Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...corsi sommelier in partenza

Degustazioni di Mauro Illiano

Ecco a voi le prime schede  di degustazione della rubrica “Espressamente Napoletano”. Si parte dal centro storico. Si procederà con tante altre zone di Napoli e dintorni, per poi ripassare con numerose novità nei quartieri man mano svelati.

E’ importante evidenziare che tutte le schede contenute in questo articolo ed in quelli che verranno saranno disponibili sulla Google Map posta nella colonna di destra della presente pagina, nonché sulla pagina iniziale del sito dell’Ais Napoli.

Buona lettura e buon caffè a tutti!

Godetevi questa rubrica con il sottofondo della Kaffee-kantate BWV 211 Schweiget stille, plaudert nicht (Cantata del Caffè) di Johann Sebastian Bach, l’omaggio al caffè del compositore tedesco (T.L.)

TAZZOMETRO

1 Tazzina = Deludente

2 Tazzine = Sufficiente

3 Tazzine = Discreto

4 Tazzine = Buono

5 Tazzine = Ottimo

+ = Equivale a mezzo punto

 

Bar: Scaturchio Armando – Via Portamedina alla Pignasecca n. 24

Data di degustazione: 24/01/2012

Prezzo: 0,80 €

Miscela: Tico

Colore: Marrone daino / salsola

Aroma: Tostatura intensa

Densità: Medio-alta

Acidità: Leggerissima sebbene percettibile, buona

Sapore: Molto bilanciato con note di tostatura longeve

Tazzometro: 4 Tazzine

Opinione Bar: Bar storico, ambiente moderatamente grande ed arredato in modo essenziale. Discreta la luminosità. Personale ridotto ma preparato, barman di collaudata esperienza. Non c’è uno spazio dedicato alla lettura né tavolini esterni.

 

Bar: Mexico – Piazza Dante, 86

Data di degustazione: 02/02/2012

Prezzo: 0,95 €

Miscela: Passalacqua

Colore: Marrone Perù

Aroma: Tostature fine e pungente

Densità: Molto alta tendente al pieno

Acidità: Medio alta, penetrante

Sapore: Tostatura un po’ in eccesso, molto intenso

Tazzometro: 3 Tazzine

Opinione Bar: Bar storico, posizione ottima, locale elementare ma immutato nel tempo e molto suggestivo, la luce è poca, il personale è estremamente abile. Assenza di posti a sedere. Occhio al caffè, è servito già zuccherato.

 

Bar: Ceraldi Caffè – Piazza Carità 14

Data di degustazione: 07/02/2012

Prezzo: 0,90 €

Miscela: Kimbo

Colore: Marrone Saddle Brow con chiazze più chiare

Aroma: Tostatura molto buona, persistente

Densità: Buona, veramente piena, con cappello cremoso

Acidità: Media, buona

Sapore: Cioccolatoso, assolutamente persistente

Tazzometro: 4 Tazzine

Opinione Bar: Posizione invidiabile, spazi eleganti e sontuosi. Luci accese perennemente, personale navigato, proprietà competente. Dispone di una sala spaziosa e molto confortevole. Ha anche tavoli all’esterno.

 

Bar: Bar Roma – Via Toledo 325

Data di degustazione: 07/02/2012

Prezzo: 0,80 €

Miscela: Kenon

Colore: Marrone Terra di Siena

Aroma: Tostatura fine, persistente

Densità: Leggera, media in quantità

Acidità: Leggera, buona

Sapore: Cioccolatoso

Tazzometro: 3 Tazzine

Opinione Bar: Posizione in via pedonalizzata, spazi ampi su più piani, arredamento démodé, personale esperto, cremine da guarnizione sempre disponibili. Sala con posti a sedere al piano 1.

 

Bar: Caffè fuori dal Comune – Piazza Municipio 26

Data di degustazione: 09/02/2012

Prezzo: 0,80 €

Miscela: Moreno

Colore: Marrone Rame con chiazze nocciola

Aroma: Tostatura media, molto buona per qualità

Densità: Leggera

Acidità: Appena accennata, non penetrante

Sapore: Tostatura morbida, non molto persistente

Tazzometro: 3 Tazzine

Opinione Bar: Posizione antonomasticamente centrale, spazi ridotti ma eleganti, arredamento notabile. Luce piena, personale rapido ed allegro. Nessuna seduta.

