Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

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Avviso Pubblico per la selezione di 30 allievi residenti a Napoli e provincia da ammettere al corso di I° e II° livello per sommelier

A sostegno della valorizzazione delle produzioni tipiche agroalimentari della provincia di Napoli, SI Impresa, in collaborazione con l’Ais- Associazione Italiana Sommelier, intende realizzare un corso di formazione per sommelier I° e II° livello

Avviso Corso Sommelier I° livello

Avviso Corso Sommelier II° livello

La lista degli ammessi al Corso Sommelier n.118

Pubblicato da aisnapoli il 24 - novembre - 2017Versione PDF

la-lista-del-multinivel-2La lista dei partecipanti al Corso Sommelier di Primo livello n.118 in partenza alle ore 20 il 30 Novembre presso l’Hotel Renaissance Naples:
ADAMO PAOLA, ALVINO MARIA GABRIELLA, AMBROSINI ROBERTA, ANASTASIO GAETANO, BARDARO VITO, BARLESE GRAZIA, BORZACCHIELLO FRANCESCO, BRUNELLI BARBARA, BUONFINO FABRIZIA, BUSSETTI, CAIRO ANTONIO, CALABRIA VALENTINA, CAPASSO CARMEN, CAPOBIANCO STEFANO, CARILLO ANTONELLA, COTUGNO GIANCARMINE, CRISAFULLI VALERIA, D’ERRICO ALBERTO, DE GREGORIO LUCIA, DE LUCA VITTORIO, DE PRISCO FRANCESCO, DE STEFANO FABIO, DE VENDITTIS VINCENZO, DE VITA PANTALEONE, DI MATTEO ALESSIO, DI MAURO CARMELA BRUNA, D’ORSI MARIA VITTORIA, ESPOSITO PAOLO, ESPOSITO ROSARIO, FUMAGALLI MARCO, GISONDE LUISA, GUADAGNO GIUSEPPE, HRYTSKIV TETYANA, IAZZETTA MATILDE, ILLIANO ELVIRA, ILLIANO RAIMONDO, IMPROTA ALESSANDRA A., IMPROTA FABRIZIO, LONGOBARDI CRISTINA, LUPO GENNARO, LUPO GIUSEPPE, MAISTO GABRIELLA, MARCONE CELESTINO, MARINO MAURIZIO, MASI ANTONIA CARMELA, MAZZARELLA MARTINA, MEROLA MACRINA, MICERA FABIO, MICERA FRANCESCO, MONFREGOLA LUIGI, ODENSEA LEONTINA, OREFICE DOMENICO, PAGES FRANCESCO, PALMESE CLAUDIO, PIROZZI MARIA, REGA MAURIZIO, REMONDELLI TOMMASO, RIPA PAOLO, ROLLE ALESSIA, ROMANUCCI MICHELE, ROMITO GIOVANNI, RUSCIANO UMBERTO, SAVARESE NADIA, SCIANNIMANICO BENEDETTA, SICILIANO ALESSANDRA, SIMEOLI CIRO, SPERANDEO FABIO, STRAZZULLO RAMONA, TOSTI LAURA, TOTARO FRANCESCA.

Chi trovasse il proprio nominativo in quest’ultima lista può mettersi in contatto con la segreteria regionale dell’Ais Campania (info@aiscampania.it oppure 0823.345188 ore ufficio; Tommaso Luongo 3356790897- Franco De Luca 3492876717) per comunicare le coordinate bancarie necessarie per effettuare la restituzione del bonifico oppure optare per la partecipazione al prossimo Corso Sommelier con la delegazione di Napoli dell’Associazione Italiana Sommelier che partirà il 19 Dicembre presso la CCIAA di Napoli a piazza Borsa, turno pomeridiano (h.14/16.30).

