Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...corsi sommelier in partenza

Le pazze pizze di un pizzaiolo tutto d’un pezzo

Pubblicato da aisnapoli il 28 - novembre - 2012Versione PDF

Di Mauro Illiano

C’era una volta la Pizza Margherita, adorabile creazione napoletana, piatto della cucina italiana più esportato e copiato al mondo. Oggi c’è Enzo Coccia, titolare della Pizzaria La Notizia, nonchè raffinatissimo interprete della più popolare protagonista del capitolo gastronomico Street Food & Co.

Dire Pizza Margherita vuol dire muovere la storia, richiamare le umili tradizioni di un popolo e di un piatto che nessuno con precisione sa come e quando sia nato, tanto da lasciare spazio anche alla credenza che questo piatto, in realtà, sia sempre esistito a Napoli. Tuttavia, tale mirabile creazione dell’uomo ha subìto, nel tempo, una sostanziale evoluzione e in termini interpretativi e in termini percettivi, tanto da assurgere, nei casi più estremi, a vero piatto da intenditori gourmand. Bene, Enzo Coccia è senza alcun dubbio uno di quelli che credono in questa funzione della pizza, e da anni oramai, sta contribuendo a riscrivere la storia di questa pietanza.

Lievitazione naturale, ingredienti selezionati in modo maniacale ed ostinata ricerca della leggerezza sono solo alcune delle coordinate alle quali risponde l’estro del “professore della pizza”, il resto sono un segreto racchiuso nell’irripetibilità di quei gesti con i quali Enzo trasforma gli ingredienti in Pizza.

Per dimostrare alla città di Napoli le possibili mise della Margherita, l’abilissima giornalista enogastronomica Laura Gambacorta ha pensato di organizzare, presso la Pizzaria La Notizia di Napoli, una sorta di sfilata della pizza, un “Pizza Happening” per l’appunto denominato “Sette Spose per sette fratelli”, durante il quale il maestro Enzo Coccia si è divertito a “vestire” la regina delle pizze in sette diverse assemblaggi. Così, accanto alla più tradizionale ed invitante versione con pomodorino del piennolo Danicoop del Vesuvio e mozzarella di bufala campana Dop, si sono viste sfilare l’ammiccante versione di Margherita con Corbarino Danicoop e mozzarella affumicata, la leggiadra interpretazione con datterino Danicoop e fiordilatte, la piaciona in versione ciliegina alla brace e provola di latte vaccino, l’intrigante Margherita con San Marzano essiccato Danicoop e scamorzetta fresca di Agerola, per poi arrivare alla versione con pachino e stracciata d’Andria nonché alla misteriosa pizza con pomodoro pelato di San Marzano e latticino a sorpresa.. ovvero un formaggio a pasta filante con latte nobile di mucche appenniniche.

Laura Gambacorta e Enzo CocciaA stemperare le fiamme di un forno acceso perennemente nonché gli animi degli amanti di questa affascinante bocconcino, le squisite birre dell’Azienda Collesi, che per l’occasione ha offerto in degustazione le etichette “Alter”, birra chiara non pastorizzata, “Ego”, birra chiara rifermentata in bottiglia dalla prelibata finezza, e “Fiat lux”, birra ambrata non pastorizzata e rifermentata in bottiglia. Queste tre birre, arditamente abbinate, hanno rappresentato le perfette damigelle d’onore nel matrimonio tra le pizze sfilate in tavola e le appassionate gole dei beati presenti.

Dulcis in fundo le micro-sensazioni in forma di prelibatezze messe a disposizione dalla cioccolateria Theobroma, che con le sue piccole versioni di cioccolatino (una pralina con gheriglio di noce, un bon bon avente come cuore uno squisito chicco di uva catalanesca, ed un fondente Ecuador al 74%), vere calamite per le dita dei presenti, ha coronato l’ennesima serata perfetta in terra partenopea, confermando Napoli nell’olimpo delle città enogastronomiche d’Italia.

Vengano dunque gli altri matrimoni, che il tempo delle unioni abbia inizio, sia fatta la storia, e che le sapienti mani possano attirare a sé popolazioni di golosi.

Prima di cominciare ho avuto la possibilità di porre una domanda al Sig. Enzo Coccia, vi riporto l’intervista.

Io: Sig. Coccia, lei ha fatto tanta strada sino ad oggi, e rappresenta oramai un punto di riferimento per molti pizzaioli oltre che molti appassionati della Pizza, ora dove vuole arrivare?

