Associazione Italiana Sommeliers

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Tasting Taurasi… Vendemmia 2008

Pubblicato da aisnapoli il 27 - gennaio - 2012Versione PDF

Di Karen Phillips

Per degustare Taurasi dovete capire Taurasi. Almeno questo è quello che credo. Quando degusto un vino, voglio capire il suo carattere. Da dove viene, il territorio. Voglio capire il percorso che questo vitigno, Aglianico, coltivato, vinificato e imbottigliato in una dei 17 comuni ricompresi nell’areale delimitato dalla DOCG. Come ha bisogno di maturare per almeno 3 anni (quattro per essere conosciuta come una Riserva), con uno di quegli anni in botte di legno (18 mesi per la Riserva). In altre parole, per degustare, è necessario comprendere.
Quindi, quando sono stato invitata a partecipare ad un weekend a Montemiletto (Av) per provare la nuova annata di Taurasi 2008, mi sembrava  l’occasione perfetta per assorbire quanto più potevo di questo interessante ed intenso rosso DOCG della Campania.Venerdì 20 gennaio. La sera prima che  il primo bicchiere del 2008 venisse versato, ho partecipato a una conferenza presentata da sei grandi enologi: Roberto Di Meo, Michele D’Argenio, Gennaro Reale, Fortunato Sebastiano, Massimo Di Renzo e Vincenzo Mercurio. Il loro compito è stato diviso in due parti. Prima hanno presentato informazioni sull’annata 2008. La vita in vigna rispetto alle condizioni climatiche, alle precipitazioni ed alle temperature, etc. Dettagli come questi hanno un evidente impatto sulla vita di una vite, su di un acino d’uva e, ovviamente, un impatto determinante su quello che analizzeremo più avanti nel nostro bicchiere. E per quanto riguarda l’annata 2008? Classificata come una annata calda…hot. La giusta quantità di pioggia, temperature ideali per l’Aglianico. Uva arrivata in cantina nella maggior parte dei casi perfettamente sana ed a completa maturità fenolica.  I mosti con una buona gradazione zuccherina (circa 14 gradi Babo) e  un’acidità spiccata. Successivamente, il territorio Taurasi DOCG è stato presentato per noi in quattro zone ben distinte, quattro macroaree. Ogni area è stata esaminata a fondo in modo da poter conoscere alcuni dettagli quali il profilo del terreno, l’altitudine e l’esposizione al sole. Ho ascoltato attentamente questa parte della lezione ben sapendo che sarebbero state informazioni assai utili durante il blind tastino previsto per il giorno successivo. Perché? Perché, per la prima volta nei 10 anni di questo evento, gli organizzatori della Miriade & Partners hanno deciso di presentare i vini in gruppi sulla base di queste quattro zone con una quinta categoria di vini ottenuti con uve provenienti da 2 o più macroaree diverse. Anche loro credevano che fosse importante capire…

Sabato 21 gennaio. Ore 09.50, ho preso il mio posto a un tavolo nel castello di Montemiletto, nel cuore del centro storico e mi preparavo a degustare. Trentasei le cantine erano indicate sul programma per un totale di 60 vini. Taurasi 2008, 2007, 2006 e 2005 5 e Irpinia Campi Taurasini Doc, Irpinia Aglianico Doc e Campania Aglianico IGT 2010-2007 erano disponibili per essere valutati. Io volevo degustare i Taurasi 2008.

Il Territorio di Taurasi

Volevo degustare i vini provenienti da Quadrante Nord-Riva Sinistra. Venticano, Pietradefusi e Torre le Nocelle sono i comuni qui.Questa zona è solitamente più calda delle altre zone, il terreno è argilloso per la maggior parte anche se alcuni settori hanno quote significative di calcare e di sabbia. I vigneti sono distribuiti ad un’altezza tra i 300e i 400 metri sul livello del mare a sud. Il tempo di raccolta inizia da metà ottobre. Vini che si caratterizzano per un profilo sensoriale di tabacco dolce. Volevo sperimentare i profumi ed esplorare i vini di aziende vinicole come Pietracupa, Donnachiara, Colli di Lapio, e I Favati.

 

Pietracupa

Volevo degustare i vini della Valle Centrale-Riva Destra. Vini prodotti nei comuni di Taurasi, Mirabella Eclano, Luogosano, Bonito, Sant’Angelo all’Esca e Fontanarosa. I vigneti qui sono in una zona che è più fresca rispetto alla parte sinistra del fiume e sono collocati ad quota tra i 400-450 metri di altezza. Mi è stato detto che a causa del terreno in questa zona, i vini qui sarebbe stati generalmente più eleganti e saporiti. Qui ho provato i vini dei Feudi di San Gregorio, Ponte Terra, Vigna Villae, Guastaferro, La Molara, Sella delle Spine, e Tenuta Cavalier Pepe.

