Aspetttando l’incontro di domani con il terzo appuntamento del seminario di aggiornamento Ais Campania…
Foto di Vincenzo Busiello
La Terra ha Voce con Armando Castagno
Novità in Libreria, Archeologia dei vini in Campania di Flavio Castaldo
È vero che Greci e Romani bevevano il vino solo se tagliato con acqua? O aromatizzandolo con scaglie di formaggio e miele? Il nostro Falerno è il Falerno celebrato da Orazio? In definitiva, quanto è rimasto del mondo antico nelle nostre vigne e nelle nostre bottiglie?
“Archeologia dei vini in Campania” è un affascinante e documentatissimo viaggio nella storia più lontana del vino alla ricerca delle tracce archeologiche della sua nascita e diffusione tra Grecia e Italia. Un’opera prima che colma un vuoto nel quale, nel corso del tempo, si sono radicati talvolta falsi miti o – peggio – false storie. Mancava alla copiosa saggistica sul mondo del vino il libro di Flavio Castaldo, che di questo argomento se ne occupa da archeologo e al contempo da produttore di vini – o, come ama definirsi lui stesso, un vignaiolo –. Con il rigore di studioso che lo contraddistingue e con la scorrevolezza dei migliori saggi divulgativi, Flavio Castaldo ci guida attraverso i primi secoli di storia della bevanda che, letteralmente, ha conquistato il Mediterraneo (e oggi il mondo). Esplora il mondo di Ulisse alla ricerca dei termini che Omero usa per definire i vari tipi di vini allora in uso, dimostrando che un “mercato” del vino esistette già in epoche molto lontane; ci mostra il ruolo di quest’ultimo nella vita quotidiana della Grecia arcaica e classica attraverso il racconto di poeti e prosatori; sfata luoghi comuni e falsi miti – talora in voga nell’industria enologica moderna –, e infine approda sulle coste della Magna Grecia per seguire il progressivo diffondersi della vigna e della vinificazione in Italia raccontandoci il progredire delle tecniche, lo specializzarsi ed ampliarsi delle fattorie e realizzando un prezioso “atlante” ragionato delle qualità di vini e vitigni antichi che copre tutto l’arco della storia repubblicana di Roma. Le fonti antiche, così, diventano una sorta di guida enologica all’Italia antica, una preziosa voce che, se seguita con l’esperienza di chi conosce dall’interno il lavoro nella vigna e nella cantina, ci permette di ricostruire con esattezza quello stesso lavoro nel passato. Non ultimo, il pregio di questo volume è di far luce sul ruolo essenziale che gioca in questo quadro la Campania, l’area produttiva più importante e dove ancora oggi, grazie ad una serie di fortunate concause, si può cogliere l’eredità di duemilacinquecento anni di cultura della “bevanda di Dioniso”.
La Campania come mosaico di Terroirs
Nel 2011 l’AIS Campania ha inaugurato un ciclo di appuntamenti di aggiornamento per sommelier, ossia una serie di incontri fondamentalmente di natura“culturale”, dato il riscontro positivo, si è pensato di riproporlo anche quest’anno.
Infatti per un’associazione dove uno degli obiettivi è il poter trasmettere in maniera attenta e competente la “cultura del vino”, diventa necessario acquisire anche aspetti di natura più scientifica e appartenenti in senso ampio al contesto vino, proprio per poterne parlare in modo consapevole.
Il tema proposto per l’aggiornamento di quest’anno riguarda il rapporto suolo-vino, argomento che suscita notevole interesse nella comunità enogastronomica. Diventa quindi necessario fare un po’ di chiarezza sulla “reale” correlazione tra questi due elementi.
Per il primo seminario dal titolo; “Il territorio nel vino: utopia o realtà?” è stato invitato il Prof. Fabio
Terribile, docente di Pedologia della facoltà di Agraria dell’Università Federico II.
Il prof. Terribile insegna numerose materie presso il Dipartimento di Scienze del Suolo e della Pianta, ma è risaputa la sua attenzione scientifica alla relazione tra i terreni e la vite.
La sua testimonianza ha rappresentato il primo passo per questo tema che verrà trattato anche da diversi punti di vista, in modo da fornire una panoramica precisa ed esaustiva dell’argomento. Infatti il secondo incontro sarà a cura di Armando Castagno, che Il 21 aprile affronterà lo stesso tema da una visuale completamente differente, con la lezione dal titolo: “La Terra ha voce”.
Ma tornando alla lezione del prof. F. Terribile, è stato importante partire dal significato profondo che lega il vino con il territorio, intendendo quest’ultimo come l’integrazione di diversi fattori. Il professore ha chiarito cosa si intende per suolo, ha descritto la sua classificazione e ha esposto i suoi componenti. Ha inoltre affrontato il concetto di porosità e attraverso prove pratiche ha mostrato la capacità di assorbimento dell’acqua, da parte di diversi campioni di terreno.
