Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...corsi sommelier in partenza

Di Anna Ruggiero
Adoro la tecnologia e la possibilità di dialogare attraverso internet con persone di altri continenti.
Il mondo si avvicina, si arricchisce e si lascia scoprire nelle sue corde più vere.
Viaggiando ti porti dietro un pò del tuo mondo e lo lasci scoprire agli altri che attraverso chat, social network, email continuano ad essere parte della tua giornata. Forse la globalizzazione è anche questo lasciarsi conoscere. Vincenzo D’Antonio, corrispondente per la Campania e il Molise del magazine e testata on line “Italia a Tavola”, vive alcuni mesi dell’anno a Tampa in Florida. Le nostre conversazioni periodiche non si diradano nel corso dei suoi soggiorni all’estero, forse la mia curiosità nello scoprire nuovi luoghi mi porta a cercarlo ancora di più. Vincenzo è un appassionato degustatore ed estimatore dell’enogastronomia italiana, presente a molte manifestazioni, conosce prodotti, territori ed imprenditori. Parla fluentemente inglese, italiano e napoletano, stupendomi spesso per la sua capacità linguistica nelle diverse lingue.
La sua dualità, ovvero questo vivere in contesti internazionali ne arricchiscono la capacità critica e la voglia di valorizzare il Made in Italy evitando di cadere nel folclore.
Si fa presto a dire Eating italy all’estero. Scopri spesso che sono lontane imitazioni con interpretazioni davvero inusuali.
Nelle nostre conversazioni Italia – Florida, Vincenzo mi racconta i menù che prepara, rigorosamente italiani per i suoi ospiti.  Lo scorso anno però mi aveva reso partecipe della prima edizione di Eating Italy che era nata in sordina, come incontro degli studenti della Università di Tampa. Vincenzo era molto emozionato, raccontare l’enogastronomia italiana a chi vive solo di riflesso i nostri prodotti è impegnativo. L’incontro doveva durare solo 40 minuti e invece si è protratto per quasi due ore.
Eppure le coincidenze sovente sono la chiave di interpretazione di percorsi nuovi. Da qui mi lascio raccontare l’antefatto e il seguito. L’Università di Tampa pubblica una newsletter con i suoi incontri e appuntamenti. Il campus è molto bello, immerso nel verde e multirazziale. Lo scambio tra diverse popolazioni è la norma. Docenti e discenti sono spesso coetanei. Vincenzo mi racconta che arrivato a Tampa si è subito iscritto alla newsletter dell’università e una news dedicata agli incontri con gli italiani l’ha particolarmente colpito, spingendolo a contattare il segretario del circolo italiano locale, un portoricano di origini italiane, (la mamma è ligure), Jesus. Il ragazzo si è subito reso disponibile creando il contato con la Professoressa Patrizia La Trecchia dell’Istituto Italiano dell’Università di South Florida. Di li è stato tutto un crescendo. La professoressa è toscana ma ha origini cilentane. Ha aderito con piacere a realizzare un progetto di confronto che raccontasse l’enogastronomia ed è nato il primo appuntamento a Tampa nel 2011. Ma se il destino decide per noi non c’è verso a fermalo e i due si sono incontrati in Italia per organizzare un altro appuntamento a Tampa di Eating Italy che si terrà il 7 settembre 2012, presso la splendida location del Museo della Fotografia della Florida. Stavolta Eating Italy sarà rivolto ai vip gourmet sviluppando diversi momenti, uno relazionale con interventi mirati del giornalista Vincenzo D’Antonio e della professoressa La Treccia, uno visivo con le fotografie di Cinzia Trenchi e un momento di degustazione dei prodotti italiani. Saranno assaporati l’Asiago dop nelle tre diverse versioni: fresco, stagionato e semi stagionato, la Mozzarella di Bufala Campana DOP, e i vini DOCG dell’Irpinia Fiano di Avellino, Greco di Tufo e Taurasi dell’azienda vitivinicola TERREDORA.
Da un incontro fortuito si sono generate tante energie positive che certamente svilupperanno tanto nuove iniziative enogastronomiche da condividere anche on line.