Chiuse le iscrizioni per il Corso Sommelier n.118

Pubblicato da aisnapoli il 16 - novembre - 2017Versione PDF

soldout1-5-2Chiuse le iscrizioni!
Abbiamo raggiunto il numero massimo di partecipanti per il Corso Sommelier n.118 di Primo Livello, organizzato dall’Ais Napoli, che inizierà il 30 Novembre all’Hotel Reinassance Mediterraneo Naples. Ci dispiace per le persone interessate che stavolta non siamo riusciti ad accontentare. A breve pubblicheremo la lista degli ammessi: tutti quelli che dovessero trovarsi nella spiacevole situazione di aver già versato il bonifico previsto per la partecipazione al corso di primo livello ma non sono riusciti ad iscriversi possono scegliere l’immediata restituzione del bonifico ovvero ritenersi già iscritti al prossimo corso che partirà tra Gennaio e Febbraio.

Cinque giorni in Borgogna…ultima tappa!

Pubblicato da aisnapoli il 2 - novembre - 2017Versione PDF

Di Federica Palumbo Giorno 5: Saint Aubin – Beaune ovvero Derain – Colin – Bouchard senza sosta Esistono produttori di vino che ti rapiscono per la loro straordinaria autenticità, Dominique Derain è sicuramente tra questi: capelli bianchi, sandali e mani di granito racchiudono un’anima delicata e ancora sognatrice a 60 anni. Dopo alcuni tentativi, mediati dal pessimo traduttore di Google, Derain ci accoglie nella sua cantina alle 9.30 del mattino del nostro ultimo giorno in Borgogna. Ci fa attendere qualche istante perché è in piena fase di ristrutturazione dei due edifici che appartengono al Domaine; ristrutturazione, cui Dominique partecipa attivamente (ha le mani bianche di polvere di calce quando lo incontriamo), assieme a suo figlio e al suo socio Julien Altaber. Abbiamo giusto il tempo di esplorare Saint – Aubin e di appurare la sua semplicissima bellezza fatta di fiori alle finestre, pochi abitanti silenziosi e odore di pane appena sfornato che viene consegnato a domicilio da un giovanotto in bicicletta. Immagini da pellicola cinematografica. Dominique ci raggiunge e ci riconosce: ci eravamo già conosciuti non molto tempo prima a Roma in occasione di una manifestazione organizzata da un noto (e fantastico) distributore di vini. Senza esitare un istante ci porta a visitare le sue vigne. Il sorriso si stampa sulle nostra facce: è il primo produttore ad accontentare questo nostro desiderio. Come se non bastasse ci conduce alle impervie quanto ripide vigne di “En Remilly” con un auto “assurda” del 1955 (si, ha 62 anni quest’auto!). Giunti a destinazione senza un minimo di difficoltà!

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Auto di Derain del 1955 su suolo di En Remilly

Assaggiamo i piccoli chicchi di chardonnay e sperimentiamo la loro straordinaria freschezza e mineralità. Intanto Dominique, convinto sostenitore delle pratiche biodinamiche, ci mostra, orgoglioso, lo stato di salute delle sue piante, gli acini irregolari ma con le bucce intatte e sane. In un susseguirsi inesorabile di filari, non riusciamo a comprendere come Dominique distingua esattamente quelli di sua proprietà. Il terreno è a tratti rossi e a tratti bianco per l’affiorare di rocce durissime. Facciamo, inoltre, la conoscenza della divinità che protegge i filari da parassiti, malattie e… uomini!

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La divinità che protegge la parcella di En Remilly di proprietà di Derain

L’ospitalità di Dominique è commuovente, degustiamo i suoi vini mentre gli operai spostano una enorme pressa di acciaio senza il minimo sforzo, sfogliando il calendario della semina 2017 (manuale incontrato spesso in questo viaggio incredibile). Dominique ha gli occhi di un bambino mentre parla delle sue vigne e del terreno e della necessità di preservarlo il più possibile; noi, sempre di più, ritroviamo il suo spirito nei suoi freschissimi vini. Grazie per la splendida esperienza.

