Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...corsi sommelier in partenza

logo_cond_head_colCi sono pochi nomi univocamente associabili alla parola pizza. Tra questi quello di Michele Condurro. Nipote e figlio d’arte, questo artigiano scrupoloso, dedito con passione al mestiere del nonno, del quale porta il nome, inizia la sua nuova avventura a Milano.

Affonda nella più antica tradizione napoletana, quella del popolare quartiere Forcella che ha dato i natali al nonno fondatore del notissimo Da Michele di Via Sersale – dove anche lui ha iniziato da giovanissimo la gavetta – l’arte della pizza di Michele Condurro. La sua è una pizza grande – “a ruota di carro”, che esorbita il piatto – fine di pasta e con il cornicione non troppo alto, quella tipica del centro storico di Napoli, la zona nella quale questa famiglia di artigiani ha iniziato la sua storia nel lontano 1870.

Al banco c’è lui, Michele, oggi cinquantenne, e il figlio Raffaele, giovane di grande talento che rappresenta la quarta generazione.

“Con mio figlio ventenne, siamo la quarta generazione di maestri pizzaioli che continuano l’attività di Michele, il fondatore di cui porto con orgoglio avanti il mestiere.Sono cresciuto nella sua ammirazione e con le storie suggestive delle 2500 pizze sfornate al giorno a Via Sersale prima della guerra. Era una pizza molto diversa da quella attuale, ma le sono profondamente legato anche perché mio padre Raffaele, oggi novantenne “dottore della pizza”, per trent’anni la ha lavorata su quel banco contribuendo a renderla celebre. Oggi, prima a Napoli, e ora a Milano, porto avanti una idea tutta mia di pizza: tipicamente napoletana ma più modernamente attenta ai dettagli” racconta Michele Condurro.

Nel rispetto di uno stile di pizza che ha reso la sua famiglia famosa in tutto il mondo per Marinara e Margherita, Michele spinge la lievitazione del suo impasto oltre le 30 ore e farcisce le sue pizze con ingredienti selezionati come l’olio evo della azienda beneventana Terre Stregate, il pomodori di Gustarosso di Paolo Ruggiero, la Mozzarella di Bufala campana Ponte a Mare e il Fior di Latte di Agerola di Fusco.

La affiancano i fritti, le insalate e gli altri Sfizi della cucina guidata dall’inesauribile chef Antonio Schiano che chiude il menù anche con i dolci classici della tradizione napoletana: babà e pastiera, magari reinterpretati al liquore Strega di Benevento o con gelato caldo alla cannella.

I locali, caratterizzati dal grande Vesuvio a grandezza uomo che contiene il forno rigorosamente a legna realizzato da antichi artigiani costruttori sono quelli dell’ex Pizzeria Braceria Bacicha, in Via Orti 31, Zona Porta Romana.

Pizzeria Da Michele I Condurro
Via Orti, 31 – Zona Porta Romana (Milano)
Aperto a pranzo e a cena dalle 10,30 non stop. Chiuso il lunedì.
Tel. 02 83528042 – www.damichele-icondurro.com

Press Office
Monica Piscitelli / m.piscitelli@yahoo.com – 348.0063619
Aromicreativi / camilla@aromicreativi.com – 392.0531233

La pizza è pizza

Pubblicato da aisnapoli il 27 - ottobre - 2016Versione PDF

14520442_1772596839659256_6371706187337266205_n“LA PIZZA E’ PIZZA E VA SI RISPETTATA.”

GOURMET E TRADIZIONE: PARLA LA STORICA PIZZERIA TRIANON

 “Non abbiamo nulla da dire sulle scelte altrui di produrre pizze particolari, diverse e piu’ costose di quelle tradizionali, ma noi siamo per l’altissima qualità della tradizione senza andare a gravare sui prezzi. In questo senso, se per pizza gourmet si intende una pizza fatta con ingredienti ricercati, la pizza del Trianon va considerata gourmet dal 1923. Ma da noi una pizza e una birra al tavolo si pagano ancora 8 Euro” .

