Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...corsi sommelier in partenza

Auguri SommelierPranzo degli Auguri di Natale | Sabato 14 dicembre 2013 ore 12.30

Ristorante GIANNI AL VESUVIO | Via Vesuvio, 10 | Ercolano (NA)

Menu:

L’Antipasto tipico della tradizione

La Pasta e Fagioli

Pennoni di Gragnano con ragu’ napoletano

Misto di carne alla brace

Panettone Fiasconaro

I vini in abbinamento:

Gosset-Brabant, Champagne Reserve Gran Cru Brut Nature

Domaine De Roches-Neuves, “L’Insolite” Saumur Blanc

Iuli,“Nino” Pinot Nero del Monferrato

Cà di Gal, “Lumine” Moscato d’Asti

Quota di partecipazione € 10,00 | Prenotazione necessaria entro giovedì 12 dicembre (AIS Campania: info@aiscampania.it | tel. 0823 345188)

Bene la vendemmia in Campania, +15% di raccolto

Pubblicato da aisnapoli il 4 - settembre - 2013Versione PDF

vendemmiaNAPOLI, – In alto i calici, per i produttori di vino della Campania è tempo di brindare. La vendemmia 2013, dicono da Coldiretti Campania, è infatti di ottima qualità e fa registrare numeri da record. Rispetto allo scarso raccolto dell’anno scorso, l’aumento di raccolto è di oltre il 15%. E non solo. In piena vendemmia arrivano anche gli ultimi dati aggiornati sulle esportazioni del vino Made in Italy. In un periodo di crisi generale, spiegano da Coldiretti sulla base di dati Istat su commercio estero al primo quadrimestre 2013, l’aumento dell’export di vini è del 10%.

”E’ la riprova che questo settore è vivo e che resta un punto di forza per la nostra regione – dicono il presidente e il direttore di Coldiretti Campania, Gennarino Masiello e Prisco Lucio Sorbo – I nostri vini rispecchiano in pieno la grande varietà dei nostri territori e sono in grado di accontentare tutti i palati, da quelli che desiderano sapori più decisi a quelli che preferiscono i più delicati. In più i nostri vini raccontano una storia e una tradizione millenaria che è bello andare a riscoprire seguendo itinerari che sono unici”. Sono oltre 23mila gli ettari di vigne in Campania. E a confermare l’alta qualità dei vini prodotti sono proprio i numeri: sono 4 quelli a Denominazione di origine controllata e garantita (Docg), 15 a Denominazione di origine controllata (Doc) e 10 a Indicazione geografica tipica (Igt). Senza contare che i migliori vini dell’antichità, come il Falerno, il Greco, il Faustiniano, il Caleno, erano prodotti proprio in Campania. ”Nella nostre terre – dicono i vertici di Coldiretti Campania – si intrecciano gusto, paesaggio e storia. Non c’è niente di meglio di scoprire tutto questo attraverso, per esempio, le ‘strade del vino’ i cui percorsi sono a portata di clic grazie anche alla nuova versione di iTerranostra scaricabile dall’Apple store e ricca di indicazioni utili sui vini campani”.

L’export è un assoluto punto di forza. Oltre la metà del fatturato estero, spiegano da Coldiretti, viene realizzato nell’Unione Europea dove le esportazioni di vino crescono del 10% così come avviene negli Stati Uniti. La Germania si conferma il primo mercato con una crescita del 13%, ma l’export va a gonfie vele anche in Francia (+12%) e Gran Bretagna (+8%). Un vero e proprio boom si registra in Russia dove gli acquisti di vino sono cresciuti del 32%. Crescita record (+30%) anche in Australia. Positivo anche il dato sui mercati asiatici con una crescita complessiva del 3% e un aumento particolare del 5% in Cina.(ANSA).

15 Settembre, Benvenuta Vendemmia in Campania

Pubblicato da aisnapoli il 4 - settembre - 2013Versione PDF

benvenuta vendemmia in CampaniaBENVENUTA VENDEMMIA IN CAMPANIA

Domenica 15 settembre il Movimento Turismo del Vino della Campania invita a vivere in vigna il rito festoso della raccolta. Dall’Irpinia al Vesuvio, passando per il Sannio Beneventano e le vigne metropolitane di Napoli.

È tempo di vendemmia e il Movimento Turismo del Vino festeggia l’antico rito contadino con una giornata aperta al grande pubblico degli eno-viaggiatori: “Benvenuta Vendemmia”. Domenica 15 settembre le aziende campane aderenti al Movimento invitano a vivere l’atmosfera festosa della raccolta: una giornata tra i filari, all’aria aperta, immersi nei colori caldi di fine estate; ma anche visite in cantina, tra antiche bottaie e nuove tecnologie di vinificazione. E poi degustazioni, pranzi contadini e merende in vigna.

, spiega Emanuela Russo, Presidente della sezione campana del Movimento Turismo del Vino.

In Campania si potranno visitare 4 aziende, emblematiche dei propri territori: la Tenuta Cavalier Pepe nell’Irpinia delle Docg; La Guardiense nel Sannio beneventano, il grande vigneto della Campania; l’azienda Sorrentino alle pendici del Vesuvio e le Cantine Astroni nella conca di Agnano. Quattro realtà vitivinicole per conoscere altrettanti territori e tipologie di uve: il Fiano, il Greco di Tufo, l’Aglianico, il Piedirosso, la Falanghina. Ove possibile si potrà partecipare alla raccolta armati di forbici e cesto e assistere alle prime fasi di lavorazione dell’uva.

I programmi delle cantine

CANTINE ASTRONI

“Aspettando la vendemmia”: Visita Didattica in vigna e Cantina.

