Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...corsi sommelier in partenza

Il Vino secondo Fulvio Bressan a Napoli

Pubblicato da aisnapoli il 6 - aprile - 2012Versione PDF

Con Fulvio Bressan all’Enopanetteria di Stefano Pagliuca. In degustazione Verduzzo Friuliano, Pinot Nero, Schioppetino ed una splendida verticale di Pignol 1981, 1986 1991

Foto di Anna Ciotola e Tonia Perfetto

L’Ager Falernus incontra Napoli

Pubblicato da aisnapoli il 24 - febbraio - 2012Versione PDF

Di Fosca Tortorelli

 Nella splendida cornice di Villa Domi il 20 febbraio 2012
 si è svolta una interessante iniziativa, organizzata da Monica Piscitelli e da Luciano Pignataro.

Dopo la breve introduzione da parte degli organizzatori, è stato molto interessante ascoltare i diversi contributi, in cui è stata sottolineata l’importanza del percorso intrapreso dalla terra del Falerno e di come tale territorio deve essere protetto e valorizzato.

La prima ad intervenire è stata Elena Maria Curzio (presidente dell’Associazione Cuoche  a Domicilio), tra gli sponsor della manifestazione, che ha appunto sottolineato l’importanza di trasmettere le tradizioni che caratterizzano il territorio, per poterle gustare e conservare in modo consapevole.

A seguire Salvatore Avallone (Presidente del Consorzio di tutela dei vini Doc Falerno del Massico, Asprinio e Galluccio ), che ha fatto una panoramica sui progetti del consorzio e di come dal 2011 ci si è decisi a dare una svolta sostanziale; il primo passo è stato quello di riscrivere i disciplinari di produzione dei vini Falerno del Massico, Asprinio di Aversa, Galluccio e dei vini Igt Roccamonfina e Colli del Volturno.

Giuseppe Garozzo Zannini Quirini (priore della Confraternita del Falerno) dopo un breve intervento, in cui ha spiegato il ruolo della confraternita, ossia di come promuove ed è testimone di un prodotto che non è solo vino, ma che vuole comunicare la storia, la tradizione, il paesaggio e trasmettere l’impegno, la passione, l’amore per questa terra, ha omaggiato Luciano Pignataro del riconoscimento di Socio Onorario della Confraternita del Falerno.

Walter Viglianti (rappresentante Condotta Slow Food Massico e Roccamonfina), ha invece descritto l’impegno e la partecipazione delle aziende produttrici degli oli extravergine di oliva Dop Terre Aurunche.

Giuseppe Bellone e Maria Teresa Lanza (organizzatori del Premio Falerno Primo Romanzo, hanno illustrato la terza edizione del Premio Falerno Primo Romanzo, kermesse che nasce nel 2010 con l’obiettivo di coniugare il “nettare di Bacco” con la letteratura. Nel suggestivo scenario del Palazzo Lanza di Capua, da marzo a giugno, si avvicendano gli scrittori esordienti valutati da una giuria di scrittori di fama nazionale di origine campana. Ad ognuno scrittore è abbinata un’azienda produttrice di Falerno tra quelle che aderiscono all’iniziativa.

Molto didattico si è rivelato il contributo dell’agronomo e enologo Nicola Trabucco che ha descritto in maniera attenta il  territorio del Massico.

In chiusura l’intervento di Nino Scano Presidente di Ager Campanus.

Come sintesi significativa dei tanti input ricevuti, si è proceduto all’ apertura dei banchi d’assaggio.

Circa 18 le aziende presenti, come degna rappresentazione della Doc casertana, a cui sono state affiancate alcune gustose portate partenopee (dai paccheri al falerno con ragù napoletano, alla fresellina con broccoli e salsiccia, chiudendo con chiacchiere e sanguinaccio) preparate dell’Associazione delle Cuoche a domicilio – delegazione campana
- e scelte grazie alla consulenza dalla “cuoca-sommelier” Magda Garufi.

E’ stato inoltre possbile degustare gli oli delle aziende Badevisco, De Ruosi e Monte della Torre, abbinati al “pane napoletano”.

