Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...corsi sommelier in partenza

11 Giugno, Calici e…Fattoria La Rivolta

Pubblicato da aisnapoli il 7 - giugno - 2019Versione PDF

diapositiva1ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Delegazione di Napoli

Calici e… in collaborazione con AIS Napoli

presenta

Calici e… Fattoria La Rivolta

Martedì 11 giugno ore 21

Via Morosini nn.30-32

Prenotazione obbligatoria e impegnativa al 3495252394

Ingresso €30 – soci AIS €25

Una serata di degustazione tecnica con i vini Fattoria La Rivolta, cibo e musica nello stile di Calici e…

Tre gli  abbinamenti gastronomici curati dallo staff della vineria gourmet di Fuorigrotta in abbinamento ai vini raccontati dal delegato AIS Napoli Tommaso Luongo.

In degustazione

Ellenikos Spumante Rosè

Coda di Volpe DOP Sannio 2018 T

erra di Rivolta Aglianico del Taburno Riserva 2013

A fine serata tammurriata live a cura di Vincenzo Stendardo.

12235087_1687159011530214_3093305702610667717_nSENSI
Evento di finissage per l’esposizione personale del Maestro Gerardo Di Fiore, a cura di Franco Riccardo
Venerdì 20 novembre
presso la BRAU, Biblioteca di Ricerca Area Umanistica, Palazzo Sant’Antoniello a Port’Alba, piazza Bellini 59, Napoli
ore 17.00 | Presentazione del catalogo Sensi | Brau
ore 18.00 | Concerto in piano solo di Luca Amitrano| Brau
ore 19.30 | Chiusura evento | Spazio Nea
Vini Fattoria La Rivolta | servizio a cura dalla delegazione di Napoli dell’Associazione Italiana Sommelier.

La mostra Sensi, personale di Gerardo Di Fiore a cura di Franco Riccardo, presso la BRAU, Biblioteca di Ricerca Area Umanistica, proseguirà fino al 20 novembre 2015 grazie al grande afflusso di visitatori registrati dall’apertura del 23 ottobre ad oggi e per le numerose richieste giunte da tutto il territorio nazionale.
La nuova data di chiusura sarà l’occasione per presentare il catalogo della mostra edito da Iemme edizioni, marchio editoriale dello Spazio Nea, in omaggio al lungo, fecondo e significativo lavoro dell’artista. Un’ora dopo la presentazione prevista alle ore 17.00, il pianista Luca Amitrano, tra i più talentuosi nel panorama campano e nazionale, si esibirà in un concerto per piano solo nel chiostro della Brau, come sempre basato sull’improvvisazione e interazione con il pubblico.
Il volume, oltre a cristallizzare lo stato dei suggestivi luoghi del Chiostro di Palazzo Sant’Antoniello abitate dalle opere di Di Fiore (grazie alle foto in site-specific di Aniello Barone), sarà presentato con la partecipazione degli autori dei contributi critici: Gabriele Frasca, Presidente del Premio Napoli; Andrea Viliani, Direttore del Museo MADRE; Giuseppe Gaeta, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli; Marco De Gemmis, Responsabile del Settore Educazione del Museo Archeologico di Napoli, Gigliola Golia, Direttrice BRAU.
Il catalogo della mostra si chiude con un racconto di Daniela Persico, in cui la giovane autrice immagina l’ipotetico dialogo tra il curatore Franco Riccardo e il maestro Gerardo Di Fiore.
Attraverso Sensi, Franco Riccardo e Spazio Nea raccontano gli ultimi venti anni di produzione di Gerardo Di Fiore, esponendo sette grandi installazioni dell’artista.
Per la prima volta è esposta l’opera Una zattera per Ofelia, scultura realizzata dal Maestro in esclusiva per l’evento.
Sensi, ovvero facoltà di ricevere le sensazioni, stati d’animo, sentimenti, la direzione di un movimento. Tutto questo è l’universo dell’Arte, poiché, come afferma Remo Bodei, i sensi ci mettono in contatto col mondo in due modi: direttamente, attraverso la percezione, e indirettamente, attraverso la fruizione dell’Arte.
La mostra è stata inoltre il battesimo di Bellini Area Arte, il nuovo distretto cittadino per le arti, il primo passo per un progetto più ampio di riqualificazione dove la piazza sarà il centro naturale, grazie alle sue architetture storiche e alla oramai consolidata capacità di aggregare le nuove generazioni.
L’iniziativa è in linea con la programmazione che, da oltre due anni, Spazio Nea propone con il progetto Nea expo, esportando il discorso sull’arte fuori dalle pareti della galleria, accentuando il rapporto tra mostra temporanea e collezione permanente. Per questo motivo può accadere che l’allestimento delle esposizioni temporanee sconfini in zone all’aperto della città. La scelta di lanciare il progetto nella sede della BRAU è mirata a legare l’iniziativa alla centralità dell’Università Federico II e in questo caso la Biblioteca che ne è l’anello di congiunzione come luogo della memoria e della conservazione e fruizione della conoscenza.
Le istallazioni di Gerardo di Fiore, in questo senso, portano a compimento il tentativo di creare connessione, un dialogo tra arte e territorio di riferimento.