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A sinistra: il calendario delle semine biodinamiche 2017 – Marie Thun; una vista di Saint’Aubin A destra: il mitico Derain e i suoi vini

Lasciamo Dominique alla volta di Philippe Colin e ci troviamo catapultati in un Domaine in cui la conversione al tecnologico ha raggiunto un livello davvero interessante. La cantina è perfettamente pulita (senza pregiudizi, va detto che si tratta di una eccezione in Borgogna) ed organizzata: un sistema computerizzato regola le temperature a seconda delle fasi di vinificazione; una piccola bottaia accoglierà i bianchi per la malolattica molto presto. Si respira un’aria solenne in attesa della vendemmia. Tutti i produttori incontrati sono in fermento, si legge sui loro volti il desiderio e la speranza di lasciarsi alle spalle la catastrofica vendemmia 2016 segnata dalle gelate primaverili. I vini sono di straordinaria complessità, lo stile è netto ed elegante. Il produttore non trattiene un’espressione di compiacimento al sentirci paragonare il loro Chassagne – Montrachet 1er Cru Les Chenevottes 2015 ad un riesling della Mosella… Francesi umili, incredibile a dirsi! È il nostro ultimo giorno di viaggio ed è anche quello più ricco di emozioni, dopo Colin ci attende la Maison Bouchard Pere and Fils. La Maison conta oggi 130 ettari di vigneti nel cuore della Côte d’Or di cui 12 ettari sono classificati come Grand Cru e 74 come Premier Cru (seconda per estensione solo alla Maison Louis Jadot che conta circa 180 ettari). Un patrimonio unico in Borgogna per la sua diversità e le sue prestigiose denominazioni: Montrachet, Chevalier-Montrachet, Corton, Corton-Charlemagne, Clos de Vougeot, Chambertin. Una storia che affonda le radici nel 18esimo secolo. Joseph Bouchard, negociant di vini, nel 1775 acquisì i suoi primi vigneti a Volnay nel famoso climat di “Les Caillerets” e cominciò a sviluppare le aziende vinicole della famiglia. Durante la Rivoluzione Francese, le proprietà del clero e della nobiltà furono confiscate e messe all’asta. Il figlio di Joseph, Antoine Philibert Joseph Bouchard, con l’intento di estendere le aziende vinicole della famiglia anche a Beaune, acquisì su tutte la famosa parcella di “Beaune Grèves La Vigne de l’Enfant Jesus” (oggi Premier Cru), da cui il rosso più pregiato dell’azienda con la fama di poter invecchiare a lungo. La visita della Cave du Chateau de Beaune, sede della prestigiosa Maison vale davvero l’intero viaggio. Trattasi di una fortezza reale risalente al 15esimo secolo costruita da Luigi XI, acquisito dalla famiglia Bouchard nel 1872. La cave, che si sviluppa completamente al di sotto dello Chateau in un susseguirsi di corridoi gelidi, ospita circa 5milioni di bottiglie, di cui alcune collezioni private risalenti al 19th secolo. Si tratta della più grande collezione di vini del 19th e del 20th secolo, grazie anche all’ingegno della famiglia Bouchard (costruirono ben tre muri dinanzi alla cantina) che riuscì a sottrarre le preziose bottiglie alla furia tedesca della Seconda Guerra Mondiale. Le bottiglie delle collezioni private vengono degustate a scadenze regolari (ogni 10 anni circa) da un gruppo di esperti che ne valuta l’integrità e provvede altresì alla sostituzione dei tappi. Alcune di esse vengono messe all’asta da Christie’s. In ogni caso, risalendo una ripida scala di pietra ci ritroviamo sulla torre dello Chateau, la vista è mozzafiato: il sole è ancora alto, dominiamo Beaune, si intravede in lontananza la collina di Corton e tutt’intorno profuma della lavanda che abbonda nelle fioriere.

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La Cave du Chateau de Beaune

La degustazione finale è l’apoteosi di una viaggio a dir poco emozionante!

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Manca la foto del Corton – Charlemagne Grand Cru… non ne ricordiamo il motivo!

Al termine di questa fantastica avventura residuano nei nostri viaggiatori una certezza e un dubbio… La certezza di non aver minimamente scalfito i segreti di quei magnifici vigneti e di quegli uomini e donne; il dubbio magistralmente descritto dalle parole di Oscar Wilde “ci sono due grandi tragedie nella vita: una, non ottenere quello che si vuole. L’altra, ottenerlo”.

