Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...corsi sommelier in partenza

3 Febbraio, Pizzeria Pizzazza e Franciacorta Contadi Castaldi

Pubblicato da aisnapoli il 27 - gennaio - 2015Versione PDF

UNA ESPERIENZA CHIAMATA PIZZA

Presentazione del menù del maestro pizzaiolo Luca Castellano in abbinamento ai Franciacorta di Contadi Castaldi Un percorso gustativo che è una esperienza

3 febbraio 2015 Pizzazza: CONTADI CASTALDI SCEGLIE IL TEMA DELLA PIZZA D’AUTORE PER PROPORRE UNA SERATA DIVERSA, PROPONENDO L’ABBINAMENTO CON LE BOLLICINE DI FRANCIACORTA. UN PERCORSO GUSTATIVO SORPRENDENTE DI RICETTE UNICHE REALIZZATE CON INGREDIENTI STAGIONALI RECUPERATI DA PICCOLE AZIENDE ARTIGIANALI CAMPANE E CERTIFICATE DA SLOW FOOD COME PRESIDI. IN DEGUSTAZIONE A SCELTA TRA LE PROPOSTE PIZZA E BOLLICINE DI FRANCIACORTA CONTADI CASTALDI: AGLIARA, DONNA SOFÌ, MARGHERITA IMPECORITA, CAMPANA, FIATO, NAPULE È, SUD.

pizzazzaContadi Castaldi sceglie il tema della Pizza d’autore per sottolineare e condividere i valori che arricchiscono di significato l’immediato piacere del gusto. Se infatti un ottimo bicchiere di Franciacorta o una gustosissima pizza napoletana possono appagare i sensi e rendere più felice un incontro, è perché dietro questi prodotti c’è un sapere codificato che è fatto di tante piccole virtù: il rispetto della biodiversità, la conoscenza profonda del territorio e della sua storia, la consapevolezza del valore del tempo nel rendere un prodotto più appagante e salutare. “Abbiamo scelto l’Associazione della Verace Pizza Napoletana” – dichiara Francesca Moretti, alla guida della cantina – “proprio perché abbiamo trovato in essa una nuova frontiera del gusto che ha saputo riappropriarsi delle nostre più antiche radici, codificando un antico sapere che rischiava di essere contaminato da cattive abitudini e al contempo rinnovando questa antichissima tradizione attraverso un duplice incontro: quello con la creatività della farcitura – fatto salvo il rigido disciplinare dell’impasto, della lavorazione e della cottura – e quello con la diffusione della cultura della pizza in tutto il mondo attraverso un network di maestri pizzaioli che con grande passione e spirito di abnegazione stanno vincendo la loro battaglia contro l’omologazione del fast food”. È questo il mondo di valori nei quali si riconosce Contadi Castaldi e il gruppo vino di Francesca Moretti, nella convinzione che il vino italiano “oggi più che mai possa svolgere l’importante ruolo di custodire e divulgare un diritto al piacere che è al contempo salvaguardia del territorio, cultura condivisa e stile di vita”. Partendo da questo impegno, la serata presso la Pizzeria pizzazza di Gianni e Luca Castellano, affiliata alla AVPN, condurrà i suoi ospiti alla ricerca del gusto accompagnandoli in un percorso crescente di sapori. Il maestro pizzaiolo Luca Castellano, considera l’impasto l’ingrediente principale con cui creare pizze delicate, uniche e per tutti i gusti; Luca studia, sperimenta e valuta costantemente, con dedizione e passione, i singoli ingredienti madre dell’impasto.

PROGRAMMA MARTEDI’ 3 FEBBRAIO| 20.30

Agliara

Pomodoro San Marzano Dop, aglio dell’Ufita a crudo, olio extra vergine d’oliva, sale, origano di collina.

In abbinamento Contadi Castaldi Franciacorta Brut

Donna Sofì

Ripieno fritto, fior di latte affumicato, pomodoro San Marzano Dop, ricotta di bufala, sale, pepe.