Fine Estate, tempo di vendemmia, tempo di coronamento di un anno di lavoro e di apprensioni per la buona riuscita delle produzioni, ma anche tempo di festa, momento ideale per riscoprire in maniera “silenziosa” e “rispettosa” tradizioni antiche e paesaggi di una bellezza d’altri tempi. I Vigneti che si tingono di rosso e giallo con le ultime giornate di sole invitano quanti lo desiderano alla scoperta della loro essenza, della loro irresistibile quiete e vitalità, in un momento particolarmente significativo come quello (pre)-vendemmiale. Pertanto, il 15 Settembre, dalle ore 10.30 alle 13.00, l’evento Benvenuta Vendemmia, sarà per noi di Cantine Astroni, l’occasione per “svelare” agli enoappassionati, un momento fondamentale della vita di una cantina. Svelamento che avverrà attraverso una approfondita passeggiata in vigna e in tutti gli ambienti di vinificazione.

Articolazione della visita

Ore 10.30 – Arrivo ed accoglienza: Registrazione del gruppo, presentazione dell’azienda e cenni sulla vendemmia attuale.
Spostamento del gruppo ai vigneti e sosta sul cratere nell’area didattica: a scopo educativo in corrispondenza dei vigneti con affaccio sul cratere degli Astroni, Riserva Naturale dello Stato ed Oasi del WWF, è stata allestita (in maniera permanente) una penisola didattica contenente pannelli illustrativi e divulgativi riguardanti la storia, il territorio ed i vigneti. Qui i nostri ospiti saranno condotti alla scoperta del territorio e delle sue peculiarità vitivinicole, attraverso approfondimenti dei principali aspetti geologici, storici e naturalistici del territorio Flegreo.
Spostamento in Cantina – Visita negli ambienti di vinificazione, affinamento e barricaia: All’interno della cantina di produzione verrà illustrato il lavoro svolto per portare l’uva nel bicchiere, il gruppo condotto tra vasche, tini in acciaio, barricaia e uomini a lavoro assisterà difatti alla spiegazione della funzione delle macchine, le scelte tecnologiche e la filosofia aziendale produttiva.
Mostra di attrezzi enologici: artefatti artigianali e culturali cercheranno di raccontare le origini, la storia e l’evoluzione nel tempo della viticoltura nel territorio flegreo;
Aperitivo Flegreo: degustazione di Falanghina e Piedirosso accompagnata da assaggi di prodotti tipici locali
Saluti e Congedo: ore 13.00
A fare da cornice alla all’evento la mostra realizzata dall’artista Antonio Mele ” Immagini immaginate, i Campi Flegrei in acquaforte” venti incisioni all’acquaforte ispirate a venti luoghi dei Campi Flegrei. Un neo excursus visivo sulle tracce del Gran Tour

L’Ingresso è gratuito ma è necessaria la prenotazione

I posti sono limitati! (NUMERO MAX 60 PERSONE)

Per info e prenotazioni (lun-ven/h 10-13 – 15-18:00):

Cantine degli Astroni s.r.l.

Via Sartania, 48

80126 – Napoli

Tel: +39 – 0815884182
Fax: +39 – 0815889937
e.mail: info@cantineastroni.com
www.cantineastroni.com

LA GUARDIENSE

Ore 10,30 – la storia, il territorio ed i vigneti.

Sala assemblee – Aula didattica con slide illustrative – Qui i nostri ospiti saranno condotti alla scoperta del territorio e delle sue peculiarità vitivinicole.

Spostamento in Cantina – Visita negli ambienti di vinificazione, affinamento e barricaia:

la visita in cantina permette di seguire le fasi produttive e prosegue fino alla sala sotterranea in cui si trovano la barricaia e l’impianto di spumantizzazione.

Aperitivo – degustazione dei vini spumanti accompagnati da assaggi di prodotti tipici locali:

IL PIACERE QUOTIDIANO

QUID falanghina, dolce, rosato, aroma

e

IL FASCINO DEL METODO CLASSICO

CINQUANTENARIO

Saluti e Congedo: ore 13.30.
L’ingresso è gratuito ma per partecipare è necessaria la prenotazione:

0824 864034/5

345 7157498

puntovendita@laguardiense.it

www.laguardiense.it

facebook: Vini La Guardiense, La Guardiense showroom

twitter: Vini La Guardiense

SORRENTINO VINI

Non dire al contadino quanto è buono il vino dei…!!!

ore 9.00 incontro , vestizione (il kit comprende l’occorrente per la raccolta tranne le forbici), divisione in squadre di raccolta;
ore 9.30 tour nei vigneti e spiegazione della raccolta dell’uva;
ore 12.30 pranzo del contadino : o’maccatur del vignaiolo a cura dello chef Eduardo Estatico , in abbinamento i vini aziendali;
ore 15.00 proclamazione della squadra vincitrice, in palio un omaggio dell’azienda!
Prenotazione obbligatoria

Sorrentinovini

Via Fruscio,2-Boscotrecase (Na)

Per info&prenotazioni: turismo@sorrentinovini.com

Cell: 3381354415

o’maccatur del vignaiolo a cura di Eduardo Estatico

Frittata di pasta napoletana;

Pane a 8 gg con melanzane alla parmigiana;

Polpetta in barattolo al ragù;

Pizza di scarole olive e capperi;

L’oro di Napoli: la sfogliatella scoppiata!

TENUTA DEL CAVALIER PEPE

BENVENUTA VENDEMMIA

UN GIORNO IN IRPINIA

- Mattina: ritrovo dei partecipanti in cantina: accoglienza con caffè e brioches. “Vestizione” e partenza per i vigneti, dove si potrà assistere e/o partecipare alla vendemmia, con la spiegazione di tutte le fasi del ciclo della vite e la degustazione dell’uva con la titolare Milena Pepe e/o il personale tecnico dell’azienda.

Segue degustazione guidata in cantina di 5 vini doc e docg.

- Pranzo: con menù Gourmet di 4 portate presso il ristorante La Collina.

- Pomeriggio: Visita in cantina con spiegazione del processo di vinificazione.

- Possibilità in tardo pomeriggio: di fare la visita guidata al sito storico di Mirabella Eclano:

percorso: Museo del Carro e Museo dei Misteri
e laboratorio della paglia,

FORMULA € 38 per adulti , € 20 per bambini con menu bambini

Sono previsti particolari menù per i bambini e per particolari esigenze alimentari.