Cinque giorni in Borgogna: il quarto giorno

Pubblicato da aisnapoli il 31 - ottobre - 2017Versione PDF

Di Federica Palumbo
Giorno 4: Chassagne Montrachet – Puligny Montrachet
Ci siamo lasciati il pinot nero alle spalle e dinanzi a noi le distese di chardonnay ci comunicano che siamo giunti nella leggenda: il cartello Bienvenues – Batard – Montrachet non ammette dubbio alcuno, siamo a Puligny! I Grands Crus sono tutti perfettamente individuabili grazie alla segnaletica ricorrente. E’ un sollievo non sentirsi completamente disorientati per la prima volta dall’inizio dell’avventura! Abbandoniamo la cartina e l’auto (nei pressi di Chevalier – Montrachet…che vergogona!) e giù per i Crus. I comuni di Puligny e Chassagne si contendono (dividendo quasi perfettamente in due) il Montrachet Grand Cru ed il Batard – Montrachet Grand Cru. Chevalier – Montrachet e Bienvenues Batard Montrachet, entrambi Grand Cru, appartengono al comune di Puligny; Les Criots è invece totalmente in Chassagne. Generalmente riconosciuti come i migliori bianchi al mondo, sono sicuramente tra i più costosi. Secondo la leggenda, diffusa all’inizio del XX secolo da Jacques Prieur e da Vincent Leflaive, il signore di Puligny per consolarsi della morte dell’unico figlio (le chevalier) avvenuta durante le crociate ebbe da una vergine (la pucelle, che ha prestato il nome al Clos de la Pucelle, vigneto 1er cru interamente di proprietà – monopole – di Jean Chartron) un figlio illegittimo (le bâtard). Al momento del riconoscimento del piccolo la popolazione si riunì al castello per dare il proprio benvenuto (bievenue au bâtard). Da qui l’origine dei nomi: Montrachet, il padre; Chevalier-Montrachet, il figlio scomparso; Bâtard-Montrachet, il figlio illegittimo.
Il clima è stupendo; il silenzio e la calma sembrano il giusto preludio del lavorio che sarà di lì a poco per la vendemmia. Il tutto sembra avvolto da un’aurea di irrealtà, una bellezza devastante, un ordine soprannaturale che si riflette nelle parole di Anne-Claude Leflaive: “In ciascuna pianta vi è un’architettura legata al numero aureo e una bellezza assolutamente favolosa. Il rispetto del vivente riassume la mia maniera di stare al mondo”.
E se è vero che la bellezza salverà il mondo, è probabile che il processo salvifico inizi da qui (e anche da Sorrento!)…
Per oggi basta così.

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Monumento di Anne Claude Leflaive (17 gennaio 1956, Parigi – 5 aprile 2015, Gilly-lès-Cîteaux)

Qui il terzo giorno: http://www.aisnapoli.it/2017/10/25/cinque-giorni-in-borgogna-il-terzo-giorno/

Qui il secondo giorno: http://www.aisnapoli.it/2017/10/23/cinque-giorni-in-borgogna-il-secondo-giorno/

Qui il primo giorno: http://www.aisnapoli.it/2017/10/20/cinque-giorni-in-borgogna-il-primo-giorno/