 

Bar: Giada Cafè – Via Toledo 401

Data di degustazione: 14/02/2012

Prezzo: 0,90 €

Miscela: Oriental coffee

Colore: Marrone bronzo

Aroma: Fine, persistente

Densità: Media tendente al pieno

Acidità: Leggera, appena penetrante

Sapore: Caramellato, mediamente intenso

Tazzometro: 3 Tazzine +

Opinione Bar: In pieno centro, illuminato come una sala giochi, gli ambienti sono minuti ma molto allegri, la luminosità è piena, il personale è giovane. Dispone di alcune sedute all’interno.

 

Bar: Gran Caffè Ferrieri – Piazza Dante 80

Data di degustazione: 17/02/2012

Prezzo: 0,80 €

Miscela: Toraldo

Colore: Marrone ocra

Aroma: Tostatura fine ed appena percettibile

Densità: Quasi piena

Acidità: Leggerissima ed evanescente

Sapore: Cioccolatoso, equilibrato

Tazzometro: 3 Tazzzine

Opinione Bar: In piena piazza, dimensioni ridotte ma ben sfruttate, ambiente classico sebbene impersonale, luce discreta, servizio ordinario.

 

Bar: Bar Varriale – Via Roma 366

Data di degustazione: 23/02/2012

Prezzo: 0,90 €

Miscela: Toraldo

Colore: Marrone Tennè

Aroma: Tostatura accennata

Densità: Media, buona

Acidità: Leggera, non invadente

Sapore: Cioccolatoso, equilibrato

Tazzometro: 3 Tazzine +

Opinione Bar: Posizione più che buona, dimensioni interne ridotte all’osso ma c’è un gazebo esterno, stile classico ed uso di legno nell’arredamento, servizio nella media.

 

Bar: Frasiella Bar – Via Domenico Capitelli 27

Data di degustazione: 01/03/2012

Prezzo: 0,80 €

Miscela: Caffen

Colore: Marrone Bronzo

Aroma: Tostatura alta, persistente

Densità: Leggero tendente al medio

Acidità: Leggera

Sapore: Cioccolatoso, mediamente persistente

Tazzometro: 3 Tazzine +

Opinione Bar: Posizione discreta ma perennemente all’ombra, ambienti moderni ed accattivanti, spazi ridotti ma ricchi di personalità, personale giovane. Stile lounge freezer.

 

Bar: Bar Di Lorenzo – Via Pasquale Scura 3

Data di degustazione: 29/03/2012

Prezzo: 0,80 €

Miscela: Orè

Colore: Marrone Tennè

Aroma: Tostatura alta, eccessiva

Densità: Medio/piena

Acidità: Media

Sapore: Tostatura con sentori di carbone

Tazzometro: 3 Tazzine

Opinione Bar: Posizione discreta, ambienti piccoli ma accoglienti, arredamento classico, luminosità relativa. Personale cordiale e svelto.

 

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Delegazione di Napoli

ENOLABORATORIO ® 2011/2012

Divinoinvigna Enoteca e AIS Napoli

 presentano

 Giovedì 7 Giugno Il Cesanese

Cesanese di Affile Gaiano 2008 – Colline di Affile / Cesanese di Olevano Romano Consilium 2008 – Migrante /Cesanese di Olevano Romano Silene 2009 – Damiano Ciolli / Cesenese del Piglio Superiore 2009 – Casale della Ioria / Cesanese del Piglio Ju Quarto 2010 – La Visciola / Cesanese del Piglio Superiore Civitella 2010 – Macciocca

Giovedì 7 giugno, ore 20.30. Costo della serata € 35

Enoteca Divinoinvigna – Via S. Freud, 33/35 – Napoli

Info e prenotazioni: divinoinvigna@libero.it – 081 3722670 – 329 6467600

Il secondo appuntamento della stagione primaverile ci porta nel Lazio. Giovedì 7 giugno sarà il Cesanese il protagonista assoluto della serata etilica. Tre le denominazioni che esploreremo insieme: Affile, Olevano Romano e Piglio che si collocano tra la provincia di Roma e quella di Frosinone, nella parte orientale della regione.