In abbinamento Contadi Castaldi Franciacorta Brut

Margherita impecorita

Pomodoro San Marzano “Antichi Pomodori di Napoli” Danicoop, mozzarella di bufala campana DOP, formaggio caso peruto, olio extra vergine d’oliva di prima premitura a freddo, sale, basilico.

In abbinamento Contadi Castaldi Franciacorta Brut

Campana

Papaccella napoletana grigliata sott’olio, mozzarella di bufala campana DOP, cipolla alifana, olio extra vergine d’oliva di prima premitura a freddo, sale, basilico.

In abbinamento Contadi Castaldi Franciacorta Satèn 2009

Faito

Pancetta paesana di Vico Equense, pomodorini al piennolo del Vesuvio, fior di latte di Vico Equense, provolone del Monaco DOP, olio extra vergine d’oliva di prima premitura a freddo, sale, basilico

In abbinamento Contadi Castaldi Franciacorta Rosé non millesimato

Napule è Spicchio di “margherita impecorita”, spicchio broccolo aprilatico di Paternopoli e salsiccia fresca del macellaio locale, spicchio con papaccella napoletana e cipolla alifana

In abbinamento Contadi Castaldi Franciacorta Rosé non millesimato

PIZZA STAR Jesce Sole

Filetto di pomodori tigrati neri, olio extra vergine d’oliva di prima premitura a freddo, fior di latte di Vico Equense, fiori di zucca, grattugia di formaggio caso peruto.

In abbinamento Contadi Castaldi Franciacorta Satèn 2009

Abbinamento pizza e bicchiere di Franciacorta Contadi Castaldi 10 euro

Aperto al pubblico su prenotazione: Pizzazza Viale dei Pini, 25 Napoli Tel +390817418243

Mail: info@pizzazza.it

Ufficio stampa: Teresa Caniato: t.caniato@terramoretti.it tel ufficio 030 7762702

Il Castrum Ovi, incontra le Francae curtes

Pubblicato da aisnapoli il 20 - ottobre - 2014Versione PDF

Castell dell'OvoDi Fosca Tortorelli

Nella splendida sede del Castel dell’Ovo di Napoli, il 13 Ottobre – a distanza di dieci anni – si è svolto il festival dedicato al territorio della Franciacorta, le prime bollicine italiane prodotte esclusivamente con il metodo della rifermentazione in bottiglia (metodo classico), ad avere ottenuto nel 1995 la DOCG.

Oltre alle ventisei cantine presenti ai banchi di assaggio, il consorzio franciacortino – in collaborazione con l’AIS Campania – ha organizzato due interessanti momenti tecnici di approfondimento.

Il primo seminario, dal nome “Franciacorta: il valore del tempo. Le grandi  riserve” è stato condotto da Silvano Brescianini, Vice Presidente del Consorzio Franciacorta, da Maria Sarnataro, Vice Presidente AIS Campania e da Tommaso Luongo.

Festival FranciacortaSilvano Brescianini, ha raccontato in modo efficace e non pesante il territorio, partendo dalle origini etimologiche del nome Franciacorta, che deriva dal latino “Francae curtes”, ossia le corti affrancate, (cioè svincolate dai dazi commerciali di trasporto e indicava le piccole comunità di monaci benedettini che si erano insediate nella zona nel Medioevo esenti dal pagamento delle tasse sul trasporto ed il commercio delle loro merci).

Ha poi illustrato il territorio nei suoi confini geografici, che vanno da Brescia e l’estremità meridionale del Lago d’Iseo, e ne ha descritto la storia.

Ha più volte ricordato che nel 1967 vi fu l’entrata in vigore del disciplinare di produzione dei vini di Franciacorta e da allora la crescita è stata rapidissima e sostenuta dallo strutturato lavoro del Consorzio, che si articola in diversi ambiti, passando dalla tutela del marchio alla valorizzazione del prodotto, dall’informazione alla promozione del Franciacorta quale espressione di un territorio e di un metodo di produzione.

Molto interessante è stata la descrizione delle sei famiglie di suoli, ciascuna con sei espressioni e impostazioni di impianto diverse.

