Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...corsi sommelier in partenza

foto-tavolo-relatoriTRADIZIONE, QUALITA’ E PROFESSIONALITA’ INNOVATIVA:
COSI’ LA RISTORAZIONE CAMPANA SI DISTINGUE IN ITALIA

Presentata a Napoli una ricerca MET Bocconi dedicata al settore in regione:
i prodotti a denominazione di origine e la fama di meta enogastronomica trainano la ristorazione di qualità in Campania, con 258 ristoranti censiti nelle guide più famose.
Dal 20 al 24 ottobre il settore al centro di HostMilano, manifestazione internazionale
dedicata all’ospitalità professionale

Si è tenuto ieri a Napoli l’incontro “L’ospitalità incontra il Business – Dal Sud al Nord alla ricerca di eccellenze” organizzato da APCI, Associazione Professionale Cuochi Italiani, e Fiera Milano. Nell’occasione è stata presentata HostMilano, la principale manifestazione dedicata al mondo della ristorazione e dell’hotellerie, a stampa e operatori del Centro e Sud Italia e si è approfondito l’impatto del settore Ho.Re.Ca. in queste regioni. La giornata ha visto la partecipazione di Nino Daniele, Assessore a Cultura e Turismo del Comune di Napoli, Sonia Re, direttore generale APCI, Simona Greco, Exhibition Director di Host e BIT, Magda Antonioli, direttrice del Master in Economia del Turismo dell’Università Bocconi, Sal De Riso, pasticcere Maestro AMPI, Alfonso Iaccarino, chef del Don Alfonso e Roberto Carcangiu, presidente APCI.
Per il nostro Paese la ristorazione è stato un asset fondamentale negli anni di crisi e in particolare per Napoli – ha osservato l’Assessore Cultura e Turismo del Comune di Napoli Nino Daniele – che ha visto un aumento del 49% di turisti nel 2016, anno in cui a livello nazionale è aumentato del 6%, secondo i dati della Banca d’Italia. In questo settore la tecnologia, che oggi garantisce il buon vivere, si è messa al servizio di antichi saperi, realizzando le due sfide del futuro: progresso tecnologico e sostenibilità”.
LA RISTORAZIONE IN CAMPANIA: CUORE E PROFESSIONALITA TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE
Secondo i dati di MET Bocconi, se la tecnologia guida le nuove generazioni, qualità e tradizione rimangono centrali in modo trasversale ai target: un interessante caso studio è quello di Napoli e della Campania. Con le sue oltre 30mila imprese attive, la Campania è terza nel settore dei servizi di ristorazione, così come per la popolazione (terza regione più popolata dopo Lombardia e Lazio). Il settore è cresciuto nell’ultimo triennio di poco meno del 2,5% annuo e le imprese campane della ristorazione rappresentano circa il 10% del totale nazionale (Fonte: FIPE 2016). Senza contare prodotti iconici come pasta o pizza (per cui recentemente è stata avanzata anche una candidatura a patrimonio dell’umanità), la tradizione gastronomica campana è particolarmente ricca e ben riconoscibile. Numerose sono le produzioni che possono vantare una denominazione di origine (DOP, IGP, STG) ed altrettanti i piatti conosciuti ed imitati in ogni parte del mondo; questo contribuisce a caratterizzare ulteriormente il territorio e a rafforzare la reputazione della Campania, anche a livello internazionale, tanto in campo agroalimentare, quanto come meta di turismo enogastronomico.
Lo conferma anche la presenza di locali campani nelle tre guide più autorevoli, Guida Michelin, I Ristoranti d’Italia di Espresso e Ristoranti d’Italia di Gambero Rosso. Sugli 8.804 ristoranti censiti in Campania da FIPE sono 258 i locali citati: 59 in tutti e 3 i volumi, 59 solo su Michelin, 47 solo su Gambero Rosso e 44 su Espresso. Michelin è la guida che ne annovera il maggior numero (146, pari al 56,6%), di poco inferiori le altre due (Gambero Rosso 55,1%) ed Espresso 51,2%). Rispetto alla precedente indagine EBNT-FIPE del 2010 il numero complessivo di locali menzionati è rimasto pressoché stabile (256 quelli rilevati in precedenza). Sono 76 (pari al 29,5% di quelli considerati) i ristoranti che hanno ricevuto un riconoscimento da almeno una delle guide. Invece 33 (il 12,8%) hanno ricevuto un riconoscimento da tutte e tre le testate.

I ristoranti di qualità sono presenti in tutte le province campane — confermando la maggiore rilevanza di concept e prodotto offerto rispetto alla location –, ma si notano quattro aree dove questi si concentrano: le isole (Ischia, seguita da Capri e quindi Procida, oltre il 15,5%), seguite a pari merito dalla città di Napoli e dalla Costiera Amalfitana con il 14,3% e quindi dalla Costiera Sorrentina (12,4%) Nonostante la maggioranza sia costituita da ristoranti è interessante notare altre tipologie di locali, in particolare trattorie e pizzerie. Il forte legame con tradizione e territorio si nota anche nei menu: il 21,7% dei locali presentati offre infatti una cucina di tipo classico ed un altro 20,5% piatti della cucina campana. A cui vanno poi aggiunti un altro 20,5% di locali che presentano un menu in prevalenza a base di pesce ed un altro 14,7% che presenta una carta con piatti di cucina italiana.

