Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...corsi sommelier in partenza

Elio Foglia Manzillo, Trent’anni di fedeltà all’Ais!

Pubblicato da aisnapoli il 9 - novembre - 2011Versione PDF

Elio Foglia Manzillo, storico ristoratore della città di Napoli e relatore Ais di lungo corso festeggia un traguardo importante: 30 anni in Ais. Quale luogo migliore per onorare la lunga militanza associativa di Elio se non durante una sua lezione?

Complimenti Elio! (T.L.)

Si avvicina un appuntamento ormai tradizionalmente legato alla storia dell’AIS: il Concorso Miglior Sommelier d’Italia al cui vincitore verrà assegnato anche il Premio Franciacorta. Questo riconoscimento punta a divenire sempre più prestigioso grazie alla partnership con una delle realtà vitivinicole più importanti d’Italia. L’obiettivo comune dell’Associazione Italiana Sommelier e del Consorzio per la Tutela del Franciacorta è quello infatti di incrementare la qualità e il rilievo dei nostri vini e dei Sommelier di scuola AIS, che insieme contribuiscono all’affermazione della cultura enogastronomica italiana nel mondo.

Sono nove i sommelier che hanno passato le selezioni svoltesi a Milano, Roma e Napoli a metà ottobre. A questi si aggiungono i campioni regionali 2011 già ammessi di diritto alla competizione.

Lunedì 14 novembre si svolgeranno in mattinata le semifinali a porte chiuse e nel pomeriggio della stessa giornata i tre migliori daranno vita alla finale che assegnerà al campione italiano l’ambito tastevin tricolore.I tre professionisti che saliranno sul palco saranno impegnati individualmente in una serie di difficili prove aperte al pubblico: la degustazione e la descrizione organolettica di tre vini; il riconoscimento e la descrizione di quattro bevande alcoliche; un abbinamento cibo-vino in cui i candidati dovranno accostare uno dei vini precedentemente degustati a un piatto, motivando la scelta; il servizio di un magnum di Franciacorta; l’accoglienza dei clienti e la presa dell’ordine in lingua straniera (in inglese o in francese a scelta dei singoli); l’abbinamento teorico cibo-vino per il quale i candidati dovranno indicare alcuni vini da abbinare a un menu composto da piatti della cucina nazionale e/o internazionale, secondo le richieste dei commensali; la decantazione e il servizio di un vino rosso; la correzione di una carta dei vini.

L’appuntamento è previsto per le ore 15.00 a Milano presso il Teatro Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33 (MM1 Lima).

Tre i sommelier campani in gara a Milano per aggiudicarsi il titolo di miglior Sommelier Ais d’Italia 2011:

Roberto Adduono

Sommelier presso il Ristorante Rossellinis, ** Michelin, di Palazzo Sasso *****L, Ravello (SA)
Precedenti esperienze:

Ristorante Il Conte Andrea, Salerno

Ristorante Altromodo, Pontecagnano Faiano (SA) Ristorante Agata e Romeo, * Michelin, Roma

Salvatore Correale

Sommelier presso l’hotel Plaza, Sorrento (NA)

Precedenti esperienze:

Grand Hotel Angiolieri, Vico Equense (NA)

Hotel Parco dei Principi, Sorrento (NA)

Miglior Sommelier della Campania 2009

Giancarlo Marena

Sommelier presso il ristorante Quattro Passi, * Michelin, Nerano (NA)

Precedenti esperienze:

Locanda Locatelli, * Michelin, Londra (Regno Unito)

La Korte dei Sapori Persi, Pavia

Ristorante Osteria Teatro, Pavia

Miglior Sommelier della Campania 2011

 