I pernottamenti sono al Bed and Breakfast della Tenuta

Parcheggio auto gratuito – Offerte week-end per acquisto vini in cantina

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA CON ANTICIPO di almeno 5 GG LAVORATIVI.

La cantina è aperta per le visite giornaliere dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 18,00 ed il sabato e domenica dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 18,00.

Vi aspettiamo con gioia

Milena Pepe

TENUTA CAVALIER PEPE www.tenutacavalierpepe.it

Via Santa Vara 83050 Sant’Angelo all’Esca

Armando Castagno

Di Annito Abate

Il programma del Master conclude la poliedrica visione della Campania del Vino, intra moenia ed extra moenia, raccontata, con piglio olistico, da 5 grandi attori, ognuno con la sua parte, ognuno con il suo carattere, una “rappresentazione” in 4 Atti + 1 per emozionare il pubblico degli appassionati:

  • Primo Atto , Pierpaolo Sirch, in … “L’Agronomo”
  • Secondo Atto, Luigi Moio, in … “L’Enologo”
  • Terzo Atto, Manuela Piancastelli, in … “Il Comunicatore” (le voci di “dentro”)
  • Quarto Atto, Piero Mastroberardino, in … “L’Economista”
  • Atto Conclusivo, Armando Castagno, in … “Il Comunicatore” (le voci di “fuori”)

 

Atto Conclusivo: Armando Castagno, in … “Il Comunicatore” (le voci di “fuori”)

 

Si parte 0-0Si può immaginare la piacevole sorpresa, mista ad emozione, quando sugli schermi giganti della Sala è apparsa la frase che ho utilizzato finora per presentare e descrivere  questo evento: “le voci di fuori” di Armando Castagno in “contrapposizione”, culturale, alle “voci di dentro”, di edoardiana memoria, “recitate” da Manuela Piancastelli in un precedente incontro.

Si entra subito nel vivo di quello che si preannuncia essere una partita avvincente ed impegnativa tra  “Campania” e “Resto del Mondo”.

Pubblico numeroso, palla al centro, primo fischio dell’arbitro: “0 – 0” si inizia!

a Santa SofiaIl vino della Campania è una locomotiva della Regione, è l’ammiraglia che può “trascinare” l’intero settore, il suo essere “eccellenza” è un fatto oggettivo ed un fattore legato al territorio che è paragonabile alle altre “isole felici d’Europa”: «In molti Paesi se le sognano e qui esistono, non resta, allora, che “costruire”» dice Armando Castagno in apertura.

Nella galleria settentrionale della Chiesa di S. Sofia ad Istanbul è stata ritrovata una decorazione musiva parietale che ritrae l’Imperatore Alessandro con in mano due oggetti: nella sinistra ha il mondo mentre nella destra un umile pezzo di stoffa: «Per me il sovrano regge la Campania che io vedo proprio come un “semplice” sacchetto di seta con all’interno della terra» replica Castagno regalando, al pubblico attento, un’altra “voce di fuori”.

“Rete”: 1 – 0, “Qualità del vino assoluta e comparata”, Campania in vantaggio.

La Regione è, quasi nella sua totale estensione, Terra di potenziale produzione di vini di straordinaria espressività ed originalità, due termini che “confinano” con la “verità”.

Raddoppio immediato: 2 – 0, “Diversificazione della produzione, molto caratterizzata”.

La Campania è un mosaico di splendidi paesaggi ed il vino deriva da questa diversificazione di ambienti e territori, anche molto diversi tra loro e con evidenti differenze espressive in cui ogni Produttore riesce a trovare la sua “strada” al netto delle scelte stilistiche; il Greco a Tufo, ad esempio, è l’emblema di un areale che si identifica in maniera ipogea, il Fiano, con i suoi caratteri, riesce a sbalordire anche i Vigneron Francesi.

Quando la soddisfazione, e la sicurezza di avere già in tasca il match, serpeggia tra il pubblico arriva la doccia fredda e gli “avversari” accorciano le distanze.

2 – 1, “Scarsa disponibilità di grandi e grandissimi passiti o vini fortificati”.

Bianco-secco Rosso-secco può diventare uno schema limitante ed il vantaggio di avere territori “freddi” con uve dall’interessante bagaglio aromatico sembra non essere sfruttato. I grandi rosati del Mondo vengono “progettati” dalla vigna e questa, ad esempio, è un’altra tipologia in crescita che diventa, anche per il sommelier, un passepartout straordinario per abbinamenti eccezionali con la Cucina Campana.

Non si riesce, poi, ad uscire da un “rosso schematico” (pesante, tannico, strutturato) quando si potrebbero pensare dei vini “nuovi”, di classe, inni alla leggerezza con sorprendente bevibilità.

«Mi preoccupano i nuovi disciplinari del “Casavecchia”, un vitigno che ha una naturale vocazione per la dialettica; ho riempito il bagagliaio dell’auto con un “base” solo acciaio prima dei “nuovi arrivi”» dice Armando Castagno che poi, immediatamente, replica «Una voce potentissima degli ultimi anni è uscita dal “Piedirosso” che è stato declinato in espressioni struggenti di leggiadria. Si possono fare vini unici e far pagare per questo».

Uno “stadio” ammutolito per il gol eccezionale subito ma la Squadra di Casa ha uno slancio di orgoglio ed insacca la sua terza rete.

3 – 1, “Eccezionale lavoro sul germoplasma indigeno: regione basata sui vitigni locali”.

Ed i volti degli avversari si tingono di gialli e tinte bruciate come gli indigeni delle tribù Maori; tra i locali esistono grandi osservatori, comunicatori, degli umanisti anche tra i Produttori che hanno la lungimiranza di mettere a disposizione preziose informazioni. Il Vigneron della Campania sa che è un custode, a tempo, della terra, non si sente “il padrone” come, ad esempio accade in Toscana, in Campania si fa ricerca continua, qui alberga conoscenza e curiosità.

