Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...corsi sommelier in partenza

Napoli festeggia con i Tre Bicchieri d’Italia.

Pubblicato da aisnapoli il 30 - ottobre - 2014Versione PDF

DSC_9189

Di Roberta Porciello
Grande successo di pubblico ha ottenuto la serata organizzata dal Gambero Rosso e Città del Gusto Napoli, negli spazi della Mostra D’Oltremare, del “ritrovato” Ristorante della Piscina ai top wines d’Italia 2015. L’incontro-degustazione per l’uscita della nuova guida del Gambero Rosso “Guida ai Vini d’Italia”, si trasforma in un raffinato scambio d’idee e gusti sorseggiando il gotha del vino italiano. Circa 100 vini ognuno dei quali puntualmente presentato dal produttore o dai sommelier dell’Associazione Italiana Sommelier Delegazione di Napoli, un giro che porta a ognuno di noi a creare il proprio percorso tra zone, vigneti, caratteristiche, differenze e il gusto personale per arrivare al proprio Top Wine. Il mio “giro” quest’anno mi ha portato in Friuli Venezia Giulia partendo dalla DSC_9150Malvasia Istriana con la versione di Damijan Podversic Malvasia 2010: giallo dorato alla vista e un naso dalla nota minerale fresca e definita con un delicato sentore di frutta a polpa gialla, il sorso caratterizzato da precisi ritorni aromatici sorretti da una buona acidità. Dalla Malvasia Istriana alla Vitovska del Carso, con Zidarich Vitovska 2010, 100% Vitovska: un abbraccio materno che parte dal colore caldo e carico fino alla sensazione avvolgente di bocca, per una beva lunga e gratificante…un sorso tira l’altro fino ad arrivare al fondo…della bottiglia naturalmente. Passando poi a un blend di Vitovska, Malvasia, Sauvignon e Pinot Grigio per l’Ograde di Skerk 2012 perfettamente raccontato dal produttore Sandi Skerk: “Dietro a un vino un‘anima.. ogni uomo ha bisogno di emozioni, soddisfazioni e gioie. Ho riscoperto sempre di più tali valori quando ho cominciato a coltivare e produrre vini secondo natura, che mi hanno avvicinato alle mie origini e al profondo legame con la mia terra, il Carso, posto dove sono nato e cresciuto.”

DSC_9171Una bellissima serata allietata dai finger food degli chef di Città del Gusto, dalla Mozzarella di Bufala Campana DOP del Consorzio di Tutela…andata letteralmente a ruba…, la nuova realtà di Sogni di Latte un vero e proprio scrigno di bontà e per finire in dolcezza i Macarons e le Éclairs d i Giuseppe Manilia della Pasticceria Orchidea senza dimenticare gli apprezzatissimi sorbetti della Gelateria Emilio di Maratea.

Usciamo con il vento che ci scompiglia i capelli e un’insolita leggerezza…mangiar bene e bere ancora meglio…fa bene al corpo e allo spirito.