Enzo Coccia: E’ una bella domanda… Direi che effettivamente di strada ne ho percorsa molta, e se penso che ho iniziato a vendere pizze da asporto al banconcino… quasi non mi sembra vero di essere giunto sin qui. Beh direi che il mio obiettivo è quello di trasmettere una nuova idea di pizza, una pizza fatta di ingredienti di qualità, una pizza più sana e decisamente più pregiata. Il fatto è che con il passare degli anni, sia a causa della globalizzazione che dello scarseggiare di alcuni ingredienti genuini, la gente si è sempre più abituata ad una pizza di livello medio basso, intendo dire fatta con ingredienti di scarsa qualità. Io credo che, invece, la pizza si possa fare anche diversamente, ed il mio obiettivo, nel tempo, è riuscire a trasmettere questa filosofia al maggior numero di persone possibile. Intanto mi godo la soddisfazione nel sapere che ci sono persone da tutto il mondo che vengono qui a Napoli per imparare lo stile napoletano nel fare la pizza, e proprio in questo mese ho avuto il mio primo allievo indiano, un ragazzo di Mumbai.. è una cosa straordinaria. Forse qualcosa sta cambiando..

Quando la pizza diventa eleganza, raffinatezza e passione

Pubblicato da aisnapoli il 18 - novembre - 2012Versione PDF

Di Luca Bellettini

In uno stretto vicolo del caratteristico centro storico di Caiazzo sventola l’insegna di “Pepe In grani” nome nato da un simpatico gioco di parole col cognome del maestro pizzaiolo Franco, i tre tipi di pepe in grani cioè nero, bianco e rosa, i tre grani usati per la combinazione delle farine utilizzate per l’impasto e i tre comandamenti del pizzaiolo onorati ogni giorno: pizza, ricerca e accoglienza!

La pizzeria ospitata in una antico palazzo del ’700 di tufo grigio completamente ristrutturato è uno spettacolo, fuori una terrazza all’aperto e l’orto delle piante aromatiche, due piani a diposizione della clientela per ben 92 coperti, tavoli di marmo quadrato e sedie di legno, servizi igienici completamente nuovi, al secondo piano un laboratorio azzurrino per la sperimentazione e la ricerca e in più al terzo piano una terrazza con panorama mozzafiato sui monti, accessibile solo previa prenotazione dove poter gustare la pizza al chiaro di luna nelle calde sere d’estate!

La pizza qui non è improvvisazione come spesso e volentieri accade, ma uno studio attento delle farine, della lievitazione e degli ingredienti usati, nulla è lasciato al caso. Franco Pepe come un matematico che arriva al tanto sperato risultato dopo estenuanti calcoli e correzioni, ha trovato l’incognita della sua equazione: farina, lievitazione, cottura!

L’impasto è realizzato a braccia nella madia di legno, senza l’ausilio di macchine impastatrici e lasciato lievitare naturalmente per dodici ore a temperatura ambiente.

L’ elemento più impressionante è l’alta digeribilità dell’impasto, che insieme agli ingredienti stagionali rendono questo prodotto un risultato ben riuscito, insomma qui la pizza rappresenta davvero la ricerca estenuante della perfezione!

Una bella iniziativa è la pizza a libretto o più comunemente chiamata a portafoglio, che Franco Pepe ha voluto riscoprire per riproporla alla clientela piegata su se stessa o meglio a quattro e conservata calda nella stufa d’acciaio nel rispetto della più antica tradizione napoletana, “la pizza è nata come un alimento del popolo e tale deve rimanere” mi ha confidato Franco Pepe “ ecco perché ho voluto riscoprirla e riproporla anche la sera, per consentire a tutti di conoscerla e apprezzarla a un modico prezzo”.

Il menù è composto da pizze originali e creative, prima di tutte la regina delle pizza la margherita DOP con pomodoro San Marzano DOP, mozzarella di bufala DOP, olio extra vergine caiazzano, a seguire la pinsa conciata del ’500, meglio conosciuta a Napoli come Mastunicola impreziosita dalla sugna di maiale nero casertano, dal conciato romano del “Le Campestre” e dalla confettura di fichi del cilento, il calzone con scarola riccia cruda, olive caiatine, capperi e acciughe di cetara, la pizza con salsiccia di nero casertano, pomodoro, fiordilatte e scamorza affumicata, i calzoni fritti e al forno,e tante altre sorprese da scoprire!

Pepe offre anche qualche stuzzicheria in attesa della pizza: bruschette, tagliere del territorio composto da salumi locali e formaggi dell’alto casertano, in sperimentazione delle giornate dedicate non solo agli amanti della pizza ma anche a quelli della cucina povera come baccalà,soffritto e pancotto.

La scelta delle birre è sapientemente curata; in carta le birre artigianali del birrificio “Karma” di Alvignano e quelle della birreria “Del borgo” della provincia di Rieti, dello stesso birrificio infine c’è la “Triticum” una spina studiata appositamente per Pepe, in abbinamento alla pizza ancora qualche etichetta di vino della terra di Lavoro e il locale Pallagrello!