Non c’è che dire proprio un bel punto a favore di una Terra che appare sempre in recupero ma, non si è neppure finito di gioire che un fendente avversario mette a segno un altro duro colpo per la squadra di casa.

3 – 2, “Sventramento di porzioni di territorio di altissimo pregio ambientale e agricolo”.

Non c’è nulla da dire, questo è veramente un punto difficile da digerire; un tesoro, quello della vocazione agricola distrutto, restano brandelli di vigne cittadine che serbano prodotti di un livello fuori dall’ordinario: «ho mangiato la migliore rucola di sempre proveniente dai campi di Cantine Astroni».

La partita rischia di diventare “nervosa”, la Campania sembra “distratta”, arranca, gli avversari attaccano sui lati che sembrano più deboli ed, infatti, arriva la rete del pareggio, questo è un gol ancora più duro da inghiottire, cala il gelo tra il pubblico!

3 – 3, “Deterioramento del territorio urbano, anche in aree ricomprese in Denominazioni d’Origine”.

The Garbage Patch State”, ovvero, per dirla alla Partenopea Maniera, “La Nazione della Munnezza”: nove chilometri di lunghezza per un’altezza pari al Monte Everest ha ottenuto un simbolico The Garbage Patch Statericonoscimento istituzionale attraverso “Wasteland”, l’opera di Maria Cristina Finucci, un nuovo Stato con tanto di Costituzione e Bandiera ideata dall’artista per sensibilizzare la comunità con vortici rossi, come quelli che sul Pacifico hanno convogliato i rifiuti portati dai fiumi o scaricati dalle navi.

Un lato estremamente negativo, forse il più triste e famoso, un senso di angoscia ed impotenza che non si può sedare e neppure attutire sotto il motto “mal comune mezzo gaudio”.

Un gol subito molto meritato che dovrebbe servire da sprono per uscire da questa fase di pericoloso stallo.

La squadra si riorganizza, il Mister mette ordine tra le fila ed effettua qualche sostituzione; le azioni si susseguono, la Campania ha una storia da difendere, attacca e riesce a mettere a segno il punto del nuovo vantaggio.

4 – 3, “Straordinaria e spontanea espressività dei vini “base”, o “annata”.

Verità, sinergia, espressione diretta del territorio, zone in crescita (I Campi Flegrei, ad esempio) che puntano sul genius loci con espressioni enoiche che si attestano, sempre più, tra il “molto buono” ed il “fenomenale”.

Bene, la tattica sembra funzionare ed infatti non tarda ad arrivare un’altra rete! Che si preannunci una goleada? Calma sembra dire l’allenatore dall’alto della sua esperienza.

5 – 3, “Vocazione per una futura, capillare “zonazione” di gran parte del territorio”.

Le espressioni molto diverse in uno stesso territorio diventano una stratificazione straordinaria di terroir; i nuovi disciplinari sono più attenti alle menzioni territoriali (si veda il “Rossese di Dolceacqua”). In Campania, ad esempio, si trovano denominazioni che includono vitigni che si esprimono in maniera molto differente e su territori molto diversificati, anche a poca distanza; si pensi ai tre vitigni, Piedirosso (leggero), Aglianico (pesante) e Primitivo (accumulatore di sole). In questa Regione si tramanda, da sempre, la cultura contadina che “tutela la verità” e quindi la produzione all’interno delle Denominazioni d’Origine.

La squadra gira bene e lo stadio esplode in un altro boato di gioia.

6 – 3, “Nuova, brillante generazione di giornalisti, comunicatori, enologi, agronomi, produttori …”.

In Campania c’è una splendida attitudine a tramandare; questa “secca triangolazione” scopre il centrocampo, la difesa avanzata non fa in tempo a ripiegare e gli avversari accorciano le distanze.

6 – 4, “Estrema scarsità di archivi storici di vecchie annate”.

Una nota dolente, il solito punto debole! In Campania, tranne rare eccezioni (Mastroberadino, per citarne una, che è arrivato a fare una degustazione fino all’annata 1928) è difficilissimo, se non impossibile fare delle verticali storiche. Lo storico di Cantina è una vera e propria macchina del tempo, raccontare di bottiglie del passato è un prestigio ed una grande qualificazione per il territorio.

L’andamento, ondivago, della partita e delle squadre riemerge evidente quando le distanze si accorciano nuovamente con un nuovo gol subito.

6 – 5, “Polarizzazione del sistema informativo; esistenza di un “sistema informativo”.

Quasi allo scadere del 90° minuto la gara si incattivisce, la tensione in campo sale e si trasmette anche all’arbitro che comincia ad “ammonire” a dritta e a manca per far prevalere la “correttezza”

«Non c’è critica, sembra di assistere solo ad un sistema di public relations» afferma Armando Castagno «Il giornalista deve comunicare qualcosa, si deve capire che il terminale è il consumatore finale e non l’Azienda Vitivinicola; non agendo correttamente si inficia l’autorevolezza, la promiscuità è perniciosa!». Beh, penso, mi sembra vero e corretto, infatti, nello sport, nel cinema, nel teatro, in molte arti figurative, anche in letteratura non si teme di fare critica, anche di mettere in atto “grandi stroncature”. Nel mondo del vino questa sana e trasparente “severità”, spesso, non si percepisce, anzi sembra non esistere proprio.

In Campania questo “dato” è molto presente. Un gol che chiama un altro gol, quello del pareggio … ancora terrore allo stadio! La squadra “avversaria”, ora, sta giocando meglio!

6 – 6, “Problematico funzionamento dei Consorzi di Tutela pur presenti in ogni singola area”.

In Francia è lo Stato, attraverso l’INAO (Institut NAtional de l’Origine et de la qualité), che è proprietario, una Cantina è stata “declassata” perché il Vigneron è andato a prendere la terra a monte, in un’altra zonazione, praticamente la stessa area; ora il suo vino viene venduto ad un prezzo molto inferiore per questo motivo. Lo Stato è presente, attento, vigile a garantire la qualità, a tutelare il mercato nella sua vera essenza.