Tre Bicchieri del Gambero Rosso a Napoli

Pubblicato da aisnapoli il 29 - ottobre - 2014Versione PDF

1235004_867948323240123_1642762782532278522_nDi Gennaro Miele

Tre, i bicchieri del ”Gambero Rosso”…
Due
, i bicchieri che si avvicinano per un incontro sospeso nella notte.
Uno, il senso della festa trascorsa, quello della qualità.
zero, che la festa abbia inizio!
Un conto alla rovescia terminato domenica sera alla Mostra d’Oltremare, uno zero scoppiato come un palloncino in una festa elegante di elementi immateriali, come luci e sfumature e suoni, che creavano l’atmosfera sospesa in cui gli assaggi dei vini, i migliori tra i tanti, hanno incontrato il gusto di una Napoli curiosa e attenta.
E l’esigenza partenopea è stata soddisfatta da vini pieni di sapori, di sensazioni di territorio e tradizioni, vini “macchine del tempo”, come il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore del 2004, vini che hanno attraversato calendari impolverati e spazio, fino a giungere a noi dando il meglio della natura e del lavoro paziente del vignaiolo.
Ogni bottiglia è stata la rivisitazione di uno stile, di una tradizione che non vuole interrompersi ma evolvere, affinarsi nel pensiero degli appassionati come rosso in barrique in un’Italia insolitamente unita e senza confini regionali ma solo sfumature di colori nei calici.
10501953_867908359910786_4113303751849721367_nE se il mondo fosse immensa bottaia, fatta di attesa in penombra e silenzi, e non luogo di conflitti? Un sorso potrebbe insegnarci a riflettere e ad unirci per un solo scopo, come quello del Gambero Rosso, raccogliere i frutti di una vendemmia emotiva che non divide.
La musica della serata contaminava una canzone dei Nirvana in una visione soft-jazz, come a dire che nulla deve restare fermo, come il progetto di portare in giro, come in un elegante eno-circo, lo spettacolo fatto di bottiglie che raccontano in dialetti diversi un’unica storia, il gusto italiano, ed è a questo che dobbiamo alzare i nostri tre bicchieri.
Il buon vino ha vinto un’altra partita (in buona compagnia del Napoli…6-2 sul Verona, NdR)
Foto di Tiziana Mastropasqua

DOMENICA 26 OTTOBRE, PRESSO LA MOSTRA D’OLTREMARE

IL GRANDE EVENTO ORGANIZZATO DALLA CITTA’ DEL GUSTO NAPOLI

 

IL MEGLIO DELLA PRODUZIONE VITIVINICOLA CAMPANA E NAZIONALE

IN DEGUSTAZIONE PER I TRE BICCHIERI A NAPOLI

SONO 20 LE ETICHETTE REGIONALI CHE HANNO OTTENUTO IL PRESTIGIOSO RICONOSCIMENTO

 

10250168_856326504402305_8182084431908262145_nSaranno circa 100 le aziende presenti all’appuntamento napoletano dei “Tre Bicchieri”che andrà in scena domenica 26 ottobre negli ampi spazi della Mostra d’Oltremare. Una fotografia nitida del meglio della produzione enoica nazionale, un vero e proprio evento organizzato dalla Città del Gusto Napoli. Grande attesa e curiosità quindi per i winelover per degustare, tra gli altri, una selezione di vini campani che hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento e che confermano il momento d’oro della produzione regionale.

 

“La Campania è certamente una tra le più interessanti realtà italiane – commenta Marco Sabellico, uno dei curatori della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso e degustatore di fama internazionale – e conferma, anche in questa edizione, una crescita esponenziale. Non solo in termini numerici, passando dai 17 Tre Bicchieri dello scorso anno ai 20 attuali, ma anche e soprattutto per quanto concerne gli standard qualitativi, sempre più elevati. Fa piacere sottolineare il grande momento di alcuni territori come la Costiera, il Sannio, il Taburno, i Campi Flegrei e le Isole e, al tempo stesso, prendere atto di alcune conferme come l’Irpinia e la nouvelle vague di aziende che riservano una particolare attenzione alla produzione biologica”.

 

In particolare il Fiano di Avellino si piazza, con 5 etichette, nel gotha dei Tre Bicchieri, mentre va salutato con soddisfazione l’autentico exploit del Sannio. Ma, a parte alcune eccezioni legate all’annata presa in esame, è tutta la Campania che conferma l’eccellenza dei suoi autoctoni e le grandi capacità delle cantine della regione.

 

E, a proposito di conferme, va anche ricordata quella della Città del Gusto Napoli che  si conferma come polo formativo ed enogastronomico dell’ eccellenza e per il quarto anno consecutivo, organizza la manifestazione dei Tre Bicchieri, certamente una delle iniziative enogastronomiche più importanti nel panorama delle attività di settore nel Centro-Sud.