Riceviamo e pubblichiamo i consigli di Alberto Morandotti, tecnologo alimentare del Centro di Ricerca e Sviluppo Whirlpool di Cassinetta di Biandronno (Varese) per il rito della grigliata: «Per ottenere il meglio dalle carni, salare a ridosso della cottura, non infilzare e nessuna paura a girare più volte il pezzo»

L’estate è stagione di cucina all’aperto e di cambiamento delle abitudini alimentari, come il ricorso alla griglia in sostituzione del tradizionale piano cottura o del forno. Per ottenere il meglio in situazioni che sono spesso anche momenti conviviali, può essere utile considerare qualche semplice accorgimento. Alimento di riferimento è naturalmente la carne, perché regina del barbecue, ma qualche dritta può essere utile anche per le verdure e il pesce. In via preliminare è interessante scoprire il perché dell’attrattiva che esercita questa modalità di cottura: «il principio scientifico alla base della caramellatura tipica della griglia, e dell’arrostitura in generale, è la reazione di Maillard -spiega Alberto Morandotti, tecnologo alimentare del Centro di Ricerca e Sviluppo Whirlpool di Cassinetta di Biandronno-. È un principio ben noto ai cuochi e che avviene a certe temperature tra zuccheri e proteine presenti nella carne, ma anche nel pesce, e in misura minore nel pane e nelle verdure. Gli effetti più evidenti sono la brunitura della superficie, il cambio di consistenza, ossia la formazione della crosta, e il rilascio di sostanze aromatiche volatili (più leggere dell’aria) che hanno l’effetto di stuzzicare l’appetito». La cottura al barbecue, come tutte le altre tecniche di cottura, è al centro degli studi dei tecnologi Whirlpool in quanto direttamente collegata alla produzione dei famosi barbecue “all’americana” a marchio KitchenAid. Extra large e molto in voga negli Stati Uniti, si stanno affermando anche in Europa e in Italia.

«L’attenzione alla fase di cottura dei cibi rientra in una disegno più complessivo portato avanti da Whirlpool -prosegue Morandotti-: il food stream è strategico per l’azienda e uno degli ambiti in cui lavoriamo e per cui sviluppiamo soluzioni tecnologiche è appunto il cooking. Il nostro obiettivo è mantenere le proprietà nutrizionali e sensoriali del cibo».

In allegato foto in bassa di Alberto Morandotti e di cottura al barbecue; per scaricare foto in alta cliccare sui seguenti link:

Alberto Morandotti:

http://www.eoipso.it/include/comunicati/popup_img.cfm?type_img=img&id_img=955

Cottura al barbecue:

http://www.eoipso.it/include/comunicati/popup_img.cfm?type_img=img&id_img=956

La cottura della carne alla griglia si porta appresso una serie di false convinzioni che sarebbe il caso di rivedere e che cominciano dalla preparazione dell’alimento, che, secondo alcuni, non andrebbe mai salato o speziato pena l’indurimento del pezzo. «Questo non è sempre vero -nota Morandotti-: lo è soltanto se la carne si sala diverse ore prima di cominciare la cottura, provocando in questo modo l’assorbimento dei succhi interni; se, invece, l’aggiunta avviene a ridosso del posizionamento sulla griglia, il sale contribuisce a formare una saporita crosta in superficie che ne esalta il gusto».

In linea di principio è consigliabile cuocere direttamente sopra la brace i tagli sottili di carne, quelli a cottura rapida, mentre per i tagli più grossi (costate spesse e roastbeef) è preferibile la cottura indiretta, che si ottiene allontanando -cioé alzandola – la griglia dalla superficie della brace, oppure, per i tagli davvero importanti, spostando quest’ultima ai lati del barbecue e posizionando il pezzo da cuocere in mezzo. Volendo essere perfezionisti, nello spazio vuoto che si crea si possono inserire dei piccoli vassoi di alluminio per raccogliere quei succhi di cottura utilizzabili per bagnare e ottenere l’insaporimento della carne, come le “leccarde” usate nel Rinascimento dal rinomato cuoco varesino Bartolomeo Scappi, che fu al servizio di cinque pontefici.