In Italia cosa rappresentano i Consorzi? Che emanazione sono? Lo Stato quanto agisce sul loro funzionamento? Le risposte si possono immaginare e trovare nelle pieghe di leggi e statuti ed anche, a volta, trasfuse nei disciplinari.

L’orgoglio della Campania viene fuori che, sul recupero, riesce a sbloccare il risultato in suo favore e vincere la partita, seppur di una sola lunghezza.

7 – 6, “Sensibilità concreta al dato territoriale di quasi tutte le maggiori aziende della regione”.

Molti dei Produttori, i più grandi, sono spesso i migliori e propongono vini di qualità; ci si rivolge, sempre più sovente, agli appassionati competenti: «la comunicazione la fa la critica» conclude Castagno.

Triplice fischio e tutti negli spogliatoi, è stata, nel complesso, una goleada equilibrata ed armonica che ha portato ad una vittoria “risicata”; l’arbitro ha voluto “premiare” la squadra di casa altrimenti sarebbe stato un “grande pareggio” anche se, va detto, in campo non ci sono state altre grandi occasioni per gli “avversari” di turno.

Risultato, allora, stabile ed equilibrato, caratteristiche che dovrebbero avere i grandi vini, quelli che riescono a “rallentare il tempo”.

Fuori dal match, prima della “doccia” e del “brindisi-degustazione”, Armando Castagno risponde a qualche domanda di Giovanni Ascione.

«Mi interessano le differenze espressive dei vari vitigni, non esiste un’idea assoluta di vino perfetto, non può essere indipendente dal suo territorio, esiste la vocazione». Questa la sintesi delle risposte a varie domande, anche da parte del pubblico. Poi Castagno con l’onestà intellettuale che lo contraddistingue non elude altri quesiti.

«Mettiamo un filtro quando si vuole considerare l’aglianico come il portabandiera della Campania, l’eccezionalità assoluta della Regione, a livello mondiale, sono i grandi bianchi di sensazionale originalità: il Fiano di Maura Sarno  (Tenuta Sarno 1860) è riuscito a mantenere livelli eccezionali anche in un’annata più povera rimanendo scintillante; i vini di Raffaele Troisi (Vadiaperti) si mettono in moto senza fretta, il Fiano di Antoine Gaita (Villa Diamante) è straordinario nel suo essere espressionista. Temo molto, però la deriva di alcuni Fiano spersonalizzati, in bianco e nero, senza colori».

Il grande comunicatore del vino continua il suo racconto: «il greco è suadente, rispetto al fiano ha bisogno di applicarsi di più ma arriva agli stessi risultati; un premio al lavoro, come “Ivan Lendl” nel tennis che aveva bisogno di allenarsi per ore. Ferrante di Somma (Cantine Di Marzo), Angelo Muto (Cantine dell’Angelo) hanno la capacità esoterica di comunicare nel bicchiere il territorio, una sintonia fine dove emergono i bassi. La falanghina, ancora, ha le caratteristiche degli antichi vitigni espiantati, non è una grande cultivar ma riesce ad entrare in sinergia con il proprio territorio».

Prima di “bere” come non formulare l’ormai consueta domanda sui vini naturali, come non ascoltare, in proposito, anche le “voci di fuori”?

«Scriverei una “prefazione” e delimiterei l’ambito di indagine chiedendomi cosa sono i vini naturali» risponde Castagno alla domanda di Giovanni Ascione su un indice di una probabile pubblicazione sull’argomento «il mondo dei cosiddetti vini naturali dovrebbe depurarsi da coloro che vi “bivaccano” con ignoranza; quello dell’utilizzo della “solforosa” è un falso problema, la sua demonizzazione è strumentale e non è una tematica “centrale” per l’argomento».

«Equilibrio, verità ed armonia, un vino da invecchiamento lo può fare solo il Buon Dio» ed ispirati dalla rivelazione ma anche dai colori, dai profumi e, per qualche presente impaziente, dai sapori dei vini che abbiamo davanti, la “sala” ascolta, silente, l’elenco dei tre “mettari di dioniso” che hanno emozionato in passato il brillante Relatore: 1) Fiorano Semillon 1971 di Boncompagni Ludovisi – 2) Boca 1950 di Antonio Cerri (oggi Le piane) – 3)  Sancerre Clos la Neore 1959 di Edmond Vatan

Si passa, quindi, ai quattro portati in degustazione: 1) Falanghina “Campi Flegrei” 2010 Contrada Salandra – 2) Greco di Tufo Franciscus 2011 Cantine Di Marzo – 3) Fiano di Avellino 2011 Tenuta Sarno 1860 – 4) Taurasi 2010 Pietracupa.

Quattro vini coerenti tra loro, la freschezza acida li accomuna così come la voglia di continuarli a bere.

Al termine, sui due volti pompeiani dipinti sui teli di proiezione della Sala, cala il sipario su questo quinto ed ultimo atto e sembrano scorrere i titoli di coda di questo bellissimo seminario; i ringraziamenti sono doverosi e possono, semplicemente, essere racchiusi nell’acronimo AIS seguito dal tema portante di tutti e cinque gli eventi: CAMPANIA!

assemblea

A TUTTI I SOCI DELL’ASSOCIAZIONE SOMMELIER CAMPANIA LORO SEDI

La S.V., nella qualità di socio dell’ ASSOCIAZIONE Sommelier Campania, è invitata a partecipare all’ Assemblea generale dei soci che si terrà presso l’Hotel Cerere, Via Laura Mare 15, Paestum (Sa), in prima convocazione alle ore 6,30 del giorno 16/06/2013 e alle ore 17,00 del giorno 17/06/2013 in seconda convocazione, per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno:

1. Approvazione bilancio consuntivo al 31/12/2012
2. Approvazione bilancio preventivo 2013
3. Relazione del Presidente AIS Campania
4. Relazione dei Revisori Contabili

Si comunica che:il bilancio al 31/12/2012 redatto dal C.D. è a disposizione dei soci presso la sede dell’Associazione
In nessun caso sono ammesse deleghe

IL PRESIDENTE AIS CAMPANIA
Nicoletta Gargiulo

Al termine dell’assemblea sarà distribuita a tutti i soci la “Guida alle aziende vitivinicole e vinicole della Campania” a cura di Regione Campania (SeSIRCA) e Associazione Italiana Sommelier Campania, inoltre sarà allestito un banco d’assaggio con i vini presenti in guida.