08_Mongolfiere_Pagina_1A.A.A il vino “Le Mongolfiere a San Bruno” di Fattoria La Rivolta cerca etichetta:
Bando di concorso rivolto agli studenti dall’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli

NAPOLI – L’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, in collaborazione con l’azienda vinicola Fattoria La Rivolta di Torrecuso, in provincia di Benevento, apre un bando di concorso per l’attribuzione della borsa di studio “Bruno Cotroneo” del valore di 1.000,00 euro rivolta a studenti dell’ateneo iscritti al Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione e del Master in Comunicazione Multimediale dell’Enogastronomia: ogni partecipante dovrà cimentarsi nella creazione di una nuova etichetta per la prossima bottiglia di vino “Le Mongolfiere a San Bruno” Aglianico del Taburno Rosato DOCG. Cade quest’anno il ventennale del giorno in cui due mongolfiere partite dal raduno annuale di Fragneto Monforte, nel giorno di San Bruno, atterrarono ai margini della vigna di Fattoria La Rivolta mentre si raccoglievano le prime uve di Aglianico. E’ da quella vendemmia che nacque per la prima volta il rosato “Le Mongolfiere a San Bruno” che oggi approda nelle aule universitarie con lo scopo di far riscoprire ai più giovani l’importanza del vino inteso come bevanda culturale: un prodotto strettamente legato alla storia e all’identità del territorio, alle sue caratteristiche geografiche e sociali, all’impegno imprenditoriale nell’esaltazione dei rapporti fra tradizione e innovazione.
Ogni elaborato dovrà pervenire entro e non oltre il 10 Dicembre 2015 e dovrà essere frutto della creatività di un singolo studente. Le proposte saranno poi vagliate da una Commissione giudicatrice composta da tre membri nominati di concerto dai titolari dell’azienda vinicola “Fattoria La Rivolta” di Torrecuso (BN) e dal Rettore dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. Al primo classificato del concorso sarà attribuito il premio in denaro e una confezione di sei bottiglie dell’azienda “Fattoria La Rivolta”. Gli elaborati dovranno pervenire all’indirizzo email segreteriapreside.formazione@unisob.na.it o a mezzo raccomandata all’indirizzo Via Suor Orsola 10, Napoli 80135, all’attenzione del Preside prof. Enricomaria Corbi. I risultati della selezione degli elaborati presentati al concorso saranno pubblicati entro il 22 Dicembre 2015 sul sito www.fattorialarivolta.it e sul sito www.unisob.na.it.

IL VINO – MONGOLFIERE A SAN BRUNO
. Da questo episodio raccontato ancora oggi in etichetta, nasce il rosato di Fattoria La Rivolta Mongolfiere a San Bruno, da uve biologiche Aglianico 100%, raccolte a mano ad inizio ottobre. La lavorazione prevede una macerazione pre-fermentativa di poche ore in pressa pneumatica chiusa, quindi una ventina di giorni di fermentazione a temperatura inferiore a 17° C. Poi sei mesi in acciaio e altri sei in bottiglia. Il risultato è un vino dal colore rosa intenso che al naso schiude sentori di frutti rossi e note floreali. Al palato è fresco e con una buona persistenza, di piacevole beva malgrado i 14,5 gradi alcolici. Ideale con la pizza, ma anche con piatti di crostacei e zuppe di pesce.

rivoltapotatauraLa potatura è un intervento molto importante per la pianta di vite.
Ma come si esegue? Quali sono le tecniche giuste per una perfetta potatura?
Scopritelo con noi sabato 15 febbraio a Fattoria La Rivolta. Paolo Cotroneo, proprietario dell’azienda,insieme all’agronomo, accompagnerà appassionati, curiosi ed esperti del settore fra i vigneti, spiegando le tecniche di potatura. Seguiranno la visita dell’azienda e della cantina, e la degustazione dei nostri vini e delle specialità tipiche del Taburno.