Altro argomento dibattuto è l’uso del forchettone per muovere la carne sulla griglia e saggiare il grado di cottura. «Bisogna evitare di inforcare il pezzo -aggiunge Morandotti-; bucandolo si creano infatti delle vie d’uscita per quei liquidi che, oltre a dare sapore, hanno in sé importanti sostanze nutritive, quali minerali e vitamine. Nemmeno la crosta superficiale sigilla la carne dalla perdita di questi liquidi chiudendone, come qualcuno sostiene, i pori». Il mantenimento dei liquidi nella carne non è quindi soltanto una questione di morbidezza al palato, ma significa, ancora prima, la conservazione del patrimonio nutritivo e organolettico dell’alimento.

«Un altro mito da sfatare è il principio per cui la carne deve essere rivoltata il meno possibile –conclude Morandotti-. La frequenza con cui si gira il pezzo condiziona certamente il risultato; se si fa una sola volta occorre la certezza che il grado di “brunitura” della faccia inferiore sia quello desiderato, mentre se si effettuano più “ribaltamenti” il controllo è più puntuale e la cottura più uniforme».

Nel primo caso, infatti, specie in presenza di una crosta consistente, al taglio risalterà la diversa colorazione della carne; con più girate la sezione mostrerà, invece, una maggiore uniformità nella cottura. Girando più frequentemente, inoltre, si ha il vantaggio di ridurre il tempo necessario al centro della massa per raggiungere il livello di cottura desiderato.

Le verdure sono un alimento in genere trascurato, mentre necessitano di attenzione nella cottura, e da comprimarie diventano facilmente imbarazzanti mucchietti di carbone. Il consiglio, per evitare di mangiare verdure carbonizzate o poco cotte, è di azzeccare lo spessore delle fette, intorno al centimetro, e di posizionarle in una zona della griglia dove il calore sia più moderato. Meglio prepararle in contemporanea alla carne, in modo da servirle insieme. Per velocizzare l’operazione si possono precuocere al vapore con tutta calma, tenendole molto al dente, e finirle alla griglia al momento del bisogno per accompare le carni.

Per il pesce occorre sapere in generale che cuoce più velocemente delle carni perché le fibre sono più corte e il collagene che contengono si “denatura” ad una temperatura inferiore. Quindi massima attenzione per evitare le bruciature o l’essicatura con una brace troppo forte; il consiglio è di marinare prima i pezzi o di cuocerli in un foglio d’alluminio o (raffinatezza dal sapore esotico) nelle foglie di banano facendo un fagottino protetto che permette di conservare l’umidità. I pesci piccoli possono essere chiusi in una griglia “a libro” per evitare di toccarli utilizzando delle palette. Per i tranci la cottura deve avvenire con la pelle sempre rivolta in basso per favorire uniformità nella cottura e rendere la pelle stessa croccante e dorata.

Alberto Morandotti, nato a Varese nel 1978, è laureato in Scienze e Tecnologie alimentari all’Università Statale di Milano. In Whirlpool dal gennaio 2009, è attualmente staff engineer Food & processes con funzioni di coordinamento del gruppo di ricerca avanzata globale per le tecnologie di cottura innovative. Si occupa inoltre di rapporti con la divisione marketing, usabilità, design, pianificazione, monitoraggio e revisione dell’attività di sviluppo sperimentale

Whirlpool EMEA e Whirlpool Corporation Con circa 11mila 500 dipendenti, una presenza sui mercati di oltre 30 Paesi europei e siti produttivi in sette Paesi, Whirlpool Europe, Middle East & Africa (EMEA) è una società interamente controllata da Whirlpool Corporation, l’azienda leader a livello mondiale nella produzione e commercializzazione di grandi elettrodomestici. Nel 2011, Whirlpool Corporation ha avuto un fatturato annuale di circa 19 miliardi di dollari, 68.000 dipendenti e 65 centri di produzione e di ricerca tecnologica in tutto il mondo. L’azienda commercializza i marchi Whirlpool, Maytag, KitchenAid, Jenn-Air, Amana, Consul, Brastemp, Bauknecht e altri importanti brand quasi in ogni paese del mondo. Il Centro Operativo Europeo di Whirlpool si trova in Italia, a Comerio (VA). Per ulteriori informazioni sull’azienda, consultate il sito Internet www.whirlpoolcorp.com o www.whirlpool.it.