LA RISTORAZIONE IN ITALIA: PROSPETTIVE DI CRESCITA
In generale – sempre secondo i dati presentati oggi – gli italiani mangiano sempre più fuori casa, oltre un terzo della spesa alimentare delle famiglie, circa il 35% pari a 75 miliardi di euro. Un dato che, a differenza dei consumi domestici, è rimasto stabile durante la crisi e ha ricominciato a crescere negli ultimi tre anni. E che si riflette nella densità unica al mondo delle imprese di ristorazione in Italia: sono oltre 325 mila, per oltre la metà (53,1%) ristoranti ma anche attività di ristorazione mobile, a conferma della crescita del fenomeno street food. A sua volta, il 64,3% di questi ultimi sono attività con somministrazione, pari a circa 111 mila imprese. La regione che concentra più ristoranti è la Lombardia (13.9%) seguita da Lazio (11.3%) e Campania (9,3%), podio che si ripete anche nello street food. Anche nel fuori casa, come nell’imprenditoria italiana in generale, dominano le PMI: il numero medio di dipendenti è 5,6 per un totale di 376 mila dipendenti (Fonte: FIPE, 2016).
Nel contesto europeo l’ospitalità italiana riveste un ruolo di primo piano. Con circa 51 miliardi di euro nel 2014, di cui il 40% riconducibile ai soli ristoranti, le imprese italiane rappresentano da sole quasi un settimo di tutto il fatturato del settore nella UE-28 (375 miliardi) e più di un decimo di tutto il valore aggiunto (18 miliardi di euro su 152), il 37,4% dovuto ai ristoranti. In Italia il settore è complessivamente cresciuto nel quinquennio 2008-2014 e le stime per il 2015 sono di un ulteriore aumento del 2,8% (Fonte: elaborazioni su dati Eurostat, 2016).

APCI
L’Associazione Professionale Cuochi Italiani è l’Ente Nazionale di categoria dei Cuochi italiani, legalmente costituita e con sede a Milano, che annovera migliaia di Cuochi professionisti e ristoratori, tutti rigorosamente in attività e con mansioni direttive. Opera su tutto il territorio nazionale con 20 Delegazioni Regionali, ed è rappresentata da Chef nei principali capoluoghi di provincia italiani. Vanta una significativa presenza di Chef delegati anche nelle principali capitali europee e mondiali. Collabora con prestigiosi marchi italiani, ma soprattutto conta sulla significativa presenza di Partner Istituzionali.
Migliaia di autorevoli chef, affiancati da validi colleghi ristoratori, con il supporto logistico e operativo di un team selezionato di professionisti, una presenza dinamica e frizzante a garanzia del successo dei più importanti format ed eventi enogastronomici. Sono questi gli ingredienti della famiglia delle berrette bianche dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani.
L’Associazione svolge prevalentemente attività di valorizzazione del patrimonio enogastronomico italiano, ma soprattutto dei Cuochi italiani, per assicurare una difesa unitaria degli interessi morali, sociali e professionali, con lo scopo di elevare l’immagine ed il prestigio della categoria quale testimonial del nostro Bel Paese e ambasciatrice delle nostre produzioni, in Italia e nel mondo. L’Associazione vanta un nutrito calendario di eventi: Concorsi a tema, Rassegne Nazionali e Regionali di cucina e pasticceria, Cooking e Master show nelle principali fiere e contest, Corsi di aggiornamento professionale, Eventi di promozione dei prodotti e territori italiani all’estero, B2B con i principali player della ristorazione, Ricerca e Sviluppo prodotto. Tra le manifestazioni più importanti Il Giro d’Italia, Les Toques Blanches d’Honneur e Le Stelle della Ristorazione.
Ruolo dell’associazione è anche quello di offrire un valido supporto agli chef nella conoscenza e interpretazione delle nuove tecnologie del mondo Ho.Re.Ca, con grande attenzione a quanto offre il mercato in termini di attrezzature e servizi correlati. Percorso reso possibile grazie alla presenza nei principali contesti professionali che affrontano il tema a 360°, quale HostMilano, la sede preferita dai ristoratori per incontrare i top player e le loro anteprime.
A rappresentare l’APCI in Italia e nel mondo è APCI Chef Italia, la Squadra Nazionale composta da alcuni tra i cuochi associati che si fanno portabandiera delle molte e versatili attività svolte dal gruppo di berrette bianche che rappresentano. Proprio in occasione dell’evento di Napoli, il 25 settembre, avverrà la selezione degli chef senior che vogliono entrare a far parte del team APCI Chef Italia.
L’Associazione è inoltre fortemente impegnata in molti progetti dedicati al tema della formazione professionale delle giovani leve, attraverso accordi con i principali organi istituzionali e il sistema scolastico italiano.

HOST MILANO
HostMilano è la manifestazione internazionale dell’ospitalità professionale, al via da venerdì 20 a martedì 24 ottobre con la 40esima edizione. Una manifestazione che nel corso degli anni è diventata leader mondiale per le filiere Ho.Re.Ca., foodservice, retail, GDO e hôtellerie.
A Fieramilano saranno esposte le ultime soluzioni in fatto di macchinari, materie prime, semilavorati, servizi, ma anche nuove tendenze.
La manifestazione si svolge su cinque giorni ed è organizzata in tre macro-aree: Ristorazione professionale con Pane, Pizza e Pasta; Caffè Tea con Bar, macchine da caffè e vending e Gelato Pasticceria; Arredo, Tecnologia e Tavola. Per la prima volta quest’anno, per permettere ai visitatori di toccare con mano le mille sfaccettature della parola ibridazione, gelato pasticceria e caffè – ai padiglioni 10 e 14 – saranno unite idealmente e fisicamente da The Experience Gallery. Ponte di collegamento ma anche luogo a sé, pensato per offrire a chi l’attraverserà un percorso all’insegna dei cinque sensi capace di mettere in contatto i mondi del Gelato Pastry e del Caffè.
A un mese dal taglio del nastro, i numeri di HostMilano – International Hospitality Exhibition parlano già di un successo rispetto alla passata edizione: in totale, infatti, sono 2.081 le aziende che hanno confermato la propria presenza, di cui 1.255 italiane (60,3%) e 826 estere (39,7%, in crescita dell’11% rispetto alla scorsa edizione) in rappresentanza di 51 Paesi. Cifre che indicano una crescita generalizzata della manifestazione rispetto all’edizione 2015, chiusasi con 2.010 aziende.
Provenienti da tutto il mondo saranno anche gli hosted buyer. Selezionati grazie al crescente investimento sulla profilazione e alla collaborazione sempre più stretta con ITA – Italian Trade Agency: si tratta di più di 1.500 buyer in arrivo da Europa (10%), Mediterraneo (6%), Medio Oriente (15%), Nord America (23%), Centro e Sud America (8%), Russia (18%), Sudafrica (1%), Asia e Oceania (19%).
Sono inoltre più di 500 gli eventi previsti tra workshop, occasioni di formazione, tavole rotonde e show-cooking per la 40esima edizione di HostMilano – International Hospitality Exhibition. Un’opportunità da non perdere considerato che tutti gli eventi, supervisionati da HostMilano, potranno essere seguiti liberamente dai visitatori professionali, indipendentemente dal settore di appartenenza, e avranno come oggetto i temi “caldi” del momento.