PROGRAMMA:
- ore 10:30 incontro con il produttore, Paolo Cotroneo, e presentazione dell’azienda;
- ore 11:30 visita dei vigneti, illustrazione delle varie fasi di produzione e visita della cantina;
- ore 13 degustazione.

VINI IN DEGUSTAZIONE:
Coda di Volpe Taburno Sannio DOP 2012
Greco Sannio DOC 2012
Le Mongolfiere a San Bruno Aglianico del Taburno DOCG rosato 2012
Piedirosso Taburno Sannio DOP 2012
Aglianico del Taburno DOCG 2009 ( Tre Bicchieri 2014 e Super Tre Stelle Guida Veronelli 2014)

SPECIALITA’ DEL TABURNO IN DEGUSTAZIONE:
Pecorini di Laticauda
Soppressata di maialino del Taburno
Pane fresco condito con il nostro olio Ortice
Trionfo di frittate di Luisa
Fagioli cotti in terracotta nel camino

Vi aspettiamo numerosi per trascorrere insieme una giornata didattica, divertente e all’insegna del buon bere!!

Costo € 10
Fattoria La Rivolta
Contrada Rivolta, Torrecuso (BN).
Possibilità di parcheggio.

L’evento è a numero chiuso
PER INFO E PRENOTAZIONI:

Paolo Cotroneo
3483035535
p.cotroneo@fattorialarivolta.com

Valeria Vanacore
Responsabile Comunicazione
3292665331
v.vanacore@fattorialarivolta.it