Pierre Yves Ley // Media Relations Manager, Whirlpool Europe
Office +39 0332 759112 // Mobile +39 335 7277266 // pierre_ley@whirlpool.com // Whirlpool Corporation // www.WhirlpoolCorp.com

Ufficio stampa Whirlpool Emea: Eo Ipso srl
Info: Marco Calini – Cell. 339.1544973, ufficio 0331 594166 – Mail: mcalini@eoipso.it

Di Luca Bellettini*

Ma cosa ci sarà di tanto segreto in quel piatto? Non l’ho capito neanche io! Accanto ai ruderi del Castello di Camerota a precipizio sulla valle sottostante, ma con una vista panoramica mozzafiato sulla  vegetazione boschiva, si trova Il Ristorante “Al Castello“, la chef e padrona di casa Cinzia Di Luca vi sorprenderà con la specialità della casa i suoi spaghetti alla “disgraziata”. Segreto inconfessabile di famiglia, tramandato da generazioni, ma non svelato mai a nessuno, infatti la famiglia giura che chef, cuochi e amanti della gastronomia si sono arrovellati, spendendo fino all’ultima goccia della loro esperienza in merito  per decifrare l’ingrediente segreto che rende unico questo semplice spaghetto con sugo di olive nere del Cilento, capperi di Camerota, qualche pomodorino fresco e una punta di peperoncino piccante giusto per stuzzicare il palato!
In quel  piatto però c’è qualcosa di più che un semplice primo di pasta, qualcosa che ricorda sapori antichi e una storia ben più complessa delle poche righe che le sto dedicando,  forse è  la sintesi estrema di quanto riuscivano a mettere da parte i poveri contadini del luogo decenni fa, certo è che un arcano segreto ha trasformato questi pochi ingredienti sapientemente amalgamati insieme in una tappa d’obbligo  a Camerota e una vera e propria bandiera della cucina mediterranea! Quante parole potrebbero essere spese, cercando di descrivere le emozioni e le sensazioni che si avvertono dopo una forchettata di disgraziata, ahimè solo il senso del gusto può soddisfarle in parte, quindi non vi resta che provare per credere!
Ma non è finita di certo qui, ce n’è per tutti i gusti cavatelli e fusilli cilentani al ragù, spaghetti al tonno fresco sapientemente messo sott’olio dalle mani esperte dei “nonni” di casa, ravioli fatti in casa con polpa fresca di granchio e qualche altra proposta giornaliera a seconda del mercato, sui secondi domina la tenerissima carne bovina alla brace, allevata in zona e a kilometri zero, polli e conigli paesani,le salsicce col finocchietto,  qualche semplice piatto di pesce come baccalà fritto e  le alici imbottite, degno di nota il peperone “imbottunato” una vera delizia, da mangiare quasi fosse un dolce, la ciambotta cilentana, la parmigiana di melanzane, e le verdure di stagione preparate in tutte le salse! Le pizze cotte al forno a legna  preparate con passione ed esperienza dal marito della signora Cinzia, che con dedizione ogni mattina le impasta per  farle lievitare  almeno  dodici ore!
Non andatevene però prima di aver sorseggiato un buon liquore al finocchietto della casa, che sarà un toccasana per digerire tutto quello che avete mangiato!
Un buon bicchiere di vino rosso in una calda e piacevole sera d’estate seduti sotto le ppiante di fico della terrazza del ristorante, renderanno quella “disgraziata” un souvenir unico in quel di Camerota!