Che dire di più complimenti e auguri a Franco Pepe che ha stupito tutti col suo nuovo locale ma soprattutto con la sua pizza e buon appetito a tutti coloro che lo andranno a trovare!

Pepe In Grani

Vico S. Giovanni Battista, 3,

Caiazzo (CE) 81013

Tel: 0823 862718

E-mail: Info@pepeingrani.it

Sito web: www.pepeingrani.it

Il 26 novembre alla PizzAria La Notizia di Napoli

“Sette spose per sette fratelli”,

7 diverse versioni di margherita in un’unica serata

 

La margherita come non l’avete mai vista, in sette versioni diverse proposte in un’unica serata! Tutto questo il 26 novembre alle ore 20,00 alla PizzAria La Notizia di via Caravaggio,53 a Napoli in occasione di “Sette spose per sette fratelli”, l’originale serata interamente dedicata alla regina delle pizze che il maestro pizzaiolo Enzo Coccia ha organizzato in collaborazione col birrificio marchigiano Collesi e con la giornalista enogastronomica Laura Gambacorta.

Si andrà dalle versioni più tradizionali come quella con pomodorino del piennolo del Vesuvio e mozzarella di bufala fino a proposte più ardite come la margherita con pomodoro San Marzano essiccato e scamorzetta fresca di Agerola in una escalation irresistibile per gli amanti della pizza.

Ad accompagnare le sette meraviglie del maestro Coccia saranno tre birre della “collezione” Collesi: Alter, Ego e Fiat Lux.

Il momento dolce sarà appannaggio della cioccolateria artigianale Theobroma di Sant’Anastasia (Na) che accanto al Moncatalì, pralina ripiena di uva catalanesca sotto spirito, versione vesuviana del più noto Mon Cheri, proporrà un assaggio di altre sue specialità.

Ecco le 7 pizze della serata:

- Pomodorino del piennolo del Vesuvio e mozzarella di bufala campana Dop

- Corbarino Danicoop e mozzarella affumicata (provola) di bufala

- Datterino Danicoop e fior di latte

- Ciliegina alla brace con provola di latte vaccino

- San Marzano essiccato Danicoop con scamorzetta fresca di Agerola;

- Pachino con stracciata di Andria;

- Pomodoro San Marzano D.O.P. pelato Danicoop con un latticino a sorpresa

Moncatalì e altre delizie by Theobroma cioccolateria

In abbinamento:

Alter, Ego e Fiat Lux del birrificio artigianale Collesi

Ticket di ingresso: 25 euro (birre incluse)

Ingresso solo su prenotazione

Info e prenotazioni:

Laura Gambacorta

349 2886327

laugam@libero.it

Laboratorio sulla pizza per grandi e piccini in occasione della presentazione del libro Guida alle migliori pizzerie di Napoli e della Campania (Edizioni dell’ippogrifo) di Monica Piscitelli. Con l’autrice interviene il Maestro Pizzaiolo Enzo Coccia (La Notizia).

Domenica 14 Ottobre 2012 dalle ore 11:30
via S. Caterina a Chiaia, 23 (ang. piazza dei Martiri) – 80121 Napoli NA

Pizza food lovers si nasce. Ma soprattutto si impara. Il laboratorio ideato dal maestro Enzo Coccia e Monica Piscitelli – autrice della prima Guida alle Migliori Pizzerie di Napoli e della Campania (Ed. L’Ippogrifo), in programma domenica 14 ottobre, lo dimostrerà.
I piccoli apprendisti pizzaioli impareranno in compagnia della giornalista e blogger napoletana a riconoscere un’eccellente pizza mentre il noto pizzaiolo de La Notizia di Napoli mostrerà loro come ottenere un impasto degno dei migliori ingredienti a partire dal grano. Tra un Mr. San Marzano animato e uno spruzzo di farina, alcune delle storie più curiose degli oltre 60 pizzaioli che l’autrice ha raccontato nel suo libro.

Il libro.

Dettagli sulla Guida alle Migliori pIzzerie di Napoli e della Campania
E’ in libreria la prima Guida alle Migliori Pizzerie di Napoli e della Campania (Edizioni L’Ippogrifo, 10 euro). E’ firmata dalla giornalista e blogger napoletana (www.campaniachevai.it) Monica Piscitelli, già autrice di una Applicazione per IPad e IPhone uscita a luglio 2011 realizzata dal LucianopIgnataro.it wine blog.
Il volumetto formato tascabile propone la valutazione di oltre 60 locali, i più antichi e migliori del capoluogo campano e della regione.
Nelle 204 pagine – di facile consultazione grazie alla divisione della regione per aree e colori e alla creazione di quattro tra Top 5 e Top 10 – sono contenuti: il primo Vademecum per degustare e riconoscere un’eccellente pizza, un glossario tecnico napoletano italiano del Pizzajuolo, una breve storia del locale e del pizzaiolo, l’indicazione delle specialità e le valutazioni espresse dall’autrice.Uno specchietto – contenente l’anagrafica completa – riassume, con l’utilizzo di simboli, il giudizio su: la Pizza, il Bicchiere, l’Atmosfera, il Servizio, i Prezzi, il Parcheggio e la presenza di un’eventuale Area esterna.Così come avveniva nella App, la città è stata divisa in spicchi, facilmente riconoscibili già dal dorso grazie ai diversi colori. Di ogni pizzeria sono individuate le eccellenze e gli assaggi da non perdere.Ma non basta: l’autrice regala anche rapide indicazioni sulle bellezze artistiche da visitare nei gli immediati dintorni dei locali, sicché la Guida alle Migliori Pizzerie di Monica Piscitelli è anche una piccola guida di Napoli e della regione.