 Di Annito Abate

Il programma del Master continua, prosegue la poliedrica visione della Campania del Vino, intra moenia ed extra moenia, raccontata, con piglio olistico, da 5 grandi attori, ognuno con la sua parte, ognuno con il suo carattere, una “rappresentazione” in 4 Atti + 1 per emozionare il pubblico degli appassionati:

  • Primo Atto , Pierpaolo Sirch, in … “L’Agronomo”
  • Secondo Atto, Luigi Moio, in … “L’Enologo”
  • Terzo Atto, Manuela Piancastelli, in … “Il Comunicatore” (le voci di “dentro”)
  • Quarto Atto, Piero Mastroberardino, in … “L’Economista”
  • Atto Conclusivo, Armando Castagno, in … “Il Comunicatore” (le voci di “fuori”)

 

Quarto Atto: Piero Mastroberardino, in … “L’economista”

 

piero mastroberardinoSe proprio si vuole rispondere a domande dal “classico” milione di dollari, pardon, oggi è più vantaggioso dire euro, tipo “Cosa siamo?”, “A che punto siamo?” e, addirittura, “Quali prospettive abbiamo?” si consiglia di consultare discipline specifiche: economia e statistica, materie che il Prof. Piero Mastroberadino, conosce ed insegna, con grande maestria, armonizzando teoria e pratica.

Attraverso analisi che in questa sede, ovviamente, saranno omesse si arriva alla consapevolezza della rilevanza di un Comparto, quello del vino, che presenta una depressione dei consumi interni e, quindi, una ovvia derivata transfrontaliera, uno “sguardo” verso i mercati esteri che “pesa” circa il 13% del valore delle esportazioni della nostra Cara “Penisola Affacciata Sul Mar Mediterraneo”.

Per inciso, l’Italia ha il suo peso nel Mondo del Vino in quanto culla di questa cultura; proprio i Romani (quelli antichi) hanno spostato in avanti l’asse dell’evoluzione del “Nettare di Bacco” razionalizzando il processo ed in questo scenario proprio la Campania Felix (per vari motivi) diventa, nel tempo, il momento fondante della cultura del vino nel mondo conosciuto (si può anche dire del mondo intero visto che, ad esempio, gli Indiani d’America nemmeno ci provavano a pensare che il succo dell’uva potesse essere fermentato).

Degustazione SeminarioTornando alla “disciplina” si deve prendere coscienza di uno squilibrio derivato dall’eccedenza e dal potenziale di assorbimento del mercato che, a loro volta, derivano da un consumo che “giace”, da tempo, al di sotto della produzione; in pratica si fa molto più vino di quanto se ne beve e questo genera dinamiche di competizione che portano a conseguenze dirette sulla qualità dei prodotti.

Non è complicato se non si perdono i passaggi!

Ci vorrebbe un’attività incisiva di sostegno al consumo, stando attenti a mantenere un “approccio soft”, delicato insomma, nella consapevolezza che il vino contiene alcol e che quindi il “bere moderato” deve essere un indicatore importante da considerare; allora è nella consapevolezza che il vino è moderazione, ricerca di stile ed equilibrio che risiede la vera forza del messaggio da far passare: degustare, infatti, non è bere ma è un modo di essere, una maniera per fare, e vivere, cultura.

Primo messaggio fondamentale: i mercati esteri sono diventati determinanti per il mantenimento della filiera.Batteria dei vini in degustazione

Si cela un “ma” dietro questo enunciato che dipende dalla capacità di “penetrare” il “mercato”, non volendo attingere alla “disciplina” si può dire che dipende dalla capacità di arrivare alla “torta”.

Il settore vitivinicolo è estremamente polverizzato, le Aziende in Italia superano il milione di unità, di queste più di 40mila sono Cantine; sono decine le migliaia di operatori che popolano il mercato e di questi le Cooperative sono quelle che hanno la maggiore “bocca di fuoco”, sono grandi e concentrano capitali (in genere il fatturato supera i 500 milioni); per trovare una Cantina singola e privata bisogna scorrere la graduatoria anche fino al sesto o settimo posto con circa 150 milioni di fatturato.

Secondo messaggio fondamentale: il mondo del vino, in Italia, è fatto di microimprese che, spesso, non dispongono di una struttura adeguata per affrontare una internazionalizzazione; tale aspetto è, oggi, oggettivamente, un elemento di intrinseca debolezza che si trasforma però in “fascino” per il comunicatore che spesso esalta questo aspetto, insomma è una sorta di “favola” che serve a colmare un evidente gap della filiera produttiva.

Il “messaggio del vino” è estremamente soggettivo, personale, è spesso fatto di strette di mano, incontri, seminari, un guardarsi negli occhi, una vera comunicazione “B2B”, come si usa dire, che non può essere delegata. La componente socio culturale, nel vino, è fondamentale. Tutto questo si traduce in una organizzazione aziendale che deve mettere a disposizione risorse non facilmente reperibili per chi è “piccolo” e “lontano”.

I dati distributivi sono tutti in sofferenza, le enoteche ed il cosiddetto settore HO.RE.CA. arrancano; aumenta il consumo a casa e si cercano altri canali, ci si rivolge al “moderno” ed all’efficiente, alla Grande Distribuzione Organizzata, una realtà fortemente concentrata che si è strutturata in grandi insegne affiliate.

Terzo messaggio fondamentale: bisogna sostenere i consumi interni per sostenere la filiera in modo da aumentare la “massa critica”.