“Al Castello” Pizzeria – Trattoria.
Piazza Castello – Camerota (Sa).
Tel. 0974 935009
Aperto da Maggio a fine Settembre

*aspirante sommelier

Il 25 luglio alle ore 19,30 con l’evento “ASTReatfOod” le Cantine Astroni di Napoli, in collaborazione con la neonata associazione Spiriti Liberi, l’Associazione Italiana Sommelier Delegazione di Napoli e la SABINALBANO Modart Gallery, daranno il benvenuto ufficiale alle vacanze estive con una serata in cantina all’insegna della leggerezza e della spensieratezza. Protagonista assoluto della serata sarà il cibo di strada partenopeo in tutte le sue sfaccettature, dalle versioni tradizionali a quelle rivisitate da alcuni dei più interessanti chef emergenti della regione.

Appuntamento alle 19,30 per l’aperitivo in vigna al tramonto con l’Astro spumante di Cantine Astroni e il sottofondo musicale a cura del Friends jazz 4tet (Umberto Paudice, piano e tromba; Salvatore Udito, chitarra; Salvatore Ponte, contrabbasso e Alessandro Godono, batteria e voce – ospite della serata Antonio Imparato).

Ci si sposterà, poi, in cantina per dare inizio alla festa vera e propria. Tante le proposte gastronomiche da cui farsi tentare accompagnati dalle note del Friends jazz 4tet che nel corso della serata si cimenterà anche in una simpatica “wine session” trasformando in strumenti musicali le attrezzature della cantina (botti, bottiglie e cosi via). Come classici dello street food ci saranno le rinomate pizze “a portafoglio” di Attilio Bachetti e i taralli e le freselle di Stefano Pagliuca che offrirà anche il suo apprezzato pane a canestrella. Versioni tradizionali alternate a interpretazioni più moderne del cibo da strada, invece, per i giovani talenti della cucina quali la finalista di Masterchef 2011 Luisa Cuozzo, Mirko Balzano, Eduardo Estatico, Francesco Fusco, Michele Grande, Fabio Stefano Crispino e Francesco Armenio.

Finale rinfrescante con i gelati alla frutta del “Gran Caffè Maione” di Villaricca (Na) e con le fette di anguria distribuite da due “mellonari per caso” che per l’occasione abbandoneranno le loro mise usuali.

Ad accompagnare il food in maniera briosa ci saranno le bollicine dell’acqua Ferrarelle e dell’Astro spumante di Cantine Astroni. E, giusto per non farsi mancare nulla, l’Antica Distilleria Petrone di Mondragone (Ce) fornirà i propri liquori.

Prevista anche una sezione Lounge con una degustazione di sigari italiani, guidata dai relatori del Club Amici della Dolce Vita.

Spazio, inoltre, alle performance artistiche, affidate all’attenta direzione di SABINALBANO Modart Gallery di Napoli che, per interpretare al meglio i concetti di luce e leggerezza, fili conduttori dell’intera serata, ha scelto per gli ospiti di ASTReatfOod la Compagnia Danza Flux, composta da Fabrizio Varriale e Chiara Alborino, che si esibirà in una performance di danza contemporanea dal titolo “Writing for”.

Si ringrazia il maestro artigiano Stefano Ferrara per la fornitura delle attrezzature per la frittura.

E’ richiesto un abbigliamento casual, per sottolineare lo spirito libero della serata.

Costo della serata: euro 20 (+ 5,00 euro tasca con bicchiere – da rimborsare a restituzione del bicchiere)

 Per prenotazioni (posti limitati, prenotazione obbligatoria)

 Tel: 081 5884182 (lun-ven dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 18,00)

 e.mail: info@cantineastroni.com

 Cantine Astroni Via Sartania, 48 Napoli

Menu

ATTILIO BACHETTI Pizzeria “Da Attilio” di Napoli

Pizze a portafoglio

STEFANO PAGLIUCA “EnoPanetteria dei Sapori” di Melito (Na)

Pane a canestrella, freselle e taralli

MIRKO BALZANO “Villa Assunta” di Mirabella Eclano (Av)

‘O Per e ‘o Musso

EDUARDO ESTATICO “C&D Ristorante vesuviano” di Portici (Na)

