfattive e recettori spiegati in maniera tecnica ma comprensibile, l’identità del pinot nero è identificata qui, tra i suoli di silicio argilla e calcare in varia concentrazione, variazioni di suolo anche nel giro di 20 metri ed è ciò che fa la differenza nelle AOC, e i suoi caratteri sensoriali di frutti rossi, della ciliegia, della fragola, del kirsh, del cassis, dell’amarena. “L’enologo interviene unicamente come assistente all’uva nel processo di trasformazione in vino, l’elevage in barrique come strumento tecnologico stabilizza il vino stesso – non per cedere tostatura dei legni ma eseguita per contenitore/strumento di vinificazione -, l’invecchiamento si dice in bottiglia, fare il vino è la cosa più facile”. Il territorio, qui è principe e principale autore delle differenze tra i vini, le uve sono le stesse, le vinificazioni effettuate nel medesimo modo ogni anno, l’unica variabile è l’andamento climatico dell’annata, e logicamente la posizione delle vigne.
Quattro vini della Côte de Nuits (la parte a nord della Côte d’Or, partendo da Dijon) e quattro della Côte de Beaune, l’annata è la 2009.
Aoc Marsannay. Marsannay è un piccolo villaggio, e la 2009 è stata una buona annata in Bourgogne. La frutta rossa non è molto evidente, il vino è pulitissimo, in retronasale una leggerissima ciliegia, tannino non aggressivo, vino bello denso largo. In questa appellation è interessante un rosato da Pinot noir.
Aoc Gevrey Chambertin. Un Premier cru, un po’ fermo il naso, pulitissimo, molto più largo del precedente e lunghezza elevata, ritorno di bocca tipico del Pinot noir, cassis e ribes.
Aoc Morey-Saint-Denis. Più presente la nota di frutti rossi, amarena, naso sempre pulito, ritorno retronasale bello strutturato, bella freschezza e lunghezza.
Aoc Chambolle-Musigny. L’appellation con maggiore eleganza e finezza, più pronta la nota rossa, anche un po’ di violetta, più esile dei precedenti.
Aoc Pommard. Più concentrato di tutta la Côte d’Or, frutti rossi più evidenti, in retronasale tipico aroma del Pinot noir, ciliegia, coriandolo, cinnamomo. Buona acidità, verticalità, ottima sapidità, un po’ di rusticità maggiore rispetto agli altri.
Aoc Volnay. Meno tannico meno acido, più leggero.
Aoc Monthélie. Vini meno pregiati, più interessanti a ridosso delle Coste di Volnay. Al naso più surmaturo e meno elegante del Volnay, uva integra.
Al riassaggio il Marsannay rilascia ora aromi di chiodi di garofano, caffè, nel Gevrey Chambertin si sente il balsamico, mentolato, entra solido in bocca, compatto, Morey-Saint-Denis mentolato, in bocca più magro, meno lungo del precedente, Chambolle-Musigny si riparte sull’eleganza. Pommard il più duro, Volnay l’appellation più fine della Côte de Beaune, Monthélie più rustico, zaffata di frutti rossi con leggera cottura e elevata concentrazione.
Aoc Chassagne-Montrachet. Pulito, leggero, largo, pieno, elegante.

17 aprile, Il Marennà ospita la Borgogna

Pubblicato da aisnapoli il 15 - aprile - 2013Versione PDF

marennaNuovo appuntamento per gli appassionati del buon vino e della buona tavola presso Marennà, ristorante sito a Sorbo Serpico all’interno dell’azienda vinicola Feudi di San Gregorio, dove mercoledì 17 aprile, alle ore 20:30, si presenterà il libro “Vini e Terre di Borgogna”. Il progetto editoriale, scritto a quattro mani da Camillo Favaro e Giampaolo Gravina, è il racconto di cento vini e quattrocento cantine lungo la Côte d’Or, tra piccoli vignerons emergenti e domaines di culto già leggendari. Un approfondimento che non perde il gusto per la scoperta del complesso sistema delle appellations e dei climats modellato da secoli di storia.

Altrettanto ricco è il menu ideato appositamente per l’occasione dallo Chef del Marenna’, Paolo Barrale, abbinato a una selezione di tre vini di Borgogna e due etichette Feudi di San Gregorio. Si parte con il “Benvenuto dello Chef”, antipasto accompagnato da “DUBL Aglianico”, lo spumante Metodo Classico prodotto dall’azienda ospite. Seguiranno: “Baccalà, pizza di scarola e ceci”; “Risotto con manteca, acciughe di Cetara, cannella e limone”; “Agnolotti del plin, salsiccia e friarielli”; “Stracotto di guancia di manzo, puré di zucca e liquirizia”. In abbinamento alle diverse preparazioni i seguenti vini: Savigny-les-Beaune Vieilles Vignes 2010, Domaine Maréchal; Amiot-Servelle Pommard 1er Cru Rugiens 2008, Domaine de Courcel; Clos de la Roche Grand Cru 1999, Domaine Louis Remy. Per concludere, un dolce prelibato rivisitato dallo Chef, il “Mont Blanc…ad Avellino”, accompagnato dal passito “Privilegio” dei Feudi di San Gregorio.

Un viaggio dalla Borgogna all’Irpinia, un meltin pot di colori, profumi e sapori autentici, che seducono l’animo e il palato. (Si consiglia la prenotazione).

Info e prenotazioni: T 0825 986666 – marenna@feudi.it

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