 

Siamo ormai da diverso tempo un punto di riferimento essenziale nel comparto – conferma Serena Maggiulli, direttore  della Città del Gusto Napoli – e i Tre Bicchieri rappresentano uno dei nostri fiori all’occhiello. Sarà una serata speciale che vedrà schierati, oltre a un parterre di grandissimi vini, anche alcune delle grandi eccellenze agroalimentari del territorio – come la Mozzarella di Bufala Campana DOP ed altre bontà casearie, i prodotti da forno, la pasticceria d’autore e le diverse specialità preparate dagli chef della Città del Gusto – in un percorso di prelibatezze ma anche di eventi collaterali che toccheranno il mondo dello sport, dello spettacolo, dell’arte e della cultura”.

 

Il programma dell’iniziativa è infatti ricco e variegato e i partecipanti, oltre a soddisfare il palato, potranno godere di installazioni artistiche come la mostra fotografica “Divino” di Pino Costa – Multimedia Artist – e Tiziana Mastropasqua – fotografa, attrice ed illustratrice.

 

D’altra parte la Città del Gusto di Napoli – conclude Marco Sabellicoè certamente la più avanzata e propositiva tra quelle che il Gambero Rosso ha dislocato in Italia. Ben diretta e ottimamente gestita, esattamente come meritano una città e una regione che, tra vini straordinari e grandi chef, rappresentano una sorta di paradiso per gli addetti ai lavori e gli appassionati dell’intero settore enogastronomico”.

 

Colonna sonora dell’evento, l’inconfondibile suono del Dj set di Lunare Project, con special guest alla consolle Roberto Barone, direttore artistico di Radio Yacht, appena rientrato dal tour internazionale.

 

Oltre grandi vini , percorsi di gusto , arte e musica d’ autore anche lo sport sceglie Città del GUSTO Napoli per dar vita ad un progetto di salute e benessere attraverso la corretta alimentazione degli sportivi. Difatti partner della degustazione è  l’Associazione Sportiva Acquachiara, costituita da 4 società, con 25 squadre presenti ai campionati nazionali federali e con un totale di circa 600 atleti. Punta di diamante dell’Associazione è la squadra maschile dell’Acquafredda, al suo secondo anno in A1.

Vini d’ Italia – Tre Bicchieri 2015

26 ottobre 2014, dalle ore 19.00 alle ore 23.00

Napoli, ingressi via Terracina e Viale Kennedy Ristorante della Piscina della Mostra d’Oltremare

E’ necessaria la prenotazione. Il biglietto è acquistabile on-linee presso le prevendite abituali del circuito TicketonLine Azzurro Service € 35; ridotto € 30, riservato ad abbonati speciali, ai soci AIS, FISAR e Cral Convenzionati con la Città del Gusto.

Per info e prenotazioni: 081 3119800-01, 3381691727, eventi.na@cittadelgusto.it

Banchi d’assaggio a cura dell’Associazione Italiana Sommelier Delegazione di Napoli

Queste le aziende presenti: Ciccio Zaccagnini, Tenuta I Fauri, Tollo, Torre dei beati, Valle Reale, Kaltern Caldaro, Cantina Nals Magreid, Cantina Tramin, Elena Walch, Kellerei Cantina Terlan, Pacherhof – Andreas Huber, Cantina del notaio, Librandi, Cantine Viola, Antonio Caggiano, Benito Ferrara, Colli di Lapio, Fontanavecchia, I Favati, La guardiense, La Sibilla, Perillo, San Salvatore, Sanpaolo – Magistravini, Terre stregate, Urciuolo, Damijan Podversic, Eugenio Collavini, Franco Toros, Jermann, La Tunella, Le Monde, Lis Neris, Skerk, Venica & Venica, Zidarich, Casale del giglio, Cantine Lunae Bosoni, Barone Pizzini, Bellavista, Conte Vistarino, F.lli Giorgi, Ferghettina, Guido Berlucchi & C., Monsupello, Provenza – Cà Maiol, Tenuta Il  Bosco, Le Caniette, Umani Ronchi, Velenosi, Borgo di Colloredo, Di majo Norante, Stefanino Costa, Torraccia del pianta vigna, Villa Sparina, Carvinea, Gianfranco Fino, Racemi, Argiolas, Vigne Surrau, Cusumano, Feudo Maccari, Feudo Principi di Butera, Firriato, Casanova di Neri, Castello d’Albola, Castello di Vicchiomaggio, Colle Massari, Lecciaia, Petra, Piaggia, Podere Grattamacco, Podere Orma, Podere Sapaio, San Felice, Tenuta Sette Ponti, Tenute del Cerro, Tenuta di Capezzana, Ferrari, Letrari, Tenuta San Leonardo, Barberani, Falesco, Cantina Valpolicella Negrar, Leonildo Pieropan, Marion, Masi, Nino Franco, Tenuta Sant’Antonio, Castello di Fonterutoli.