Cinque giorni in Borgogna: il terzo giorno

Pubblicato da aisnapoli il 25 - ottobre - 2017Versione PDF

Di Federica Palumbo
Giorno 3: Nuits St. Georges – Pommard – Volnay – Meursault
La giornata inizia con la visita al Domaine Chicotot a Nuits St-George, cittadina vivace della Cote des Nuits (cui deve il nome) che vanta ben 41 Premier Crus e 34 Lieux-Dits. Veniamo accolti dal capostipite George, oltre 40 anni di attività in vigna e in cantina, oggi “in pensione”, come lui stesso confessa senza crederci molto tuttavia, ed una passione irrefrenabile per i vini dell’Etna (Etna è infatti il nome del loro enorme cane)! Con la battuta sempre pronta (soprattutto sulle donne) ci spiega quanto sia difficile ed emozionante fare il vino (passateci l’espressione un po’ elementare). Il Domaine ha, negli anni, convertito tutto il patrimonio viticolo al biologico, patrimonio che comprende anche alcuni appezzamenti a Pommard e Ladoix. In vigna c’è Clement il figlio di George e in cantina Pascale, alsaziana d’origine, moglie di George e alchimista vinificatrice. Lieviti indigeni, brevi macerazioni e lunghe fermentazioni a freddo sono le regole della vinificazione per il Domaine, condite da maturazioni in botti di terzo e quarto passaggio affinché il “legno non morda il vino” (cit. di George). Lungi dal voler ragionare di massimi sistemi, va detto che i vini di Chicotot sono incredibilmente “attraenti”, più volte George li definisce una “jeune damoiselle” (giovane donna) per il loro carattere accattivante e sensuale (e noi concordiamo!).
Lasciamo George per visitare le vigne di Pommard e Volnay.
Si dice che Madame Leroy (Lalou-Bize Leroy per lungo tempo artefice dei destini del Domaine della Romanée-Conti, oggi splendida 80 enne leggendaria produttrice di splendidi ed unici vini nelle due Côtes) descriva i vini di Pommard come il campanile della sua chiesa: dei parallelepipedi! Porbabilmente i vini rossi più tannici e robusti della Côte d’Or. Qualcuno potrebbe definirli “maschili” in contrapposizione ai più leggeri e delicati Volnay. Per secoli Pommard è stata considerata patria dei pinot nero più tipici di Borgogna: colore rosso profondo, corredo aromatico potente, vini solidi ed affidabili che riempiono la bocca proprio come il nome del Village. Già nel Medioevo, i vini di Pommard costituivano il termine di paragone di tutti gli altri ivi prodotti.
Le vigne sembrano non avere riparo né dal vento né dal sole, eppure giacciono risplendenti su un terreno che appare più rosso dei precedenti.

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La chiesa di Pommard ed il suo campanile

Volgiamo a Volnay, l’alter ego femminino di Pommard. Volnay, appollaiata sulla collina di Chaignot, in alto nella Côte de Beaune, si sviluppa lungo un corridoio stretto e ripido ad una altitudine che oscilla tra i 230 e i 280 metri. La collina è orientata in modo che i vigneti si trovino a sud-est invece che ad est. Qui il terreno, come sempre ricco di calcare, assume colorazioni quasi rosate. Ciò che, in ogni caso, continua ad affascinare i nostri occhi è l’inesorabilità di queste vigne, un mare verde e fitto che occupa completamente il campo visivo: emozionante! I vini sono di straordinaria eleganza e discrezione (con qualche piccola eccezione), insomma: less is more!

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Volnay – vigne

Terminiamo la nostra lunga giornata a Meursault, che potremmo ironicamente definire “la rivincita dei bianchi”: la bacca bianca domina l’intera denominazione. Il primo vigneto venne impiantati in questo splendido territorio nel 1098 dai monaci dell’Abbazia di Citeaux. Per la prima volta dall’inizio del viaggio visitiamo dei vigneti “cittadini”, posti all’interno delle proprietà e dei domaines del villaggio. Un esempio su tutti: lo Chateau de Citeaux, posto di fronte all’appuntito campanile della Chiesa di San Nicola, ed oggi hotel de charme, cinge tra le sue mura un clos di proprietà esclusiva di Philippe Bouzereau. La visita più rilassante nella giornata più calda dell’intero viaggio, condita da una piacevole sosta “caffè ristretto” all’ombra della Chiesa: indimenticabile!

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Campanile della Chiesa di San Nicola

Qui il secondo giorno: http://www.aisnapoli.it/2017/10/23/cinque-giorni-in-borgogna-il-secondo-giorno/

Qui il primo giorno: http://www.aisnapoli.it/2017/10/20/cinque-giorni-in-borgogna-il-primo-giorno/

Cinque giorni in Borgogna: Il primo giorno

Pubblicato da aisnapoli il 20 - ottobre - 2017Versione PDF

vosne-romanee-e-rue-de-la-tacheDi Federica Palumbo

Borgogna: ma davvero?!