Così Angelo Greco e Giuseppe Furfaro, titolari della storica Pizzeria Trianon da Ciro, durante una recente intervista rilasciata a Carmine Bonanni di Radio Amore Napoli: “La pizza è pizza e va sì rispettata, nasce cioè come Margherita e Marinara, secondo gli insegnamenti che abbiamo ricevuto dalle generazioni precedenti, i capostipiti Ciro e Giorgina Leone fondatori del Trianon, e i loro due figli, Pasquale e Giuseppe. Sono loro che hanno continuato la tradizione del Trianon, oggi portata avanti dalle sorelle Leone e dai mariti: Angelo e Giuseppe.

Sulla tradizionale pizza del Trianon proseguono: “Noi ci siamo concessi anche la salsiccia e friarielli, ma alla base di tutte le pizze c’è sempre la Margherita. Poi ci sono ottimi prodotti ma per noi la pizza va preparata con i suoi ingredienti storici, senza l’aggiunta di altri ingredienti, creme o altro” .

14484888_1773182006267406_4866183495499954174_nE quanto alla presunta disputa tradizione – gourmet, affermano : “Se con questo termine ci si vuol riferire alla qualità e all’utilizzo di ingredienti pregiati e ricercati, allora la tradizionale pizza del Trianon va considerata gourmet dal 1923 proprio per l’estrema attenzione che noi riserviamo agli ingredienti da quasi un secolo. Infatti i nostri fornitori sono storici quanto noi perchè garanzia di qualità altissima. Il fiordilatte proviene da uno dei migliori caseifici di Agerola, e lo stesso si puo’ dire della mozzarella di bufala. Per quanto riguarda i pomodori, li seguiamo dalla piantumazione alla raccolta e sono lavorati per noi da una piccola azienda dell’agro nocerino sarnese. I salumi sono italiani dalla crescita dell’animale alla macellazione. I formaggi come il pecorino e parmigiano dop sono rigorosamente italiani.”

Nel panorama attuale fatto di tradizione e nuove pizze, concludono “a nostro parere nel futuro resisterà la pizza che “è” tradizionale. Ma noi riteniamo anche che tanto marketing intorno alla pizza gourmet faccia lievitare i prezzi. Si dice che tutto questo è dovuto alla ricerca di ingredienti pregiati, il che andrebbe a ripercuotersi sui prezzi al cliente. Ma come abbiamo spiegato, da noi la Margherita classica, la famosa ruota di carretto, che è anche piu’ grande del normale,con una birra, si mangia ancora con 8 euro al tavolo. Tutto, ribadiamo, fatto con materiale rigorosamente di primissima scelta da quasi cento anni.

Ufficio Stampa
Simonetta de Chiara Ruffo
Comunicazione – Eventi – Marketing
Cell. 3343195127 – simonettadechiara@gmail.com

Andrea Cozzolino nuovo campione del mondo dei pizzaiuoliVa a Melbourne, in Australia, il titolo di “Campione del Mondo dei Pizzaiuoli”, assegnato nel corso del XV Trofeo Caputo. Ad aggiudicarsi l’ambìto riconoscimento, con la vittoria nella categoria STG (Specialità Tradizionale Garantita), è  stato Andrea Cozzolino, venticinquenne napoletano trasferitosi tre anni fa in Oceania con il progetto di aprire una pizzeria, la “Zero95”, assieme a due soci.  Lui a dodici anni già impastava farina e acqua nella pizzeria dello zio a Giugliano, un centro alle porte di Napoli. Un sogno, quello di avere un locale tutto suo, concretizzatosi poi con la decisione di lasciare l’Italia e trasferirsi in Australia. Si è commosso fino a piangere di gioia, Andrea, quando è salito sul podio per ricevere il trofeo dalle mani di Antimo Caputo.  Faccia pulita, di quella Napoli che si impegna e lavora. Alla sua proclamazione è giunta una ola da parte di  tutti gli altri pizzaioli che avevano invaso  il palco del Piazza Village, sul Lungomare Caracciolo,  in attesa di conoscere i risultati. A una manciata di punti da Cozzolino,  si è piazzato il secondo classificato, Ciro Magnetti, della pizzeria “Olio e Pomodoro doc” di Melito di Napoli. E, al terzo posto, il giapponese Kengo Yoshiha. Il Sol Levante è, da anni, un vivaio di abilissimi pizzaioli,  formatisi anche sulle orme di Akinari Pasquale Makishima, vincitore del Trofeo Caputo nel 2010.