Monica Piscitelli
Guida alle Migliori Pizzerie di Napoli e della Campania
Edizioni L’Ippogrifo
204 pagine, 10 euro

Per ben 5 giorni, dal 5 al 9 Settembre 2012, il Lungomare Caracciolo ospiterà dalle ore 18:00 alle ore 24:00 il Napoli Pizza Village. L’ingresso alla manifestazione è gratuito e si potrà consumare pizza, bibita, gelato e caffè per soli 10 euro, scegliendo fra ben 36 tra le migliori pizzerie napoletane. Nel villaggio sono previsti anche spettacoli di musica, cabaret, eventi sportivi e di danza, ed interessantissime attività di intrattenimento per i più piccoli.

Ma vediamo quali sono le pizzerie presenti, tra le migliori napoletane, e ben 36 che consentono di degustare ad un prezzo modico la regina della gastronomia napoletana: La pizza!
Trianon, Pizzeria Lombardi a Santa Chiara, Pizzeria Marigliano, Funiculì Funiculà, Maninò, Pizzeria Starita, Pizzeria San Gennaro, Pizzeria Tutino, Pizzeria PacificoO’ Sarracino, La Bufala Bianca, Pizzeria Diaz, Pizzeria Napoli Napoli, Pizzeria Di Matteo, Pizzeria Vesuvio, Pizzeria Amabille, Pizzeria Napul’ è, Pizzeria Vesi, Pizzeria Piccantino, Pizzeria Il Pizzaiolo del Presidente, Pizzeria I Decumani, La Locanda del Grifo, Pizzeria Sorbillo, Pizzeria Totò Sapori, Pizzeria Oliva, Pizzeria Borgo Antico, Pizzeria Mozzarella & Basilico, Pizzeria Novecento, Pizzeria La Scialuppa, Pizzeria Canta Napoli, Pizzeria Donna Regina, Pizzeria Peppe a’ quaglia, Pizzeria Fresco, Pizzeria Brandi, Pizzeria Pasqualino, Il Guappo / Il Pino (pizzeria per celiaci)

Di Anna Ruggiero

In una Napoli troppo spesso simbolo di negatività, dove tutto sembra una meta irraggiungibile esistono casi di imprenditoria sana, affidabile, sincera, creativa e di valore.

La storia di Gino è quella di molti imprenditori locali, lui crede in quello che fa, non ha vissuto il territorio come limite ma come risorsa e ha cambiato l’angolo di osservazione delle cose.

Via Tribunali, sede storica delle pizzerie della tradizione napoletana, e’ parte integrante della sua storia personale, non semplice sfondo ma fonte di stimoli e di racconti. Gino conosce a menadito i vicoli, le botteghe, i vicini. E’ un ragazzo normale. Ha studiato con profitto, pratica sport, è curioso, legge e si interessa al sociale. La pizza è da sempre il suo più vero amore da quando sua zia Esterina, primogenita dei  21 fratelli Sorbillo, di cui parla con vivo affetto, gli ha insegnato a creare le prime pizze. E’ proprio la presenza di questa zia forte, determinata che inciderà maggiormente nelle sue scelte.

Nel corso dell’ultimo anno ho avuto modo di incontrare Gino in tante occasioni.  Curioso e creativo grazie alla ricerca costante di prodotti del territorio ed alla conoscenza personale di produttori sperimenta sempre abbinamenti nuovi ed inusuali.

La pizza è la sua voce. Sono ormai storiche le pizze con immagini e le dediche a tema sociale. Lui ha le sue idee imprenditoriali.  Il prodotto è realizzato con cura maniacale, impiegando materie prime di prima selezione ad un costo contenuto. Il servizio deve essere semplice e diretto. Non sono previsti fronzoli o smancerie. Il punto focale è la pizza. Il cliente appassionato può chiedere al pizzaiolo una consulenza e lasciarsi guidare in un percorso del gusto.  Ho avuto il piacere di partecipare in diverse occasione alle sue sperimentazioni. Interessante e mai scontato il percorso gourmet. Si inizia con una proposta dal gusto delicato per salire poi a gusti più forti. L’impasto è leggero e soffice, accoglie non più di 3-4 sapori diversi. Le sue pizze sono buone ma la mia preferita è il ripieno con misto di bufala, ricotta e pepe…..ne mangerei diverse una dopo l’altra. Ma non si può.