A seguire un’interessantissima orizzontale tecnica condotta da Luciano Pignataro, Monica Piscitelli, Maria Teresa Lanza (consigliera nazionale Fisar) e Marco Ricciardi (delegato Ais Caserta), dove sono stati degustati i seguenti 6 campioni di Falerno del Massico Doc dell’annata 2004:

VILLA MATILDE – “Camarato”, REGINA VIARUM – Primitivo “Barone”, TRABUCCO – “Rapicano”, PAPA – “Campantuono”, VOLPARA – Riserva “Tuoro”, MASSERIA FELICIA- “Etichetta Bronzo”,

Il fil rouge della degustazione è stato il confronto tra Primitivo e Aglianico, i due vitigni utilizzati per la realizzazione delle etichette della preziosa denominazione; infatti nel disciplinare sono ammessii due uvaggi diversi: il Falerno del Massico rosso, prodotto  con base di Aglianico al 60-80% e la rstante percentuale in uvaggio con Piedirosso e Barbera, ed il Falerno del Massico Primitivo, prodotto con uve del vitigno primitivo sia in purezza che in uvaggio con il 15% di Aglianico, Piedirosso e Barbera.

Tra i sei campioni il Camarato di Villa Matilde si è dimostrato di grande tenacia e potenza, il vino dell’azienda Regina Viarum, si è distinto per la notevole complessità olfattiva, mentre il Trabucco, è contraddistinto da note erbacee. Anche il Campantuono di Papa ha dimostrato una notevole complessità gusto-olfattiva, mentre la Riserva “Tuoro” di Volpaia è apparso un pò introverso al primo impatto, ma rispondente al carattere del territorio.

In ultimo l’“Etichetta Bronzo” di Masseria Felicia si è distinto per le note di frutta matura e per un palato piuttosto equilibrato e carezzevole. E’ stato molto interessante il confronto e l’opportunità di esaminare, per la stessa annata, le diverse espressioni del Falerno, ritrovando un dimostrato carattere personale ed autonomo di ciascun vino, unito ad aspetti comuni, rivelatori di una stessa identità territoriale.


Fotoreportage di una delle serate Birroir,Percorso di Approfondimento attraverso i luoghi culto della birra…

Consigli a un giovane degustatore

Pubblicato da aisnapoli il 16 - febbraio - 2012Versione PDF

Aspettando il grande Masna, al secolo Alessandro Masnaghetti, che sarà qui a Napoli per tre serate 1-7-15 Marzo con una straordinaria degustazione di Barolo e Barbaresco ci deliziamo con un suo memorabile scritto tratto da ENOGEA seconda serie n.2

Se solo fosse un’antecchia più breve, me lo potrei anche far tatuare…(T.L.)

1) Non so quanto questo possa turbarvi, ma sono convinto che per degustare non si debbano avere delle doti particolari. Bastano un naso, una bocca e se vogliamo anche degli occhi che funzionino a dovere. Se poi Madre Natura vi ha dato il tocco di Zico o la memoria enciclopedica di Bettane, tanto meglio. In caso contrario, basteranno un bel po’ di allenamento e tanta voglia di conoscere per farvi diventare una specie di Gattuso del vino, che visto con l’occhio del milanista è tutt’altro che da buttare.

 

2) Volendo imparare ad assaggiare, bisogna ovviamente iniziare ad assaggiare e per farlo bisogna investire su tre fronti: viaggi, studi e bottiglie. Viaggi, per conoscere i produttori e le relative zone di produzione

(di tutti i generi, sia i primi che le seconde); studi, per crearvi delle basi tecniche indispensabili (ma senza perdersi nei tecnicismi inutili tipici dei neofiti); bottiglie per potervi allenare con metodo.

 

3) Quando scrivo con metodo, intendo degustazione alla cieca e comparata. Che siate da soli e in compagnia, questo è l’unico modo per permettere ai vostri sensi di “scavare” con profitto nel bicchiere restando allo stesso tempo con i piedi per terra (e scoprirete più avanti che cosa intendo dire).

 

4) Volendo iniziare a “scavare” con proficuo, la prima cosa che dovete fare è memorizzare ogni vino che assaggiate perché il primo obiettivo che dovete perseguire è quello di essere in grado con il tempo di riconoscere alla cieca un vino, un’annata, lo stile di un produttore o di una zona in particolare. Quando riuscirete a fare questo non avrete bisogno che qualcuno vi dica bravo, perché ve lo potrete dire da soli.

 

5) Una volta diventati bravi, la prima cosa che dovrete fare è dimenticare tutto ciò che avete fatto fino al giorno prima (a parte viaggi e studi). Da quel momento in poi dovrete infatti iniziare a degustare alla cieca senza più pensare a ciò che sta nel bicchiere (cosa tutt’altro che semplice). Se così non fosse, il vostro giudizio inizierebbe ad essere guidato più che altro dalle vostre simpatie (o antipatie) e il vino, invece di degustarlo (anche se a voi sembrerà di farlo), inizierete a immaginarlo, perdendo di vista ciò che realmente c’è nel bicchiere e perdendo in un solo colpo anche quel minimo di oggettività che ogni degustatore deve sforzarsi di avere. Non è un delitto, ovvio, ma sappiate che se così fosse potreste anche risparmiarvi la fatica di rendere anonimi i campioni.