Fonte: AIS Italia


Indagine dell’Ais tra i sommelier del mondo

Pubblicato da aisnapoli il 26 - ottobre - 2011Versione PDF

La Francia resta al top della qualità dell’offerta vitivinicola, ma l’Italia la tallona e in alcuni Paesi e mercati importanti del vino, come Stati Uniti, Canada, Brasile, Germania e Danimarca, i vini tricolori sono già considerati i numeri uno internazionali. Lo dice un’indagine realizzata dall’Associazione Italiana Sommelier (Ais), attraverso le delegazioni della Worldwide Sommelier Association (Wsa) che riuniscono i sommelier di tutto il mondo, per captare la percezione del vino italiano all’estero. Il più amato? E’ l’Amarone, seguito dal Brunello di Montalcino e dal Chianti. Quarta piazza per il Prosecco che sta conoscendo un vero e proprio boom di esportazioni. E poi ancora Barolo, Pinot Grigio, Sassicaia, Moscato d’Asti, Barbaresco e Sangiovese.
La nostra associazione – spiega il presidente Ais Antonello Maietta - è impegnata in una nuova fase di grande attenzione su tutto ciò che ruota attorno al vino italiano nel mondo”. E il perchè è spiegato anche dal boom de corsi per sommelier che si registra in Italia. “Sono numerosi gli appassionati – osserva Franco Maria Ricci, presidente della Wsa – che giungono in Italia da tutto il mondo per seguire i corsi da sommelier ed esporatre questo modello didattico nei loro Paesi d’origine”.E se dopo Italia e Francia è la Spagna a guadagnarsi il bronzo nella classifica stilata dai sommelier dei vini al top della qualità, il vino italiano più amato all’estero, secondo la ricerca Ais, è l’Amarone, seguito dal Brunello di Montalcino e dal Chianti. A premiare il Prosecco, al quarto posto, è soprattutto l’export, con 115 milioni di bottiglie consegnate nel 2010 e un incremento di fatturato del 15%, tra Docg, Doc e Igt.
I punti di forza del vino italiano nel mondo, a detta dei sommelier stranieri, sono la sua originalità, il fatto cioè di esprimere vitigni propri, autoctoni e legati al territorio e il fatto di “sposarsi a meraviglia con i vari piatti e tradizioni gastronomiche”. Qualche riserva sul prezzo delle bottiglie italiane: gli intenditori le vorrebbero un pò più accessibili, anche perchè la ricerca dimostra come l’attenzione al costo sia divenuta un fattore cruciale in tempi di crisi e in genere non si è disposti a superare i 20 euro per acquistare in enoteca una buona bottiglia.

I punti di forza del vino italiano nel mondo
I sommelier nel mondo, ambasciatori del nostro vino di qualità all’estero, ci aiutano a capire pregi e difetti percepiti da chi cerca e acquista questo prodotto fuori dai nostri confini. Il nostro vino piace perché risulta, prima di tutto, “originale”, capace cioè di esprimere vitigni propri, autoctoni e legati al territorio. E poi perché è in grado di sposarsi a meraviglia con i piatti e le tradizioni gastronomiche delle popolazioni straniere. Questi due indicatori vengono votati con un 8 in una scala che va da 1 a 10. Si supera di poco la sufficienza, invece, quando si parla di “prezzo”, con il nostro vino che sconta un leggero gap rispetto alle tradizioni vitivinicole emergenti.

L’immagine del vino italiano e’ in forte ascesa tra i consumatori stranieri Per il vino italiano all’estero sembra essere iniziata una nuova era. I dati dell’indagine promossa dall’Ais non lasciano adito a dubbi: in 8 nazioni su 10, nel mondo, la qualità del vino italiano è considerata oggi ottima ed è molto migliorata negli ultimi 2-3 anni.
La percezione positiva sul nostro vino è confermata da un altro dato: dal punto di vista della presenza e della visibilità, il vino italiano sta tallonando quello francese in quasi tutti i mercati che contano. Infatti i giudizi dei sommelier nel mondo si ripartiscono perfettamente a metà tra chi considera più forte il primo e chi vede ancora in vantaggio il secondo.

Tradizioni vitivinicole a confronto: e’ testa a testa tra Italia e Francia Nell’indagine, le delegazioni della Wsa hanno stilato una curiosa classifica ordinando le più grandi tradizioni vitivinicole internazionali in base alla qualità dei propri vini, così come viene percepita in quei Paesi.
Al primo posto di questa graduatoria troviamo la Francia, con 86 punti, incalzata però dall’Italia, con 77 punti, rendendo a portata di mano nell’immediato futuro un nuovo clamoroso sorpasso sui “cugini” francesi, questa volta all’insegna della qualità e del prestigio.
Medaglia di bronzo – un po’ a sorpresa – per la Spagna (60), mentre più indietro si piazzano California (34), Germania (30), Australia (14), Cile (8), Argentina (5), Canada (5). Dalla ricerca è emerso che i Paesi baluardo del vino italiano nel mondo sono Stati Uniti, Canada, Brasile, Germania e Danimarca: in queste nazioni il vino italiano è gia considerato “più buono” rispetto a quello francese.
C’è ancora invece da lavorare per migliorare l’immagine del vino italiano in alcune realtà internazionali come Messico, Colombia, Inghilterra, Olanda e Spagna, dove la qualità del nostro vino è percepita in maniera inferiore rispetto a quella di altri Paesi produttori.