Ufficio Stampa Fiera Milano
Rosy Mazzanti – Simone Zavettieri
Tel. +39 02.4997.7457 e-mail press.host@fieramilano.it
Flaviana Facchini Relazioni Pubbliche
Mob. +39 3396401271 e-mail flavianafacchini@gmail.com 

Ufficio Stampa APCI –Associazione Professionale Cuochi Italiani Nazionale
Francesca Bodini
Mob. +39 3357384230 – e-mail press@cucinaprofessionale.com
Laura Gambacorta
Mob.+39 349 2886327 – e-mail laugam@libero.it

stefano-nincevich_presentatoreIl 12 giugno verrà decretato, a Napoli, il vincitore della 3° Edizione del Premio Strega Mixology

Quale cocktail nella rosa dei migliori otto, selezionati tra le oltre 500 proposte di altrettanti professionisti del buon bere, riuscirà ad aggiudicarsi la vittoria nel corso della 3° edizione del Premio Strega Mixology?

Per saperlo, bisognerà attendere lunedì 12 giugno, quando Daniele Cancellara, del Rasputin di Firenze; Sossi Del Prete, del Festina di Aversa (Caserta); Federico Ercolino, del Seymour’s Parlour di Londra; Marco Macelloni, del Franklin 33 di Lucca; Silvia Piccinato, del Dogma Lounge Bar di Campo Darsego (Pavia); Matteo Rebuffo, del The Mad Dog di Torino; Erica Rossi, del Box Caffè di Padova e Matteo Schianchi, dell’Ivy di Reggio Emilia si sfideranno, durante la finalissima del contest, a Palazzo Caracciolo a Napoli.

La gara coinvolge barmen e barladies italiani, in forza nei locali di tutto il mondo, che hanno raccolto la sfida lanciata dalla casa di Benevento: creare un cocktail originale in grado di interpretare al meglio l’inconfondibile gusto del Liquore Strega e capace di imporsi come un “nuovo classico italiano”.

Nel magnifico cortile di Palazzo Caracciolo saranno collocate otto postazioni bar, che vedranno i concorrenti preparare i loro cocktail, per proporli prima alla giuria tecnica, composta da: Salvatore Calabrese Mixologist di fama mondiale conosciuto come “The Maestro”, Leonardo Leuci Bartender e Owner Jerry Thomas Speakeasy – Roma, Fulvio Piccinino, profondo conoscitore della storia del bere miscelato, lo chef pluristellato Gennaro Esposito e il maestro pasticcere Salvatore De Riso dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, e poi a quella formata da giornalisti del settore food e beverage. A questi voti si sommeranno le preferenze dei 200 invitati, scelti tra coloro che si sono candidati a prendere parte alle degustazioni e la cui partecipazione è prevista dalle 20.00 alle 22.00.

La serata sarà condotta da Stefano Nincevich, responsabile iniziative Speciali Bargiornale, giornalista e scrittore, autore del libro “Cocktail Safari”

Il vincitore del 3° Premio Strega Mixology si aggiudicherà un viaggio a Berlino dal 10 al 12 ottobre, in occasione del Bar Convent Berlin, al quale parteciperà in qualità di barman nello stand di Strega Alberti.

Oli d’Italia 12 giugno 2017 a Città del gusto Napoli

Pubblicato da aisnapoli il 8 - giugno - 2017Versione PDF

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Lunedì 12 giugno 2017 dalle ore 19
Città del gusto Napoli
presso la sua sede di Nola al Palazzo dei servizi
ospiterà
Olio in Città del gusto.

Mancano pochi giorni al nuovo appuntamento all’insegna del buon gusto e dell’alta gastronomia.
Un evento unico per valorizzare il meglio della produzione olivicola del paese che da sempre ha un ruolo fondamentale nella cucina e nella tradizione gastronomica italiana.
In scena i migliori oli extra vergine d’oliva del Paese che saranno protagonisti di una grande degustazione lunedì 12 giugno 2017 dalle ore 19.

Gli ospiti potranno trascorrere una piacevole serata con i migliori oli extravergine segnalati nella guida Oli d’Italia 2017.

Le aziende aderenti sono:
Gaiatto Decimi Marfuga Cosmo di Russo Trappeto di Caprafico Benedetta Cipriano Nicolangelo Marsicani (Frantoio dell’anno) Piero Matarazzo Marco Rizzo Tenuta Romano Maria Manuela Russo San Salvatore Sole di Cajani Torre a Oriente Rosalba Trama Frantoiani del Vulture Centonze Accademia Olearia (Miglior performance territoriale)

EVENTO SU PRENOTAZIONE POSTI LIMITATI
intero euro 20,00,
ridotto euro 18,00

per info e prenotazioni:
Città del gusto Napoli
tel. 081 3119800/01 | 3381691727
email: eventi.na@cittadelgusto.it

dscn8147Di Mauro Illiano

Se chiudi gli occhi gli altri sensi iniziano a descrivere ciò che vive oltre il visibile. Così, se da un lato l’orizzonte scompare, insieme alle vele, alle onde ed alle rocce che da Baia scollinano sino a sfidare il mare, dall’altro, l’universo delle percezioni si arricchisce di inebrianti sfumature olfattive. Così, le note salmastre incastonane nell’aria marina si stringono ai profumi di una cucina adoperata per dare inizio ad una sinfonia perfetta di sapori, e dolci e salate sensazioni si mescolano con l’odore di maiale selvatico, mentre una memoria di mare si fa spazio nell’aria, e gocce di profumo francese scappano su da calici di vera gioia.