La pizzeria è pizzeria. La sperimentazione può e deve essere perseguita ma in altro luogo. Ecco perché da anni è protagonista di incontri e confronti con i colleghi pizzaioli e molti dei principali nomi dell’enogastronomia. Al suo fianco chef stellati, produttori, esperti e comunicatori. La cucina è una sua passione. Gioca, studia e collabora con gli chef che se lo contendono perché lui è un instancabile lazzarone. Una ne pensa e cento ne fa e vuole capire, conoscere, sapere. Appassionato di dolci sa miscelare i sapori in modo nuovi.  Ma mai vedrete follie in pizzeria.

Nel corso degli anni, ha coltivato il suo bisogno di far conoscere la pizza e il territorio fuori dai canoni del tradizionale folclore napoletano. Il suo studio è stato una stanzetta nel vicino stabile, piccola piccola, dove ha accumulato materiali, reperti, idee. Piano piano si sono liberati nello stabile spazi ed occasioni che hanno reso possibile il suo sogno: creeare un luogo dedicato alla conoscenza e alla sperimentazione della pizza: “La Casa della pizza”.

L’ho vista crescere lentamente. Ogni angolo è curato con dedizione e ingegno.

Il team di architetti ha non poco penato per trasferire la sua creatività in realtà. Le strutture sono state valorizzate ed esaltate. Entrando hai la sensazione di essere a casa tua. Tanto il legno che respira idee e ha ansia di raccontarti..Belle le pareti  con mosaici realizzati ad hoc. Anche la porta di ingresso, rigorosamente di zia Esterina, è stata valorizzata. All’ingresso una scultura in ferro ha il ruolo di porta ombrelli. Entrando sulla  sinistra c’è la sala accoglienza con due aree dedicate a studio, racchiuse nel silenzio dal vetro. In fondo a destra la sala cucina, dove sperimentare piatti e prodotti con un vero forno per le pizze, nell’area centrale due piani dedicati al relax e una biblioteca in alto dove saranno consultabili tutti i materiali. Non mancano gli oggetti particolari accumulati nel tempo e sistemati nelle diverse stanze. La casa della pizza è quasi terminata ma quanto lavoro e quanta passione per seguirla. Questo è stato un anno difficile eppure lui non ha mai mollato. L’ho visto andare avanti con forza e grinta. Lui e la sua famiglia non hanno mai smesso  di guardare avanti senza attendere la fortuna “senza aspett ‘a ciort”! Noi siamo la nostra fortuna. Il lavoro, l’impegno, la dedizione.

Se non avesse fatto il pizzaiolo..forse sarebbe stato un ottimo ciclista che è una delle sue passioni.

Essere imprenditori normali a Napoli si può. Basta volerlo.

Gino Sorbillo la normale follia e la Casa della Pizza

Le Olimpiadi della Pizza a Napoli

Pubblicato da aisnapoli il 8 - luglio - 2012Versione PDF

Di Vincenzo Busiello

La Città della Scienza è stata la location perfetta per ospitare la prima edizione delle Olimpiadi della Verace Pizza Napoletana, la prima Convention Internazionale dell’Associazione Verace Pizza Napoletana con la partecipazione di oltre 100 pizzaioli provenienti da 4 continenti che hanno gareggiato ai giochi olimpici della pizza e hanno partecipato ai laboratori del gusto e incontri scientifici.

La conferenza di apertura delle Olimpiadi ha avuto come protagonisti Antonio Pace, Presidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana che ha parlato dell’importanza dell’evento e di continuare con la diffusione della Verace pizza Napoletana nel mondo, il prof. Vincenzo Fogliano, Dipartimento di Scienza degli Alimenti Università Federico II, Nino Pascale, Presidente Slow Food Campania, Tommaso Luongo, Delegato AIS Napoli, Lello Surace, Vicepresidente AVPN e responsabile concorsi delle Olimpiadi della Verace Pizza Napoletana, gli interventi sono stati moderati da Massimo di Porzio, Vicepresidente Vicario AVPN.

Gli oltre 100 pizzaioli, si sono sfidati nelle 5 diverse discipline:

Pizza Classica, Pizza fantasia, Pizza artistica, Pizza fritta, e Pizza Mastunicola, gli elementi indispensabili sono stati il talento, la creatività, e il rispetto dei valori dell’Associazione Verace Pizza Napoletana.