Parola d’ordine, risparmio: in enoteca si spendono meno di 20 euro a bottiglia … La ricerca dell’Ais ha preso in considerazione anche le fasce di prezzo più richieste dai clienti che acquistano vini all’estero. In enoteca vanno per la maggiore i vini compresi nel range che va dai 7 euro ai 20 euro: un giusto compromesso tra qualità e attenzione al portafoglio, anche se in questo modo si penalizzano alcune grandi eccellenze.
Al ristorante, invece, si pagano in media tra i 20 e i 45 euro. Più di rado per una bottiglia di vino si spendono oltre i 50 euro…

L’interesse per il vino all’estero? Donne e uomini appassionati allo stesso modo Se in Italia la passione per la cultura del vino attrae sempre di più il “gentil sesso” – negli ultimi dieci anni il numero delle donne iscritte ai corsi da sommelier è quasi raddoppiato – l’indagine rivela che questo trend riguarda anche il contesto internazionale. Oggi, fuori dai nostri confini le donne (48%) si interessano al mondo del vino, acquistandolo in enoteca e ordinandolo al ristorante, esattamente quanto gli uomini (52%).
Addirittura ci sono nazioni – come Giappone, Colombia e Inghilterra – dove sono le donne ad ergersi a paladine della cultura vitivinicola del proprio Paese, sorpassando in interesse e curiosità l’altro sesso. Una vera e propria rivoluzione culturale per un ambito, come quello del vino, da sempre tradizionalmente maschile …

Il Sommelier AIS e la meccanica quantistica

Pubblicato da aisnapoli il 23 - ottobre - 2011Versione PDF

Stasera partenza con il botto: i Tre Bicchieri 2011 alla Città del Gusto di Napoli con “solo” 45 sommelier AIS coinvolti nella gestione dei banchi d’assaggio. E poi la solita routine dell’AIS Napoli…Lunedi 24 all’Hotel Renaissance Mediterraneo per la la lezione del Secondo livello AIS dedicata al Piemonte ed alla Valle d’Aosta con Franco De Luca; un salto al Batis di Baia per un incontro tecnico sulle pizze con Salvatore Di Matteo, fresco vincitore della Pizza World Cup 2011 ed al Museo Nazionale di Napoli c’è da gestire il servizio sommelier per la cena di gala della ventesima edizione della Convention Mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’estero. Martedi 25 è il turno del Terzo livello AIS al Ramada Hotel con la seconda lezione relativa alla Tecnica dell’Abbinamento Cibo Vino con Antonio Fusco. Mercoledi 26 si ritorna nei Campi Flegrei per la Sicilia nel bicchiere all’Osteria Abraxas (Etna Bianco Outis 2009, Pithos COS 2010, Etna Rosso Musmeci Tenuta di Fessina 2008, Etna Rosso Feudo Girolamo Russo 2008, Cerasuolo di Vittoria Classico Grotte Alte Occhipinti 2006, Etna Rosso Vinupetra I Vigneri 2006, Nerobaronj Gulfi 2002, Neromàccarj Gulfi 2000) con i Campernauti Flegrei. Giovedì all’Enoteca La Grotta la lezione di Enologia del Primo livello AIS con Francesco Martusciello ed all’Enoteca Divinoinvigna per l’Enolaboratorio si va a Bordeaux  con il Pomerol (Vieux Chateau Certan Grand Pomerol 1994, Château Trotanoy 1996, Château Beauregard 1985, Château La Grave à Pomerol 2000) raccontato da Giovanni Ascione. Venerdi 27 in diretta su Radioattiva per Enoica con Asso.Marvin. La settimana finisce Sabato 28 al foyer del Teatro San Carlo di Napoli con un’altro appuntamento per il gruppo servizi dell’Ais Napoli…

Insomma è una vitaccia! Ci vorrebbe un po’ di sana meccanica quantistica: un sistema di teletrasporto modello “Star Trek” per poter finalmente entrare in una cabina, una bella scansione tipo fax che analizza l’esatta composizione atomica del tuo corpo e, come direbbe Kirk, il mitico comandante dell’Enterprise: “Scott, Teletrasporto!” Ed in un click trovarti all’altro capo della città fresco e rilassato…

A quando su Ebay? (T.L.)