 

Il Castrum Ovi, incontra le Francae curtes

Pubblicato da aisnapoli il 20 - ottobre - 2014Versione PDF

Castell dell'OvoDi Fosca Tortorelli

Nella splendida sede del Castel dell’Ovo di Napoli, il 13 Ottobre – a distanza di dieci anni – si è svolto il festival dedicato al territorio della Franciacorta, le prime bollicine italiane prodotte esclusivamente con il metodo della rifermentazione in bottiglia (metodo classico), ad avere ottenuto nel 1995 la DOCG.

Oltre alle ventisei cantine presenti ai banchi di assaggio, il consorzio franciacortino – in collaborazione con l’AIS Campania – ha organizzato due interessanti momenti tecnici di approfondimento.

Il primo seminario, dal nome “Franciacorta: il valore del tempo. Le grandi  riserve” è stato condotto da Silvano Brescianini, Vice Presidente del Consorzio Franciacorta, da Maria Sarnataro, Vice Presidente AIS Campania e da Tommaso Luongo.

Festival FranciacortaSilvano Brescianini, ha raccontato in modo efficace e non pesante il territorio, partendo dalle origini etimologiche del nome Franciacorta, che deriva dal latino “Francae curtes”, ossia le corti affrancate, (cioè svincolate dai dazi commerciali di trasporto e indicava le piccole comunità di monaci benedettini che si erano insediate nella zona nel Medioevo esenti dal pagamento delle tasse sul trasporto ed il commercio delle loro merci).

Ha poi illustrato il territorio nei suoi confini geografici, che vanno da Brescia e l’estremità meridionale del Lago d’Iseo, e ne ha descritto la storia.

Ha più volte ricordato che nel 1967 vi fu l’entrata in vigore del disciplinare di produzione dei vini di Franciacorta e da allora la crescita è stata rapidissima e sostenuta dallo strutturato lavoro del Consorzio, che si articola in diversi ambiti, passando dalla tutela del marchio alla valorizzazione del prodotto, dall’informazione alla promozione del Franciacorta quale espressione di un territorio e di un metodo di produzione.

Molto interessante è stata la descrizione delle sei famiglie di suoli, ciascuna con sei espressioni e impostazioni di impianto diverse.

Seminario sul FranciacortaA seguito di questo interessante excursus, si è passati al momento della degustazione dedicata a quattro grandi Riserve di Franciacorta.

Il seminario ha fornito una preziosa occasione per degustare in particolare ben tre millesimi diversi; si è partiti dal Pas Dosé Origines 2008 di Lantieri de Paratico, una cuvée dove il Pinot nero è presente per il 25% contro un 75% di Chardonnay, svolge ben 60 mesi sui lieviti. Sicuramente una riserva 2008 che si presenta ancora in forma dal colore paglierino di media intensità, e con un naso piuttosto floreale con accenni quasi balsamici.

Il secondo vino è stato il Pas Dosé Bagnadore 2008 di Barone Pizzini, prima azienda biologica dell’area; spumante che nasce da uve Chardonnay 50% e Pinot Nero 50% e si esprime al naso con un floreale avvolgente, frutta matura e a guscio come mandorle e nocciole, mentre in bocca si fa sentire il carattere e la potenza del Pinot nero addolcita dallo chardonnay; un vino propulsivo e sottile, dotato di una bella freschezza, estremamente equilibrato e con una ottimale lunghezza gustativa.