La serata conclusiva ha visto la partecipazione anche di personaggi famosi del mondo dello spettacolo (Julija Majarčuk, Massimiliano Gallo), artistico (Lello Esposito), imprenditoriale (Maurizio Marinella) e sportivo (Davide Tizzano) e delle professioni (Umberto Masucci), che si sono cimentati nella preparazione della classica pizza margherita sotto l’aiuto di esperti maestri pizzaioli (Lello Surace, Gino Sorbillo, Guglielmo Vuolo, Enzo Coccia, Ciro Salvo) a giudicare le pizze delle Stelle è stata una giuria di esperti del settore presieduta da Alfonso Iaccarino.

È Ohoka Shushei il vincitore della prima edizione delle Olimpiadi della Verace Pizza Napoletana, organizzate dall’Associazione Verace Pizza Napoletana a Città della Scienza, dal 3 al 5 luglio. Il pizzaiolo giapponese ha trionfato nella disciplina “Pizza Classica”. Classe 1979, Shushei vive a Hiroshima, dove lavora alla pizzeria “Pizza Riva”. Secondo e terzo posto per il napoletano Alberto Arino (“La Caraffa”), e per Noda Hironori del ristorante “Magazzino” di Kashiba (Giappone).È l’Italia il Paese che, invece, si aggiudica il maggior numero di medaglie, posizionandosi al primo posto nel Medagliere Internazionale. In seconda posizione il Giappone, terzi gli Stati Uniti.

La migliore “Pizza Fantasia” (l’innovazione della tradizione secondo il disciplinare dell’AVPN) è, invece, quella realizzata da Giuseppe Cravero de “Il Babà” di Vetralla (Viterbo). Seguono Fujiwara Hideo (Giappone – “Pizzeria del Re”) e Josè Barrios (Usa – Vpn Americas).

Per la “Mastunicola”, secondo molti la vera antenata della pizza, ha vinto Salvatore Gatta del “Fandango Cafè” di Scalera di Filiano (Potenza). Argento per Cristiano De Rinaldi (“Sasà Pizza Mia – Napoli) e bronzo per Nakamura Takumi (Giappone).

Re della “Pizza Fritta” è l’italoamericano Dino Santonicola (Stati Uniti – Pizzeria “Il cane rosso”). Al secondo posto Michele Esposito (“Mo te magn a pizza” – Napoli), terzo Alfredo Jr Fico (Antica Pizzeria Donnaregina – Napoli).

Il più creativo è stato il giapponese Komatsu Masakazu (Pizzeria “Da Masaniello), medaglia d’oro per la “Pizza Artistica”. Il pizzaiolo nipponico ha incantato la giuria presieduta dall’artista Lello Esposito con un Pulcinella fatto di pasta di pizza. Argento e bronzo per due Maestri de “La Caraffa” di Napoli: Alberto Arino e Stanislao Marra.

È, infine, l’attore Massimiliano Gallo il vincitore di “Pizza con le Stelle”, la gara che ha visto protagonisti nell’inedito ruolo di impastatori artisti, imprenditori e campioni sportivi. L’attore napoletano, in coppia con il Pizza Trainer Lello Surace, ha avuto la meglio sugli altri concorrenti: Maurizio Marinella, Lello Esposito, Umberto Masucci, Davide Tizzano e Julija Majarčuk.

Questa manifestazione durata 3 giorni è stata veramente sorprendente dal punto di vista dei seminari e laboratori del Gusto tenuti da esperti del settore, come il primo Master of Food Pizza condotto da Vito Trotta, responsabile regionale Presidi Slow Food con la collaborazione di Attilio Bachetti, o il laboratorio “Come il cacio sulla pizza” di Antonio Puzzi, membro del consiglio nazionale Slow Food Italia, o come i due laboratori sull’abbinamento pizza/vino organizzati dall’AIS “Bollicine e pizza fritta” e ” abbinamento di vini campani con la pizza” coordinati dal delegato AIS Napoli, Tommaso Luongo, inoltre l’Associazione Italiana Sommelier di Napoli ha organizzato banchi di degustazione di vini durante tutte le Olimpiadi con la presenza di Grotta del Sole e Feudi di San Gregorio.

album 1 giorno

album 2 giorno

album 3 giorno

Al via la prima Convention Internazionale

dell’Associazione Verace Pizza Napoletana

 

Oltre 100 pizzaioli in arrivo da 4 continenti per le

Olimpiadi della Verace Pizza Napoletana

 

In programma laboratori del gusto e workshop

E per la serata finale “Pizza con le Stelle”