A volte la distanza che separa un sogno dalla sua realizzazione, può essere comodamente colmata con l’acquisto di un biglietto aereo. “Prenotato!” è stata la parola più romantica che ci siamo pronunciati negli ultimi 6 mesi e l’abbiamo capito solo dopo aver visto la stampa dei biglietti aerei per Lione, direzione Beaune capitale della Borgogna vitivinicola.
Insomma è fatta, due sommelier Ais che partono per la Borgogna. Nessuna pianificazione, un mese di tempo per contattare i produttori ed ottenere una visita in cantina (molti buchi nell’acqua ma anche sorprese inaspettate)…
Tra allarmi terroristici e paura degli aerei (di Federica) raggiungiamo la tanto agognata meta: Beaune, borgo medievale, residenza preferita dei Duchi di Borgogna e da oggi, anche nostra.
Veniamo a delle informazioni preliminari di importanza fondamentale:
1. prendere l’auto a noleggio costituisce imperativo categorico se uno degli scopi del viaggio è visitare le leggendarie vigne;
2. bisogna essere di madrelingua francese…. misura che, purtroppo, i nostri coraggiosi viaggiatori hanno totalmente ignorato!;
3. in tutta la Borgogna non esiste un benzinaio… munitevi di grande pazienza ed esercitatevi con i self service!;
4. un senso dell’orientamento sviluppato vi aiuterà ad evitare di spendere un capitale in internet per la geolocalizzazione in mezzo alle vigne!;
5. se avete paura degli insetti (come noi), in Borgogna farete un po’ di terapia d’urto!;
6. numerosi sono i cimiteri immersi nelle vigne, quasi a voler sottolineare che tra le viti l’eterno riposo è sì più lieve…;
7. trattenete la sorpresa quando fermandovi sul ciglio della strada, anche solo per consultare la cartina, scoprirete di essere con le ruote all’interno di un Grand Cru… capita di continuo!

Giorno 1: Vosne Romanée – Gevrey Chambertin
Ci dirigiamo a nord, in direzione della Cote de Nuits, luogo di elezione del pinot nero, il più elegante al mondo (anche il più costoso…).ecco-dove-abbiamo-lasciato-lauto
Malgrado le nostre intenzioni siano di percorrere la stupenda Route des Grand Crus, che taglia in due i magici vigneti della Côte d’Or, il navigatore satellitare ci dirotta in autostrada e da lì su per una stradina che conduce ai vigneti. Lasciamo l’auto a ridosso di un filare (non ci giudicate: eravamo in coda ad altri tre campioni!), che solo usciti dall’auto si rivelerà appartenere alla Grand Cru Romanée St.-Vivant “la grande seduttrice”, cosiddetta per la sua attitudine a regalare vini dotati di profumi avvolgenti e seducenti (così ci hanno raccontato… purtroppo non assaggiato!).
A questo punto i ricordi sono confusi, la sindrome di Stendhal incombe: a destra e sinistra Romanée St.-Vivant, dinanzi a noi campeggia la Romanée Conti, alle sue spalle si intravede la Romanée (il più piccolo Grand Cru della Borgogna con poco meno di 1 ha), individuiamo un po’ più su Richebourg e ci tremano le ginocchia. Sappiamo di essere circondati dalle leggende del pinot nero e, tuttavia, la cosa più disarmante che si presenta ai nostri occhi consiste in una sobrissima, quanto efficacissima, richiesta di non oltrepassare i muretti che delimitano le vigne, affidata ad un cartello posto poco a lato della croce de la Romanée-Conti. Riprendiamo l’auto e scatta la ricerca de la Tache, mitico monopole di poco più di 6 ha, che fatichiamo ad individuare data la frapposizione di alcuni altri Crus (La Grand Rue Grand Cru, Aux Malconosortes 1er Cru); alla fine ci riusciamo, semplicemente percorrendo la Rue de la Tache (a saperlo prima!).