Sei vini in degustazione.

Introduce la serata Mauro Erro. I calici verranno accompagnati dagli abbinamenti culinari di Adele Chiagano.

Brunello alla Volée…

Pubblicato da aisnapoli il 31 - maggio - 2012Versione PDF

Di Mauro Erro
L’altra settimana ho partecipato ad una bella degustazione di sangiovese da Montalcino nell’ambito del laboratorio di degustazione che con Fabio Cimmino e Tommaso Luongo abbiamo ideato in collaborazione con la delegazione di Napoli dell’AIS.
Interessante perché i vini erano innanzitutto buoni e rappresentavano interpretazioni diverse, ma altrettanto soddisfacenti e gustose del sangiovese grosso Ilcinese (senza addentrarci nei meandri di parole come tradizionale e moderno i cui significati sono spesso opachi e travisati).
Alcuni vini già bevibili, altri da attendere e dimenticare un po’ in cantina.
In ordine di preferenza eccovi un paio di note.

Brunello di Montalcino 2006, Pian dell’Orino: un vino espansivo, cordiale ed elegante, con un bel nocciolo fruttato ed un contorno di sfumature odorose a regalare complessità. Palato di bella densità di materia, felpato, tannino sottile che non frena il finale gustoso. In beva.

Brunello di Montalcino 2006, Le Potazzine: un vino più introverso rispetto al precedente, si da con maggiore parsimonia e preferisce alla ricchezza aromatica, al momento, un sussurro balsamico che da ritmo ai profumi che esalano con il tempo. Bocca ampia e tesa, ma ancora trattenuta sul finale da un tannino di bella trama, ma presente. Da dimenticare in cantina per un po’.

Brunello di Montalcino Bramante 2006, Podere San Lorenzo: un vino allo stesso tempo più aperto rispetto al precedente e a quello che seguirà, ma sottile e più timido rispetto al vino di Pian Dell’Orino. Ha trama odorosa garbata, fruttata, floreale e balsamica e un palato da pesi medi, espansivo e rarefatto nel finale. Già bevibile.

Brunello di Montalcino Vigna Soccorso 2007, Tiezzi: Sgomita e prima di aprirsi e liberarsi da qualche impuntatura ci mette un po’, per poi regalare una bella materia fruttata. Anche al palato è nervoso, salato e con un finale su un intrigante tannino rugoso. Da dimenticare in cantina.

Brunello di Montalcino 2006, Le Ragnaie: è quello che, al momento, mi ha soddisfatto meno, nonostante la buona materia, per quel tocco di esotico di troppo, che ritrovi al palato in quel finale leggermente dolcino che lo rende un po’ stucchevole. Da attendere in cantina che assorba il legno oggi un po’ in eccesso. Articolo pubblicato anche su Il Viandante Bevitore.

Brunello di Montalcino all’Enolaboratorio in slideshow

Pubblicato da aisnapoli il 25 - maggio - 2012Versione PDF

In degustazione Brunello di Montalcino 2006 – Pian dell’Orino; Brunello di Montalcino 2006 – Le Ragnaie; Brunello di Montalcino Bramante 2006 – Podere San Lorenzo; Brunello di Montalcino 2006 – Tenuta Le Potazzine; Brunello di Montalcino Vigna Soccorso 2007 – Tiezzi
Foto di Adele Chiagano

Associazione Italiana Sommelier Delegazione di Napoli

Maggio è il mese dei fiori … di cioccolata!

“Cioccolato e Fiori”

Alla Città del gusto Napoli Perugina un corso speciale per i soci AIS

Sabato 19 maggio ore 19.00. Costo euro 30

Informazioni e prenotazioni:
Città del gusto – Napoli tel. 081 19808900 napoli@cittadelgusto.it
www.perugina.it

A maggio la Città del gusto Napoli Perugina dedica un corso intensivo aperto esclusivamente ai soci AIS, Associazione Italiana Sommelier. In occasione del mese dedicato alla primavera ed ai fiori, tutti gli iscritti AIS potranno apprendere le tecnica di temperamento del cioccolato e realizzare, sotto la guida dei docenti/Mastri Cioccolatieri Perugina, mini sculture dalle più svariate forme di fiori.