Artisti, imprenditori, sportivi, guidati dai Pizza Trainer,

si sfideranno a colpi di farina, pomodoro e mozzarella

Dal 3 al 5 luglio 2012

Città della Scienza – Napoli

Laboratori del gusto e incontri scientifici, una divertente sfida tra Stelle e, soprattutto, le Olimpiadi della Verace Pizza Napoletana. Sarà un evento unico nel suo genere la prima Convention Internazionale dell’Associazione Verace Pizza Napoletana che, dal 3 al 5 luglio 2012, si terrà a Napoli, presso Città della Scienza. Regina incontrastata della tre giorni sarà, ovviamente, la pizza in tutte le sue declinazioni. La celeberrima pietanza partenopea sarà, infatti, studiata, celebrata e “degustata” in occasione di un evento che aspira a essere sia un importante momento di confronto per i soci dell’AVPN e per gli addetti ai lavori, sia una vera e propria festa gastronomica. Ogni giornata della convention avrà un particolare filo conduttore a cui si ispireranno i vari appuntamenti in programma. Si inizierà con “Lieviti e fermenti”, per proseguire con “I 5 elementi” e concludere con “I 5 sensi”.

La presentazione della Convention avverrà martedì 3 luglio, alle 14.30, a Città della Scienza. Intervengono Antonio Pace, Presidente Associazione Verace Pizza Napoletana; Prof. Vincenzo Fogliano, Dipartimento di Scienza degli Alimenti, Università Federico II di Napoli; Nino Pascale, Presidente Slow Food Campania ; Tommaso Luongo, Delegato dell’ Associazione Italiana Sommelier Napoli. Modera Massimo di Porzio, Vicepresidente Vicario AVPN.

- Le Olimpiadi della Verace Pizza Napoletana -

Momento centrale della Convention saranno le “Olimpiadi della Verace Pizza Napoletana”, che avranno inizio il primo giorno, il 3 luglio, con l’accensione dei Forni Olimpici alle 15.30. Sono attesi oltre cento pizzaioli, provenienti da quattro continenti, che si sfideranno in cinque discipline diverse, rappresentando le rispettive nazioni. Talento e creatività saranno elementi indispensabili per i Maestri per guadagnare punti nel medagliere internazionale e portare il proprio Paese alla vittoria. Con “Le Olimpiadi della Verace Pizza Napoletana”, per la prima volta si gareggia partendo dall’impasto stesso, che sarà preparato rigorosamente in loco. La Giuria, composta da chef campani, maestri pizzaioli, docenti universitari ed esponenti del mondo accademico e culturale, valuterà, poi, il prodotto finale seguendo tutte le diverse fasi di lavorazione.

Ma veniamo ai dettagli della gara. I pizzaioli si dovranno sfidare in cinque categorie differenti: Pizza classica, Pizza fantasia (l’innovazione della tradizione secondo il disciplinare dell’AVPN), Pizza artistica, Pizza fritta e Mastunicola (disco di pasta condito con strutto o olio extravergine, basilico, pepe per esaltare l’impasto). Protagonista sarà, quindi, la Vera Pizza Napoletana, così come viene intesa a Napoli. I concorrenti potranno destreggiarsi non solo con margherita e marinara, ma anche con altri tipi di pizze, utilizzando, però, gli ingredienti non in contrasto con la cucina partenopea. Ad essere premiati saranno sia i singoli “atleti” che le nazioni, che avranno totalizzato il maggior numero di medaglie d’oro. La valutazione finale sarà fatta sulla base di un’innovativa scheda di degustazione/analisi sensoriale, elaborata dall’AVPN in collaborazione con Slowfood Campania, e che sarà proposta anche in eventi futuri come il Salone del Gusto di Torino.

- Pizza con le Stelle -

E dopo i pizzaioli di tutto il mondo, a sfidarsi saranno anche le Stelle. Per la serata conclusiva del 5 luglio, saranno artisti, imprenditori, sportivi e giornalisti a dover dimostrare tutta la propria abilità come impastatori e infornatori. I vip si lanceranno in una entusiasmante gara, che vincerà chi preparerà la pizza più gustosa. Ogni Stella sarà affiancata da un Maestro della Pizza, un vero e proprio “Pizza Trainer”, che seguirà tutte le fasi della competizione e che, soprattutto, dovrà motivare i propri assistiti con indispensabili consigli.

A fare gli onori di casa sarà l’attore Gino Rivieccio che condurrà la serata, a partire dalle ore 20.30. In gara per “Pizza con le Stelle”: l’attore Massimiliano Gallo in squadra con Lello Surace, l’imprenditore Maurizio Marinella con Guglielmo Vuolo, l’artista Lello Esposito con Gino Sorbillo, il giornalista Luciano Pignataro con Ciro Salvo, la showgirl Julija Majarčuk con Gaetano Esposito, il regista Roberto Gambacorta con Enzo Coccia, il campione olimpionico di canottaggio Davide Tizzano con Gaetano Fazio.

La Giuria sarà presieduta dallo Chef stellato Alfonso Iaccarino.