Se riapri gli occhi per un solo istante, ti accorgi di essere tra i giardini pensili di Villa Sabella, meravigliosa dimora d’eventi in terra flegrea, privilegiato occhio sul pittoresco porticciolo di Baia, in Bacoli.

E’ sera, e la finezza organizzativa di Laura Gambacorta, giornalista enogastronomica di conclamata fama, unitamente al piglio di Fabio Oppo, autentico scopritore di tesori enogastronomici, ha generato un evento senza eguali, un incontro di culture, prima che di arte gastronomica. Così, il resident Chef di Villa Sabella, Antonio Grasso, per una sera, si esibisce insieme al maestro cortador Juan Josè Herrera. Maestro del mare e Maestro della terra insieme per un connubio dal sapore unico, com’è unico il sapore dei salumi che il Maestro cortador lavora, vale a dire i salumi della premiata azienda Emiliano Garcìa, stagionati 62 mesi.

dscn8156Questo “Viaggio nel mediterraneo”, come gli organizzatori lo hanno definito, inizia con il più invidiabile dei matrimoni, ovvero la Caprese con crudo e cotto di gamberi rossi e jamòn, ovvero una partita a scacchi tra salato e dolce; si continua con il risotto con tartufi provolone del monaco e granella di jamòn, originale quanto sapiente assemblaggio di ingredienti finissimi in forma di risotto; è poi il turno dei tournedos di branzino e jamòn, a simulare un irresistibile ballo a due dove gli interpreti della terra e del mare si inseguono nelle rispettive note gustative.

Il vino d’oltralpe fa capolino a tavola, grazie alla selezione di Araldica distribuzione, con le etichette di Spumante Brut Cuvée Nicolas Francois – Gratien & Meyer, servito sui finger, ed a seguire, in serie ordinata: L’Océade Blanc Atlantique IGP 2015, Pouilly Fumé 2014 Domaine Chauveau e Chablis 2014 La Colombe, dei veri capolavori, prodigi nel rapporto qualità prezzo.

A luci soffuse finisce una serata da ricordare col più dolce dei saluti, piccole leccornie lasciate ai palati dei fortunati presenti dai pasticcieri della dimora Villa Sabella.

Durante la serata ho avuto modo di rivolgere qualche domanda a Felix Sanchez Garcia, titolare dell’omonima azienda. Ecco il resoconto

Secondo lei i prodotti della sua azienda, ed in generale il Jamon iberico si presta all’alta cucina?

Certamente! Sono moltissimi i ristoranti stellati, in Spagna come nel resto del mondo, che oramai da anni adoperano i nostri prodotti. Io credo che quando un prodotto ha una certa qualità, esso può arrivare ovunque

Come si prestano i prodotti come Jamon, chorizo e gli altri alle preparazioni gastronomiche?

Direi bene. Se si pensa che molti dei prodotti che noi produciamo possono essere consumati sia crudi che cotti, ed inoltre risultano di facile abbinamento. Forse bisognerebbe interpellare uno chef, ma in base alle richieste che riceviamo io credo che cucinare ciò che noi offriamo sia una cosa molto stimolante

Cosa ne pensa dell’abbinamento con il vino dei suoi prodotti?

Bella domanda. Devo dire che se negli anni scorsi c’era la tendenza ad abbinarli soprattutto con il vino rosso, soprattutto in considerazione della produzione vinicola spagnola, da qualche anno stiamo iniziando a vedere un gran numero di degustazioni in cui si inizia ad abbinare vino bianco o vino spumante ai nostri salumi. Credo sia assolutamente interessante, e spero che col tempo si possano cercare e trovare sempre maggiori abbinamenti ben riusciti.

20170504_194544Di Roberta Porciello
Japanese food, una fusion nippo-brasiliana, una triade di chef per un locale da vivere e da gustare. Siamo nel cuore del Vomero, a via Merliani 51 da Mirai, il nuovo Sushi Bar dove è possibile gustare la cucina giapponese e soddisfare anche il palato più complicato ed esigente. Un’esperienza da vivere fin dal menù che è stato pensato e ideato per un “racconto” del sushi per intensità, in modo che ogni cliente possa orientare le proprie scelte consapevolmente secondo un percorso di degustazione articolato e ricco: per non sbagliare un colpo occorre quindi seguire i “pesciolini” che vi indicheranno le intensità dei piatti. Partiamo con un aperitivo all’esterno, un piacevole assaggio con rolls fritti con salmone, philadelphia e avocado, un Philadelphia Fried in compagnia di Ciù Ciù, spumante marchigiano. Mentre continuiamo a degustare degli ottimi Uramaki Special Fruit con salmone, avocado, mango con kiwi e fragole, la giornalista enogastronomica Laura Gambacorta coadiuvata dal consulente Filippo Maietta ci illustrano la filosofia e la passione da cui nasce Mirai, grazie alla lungimiranza dei titolari Giancarlo Alfieri e Gianluca Avino. Tre gli chef: Taketomi Minakami di Osaka, il venezuelano Aromides Rodrigues e Damith Bernard Wedikkara dello Sri Lanka, quest’ultimo specializzato nei piatti caldi. Insomma tre culture, tre contaminazioni, tre visioni che si intrecciano per offrire una proposta20170504_195026 culinaria dal respiro globale che spazia dalla tradizione all’innovazione. Poi ci spostiamo all’interno e ci accoglie un locale sviluppato su due piani, il primo, ideale per un pasto più veloce con i classici banconi e la cucina a vista, e poi una sala al piano inferiore che si ispira alle ambientazioni nipponiche moderne, con stampe alle pareti, lampade in carta di riso e due sale Tatami, riservate e disponibili su prenotazione. Quando ci siamo seduti a tavola è stato un tripudio di bontà tra un Sashimi mix di salmone, tonno e spigola, poi Nigiri e degli ottimi Uramaki special con astice e avogado ricoperti con salsa teriyaki. Ambiente accogliente, personale gentilissimo e un rapporto qualità prezzo davvero ottimo, Tra l’altro è possibile ordinare à la carte oppure usufruire della formula all you can eat, una formula diversa da quella usualmente proposta in altre realtà, che punta a mantenere un livello e una attenzione altissime sui prodotti e il servizio: sei portate che vengono presentate e “mangiate” rigorosamente nello spazio temporale di un’ora e un quarto. Terminiamo con uno scenografico Gunkan di salmone al flambè, dove la cottura del salmone esterno al rolls è perfetta rendendo il boccone scioglievole e fresco anche grazie alla fragola leggermente caramellata dal flambè alla sambuca. Non poteva mancare un giro di sake e uno strepitoso tiramisù con matcha.
Metti una serata tra amici, due chiacchiere, un buon vino e non il solito sushi, Mirai!