In Campania, ad esempio, la filiera non regge, solo in Irpinia esistono circa 200 Cantine, la competizione è forte, il prodotto è molto ed i consumi interni sono molto minori dell’offerta.

La vocazione viticola della Provincia di Avellino è straordinaria: su circa 6.400 ettari circa 2.700 ricadono in Zone a Denominazione di Origine, più del 40%, è, quindi, una attitudine reale del territorio; ma quante Cantine vediamo sul mercato estero? Un numero compreso tra il 5 ed il 10% e di queste quanto riescono a fare “esportazione strutturata”, cioè basata su relazioni dirette? Bisogna essere preparati!

il Seminario«Vi racconto di una manovra a tenaglia per distruggere l’immagine del Vino, un Taurasi DOCG» dice Piero Mastroberardino con la sua esperienza da “vendere” «si presentano in una piccola Azienda Vitivinicola ed acquistano una partita di prodotto di eccellenza ma in eccedenza, con presunto beneficio per la Cantina stessa». Con il pubblico, ormai, attento e curioso la storia continua « im seguito, all’altro capo del mondo, le bottiglie acquistate all’origine vengono affiancate, sullo scaffale, ad una “private label” che è stata imbottigliata da un intermediario e che viene venduta, in comparazione, ad un prezzo notevolmente inferiore. Quale Vino sarà venduto di più?».

La morale la racconto io: stesso prodotto, stesso scaffale, prezzo dimezzato per la “private label”, il Vino comprato in Italia dal Produttore, che ha pensato di aver trovato, appunto, l’America non finirà mai nel circuito auspicato ed anche ipotizzato (la ristorazione ad esempio) e sarà destinato a “vivere” tristemente su uno scaffale senza essere, forse, mai acquistato perché vicino c’è l’etichetta civetta. Morale della morale? Come ottenere grandi profitti da piccoli margini, un vantaggio per l’economia del Paese, non l’Italia!

L’invito, allora, è di comunicare le cose per come stanno davvero, è di essere meno ingenui.

Quarto messaggio fondamentale: il miglior vino non si fa dove non arriva nessuno ma dove, invece, esiste una organizzazione strutturata che investe, anche in ricerca; se la filiera è precaria, tale condizione si propagherà su ogni attore della stessa. L’invito è la cautela contro la voglia di “aggressività” del mercato, un “no” ai finti e facili guadagni che si trasformano in grandi “perdite” dell’’immagine collettiva.

L'intervista di Franco De Luca a Piero Mastroberardino«Il Taurasi è un vino di montagna e tali caratteristiche territoriali devono emergere nel bicchiere» dice Piero Mastroberardino «esistono bottiglie che hanno almeno dieci anni sulle “spalle” e che dimostrano di essere fini, eleganti». Alcune espressioni di questo “nobile” prodotto tendono, invece, a proporlo con fattori di una certa “aggressività”, quasi snaturandolo.

Ma cosa ne pensa l’economista dei cosiddetti vini naturali? «Ci sono più risposte del mercato, il tema della sostenibilità ha le sue fasi, in quella di “lancio” c’è una grande confusione, ognuno crede di avere lo slogan vincente, si pensi a “green economy” ad esempio. Considero “biologico” un vocabolo privo di significato e “biodinamico” una classica economia di nicchia per ridurre l’intensità competitiva. I disciplinari prevedono già dei controlli ed un’affermazione di qualità».

Non c’è che dire una sagace argomentazione in perfetta linea con il tema della giornata.

Quinto messaggio fondamentale: quello che tutela la filiera è il guardare alla sostenibilità dalla vigna al bicchiere. Va, poi, affermata l’unicità del prodotto, la non replicabilità del “sangue della terra” (per dirlo alla contadina), unico connubio per ottenere la “complessità”.

In sala tutti i calici sono stati riempiti con i “gioielli della Famiglia Mastroberardino”, nei bicchieri l’espressione del territorio voluta dal Produttore/docente di economia, espressione delle massime eccellenze in fatto di D.O.: Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Taurasi.

Il Prof. ci ha regalato proprio una bella Lezione!

Sommelier a vitigno italia

VITIGNO ITALIA Vini a Castello

IX SALONE DEI VINI
E DEI TERRITORI VITIVINICOLI ITALIANI

Napoli – Castel dell’Ovo – 2/3/4 Giugno 2013

Grandi novità nel format e nei contenuti della nona edizione di Vitignoitalia: la più grande manifestazione enologica del centro Sud Italia, in scena dal 2 al 4 giugno a Napoli, si presenta quest’anno ancora più ricca.
Accanto ai grandi vini italiani, alle bottiglie emergenti, alle degustazioni imperdibili e alle discussioni intorno allo stato dell’enologia di qualità, da quest’anno anche le eccellenze gastronomiche italiane approdano nel suggestivo Castel dell’Ovo, icona del lungomare partenopeo e location confermata della manifestazione. Per la prima volta la pasta artigianale di Gragnano del Pastificio Di Martino e quattro tra i più amati consorzi nazionali di produttori di formaggi a Denominazione di Origine Protetta scelgono Vitignoitalia come vetrina per presentarsi al grande pubblico. Il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP, il Consorzio per la tutela del formaggio Gorgonzola DOP, il Consorzio del formaggio Parmigiano Reggiano DOP e il Consorzio per la tutela del Pecorino Romano Dop saranno presenti con uno spazio esclusivo nell’Antro di Virgilio al primo piano del Castello per una tre giorni di assaggi, abbinamenti e iniziative da non perdere.

L’Associazione Italiana Sommelier Campania gestirà il servizio sommelier dell’Enoteca Regionale Campana Vigna Felix nei gg.2/3/4 Giugno e quello della Sala degustazioni nella giornata di Lunedi 3 Giugno. I soci Ais Campania, in regola con la posizione associativa, possono usufruire dello sconto del 50% del ticket d’ingresso in tutti e tre i giorni della manifestazione.