- I Laboratori del Gusto –

 La tre giorni dell’AVPN si articolerà, inoltre, in un fitto e interessante programma di attività, messo a punto grazie alla collaborazione di importanti partner. La pizza sarà oggetto di incontri scientifici, di laboratori del gusto, di workshop, con specifici focus di approfondimento sugli ingredienti.

Slow Food Campania propone due tipi di appuntamenti che coniugano formazione e degustazione (per info e prenotazioni: info@slowfoodcampania.com o 347 5650976). Si parte martedì 3 e mercoledì 4 con le due giornate del primo Master of Food Pizza (dalle 17,30 alle 20,00). Gli incontri, condotti da Vito Trotta, responsabile regionale del progetto Presìdi Slow Food per Campania e Basilicata, con la collaborazione del pizzaiolo Attilio Bachetti, sono riservati a un massimo di 20 partecipanti (costo complessivo 30 euro). Mercoledì 4 luglio, invece, Antonio Puzzi, membro del Consiglio Nazionale di Slow Food Italia, guiderà un Laboratorio del Gusto dal titolo “Come il cacio sulla pizza” (ore 13.55 – massimo di 20 partecipanti – 5 euro). L’associazione parteciperà, inoltre, con un proprio spazio nel quale sarà possibile incontrare prodotti e produttori dei Presìdi Slow Food e conoscere l’Alleanza tra i Pizzaioli e i Presìdi Slow Food, naturale evoluzione del progetto di Alleanza già intrapreso con gli chef di tutta Italia.

L’Associazione Italiana Sommelier di Napoli sarà protagonista di due interessanti laboratori del gusto. Il primo (3 luglio, ore 19.00) tratterà di “Bollicine e pizza fritta”, mentre il secondo indagherà le diverse possibilità di abbinamento di vini campani con la pizza (4 luglio, ore 12.20), coordinati dal delegato dell’AIS Napoli Tommaso Luongo.

L’AIS organizzerà, inoltre, nel corso di tutta la manifestazione, banchi di degustazione di vini che si abbinano in modo ideale con la pizza, tra i quali Asprino d’Aversa Spumante, Falanghina e Greco Dubl Spumante, Gragnano e Lettere, forniti da due prestigiose aziende campane: Grotta del Sole e Feudi di San Gregorio.

 

- I Workshop -

Tutti i workshop in programma saranno suddivisi in tre giornate tematiche, che culmineranno il 5 luglio (ore 16.00) con la Convention dell’AVPN, a cui prenderanno parte soci e operatori del settore.

La prima giornata sarà dedicata a “Lieviti e fermenti”. In calendario il seminario sull’impasto a mano a cura del Maestro pizzaiolo Franco Pepe, il workshop sulla macinazione lenta a cura dell’Antico Molino Caputo, la conferenza dal titolo “Batteri lattici e lieviti come strumenti per il miglioramento qualitativo degli impasti lievitati” tenuta dalla dott.ssa Simona Palomba del Dipartimento di Scienza degli Alimenti dell’Università Federico II di Napoli, il workshop sulla birra a cura di Dab.

I 5 elementi – Acqua, metallo, fuoco,terra e legno” saranno, invece, i principi ispiratori della seconda giornata (4 luglio), articolata in diversi workshop tenuti da Ferrarelle, Agugiaro&Figna, Consorzio Mozzarella di Bufala Campana, Danicoop (pomodoro San Marzano), Refrattari Valoriani, Ciao Il Pomodoro di Napoli, Molini Tandoi, Gimetal, ANFO (degustazione di oli), iPack&Trade e Luca Di Massa (sul Food cost control).

L’ultimo capitolo della convention sarà dedicato ai “I 5 sensi”. Il 5 luglio Roberto e Laura Gambacorta  presentano il documentario “Il Sole nel Piatto” , mentre Monica Piscitelli illustrerà la sua “Guida alle Migliori Pizzerie di Napoli e Campania”. La Prof.ssa Rossella Di Monaco terrà, in seguito, un seminario su “Le scienze sensoriali e la valutazione dei prodotti tipici”, mentre il Dott. Vittorio Roberti, Consigliere Nazionale ANSiSA, curerà l’incontro “Pizzando pizzando: impariamo a nutrirci e non soltanto a mangiare”.

In occasione dell’incontro internazionale a Città della Scienza, si presenterà agli associati dell’AVPN anche il primo cofanetto viaggi dedicato alla pizza, frutto della collaborazione tra l’Associazione Verace Pizza Napoletana e Smartbox.

Per informazioni:

Associazione Verace Pizza Napoletana Via Santa Maria La Nova 49 – 80 100

Tel/Fax 081 42 01 205 – info@pizzanapoletana.org

Ufficio stampa e accrediti

Fiorella Taddeo – tel. 335 24 04 65 – fiorella.taddeo@gmail.com

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