sl_scontoDal 12 al 14 maggio, nell’ambito della X edizione di Wine&Thecity, il Complesso monumentale del Convento di San Domenico Maggiore, nel cuore del centro storico di Napoli, ospita per la prima volta la Banca del vino di Slow Food e i vini selezionati dalla guida Slow Wine di Slow Food Editore: tre giorni di degustazioni e grandi etichette, nati dall’incontro tra Wine&Thecity e Slow Food Italia, pensati per tutti gli appassionati del buon vino che desiderano approfondire curiosità e competenze enologiche. Dal venerdì alla domenica, al primo piano del Convento, l’Enoteca della Banca del Vino di Pollenzo offrirà un percorso di cento etichette di vini prestigiosi provenienti da Piemonte, Veneto, Toscana, Trentino Alto Adige, Sicilia ed altre regioni italiane: sui banchi le bollicine Docg dell’Alta Langa, del Franciacorta e di Valdobbiadene, e quelle del Trento Doc; ed ancora i grandi rossi e bianchi italiani in abbinamento alle selezione di formaggi freschi e stagionati di Sogni di Latte e ai pani e grissini artigianali dell’antico panificio Malafronte di Gragnano. Uno spazio è riservato ai vini da meditazione e da dessert proposti in abbinamento alla pasticceria secca di Mennella di Torre del Greco. Acqua ufficiale dell’evento è Ferrarelle. In contemporanea all’Enoteca, si terranno nella Sala del Capitolo otto laboratori di degustazione (a numero chiuso e su prenotazione obbligatoria) guidati dagli esperti della guida Slow Wine durante i quali i partecipanti avranno occasione di conoscere ed approfondire vitigni e territori, annate memorabili, produttori italiani e internazionali: dallo Champagne al Riesling, dai segreti dell’Amarone ai vini dei vulcani, con un focus sul Collio Sloveno ed un altro ancora sul Barolo. Questa la WINE LIST dei 101 vini presenti:

BOLLICINE
Basilicata Brut Il Passaggio | Cantine Del Notaio Lombardia Franciacorta Extra Brut | Camossi Franciacorta Extra Dosaggio Zero ‘10 | Castello Bonomi Metodo Classico Brut Rosè | Monsupello Piemonte Alta Langa Bolla Ciao | Fontanafredda Alta Langa Metodo Classico Brut ‘10 | Enrico Serafino Colli Tortonesi Spumante Brut Chiaro Sul Masso | Cascina I Carpini Francesco Galliano Blanc de Blanc ‘12 | Borgo Maragliano M. Cl. Brut Rosé | Deltetto Metodo Classico Brut ‘13 | Armando Parusso Metodo Classico Brut Blanc de Blancs Villa Sparina | Villa Sparina Metodo Classico Extra Brut Millesimato ‘11 | Contratto Rive Gauche | Malvirà Trentino Alto Adige Alto Adige Metodo Classico Brut Haderburg | Haderburg Trento Brut Altemasi Graal Riserva ‘06 | Cavit Veneto Colli Euganei Fior d’Arancio Spumante ‘12 | La Montecchia Conte Emo Capodilista Conegliano Valdobbiadene ColFondo per tradizione Sottoriva | Malibràn Conegliano Valdobbiadene Superiore Brut Fagher | Le Colture Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut 5grammi ‘15 | Malibràn Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Dirupo | Andreola
BIANCHI
Abruzzo Trebbiano d’Abruzzo Castello di Semivicoli ‘11 | Masciarelli Emilia Romagna Romagna Albana Secco Vitalba ‘16 | Tre Monti Tregenda ‘13 | Villa Papiano Friuli Venezia Giulia Friuli Colli Orientali Tullio Zamò ‘12 | Le Vigne di Zamò Vespa Bianco ‘11 | Bastianich Liguria Riviera Ligure di Ponente Pigato Domè ‘14 | VisAmoris Riviera Ligure di Ponente Vermentino ‘12 | Laura Aschero Lombardia Riesling ‘14 | Monsupello Marche Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Le Vaglie ‘15 | Santa Barbara Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Podium ‘14 | Gioachino Garofoli Piemonte Colli Tortonesi Cortese Bricco Bartolomeo ‘15 | La Colombera Erbaluce di Caluso Misobolo ‘15 | Cieck Gavi del Comune di Gavi Ottosoldi ‘16 | Ottosoldi Langhe Favorita ‘15 | Marco Porello Langhe Nascetta ‘15 | Reverdito Leonhard ‘14 | Mongioia Puglia Tenuta Serranova ‘11 | Vallone Sardegna VRM ‘13 | Quartomoro di Sardegna Sicilia Colomba Platino ‘14 | Duca di Salaparuta Cometa ‘09 | Planeta Pietra Nera ‘13 | Marco De Bartoli Toscana Vermentino ‘15 | Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano Trentino Alto Adige Alto Adige Stoan ‘10 | Tramin Moscato Giallo Selezione Francesco Moser ‘13 | Moser Trentino Chardonnay Del Diaol Ritratti ‘15 | La Vis Umbria Bianco di Torgiano Torre di Giano ‘15 | Lungarotti Valle d’Aosta Valle d’Aosta Petite Arvine ‘14 | La Source Veneto Gambellara Classico Bocara ‘15 | Domenico Cavazza Lugana Prestige ‘15 | Cà Maiol Soave Classico Otto ‘14 | Prà Soave Classico Superiore Slavinus ‘13 | Monte Tondo Soave Vintage Edition ‘12 | Cav. G. B. Bertani Svejo ‘13 | Italo Cescon
ROSSI
Abruzzo Montepulciano d’Abruzzo Caroso ‘10 | Citra Montepulciano d’Abruzzo Malandrino ‘14 | Cataldi Madonna Calabria Magno Megonio ‘12 | Librandi Emilia Romagna Romagna Sangiovese Longiano Riserva ‘11 | Villa Venti Friuli Venezia Giulia Friuli Grave Merlot ‘09 | Vistorta Lazio Cesanese | L’Olivella Lombardia Sforzato di Valtellina Albareda ‘11 | Mamete Prevostini Valtellina Superiore Valgella Cà Moréi ‘10 | Fay Marche Rosso Piceno Superiore Roggio del Filare ‘10 | Velenosi Solo ‘10 | Fattoria Dezi Piemonte Barbaresco ‘13 | Ronchi Barbaresco Ausario ‘12 | Fratelli Molino Barbaresco Ronchi ‘11 | Albino Rocca Barbaresco Valgrande ‘14 | Cà del Baio Barbera d’Asti Superiore Nizza Il Titon ‘13 | L’Armangia Barbera d’Asti Superiore Nizza Le Nicchie ‘08 | La Gironda Barolo Brunate ‘09 | Oddero – Poderi e Cantine Barolo Cascina Dardi Bussia ‘11 | Alessando e Gian Natale Fantino Barolo Cerrati ‘12 | Tenuta Cucco Barolo Gallinotto ‘12 | Mauro Molino Barolo Rocche dell’Annunziata ‘13 | Rocche Costamagna Dogliani San Luigi ‘15 | Quinto Chionetti Ghemme Anno Primo ‘09 | Antichi Vigneti di Cantalupo Piemonte Pinot Nero Bricco del Falco ‘12 | Isolabella Della Croce Roero Printi Riserva ‘13 | Monchiero Carbone Roero Roche dra Bòssora Riserva ‘11| Michele Taliano Ruchè di Castagnole Monferrato ‘16 | Tenuta Montemagno Puglia Nardò Rosso Danze della Contessa ‘14 | Alessandro Bonsegna Sicilia Contea di Sclafani Rosso del Conte ‘12 | Tasca d’Almerita Etna Rosso ‘12 | Tenuta Monte Gorna Marsala Superiore Donna Franca Riserva | Duca di Salaparuta Toscana Brunello di Montalcino ‘12 | Col d’Orcia Chianti Classico Riserva ‘11 | Badia a Coltibuono Fontalloro ‘08 | Fattoria di Felsina Montecucco Rosso ‘09 | Collemassari Morellino di Scansano Roggiano ‘15 | Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano Rosso di Montalcino ‘13 | Silvio Nardi Vino Nobile di Montepulciano ‘09 | Dei Trentino Alto Adige A.A Lagrein Riserva ‘13 | Castel Sallegg – Conte Kuenburg San Leonardo ‘08 | Tenuta San Leonardo Teroldego Simboli ‘14 | La Vis Veneto Amarone della Valpolicella Campo dei Gigli ‘07 | Tenuta Sant’ Antonio Amarone della Valpolicella Case Vecie ‘11| Brigaldara Colli Euganei Rosso Calaòne ‘08 | Ca’ Orologio Fratta ‘12 | Maculan
DOLCI
Piemonte Brachetto d’Acqui Pineto ‘14 | Marenco Moscato d’Asti La Caudrina ‘15 | La Caudrina Moscato d’Asti Volo di Farfalle ‘14 | Scagliola
I LABORATORI

Venerdì 12 maggio ore 15.00 – Bianchi di Confine (FVG – Slovenia)

Il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia: due facce della stessa medaglia, con un confine disegnato dall’uomo, ma non dalla natura. Da una parte i vitigni coltivati sono gli stessi, le tecniche simili, le denominazioni anche. E quindi eccola qui l’occasione unica di assaggiare alcuni tra i bianchi più stupefacenti e unici, che vi conquisteranno con la loro dinamica e particolarità. Da Simčič a Zidarich, da Skerlj a Keber, da Movia a Podversic per un viaggio unico e irripetibile!

Costo euro 35 (30 euro per soci ais previa esibizione tessera associativa 2017 e documento d’identità)

ore 17.00 – I vini dei vulcani

Mineralità è un termine abusato e inflazionato, ogni scribacchino del vino l’ha digitato almeno una volta e ogni appassionato se l’è letto almeno su tutti i siti, riviste e guide di settore. Esistono però delle zone che possono godere di un’oggettiva presenza massiccia di minerali differenti nel suolo. Parliamo dei territori vulcanici, di cui la Campania ad esempio è ricchissima. Ma in questo Laboratorio vorremmo parlarvi di altri terroir, un po’ più lontani: partiamo dal Nord e dal Soave e da due grandissimi produttori: Pieropan e Prà, passiamo poi alle Lipari con due etichette della magnifica azienda Tenuta di Castellaro e infine l’Etna con i rossi di fattoria Romeo del Castello e Graci.

