Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...corsi sommelier in partenza

A Las Vegas domina il team “Molino San Felice” di Napoli

Oltre sessanta pizzaioli da tutto il mondo. Ma vince la tradizione.

Giovanni Gagliardi è il vincitore dell’International Pizza Challenges, categoria “tradizionale”, della manifestazione internazionale del “Pizza Expo 2012” di Las Vegas, Nevada, Usa.

Il maestro Gagliardi, figlio d’arte, da venticinque anni pizzaiolo, è titolare della pizzeria “La Leggenda” di San Felice a Cancello, in provincia di Caserta. Per l’evento statunitense di inizio marzo – considerato da molti una sorta di campionato del mondo della pizza – ha sfidato e vinto oltre sessanta concorrenti: trentacinque americani e venticinque dal resto del mondo. Gagliardi è risultato quindi il primo della sua categoria e secondo in assoluto con il team “Molino San Felice”.

«Non pensavo di vincere – ha spiegato – è la conferma che noi italiani facciamo la pizza migliore del mondo. Ed è la dimostrazione che la tradizione è una marcia in più che abbiamo solo noi. Mi sono trovato a competere con i più grandi pizzaioli del mondo. Ho fatto la mia pizza come sempre e poi ho sentito lo speaker che annunciava il mio nome. Ed anche se non conosco l’inglese, ho capito che avevo vinto. Non è la prima volta che competo a questo tipo di manifestazioni, ma all’estero, è tutta un’altra cosa».

La pizza che ha sbaragliato i concorrenti è stata preparata con la farina del Molino San Felice, azienda che in quell’occasione appoggiava un vero e proprio team di cui Giovanni faceva parte.

Molino San Felice è l’azienda che da quattro generazioni produce farina per pizza secondo l’antica tradizione dei mugnai napoletani. L’attività dell’Azienda nel settore della molitura del grano tenero ha inizio già nella metà dell’ottocento nel comune di San Giuseppe Vesuviano e si espande nel 1954 con un nuovo stabilimento sito in Cimitile, centro dell’agro nolano, che rappresenta, ancora oggi, l’attuale sede di produzione.

Napoli, 30 marzo 2012

Ufficio Stampa

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10 Maestri rappresentanti della pizza napoletana che hanno fatto assaggiare le loro specialità : Enzo Cacialli de “Il Pizzaiolo del Presidente” di Via dei Tribunali; Antonio Starita, della “Pizzera Starita” con la sua sede storica a Materdei e ora anche a N. Y.; Adolfo Marletta, decano e antico maestro della “Spaghettata” al Vomero; Umberto Fornito della “Pizzeria Il Frattese” di Fratta; Ernesto Pacifico della “Pizzeria Mini Napoli” di Casoria (Na); Mario e Augusto Folliero della illustre dinastia Folliero e della pizzeria “Anema & Core; Simone Fortunato della “Pizzeria Diaz”; Saverio Ciampi della “Pizzeria Il Fungo” di Benevento e Marcello Avitabile, pluricampione della pizza senza glutine, della pizzeria “Da Marcello” di Pagani, in provincia di Salerno. Con loro, Roberto Caporuscio, riferimento nel mondo della pizza d’oltreoceano e reduce dal successo dell’apertura, assieme al suo mentore, Antonio Starita, del Don Antonio, locale napoletano a N. Y.


 

Video realizzato da Emanuele Di Cesare (www.progettareweb.com) per l’Associazione Verace Pizza Napoletana (www.pizzanapoletana.org).

L’Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN) è stata fondata nel giugno 1984 a Napoli, dove ha sede legale e operativa, e non ha fini di lucro.
La sua mission è promuovere e tutelare, in Italia e nel mondo, la ‘vera pizza napoletana’, vale a dire il prodotto tipico realizzato secondo le caratteristiche descritte nel Disciplinare internazionale per l’ottenimento del marchio collettivo “Vera Pizza Napoletana”, in vigore dal 1984 e redatto e registrato dall’AVPN.
L’Associazione è impegnata anche nella promozione e tutela delle pizzerie affiliate e dei prodotti della filera produttiva legata alla ‘vera pizza napoletana’ nonché nella professionalizzazione dei pizzaioli.

