Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

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Vineyard Hopping – Agnano (Na) – Az. Agricola Agnanum

Pubblicato da aisnapoli il 19 - aprile - 2012Versione PDF

Di Karen Phillips

Se non avessi incontrato l’enologo Maurizio De Simone all’ingresso di quel sentiero battuto sono sicura che non sarei mai riuscita a trovarlo… Eppure tutto quello che dovevo fare
era prendere l’uscita di Agnano sulla Tangenziale di Napoli e girare a sinistra alla rotonda.

Una rotonda che ho attraversato distrattamente cinque volte a settimana ininterrottamente per gli ultimi 15 anni della mia vita per andare a lavorare. Non avrei mai immaginato che sarebbe bastato girare, per una volta,  a destra anziché a sinistra e seguire una strada polverosa per trovare uno dei vigneti più belli che abbia mai visto in vita mia. Stavolta c’era Maurizio De Simone, a mettere i cartelli stradali con le indicazioni necessarie per arrivare all’ Azienda Agricola Agnanum …un piccolo segreto dei Campi Flegrei. Giunti alla fine della strada, De Simone mi ha fatto conoscere Raffaele Moccia, che assieme al padre Gennaro si prende cura dei propri vigneti che sono di proprietà della famiglia sin dagli anni ’60. Vigneti che crescono ad un’altezza di 500 metri s.l.m., praticamente sulla sabbia, una polvere finissima di terra vulcanica di colore grigio scuro. Falanghina e Piedirosso qui e nient’altro. E’ Campi Flegrei! Passeggiare  tra i vigneti con Moccia era come fare un lungo viaggio a ritroso nel tempo. Il rispetto della tradizione è quello che questo territori, inciso nel fianco di una collina, richiede. Il lavoro manuale quello vero, tutto a mano senza alternative. Protagoniste solo le mani di Raffaele e di papà Gennaro. Suo padre Gennaro, 82 anni e sempre al lavoro nei campi, anche di domenica, come oggi. A brandire, come se fosse un fuscello, una pesante zappa per liberare il terreno dalle erbacce che circondano le viti. Erbacce che allontanano dal terreno i nutrienti che sono necessari per le loro uve, ma che come compost servono invece per aiutarle a crescere. Come molte delle viti di Raffaele Moccia hanno fatto da anni, da tanti anni. Circa da 100, 200, no da quasi 300 anni….Praticamente dei monumenti che hanno resistito a questo terreno quasi lunare attraversando lo scorrere del tempo. E continueranno a stare in piedi. Raffaele mi ha portato a vedere due aree particolari della sua vigna, le aree dove vengono prodotti  2 crus: la Vigna Del Pino dedicata alla Falanghina e la Vigna delle Volpi per il Piedirosso. Pino … perché? C’è un albero di pino che domina la vigna, che domina la città. E le volpi? Quelle stesse volpi che visitano i vigneti di Moccia durante la vendemmia. Le volpi che entrano attraverso un foro in un muro di pietra che separa la proprietà di Moccia dall’Oasi WWF di Astroni … il terreno di caccia della famiglia reale dei Borbone. Volpi che entrano indisturabate e raccolgono grappoli, uno ad uno, per il loro divertimento, e non quello di Raffaele Moccia che, invece, aspetta pazientemente a raccogliere la sua uva … spesso fino alla fine di ottobre, spingendosi anche ai primi di novembre. Uve che devono aspettare il loro tempo per diventare il vino di Agnanum. Era tempo di visitare la cantina, degustare i bianchi e i rossi di Agnanum e per pranzare. Un giro veloce della piccola cantina … Moccia produce circa 8500 bottiglie l’anno. Vendemmia tardiva, come accennato prima … un anno in serbatoi di acciaio inox prima di essere imbottigliato … senza fretta, come vuole la tradizione… In Italia, i vini sono degustati sempre con un pasto, così Moccia mi condusse in una sala di degustazione, che ha scavato dal lato della collina. Un lungo tavolo per gli ospiti e la famiglia… bottiglie di vino sugli scaffali a parete con le annate più vecchie in attesa di essere condivise. In un angolo, le griglie di un barbecue erano già ardenti, piene di bruschette  alle quali abbiamo aggiunto della pancetta con del formaggio ed è stato il nostro antipasto sul quale abbiamo abbinato una Falanghina 2010 che ha spazzato via i principi dell’abbinamento. Non avrei mai pensato di accoppiarlo con un formaggio reso così saporito dalla lunga stagionatura in grotta… Una rapida occhiata al barbecue e ho notato polli e conigli. Tutto allevato dalla famiglia. Cosa? Non ho detto che Raffaele alleva anche i conigli? E che la sua rosticceria è uno dei più popolari a Napoli? (Beh, un altro blog…). Pollo alla brace e coniglio… preparati il tradizionale  condimento dby Moccia, da mangiare rigorosamente con le mani e accompagnare con un bicchiere del suo vino. Abbiamo giocato un po ‘con le annate vecchie… Piedirosso 2003 e 2007… Vigna Del Pino Falanghina 2003… Vigna delle Volpi 2003. Ogni bicchiere ha dimostrato che Moccia e i Campi Flegrei hanno qualcosa da dire. Tutto ciò che serve è qualcuno che sia pronto ad ascoltare, ed a degustare. Raffaele Moccia e suo padre Gennaro vengono spesso indicati come degli eroi. Heroes, perché ogni giorno (compresi Pasqua, Ferragosto e Natale) sono fuori a lavorare nei loro vigneti. Pioggia o sole non conta… producono dei vini che rappresentano bene la loro filosofia, i loro sogni.Heroes? Forse …