Costo euro 25 (20 euro per i soci ais previa esibizione tessera associativa 2017 e documento d’identità)

ore 19.00 – Ba & Ba: Barolo e Barbaresco la sfida tra due colossi

Le due denominazioni più importanti del Piemonte e due tra i vini più ricercati nel mondo si prestano alla sfida del tempo. Un laboratorio unico dove potrete assaggiare un’annata che Slow Wine ha segnalato come una delle migliori degli ultimi decenni, la 2008. Millesimo tra i più classici di sempre, con una vendemmia molto ritardata che ha conferito una profondità unica a questi due pilastri della nostra enologia. I protagonisti: Barolo Monvigliero 2008 di Fratelli Alessandria, Barolo Bussia 2008 di Armando Parusso, Barolo Sorì Ginestra Conterno Fantino, Barbaresco Rombone 2008 Fiorenzo Nada, Barbaresco Camp Gros 2008 Marchesi di Grésy, Barbaresco Cottà 2008 Sottimano.

Costo euro 45 (40 euro per i soci ais previa esibizione tessera associativa 2017 e documento d’identità)

Sabato 13 maggio ore 12.00 – Riesling, il bianco cult

Il nobilissimo vitigno tedesco fa impazzire i cultori dei vini bianchi. Ma non è solo la Mosella o la Valle del Reno a farci sognare, ormai anche l’Italia può vantare una nutrita e agguerrita schiera di vignaioli che si misurano con questa varietà cult. Abbiamo pensato di far scontrare (incontrare) due regioni che stanno realizzando prodotti di valore assoluto: Piemonte vs Alto Adige. Da una parte Vajra, Ettore Gemano e Ca’ Viola, dall’altra Falkenstein, Strasserhof e Peter Pliger. Ne assaggeremo delle belle!

Costo euro 25 (20 euro per i soci ais previa esibizione tessera associativa 2017 e documento d’identità)

ore 15.00 – Facciamolo naturale

Un altro modo di intendere il vino, senza paracadute dato dal controllo della temperatura, di lieviti selezionati, di massiccio uso della solforosa. Non è facile, ma è possibile. Ecco qui alcuni paladini del vino naturale, triple A di Velier, alla prova: i bianchi delle Cinque Terre dell’azienda Possa, i toscani di Calafata, il magnifico Carmignano di Bacchereto, l’altoatesino Pranzegg, il Taurasi di Tecce e il Frappato di Arianna Occhipinti.

Costo euro 35 (30 euro per i soci ais previa esibizione tessera associativa 2017 e documento d’identità)

ore 17.00 – Sangiovese vs. Nebbiolo: la sfida infinita!

Toscana contro Piemonte, quante volte l’abbiamo sentita questa solfa. Qual è la regione più grande d’Italia, quale il vitigno che invecchia meglio. Noi organizziamo una sfida tra pesi massimi, e voi sarete i giudici di questa gara dal fascino unico. Su un fronte ci sarà il Ghemme Collis Breclemae 2004 di Antichi Vigneti di Cantalupo, il Gattinara Riserva 2010 di Giancarlo Travaglini e il Barolo Pajana 2005 di Domenico Clerico, sull’altro lato della barricata invece il Chianti Classico Rancia Ris. 2006 di Félsina, il Nobile di Montepulciano Ris. 2004 di Boscarelli e il Brunello di Montalcino Poggio al vento Ris. 2004 di Col d’Orcia. Sfida tra titani!

Costo euro 35 (30 euro per i soci ais previa esibizione tessera associativa 2017 e documento d’identità)

ore 19.00 – L’Amarone, il grande vecchio

Dimenticatelo in cantina, tiratelo fuori dopo anni e sarà un’autentica Epifania. È probabilmente il rosso italiano che sa invecchiare meglio, una sicurezza. Peccato che la cosa non sia ancora patrimonio comune. Per questo vi proponiamo una degustazione unica che vi farà comprendere quanto grandi sono le potenzialità dell’Amarone. Ecco cosa vi offriremo: l’Amarone della Valpolicella 2006 di Trabucchi, l’Amarone Monte Ca’ Bianca 2003 di Lorenzo Begali, l’Amarone della Valpolicella Classico Capitel Monte Olmi 2004 dei Fratelli Tedeschi, l’Amarone della Valpolicella 2010 di Corte San’Alda, l’Amarone della Valpolicella Classico 2004 di Allegrini e infine l’Amarone della Valpolicella Classico 2003 di Bertani. Un dream team! Costo euro 45 (40 euro per soci ais previa esibizione tessera associativa 2017 e documento d’identità)

Domenica 14 maggio

ore 12.00 – Champagne di piccoli vignaioli e rosé

Non solo i grandi marchi, ormai lo Champagne è realizzato anche da piccoli vigneron che hanno dimostrato quante sfumature possa assumere il re delle bollicine francese, grazie a grandi aziende selezionatrici come Cuzziol, Heres e Les Caves de Pyrene avremo la possibilità di assaggiare alcune chicche davvero uniche. Ed ancora una selezione di Champagne Rosé di millesimi cult vinificati da alcuni del marchi più celebri del panorama francese. Un’occasione da prendere al volo!

Costo euro 45 (40 euro per i soci ais previa esibizione tessera associativa 2017 e documento d’identità)

Orari e informazioni:

Venerdì 12 maggio dalle 15 alle 21 Sabato 13 maggio dalle 11 alle 21 Domenica 14 maggio dalle 11 alle 16

Enoteca Banca del Vino: Ingresso euro 15 comprensivo di calice VDGlass e l’originale porta bicchieri VinStrip.

Laboratori: dai 25 ai 45 euro. Riduzione per soci Slow Food e possessori della W&tC Card e sommelier AIS

Posti limitati, ticket on line su www.wineandthecity.it

Info e prenotazioni: Tel. 081 681505

http://www.wineandthecity.it/eventi/la-banca-del-vino-slow-food/

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Il Moscato di Scanzo conquista il Veritas

Pubblicato da aisnapoli il 5 - marzo - 2017Versione PDF

16865131_1558681674143806_9126546311260748177_nDi Stefano Berzi

Un bergamasco a Napoli, potrebbe essere il titolo di un cortometraggio, ma in questo caso si tratta di una serata a tema, anche se si può dire che comunque lo spettacolo c’è stato.