L’AVPN è rappresentata all’estero da due delegazioni: VPN Americas e VPN Japan.
Le delegazioni curano i rapporti con gli affiliati nei territori di riferimento ed organizzano corsi di formazione e seminari di approfondimento sulla ‘vera pizza napoletana’.

5 Marzo,Pizza a quattro mani a La Notizia

Pubblicato da aisnapoli il 29 - febbraio - 2012Versione PDF

Il 5 marzo alla pizzeria La Notizia di Napoli

 secondo appuntamento a quattro mani con i maestri pizzaioli

protagonisti del film “Il sole nel piatto”.

Dopo Franco Pepe è la volta di Attilio Bachetti, ospite di Enzo Coccia

per la seconda delle tre serate speciali dedicate alla pizza di qualità

In mattinata incontro di approfondimento riservato ai pizzaioli

 

Quattro assi della pizza napoletana per tre serate fuori dal comune. Filo conduttore il film dedicato al disco di farina simbolo del made in Naples “Il sole nel piatto”,  prodotto da Roberto Gambacorta per Rio Film e realizzato dal regista Alfonso Postiglione, che vede tra i protagonisti alcuni dei migliori maestri pizzaioli campani: i napoletani Enzo Coccia de La Notizia , Attilio Bachetti della pizzeria Attilio e Gino Sorbillo della omonima pizzeria, nonché i casertani fratelli Pepe della pizzeria Pepe di Caiazzo (Ce).

Location d’eccezione per le tre serate a quattro mani la Pizzaria La Notizia di via Caravaggio, 53 di Napoli. Dopo la serata del 30 gennaio che ha visto Franco Pepe affiancare il padrone di casa Enzo Coccia, il 5 marzo sarà la volta di Attilio Bachetti.

I tre appuntamenti organizzati da Rio Film in collaborazione con il Molino Caputo, il caseificio Barlotti, l’azienda agricola casa Barone, l’azienda vitivinicola Grotta del Sole, Acqua Ferrarelle e l’AIS Delegazione di Napoli avranno inizio alle ore 19,30 con la proiezione del film “Il sole nel piatto” per poi proseguire con la degustazione delle pizze. In occasione delle serate ognuno dei protagonisti presenterà in anteprima la propria versione della pizza “Il sole nel piatto” oltre a proporre un proprio classico o qualche altra pizza inedita.

Nelle stesse date in mattinata sono previsti degli incontri di approfondimento riservati ai pizzaioli che potranno così confrontarsi sull’impasto, sulle caratteristiche del forno, sugli ingredienti (farina, mozzarella di bufala, pomodorini del piennolo e olio) che si impiegano nella realizzazione della pizza e sui criteri di abbinamento con vino e birra.

 

Il sole nel piatto

“Il Sole nel Piatto”, diretto da Alfonso Postiglione e prodotto da Roberto Gambacorta (vincitore quest’anno del David di Donatello con il corto “Jody delle giostre”), è un affascinante viaggio nel mondo della pizza napoletana di qualità e delle eccellenze agroalimentari della Campania che vede protagonisti alcuni dei migliori pizzaioli campani. In compagnia di Enzo Coccia, di Gino Sorbillo, di Alfonso Mattozzi, di Attilio Bachetti e dei fratelli Pepe si va alla scoperta, oltre che della pizza napoletana, anche degli ingredienti in grado di renderla così speciale: farina, pomodoro, mozzarella e olio extravergine di oliva. Per ogni prodotto sono state effettuate delle riprese presso aziende, sinonimo di eccellenza nel proprio settore. Per la farina si è scelto il Molino Caputo di Napoli, per la mozzarella di bufala, il caseificio Barlotti di Paestum, per il pomodorino del piennolo del Vesuvio, casa Barone di Massa di Somma, e per l’olio extravergine di oliva, Le Tore di Massalubrense. Anche lo storico legame tra pizza napoletana e vino campano, un po’ dimenticato di recente a causa dello strapotere delle birre industriali, viene messo in evidenza attraverso il racconto di Francesco Martusciello, enologo dell’azienda flegrea Grotta del Sole.

Completano il viaggio le interviste al maestro partenopeo Stefano Ferrara, i cui pregiati forni artigianali sono presenti nelle migliori pizzerie di tutto il mondo, ai titolari dell’azienda napoletana Mormile, unici produttori di impastatrici realizzate a mano, e al professore Antonio Mattozzi, autore di un saggio sulla storia della pizza napoletana intitolato “Una storia napoletana. Pizzerie e pizzaiuoli tra Sette e Ottocento”.