Appuntamento a Lecce per il Congresso Nazionale 2011

Pubblicato da aisnapoli il 7 - ottobre - 2011Versione PDF

Dal 6 al 9 ottobre 2011 si svolgerà a Lecce il 45° Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier. Quattro giorni di incontri, convegni, premi, degustazioni, esposizioni e visite, che porranno la Puglia al centro del panorama enologico italiano.

Un appuntamento al quale prenderanno parte sommelier, giornalisti e opinion leader, che rappresenta, nell’anno in cui ricorre il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, un importante momento di confronto e crescita, di unione e aggregazione, capace di comunicare il valore delle idee e l’autorevolezza delle tradizioni che da sempre sono alla base della filosofia dell’AIS.

Idee e tradizioni che saranno, sabato 8 ottobre, le protagoniste principali del convegno dal titolo “Le giovani generazioni e l’alcool: oltre i soliti luoghi comuni”, al quale interverranno qualificate componenti istituzionali e culturali del settore.

Nello stesso giorno, a Lecce, presso il complesso monumentale Torre del Parco, si svolgerà l’Assemblea Nazionale, l’appuntamento più importante per l’associazione, dedicato all’analisi delle attività svolte dal direttivo nel corso dell’anno.

Senza scordare il programma di visite – organizzato per i sommelier e i loro accompagnatori alla scoperta delle realtà produttive e delle più affascinanti località della regione – e le degustazioni, raccontate dai produttori, che permetteranno di apprezzare il percorso di qualità intrapreso dalle aziende vinicole pugliesi.

Tutti gli appuntamenti sono descritti nel programma riportato all’interno della brochure in allegato che potete scaricare qui di seguito, insieme ai pacchetti, ai servizi e alle informazioni per pianificare in modo gradevole la propria permanenza.

 

Per l’ottavo anno consecutivo la Distilleria Bonaventura Maschio di Gaiarine (TV) in collaborazione con l’Ais (l’Associazione Italiana Sommelier) si è fatta promotrice di un’iniziativa particolarmente lodevole, allo scopo di incentivare i giovani sommelier ad approfondire le tematiche legate al mondo della distillazione. Come nel campo dei vini, anche in questo particolare settore l’Italia vanta nel mondo una riconosciuta competenza e un indiscusso primato di tipicità, che anche le nuove generazioni sono chiamate a conoscere e apprezzare.

E ciò soprattutto in un momento nel quale da più parti si invoca la moderazione nell’uso delle bevande alcoliche che in buona sostanza è un invito, da parte delle aziende più qualificate, a bere poco e a bere bene, privilegiando i prodotti migliori.

Bonaventura Maschio ha messo a disposizione tre borse di studio assegnate a tre sommelier (Nord, Centro, Sud) risultati primi nei rispettivi master di specializzazione sulle acquaviti, dal titolo “La ricerca dell’Eccellenza”. Lezioni pratiche e teoriche tenute da esperti del settore riguardo la conoscenza dei distillati italiani e stranieri, le tecniche di distillazione in uso, le sperimentazioni che vengono svolte all’interno delle aziende, per finire con l’arricchimento delle competenze professionali nel campo delle degustazioni, alle quali i sommelier sono chiamati.