Orari della manifestazione
Domenica 2 giugno: h 14,00 – 21,30
Lunedi 3 giugno: h 14,00 – 21,30
Martedi 4 giugno: h 14,00 – 20,30
Ticket 20 euro (comprensivo di bicchiere)
Soci AIS Campania 10 euro (comprensivo di bicchiere)

Scarica qui il Programma completo dei 3 giorni

PROGRAMMA Lunedi 3 Giugno
Sala Degustazioni a cura di AIS CAMPANIA
INFO e PRENOTAZIONI: segreteria@vitignoitalia.eu / tommasoluongo@yahoo.itOre 15.00

Il Vesuvio delle Cantine Olivella e dello chef contadino Pietro Parisi
Degustazione guidata delle ultime annate dei vini dell’azienda Cantine Olivella, tipici del territorio del Monte Somma, nel cuore del Parco nazionale del Vesuvio:
Katà, Catalanesca del Monte Somma Igt 2012;
Emblema, Caprettone Vesuvio Bianco Doc
2012; Vipt, Piedirosso Vesuvio Rosso Doc 2011;
Vo, Passito di Catalanesca 2010

Per l’occasione i vini di Cantine Olivella incontrano i sapori vesuviani dei “boccaccielli” di Pietro Parisi, patron e chef del ristorante Era Ora, nelle diverse versioni e gusti: Parmigiana di melanzane; Polpetta di podolica e pomodoro San Marzano; Soufflé di ricotta nobile, mela annurca ed erbe spontanee; Pastiera con grano Senatore Cappelli
Conduce:
Luciano Pignataro, giornalista
Intervengono:
Marina Alaimo, sommelier
Pietro Parisi, patron e chef del Ristorante Era Ora
Ciro Giordano, amministratore Cantine Olivella

Ore 17.00
La degustazione dei formaggi

Alla scoperta dei Consorzi per la tutela della Mozzarella di bufala campana Dop, del Gorgonzola, del Parmigiano-Reggiano e del Pecorino romano.
Conducono:
Luciano Pignataro, giornalista
Maria Sarnataro, vicepresidente Ais Campania

Ore 18.30
Sul vino e sull’arte – Percorsi contemporanei dal gusto creativo
Una selezione dei vini premiati dall’edizione 2013 della “Guida alle aziende vitivinicole e vinicole” dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier Campania, raccontata attraverso i quattro elementi (Terra, Acqua, Fuoco e Aria) e le opere di Peppe Capasso “Mascella di bue”, Guglielmo Longobardo “Segreti mediterranei”, Giovanni Di Capua “Affresco – memorie pompeiane” e Raffaele Canoro “Vento artificiale”. Tutti artisti del progetto espositivo-editoriale
“Pelle&Pellicola” della galleria Nea, edito da Iemme edizioni e curato da Pasquale Lettieri.

In degustazione
Terra
Bosco Caldaia Solopaca Doc 2007 Antica Masseria Venditti
Terra di Rivolta Aglianico del Taburno Riserva Doc 2009 Fattoria La Rivolta
Acqua

Colle Imperatrice 2012 Falanghina dei Campi Flegrei Doc 2012 Cantine Astroni
Trentenare Paestum Fiano Igp 2012 San Salvatore
Fuoco
Etichetta Bronzo Falerno del Massico DOC Rosso Masseria Felicia
Don Vincenzo Lacryma Christi del Vesuvio Rosso Riserva Doc Casa Setaro
Aria
Fiano di Avellino Docg 2011 Tenuta Sarno 1860
Alimata Fiano di Avellino Docg 2011 Villa Raiano

Conducono:
Tommaso Luongo, delegato Ais Napoli
Luciano D’Aponte, funzionario Sesirca Regione Campania
Luigi Solito, gallerista Spazio Nea

pieroIl quarto appuntamento del Master del Vino in Campania ha come relatore Piero Mastroberardino. Il cognome suona familiare anche a chi di vino non ne “mastica”: è la famiglia la cui azienda più di qualunque altra ha diffuso il vino campano di qualità nel mondo. Ma in particolare il profilo del “professor Piero” risulta quanto mai interessante e sorprendente.
Nasce ad Avellino nel 1966 e nel 2003 è professore ordinario in discipline manageriali. Un economista, un uomo di penna, dunque, che però nello stesso anno diventa anche presidente della già affermata azienda vinicola di famiglia.
Da subito disegna nuove traiettorie di sviluppo del gruppo, ampliandone il raggio d’azione mediante attività di diversificazione nel campo dell’hospitality e dell’enoturismo, in particolare attraverso la realizzazione di Radici Resort, complesso ricettivo inaugurato nel 2008, che offre ristorazione da prodotti selezionati del territorio irpino, hotel, golf & spa
Ma la cosa che colpisce maggiormente quando si ha modo di scambiare qualche parola con Piero Mastroberardino è la sua ecletticità, la sua propensione a coltivare interessi svariati e le numerose e diversificate incursioni nel mondo dell’arte: il disegno e la pittura prima, la narrativa e la poesia successivamente.
Nel 2000 fonda un centro culturale con il quale si impegna nella promozione di incontri su temi letterari, figurativi e musicali.
Nel 2011 pubblica un romanzo dal titolo “Umano errare”, per i tipi del Gruppo editoriale Albatros Il Filo, mentre nel settembre 2012 esordisce con la propria prima mostra personale di arti figurative e composizioni in versi, dal titolo “Uno squarcio nell’anima, ti narra…”, presso il Caffè Letterario di Avellino.
Insomma, oltre a ricevere il suo contributo scientifico sullo stato del mercato del vino (con particolare riferimento alla Campania) sarà quanto mai interessante approfondire la conoscenza di uno dei personaggi nel nostra comunità enogastronomica più noti ma anche più riservati.

Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 07 mag 2019 al 07 mag 2019 alle ore:20:00

      Corso Sommelier della Birra n.10, in partenza il primo livello da Babette dal 7 Maggio

      Mancano: 12 giorni e 15:10 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
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