 

6) “Le vin ne doit pas être seulement bon à boire, il doit être bon à penser“. Questa frase l’ho presa pari pari dalla rivista Vinifera di Jacques Perrin e fa da raccordo perfetto con quanto scritto al punto precedente.La sua applicabilità non è chiaramente universale, ma di sicuro, per una certa fascia di vini, ha una validità pari a quella della legge di gravità. Ciòche distingue l’alcolista dal vero appassionato di vino è infatti l’esigenza di trovare nel vino qualcosa in più del semplice piacere organolettico e quindi qualcosa che lo induca a “pensare”. Il vero problema, non solo da oggi – per la verità, è che il vino, invece di fare pensare, viene troppo spesso “pensato”, specie da chi ne scrive, vuoi perché serve a trasmettere una propria sincera convinzione, vuoi perché fa “fico” e ti fa apparire agli occhi dell’interlocutore come il depositario di chissà quali straordinarie verità.

 

7) Se volete un esempio, eccovene uno. Nel catalogo di una degustazione organizzata pochi mesi fa da una rivista di settore (pur valida) ho trovato una scheda organolettica in cui la Malvasia di Bosa di Columbu veniva descritta come un vino dalla “dolcezza chiara”. Avendone una bottiglia in fresco, aperta dal giorno prima, sono tornato ad assaggiarla, trovandola di nuovo rigorosamente secca. Non sicuro, il giorno dopo l’ho riassaggiata. Secca, inequivocabilmente secca. Ancora nel dubbio, ho mandato un campione al laboratorio di analisi e il risultato e stato inappellabile: di zuccheri, solo tracce. Così va il mondo.

 

8 ) Altro esempio, ancora più calzante. Ad una cena tra colleghi, la maggior parte stranieri, abbiamo aperto (non alla cieca) una grande bottiglia di un grande produttore che si è rivelata – non importa per quale motivo – un’altrettanto grande “monnezza”. Eppure quasi nessuno ha avuto l’onestà e/o il coraggio di esporsi e ha lasciato spazio alle più stravaganti giustificazioni della maggioranza. Qualcuno addirittura è arrivato a scomodare i ricordi dell’infanzia “quando andavo da mio nonno in campagna e sentivo quegli odori che voi giovani non siete più abituati a sentire”. Sarà, ma la merda di vacca (mischiata pure all’aceto) non è esattamente quello mi aspetto quando apro una bottiglia di vino. Così va il mondo.

 

9) Usando un linguaggio meno “forbito” e senza con questo voler dare ragione ad alcuni tecnici che vorrebbero spiegare il vino solo con i numeri (così sarebbero anche gli unici autorizzati a giudicare il proprio operato), credo che nella degustazione ci siano alcuni punti cardine (ossidazione, riduzione acescenza et similia) che vadano rispettati. In caso contrario la degustazione diventerà sempre più una coperta che chiunque, con un minimo di personalità, potrà tirare a proprio piacimento.

 

10) E a proposito di personalità eccovi un’altra storiella. Sempre alcuni mesi fa, alla fine di una degustazione alla cieca di Barolo, un assaggiatore giovane quanto bravo e presuntuoso si sbilanciò sul vino del produttore xy affermando, con quell’aria di chi la sa lunga: “vedrete domani, se tra i 2001 ci sarà anche il suo Barolo sarà molto meglio di questo 1996. L’ho assaggiato da lui e ve lo posso garantire”. Il giorno successivo, alla fine della degustazione, l’ardito giovinotto, richiesto di un suo parere su un vino di cui ancora non conosceva il nome, sparò a zero senza tanti cerimoniali. Come potrete immaginare, il vino in questione era il Barolo 2001 del produttore xy.

 

La morale? Evitate di assaggiare pensando sempre di “ tenere na minchia tanta*” perché Madre Natura, pur se donna, prima o poi vi dimostrerà di avere un paio di centimetri più di voi. E non è una cosa bella.

Soprattutto se siete giovani e nel pieno delle forze.

[masna]

 

* cfr Frank Zappa (1940-1993), Uncle Meat, 1969, doppio CD, Rykodisc.