qui-comincia-chambertinPuntiamo verso Gevrey-Chambertin, percorrendo finalmente la Route des Grands Crus (strada a doppio senso di marcia dove il più lento va a 120 km/h!) con un unico pensiero fisso: Clos de Bèze, mitico Grand Cru di 14,67 ha, nonché vigneto più antico al mondo essendo apparso per la prima volta nella storia nel 640 d.C., grazie ai monaci dell’Abbazia di Bèze! Un po’ di curiosità: i suoi confini sono intatti dal Medioevo; il vino di Clos de Bèze era l’unico consumato da Napoleone.
Seguiamo il navigatore satellitare e ovviamente sbagliamo strada. Senza dubbio la ricerca più estenuante di tutta l’avventura. Con somma sorpresa è Facebook (e le geolocalizzazioni degli utenti) a portarci esattamente dinanzi alla più fotografata “cabotte” (capanna del vigneron) di Borgogna!

Pienamente rispettosi di ciò che ci circonda, resistiamo alla tentazione di profanare le la-cabotte-di-pierre-damoy-clos-de-bezevigne. Tuttavia registriamo, con sommo disappunto, che un gruppo di cicloamatori francesi, dopo aver abbandonato le bici proprio ai piedi della cabotte, fanno incetta di acini di Clos de Bèze… poi dicono gli italiani!
Curiosità del giorno: a cena al bancone della Dilettante, fantastico bar à vin di Beaune con centinaia di etichette “rock” provenienti da tutta la Francia (niente Italia e resto del mondo: qui sono integralisti – per essere buoni!), incontriamo un gruppo di italiani (che sollievo!) con cui parliamo ininterrottamente di vini, formaggi, massimi sistemi e terroirs. Tra questi un esperto di Borgogna, selezionatore di vini per importanti cataloghi di distribuzione di vini francesi in Italia, il quale ci ospita all’1 di notte nel domaine in cui risiede a Pommard per degustare un magnum di Rosso di Montalcino Le Potazzine: la più pazza serata dell’intero viaggio… Qui apprendiamo alcune importanti dritte per visitare Corton l’indomani… Grazie Filippo!

22339338_1733304296704517_485521873041695399_oMartedì 24 ottobre il grande appuntamento
per tutti gli appassionati del mondo del vino
CITTÀ DEL GUSTO NAPOLI PRESENTA
“TRE BICCHIERI 2018”
Napoli ospita per il settimo anno consecutivo l’evento più importante dedicato ai
top wines italiani premiati TRE BICCHIERI dal Gambero Rosso