Ha sottolineato l’Importanza dei diversi cromatismi e della tessitura dei terreni.
Ha poi spiegato il legame tra terroir, clima, suolo e vitigno e di come questi aspetti sono parte integrante del processo di vinificazione.
Infatti studiare la composizione e l’enorme varietà dei suoli e dei territori, ha indubbi vantaggi anche in termini di marketing, permette di innalzare la qualità dei vini intervenendo in vigna al fine di produrre un’uva di qualità superiore ed orienta maggiormente alla tutela dell’ambiente e del paesaggio la produzione.
Il prof. Fabio Terribile ha anche presentato in anteprima alcuni dei risultati di un progetto sperimentale di ricerca internazionale per la mappatura e interrogazione telematica del territorio della Valle Telesina, ricordando come, molto del potenziale sottovalutato del settore vitivinicolo campano risieda nella diversità dei suoi territori e, in particolare, nella diversità dei suoli, aspetti questi, che vanno monitorati e amministrati per consentire la compresenza tra la conservazione del paesaggio e la produzione di utile.
Per cui è importante ripartire, anche in Campania, dalla conoscenza dei terreni, dei microclimi, della vite, e delle loro relazioni, per approcciare, in maniera scientifica, alla vigna e al vino in modo da fornire a ciascun operatore della moderna gli strumenti per il corretto approccio ai problemi di programmazione e gestione del proprio lavoro.
Questa giornata di studio e di confronto si è poi conclusa con una interessante degustazione di due vini francesi.
La prima degustazione è stata sostenuta dal nostro caro delegato Tommaso Luongo, che ha dato anche qualche piccola nota sul territorio di produzione.
La scelta del primo vino è ricaduta sul Blanc de blanc vieille vigne de Cramant Grand Cru di Larmandier Bernier, millesimato 2006, che è risultato un vino avvolgente, con una acidità di bocca affilata, ma sottile, decisamente un vino piacevole soprattutto in abbinamento.
Il secondo vino è stato degustato da Franco de Luca, che tra l’altro, insieme alla collaborazione di Giovanni Aiuolo e Giovanni Ascione si è occupato dell’organizzazione di questo secondo percorso di aggiornamento in qualità di coordinatore della didattica per l’Ais Campania.
La scelta del secondo vino è ricaduta su un rosso della Valle del Rodano, lo “Chateauneuf du Pape La Crau 2009 – Vieux Telegraphe” con uvaggio a base di Grenache Noir 65%,Mourvèdre 15%,Syrah 15%,Cinsaut,altre 5%, che ha mostrato la complessità del territorio (il plateau de La Crau). E’ un vino dall’aspetto apparentemente snello, ma di carattere e sostanza. Ha una voce morbida sul palato, ma rivela una fusione ben composta con tannini sottili ed eleganti e con una dorsale acida presente, che entra piano.
Il primo incontro si è dunque concluso con tanta voglia di approfondire sempre di più la conoscenza dei nostri suoli, puntando ad una viticoltura specializzata e a basso impatto ambientale.
Foto di Vincenzo Busiello
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Primo appuntamento del Seminario di aggiornamento sommelier AIS con il prof. Terribile
Foto di Vincenzo Busiello
Il Prof.Scienza a Ischia con l’Ais Campania
Conferenza con il prof. Attilio Scienza sulla presenza nella viticoltura campana di un “confine culturale” ancor oggi presente, una novità nel panorama complessivo della viticoltura europea. Due mondi che si fronteggiano: cultura greca ed etrusca in presenza contemporanea sia ad Ischia che nella terraferma con segni evidenti nella diffusione dei vitigni, nelle forme di allevamento adottate e nelle strutture di vinificazione utilizzate (palmenti) e anche nel sostrato lessicale dei toponimi diffusi nelle varie zone dell’isola d’Ischia.
Foto di Silvia d’Ambra
Campania al Vinitaly 2012: il Programma degli Eventi
L’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania partecipa anche quest’anno al Vinitaly insieme ad Unioncamere Campania e alle cinque Camere di Commercio provinciali. La Campania sarà protagonista nella tensostruttura B con circa 5.000 mq di esposizione caratterizzata dalla statua di Apollo e con il claim “Campania, da noi il vino è arte“.
Sono circa 240 le aziende campane che parteciperanno alla manifestazione di cui 200 all’interno del padiglione Campania: 72 della provincia di Avellino, 38 di Benevento, 27 di Caserta, 29 di Napoli e 31 di Salerno. All’interno del padiglione ci sarà una zona eventi con due sale.
La farà da protagonista, inoltre, l’enoteca regionale Vignafelix, dove sarà possibile degustare una selezione dei vini presentati. Fitto anche il programma degli appuntamenti che vedranno protagonisti la nostra regione ospitati all’interno del padiglione Campania.