 

22 Gennnaio,Taurasi Vendemmia 2008 a Montemiletto (Av)

Pubblicato da aisnapoli il 12 - gennaio - 2012Versione PDF

Presentazione delle nuove annate di Taurasi e Taurasi Riserva

L’edizione 2012 si focalizza sulla vendemmia 2008, annata che si preannuncia particolarmente interessante per qualità media e punte di eccellenza. Le aziende partecipanti potranno proporre in degustazione anche i loro Taurasi Riserva nonché cru e selezioni di altre annate che si avvalgono di affinamenti prolungati, senza trascurare la possibilità di assaggiare i primi campioni di Irpinia Campi Taurasini Doc, Irpinia Aglianico Doc e Campania Aglianico Igt della vendemmia 2010.

Le Sessioni di degustazione

Taurasi vndemmia 2008 è una rassegna riservata al pubblico di giornalisti ed operatori, e sarà possibile parteciparvi esclusivamente su invito, previa prenotazione e fino

ad esaurimento posti. A differenza di precedenti iniziative, infatti, non vi saranno banchi d’assaggio aperti al pubblico e gli operatori accreditati avranno a disposizione una postazione dove assaggiare seduti e con calma i vini in degustazione, con il servizio assicurato dall’Associazione Italiana Sommelier – Delegazione di Avellino.

A tal fine saranno programmate due ampie sessioni di assaggio: i giornalisti nazionali ed internazionali accreditati avranno a disposizione tutta la giornata di sabato 21 gennaio, mentre la giornata di domenica 22 gennaio sarà riservata al pubblico di ristoratori, enotecari, operatori, media locali e membri delle principali associazioni enogastronomiche, con un sistema di prenotazioni e servizio articolato in due fasce orarie, dalle ore 15:30 alle ore 18:30, e dalle ore 19:00 alle ore 22:00.

Sempre domenica 22 gennaio, alle ore 21, si terrà la degustazione guidata a cura dell’Ais – Delegazione di Avellino, “Un passo indietro: i Taurasi 2007”

(prenotazione obbligatoria, fino ad esaurimento posti).

Le Aziende partecipanti ( clicca qui per Taurasi 08 – Aziende Partecipanti)

Per informazioni e prenotazioni:

Miriade & Partners Srl Diana Cataldo – tel. +39 320.4332561 Massimo Iannaccone – tel. +39 392.9866587
E-mail: segreteria@miriadeweb.it Sito Internet: www.taurasivendemmia.miriadeweb.it (in costruzione

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIERS Delegazione di Napoli

La BORGOGNA chiama…Giovanni Ascione risponde! I Bianchi

Giovedi 19 Gennaio 2012 ore 20.30

EnoPanetteria “I Sapori della Tradizione”

Corso Europa n.125 Melito di Napoli

Euro 60 Info e prenotazioni: 081.7117410

Torniamo sul luogo del delitto…dopo il Pinot Noir che  tinge di rosso la Borgogna, è il turno dello Chardonnay, autentico e fiero testimone dell’eleganza transalpina.

Talmente ubiquitario da essere presente negli angoli più sperduti del mondo enologico, rivela qui, a casa sua , un’anima verace che coniuga classe e territorialità.

Una cavalcata etilica in crescendo che ci farà scoprire cinque espressioni differenti, unite da un unico filo conduttore: la finezza aromatica.

Montrachet, il mitico climat, diviso a metà tra i village di Puligny e Chassagne o la maestosa collina di Corton  sono i luoghi che ritroveremo nel bicchiere con Giovanni Ascione che guiderà la degustazione e ci racconterà i grandi Bianchi di Borgogna.In abbinamento le pizze di Stefano Pagliuca ed un piatto a sorpresa.

 Bourgogne Blanc 2008 Domaine H. Germain et Fils
 Pernard-Vergelesses Vieilles Vignes Blanc 2007 Maison Nicolas Potel
 Puligny-Montrachet 1er cru Les Folatières 2008  Jean-Louis Chavy
 Chassagne-Montrachet 1er cru Blanchots Dessus 2007 Domaine Anglada Deleger 
 Corton-Charlemagne Grand Cru 2008  Vincent Girardin

 

 

 

Tommaso Luongo

Delegato Ais Napoli

www.aisnapoli.it

Rossi di Borgogna all’Enopanetteria con Giovanni Ascione

Pubblicato da aisnapoli il 4 - gennaio - 2012Versione PDF


Da vedere fino alla fine…

Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 21 set 2018 al 21 set 2018 alle ore:18:00

      21 Settembre, Il Tempo della Falanghina, tredici anni nel bicchiere alla Maison Toledo per Malazè 2018

      Mancano: 1 giorno e 20:42 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
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