Ma questa giornata, in cui ho incontrato l’enologo Maurizio De Simone su quel sentiero battuto e mi ha “presentato” l’ Azienda Agricola Agnanum, a solo 5 minuti dal viaggio che affronto ogni giorno per il mio lavoro … ho visto due uomini umili il cui duro lavoro produce risultati entusiasmanti in bottiglia, nel bicchiere, e sulla tavola in buona compagna…

Azienda Agricola Agnanum

via Vicinale abbandonata agli Astroni 08125 Napoli 081 230 3507

Versione in Inglese

Flegreando, il Concerto di Capodanno a Villa di Livia

Pubblicato da aisnapoli il 4 - gennaio - 2012Versione PDF

Di Anna Ruggiero

Nella splendida cornice di Villa di Livia, domus patrizia del I secolo d.c, l’associazione culturale Flegreando ha salutato i suoi soci e l’anno che terminava con il tradizionale  Concerto di Capodanno, giunto ormai alla sesta edizione. In una tipica serata invernale i Campi Flegrei si sono lasciati scaldare dal calore delle note del Tenore M.ro Sergio Casalino accompagnato alla chitarra M.ro Gennaro Costagliola e dalle interpretazioni degli attori Martina Di Leva e Michele Iazzetta. Si è brindato con Astro, lo spumante di Falanghina di Cantine Astroni, presentato da Anna Ciotola, referente Campi Flegrei per Ais Napoli, che ha sapientemente illustrato le particolari nuances del vitigno. Il rinfresco, offerto da  Al Blamangieri  e da Cantine Astroni, è stato allestito con gusto e originalità dall’agenzia di eventi e wedding Le Dame del Re. Il racconto della serata in video e foto è stato affidato ai fratelli Sgamato. Sono intervenuti alla serata amici e protagonisti dei Campi Flegrei, personaggi della politica e rappresentanti pubblici.
Flegreando è una delle anime di Malazè e non poteva mancare il suo presidente Rosario Mattera. Immersi nell’allegria delle bollicine e del momento di festa Rosario Mattera, Anna Ciotola, Giulio Gambardella presidente di Flegreando si sono confrontati su nuovi progetti ed iniziative che presto vedranno protagonisti i Campi Flegrei.