 

I tre appuntamenti “Film + pizze a 4 mani”:

Lunedì 30 gennaio:

Enzo Coccia e Franco Pepe (in abbinamento le birre artrigianali Karma e Maneba)

 

Lunedì 5 marzo:

Enzo Coccia e Attilio Bachetti (in abbinamento i vini di Grotta del Sole)

 

Lunedì 16 aprile:

Enzo Coccia e Gino Sorbillo (in abbinamento i vini di Grotta del Sole)

 

Ingresso solo su prenotazione (contattare Laura Gambacorta: 349 2886327)

Ticket di ingresso: 20 euro

 

Per informazioni e prenotazioni:

Organizzazione e ufficio stampa evento

Laura Gambacorta

349 2886327

laugam@libero.it

Tradizione e innovazione: la Masardona, pizza e tanto di più

Pubblicato da aisnapoli il 26 - febbraio - 2012Versione PDF

Di Anna Ruggiero

Mi piace l’innovazione in ogni sua forma. Mi piace la tecnologia. Mi piacciono le novità. Sono curiosa e mi lascio trascinare da chi vuole innovare. Per farlo non è necessario l’impiego di nuove tecnologie ma una buona idea, lo studio del caso, metodo, impegno e tanta creatività.
Vi chiederete cosa c’entra questo con la pizza fritta e il vino? C’entra c’entra! Napoli è in fermento in questi tempi. Ci sono i giovani che si confrontano con il venture capital, ci sono gli appassionati di vela che vedono realizzarsi un sogno con l’avvento dell’America’s Cup e poi ci sono i piccoli imprenditori che ti sorprendono con le loro intuizioni. Protagonisti di questi esempi di innovazione: Enzo Piccirillo, proprietario della pizzeria la Masardona e la giornalista enogastronomica Monica Piscitelli.

Monica Piscitelli e il Pizzalab
Monica racconta Napoli da alcuni anni. Intervista i protagonisti della sua gastronomia e ne riassume la storia e le note particolari. Economista, sommelier, giornalista e blogger, è soprattutto una persona innamorata della sua città e, come tale, sa cogliere e narrare a tutti quanto di vero e bello può esserci. Da tempo ha scelto come argomento di ricerca la pizza e i più illustri maestri pizzaioli raccogliendo la loro storia in una guida per IPhone e Ipad prima e, cartacea poi. La ricerca però è in continua evoluzione e il suo laboratorio “Pizzalab” si arrichisce di nuove esperienze e sperimentazioni di gusto. Curiosa accetto l’invito.

La Masardona

La Masardona è a due passi dalla stazione in un quartiere popolare “case nuove” che però ti sorprende con angoli che racchiudono dei piccoli capolavori di architettura. L’appuntamento è alle 11.00 del mattino. Confesso è la mia prima volta qui. La sala è unica e non ci sono tavoli per accomodarsi. Ci sono diversi ospiti, alcuni amici e una gran curiosità. Monica ci accoglie e ci presenta Enzo Piccirillo presentandoci l’argomento del laboratorio del giorno: scegliere, tra le proposte di vino selezionate, il vino da abbinare alla pizza fritta e ad altre torte rustiche della tradizione napoletana.
La storia della pizzeria è affascinante, l’avevo letta in altri articoli sia di Monica che di altri giornalisti. Masardona, ovvero colei che fa da messaggera tra i briganti in montagna. Come la nonna di Enzo Piccirillo, Anna, che diede inizio alla loro attività, in modo umile, con un banchetto, unicamente la domenica, di fronte casa, per offrire ai passanti la pizza fritta e altri rustici realizzati in occasione delle feste tradizionali. L’attività è poi stata tramandata prima al padre e poi alla mamma di Enzo, fino ad arrivare a lui che ora la gestisce con le cugine.
Enzo è una bella persona. Occhi azzurri vivi, del colore del cielo di mattina. Pacato è li ad impastare con garbo le sue pizze attento alla richieste dei suoi clienti.
Li ascolta, li conosce, accoglie i turisti e poi crea. La pizzeria produce unicamente pizze fritte e rustici della tradizione campana: Tortano, Pizza di Scarole, Migliaccio e Roccocò. Qui la pizza nasce come prodotto realizzato dalla donna di casa, in padella o al forno e, si sviluppa, con la ricercatezza degli ingredienti, in proposta gourmet.