E’ stato un grande successo anche quest’anno il “Campionato Mondiale del Pizzaiuolo – XV Trofeo Caputo”,  dimostrando come un’ottima pizza possa essere realizzata da pizzaioli di qualsiasi nazionalità, purché si sappiano padroneggiare le tecniche tradizionali e si utilizzino gli ingredienti migliori del nostro territorio. “Se fino a qualche decennio fa il maestro pizzaiuolo, quando doveva impastare, faceva uscire dal  laboratorio i suoi assistenti, con questo evento ogni protagonista può osservare, confrontarsi e imparare da ogni partecipante” ha dichiarato Antimo Caputo ad del Mulino Caputo “contribuendo a far crescere il livello qualitativo di questa enorme risorsa del nostro artigianato gastronomico. Noi, ogni anno, giriamo il mondo con le tappe del campionato e registriamo una costante diffusione dell’arte del pizzaiuolo, la vera anima della pizza napoletana”.

Ph: Stefano Renna / Roberta De Maddi

DSC_6362Di Redazione Ais Napoli

Una famiglia baciata dell’arte bianca: quattro fratelli che hanno deciso di sostenere con il loro lavoro e la loro passione i più piccini in una serata di solidarietà…tutto questo è The Blues Brothers Pizza – siamo in missione per conto della pizza napoletana. Enzo, Carmine, Ciro e Salvatore protagonisti a Villa di Livia per raccogliere fondi per il reparto di rianimazione dell’ospedale Santobono grazie all’Associazione Sostenitori Ospedale Santobono Onlus. Un’ambientazione suggestiva, una villa romana risalente al I secolo a far da sfondo alla “missione” dei fratelli Coccia. Il mattatore, il primo dei Blues Brothers Pizza, ovvero Enzo Coccia, patron de La Notizia, seguito dai mezzani Carmine Coccia, pizzeria Capri di Castellon de la Plana, e Ciro Coccia de La Dea bendata di Pozzuoli hanno presentato una pizza con mozzarella di bufala affumicata, rucola selvatica, limoni di Procida e colatura di alici, gusto e armonia che si uniscono in un boccone che racchiude un territorio; servita con una lager italiana, la birra del 150° anniversario Menabrea. In terrazza il più piccino dei quattro moschettieri, Salvatore Coccia DSC_6395de Il Motorino di Parigi ha preparato invece la classica, ma mai ovvia, pizza Margherita Dop con pomodoro S. Marzano San Nicola dei Miri e mozzarella di bufala campana. Ci accompagnano in questa cavalcata di gusto il pastificio Gentile e San Nicola dei Miri, protagonista di una chicca hand made by Coccia Brother, la Montanara con pomodoro del piennolo San Nicola dei Miri. E poi il “cuoppo” con alici fritte del golfo di Pozzuoli , firmato dallo chef Giuseppe Bruno del ristorante Bobò di Pozzuoli proposto in abbinamento con un calice di Spumante Asprinio brut VSQ Quartum. e ancora la pasta e patate del Pastificio Gentile dello chef Ciro Arenella di Campania Mia di Napoli, il Pan brioche al pomodoro, caponata di verdure estive e cozze dello chef Luca Esposito della Locanda del Testardo di Bacoli. Senza dimenticare il re della mozzarella di bufala (e non solo) Mimmo Della Vecchia de Il Casolare e un finale a tutto dolce con gli choux alla nocciola e alle fragole e i gelati di Mennella accompagnati dal loro latte di mandorla. Un’impeccabile organizzazione grazie ai Coccia Brothers e company e mentre ci ricordiamo di sostenere le nostre eccellenze, continuiamo a effettuare le donazioni per l’ospedale pediatrico Santobono. Mi raccomando!