 

Una giuria qualificata ha effettuato le selezioni il 27 e 28 settembre, decretando i tre vincitori:

SYLVIE HERIN, di Chatillon (AO)

Chambres d’Hotes di Saint Vincent (AO)

MAURIZIO DANTE FILIPPI, di Montecchio (TR)

Ristorante enoteca Sala della Comitissa di Baschi (TR)

MARCO SCHITO, di Arsoli (RM)

Azienda di distribuzione vini e distillati Baldo Vini di Arsoli (RM)

 

I tre sommelier che quest’anno si sono aggiudicati le borse di studio, lavorano come professionisti in ristoranti ed enoteche affermate. Verranno premiati in occasione del 45° Congresso Nazionale AIS che si terrà in Puglia a Lecce l’8 ottobre da Andrea Maschio, che rappresenta con la sorella Anna la più giovane generazione nell’azienda di Gaiarine, apprezzata in tutto il mondo per un prodotto d’eccellenza qual è Prime Uve. Nelle foto dall’alto:  Sylvie Herin, Maurizio Dante Filippi e Marco Schito

 

“Tutti dentro” con la Cena Galeotta

Pubblicato da aisnapoli il 21 - settembre - 2011Versione PDF

Di Franco De Luca

Il 20 settembre presso la casa circondariale femminile di Pozzuoli, per la prima volta, al portone d’ingresso c’era la coda per entrare e non per uscire. La polizia penitenziaria si è trovata con grande disagio a gestire una pressione che proveniva dal senso opposto rispetto all’ordinario ed invece di operare nell’impedimento di un’eventuale evasione si è dovuta impegnare per fronteggiare un’invasione.

L’invasione era di tutto il seguito di Malazè. Malazè si è conclusa, con buona pace dei server di posta elettronica (la targa di ringraziamento più grossa Rosario Mattera la doveva riservare ad Aruba). E come l’anno scorso questa importantissima e riuscitissima manifestazione si è conclusa con quello che per me resta l’evento più bello e significativo: la “Cena Galeotta”.

Dopo il successo della scorsa edizione la cena era così attesa che gli organizzatori hanno dovuto raddoppiare i coperti e comunque molte persone non hanno potuto portare il loro contributo. Qualche giorno fa Tommaso mi diceva di una nostra socia che voleva ad ogni costo esserci, “Tommà”, gli ho risposto, “l’avimma solo denuncià”.

Si tratta di una cena per beneficenza dal costo di 50 euro ben spesi e devoluti per intero all’associazione “Il carcere possibile onlus” che continuerà in questo modo l’istallazione nella struttura di una videoteca e l’allestimento di un centro multimediale per le attività ricreative delle detenute.

50 euro sono nulla in confronto alla proposta gastronomica. Tanti chef di altrettanti prestigiosi ristoranti dei Campi Flegrei, si sono cimentati nella preparazione di un menù di eccezione la cui realizzazione ha visto molte ragazze del penitenziario impegnate in prima persona, coordinate dal generosissimo Antonio Del Sole del ristorante La Tortuga.

Sarebbero tante le persone da ringraziare ma non vogliamo annoiare oltremodo chi ci legge, I discorsi rituali li hanno già fatti gli organizzatori ed i politici intervenuti, gli on. Schifone e Barbato.

Ci piace invece sottolineare la “normalità” che si respirava nell’atmosfera. Come ha detto l’intrepida direttrice dott.ssa Stella Scialpi lo sforzo è quello di rendere il penitenziario un “luogo” della società, con eventi che vedano una sempre maggiore integrazione tra quelli che stanno dentro e quelli che stanno fuori. Naturalmente il divario è ancora troppo forte, cenare all’ombra dei finestre cancellate mette un po’ tristezza ma il sogno è che di anno in anno siano sempre di più le donne coinvolte in prima persona. Il piccolo contributo dell’AIS è consistito in un minicorso tenuto nel pomeriggio da me ed Alessandro Palmieri a due ragazze della struttura: Anna e Alma, che poi hanno dato una mano nel servizio del vino insieme ai sommelier Vincenzo Bianco, Stefania Comes e Luca Bolondi (anche loro volontari per la causa, naturalmente). Anna e Alma sono state prima di tutto incredibilmente attente e motivate, ma oltre a questo spiritose ed amabili. Tommaso Luongo ha fregiato loro del nostro simbolo, il tastevin dell’Associazione Italiana Sommeliers ed adesso sono due nostre colleghe a cui auguriamo di cuore un futuro sostenibile.