Tra questi ricordiamo l’assemblea nazionale delle Donne del Vino di Elena Martusciello a cui seguirà una degustazione a cura di Ais Campania. L’anteprima Falerno a cura di Architempo con relativa degustazione dell’antico rosso caro a Plinio. Un seminario sugli spumanti, rigorosamente campani, a cura del professore Attilio Scienza. Il professore Luigi Moio si soffermerà sul Fiano nel corso dell’incontro dedicato al prestigioso bianco irpino a cui seguirà una degustazione a cura di Ais Campania. Da segnalare anche una degustazione di “formaggi sperimentali”, prodotti con un caglio a base vegetale ricavato dal carciofo di Pertosa, e una degustazione di prodotti tipici regionali. Grande importanza anche alla presentazione, a cura di Ais Campania, dei vini regionali ai buyers internazionali. “I vini campani – ha dichiarato Vito Amendolara, consigliere delegato del governatore Stefano Caldoro – sono sempre più protagonisti e la nostra partecipazione a questa edizione del Vinitaly è di estrema importanza perché servirà a chiarire le novità normative sui vini a marchio, prima fra tutte la nascita recentissima della menzione vigne, ovvero, la nascita di circa sessanta cru campani, vini derivanti da singoli appezzamenti di vigneti caratterizzati da un marchio specifico”. “Questo – dice – è un passo importante verso una qualificazione e una caratterizzazione dei vini sempre più specialistica”.
Il Programma degli Eventi della Campania al Vinitaly 2012
domenica 25 marzo
Sala Fiano
10.30 – 12.00 Strade del vino d’Ischia
Buffet di prodotti tipici con
degustazione di Mozzarella di Bufala Campana DOP offerta dal Consorzio di Tutela
12.30 – 14.00 Un millennio di Fiano
Degustazione a cura della CCIAA Avellino
14.30 – 16.00 Conferenza stampa del Consorzio
“Diversi vignaioli irpini”
a cura della CCIAA di Avellino
Sala Aglianico
11.30 – 13.00 Presentazione della pubblicazione
Strada del vino Terre dei Sanniti
13.00 – 14.00 Presentazione progetto PSR Novorod:
Degustazione formaggi innovativi
abbinati a vini campani
15.00 -17.00 Assemblea nazionale delle Donne del Vino
lunedì 26 marzo
Sala Fiano
14.30 – 16.00 I vini di Caserta incontrano i sapori del territorio
a cura della CCIAA di Caserta
14.30 – 16.00 Asprinio: dalla vite maritata alle innovative bollicine made in SUD
con il prof. Attilio Scienza a cura di Unioncamere Campania
degustazione spumanti campani a cura dell’AIS Campania
Sala Aglianico
10.30 – 12.00 Anteprima Falerno a cura dell’Associazione Architempo
con degustazioni a cura dell’AIS
12.30 – 13.30 Degustazione di Prodotti Regionali
17.00 Conferenza stampa dell’Enoteca Provinciale di Salerno
“Benvenuti al SUD”
martedì 27 marzo
Sala Fiano
10.00 – 11.30 Presentazione e degustazione della prima annata di Falanghina del Sannio e Aglianico del Taburno DOCG
a cura della CCIAA di Benevento
12.00 – 13.30 Presentazione della monografia
“Colori, odori, ed enologia del Fiano”
con il prof. Luigi Moio
degustazione di Fiano campani a cura dell’AIS
14.30 – 16.00 Blind test
I buyers internazionali degustano
i vini campani a cura dell’AIS
Sala Aglianico
10.30 – 12.00 Happy hour napoletano
a cura della CCIAA di Napoli
12.30 – 14.00 Le due età dell’Aglianico
a cura della CCIAA di Avellino
14.30 – 16.00 I vini di Caserta incontrano i sapori del territorio
a cura della CCIAA di Caserta
mercoledì 28 marzo
Sala Fiano
12.00 Top Wines campani
A cura dell’Ais Campania
Premio ExtraBio 2012 per gli oli biologici della Campania
Sono state premiate le eccellenze dell’olio campano biologico, nell’ambito di Extrabio, concorso riservato esclusivamente agli oli extravergini e “biologici” campani.
Il Concorso giunto alla settima edizione è nato per dare un riconoscimento speciale ai produttori di olio biologico campano. L’attività di ricerca e selezione dei produttori di olio è svolta dal Laboratorio chimico merceologico, azienda speciale della Camera di Commercio di Napoli, in collaborazione con Regione Campania, Coldiretti Campania e Analisti sensoriali associati. Nel corso degli anni la promozione dei produttori di olio biologico ha aiutato il consumatore a conoscere meglio un prodotto fondamentale per una dieta equilibrata e ad aumentare il consumo dei prodotti Dop, tradizionali e biologici.