Alfonso De Nicola elogia e sdogana definitivamente la pizza

Pubblicato da aisnapoli il 24 - maggio - 2016Versione PDF

ALFONSODENICOLA1ALFONSO DE NICOLA ELOGIA E SDOGANA DEFINITIVAMENTE LA PIZZA

IL RESPONSABILE DELLO STAFF MEDICO DELLA SSC NAPOLI, OSPITE DELLA STORICA PIZZERIA TRIANON DA CIRO, PROMUOVE A PIENI VOTI LA PIZZA DEFINENDOLA UN ALIMENTO COMPLETO, DIGERIBILE E OTTIMO PER TUTTI. ANCHE PER GLI ATLETI.

La pizza è un alimento completo e molto digeribile. L’importante è prepararlo con gli ingredienti giusti e di ottima qualità. E può essere mangiata anche dagli atleti.” Con questa piacevolissima dichiarazione, Alfonso de Nicola, responsabile dello staff medico della SSC Napoli, “sdogana” definitivamente l’alimento più amato del mondo, che spesso viene guardato con sospetto a causa delle calorie.

Ospite della prestigiosa Pizzeria Trianon da Ciro dopo le fatiche della conquista del secondo posto in campionato, seduto davanti alla famosa “ruota di carretto”, il dott. De Nicola si è complimentato con i titolari dello storico locale, Giuseppe Furfaro ed Angelo Greco, elogiandone proprio l’utilizzo delle materie prime d’eccellenza, tutti prodotti rigorosamente di origine italiana, in particolar modo i salumi. I formaggi sono DOP, il fior di latte è della penisola sorrentina, la mozzarella di bufala campana è DOP, il pomodoro pelato e il pomodoro del piennolo DOP sono seguiti per tutto il periodo di crescita, dalla piantumazione alla raccolta, ed è preparato secondo determinati criteri adottati esclusivamente per le esigenze della storica pizzeria.
Infatti, -ha confermato De Nicola – dipende tutto dagli ingredienti, che devono essere di prima scelta. E a proposito del pomodoro, quest’ultimo è importantissimo. Il pachino per esempio è ricco di antiossidanti. E poi farina, olio a crudo, mozzarella o fiordilatte. Ma può anche diventare più proteica se la si prepara, per esempio, con salsiccia e friarielli. Anche con le verdure è un ottimo pasto completo. Per cui non vedo quale possa essere l’elemento “dannoso” della pizza. “.

Anche le quantità non preoccupano eccessivamente il Dott. De Nicola: “La consiglierei a mezzogiorno, così la si smaltisce durante tutto il pomeriggio. Le quantità vanno moderate sicuramente in caso di diabete, ma per il resto è un alimento salutare.

Per la gioia degli sportivi, sempre attenti al controllo della massa magra e della massa grassa, questo il responso di De Nicola: “Anche per gli atleti la pizza va benissimo perché il valore nutrizionale di una pizza è uguale a quello di un bel piatto di pasta, soprattutto se consideriamo la marinara. Può essere mangiata sia prima dell’esercizio fisico, quando bisogna assumere carboidrati complessi facilmente digeribili, che dopo, quando bisogna riprendersi dalla fatica. Anche noi spesso dopo la partita facciamo arrivare negli spogliatoi le pizze invece della pasta. E ovunque andiamo, per il dopo-partita il piatto che ci chiedono di più è sempre la pizza, che gratifica stomaco e umore, e non delude mai

Simonetta de Chiara Ruffo
Uff. Stampa Pizzeria Trianon da Ciro
Cell 3343195127 – simonettadechiara@gmail.com

I Pirati del Kalterersee_a sx Gerhard Sanin, a dx Andrea MoserKellerei Kaltern – Caldaro e Erste+Neue
presentano:

I PIRATI DI CALDARO
ovvero come raccontare un vitigno per 1000 chilometri, con ironia.