Il terzo vino degustato è stato il Pas Dosé Riserva 33 2007 di Ferghettina, uno Chardonnay in purezza, da vigneti di 25 anni posti su terreno calcareo argilloso,

Un Pas Dosé con 80 mesi di affinamento sui lieviti, che all’assaggio colpisce per un naso sapido e minerale, con una bella pulizia e freschezza, cosa che ritroviamo anche in bocca, attraverso il gioco dinamico tra acidità e sapidità.

il servizio con i sommelier AisIl seminario si è concluso con la degustazione del Franciacorta Riserva Casa delle Colonne Brut 2006 di Fratelli Berlucchi, vino di grande eleganza e garbo con note floreali unite a toni di frutta tra cui spiccano cedro e arancia leggermente candite, nocciola e mandorla, e spezie che virano tra dolcezza e pungenza quali anice e cardamomo. La bocca è dotata di buona ricchezza estrattiva.

A degustazione conclusa ci si è confrontati sui vini assaggiati riscontrando anche analogie e differenze dovute ai diversi anni di vendemmia.

Prima dell’inizio del secondo seminario è stato interessante fare un veloce giro tra i banchi di assaggio. Tra i tanti vini in degustazione si sono rivelati di notevole interesse le etichette di Barone Pizzini e Faccoli e sorprendentemente intrigante il Boké Rosé Brut di Villa Franciacorta.

Alle 19.00 è iniziato il secondo seminario, intitolato: ”Franciacorta per tutti i gusti, alla scoperta delle tipologie”, tenuto da Franco De Luca, e Tommaso Luongo, e da Silvano Brescianini.

Stavolta dopo una veloce panoramica sul territorio del Franciacorta, ci si è concentrati sulla degustazione. I vini scelti sono stati i seguenti: il Franciacorta DOCG Brut Millesimato 2009 Dosaggio Zero di Faccoli, composto da uve Chardonnay al 70%, Pinot Bianco al 25% e Pinot Nero al 5%. Piccola azienda acquisita nel 1964 da Lorenzo Faccoli, attualmente si estende sul Monte Orfano per dieci ettari di cui quattro e mezzo sono vitati con le varietà: Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Nero. Il vino in degustazione si presenta al naso con note di frutta secca intervallate da note di fieno e zenzero, sosta 48 mesi sui lieviti e si mostra con una bella coerenza gusto olfattiva. A seguire ci è stato servito il Franciacorta Emozione brut 2010 di Villa Franciacorta, che si presenta più diretto e meno austero, il corpo e l’elegante aromaticità spingono al palato sensazioni di grande piacevolezza e di eccellente bevibilità.

Brindisi finale con Annamaria ClementiPoi è stata la volta del Berlucchi ’61 Franciacorta Saten, con un naso dominato da un mix tra ananas ed agrumi, spezie dolci, decisamente di grande complessità. Al palato con una incisiva sapidità, ma al contempo piuttosto fresco e bevibile con una leggera nota minerale finale. Un vino che vira decisamente su una ampia orizzontalità. Il penultimo vino è stato il Franciacorta Rosé di Corte Aura, vino sapido e lungo in bocca, dotato di buona acidità e complessità. A chiusura della batteria è stato servito il Franciacorta Dosaggio Zero millesimato 2006 di Mirabella, un vino davvero incredibile, composto da Chardonnay al 55%, Pinot Nero al 25% e Pinot Bianco al 20%, con una sosta sui lieviti di ben 70 mesi. Profumi cangianti, spezie orientali, liquerizia, vaniglia. Lungo e vellutato al palato, con ottimo bilanciamento delle componenti dure e morbide.

Anche stavolta ci si è confrontati sui vini degustati affrontando anche il tema dell’abbinamento, sfatando soprattutto il falso mito che le bollicine siano da utilizzare solo come aperitivo o su piatti poco complessi.

Prima di lasciare la manifestazione, non poteva mancare un brindisi con tutti i sommelier dell’AIS Campania, e quale scelta migliore se non la Magnum di Ca’ del Bosco, il Franciacorta Cuvée Annamaria Clementi Riserva 2005?