Di Anna Ruggiero e Mimmo Gagliardi

Oggi, 10 Ottobre,è una splendida domenica di inizio autunno e il caldo sole ci ha solleticato la curiosità di aderire ad un’iniziativa dell’associazione “Flegreando” che ci ha proposto il nostro amico Giulio Gambardella.L’evento si chiama “Passeggiata sulla bocca degli Inferi” e prevede un giro completo del Lago d’Averno con varie soste nei luoghi di maggiore interesse archeologico, naturalistico e storico, e poi un pranzo conviviale all’interno del vigneto storico Mirabella.Il tempo lo permette e quindi ci ritroviamo vicino al ristorante “Caronte” con bimbi al seguito.Alle 11 siamo una ventina di persone, con altrettanti bimbi e ragazzini al seguito, ad iniziare il giro.Il primo tratto che percorriamo, quello che va dal ristorante “Caronte” alla “Grotta della Sibilla” e poi alla “Grotta di Cocceio” è aperto alla circolazione delle auto, quindi dobbiamo fare i conti con il traffico.Durante la prima sosta alla Grotta della Sibilla il buon Giulio ci racconta le origini dei miti e delle leggende legate al Lago d’Averno, in special modo quello legato al culto della Sibilla e poi ci accenna al perchè questo specchio d’acqua veniva consioderato essere la bocca degli Inferi.La passeggiata prosegue fino alla Grotta di Cocceio. Questa grotta,come quella della Sibilla, non sono visitabili dal pubblico.Quest’opera architettonica è lunga circa 1,5 Km e mette in comunicazione il Lago d’Averno con Cuma attraverso la montagna. La sua particolarità è che prende luce ed aria attraverso alcuni pozzi di luce scavati nella montagna come tanti tunnel verticali.All’interno del tunnel vive e nidifica una colonia di pipistrelli, una delle ultime, se non l’unica, rimasta nella zona.Lasciamo finalmente la strada carrabile per entrare nella zona del parco naturale del Lago d’Averno.Si tratta i una fascia di terreno che circonda il lago, recuperata alla fruibilità pubblica da pochi anni ed oggi mèta di podisti, ciclisti, ambientalisti e naturalisti.Qui Giulio ci racconta del mito di Ade, del suo amore per la principessa Proserpina e dell’origine del culto dei morti nelle zone circostanti il Lago.Riprendendo il cammino ci accorgiamo della totale assenza di inquinamento acustico e smog: condizioni ideali per chi vuole rilassarsi, oppure fare un pò di sport all’aria aperta oppure vuole osservare da vicino le numerose specie di insetti, uccelli, pesci e piante che costituiscono il ricco ecosistema del Lago.Infatti sono numerosi le casetti in legno per amanti del bird-watching che incontriamo sul nostro cammino, come numerose sono le soleggiate panchine.E’ vicino ad uno dei punti di osservazione che Giulio ci narra della leggenda della Sibilla, dell’amore che il dio Apollo nutriva per lei e delle cause che determinarono il suo mito.Dopo l’ultima tappa giungiamo al Tempio di Apollo.In effetti non è un vero e proprio Tempio ma un edificio termale.

Giulio ci spiega che all’epoca dei romani il Lago era ancora ricco di esalazioni gassose e sulfuree e che le sue acque calde venivano usate per scopi termali dai romani che edificarono questa costruzione che, all’epoca doveva essere maestosa.Oggi poco resta in piedi dell’antico edificio, ma se ne intuisce la dimensione, infatti secondo gli esperti risulta essere appena cinque metri di diametro più piccolo del Pantheon di Roma.L’ora è propizia e la passeggiata di circa 3 km ci ha messo appetito, quindi entriamo nel vigneto storico Mirabella, dove veniamo accolti da pentole fumanti e tavole imbandite sotto le piante di limone e tra le rigogliose vigne.L’uva di Piedirosso è all’ultima settimana di maturazione, tant’è che domenica prossima ci sarà la vendemmia, ed il suo profumo si percepisce forte nell’aria fresca.Mentre i più stanchi si accomodano all’ombra, noi ne approfittiamo per salire fin sulla sommità del vigneto per ammirare il panorama.Il vigneto è “arrampicato” sulla parte interna di quello che una volta era il cratere di un vulcano e la vista da lassù è veramente mozzafiato.Ma la sorpresa più bella è che attraverso il vigneto è possibile affacciarsi direttamente nel Tempio di Apollo da una delle finestre rimaste, cogliendo scorci di rara bellezza.Riscendiamo dal vigneto assaggiando qua e la i chicchi d’uva gonfi, scuri e profumati.Ci accomodiamo a tavola e l’atmosfera campestre, unita al vino e alla compagnia, ci regala una convivialità inusuale per questi tempi.I padroni di casa hanno preparato per noi Zuppa di cicerchie alla contadina con pezzi di salsiccia sbriciolata, Pasta al forno con melanzane e mozzarella, Salsicce alla brace, Alici fritte sale e pepe, Insalata di patate e olive, profumata di basilico e condita con sale, olio e limone.Il tutto viene accompagnato dal loro vino tipicamente contadino, falanghina e piedirosso del Campi Flegrei D.O.C., e che è stato fatto l’anno prima con le uve provenienti dalle stesse viti che vediamo attendere ora la nuova vendemmia.Per finire anche il dolce, con plum cake e crostata di marmellata di mandarino.Naturalmente provvediamo subito all’acquisto delle confetture preparate artigianalmente con i frutti degli alberi che si trovano nel vigneto (nespole, pesche gialle, limoni, mandarini e arance).Qualcuno, addirittura, consuma subito il barattolo acquistato approfittando del pane residuo a tavola.Il sole tramonta quando ci salutiamo e ritorniamo a casa portando con noi il piacevole ricordo di una splendida giornata.I bambini sono stanchi ma entusiasti e già preparano i racconti del giorno dopo per i loro compagni di scuola.La raccomandazione che gli facciamo è sempre la stessa: dici ai tuoi amichetti di convincere i genitori a portarli in giro per i Campi Flegrei, dove c’è tanto da vedere, molto da imparare e tantissimo da mangiare!