I Vini
I vini selezionati per l’abbinamento del laboratorio erano: Cantine Grotta del Sole, Asprinio di Aversa Doc e Gragnano della Penisola Sorrentina Doc, Alimata Fiano di Avellino Docg di Villa Raiano, Gragnano della Penisola Sorrentina di Sannino.

La degustazione delle pizze
Iniziamo la nostra degustazione con la pizza fritta tradizionale: cicoli, ricotta e pepe. Continiamo con la pizza fritta con le scarole. C’è poi il tortano napoletano con ripieno tradizionale e la sugna, il migliaccio di carnevale realizzato in piccole porzioni e fritto, e per finire la pizza di scarole cotta al forno.
Tralascio per un attimo la sinfonia del gusto delle pizze di Enzo Picirillo per parlare del vino che secondo, il mio parere da semplice consumatore, ho gradito maggiormente. A mio avviso il Gragnano era il vino che avrei abbinato su tutte le pizze, sia nella proposta della Cantina Grotta del Sole che in quella della Cantina Sannino. Ho gradito la scelta dell’Asprinio sulla pizza fritta tradizionale, anche se io, essendo vegetariana, ho assaggiato solo la pasta della pizza in questa soluzione. Pur piacevole come vino in sé non ho preferito il Fiano di Avellino come possibile abbinamento.

Innovazione qui e perchè
Enzo Piccirillo è figlio d’arte. Quello che sa e che fa lo deve ai suoi genitori e alla capacità di sua madre. Ma, come racconta lui, bisogna innovarsi. E lui lo fa valutando le materie prime, le modalità di preparazione della pasta in relazione alla variazione atmosferiche, destagionalizzando il consumo delle torte tradizionali in periodi non consueti e con modalità di vendita nuove.
Enzo ha compreso che bisogna proporre il prodotto locale in modo globale. Lui racconta Napoli attraverso le sue pizze e per farlo deve fare in modo che, anche chi non può recarsi in pizzeria, ne possa assaporare il gusto e la bontà. Non ci sono tavoli qui. Ma si consegna in tutta la città a costi contenuti. E c’è un packaging adatto anche al trasporto per lunghi viaggi. La sua pizza fritta può essere mangiata e assaporata anche dopo tante ore dalla cottura. Pur fritta non è untuosa e viene avvolta in una carta che ne tutela gli aromi e ne favorisce la traspirazione. La custodisce, nel suo trasporto, una busta rigorosamente di carta, grande, per lasciare spazio alle pizze e non soffocarle.
Alla pizza fritta si sommano le torte rustiche tradizionali, quelle che solitamente sono preparate in città in occasione del Natale o di tante altre feste canoniche. Anche qui la cura dell’impasto ne aiuta la conservazione, lasciando al consumatore goloso e/o curioso, la scelta di mangiarla in periodo tradizionale o quando meglio crede.
Anche il tipico dolce natalizio, il roccocò qui si innova. Lo si trova preparato in piccole dimensioni, in un barattolo sottovuoto, con tanto di fiocco e etichetta, per poterlo gustare come se fosse un cantuccino, in una serata tra gli amici, o in una pausa serale anche d’estate.
I prodotti qui si trasformano da cibo per le famiglie in un proposta culinaria con ingredienti ricercati, preparata con cura artigianale.

Il mio Pizzalab
Una bella esperienza il Pizzalab, non solo gastronomica ma anche turistica, alla scoperta di Napoli e dei personaggi che raccontano la sua tradizione. Confesso che mi aspetto che si trasformi in un itinerario turistico consolidato e, già immagino gli stranieri che, guidati dalle informazioni raccolte in un supporto informatico, girano per la città visitando l’itinerario della tradizione abbinando enogastronomia, arte e cultura.