Martedì 24 ottobre Città del gusto Napoli animerà la città con l’evento più atteso per gli appassionati e stimatori dal mondo vitivinicolo, suggellando ancora una volta la sinergia con la città e celebrando la pubblicazione della Guida Vini d’Italia 2018 che premia i migliori vini della Penisola e quest’anno celebra i trentuno anni di età.
La Guida Vini d’Italia è la più autorevole e nota pubblicazione di settore che ogni anno assegna gli ambitissimi “Tre Bicchieri”, garanzia di eccellenza produttiva e simbolo di qualità dei vini italiani.
L’evento avrà luogo nell’esclusivo Palazzo Caracciolo MGallery By Sofitel dove l’antica arte enoica italiana si fonderà con la bellezza architettonica di una delle location più prestigiose del capoluogo campano.
Tre Bicchieri Napoli si conferma come l’appuntamento più importante del panorama vitivinicolo campano dove, in un’unica serata, i migliori produttori di vino potranno confrontarsi e far conoscere prodotto e azienda attraverso un esclusivo parterre di etichette.
Alle ore 19.00 l’evento si apre al pubblico dei wine lovers con un viaggio tra le eccellenze dell’Italia enologica abbracciando grandi spumanti, vini rossi, vini bianchi e da dessert premiati nella Guida Vini d’Italia 2018 e presentati nei banchi d’assaggio curati da produttori e dai sommelier dell’AIS Campania.
“Tre Bicchieri” Napoli non è solo vino. Le eccellenze vinicole saranno abilmente abbinate ai momenti dedicati al food, sia dolce che salato, per offrire una serata all’insegna del gusto e della convivialità; grandi chef, pizzaioli premiati dal Gambero Rosso, maestri panificatori come Massimiliano e Daniele Malafronte, Gigi Muroli di Sogni di Latte, il pizzaiolo Michele Croccia tra gli insegnanti della Gambero Rosso Food&Wine Academy ed esperti dell’arte dolciaria napoletana come il maestro Mario Di Costanzo.
La serata vedrà la partecipazione di altri grandi interpreti premiati nelle guide del Gambero Rosso: lo Chef Executive Marco C. Merola, di Hakert a Caserta, nuovo premiato Tre Chicchi e Tre Tazzine secondo la guida Bar d’Italia del Gambero Rosso, condurrà i partecipanti verso un’esperienza sensoriale fatta di cioccolato e praline. I giovani fratelli Di Lelio della Pizzeria Sancho di Fiumicino, nuovo premio Tre Rotelle nella guida Pizzerie d’Italia 2018 del Gambero Rosso, delizieranno il pubblico presente con la loro creazione di punta: una pizza speciale con porchetta in crosta di patate. Tra i protagonisti di Tre Bicchieri lo chef contadino Pietro Parisi di “Era Ora” a Palma Campania, portavoce dell’imprenditoria locale e ricercatore degli autentici sapori del territorio è tra i premiati del Gambero Rosso per aver fatto della tradizione culinaria un punto innovativo da scoprire.
Direttamente in anteprima nazionale solo per l’evento Tre Bicchieri 2018, sarà la presentato il nuovo modello automobilistico di casa Porsche: la Nuova Panamera Sport Turismo.
Un esemplare singolare, presentato nel 2012 come concept ma che ora è pronto a conquistare la strada. Sportività pronunciata, elevata idoneità all’uso quotidiano e un design che definisce nuovi standard, sono gli elementi che la caratterizzano. Una spinta verso il progresso garantita anche dai potenti motori di nuova generazione da 550CV.
E’ un’auto costruita per chi non si arrende. Per chi fa le cose piuttosto che aspettare. Per chi ha il coraggio di avventurarsi” – queste le parole di Giuseppe Del Priore, amministratore unico della Concessionaria Del Priore, titolare dei Centri Porsche Napoli e Salerno; che prosegue: “L’evento Tre Bicchieri avrà come protagoniste aziende vinicole che hanno dimostrato coraggio nel portare avanti caparbiamente le loro idee fino a raggiungere l’eccellenza. Una filosofia che sposa pienamente lo stile Porsche. Infatti, così come avviene nell’arte enoica, anche le innovazioni in ambito automotive sono il frutto di continue sperimentazioni di prodotto e di processo. Una sfida continua alla ricerca della perfezione. Il valore aggiunto però continua ad essere rappresentato dall’inventiva umana, dalle doti che appartengono ai rivoluzionari. Se quest’auto fosse un vino lo definirei “armonico”.
A sottolineare ulteriormente la rivoluzione scatenata dalla Panamera Sport Turismo è Remo Carnevale, Brand Manager Porsche delle concessionarie Del Priore: “La nuova Panamera Sport … è la Porsche che mancava”.

A sugellare la serata, le atmosfere lunari realizzate dal DjSet internazionale Lunare Project, con special guest in consolle Roberto Barone, art director di Radio Yacht.
Un evento che celebra la ricchezza produttiva di alta qualità del nostro Paese – afferma Serena Maggiullie che conferma il ruolo strategico di Città del gusto Napoli come importante player in Campania e nel Sud per la diffusione della cultura del cibo e del vino“.

L’evento Tre Bicchieri 2018 è a posti limitati e quest’anno sarà possibile partecipare tramite prenotazione o acquisto preventivo del biglietto di ingresso sul sito: https://goo.gl/onVDE8

Ingresso al pubblico:
35 euro
30 euro per Soci AIS, FISAR, ONAV e Wine club convenzionati con la Città del Gusto Napoli

Informazioni e prenotazioni:
Napoli Tel. 0813119800-15-13
email: eventi.na@cittadelgusto.it

Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 16 dic 2017 al 16 dic 2017 alle ore:19:00

      16 Dicembre, Gran Galà di Natale dell’Ais Campania al Royal Continental

      Mancano: 3 giorni e 07:04 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
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