It’s All About the Territory – Falanghina dei Campi Flegrei

Pubblicato da aisnapoli il 20 - settembre - 2010Versione PDF

Di Karen Phillips
A volte prendo per scontato ciò che è intorno a me, proprio sotto il mio naso …. Come un bicchiere di Falanghina dei Campi Flegrei.

Villa di Livia, un’antica villa romana a Pozzuoli è stato il posto perfetto per una tavola rotonda su questo vino bianco. Il Delegato Ais Napoli, Tommaso Luongo insieme con Rosario Mattera (Malazè) ha ospitato rappresentanti di cinque aziende vinicole principali della zona, Francesco Martusciello jr (Cantine Grotta del Sole), Vincenzo Di Meo (Azienda La Sibilla), Gerardo Vernazzaro (Azienda Astroni), Francesca Adelaide Di Criscio(Azienda Quartum Di Criscio) e Giuseppe Fortunato (Azienda Contrada Salandra).

Così che cosa c’è in un bicchiere di Falanghina dei Campi Flegrei? … Territorio. 120 ettari di territorio dedicati a questo DOC. 120 ettari di terreno sabbioso di origine vulcanica. Il suolo ricco di potassio. Un suolo che ha le sue sfide, ma dà soddisfazione pure.

Territorio … territorio che si nota, nel suo colore paglierino, aromi minerali seguito da leggeri profumi frutatti, freschi…

Territorio che più di tutti si degusta. Fresca, Asciutta, diversa dalla sua sorella del Sannio … Il mare nel un bicchiere ….

Territorio … una volta ritrovato, può essere compreso, apprezzato e probabilmente non è più dato per scontato.

Malazè che insieme con Ais Napoli è stato in grado di condividere questo territorio con me e quelli intorno a me lo scorso Lunedi.

Territorio in un bicchiere.

Un bicchiere di Falanghina dei Campi Flegrei.

English Version
Sometimes I take for granted what is around me, right under my nose…. Like a glass of Falanghina from Campi Flegrei.

Villa di Livia, an ancient Roman villa in Pozzuoli was the perfect backdrop for a roundtable discussion on this white wine. Ais Napoli’s Tommaso Luongo was the host along with Malazè’s Rosario Mattera and representatives from 5 of the area’s top wineries; Francesco Martusciello jr (Cantine Grotta del Sole), Vincenzo Di Meo (Azienda La Sibilla), Gerardo Vernazzaro (azienda Astroni), Francesca Adelaide Di Criscio (azienda Quartum) and Giuseppe Fortunato (Contrada Salandra).

So what is in a glass of Falanghina dei Campi Flegrei?…Territory. 120 hectares of territory devoted to this DOC. 120 hectares of sandy volcanic soil. Soil that is rich in potassium. A soil that has its challenges, but gives satisfaction as well.

Territory…territory that you will note in its light straw color, smell as you take in the herbs, then light fresh fruity aromas.

Territory that most of all you will taste. Fresh, dry, different from its sister in Sannio…The sea in your glass…mare.

Territory…once rediscovered, can be understood, appreciated and probably no longer taken for granted.

Territory that Malazè along with Ais Napoli was able to share with me and those around me last Monday.

Territory in a glass.

A glass of Falanghina dei Campi Flegrei.

Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 15 gen 2012 al 15 ott 2013 alle ore:

      Aspiranti vigneron alla riscossa! Sei Incontri in vigna con l'Ais Napoli

      Mancano: 00:00 ore.
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    • dal 19 mag 2012 al 19 mag 2012 alle ore:19:00

      19 Maggio, "Cioccolato e Fiori" un corso per i soci Ais con Perugina

      Mancano: 2 giorni e 03:30 ore.
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    • dal 21 mag 2012 al 21 mag 2012 alle ore:15:30

      21 Maggio, l'AIS Campania a Vitignoitalia 2012

      Mancano: 4 giorni e 00:00 ore.
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    • dal 24 mag 2012 al 21 giu 2012 alle ore:20:30

      Ais Napoli, Tre Appuntamenti con la Primavera dell'Enolaboratorio da Divinoinvigna

      Mancano: 7 giorni e 05:00 ore.
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