Panino di frittata di pasta con cremoso di tuorlo, provola ,alici e pane

FRANCESCO FUSCO “Locanda IL MOERA” di Avella (Av)

La parmigiana di spiga

MICHELE GRANDE “La Bifora”di Bacoli (Na)

Panini dAmare

FABIO STEFANO CRISPINO e FRANCESCO ARMENIO “Uno Barrato” di Napoli

Cous Cous di verdure croccanti e pesce bandiera in Carpione

Quinto quarto di vitello con taralli napoletani e cozze

LUISA CUOZZO “Pallino” di Napoli

Fritti e Palline

Gelateria Gran Caffè “MAIONE”

Gelati alla Frutta

Anguria proposta da “mellonari per caso”

Acqua Ferrarelle

Astro by Cantine Astroni

Liquori dell’Antica Distilleria Petrone

Contatti stampa

Laura Gambacorta 349 2886327 laugam@libero.it

Dora Sorrentino 3497522870 dodosorre@libero.it


Vino e Cibo, Cena di Fine Corso AIS in terrazza d’estate

Pubblicato da aisnapoli il 16 - luglio - 2012Versione PDF

Di Manuela Chiarolanza, Roberta d’Emmanuele e Fabrizio Brancaccio

Lunedì 9 luglio si è tenuta a casa Chiarolanza una cena che poteva sembrare un banale incontro tra colleghi di corso.
Quello che doveva inizialmente essere un modo per inaugurare il terrazzo della padrona di casa, Manuela, si è rivelato essere poi una di quelle serate che invece ti riempiono l’anima.
Gli invitati erano persone che si sono incontrate per la prima volta poco tempo fa, persone che giorno dopo giorno, a cominciare dal 27 febbraio, giorno di inizio del Corso per sommelier Ais di Primo Livello, e nell’arco dei 4 mesi del corso, si sono conosciute e “agglomerate naturalmente”, prima due, poi tre, poi cinque, fino ad arrivare a formare un bel gruppone di 10.
Durante l’aperitivo erano già inevitabili i ricordi delle prime lezioni, delle prime degustazioni, di quei termini e quei gesti così lontani dalla ns quotidianità, gli “abbastanza” della scheda AIS che adesso hanno un significato così diverso nei nostri discorsi fino ad arrivare alle confessioni reciproche delle impressioni che ognuno aveva fatto agli altri.
La cena è quindi iniziata molto serenamente, con i tempi giusti, con le quantità appropriate, con tutti i vini in abbinamento diversi a ogni portata.
Ed è lì che la cena tra colleghi è diventata una cena tra amici, che quasi si conoscono da sempre.
La scoperta del vino, il vino come opportunità di conoscere la terra da cui proviene, il vino e le persone, il vino e le donne, il vino che aggrega, il vino che ti fa sorridere e ridere di cuore.
Il vino e poi il cibo in abbinamento hanno straordinariamente unito persone così diverse nell’animo, nell’età, nel carattere, nel modo di essere, nella professione.
Oltre al mondo del vino abbiamo quindi scoperto “un mondo di persone” e la serata di ieri ha confermato che queste sono le vere gioie della vita.
Il vino fa buon sangue, è proprio vero.
Risate scoppiettanti, brindisi alle nuove amicizie, discorsi ameni e, verso la fine della serata, anche molto ludici, le imitazioni.
Naturalmente, dopo cena ci si è spostati nella zona relax del terrazzo per godersi un po’ di fresco e gustare dolci e passito e la conclusione è stata che l’idea di cominciare così insieme il II livello del corso rasserena tutti, è come avere le spalle più forti, perché il gruppo c’è. Un affiatamento così è cosa molto rara.
Infine le lanterne cinesi fatte volare via, associate ai desideri di ciascuno di noi ed alla promessa di rivederci presto… prestissimo. Quando? Lunedì 16 al Nabilah, per un’altra serata sfavillante tutti insieme.
Insomma l’Associazione Italiana Sommelier insegna, e non solo dal punto di vista didattico.