Seminario sul FranciacortaA seguito di questo interessante excursus, si è passati al momento della degustazione dedicata a quattro grandi Riserve di Franciacorta.

Il seminario ha fornito una preziosa occasione per degustare in particolare ben tre millesimi diversi; si è partiti dal Pas Dosé Origines 2008 di Lantieri de Paratico, una cuvée dove il Pinot nero è presente per il 25% contro un 75% di Chardonnay, svolge ben 60 mesi sui lieviti. Sicuramente una riserva 2008 che si presenta ancora in forma dal colore paglierino di media intensità, e con un naso piuttosto floreale con accenni quasi balsamici.

Il secondo vino è stato il Pas Dosé Bagnadore 2008 di Barone Pizzini, prima azienda biologica dell’area; spumante che nasce da uve Chardonnay 50% e Pinot Nero 50% e si esprime al naso con un floreale avvolgente, frutta matura e a guscio come mandorle e nocciole, mentre in bocca si fa sentire il carattere e la potenza del Pinot nero addolcita dallo chardonnay; un vino propulsivo e sottile, dotato di una bella freschezza, estremamente equilibrato e con una ottimale lunghezza gustativa.

Il terzo vino degustato è stato il Pas Dosé Riserva 33 2007 di Ferghettina, uno Chardonnay in purezza, da vigneti di 25 anni posti su terreno calcareo argilloso,

Un Pas Dosé con 80 mesi di affinamento sui lieviti, che all’assaggio colpisce per un naso sapido e minerale, con una bella pulizia e freschezza, cosa che ritroviamo anche in bocca, attraverso il gioco dinamico tra acidità e sapidità.

il servizio con i sommelier AisIl seminario si è concluso con la degustazione del Franciacorta Riserva Casa delle Colonne Brut 2006 di Fratelli Berlucchi, vino di grande eleganza e garbo con note floreali unite a toni di frutta tra cui spiccano cedro e arancia leggermente candite, nocciola e mandorla, e spezie che virano tra dolcezza e pungenza quali anice e cardamomo. La bocca è dotata di buona ricchezza estrattiva.

A degustazione conclusa ci si è confrontati sui vini assaggiati riscontrando anche analogie e differenze dovute ai diversi anni di vendemmia.

Prima dell’inizio del secondo seminario è stato interessante fare un veloce giro tra i banchi di assaggio. Tra i tanti vini in degustazione si sono rivelati di notevole interesse le etichette di Barone Pizzini e Faccoli e sorprendentemente intrigante il Boké Rosé Brut di Villa Franciacorta.

Alle 19.00 è iniziato il secondo seminario, intitolato: ”Franciacorta per tutti i gusti, alla scoperta delle tipologie”, tenuto da Franco De Luca, e Tommaso Luongo, e da Silvano Brescianini.

Stavolta dopo una veloce panoramica sul territorio del Franciacorta, ci si è concentrati sulla degustazione. I vini scelti sono stati i seguenti: il Franciacorta DOCG Brut Millesimato 2009 Dosaggio Zero di Faccoli, composto da uve Chardonnay al 70%, Pinot Bianco al 25% e Pinot Nero al 5%. Piccola azienda acquisita nel 1964 da Lorenzo Faccoli, attualmente si estende sul Monte Orfano per dieci ettari di cui quattro e mezzo sono vitati con le varietà: Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Nero. Il vino in degustazione si presenta al naso con note di frutta secca intervallate da note di fieno e zenzero, sosta 48 mesi sui lieviti e si mostra con una bella coerenza gusto olfattiva. A seguire ci è stato servito il Franciacorta Emozione brut 2010 di Villa Franciacorta, che si presenta più diretto e meno austero, il corpo e l’elegante aromaticità spingono al palato sensazioni di grande piacevolezza e di eccellente bevibilità.

