Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...corsi sommelier in partenza


Servizio del TG3 Campania sulle vigne metropolitane di Napoli in occasione delle visite in azienda durante la seconda edizione del Festival delle Vigne Metropolitane di Napoli.

Azienda Agnanum di Raffaele Moccia

Le Vigne Metropolitane, Tavola rotonda alla Selva Lacandona

Pubblicato da aisnapoli il 25 - settembre - 2016Versione PDF

selvaDi Marta Cattaneo

Un marchio dedicato ai vini delle vigne metropolitane di Napoli”, con questa proposta Tommaso Luongo, delegato dell’Ais Napoli ha aperto ieri la prima edizione del Festival delle Vigne Metropolitane. “Si tratta di vini inconfondibili - spiega – prodotti da vigneron che difendono un territorio unico al mondo. Vini per i quali chiediamo il marchio DON, ossia a Denominazione di Origine Napoletana. Un marchio originale per difendere un prodotto che connota una identità forte che va oltre le classiche logiche di mercato”.
Ieri, a Selva Lacandona, presso il fondo rustico Amato Lamberti di Chiaiano, bene sottratto alla malavita organizzata ed assegnato alla cooperativa sociale (R)Esistenza, si è parlato proprio di viticoltura cittadina mettendo a confronto le esperienze della vigna storica di San Martino, del vigneto di Salita Scudillo e di quello di Selva Lacandona.
Selva Lacandona è la casa di tutti i napoletani - ha dichiarato Ciro Corona, presidente dell’associazione (R)Esistenza - i nostri cancelli sono sempre aperti, qui camorra e malapolitica hanno perso. Da oggi inizia una rete a Napoli che sposa i prodotti dei beni confiscati. Qui noi offriamo opportunità e riscatto e lo facciamo attraverso la terra e i suoi prodotti”.
Questo tipo di iniziative ha successo nella misura in cui non rimanga un annuncio episodico, ma diventi strutturalmente un valore aggiunto per la città”, spiega Raffaele Beato dell’Università degli Studi di Salerno.
Io credo – aggiunge – che il Comune di Napoli, che ha dimostrato particolare attenzione al progetto, abbia il dovere di spalleggiare e seguire l’Associazione Italiana Sommelier nel percorso virtuoso di valorizzazione di questo immenso patrimonio”.
I numeri, d’altronde, parlano chiaro. “Stiamo parlando di 262mila bottiglie prodotte e 27 aziende di cui 26 iscritte all’albo dei produttori italiani. Non è, quindi, una passeggiata turistica per le campagne di Napoli, ma è un elemento di interesse storico, di interesse culturale e di grande suscettibilità di crescita da un punto di vista economico”, ha poi concluso Beato.
Parla di realtà in crescita anche Marina Alaimo, che ha moderato il dibattito.
I vignaioli di Napoli sono vignaioli di resistenza – spiega – perché le difficoltà di praticare agricoltura in un contesto urbano sono molteplici, vanno aiutati, anche se questa realtà ha registrato un incremento del 4% negli ultimi 6 anni, soprattutto nell’area degli Astroni. Erano anni che si parlava di un festival delle vigne metropolitane, ci voleva una organizzazione consolidata per valorizzare questa risorsa unica in città”. “D’altra parte – ha aggiunto – Napoli sa essere unica in tutti i suoi aspetti. Mi ha fatto piacere anche che si partisse da Selva Lacandona, dove il bene ha vinto sul male e lo ha fatto attraverso la viticoltura”.
L’auspicio è quello di stappare sempre più bottiglie che vengano dalle vigne cittadine, ossia falanghina e piedirosso, e che i cittadini acquisiscano consapevolezza di questo valore e di questa realtà unica”, conclude la Alaimo.
Parla di “esperienza e di educazione alla terraVincenzo Dina dell’Associazione Piedi per la Terra e rappresentante di Vigna San Martino di Peppe Morra. Una delle vigne più suggestive di Napoli, visibile da tutta la città. Una vigna dove è possibile “sperimentare la conoscenza in ambito agricolo e nell’ambito delle tradizioni culturali che legano l’uomo alla terra” spiega Dima. “Esperienze – aggiunge – che servono a rispolverare il legame tra uomo e terra, dove entrare in contatto con il ciclo della terra attraverso la vendemmia e attraverso il valore storico, scientifico, culturale e simbolico del vino”.
Singolare l’esperienza del vigneto dello Scudillo, realizzato su terreni dell’azienda Acqua Bene Comune.
L’azienda Abc – spiega Davide Romanelli – aveva una esigenza molto tecnica e molto specifica ossia salvaguardare i terreni che si trovavano sopra tre serbatoi cittadini: quello dello Scudillo, quello del Vomero e quello di Chiaiano. Lo ha fatto grazie ad una convenzione di ricerca sperimentale con la facoltà di Agraria della Federico II abbiamo progettato due vigneti al di sopra dello Scudillo e del Vomero e un frutteto nella zona di Chiaiano“.
Questo è un chiaro esempio di come a Napoli si trasforma l’acqua in vino”, ha dichiarato Enrico Panini, assessore al Lavoro e alle Attività Produttive del Comune di Napoli che ha poi assicurato che il Comune di Napoli sarà partner di altre iniziative a tutela del patrimonio enologico cittadino. “State certi che il progetto andrà avanti e che il Comune sarà in prima linea in tutte le iniziative da mettere in campo per la tutela e la promozione delle nostre vigne. Non vi libererete di me”, ha scherzato.