Menu + vini in abbinamento

Aperitivo di benvenuto: Cannolicchi al sauteé – Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Brut 2011

Polpo affogato nella maionese di kiwi – Cantine Astroni, Astro

Spaghettone trafilato al bronzo con peperoncini verdi, alici e colatura di alici – Franz Haas, Manna

Tortino di risotto alla scarola con pomodorini confit – Albert Grivauld – Bourgogne 2009

Mozzarella di bufala DOP con millefoglie di zucchine, fiori di zucca e provolone del monaco- Contadi Castaldi, Franciacorta Brut Saten 2007 + Feudi di San Gregorio, Dubl

Mousse di cioccolato bianco con geleè di frutti di bosco e agrumi – Feudi di San Gregorio, Privilegio

Crema di caffè con croccantino al cioccolato e panna – Donnafugata, Ben Rye

Il 10 luglio al Quartum Store di Quarto (Na) “Un fritto diVino”,

cena a bordo piscina con i rinomati fritti dei fratelli Salvo

e le pregiate albicocche del Vesuvio 

 

Il 10 luglio alle ore 20,30 al Quartum Store di Quarto (Na) i Campi Flegrei aprono le loro porte alle eccellenze del Vesuvio per dare vita a una serata “vulcanica” a bordo piscina dal titolo “Un fritto diVino”. Protagonisti assoluti della serata saranno, infatti, i fratelli Salvatore e Francesco Salvo, titolari della pizzeria “Salvo da tre generazioni” di San Giorgio a Cremano (Na), che delizieranno i presenti con i loro apprezzatissimi fritti e le delicate montanare. Ad accompagnare in modo perfetto il “cuoppo” e le pizze fritte dei due fratelli saranno gli interessanti vini Asprinio d’Aversa e Campania Rosato IGT delle Cantine Di Criscio.

La serata segnerà anche l’esordio ai fornelli del Quartum Store della giovane ma già esperta cuoca Viviana Marrocoli, i cui finger food partenopei si alterneranno con le diverse proposte dei Salvo.

Il momento dolce sarà affidato a Pietro Parisi, chef di Era Ora di Palma Campania, che proporrà un’invitante frolla di albiccoca vesuviana e crema con il suo nettare.

In chiusura il Nucillo ‘E Curti di Sant’Anastasia sapientemente miscelato con il Chinotto bio Lurisia, proposto da GMA Import Specialità di Pompei, darà vita a quello che si sta rivelando il cocktail più trendy di quest’estate campana.

L’evento offrirà l’occasione per parlare, insieme all’esperto Giustino Catalano, delle pregiatissime albicocche vesuviane la cui coltivazione rischia l’abbandono a causa di logiche di mercato che privilegiano varietà di minor qualità ma più a buon mercato.

 

Menu

 

Sformatino di frittatina di cipolle al profumo di sambuca su letto di valeriana (Viviana Marrocoli)

Asprinio d’Aversa

 

Cuoppo di frittura con crocchè, pall e’ ris, scagliuzziell’, melanzane, zucchine fritte e le mitiche frittatine di maccheroni (Salvo)

Asprinio d’Aversa

 

Riso venere all’insalata con verdurine di stagione e provoletta affumicata   (Viviana Marrocoli)

Campania rosato IGT

 

Pizza fritta con ricotta, provola e cicoli

Montanara con pomodorini al piennolo di Casa Barone e caciocavallo podolico

Monatanara con pomodorini gialli di Casa Barone e barilotto di bufala

(Salvo)

Campania rosato IGT

 

Frolla di albicocca e crema con il suo nettare (Pietro Parisi)

 

Ghiacciato di Nucillo ‘E Curti e Chinotto bio di Savona Lurisia

(‘E Curti e GMA Import Specialità)

 

Costo della serata: euro 25

 

Per prenotazioni (posti limitati, prenotazione obbligatoria):

Rosa Di Criscio

Mob.  335 5479723

Email: quartumstore@gmail.com

 

Quartum Store

via Giorgio De Falco  5/A (a 10 metri dalla Piazza Santa Maria)

Quarto (Na)

 