Fattoria La Rivolta, Il Sogno e la Condivisione

Pubblicato da aisnapoli il 4 - maggio - 2013Versione PDF

Paolo CotroneoDi Massimo De Vincentiis 
un sabato di pioggia, pioggia battente, come quando si dice:” Dio ha dimenticato di chiudere il rubinetto“.
Eh si, proprio così.
Poco importa, si parte sabato 27 aprile in bus per una visita, guidata dalla cara Elena Erman, sommelier della delegazione di Napoli, che con estrema semplicità ed altrettanta professionalità, ci fa da cicerone, esponendo brevemente ma in maniera esaustiva cosa avremmo visitato e conosciuto.
Rotta….Fattoria la Rivolta, a Torrecuso, nel beneventano.
Nonostante il tempo sia poco clemente, l’entusiasmo degli eno viaggianti funge da ombrello emozionale che fa dimenticare l’acqua e invece ricordare del….vino.le Mongolfiere a San Bruno
Il viaggio in pullman è piacevole; Elena è anche amica e fa da trait d’union rendendo il tragitto latore di conoscenze: medici, sommelier, quasi sommelier, mini-mastri birrai, avvocati, produttori e affinatori di formaggio , ma tutti uniti da un filo conduttore, il VINO. Tutti alla volta della … Rivolta!
Il nome dell’azienda già lascia presupporre o intendere che abbia a che fare con un qualche rivolta; infatti in quell’omonima contrada anticamente pare ci fosse stata una rivolta contro i latifondisti longobardi.
Giunti in azienda ci accoglie con grande ospitalità Paolo Cotroneo, il proprietario, un vero anfitrione, che già dai primi minuti (non lo conoscevo prima), trasmette a noi wine tourer il calore di una personalità senza sovrastrutture , capace di far sentire a proprio agio tutti, ma proprio tutti, da chi di vino sa poco o nulla a chi è enonavigato, concedendo spazio, tempo, e disponibilità a chiunque.
Interno Fattoria La RivoltaPaolo ci ha guidati nei suoi vigneti e ci ha parlato di esposizione favorevole, di allevamenti a spalliera, della pendenza , dell’altitudine con le relative escursioni termiche le quali incidono in maniera positiva sulle proprietà organolettiche (maggior arricchimento in acidità, polifenoli e aromi), scelta di allevamento e della densità di impianto.
Abbiamo notato che Paolo utilizza i “Cristi” in legno (così vengono chiamati i caratteristici pali ai quali la vite si marita); scelta del termine Cristi non la riterrei blasfema e o inopportuna, tutt’altro . È la considerazione azzeccata della funzione di sostegno che ha il palo nei confronti della vite.
Del resto siamo o non siamo tutti un ramo della stessa vigna, vigna fruttuosa di Dio?
Se poi aggiungiamo che Paolo considera questa zona benedetta da Dio per i motivi sopracitati (esposizione, impianti etc.), allora tutte le parole hanno senso.
Il tour continua, dopo la “percorrenza sul campo”, un breve passaggio nei luoghi di produzione (dove si utilizzano macchine moderne per la follatura del cappello di vinacce) e di affinamento del vino (botti e/o barrique di primo passaggio , nonché bottiglia, secondo la tipologia).
L’uso della barrique di primo passaggio e non successivi si spiega dall’accumulo dei tartrati nelle pareti interne, che incide negativamente sulla micro ossigenaziene del vino all’interno.
Dopo la percorrenza e la breve sosta, ci tocca ( rende meglio l’idea l’espressione “c’attocca“) la “permanenza” in sala degustazione.
Paolo Cotroneo e Elena ErmanUn banco di assaggio predisposto per noi grazie alla collaborazione dei vicini e delle vicine di Paolo, che ci deliziano il palato con frittate di varia e gradevole fattura, salumi e formaggi, il tutto accompagnato da un caldo crepitio di ciocchi al camino e del buon e ottimo vino.
I vini presenti in degustazione erano tutti quelli di Fattoria La Rivolta e tutti espressione del territorio e della sapiente cura attraverso metodologie biologiche.
Uno spumante Ellenico, brut, metodo charmat…
Coda di volpe, Falanghina,un assemblaggio di Falanghina al 50% greco e fiano al 25%( Sogno di Rivolta, frutto di un sogno fatto da Paolo, intenzionato a fare un vini inimitabile) .
Un Piedirosso, Aglianico base, un Aglianico rosato (dedicato ad un raduno di mongolfiere, le Mongolfiere a San Bruno).
Infine il Terra di Rivolta, fiore all’occhiello dell’azienda, frutto di raccolta in vigneto a maggior densità di impianto e affinamento del ciò in barrique per 18 mesi più altrettanti in bottiglia.
La pioggia continuava a cadere incessante ma il tempo scorreva piacevolmente all’insegna del Sogno e della Condivisione, anzi, del Sogno Condiviso.
È stato un momento di reale condivisione, un pasto caldo ma soprattutto parole Calde….
Grazie ad Elena, per l’umiltà, la simpatia, l’amore e la passione…..elementi imprescindibili che ti fanno persona…..
Un sentito ringraziamento a Paolo; è riuscito a trasmetterci entusiasmo, passione, amore e devozione , pulizia, serietà e anche zelo, ma soprattutto SOGNO.
Il sogno come motore, anzi promotore ….di un’azione che avverrà l’indomani, col primo sole.
Del resto si sa, il successo è la realizzazione progressiva di un Sogno!

Wine Tour alla Fattoria La RivoltaAIS NAPOLI IN WINE_TOUR

Il 27 aprile 2013 ritorna il Bus dell’AIS Napoli Fattoria la Rivolta della famiglia Cotroneo in Contrada Rivolta a Torrecuso (Bn)

Dal 1998 le uve prodotte nei vigneti della famiglia Cotroneo sono vinificate all’interno di una splendida masseria in pietra ristrutturata e restaurata con gusto e amore,Paolo Cotroneo, caparbio e appassionato produttore, ci aspetta per parteciparci la sua passione.

Partenza ore 9.15 dal parcheggio Brin via Vespucci Napoli e rientro alle ore 15.30 circa Posti limitati.