I soci AIS, che per l’occasione potranno godere di una speciale tariffa di euro 30, approfondiranno le proprie conoscenze in materia gastronomica con illustrazioni e delucidazioni sulla nascita del cioccolato, differenze tra i vari tipi di cacao e composizione degli stessi. Il corso si articola in una parte teorica ed una parte pratica: ogni iscritto avrà una postazione con fuochi ed utensili per lavorare il cioccolato sotto la supervisione dei Maestri Cioccolatieri Perugina.

Cioccolato e Fiori – Solo per i soci AIS – sabato 19 maggio ore 19.00. Costo euro 30

Coloro che prenderanno parte al corso potranno inoltre prendere parte, a titolo assolutamente gratuito, al Finissage di Wine&Thecity – il fuori salone del vino – previsto presso l’Area Nisida di Città della Scienza sempre per sabato 19 maggio a partire dalle ore 20.30. Grande Wine Party tra i finger food di Città del gusto, i vini pregiati dell’azienda siciliana Baglio di Pianetto e i cioccolatini preparati dal “vivo” dai Maestri Cioccolatieri della Perugina e la degustazione di sigari italiani a cura del sito www.amicidelladolcevita.it Ad accompagnare la serata le suggestioni musicali di radio Yacht Sunsation con i Dj di Lunare Project .

4 Maggio, Monarchia Bianca al Quartum Store

Pubblicato da aisnapoli il 26 - aprile - 2012Versione PDF

Il 4 maggio al Quartum Store di Quarto (Na) “Monarchia Bianca”,

cena degustazione in cantina

alla scoperta dei latticini campani di eccellenza

 

Un affascinante viaggio sensoriale, sotto la guida esperta di Giustino Catalano, alla scoperta delle referenze campane di eccellenza nel campo dei latticini partendo dal fiordilatte per arrivare alla provola affumicata passando per le mozzarelle di bufala. E’ questa l’intrigante cena degustazione dal titolo “Monarchia Bianca” che il Quartum Store di Quarto (Na) propone per la serata di venerdì 4 maggio con inizio alle ore 20,00.

La degustazione comparata dei latticini, tradizione esclusiva del meridione d’Italia, sarà accompagnata dall’assaggio di tre pani campani, tutti realizzati con lievito madre: il Palatone napoletano, il Pane di Saragolla e il rarissimo Pane Cunzat’, residuo di tradizioni contadine medioevali dell’entroterra campano.

In abbinamento a latticini e pane verranno  proposti gli apprezzati vini dell’azienda Quartum Cantine di Criscio.

La degustazione sarà seguita dall’assaggio di un primo piatto a sorpresa a base di tipicità regionali.

Per chi desiderasse effettuare la visita della cantina l’appuntamento è anticipato alle 19,00. Si raccomanda la massima puntualità.

 

Costo della serata: euro 25

 

Per prenotazioni (posti limitati, prenotazione obbligatoria):

Rosa Di Criscio

Mob.  335 5479723

Email: arch.rosadicriscio@libero.it

 

Quartum Store

via Giorgio De Falco  5/A (a 10 metri dalla Piazza Santa Maria)

Quarto (Na)

 

Ufficio stampa

Laura Gambacorta

349 2886327

laugam@libero.it

Di Luca Massimo Bolondi

Quando squillava il telefono, e sul display compariva il nome del suo caposervizio, Giulio sorrideva come un gatto: si annunciava una opportunità di lavoro, ovvero esperienza più guadagno. Quando venne la chiamata per una riunione urgente, grande fu quindi l’aspettativa. Da membro del gruppo di servizio dell’Associazione Italiana Sommelier, Giulio era abituato alle convocazioni dell’ultimo minuto. Si incontrarono in cinque, più il caposervizio, nella hall di un grande albergo, per la breve spiegazione che si sarebbe iniziato un esperimento, tre giorni alla settimana per un mese, l’introduzione del sommelier nella grande distribuzione commerciale, un’attività che al nord del paese non era più una novità mentre al sud adesso avrebbe mosso i primi passi. Un incontro con facce perplesse, molta curiosità ma tutto un soppesare i pro e i contro, disagi e opportunità immaginati, tutti da verificare. Ma se non si va non si vede, quindi accettarono.