L’evento si è rivelato di successo riscontrando ampia partecipazione e un crescente interesse per la cultura enologica e curiosità verso le tante sfumature del Franciacorta.

 

“Altro il vino non è se non la luce del sole mescolata con l’umido della vite
”

(Galilei) 

Festival Franciacorta a Napoli

Pubblicato da aisnapoli il 17 - ottobre - 2014Versione PDF

Franciacorta: il valore del tempo. Le grandi riserve – il seminario è tenuto da Silvano Brescianini, Vice Presidente del Consorzio Franciacorta; Maria Sarnataro, Vice Presidente AIS Campania e Tommaso Luongo, Delegato AIS Napoli.
Alle 19.00 Franciacorta per tutti i gusti, alla scoperta delle tipologie, tenuto da Franco De Luca, Responsabile della Didattica AIS Campania e Tommaso Luongo, Delegato Ais Napoli.

Foto di Roberta Porciello

GNAM: L’Italia e la Francia unite in cucina

Pubblicato da aisnapoli il 13 - ottobre - 2014Versione PDF

DSCN4213Di Mauro Illiano

Nessun luogo è lontano” affermava Richard Bach. Così, interpretando la realtà segnata da questa meravigliosa costatazione, Mauro Bochicchio, (regista dell’iniziativa promossa da Consortium Paris), accompagnato da un folto gruppo di 40 Chef, ha inteso neutralizzare lo spazio esistente tra l’Italia e la Francia, per dare luogo ad una serie di viaggi gastronomici all’insegna della qualità e della reciproca scoperta dell’io altrui.

La primissima tappa di questa avventura ha onorato la Città di Napoli, che per l’evento ha sfoderato le bellissime stanze de “Napoli Mia”, illustre ristorante della Riviera di Chiaia. L’alto profilo dell’evento non poteva fare a meno della collaborazione di Laura Gambacorta, la più ampia garanzia di successo per ogni evento enogastronomico.

Ed eccoci a parlare di ciò che i sensi colsero nell’aria.

Coloro che hanno avuto l’onore di sedere ad uno dei tavoli hanno assistito ad uno spettacolo indimenticabile. Due ali dello stesso volo, vale a dire  Juan Arbelaez (ventisettenne con esperienze alle spalle del calibro di Pierre Gagnaire, del Bristol di Eric Fréchon e quella del George V di Eric Briffard, nonché titolare del ristorante la “Plantxa” di Parigi) e Antonella Rossi (chef e patron del ristorante Napoli Mia, cuoca di grandissima esperienza), hanno accompagnato i commensali in un percorso tra Napoli e Parigi, senza andate né ritorni, ma figli di un istante fuori dal tempo in un luogo oltre lo spazio convenzionale.

DSCN4181Luci calde a vivificare pietre e mattoni, spalle dello stesso tempio in cuore al quale pochi elegantissimi tavoli fungevano da calamite per i presenti, e mensole, e divani e specchi umanizzavano un  momento altrimenti divino. Muri spogli donavano alla nudità del luogo una bellezza “originale”, mentre in terra una sola tonalità antracite faceva da contrappeso cromatico, a mo’ di ade, al paradiso. Qualche candela osava affrontare la luce indiretta in fuga da punti luce posti alle spalle di lamine primordiali. Tutto quanto descritto era in offerta all’occhio, ma nulla poteva superare ciò che l’olfatto e il gusto si accingevano a ricevere. Pre-antipasto di sgombro, agrumi e pikles, poi seppia adagiata su disco e fonduta di mozzarella, sotto la quale un baffo nerastro donava oscurità al piatto, dunque il momento dell’uovo perfetto su polenta di parmigiano reggiano 24 mesi ed emulsione di carote, il tutto accompagnato da  Asprinio Brut V.S.Q. Quartum Cantine Di Criscio, questo per cominciare. Il primo si è presentato in forma di Paccheri del pastificio Gentile con pescato del giorno e bottarga di muggine. Poi è stata la volta di ben due secondi estremamente suggestivi,  vale a dire la triglia su un letto d’autunno ed un Ossobuco teriyaki su mousse di patate e tartufo, balsamico e senape. Primo e secondi accompagnati da Falanghina Campi Flegrei DOC 2013 Quartum – Cantine Di Criscio. Due anche i dessert, uno incarnato dal Caffè, capperi, pepe e meringa all’anice, l’altro consistente in Vacherin 2020, mango, ananas, coriandolo e yuzu, meravigliose creazioni accostate ai liquori dell’Antica Distilleria Petrone.