La Vera Pizza Napoletana
Alla  Città della Scienza un Seminario di approfondimento su tecniche e ingredienti necessari per realizzare la Verace Pizza Partenopea

Lunedì 27 febbraio 2012 – ore 10.00
Città della Scienza – Via Coroglio, 104/57 Napoli

Qual è il segreto per realizzare un’eccellente pizza napoletana? Quali sono le tecniche da seguire e quali ingredienti bisogna scegliere per preparare ad arte la celeberrima ricetta partenopea?
L’occasione per rispondere a questi e ad altri quesiti sarà il Seminario sulla Vera Pizza Napoletana organizzato a Città della Scienza, lunedì 27 febbraio 2012, a partire dalle ore 10.00. L’evento, promosso dall’Azienda Le 5 Stagioni, in collaborazione con l’Associazione Verace Pizza Napoletana, rientra in un progetto più ampio teso all’organizzazione di incontri e workshop di approfondimento e formazione in programma in tutto il mondo. La tappa napoletana è stata infatti anticipata da due precedenti appuntamenti a Parigi e Londra tra dicembre e gennaio.
Al seminario interverranno Giorgio Agugiaro, Presidente di Agugiaro e Figna Molini SpA che con il marchio di farine Le 5 Stagioni rientra nell’Albo dei Fornitori Approvati della “Vera Pizza Napoletana”, Massimo Di Porzio, Vice Presidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana e il Prof. Vincenzo Fogliano dell’Università Federico II di Napoli (Dipartimento di Scienze dell’Alimentazione – Facoltà di Agraria), Ciro Salvo, Istruttore AVPN, Guglielmo Vuolo, Maestro AVPN e Stefano Ferrara (Stefano Ferrara Forni). Le conclusioni saranno affidate ad Antonio Pace, Presidente Associazione Verace Pizza Napoletana che parlerà scherzosamente delle “Regole fondamentali su come sbagliare la Vera Pizza Napoletana”.
All’incontro parteciperanno addetti ai lavori interessati ad approfondimenti sulle tecniche di impasto e di preparazione della pizza. Il seminario avrà anche lo scopo di migliorare la conoscenza delle stesse materie prime, in particolar modo della farina, e delle caratteristiche che questi prodotti devono presentare per assicurare la resa ottimale della pietanza.
Tra le tematiche che saranno approfondite ci sarà inoltre quella della lievitazione. Le 5 Stagioni e l’Associazione Verace Pizza Napoletana sono infatti al lavoro su “Naturalmente verace”, un progetto di selezione di ceppi di lieviti naturali essiccati che assicurerebbero all’impasto le fragranze tipiche del lievito madre e le caratteristiche della tradizionale Vera Pizza Napoletana.I partecipanti interverranno anche con le loro famiglie per le quali sono previsti laboratori tematici come quello destinato ai più piccoli “Mani in pasta”, spettacoli come “Il pizzaiolo acrobatico”, nonché la visita al Science Museum di Città della Scienza.

Per informazioni e prenotazioni:
tel. 081 0322275
www.le5stagioni.it
www.pizzanapoletana.org

Mercoledì 22 febbraio h.18:00 alla LIBRERIA MONDADORI di Piazza Trieste e Trento, 52, Napoli, Presentazione del libro “Partenope in pizzeria”: Viaggio affascinante nella storia della pizza. Pizzaioli e locali celebri a Napoli dal ’700 ad oggi ” di Giuseppe Giorgio (Edizioni Fi S.r.l.).
Con l’autore Giuseppe Giorgio interverranno:
Pietro Gargano (giornalista-storico musicale)
Giovanni Lucianelli (giornalista-direttore editoriale Forum Italia)
Giuseppina Scognamiglio (docente di letteratura italiana Università degli Studi di Napoli Federico II)
Aldo Di Mauro (scrittore filosofo)