Gedeone sommelier di professione, esperto per età e per tradizione, membro anziano e oggetto di culto per Giulio, sentendo il suo racconto sentenziò: ecco un’altra moda, che porterà una nobile arte a scadere ancora di più, sempre più vicino a far del sommelier un cameriere venditore, un operaio del vino. Questo commento colpì Giulio, che riponeva grande fiducia nel suo collega, e gli diede da pensare. Era lui a peccare di ingenuità o il collega agitava un pregiudizio? Intanto, venne il tempo delle decisioni.

A Giulio toccò in sorte un ipermercato alla periferia della metropoli, ancora in città ma lungo uno stradone di tir e pendolari, zona industriale in declino, tanti capannoni di commercio cinese all’ingrosso. Sommelier in un ipermercato, come dire un sacerdote allo stadio. Giulio era un buon comunicatore, era il suo lavoro da trent’anni, e sommelier per passione; aveva avuto assegnato un elegante box proprio all’ingresso, dove tutti devono passare, con le bottiglie ben in mostra e la direttiva di unire degustazione e promozione vendite. Non che la cosa gli dispiacesse, però non aveva chiaro come e quanto dosare questi due aspetti del lavoro, non solo far conoscere e apprezzare i vini, l’attività elettiva del sommelier, ma anche quantificare i risultati nella vendita, tante bottiglie in tanti carrelli della spesa, come l’addetto della casa vinicola sponsor dell’esperimento ribadì insistentemente.
Al termine della prima settimana Giulio aveva chiari i pro e i contro. I pro rappresentati dalla soddisfazione per i risultati raggiunti, più alcune occasioni di incontro e colloquio; i contro furono la frustrazione di sentirsi un ingranaggio in un motore, una bruciante spersonalizzazione, il sacrificio delle doti umane nel tempio delle merci, nei momenti di affollamento il suo ruolo ridotto a quello di un promotore di bevande alcoliche, in un alternarsi di contatti fugaci a raffica e poi, nelle ore morte, un senso di spaventapasseri in un campo mietuto e abbandonato. Giulio si disse ora e mai più, ho visto quello che c’era da vedere, ho capito quello che c’era da capire.

Gedeone era già pronto con un sorriso ironico e un bel “te l’avevo detto” da sparare sul muso. Giulio invece era infastidito e perplesso, perché aveva sperimentato una cosa nuova e gli sembrava, in parte a ragione e in parte a istinto, che vi fosse dell’altro oltre a ciò che aveva toccato con mano. Furono giorni di interminabili discussioni tra loro, sul ruolo del sommelier, sul valore del tenersi al passo coi tempi, sul futuro, terminate il più delle volte da un “vedremo”.