I protagonisti
Andrea Moser e Gerhard Sanin sono due enologi, rispettivamente della Cantina Kaltern e della Erste+Neue, due cantine cooperative di Caldaro. Ciclisti nel tempo libero, hanno dedicato la loro vita professionale alla valorizzazione dei vitigni tipici dell’Alto Adige, accettando in particolare la sfida della varietà Vernatsch (Schiava), l’uva con cui si produce il Kalterersee (Lago di Caldaro DOC), il vino di cui Cantina Kaltern e Erste+Neue sono gli interpreti più conosciuti e premiati.

L’idea
Portare il Kalterersee in un viaggio lungo l’Italia. Incontrare cuochi, artigiani del cibo, appassionati di vino; andare nei mercati, provare nuovi abbinamenti; raccontare l’Alto Adige in un modo nuovo, grazie all’incrocio con altre cucine e altre culture. È su queste basi che si origina il progetto “Pirati del Kalterersee”, attraverso il quale Andrea Moser e Gerhard Sanin uniscono la passione per la bicicletta e il desiderio di mettersi alla prova al grande amore per la loro terra. Porteranno da Caldaro all’Isola di Capri il vino Kalterersee per farlo scoprire ad un pubblico vasto ed eterogeneo, che probabilmente finora l’ha conosciuto poco e forse distrattamente. Per farlo hanno scelto il mezzo più semplice ed ecologico, ma al tempo stesso il più vicino alla gente: la bicicletta. Il mezzo che incarna quello spirito fresco e spontaneo, coinvolgente e per certi versi trasgressivo che appartiene proprio al Kalterersee.

Il vino
Colore rubino chiaro, profumi fragranti e fruttati, dotato di buona freschezza e con un tannino mai troppo aggressivo, di modesta gradazione alcolica. La descrizione del Kalterersee (Lago di Caldaro DOC) è l’identikit di ciò che ricerca il consumatore più evoluto: la bevibilità. Ed è questa la grande dote del Kalterersee, vino di rara eleganza che accompagna perfettamente la cucina leggera di oggi ottimo con pesce, primi piatti e carni bianche. Da provare con la pizza. Per i più tradizionalisti, con uno spuntino a base di speck: è il vino che da sempre non può mancare sulle tavole altoatesine.

Il percorso
Da Caldaro all’Isola Capri. Dal Lago ai piedi delle Dolomiti ad una delle più affascinanti isole del Mediterraneo. Dal 15 al 26 maggio Andrea Moser e Gerhard Sanin percorreranno più di 1.000 chilometri con un tandem, il percorso suddiviso in 12 tappe vedrà attraversare Trentino Alto Adige, Emilia, Toscana, Lazio e infine Campania. La tappa più lunga con i suoi 129 chilometri sarà Terracina – Napoli, la più impegnativa la Reggio Emilia – Fanano che vedrà valicare gli Appennini raggiungendo quota 1.842.
A fine tappa giusto riposo per i due Pirati e grande festa all’insegna della Schiava, festa alla quale sono invitati tutti coloro che desiderano accompagnare al cibi tradizionali questo vino del nord. E così la Schiava Lago di Caldaro si confronterà con il pesce del Garda, con la mozzarella di Vacca Rossa emiliana, con il parmigiano del Cimone e mirtilli, con pici e tagliere di salumi toscani, con quanto di meglio offre il mercato del pesce di Terracina e così via fino al confronto con la pizza napoletana.