Brindisi finale con Annamaria ClementiPoi è stata la volta del Berlucchi ’61 Franciacorta Saten, con un naso dominato da un mix tra ananas ed agrumi, spezie dolci, decisamente di grande complessità. Al palato con una incisiva sapidità, ma al contempo piuttosto fresco e bevibile con una leggera nota minerale finale. Un vino che vira decisamente su una ampia orizzontalità. Il penultimo vino è stato il Franciacorta Rosé di Corte Aura, vino sapido e lungo in bocca, dotato di buona acidità e complessità. A chiusura della batteria è stato servito il Franciacorta Dosaggio Zero millesimato 2006 di Mirabella, un vino davvero incredibile, composto da Chardonnay al 55%, Pinot Nero al 25% e Pinot Bianco al 20%, con una sosta sui lieviti di ben 70 mesi. Profumi cangianti, spezie orientali, liquerizia, vaniglia. Lungo e vellutato al palato, con ottimo bilanciamento delle componenti dure e morbide.

Anche stavolta ci si è confrontati sui vini degustati affrontando anche il tema dell’abbinamento, sfatando soprattutto il falso mito che le bollicine siano da utilizzare solo come aperitivo o su piatti poco complessi.

Prima di lasciare la manifestazione, non poteva mancare un brindisi con tutti i sommelier dell’AIS Campania, e quale scelta migliore se non la Magnum di Ca’ del Bosco, il Franciacorta Cuvée Annamaria Clementi Riserva 2005?

L’evento si è rivelato di successo riscontrando ampia partecipazione e un crescente interesse per la cultura enologica e curiosità verso le tante sfumature del Franciacorta.

 

“Altro il vino non è se non la luce del sole mescolata con l’umido della vite
”

(Galilei) 

Festival Franciacorta a Napoli

Pubblicato da aisnapoli il 17 - ottobre - 2014Versione PDF

Franciacorta: il valore del tempo. Le grandi riserve – il seminario è tenuto da Silvano Brescianini, Vice Presidente del Consorzio Franciacorta; Maria Sarnataro, Vice Presidente AIS Campania e Tommaso Luongo, Delegato AIS Napoli.
Alle 19.00 Franciacorta per tutti i gusti, alla scoperta delle tipologie, tenuto da Franco De Luca, Responsabile della Didattica AIS Campania e Tommaso Luongo, Delegato Ais Napoli.

Foto di Roberta Porciello

13 Ottobre, Festival Franciacorta a Castel Dell’Ovo

Pubblicato da aisnapoli il 9 - ottobre - 2014Versione PDF

Festival-Franciacorta-a-Napoli-13-ottobre-2014-_-depliant-elettronicoASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER CAMPANIA

Festival Franciacorta a Napoli – 13 ottobre 2014 – Castel Dell’Ovo via Eldorado 3 Napoli

Dalle 16.00 alle 18.00 – Ingresso riservato a stampa e operatori. Accredito stampa a: stampa@franciacorta.net

Dalle 18.00 alle 21.00 – apertura a stampa, operatori e pubblico. Ingresso € 15 (soci Ais, Osnav, Slow Food e Fisar € 10)

L’incantevole cornice di Castel dell’Ovo farà da sfondo all’appuntamento campano del Festival Franciacorta, che torna dopo 10 anni nel capoluogo, l’ultima volta era il 2004. Ventisei cantine e oltre 50 etichette saranno presenti ai banchi d’assaggio curati dai sommelier dell’Ais Campania, delizieranno sia gli esperti del settore che il pubblico di appassionati che è sempre più curioso e desidera approfondire il gusto del celebre vino italiano.