Epilogo: La fine di un evento conduce inevitabilmente all’inizio della stessa storia, poiché se è vero, come diceva Bach, che nessun luogo è lontano, è altrettanto vero che un volo in grado di condurre dal principio alla fine altro non è che l’insieme di tanti piccoli battiti d’ali. Napoli e Parigi non sono mai tate così vicine.

Durante la serata ho rivolto alcune domande ad alcuni protagonisti.

Intervista allo chef Juan Arbelaez

Cosa unisce e cosa divide la cucina italiana da quella francese?

Ciò che le unisce è l’importanza del terroir, la tradizione nonché la qualità dei prodotti. Forse si distinguono per la maggiore elaboratezza della cucina francese e le differenze climatiche in grado di offrire prodotti diversi agli chef.

Cosa eleva uno chef a rango di grande chef?

Passione, tempo speso e grande amore.

Qual è la cucina che l’attrae di più oltre a quella della sua regione?

Quella italiana! Perché si mangia bene dappertutto

 

Intervista alla chef Antonella Rossi

Cosa unisce e cosa divide la cucina italiana da quella francese?

Materia prima e qualità le unisce. La gamma di prodotti le divide

Cosa eleva uno chef a rango di grande chef?

Esperienza, tecnica e voglia di imparare sempre

Qual è la cucina che l’attrae di più oltre a quella della sua regione?

Tutte se c’è la qualità, ma devo dire che la cuna etnica mi attrae..

Intervista a Mauro Bochicchio

Perché scegliere Napoli per aprire questo ciclo di incontri?

Beh, intanto perché la dieta mediterranea è nata a Napoli. d’altronde ho già collaborato con la Campania a Parigi. Personalmente ritengo che la cucina napoletana non abbia nulla da invidiare a nessuna cucina del mondo, e allora perché non unire Napoli e Parigi, due capitali del gusto, proprio a tavola?

13 Ottobre, Festival Franciacorta a Castel Dell’Ovo

Pubblicato da aisnapoli il 9 - ottobre - 2014Versione PDF

Festival-Franciacorta-a-Napoli-13-ottobre-2014-_-depliant-elettronicoASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER CAMPANIA

Festival Franciacorta a Napoli – 13 ottobre 2014 – Castel Dell’Ovo via Eldorado 3 Napoli

Dalle 16.00 alle 18.00 – Ingresso riservato a stampa e operatori. Accredito stampa a: stampa@franciacorta.net

Dalle 18.00 alle 21.00 – apertura a stampa, operatori e pubblico. Ingresso € 15 (soci Ais, Osnav, Slow Food e Fisar € 10)

L’incantevole cornice di Castel dell’Ovo farà da sfondo all’appuntamento campano del Festival Franciacorta, che torna dopo 10 anni nel capoluogo, l’ultima volta era il 2004. Ventisei cantine e oltre 50 etichette saranno presenti ai banchi d’assaggio curati dai sommelier dell’Ais Campania, delizieranno sia gli esperti del settore che il pubblico di appassionati che è sempre più curioso e desidera approfondire il gusto del celebre vino italiano.