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Per info
info@kalterersee.rocks

Contatti
Christoph Orsi: c.orsi@erste-neue.it / +39 0471 964 986

Lucia Franciosi
Thurner PR, Firenze
T 055 674 189
C 334 619 7764
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13124665_10154248330546015_2274717934696317543_nAl via martedì 10 maggio il Roadshow dell’AVPN, un ciclo di appuntamenti in cui la Vera Pizza Napoletana sarà testimonial delle eccellenze gastronomiche italiane

Prima tappa: Castenaso (Bo)
Martedì 10 maggio 2016 – ore 20.30
Pizzeria +39 Italian Food (via Tosarelli 25/B)
con Guglielmo Vuolo, Corrado Scaglione,
Domenico Martucci, Luca e Roberto Di Massa

La Vera Pizza Napoletana, simbolo indiscusso della Dieta Mediterranea, – dichiara Antonio Pace, presidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana – si sta confrontando negli ultimi anni con le tantissime eccellenze gastronomiche italiane, diventando un vero e proprio volano per la promozione nazionale ed internazionale di tanti prodotti Dop, Igp, Presidi Slowfood e di numerose piccole produzioni locali. Rimarcare questo percorso di crescita della pizza napoletana è l’obiettivo di questo roadshow che toccherà diverse regioni del Bel Paese e coinvolgerà tanti artigiani di questo mondo”.

Il primo appuntamento del Pizzafestival in Tour è previsto per martedì 10 maggio a Castenaso (Bo) e vedrà protagoniste ben 5 regioni in un percorso gastronomico ideale che andrà dagli Appennini alle Langhe, dove la Campania farà da special guest della serata.

I pizzaioli “veraci” si alterneranno in una vera e propria staffetta attraverso la tradizione e le specialità regionali, durante la quale ciascuno di loro presenterà il proprio cavallo di battaglia svelando tecniche di preparazione e abilità, ma soprattutto le materie prime utilizzate, vere ed indiscusse protagoniste di questo roadshow.

A fare gli onori di casa con i prodotti dell’Emilia Romagna sarà Luca Di Massa, titolare del format di successo +39 e profondo estimatore della sua terra d’adozione. Per la serata Luca darà vita ad una nuova pizza che entrerà a far parte del suo menù incentrata su “Sua Maestà il Nero”, il pluripremiato formaggio prodotto nel versante Bolognese dell’Appennino Tosco-Emiliano che ha le caratteristiche del Parmigiano di una volta.

A rappresentare le eccellenze lombarde ci sarà invece Corrado Scaglione, dell’Enosteria Lipen, con la pizza GranBu una perfetta sintesi delle eccellenze casearie della sua Brianza.

Roberto Di Massa darà voce al Veneto con una pizza che rappresenta un’attenta selezione delle Dop e delle Igp di questo territorio.

Il percorso gastronomico giungerà poi in Piemonte con Domenico Martucci, dell’Osteria Per Bacco, che presenterà una pizza dedicata alle Langhe, perfetta sintesi delle materie prime di questo splendido territorio quali la Toma, la Salsiccia di Bra e il Tartufo Bianco di Alba.

In questo affascinante percorso tra le prelibatezze delle regioni del Nord Italia si è voluto dar espressione alla città che ha dato i natali alla pizza napoletana che sarà rappresentata da Guglielmo Vuolo, di Eccellenze Campane. Guglielmo ha scelto di presenziare con una pizza che rappresenta un vero e proprio percorso degustazione dedicato al pomodoro campano, l’Assoluto di Marinara.

Gli eventi si annunciano così come imperdibili appuntamenti per i foodies italiani che si ritroveranno nelle pizzerie aderenti all’associazione che da 32 anni promuove e tutela la pizza napoletana a livello internazionale. Il tour è dedicato al Club degli Amici della Vera Pizza Napoletana, nonché a tutti gli appassionati del celebre piatto partenopeo desiderosi di conoscerne segreti e caratteristiche.