I produttori delle 26 cantine presenti guideranno i visitatori alla scoperta dei loro Franciacorta e del suo territorio, inoltre saranno organizzati due eventi nell’evento dedicati ad approfondimenti più tecnici:

Saluti di Nicoletta Gargiulo, Presidente Ais Campania
Alle 17.00 Franciacorta: il valore del tempo. Le grandi riserve – il seminario è tenuto da Silvano Brescianini, Vice Presidente del Consorzio Franciacorta; Maria Sarnataro, Vice Presidente AIS Campania e Tommaso Luongo, Delegato AIS Napoli.
Alle 19.00 Franciacorta per tutti i gusti, alla scoperta delle tipologie, tenuto da Franco De Luca, Responsabile della Didattica AIS Campania e Tommaso Luongo, Delegato Ais Napoli
Ingresso libero, posti limitati, prenotazione obbligatoria. Per informazioni e prenotazioni: eventi@franciacorta.net

Napoli sarà anche la prossima location di una delle “Cene dell’Alleanza” di Slow Food, di cui Franciacorta è partner d’eccellenza. Il progetto, che ad oggi riunisce più di 200 Presìdi Slow Food italiani e oltre 400 ristoranti e osterie, culmina ogni anno con le Cene dell’Alleanza organizzate in ognuno dei ristoranti aderenti alla rete. La collaborazione tra Franciacorta e Slow Food si ripropone per il secondo anno consecutivo, testimoniando la solidità e la valenza di questo binomio. L’appuntamento è per Lunedì 13 ottobre al ristorante 50 Kalò di Ciro Salvo alle 23 (posti limitati e su prenotazione), Franciacorta sarà il protagonista insieme al piatto più rappresentativo della Regione Campania: la pizza, un unione che promuove al meglio il nostro Made in Italy.

Saranno 26 le cantine presenti: Antica Fratta, Azienda Agricola Fratelli Berlucchi, Barone Pizzini, Bellavista, Berlucchi Guido, Bersi Serlini, Borgo La Gallinaccia, Ca’ del Bosco, Cantina Chiara Ziliani, Castel Faglia, Castello di Gussago La Santissima, Contadi Castaldi, Corte Aura, Cortebianca, Faccoli Lorenzo Ferghettina, La Montina, Lantieri de Paratico, Mirabella, Monte Rossa, Montenisa, Ricci Curbastro, Uberti, Vezzoli Giuseppe, Villa Crespia Muratori, Villa Franciacorta.

The Wine Insider in visita da Contadi Castaldi

Pubblicato da aisnapoli il 26 - settembre - 2014Versione PDF

P1030048Di Donatella Bernabò Silorata – the wine insider

Mi avevano incuriosito il design delle bottiglie, l’immagine curata da Oliviero Toscani e la scelta di scommettere sull’abbinamento con la pizza verace napoletana. E mi era piaciuto il loro Satèn assaggiato in una sera d’estate sulla spiaggia di Bacoli. E allora non ci ho pensato due volte quando, l’ufficio stampa Teresa Caniato, travolgente veneta innamorata di Napoli e dei napoletani, mi ha invitata a visitare l’azienda ad Adro in occasione del Festival del Franciacorta. Contadi Castaldi, gruppo Terra Moretti, è il volto giovane e più dinamico della Franciacorta. Nel nome c’è il passato (i contadi