La più bella conseguenza di questa entusiasmante iniziativa però, secondo il nostro parere, non è tanto raccogliere un po’ di soldi per comprare qualche altro televisore al plasma o videoproiettore, che pure servono per carità, quanto mostrare a chi forse non lo sa che il mondo contiene tante cose che se analizzate meglio contengono a loro volta altri mondi da scoprire che ancora hanno altri aspetti da analizzare e da sviscerare e così via, in una continua scoperta di universi uno nell’altro che costituiscono un frattale in cui noi tutti siamo immersi. Spiegare, per esempio, a chi lo ignora il perché il vino si serve in un certo modo, ad una precisa temperatura e così dicendo può far scoprire un’attitudine o una passione e diventare quindi uno stimolo su cui investire nel proprio futuro. Quante persone si innamorano di qualcosa che incontrano solo accidentalmente nella vita? Noi speriamo nel nostro piccolo di essere quell’”incidente” che innesca nuovi meccanismi di edificazione di una passione, e così gli chef, il catering e tutti coloro che hanno voglia di dare una mano. Basta solo essere curiosi e ricettivi, tutto il resto viene da se. La curiosità è il vero motore della vita e l’unico modo per non sentirsi mai soli.

Grazie Rosario, siamo orgogliosi della tua opera e della possibilità che ci dai di esserti vicino.

Foto di Michela Guadagno

 

Luca Gardini è il miglior sommelier WSA del mondo

Pubblicato da aisnapoli il 14 - ottobre - 2010Versione PDF

Si chiama Luca Gardini il vincitore del titolo di “Miglior Sommelier del Mondo 2010”.

Nella splendida cornice del teatro Bellas Artes di Santo Domingo, capitale della Repubblica Dominicana, si è svolta la finale del concorso mondiale organizzato dalla Worldwide Sommelier Association, quando in Italia era già notte inoltrata.

Alla griglia di partenza della competizione si sono presentati 14 professionisti tra i più esperti del panorama mondiale che nelle semifinali del giorno 12 ottobre si sono dati battaglia presso “El Catador”, la più prestigiosa enoteca e wine bar del Caribe. Un test scritto di estrema difficoltà, la degustazione di un vino e una prova pratica di servizio sono state le fasi di selezione che hanno portato alla promozione in finale dei tre sommelier più in forma del momento: Luca Gardini, Milan Krejčí ed Héctor García, rispettivamente rappresentanti per l’Italia, la Repubblica Ceca e la Repubblica Dominicana. Sono stati loro ad animare la serata in una sfida spettacolare di rara intensità e coinvolgimento di fronte a un pubblico internazionale di esperti e appassionati che ha gremito in ogni ordine di posti il teatro della capitale dominicana.

«Questa è stata un’occasione unica – ha commentato Terenzio Medri, presidente della Wordwide Sommelier Association – non solo per portare alla ribalta mondiale i migliori professionisti del settore, ma anche per mostrare a una platea internazionale tutto il lavoro svolto dalla nostra organizzazione in questi anni. Siamo orgogliosi di ricoprire il ruolo di principali comunicatori delle eccellenze enologiche e di trasmettere a tutto il pianeta che il vino è un protagonista trainante dell’economia e un elemento distintivo della cultura e della tradizione di ogni popolo».

Albania, Argentina, Repubblica Ceca, Francia, Repubblica Dominicana, Irlanda, Italia, Lettonia, Paesi Bassi, Polonia, Slovenia, Svizzera e Regno Unito sono stati i Paesi rappresentati da altrettanti sommelier che operano nei ristoranti, nelle enoteche e negli hotel più rinomanti del panorama internazionale.

«Questo è un grande successo ed è toccato a me, ma voglio sottolineare lo splendido spirito con cui tutti noi concorrenti abbiamo affrontato la competizione, in un clima di profonda stima e amicizia», ha dichiarato Luca Gardini poco dopo l’annuncio della vittoria. Ventinove anni, sommelier presso il Ristorante Cracco di Milano, Gardini già si era imposto negli anni appasati in concorsi di portata internazionale (campione europeo nel 2009 e italiano nel 2004).

Il prossimo titolo iridato della WSA è previsto tra due anni a Londra. Sarà la capitale britannica ad ospitare il concorso per eleggere il futuro miglior sommelier del mondo.

Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 21 mar 2019 al 21 mar 2019 alle ore:20:30

      21 Marzo, Cena-degustazione con Ca’ Nova da Cantina La Barbera

      Mancano: 2 giorni e 13:53 ore.
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