Per maggiori dettagli e prenotazioni è possibile consultare il sito dell’Associazione Verace Pizza Napoletana o rivolgersi direttamente alle pizzerie che ospiteranno le serate.

Informazioni al pubblico:
+39 Italian Food
Via Tosarelli 25/B – Castenaso (Bo)
Costo della serata € 25
Per i membri del Club degli Amici della Vera Pizza Napoletana: 20 euro
Prenotazione obbligatoria: 051.787751

Ufficio stampa
ufficiostampa@pizzanapoletana.org

pizza_alfredo_cop_WEBGIOVEDI’ 7 APRILE ORE 18.00

PIZZERIA FRESCO VOMERO (piazza Fuga)

ROGIOSI EDITORE // PRESENTA IL LIBRO

La migliore amica di Alfredo. Storie e ricette del Cavaliere della pizza

INTERVERRANNO:
ALFREDO FORGIONE/ ANTONELLO VELARDI/ MARCO LOMBARDI/
modera: GIOVANNI CHIANELLI

Giovedì 7 aprile alle 18 alla Pizzeria Fresco di Piazza Fuga al Vomero, Rogiosi Editore presenta il libro La migliore amica di Alfredo. Storie e ricette del Cavaliere della pizza. Alla presentazione interverranno Alfredo Forgione, Angonello Velardi e Marco Lombardi. Modera l’incontro il giornalista Giovanni Chianelli.

Ufficio Stampa Rogiosi
Simonetta de Chiara Ruffo
Cell. 3343195127
simonettadechiara@gmail.com

IL LIBRO

Il volume raccoglie le principali ricette di Alfredo Forgione, decano dei pizzaioli napoletani. Come antipasto propone alcuni racconti. Le storie che lo hanno portato a diventare tra i più celebrati interpreti di un’arte antica. Perché se è vero che la pizza è la pietanza più diffusa al mondo vien da sé che Alfredo è il creatore più esperto di questa celebrità. Sono infatti più di sessant’anni che realizza capolavori sotto forma di pasta, mozzarella e pomodoro.
Dagli esordi presso “Ciro a Mergellina” ai fasti attuali di “Fresco”, passando per esperienze estere e di insegnamento per futuri pizzaioli, Alfredo si afferma come l’autore d’eccellenza del piatto più popolare. Questo ne fa un mago, lo sciamano, depositario di una sapienza che solo pochi eletti possono continuare. Solo chi segue le orme del Cavaliere.

L’AUTORE
Alfredo Forgione nasce a Torrecuso (BN) nel 1943. A soli sei anni arriva a Napoli, al seguito dei fratelli maggiori. Qui impara, piccolissimo, il mestiere di pizzaiolo. Si vede che ce l’ha nel sangue: ancora minorenne esordisce da “Ciro a Mergellina”, allora tempio della cucina partenopea. Per quasi quarant’anni sarà il suo palcoscenico. Quello dove passano attori, politici e calciatori. E dove nasce la famosa domanda, “C’è Alfredo?”, garanzia di pizza eccellente e poi, nel 2014, titolo della sua prima biografia. Negli anni 2000, dopo l’addio alla pizzeria di Mergellina, tutti lo vogliono. Stage e convegni, in Italia e all’estero. Proposte da capogiro ma lui vuole restare in patria. Nasce l’idea di“Fresco. Trattoria fondata nel 2020”, a via Partenope. Là, sul mare, il suo nuovo trono: a suggellarel’irresistibile ascesa dello scugnizzo nato nel Sannio arriva, per mano di Giorgio Napolitano, la nomina di Cavaliere.

Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 02 mag 2017 al 30 mag 2017 alle ore:20:30

      Sommelier del Rum, dal 2 Maggio

      Mancano: 1 giorno e 19:00 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
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