Le vigne metropolitane di Napoli sono un tesoro da scoprire e valorizzare. È questo il motivo che ha spinto l’Ais Napoli a aderire al festival che, a partire da domani, animerà la città con spettacoli, degustazioni, convegni e visite guidate alla scoperta di vigneti suggestivi, che si intersecano con il tessuto urbano e cittadino”, così Tommaso Luongo, delegato dell’Ais Napoli (Associazione Italiana Sommelier) e direttore scientifico della manifestazione.
Da San Martino alla Selva Lacandona di Chiaiano passando per la vigna di Salita Scudillo fino ai vigneti di Santo Strato a Posillipo e a quelli di Agnano e dei Camaldoli, Napoli è la seconda città d’Europa per superficie di territori coltivati a vite.
L’Associazione Italiana Sommelier - aggiunge il delegato dell’Ais Napoli – è da sempre ambasciatrice della cultura del vino e non poteva mancare il nostro contributo ad una manifestazione che hai protagonisti del Festival delle vigne metropolitane come obiettivo principale quello di fare scoprire ai napoletani insospettabili scenari, vigneti metropolitani che nascondono storia, cultura e tradizioni. Per l’occasione, inoltre, domenica prossima, sarà presentato un annullo filatelico realizzato in collaborazione con Poste Italiane che sarà dedicato proprio alle vigne metropolitane della nostra città”.
Napoli, grazie alla natura sabbiosa del terreno, è una delle poche aree al mondo in cui è ancora possibile trovare vigneti coltivati a piede franco che hanno resistito all’attacco della fillossera, mentre la viticoltura mondiale è quasi interamente innestata su piede americano.
“Stiamo parlando di vigneti antichi da cui si producono vini dal carattere inconfondibile, che hanno tra i filari una storia che noi siamo pronti a raccontare. Proprio per consentire ai tanti appassionati di scoprire questo inestimabile tesoro, sarà anche on line a breve una mappa virtuale dei vigneti metropolitani di Napoli. Un portale con geolocalizzazioni e schede tecniche dei singoli vigneti che abbiamo intenzione di trasformare in una applicazione mobile. Uno strumento indispensabile per scoprire e valorizzare un patrimonio che, così come accaduto a Torino, Parigi e Vienna, dovrebbe e potrebbe diventare un punto di forza di una città che fa del turismo uno dei suoi capisaldi”, conclude Luongo.

14322195_1854947704733164_2723405164583079036_nASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Delegazione di Napoli


Napoli città del vino e le sue vigne
Dal 23 al 25 settembre c’è il “Festival delle Vigne Metropolitane”

Visite guidate, convegni, spettacoli e degustazioni a Chiaiano, San Martino, Posillipo e Agnano
L’ingresso agli eventi dei giorni 24 e 25 settembre è con prenotazione obbligatoria: 3207275544 – info@ravellosrl.com

Napoli celebra il vino e le sue vigne con il Festival delle Vigne Metropolitane. Tre giorni di appuntamenti diffusi sul territorio per conoscere un patrimonio unico. Da venerdì 23 a domenica 25 i napoletani e i tanti visitatori, italiani e stranieri, avranno la possibilità di scoprire tutti gli aspetti di questa realtà, a molti sconosciuta, attraverso visite guidate, workshop, spettacoli e degustazioni in vari punti della città, come Chiaiano, San Martino, Posillipo e Agnano.

Si parte venerdì 23 settembre alle ore 17,30 a Chiaiano. (Clicca qui per visualizzare il percorso per arrivare a Selva Lacandona)

Presentazione a Selva Lacandona – Fondo “Amato Lamberti”, con la tavola rotonda
“Esperienze a confronto: vigna storica San Martino, vigna di Salita Scudillo, vigna Selva Lacandona”. Ingresso libero.
Partecipano: Enrico Panini, assessore al Lavoro e alle Attività Produttive del Comune di Napoli;
Raffaele Beato, Università degli Studi di Salerno;
Davide Romanelli, Acqua Bene Comune Napoli – vigna di Salita Scudillo;
Vincenzo Dina, Associazione Piedi per la Terra;
Peppe Morra, vigna San Martino;
Ciro Corona, Cooperativa Sociale (R)esistenza – vigna Selva Lacandona.
Modera la giornalista Marina Alaimo.
Segue alle ore 18,30 la visita al vigneto Selva Lacandona e degustazione a cura di Associazione Italiana Sommelier Napoli in collaborazione con Cooperativa Sociale ®esistenza. Ingresso libero.

Ore 19.30: spettacolo musicale Black in the Selva con Geco mc, DjUncino Galleon + Donix & La Pankina Krew, Ciccio Merolla live set + OLuWong, Valerio Jovine on The Riddim. È uno spettacolo di musica rap e hip hop napoletana, una serata che parla di rinascita e riappropriazione dell’identità e del futuro in un luogo solo recentemente sottratto alla camorra e restituito alla città. Ingresso libero.

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