erano le contee agricole della Franciacorta medievale, i castaldi i signori ai quali era affidato il governo delle terre), nelle bottiglie il futuro. Una di quelle realtà italiane decisamente up to Contadi Castaldidate, capace di guardare oltre, dinamica nella comunicazione (ho un debole per chi scommette sulla contaminazione tra il mondo del vino e quello del design), eppure ben radicata sul territorio che è poi quel lembo di terra morenica sulle sponde del lago d’Iseo. Ricerca e innovazione sono lo spirito che quotidianamente anima il lavoro in vigna e in cantina. L’azienda si trova ad Adro, paese di poco più di settemila anime in provincia di Brescia, che nello stemma porta tre grappoli d’uva ad indicare l’antica vocazione di questo territorio alla viticoltura. Ad accompagnarmi in azienda in una assolata mattina di settembre è l’enologo Gian Luca Uccelli. In quella che era un’antica fornace è stata allestita la cantina preservando gli ampi volumi e soprattutto le lunghe gallerie una volta usate per la cottura dei mattoni ed oggi perfette per l’affinamento dei vini. Soul Saten Contadi CastaldiTecnologia e passato dialogano in questi spazi enormi – 7000 metri quadrati – che da una parte rievocano la tradizione agricola lombarda, dall’altro guardano al futuro coltivando giorno per giorno un nuovo sogno enologico da 900mila bottiglie ogni anno, spiega Francesca Moretti Ceo Gruppo Terra Moretti, area wine. <C’è il perfezionista del Pinot nero, il purista dello Chardonnay, l’inventore di sistemi di allevamento della vite all’apparenza nuovi e che poi scopri essere eredità di antichi saperi. E c’è il poeta del Pinot bianco che riesce sempre a sorprenderci un attimo dopo l’ennesima discussione sul metodo di potatura verde. E ancora, ci sono le sei unità vocazionali della Franciacorta, talmente diverse tra di loro che abbiamo ceduto alla tentazione di coltivare vigneti in ognuna di esse, con la determinazione di renderli simili in un unico aspetto: l’attenzione alle più sottili differenze e la cura manuale e minuziosa della vigna per renderla perfettamente sana e longeva>. I vigneti Contadi Castaldi si estendono per una superficie di circa 100 ettari (di cui il 20% di proprietà) sparsi nei diciannove comuni della Franciacorta e distribuiti in tutte e sei le unità vocazionali di paesaggio. Tutta questa varietà si traduce in una grande ricchezza che ad ogni vendemmia arriva in cantina. Qui assemblaggi di uve diverse danno origine a vini vivaci, dall’equilibrio completo e complesso destinato a raggiungere nel tempo un’armonia perfetta, spiega l’enologo Gian Luca Uccelli. Assaggiamo insieme il Franciacorta Zero Millesimato, vino complesso e sapido e piacevolmente persistente; e il Franciacorta Satèn Soul, vivace nel colore, fine nel perlage, con profumi variegati ed intensi, nitido al palato.