Ufficio stampa

Laura Gambacorta

349 2886327

laugam@libero.it

Saturday Morning, A spesa con lo chef Gianluca D’Agostino

Pubblicato da aisnapoli il 21 - giugno - 2012Versione PDF

Di Karen Phillips

Sta cominciando a fare caldo in città. E a Napoli, nei fine settimana, la maggior parte delle persone si dirige verso le spiagge. Io invece volevo girare per le strade della città. Le strade di Napoli per lo shopping gastronomico di sabato mattina. Non volendo andare da sola, ho chiamato lo chef Gianluca D’Agostino del ristorante Veritas e gli ho chiesto se a lui non dispiacesse che io stessi con lui mentre faceva il suo giro nel centro di Napoli. E così…

Ore 9.30 appuntamento alla stazione della metropolitana di Montesanto per il nostro giro in Pignasecca.

Prima tappa mercato del pesce.

“Potrei facilmente chiamare ed ordinare per telefono, Gianluca mi dice, ma mi piace tornare più volte alla settimana per vedere che cosa c’è nuovo.”Ed è anche un ottimo modo per coltivare e amicizie con i suoi fornitori che sono anche diventati amici. Gianluca mi ha parlato di specialità come il pesce spada e il tonno rosso. Tanti suggerimenti per me, consigli, idee di ricette. Ad esempio, lo stomaco del tonno contiene più grassi, in realtà è quasi come una bistecca. Perfetto per una rapida cottura alla griglia o alla piastra in modo da esaltare la sua gustosa succulenza.

Alici …piccole sardine direttamente dalla Baia di Pozzuoli. Lucide, con delle strisce blu. Le sceglie perchè gli ricordano i profumi e il gusto di casa.

C’era un bellissimo pesce spada…Gianluca ne ha ordinato due chili da utilizzare quella stessa sera al ristorante per una ricetta che girava nella sua testa…

Sono stata rapita dallo spirito di quella mattina. Frutti di mare, gamberi, zuppa di pesce, calamari … sarei potuta rimanere lì tutta la mattinata in compagnia di Gianluca, ma era tempo di andare avanti. Frutta fresca e verdura … pronta? Let’s go…

Non abbiamo bisogno di andare molto lontano, proprio dietro l’angolo. Le cassette del fruttivendolo erano piene di bellissima frutta e verdura di stagione. Ancora una volta, tanti i suggerimenti per le  ricette da chef. Ad esempio, Gianluca mi ha spiegato che quelle zucchine enormemente grandi sarebbero state perfette per una parmigiana, mentre per le più piccole avrebbero avuto miglior sorte con una frittura alla scapece…

Poi, i funghi porcini … i primi della stagione …

Ciliegie fresche … Ben sei varietà diverse. E poi i gelsi … che non si vedono molto in giro…

Gianluca mi ha chiesto se avessi fretta, c’era un altra fermata che voleva fare. Abbiamo camminato per un po’ lungo il vicolo, attraversato Via Toledo e girato dietro l’angolo. Gianluca ha voluto portarmi da Timpani e Tempura di proprietà dal suo amico Antonio Tubelli.

La bottega di Tubelli è ricca di prodotti tipici di qualità della Campania e del resto d’Italia. Pasta, formaggi, vini e tante altre golose leccornie. Ho anche scoperto che si può anche mangiare. Può ospitare otto persone per il pranzo e la cena, ma la pasta e timpani sono sempre a disposizione per il take away. E giovedi? La serata del fritto! Devo assolutamente tornare …

Ormai si era fatto quasi mezzogiorno, il tempo di salutare lo chef, salutare la mia Saturday Morning. Giusto il tempo per un ciao, e ci vediamo presto … Gianluca doveva andare al ristorante, io avevo bisogno di salire sulla metropolitana…

Ma chi sa? Forse ci vediamo sabato prossimo!

Versione in Inglese

Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 25 feb 2019 al 25 feb 2019 alle ore:20:30

      Il vino del Cavalier Maga Lino, doppia degustazione al Wine Bar Scagliola

      Mancano: 5 giorni e 07:11 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
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