L’intensa promozione delle produzioni biologiche consente al consumatore di imparare a riconoscere le diverse produzione e di ricercarle, creando, in ambito enogastronomico, abbinamenti e accostamenti nuovi. L’incremento della aziende biologiche incide poi positivamente anche sull’ambiente, favorendo la tutela delle aree di produzione e sviluppando modelli di produzione sostenibili.
Come ogni edizione è stato realizzato un catalogo della manifestazione nel quale sono presenti 36 oli
provenienti dalla diverse province, di alta qualità e con profumazioni e strutture diverse. Trentanove le aziende che hanno partecipato di cui trentasei hanno superato la selezione e sono state incluse nel catalogo, di cui 12 della provincia di Salerno, 9 della provincia di Avellino, 7 dalla provincia di Benevento, 6 di Caserta e infine 2 napoletane.
Nelle ultime edizioni è stata introdotto anche un riconoscimento per i frantoi valorizzando gli operatori della filiera della qualità. Nel concorso sono anche premiate le etichette con il premio Biolabel.
Crescono così anche le aziende innovative che nel contempo rispettano gli equilibri naturali. Molte le occasioni di incontro anche all’interno di percorsi turistici ed enogastronomici delle singole aziende che sovente associano altre produzioni. Ad esempio l’azienda Agricola Nicola Tancredi realizza un olio unicamente dalla spremitura delle polpa delle olive, avendo adottato un moderno frantoio dotato di un sistema di estrazione del nocciolo dalla polpa. Il risultato finale è un olio con un retrogusto meno amaro e più gustoso. L’idea di separare la polpa dal nocciolo è di Domenico Tancredi, che nel corso della sua tesi di laurea in ingegneria chimica ha cercato una soluzione che consentisse di valorizzare la produzione familiare. I buoni risultati iniziali lo hanno poi confortato nello scegliere di far crescere questa produzione che oggi il mercato premia con attenzione costante. Anche nel suo caso affiancano la produzione di olio altre produzioni, quali ceci e fagioli biologici. La ristorazione è ancora poco presente nella sua clientela, ma al suo attivo ha lo Chef Gennaro Esposito della Torre del Saracino.
Anteprima Vinitaly 2012alla Camera di Commercio di Napoli
E’ stata presentata oggi, nella della sede storica della Camera di Commercio di Napoli il programma delle attività che vedranno protagoniste le aziende vitivinicole campane alla prossima edizione di Vinitaly che si terrà a Verona dal 25 al 28 marzo 2012.
Le aziende campane saranno presenti nello stand B, spazi colorati in modo diverso in relazione alla provincia di appartenenza. E’ stato assegnato il verde alle aziende della provincia di Avellino, il rosso a quelle beneventane, il giallo alle casertane, l’azzurro alle napoletane e il blu alle salernitane.
Due le aree evento realizzate nel padiglione, dedicate una al Fiano e l’altra all’Aglianico.
Tante le manifestazioni campane organizzate in occasione della manifestazione veronese presentate da
Luciano D’Aponte, dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Campania. Tra quelle particolari certamente la degustazione di formaggi innovativi abbinati ai vini campani, prevista per domenica 25 marzo nella sala Aglianico. I formaggi sono realizzati con un particolare caglio di carciofo e sarà cura dei sommelier Ais Campania realizzare le adeguate proposte di abbinamento. Sempre Domenica le Donne del Vino, si riuniranno a Verona per l’Assemblea Nazionale. Come ha spiegato, la presidentessa, Elena Martusciello dell’azienda Grotta Del Sole, intervenuta all’anteprima, sempre più aziende sono rappresentate da donne. Incontrarsi consentirà loro di confrontarsi e di trovare nuovi stimoli per sviluppare insieme proposte che sostengano le tante aziende che sono in affanno dopo le pressioni della crisi.
Lunedì 26 marzo la sala Fiano vedrà protagoniste i vini casertani mentre la mozzarella di bufala Dop cercherà il suo sposo, ovvero il giusto abbinamento con i vini campani, nella sala Aglianico.
Martedì 27 marzo nella sala Fiano sarà presentata la degustazione della prima annata di Falanghina del Sannio e dell’Aglianico del Taburno Dogc. Sempre nella stessa sala il prof. Luigi Moio presenterà la monografia “Colori, Odori ed enologia del Fiano abbinata ad una degustazione di Fiano campani a cura dell’Ais Campania.
Alla presentazione sono intervenuti Vito Amendolara, Consigliere per l’Agricoltura del Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, Maurizio Maddaloni vice presidente di Confcommercio Napoli, on. Pietro Foglia Presidente Commissione Agricoltura Consiglio Regionale della Campania.
Crescono le aziende del settore vitivinicolo, migliorano le produzioni campane che vedono impegnati sempre più giovani. Le premesse sono positive.