Venne la fine di novembre e il telefono squillò ed era il caposervizio ed era anche una riunione, e una nuova proposta per il periodo pre-natalizio. Una piccola catena di supermercati di quartiere, nella zona borghese della città, sulla collina. Alla riunione i pro e i contro già sperimentati ebbero il loro peso, ma la situazione aveva connotati diversi e Giulio si fece persuaso che valesse l’impegno affrontarla. Il sopralluogo rivelò che, dove possibile, la direzione aveva ristrutturato i punti vendita dotandoli di un’enoteca vera, non semplici scaffali, un luogo accogliente, legno e luci calde, un banco d’assaggio, un’offerta di vini che andavano dal tetrapak allo champagne blasonato. Ma, soprattutto, personale sveglio, affiatato e disponibile ai banchi dell’ortolano, del salumiere, del macellaio: la sfida a un gioco insieme, di gruppo. Giulio si chiese dove fosse celata la fregatura, perché un percorso che appare liscio prepara sempre un tranello. Cominciò. Ben presto si accorse che i clienti del supermercato a lui assegnato erano più o meno il vicinato, sempre gli stessi, e che dopo il primo approccio, formalmente cordiale, l’incontrarsi tendeva a creare confidenza. Molte volte si giocò a lo-provi-poi-torna-e-mi-dice, e il ritorno fu occasione di commento insieme. L’uniforme di servizio, il rito della degustazione, le prove di abbinamento insieme al salumiere e al macellaio, cominciarono a comporre un gioco di avvicinamento dove tutti avevano da imparare qualcosa dagli altri. L’esperimento fu un successo e dopo il natale la proprietà decise di estendere la collaborazione all’anno intero.
Nonostante svolgesse il suo servizio in cinque supermercati diversi, uno ad ogni fine settimana, a rotazione, Giulio sentì crescere la familiarità nel lavoro, ecco, più o meno così deve sentirsi il negoziante di vicinato, che conosce le abitudini e i gusti dei suoi clienti, che partecipa della vita del quartiere. Un giorno passò per l’enoteca una signora giovane e fine, dallo sguardo triste e dai modi gentili, col figlio in età scolare, un ragazzino dal viso serio anche quando rideva e dallo sguardo dolce e vivo. Antonio. Curiosità aguzza e voracità inesauribile, due lati complementari dello stesso carattere, si presentò da solo e si avventò sugli stuzzichini che ornavano il banco per invogliare al vino. A Giulio piacquero dal primo istante, la madre così riservata, il figlio educato e insaziabile. Ascoltò esterrefatto il racconto di Antonio che, in vacanza in Portogallo l’estate scorsa, aveva trascinato la mamma in una visita tra Vila Nova de Gaia e Oporto per conoscere le tradizioni del vino Porto, e naturalmente degustarlo. Solo che Antonio aveva dieci anni, e solo ora andava per gli undici. Tutto coerente però, visto che in occasioni successive trovò Antonio che scrutava le confezioni di shampoo e di creme, facendo notare che solo poche etichette portano la dicitura “dermatologicamente testato”, ovvero, spiegava, non sono stati condotti test su animali prima di avviarne la produzione. Giulio commise un gesto imperdonabile per un sommelier serio: con poche gocce di vino nel calice, iniziò Antonio alle regole della degustazione.

Gedeone non litigò con Giulio, semplicemente smise di discutere con lui. A Giulio la mancanza del collega dispiacque. Perché sottrarsi al confronto? Nell’ultima discussione, Gedeone sosteneva che solo svolgendo servizi adeguati si può essere davvero sommelier. Per Giulio questo significava solo appartenere alla casta degli eletti. Ah, la belle epoque di grandi marche degustate sotto un cielo stellato michelin, servite dal sommelier di bordo di un transatlantico dei giorni appena passati… e Giulio pensava al Titanic e ad altri esempi recenti.

Giulio decise che l’esperienza di quei mesi nella veste più aperta e socializzante della comunicazione della conoscenza del mangiare e bere bene fosse da trasmettere a quanti più colleghi possibile. Pazienza, se qualcuno avesse assunto una veste critica, tanto meglio, se non si dialoga non si cresce, ci si chiude… Si estinsero in un clima mondiale che si riscaldava mentre l’economia mondiale si raffreddava, i vinosauri. Stretti in livree culturali sempre più demodè, testimoni di un era di sacre libagioni, celebrate in club esclusivi e prefetture di capoluoghi. Mastodonti ipertrofici, convinti di poter accumulare in un solo corpo lo scibile enoico, semplicemente non videro il mutamento. E il mutamento li fossilizzò.