Ticket di partecipazione Euro 15 Info e prenotazioni: 333.4556524

Prenotazione obbligatoria e impegnativa 27 aprile 2013 AIS NAPOLI IN WINE_TOUR

Vineyard Hopping – Torrecuso (Bn) – Fattoria La Rivolta

Pubblicato da aisnapoli il 23 - aprile - 2012Versione PDF

Di Karen Phillips
Il sole d’aprile (finalmente) brillava forte mentre giravo le ultime curve sulla strada verso Torrecuso, in quel di Benevento. Stavo andando alla Fattoria La Rivolta per un appuntamento con Paolo Cotroneo. Ero entusiasta della mia prima Vineyard Hopping a Benevento ed avevo un grande voglia di conoscere il suo territorio, la sua azienda e i suoi vini. Volevo camminare nei vigneti che sono di proprietà della sua famiglia da generazioni. Rilassandomi nel sole di primavera, mentre avevo i piedi tra i vigneti, Paolo mi parlava della storia della sua cantina ma era difficile da ascoltare. E’ stato difficile ascoltare senza immaginare come tutto questo doveva essere quando era suo nonno a gestire la proprietà che poi è diventata Fattoria La Rivolta e che oggi chiama casa. Una grande famiglia al lavoro per la gestione di ben 120 ettari di terreno. Una famiglia con 8 figli e decine di nipoti. Una famiglia con vigneti di diverse varietà di uve internazionali fianco a fianco con quelle  campane come Aglianico e Falanghina. All’ epoca, mi ha detto Paolo, le viti erano state allevate secondo il sistema Bellussi. Un sistema nel quale venivano disposte quattro viti sostenute da un palo, ciascuna delle quali, una volta che veniva raggiunta l’altezza di piegatura, dava luogo ad un cordone inclinato tirato nell’interfilare. Il vigneto, visto dall’alto, assumeva una forma a raggiera lasciando ampio spazio di crescita alle verdure sottostanti. Quella era la vita contandina di ieri. Prendere tutto quello che poteva uscire dalla terra. Ma i tempi cambiano…Quando il nonno morì, il terreno venne equamente diviso e dato a ciascuno dei suoi 8 figli, compreso il padre di Paolo. Nel corso del tempo, due fratelli hanno poi deciso di riunire le loro proprietà e continuare così il sogno agricolo di Cotroneo in questa bellissima fetta di Campania.

Paolo continua la storia, passeggiando tra i vigneti, come la leggera brezza primaverile che attraversa la valle. La storia di come lui, farmacista a tempo pieno a Napoli, con la passione per il vino ha deciso di diventare sommelier. E come nel 1997, quando ha completato il corso AIS, ha deciso di trascorrere più tempo a Torrecuso. Ma c’era tanto lavoro da fare…tanti erano i cambiamenti da apportare!
Nel corso del tempo, ha prima ripiantato il 50% dei 29 ettari che Fattoria Rivolta utilizza per la coltivazione della vite … decidendo che l’azienda si sarebbe dedicata esclusivamente alle uve autoctone della Campania: Coda di Volpe, Fiano, Greco, Falanghina, Piedirosso ed Aglianico. Ci ha tenuto a sottolineare che abbiamo camminato su di un suolo ricco di argilla e di calcare e che le viti che ora sono allevate utilizzando il cordone speronato e il Guyot. E come i suoi vigneti siano certificati con conduzione biologica dal 1998.

Abbiamo camminato ed abbiamo raggiunto  la cantina … dove il vino viene fatto.Abbiamo parlato dei suoi rossi … dei suoi bianchi. Ma abbiamo parlato brevemente. Probabilmente perché Cotroneo ritiene che il suo vino debba parlare. Mi ha detto che il vino è la bevanda unica che può parlare … raccontare una storia. E vi racconterà l’anno del raccolto, il clima, il territorio. E vi racconterà gli uomini e le donne che hanno fatto il vino, le loro lotte, le loro sfide, la loro filosofia di vinificazione.
E dopo il nostro tempo in vigna e in cantina, era giunto il momento di ascoltare ciò che il vino di Fattoria La Rivolta aveva da dire …

In un comodo soggiorno seduti ad un tavolo confortevole nel Bed  and Breakfast Le Vigne di proprietà della famiglia, Paolo ha iniziato la nostra degustazione … con stile.

Ha stappato uno Spumante Greco Metodo Charmat. Un vino che ha saputo brillare nel mio bicchiere con le bollicine numerose e persistenti che salgono fin alla superficie del mio bicchiere. Un sapore netto e ben definito dalla mineralità del territorio e dalla maturazione di 6 mesi a contatto con i lieviti.
Ho chiesto a Cotroneo la sua opinione sui vini bianchi in Campania, il loro potenziale di invecchiamento. La nostra discussione ci ha portato a provare i due successivi bicchieri di vino: Coda di Volpe Taburno DOP 2011 e 2010. E grazie  a loro stavo cominciando a capire un po’ di più i bianchi di Benevento, in Taburno. E come ho apprezzato i profumi in ogni bicchiere, e la mineralità che ho ritrovato in loro grazie al terreno che avrebbe aiutato questi vini ad invecchiare bene.