Save the date: 13 Ottobre, Festival Franciacorta a Napoli

Pubblicato da aisnapoli il 18 - settembre - 2014Versione PDF

Festival Franciacorta a Napoli 13 ottobre 2014 _ depliant elettronico

Gli spumanti inglesi: fra minimalismo, eleganza e durezza

Pubblicato da aisnapoli il 25 - ottobre - 2013Versione PDF

reginaelisabetta-gDi Delphine Veissiere

Grazie ad un’iniziativa inedita del Consorzio della Franciacorta e del suo presidente, Maurizio Zanella, il 15 ottobre scorso, Tom Stevenson, il guru mondiale dello Champagne e degli spumanti del mondo ha presentato una selezione di 10 spumanti inglesi. Ci sono ovviamente andata di corsa, incuriosita e pronta a mettere da parte almeno per due ore la mia anima da “champagnista”. In realtà, non è stato per me la prima occasione e nemmeno la seconda per approcciare questi sparklings. Un’idea l’avevo già e veniva prevalentemente da una bella esperienza, quella data dalla degustazione targata Decanter di Vinitaly di due anni fa dove mi era stato chiesto di intervenire per confrontare questi vini con gli spumanti italiani. La mia conclusione all’epoca fu doppia: 1- gli spumanti italiani erano più consistenti e concentrati sul frutto; 2- lo stile volutamente (o no) rispecchiava quello degli Champagne degli anni 70 dove i sentori di lievito e di zucchero di canna prendevano il passo su un frutto sottile e poco maturo. In due parole, gli spumanti inglesi assaggiati due anni fa davano tanta freschezza, mineralità e avvolte note di ossidazione (nei rosé in particolare) ma tutto sommato poca piacevolezza. Come si potrebbe dire nella mia lingua madre, lo spumante inglese nella sua globalità era per me né un “vin de soif” (cioè giovane, rinfrescante e piacevole) né un “ vin de plaisir” (ossia di grande bevibilità e versatilità). Era un vino duro e austero che ti dava poco a fronte di un posizionamento geografico estremo. Ed anche se Tom Stevenson ha sottolineato che le vendemmie vengono fate prima in Champagne, la forza delle bollicine di uno spumante inglese non riesce a sprigionare la sinfonia di uno Champagne o di uno spumante d’autore che, comunque sia, rimane affascinante e buono anche se sgasato. L’impressione che ti english spumante di Davide Oltolinilascia uno spumante inglese non è quella. In un bicchiere di spumante inglese, il carattere e la personalità ci sono – anche se non sistematicamente – e di più che in uno di spumante danese, ma non è in primis la piacevolezza che ti colpisce. Costituisce un prodotto didattico sia per i volumi prodotti (in media 2,58 milioni di bottiglie annue) che per le sue caratteristiche sensoriali. Con la degustazione in Franciacorta emergono diversi punti che potrebbero essere anche delle chiavi di lettura per individuare lo stile di uno spumante che al contrario di quello che pensavo è espressione di un terroir con diverse sfaccettature nel bicchiere. La coppia acidità – mineralità (iodio prevalentemente) rivela al naso come al palato una grande eleganza e un minimalismo quasi eccessivo per l’amatore di vino, che si aspetta naturalmente di più. E’ vero un Franciacorta è meno fresco e più maturo che uno Champagne mentre lo spumante inglese è il più acido in assoluto. Ma vogliamo proprio bere questo? Il dosaggio è in compenso relativamente elevato (in media 10g/l) rispetto agli Champagne prodotti oggi. Quindi si parla di vini tecnicamente equilibrati ma manca la materia, la polpa che ti da la maturità dell’uva ossia la “mâche” come dicono in Champagne! Punto di domanda: sono spumanti riservati ai grandi amatori di Riesling renani? Sospetto davvero che una maggiore permanenza sui lieviti con un dosaggio potrebbe rendere questi spumanti più bevibili per un pubblico latino come noi. Inoltre credo che lo Chardonnay, uva più precoce del Pinot Nero si esprima meglio nel bicchiere di spumante inglese ed è in questo senso che metterei una maggiore percentuale di Pinot Meunier nell’assemblaggio, anche se naturalmente si legga male con lo Chardonnay. Da notare infine: tutti gli spumanti inglesi hanno fatto (per fortuna) la fermentazione malolattica.

Ed ecco quelli che mi hanno colpito:

- Nyetimber 2009 Tillington Single Vineyard (elegante e completo)

- Camel Valley 2011 Pinot Noir Rosé (piacevole e versatile)

- Henners 2009 Vintage (elegante, sapido e persistente)

- Hambledon NV Première Cuvée (evolutivo e biodinamico)

Roof al largo

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Delegazione di Napoli 

TERRITORI C a m p i F l e g r e i & F r a n c i a c o r t a al ROOF & SKY 

Pontile N.3 Lago di Miseno Bacoli (Na)

Info e prenotazioni 3332761608

Ticket di partecipazione € 40

L’appuntamento è per il 22 Luglio alle 21 a bordo del trimarano ormeggiato ai pontili del lungolago di Bacoli per poi salpare e raggiungere il centro del lago di Miseno e festeggiare insieme il matrimonio tra due territori del gusto: i sapori dei Campi Flegrei interpretati da Michele Grande e il Franciacorta di Cà del Bosco dalla Lombardia.

il Crudo secondo Michele

Insalata di Polipo Seppie e Cicerchie

Panino Alici fritte & Provola

Panino Fritta di Cozze & Zucchine

Genovese di Polpessa

Calamarata con Granchio Fellone

Parmigiana di Pesce Bandiera

Semifreddo di Ricotta con Torroncino alle Mandorle e polvere di Liquirizia

In abbinamento a Franciacorta Cuvèe Prestige Cà del Bosco

Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 26 mar 2019 al 27 mar 2019 alle ore:20:30

      26 Marzo, Roberto Anesi racconta il Pinot Nero dell'Alto Adige

      Mancano: 02:54 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
    • dal 07 mag 2019 al 07 mag 2019 alle ore:20:00

      Corso Sommelier della Birra n.10, in partenza il primo livello da Babette dal 7 Maggio

      Mancano: 42 giorni e 02:24 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
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