Inoltre leggeranno alcuni brani tratti dal libro:
Gigi Savoia (attore e regista)
Umberto Bellissimo (attore e regista)
Massimo Masiello (attore e cantante)
“Partenope in Pizzeria”, è questo il titolo del nuovo libro dello scrittore e giornalista Giuseppe Giorgio, pubblicato dalle “Edizioni FI”. “Amorevole e sentito compendio sulla storia della pizza, dei locali e dei pizzaioli che l’hanno resa celebre nel tempo – così come afferma lo stesso autore – il lavoro intende dimostrare, viaggiando tra racconti, ricordi di grandi personaggi del passato ed inimitabili sapori fatti di fiere memorie ed identità culturali, quanto, per tutti i napoletani, la leggendaria specialità al forno non sia soltanto un tipico elemento culinario”. Per i lettori, così come recita lo stesso sottotitolo del volume, “un viaggio affascinante nella storia della pizza” capace di chiamare all’appello, grazie ad una sorta di appassionante passerella, tutti quei personaggi ad essa collegati dal ’700 ai giorni nostri. Con la prefazione di Pietro Gargano ed un pensiero introduttivo di Mimmo Liguoro, il libro in vendita nelle migliori librerie, nelle edicole e presente nelle pizzerie storiche della città, ribadisce quindi, così come afferma lo stesso Giorgio, un concetto della pizza inteso come prestigioso sinonimo di tradizione e storia sociale. “La pizza – scrive l’autore – è ciò che lo stesso popolo partenopeo ha creato con i sentimenti dell’anima e la forza delle mani, è saggezza, è la città racchiusa in un simbolo. La pizza rappresenta ogni avvenimento, ogni stato d’animo, ogni ostacolo superato, ogni conquista, soddisfa bisogni e necessità trasformandosi, a tavola in un largo piatto o tra i vicoli piegata a libretto tra le ribollenti mani, nella vera protagonista della celebrazione di un rito. Nasconde in sé i segreti di ogni napoletano e di ogni pizzaiolo, che custodendone con fermezza e attaccamento i prodigiosi misteri, la sospinge giorno dopo giorno al di là del concetto del tempo”. Con “Partenope in Pizzeria”, insomma, il noto “Critico Buongustaio” (così è anche conosciuto Giuseppe Giorgio per la sua lunga attività di attento critico teatrale da sempre affiancata da approfondite incursioni giornalistiche, televisive ed editoriali nel mondo dell’enogastronomia e delle eccellenze campane) osserva la pizza napoletana come una storia che continua ed ancora, come si può leggere tra le pagine del coinvolgente volume, come l’immagine del bene che trionfa sul male. “La pizza- ribadisce ancora l’autore- è ciò che segna la strada di chiunque la incontri, è ciò che rende speciale la città di Napoli da sempre solido scrigno della sua magia e dell’antica ed impareggiabile soavità”. Analizzando le varie versioni sulle origini della pizza “Margherita” dai Borbone al Risorgimento, rispolverando autorevoli brani dedicati alla leggendaria specialità firmati da personaggi del calibro di Salvatore Di Giacomo, Matilde Serao ed Emmanuele Rocco, ricordando le canzoni e le poesie celebri dedicate alla pizza da E.A. Mario a Viviani e da Aurelio Fierro a Giorgio Gaber ed effettuando una coinvolgente passeggiata tra tutti i più celebri locali di ieri e di oggi narrando le vicende di quelle famiglie che hanno saputo rendere la pizza famosa nel mondo, Giuseppe Giorgio, compie una vera e propria missione di salvaguardia e difesa nel nome di un prodotto che meglio di tutti riesce ad incarnare la vera essenza del popolo napoletano. Rivolgendosi infine, per quelle che lui stesso definisce “autorevoli conclusioni” ai più rappresentativi personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo e dell’imprenditoria napoletana, per raccogliere nelle pagine finali del suo libro una nutrita serie di considerazioni e risposte scaturite dalla domanda “cosa rappresenta secondo lei la pizza per i napoletani?” Giuseppe Giorgio, riesce a formulare una sorta di moderno breviario filosofico che tirando in ballo autorevoli e popolari personalità tra cui, Marino Niola, Luigi De Filippo, Aldo Di Mauro, Manlio Santanelli, Marisa Laurito, Peppino Di Capri, Renato De Falco, Gino Rivieccio e Lello Esposito, meglio di tutti descrive l’immagine di una pizza non solo sinonimo di bontà e specialità tradizionale ma antico emblema di una città da sempre lavoratrice e produttrice che ancora non dimentica di essere stata la capitale di uno dei Regni più potenti d’Europa.

Fotoracconto: La Pizza per i pizzaioli…Prima giornata

Pubblicato da aisnapoli il 11 - febbraio - 2012Versione PDF


1^ giornata
Lunedì 30 gennaio
Proiezione per i pizzaioli presenti del film sulla pizza “Il sole nel piatto”
Argomenti:
Farina (intervento Molino Caputo)
Influenza della manipolazione e della cottura sulle caratteristiche della vera pizza napoletana – Cenni storici sulla pizza fritta (Enzo Coccia)
Foto di Luciano Furia

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