A Taste of Vignaviva at Vinitaly

Pubblicato da aisnapoli il 7 - aprile - 2012Versione PDF

Di Karen Phillips

La scorsa settimana è stata impegnatissima per il Gruppo Vignaviva. Sembrava la settimana del vino in Veneto. E per il Gruppo Vignaviva degli enologi Fortunato Sebastiano e Gennaro Reale, il Veneto ha dato a loro l’occasione perfetta per presentare più di una dozzina cantine tra Vinitaly, Vivit, ViniVeri e VinNatur. Aziende vinicole provenienti da diversi territori che hanno una filosofia in comune. Un Grande vino inizia con una grande uva. E se questo vitigno è coltivato organicamente, ancora meglio. Quasi tutte le cantine che fanno parte del Gruppo Vignaviva sono con certificazione biologica. Quelle che non lo sono ancora stanno seriamente prendendo in considerazione questa possibilità. Sono stata ad un appuntamento con Gennaro Reale alle 12.30 Martedì 27 Marzo. Gennaro era appena arrivato al Vinitaly dopo aver trascorso l’intera mattinata a solo mezz’ora di distanza da Fiera Verona in compagnia di altre cantine per la manifestazione ViniVeri. Ci siamo incontrati nel padiglione Campania e ci siamo fiondati direttamente in Irpinia … ad una cantina nuovissima chiamata Vigne Guadagno.Questo è il loro primo Vinitaly e Reale mi ha spiegato che avremmo degustato i campioni che l’azienda aveva prelevato direttamente dalle vasche. I loro vini non sono pronti per essere imbottigliati ancora, mi disse. Hanno bisogno di più tempo. Come ad esempio un Fiano di Avellino DOCG 2011 dai vigneti di Montefredane. Vigneti che, secondo Reale, avrebbero regalato, in prospettiva, questo vino splendidi profumi ed una bella acidità.
Greco di Tufo DOCG 2011 da vigneti scelti per un matrimonio tra freschezza gustativa e mineralità nei comuni di Chianche e di Tufo.  Il Falanghina Irpinia DOC 2011 trascorre un paio d’ore a contatto con le bucce durante la macerazione. Poi matura da due a tre mesi sur lies per produrre un vino di grande eleganza. Abbiamo poi assaggiato un giovanissimo Aglianico 2011 da vigneti di Montemarano e Paternopoli. Un Aglianico che riposa solo in acciaio, non in legno. Vini , mi dice Reale, che vogliono comunicare solo ciò che la vite e il vino ha da dire …

Da questa cantina giovane, siamo passati ad una cantina con qualche vendemmia in più…Calafè. La prima risale al 2006.   Il primo bicchiere che Reale mi ha versato era un Greco di Tufo DOCG 2009.  Il risultato di una vendemmia tardiva e poi 12/18 mesi di con le fecce. il proprietario Benito Petrillo crede fermamente nella necessità di un lungo affinamento per i suoi vini  prima di essere messi sul mercato. Così è stato assai interessante assaggiare il  Greco di Tufo DOCG 2006 subito dopo. Da segnalare e da discutere le differenze e somiglianze tra le due annate. Un convincente naso da Riesling per il 2006, Reale mi ha detto…Non ricordavo di aver assaggiato un Taurasi di questa cantina durante Anteprima Taurasi 2008 appena un paio di mesi fa. Questo è perché sta ancora maturando, mi ha detto Reale. Abbiamo provato un bicchiere del Taurasi DOCG  2006. Un bicchiere di vino rosso dal rubino intenso proveniente da vigneti sparsi tra i comuni di Paternopoli, Montemarano e Castelfranci. Un Taurasi che spende più tempo in legno. Grandi botti di rovere, non barriques.

Era giunto il momento di andare avanti…

E perché avevamo proprio voglia di continuare con i rossi, Reale ha deciso di portarmi a degustare Terre Irpine. Un bicchiere di Aglianico Irpinia 2008 da vigneti in quel di Castelfranci. Stavo imparando ad apprezzare come Aglianico Irpinia sia in grado di arrotondare le sue naturali asperità con un periodo di lungo affinamento in bottiglia, e senza tempo trascorso in botti di legno.
Terre Irpine  utilizza botti solo per il Taurasi, così ne abbiamo provato un paio. Primo della Corte Aglianico 2007 … un vino che potrebbe essere considerato un “piccolo Taurasi” grazie ad un passaggio di 12 mesi in barriques. Lasciamo che i nostri vini facciano quello che vogliono fare, mi dice Reale. Beh, ero curiosa di sapere cosa il loro Taurasi DOCG 2006 volesse fare. Credo che questo vino assieme anche al  Taurasi Riserva 2005 abbia voluto condividere con me una serie di spettacolari profumi accompagnati da profondi colori scuri. Con una grande austerità e un sapore secco ed asciutto …
Credo che questo vino, insieme a tutti i vini che ho assaggiato in quel pomeriggio abbiano raccontato fedelmente i loro territori e le loro storie.
Credo proprio che ho bisogno di un altro appuntamento con Reale, ma non a Verona.

In Campania … nelle cantine … nei vigneti …

Gruppo Vignaviva

www.vignaviva.com

Versione in Inglese

Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 07 mag 2019 al 07 mag 2019 alle ore:20:00

      Corso Sommelier della Birra n.10, in partenza il primo livello da Babette dal 7 Maggio

      Mancano: 15 giorni e 04:16 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
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