Parliamo dell’evento “A Tavola con…” organizzato lo scorso 21 febbraio al ristorante stellato Veritas, che ha visto protagonista Manuele Biava con i suoi vini, il tutto coadiuvato dalla degustatrice ufficiale Ais Napoli Fosca Tortorelli.

Fulcro della serata è stato il Moscato di Scanzo, un passito rosso che è la più piccola DOCG italiana e che può essere considerato a tutti gli effetti una delle peculiarità del panorama viticolo nazionale, di cui l’azienda Biava rappresenta da anni l’eccellenza. La serata è stata all’insegna della convivialità, merito anche del tavolo imperiale e della degustatrice che ha saputo coinvolgere il pubblico con simpatia e abilità.

16864771_1558681724143801_8740019594741916406_nDopo una presentazione dell’azienda, si sono aperte le danze con lo stuzzico di benvenuto composto da  uno spicchio di carciofo con baccalà mantecato; a seguire il Sautè di frutti di mare con “pizza e menesta” crostacei e funghi pioppini, entrambe le portare sono state abbinate al Ghibellino 2009, il rosso base dell’azienda, prodotto con il 60% di uve Merlot e il 40% Cabernet franc.

Il vino, che possiamo definire delicato e sottile, ha dimostrato di avere una bella beva, l’acidità si è ben bilanciata con la tendenza dolce del pesce, i sentori di sottobosco hanno richiamato i funghi pioppini e la persistenza similare ne hanno decretato un abbinamento più che riuscito.

In seguito sono state servite le Linguine con seppia, indivia belga, pomodorini del piennolo e pinoli, a cui è stato abbinato il Guelfo 2011, il rosso di punta, frutto di un blend tra Cabernet Franc in prevalenza e Merlot.

In questo caso, ci siamo trovati di fronte ad un prodotto con complessità e struttura, ma sempre dotato di una bella freschezza che gli ha donato una buona e scorrevole beva; in questo caso il piatto proposto ha saputo esaltare il vino, fondendosi in un’armonia di sapori.

É poi arrivato il turno dell’atteso Moscato di Scanzo annata 2012, di cui sono state prodotte solo 1.200 bottiglie nelle ultime tre vendemmie, abbinato coraggiosamente a una Scaloppa di foie gras con misticanza e frutta secca.

16864122_1558681734143800_1894291680374511752_n-2Manuele aveva accennato come il Moscato di Scanzo fosse un prodotto di difficile abbinamento, tendenzialmente accostato a cioccolato fondente e pasticceria secca, è stata quindi una piacevolissima sorpresa costatare come l’abbinamento fosse tanto azzardato quanto riuscito, suscitando consensi da parte di tutti gli ospiti.

Peculiarità del Moscato di Biava è il richiamo olfattivo a sentori di incenso e legni aromatici, quasi un rimando “ecclesiastico”, che ritorna anche al palato, con una setosità che potremmo definire austera.

La portata, raffinata ma allo stesso tempo di carattere, ben si è accostata al nostro Scanzo, con la frutta secca che ha fatto da trait d’union con il vino e l’alternarsi di sapori e sensazioni hanno reso unica l’esperienza. Questa è stata forse la portata maggiormente apprezzata della serata.

Gli ospiti hanno avuto modo di degustare anche un altro prodotto di eccellenza bergamasco, lo Strachitunt, “stracchino tondo” traslitterato dal dialetto, formaggio tipico della Valtaleggio, del casaro Guglielmo Locatelli, che potremmo definire il padre di esso, e la sua recente scomparsa, hanno reso l’assaggio un momento emozionante e irripetibile.

Un formaggio quindi caratterizzato dalla grande componente aromatica, con richiami di sottobosco, e un palato intenso e leggermente tartufato. Prodotto con solo latte vaccino crudo intero con l’antica tecnica delle due paste, che consiste nell’unione della cagliata della sera con la cagliata della mattina, con una stagionatura di dieci mesi.

In abbinamento sempre il Moscato di Scanzo, questa volta dell’annata 2000; in questo caso i sentori di 16865012_1558681720810468_5204742997505912208_nsacrestia si sono resi ancora più evidenti, con un sorso più etereo e gentile e una lunga persistenza al palato. Come conclusione della serata si è infine degustato il Giallo, un passito a base di moscato bianco e giallo, nato dall’esigenza di dare alla curia di Bergamo un vino con cui potessero officiare alla Santa Messa, ma che non andasse a macchiare gli ornamenti come invece faceva il Moscato di Scanzo. Dotato di maggior dolcezza e morbidezza, con un registro più classico alla parte olfattiva, che spaziava dalla frutta secca a quella sciroppata, con richiami di albicocca disidratata e uvetta sultanina. A questo passito è stata abbinata la Pera ripiena di ricotta al pepe rosa, molto piacevole per la presenza del pepe rosa richiamava la parte speziata del passito, ma con un eccesso di dolcezza.

Tutta la degustazione è stata raccontata attraverso interventi del produttore e di Fosca Tortorelli, che l’hanno resa goliardica ma allo stesso tempo istruttiva, facendo divertire i commensali con gli abbinamenti presentati. I partecipanti non hanno esitato a porre domande, sia durante l’evento che alla fine dello stesso, dimostrando curiosità e fasci noda quanto proposto. Una serata dunque delicata, elegante e divertente allo stesso tempo, come la cucina proposta, con abbinamenti azzardati, ma perfettamente riusciti. Citando Kierkegaard potremmo dire che “non osare è perdere momentaneamente l’equilibrio. Non osare è perdersi”. Ebbene, in questo caso non si è mai perso l’equilibrio, ma non è mai stato cosi bello perdersi nel piacere.

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