I produttori delle 26 cantine presenti guideranno i visitatori alla scoperta dei loro Franciacorta e del suo territorio, inoltre saranno organizzati due eventi nell’evento dedicati ad approfondimenti più tecnici:

Saluti di Nicoletta Gargiulo, Presidente Ais Campania
Alle 17.00 Franciacorta: il valore del tempo. Le grandi riserve – il seminario è tenuto da Silvano Brescianini, Vice Presidente del Consorzio Franciacorta; Maria Sarnataro, Vice Presidente AIS Campania e Tommaso Luongo, Delegato AIS Napoli.
Alle 19.00 Franciacorta per tutti i gusti, alla scoperta delle tipologie, tenuto da Franco De Luca, Responsabile della Didattica AIS Campania e Tommaso Luongo, Delegato Ais Napoli
Ingresso libero, posti limitati, prenotazione obbligatoria. Per informazioni e prenotazioni: eventi@franciacorta.net

Napoli sarà anche la prossima location di una delle “Cene dell’Alleanza” di Slow Food, di cui Franciacorta è partner d’eccellenza. Il progetto, che ad oggi riunisce più di 200 Presìdi Slow Food italiani e oltre 400 ristoranti e osterie, culmina ogni anno con le Cene dell’Alleanza organizzate in ognuno dei ristoranti aderenti alla rete. La collaborazione tra Franciacorta e Slow Food si ripropone per il secondo anno consecutivo, testimoniando la solidità e la valenza di questo binomio. L’appuntamento è per Lunedì 13 ottobre al ristorante 50 Kalò di Ciro Salvo alle 23 (posti limitati e su prenotazione), Franciacorta sarà il protagonista insieme al piatto più rappresentativo della Regione Campania: la pizza, un unione che promuove al meglio il nostro Made in Italy.

Saranno 26 le cantine presenti: Antica Fratta, Azienda Agricola Fratelli Berlucchi, Barone Pizzini, Bellavista, Berlucchi Guido, Bersi Serlini, Borgo La Gallinaccia, Ca’ del Bosco, Cantina Chiara Ziliani, Castel Faglia, Castello di Gussago La Santissima, Contadi Castaldi, Corte Aura, Cortebianca, Faccoli Lorenzo Ferghettina, La Montina, Lantieri de Paratico, Mirabella, Monte Rossa, Montenisa, Ricci Curbastro, Uberti, Vezzoli Giuseppe, Villa Crespia Muratori, Villa Franciacorta.

topolino1ott1972_bigASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Delegazione di Napoli
Parte il Secondo Livello del Corso Ais n.48 per sommelier

Ogni LUNEDI a partire dal 27 Ottobre 2014 alle ore 20.00 presso l’Hotel Mediterraneo Reinassance in via Nuova Ponte di Tappia, 25 Napoli
Quindici lezioni per approfondire al meglio gli argomenti di Enografia Italiana ed Internazionale: un viaggio nelle grandi terre del vino d’Italia e del Mondo. La comunicazione sul vino, negli ultimi anni, ha fatto passi da gigante e l’Associazione Italiana Sommelier, a pieno titolo, ha contribuito e contribuisce a far crescere il movimento intorno al vino con la sua fondamentale opera di divulgazione. In oltre quaranta anni di storia e di attività nel mondo enogastronomico l’Ais ha qualificato il vino nella ristorazione italiana, puntando decisamente all’innalzamento del livello generale di competenza degli addetti ai lavori, ed ha diffuso, con costante impegno ed entusiasmo, la cultura del vino e del cibo per tutti gli appassionati. La quota di iscrizione al corso è pari a 480,00 euro, da versare alla sede regionale dell’Ais Campania con bonifico bancario indicando nella causale il nominativo ed il corso di riferimento.

ASSOCIAZIONE SOMMELIER CAMPANIA – B.C.C. DI CASAGIOVE
IBAN: IT91 J089 8774 8400 0001 0330 616
Euro 480,00
Causale: Nominativo + Secondo livello corso n.48
Informazioni: info@aisnapoli.it oppure Guido Fusco 338.8574338

ATTENZIONE: Si prega di avere attenzione ad indicare esattamente la causale così come descritto.

Scarica qui il II_mediterraneo_ottobre_turno lunedì

Tommaso Luongo
Delegato Ais Napoli
www.aisnapoli.it

Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 09 dic 2016 al 09 dic 2016 alle ore:20:30

      9 Dicembre, Un “Angelo” a Melito…Si può fare!

      Mancano: 3 giorni e 13:44 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
  • Video

    Tags