Una bottiglia di Falanghina DOP stava aspettando. Avevo visto l’etichetta prima durante un evento del vino qualche tempo fa a Napoli, ma non l’avevo ancora assaggiata. La vendemmia era quella del 2011. Una vendemmia i cui intensi profumi dolci saranno difficili da dimenticare, ma chi vorrebbe? Grande struttura,  Cotroneo aggiunge… vero!

Il racconto prosegue con altre due giovani annate 2011. Taburno Greco DOP e Fiano Taburno DOP. Poi il tempo per un sogno. Il sogno di Paolo. Sogno di Rivolta IGT 2010 – un blend di Campania. Falanghina, Greco e Fiano. Aromi in continua evoluzione, con struttura e sapidità.

Le Mongolfiere a San Bruno 2010 DOCG. Un rosè Aglianico con il proprio colore, carattere e struttura. La prima DOCG Rosè. La sua storia è presentata sul retro etichetta. Ricordi di mongolfiere che sono atterrate in prossimità dei vigneti durante la vendemmia. Ricordi di pic-nic, amicizie e la famiglia …
Abbiamo discusso di come questo vino può essere servito tutto l’anno. Non era un rosato estivo. Starebbe bene con il pesce con una leggera salsa di pomodoro, carni bianche, piatti di pasta. Una scelta perfetta per un sommelier che voglia soddisfare le esigenze delle varie opzioni dal menù di diversi commensali in un ristorante.

Mentre continuava la degustazione, mi è venuta una  curiosità. La curiosità di provare un Piedirosso del Taburno. Fattoria La Rivolta Piedirosso del Taburno DOP 2010. Non molti coltivano questo vitigno e producono questo vino  nel Taburno. Ha una bassa resa e non è economicamente ideale per la maggior parte di loro. Ma il suo luminoso colore e i profumi giovanili ne fanno sicuramente un vino da provare, soprattutto per quelli che amano i rossi Campani giovani.

Ma per chi vuole un po’ di più corpo, struttura, tannini? Aglianico del Taburno era la risposta. E Fattoria La Rivolta ha due interpreti di quella zona. Il mio primo bicchiere è stato un Aglianico del Taburno DOC 2008. Un vino che richiede l’attenzione con il suo colore rubino scuro, profondi aromi di ciliegia, caldo, morbido e saporito. Questo Aglianico base è affinato in grandi botti di legno per circa 18 mesi, trascorre poi almeno 6 mesi in bottiglia prima di uscire dalla cantina. A differenza del suo cugino, DOP Terra di Rivolta 2008. La sua storia parla di 18 mesi in barriques e 18 mesi in bottiglia. Cotroneo mi dice che stavo bevendo in anteprima questo vino che uscirà entro la fine dell’anno. Un’anteprima che è già stato valutato alla 14° posizione nella lista dei 100 migliori vini rossi d’Italia. Terra di Rivolta è soprannominato da alcuni la loro riserva grazie  al suo periodo di maturazione più lungo. Cotroneo ritiene che sia una diversa espressione di Aglianico. Ha continuato, ma ancora una volta è diventato difficile da ascoltare. Difficile da ascoltare i discorsi di Paolo su questo intenso Aglianico che sta ancora maturando, mentre è ancora in evoluzione nel mio bicchiere senza pensarci troppo lo immagino in abbinamento ad una bella bistecca alla brace durante una giornata calda e soleggiata. Bevuto in compagnia ed inizio già a sentire le risate della famiglia e degli amici delle tante generazioni che hanno attraversato il tempo in questi luoghi.
E ‘stata dura, ma ho ascoltato. Ho ascoltato ed ho imparato un sacco di ciò che i suoi vini avevano  da dire. Molte cose: l’anno del raccolto, il clima, il territorio. A proposito di uomini e donne che hanno fatto il vino, le loro lotte, le loro sfide, la loro filosofia di vinificazione.
E ho imparato che Benevento è ancora un altro angolo della Campania che merita una visita o anche due…

Fattoria La Rivolta Contrada Rivolta
Torrecuso Benevento, Italia 82030 0824 872921

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