 

Tenuta Cavalier Pepe

Poi ho voluto degustare i vini del Versante Ovest-Le Terre del Fiano. Questa zona  aveva suscitato la mia curiosità. Questa è una zona conosciuta per il Fiano di Avelllino, ma storicamente invece era un territorio dove si trovavno vigneti di Aglianico. I vigneti qui sono distribuiti tra i comuni di Montemiletto, Montefalcione, Lapio e San Mango sul Calore con un terreno che è sostanzialmente argilloso. Una zona in cui sono stata numerose volte alla ricerca del perfetto Fiano. Dovrei trovare differenze notevoli nei vini presentati? Due le cantine di questa zona; Antico Castello e Benito Ferrara.

 

Ferrara Benito


Ero pronta per degustare i vini provenienti dal Versante Sud-Alta Valle. Ovvero i comuni di Castelvetere sul Calore, Montemarano, Castelfranci e Paternopoli. Aree in cui ho trascorso molto tempo negli ultimi due anni. Vigneti con una’altitudine tra i 450 ed i 700 metri sul livello del mare. Quasi in montagna. Questa zona ha diversi tipi di terreno, ma il dato su cui mi sono soffermata di più è stato che qui le uve hanno più tempo per maturare lentamente e spesso il raccolto viene completato nel mese di novembre. Materie prime ricche di alcool, tannini e acidità. I vini che hanno anche bisogno di un invecchiamento più lungo. Ho provato nove vini di questa zona: Di Prisco, Amarano, Villa Raiano, San Paolo, Tecce, Colli di Castelfranci, Urciuolo, Il Cancelliere, e Contrada Vini.

 

Amarano

Poi… la possibilità di vedere ciò che accade nel mio bicchiere, quando c’è è un mix … un assemblaggio da 2 o più macroaree. Mastroberardino con uve dei loro vigneti di Montemarano e di Mirabella Eclano, mentre Rocca del Principe  utilizzate da uve provenienti da Taurasi e da Montemarano.

 

Rocca del Principe

E così ho assaggiato 24 Taurasi. Ho esaminato quel colore rubino scuro, immerso il naso in un ampio ventaglio di profumi che vanno dalla cenere, alle spezie come pepe ed a una profonda ciliegia matura. Ho assaggiato tannini grezzi, in alcuni casi, lievi in altri, ma raramente travolgenti. Ho trovato un paio di favoriti e qualche sorprese. Alcuni vini erano campioni di botte il che significa che li abbiamo assaggiati mentre è ancora in corso il processo di invecchiamento. In altre parole, l’azienda ritiene che essi non sono ancora pronto per la commercializzazione. Hanno bisogno di tempo.
E va bene così. Perché anche questi vini, all’assaggio, mi ha aiutato a capire un po’ di più sull’ Aglianico, un po’ di più sul territorio, un po’ più di Taurasi … Non voglio paragonare una zona all’altra in termini di qualità. Non é bello quel che é bello, ma é bello quel che piace. Ogni azienda ha la propria interpretazione del Taurasi. Naturalmente ho delle preferenze ma rispetto e so  apprezzare le loro differenze.

Perché per degustare Taurasi dovete capire Taurasi.

Almeno questo è quello che credo …
Versione in Inglese

22 Gennnaio,Taurasi Vendemmia 2008 a Montemiletto (Av)

Pubblicato da aisnapoli il 12 - gennaio - 2012Versione PDF

Presentazione delle nuove annate di Taurasi e Taurasi Riserva

L’edizione 2012 si focalizza sulla vendemmia 2008, annata che si preannuncia particolarmente interessante per qualità media e punte di eccellenza. Le aziende partecipanti potranno proporre in degustazione anche i loro Taurasi Riserva nonché cru e selezioni di altre annate che si avvalgono di affinamenti prolungati, senza trascurare la possibilità di assaggiare i primi campioni di Irpinia Campi Taurasini Doc, Irpinia Aglianico Doc e Campania Aglianico Igt della vendemmia 2010.

Le Sessioni di degustazione

Taurasi vndemmia 2008 è una rassegna riservata al pubblico di giornalisti ed operatori, e sarà possibile parteciparvi esclusivamente su invito, previa prenotazione e fino

ad esaurimento posti. A differenza di precedenti iniziative, infatti, non vi saranno banchi d’assaggio aperti al pubblico e gli operatori accreditati avranno a disposizione una postazione dove assaggiare seduti e con calma i vini in degustazione, con il servizio assicurato dall’Associazione Italiana Sommelier – Delegazione di Avellino.

A tal fine saranno programmate due ampie sessioni di assaggio: i giornalisti nazionali ed internazionali accreditati avranno a disposizione tutta la giornata di sabato 21 gennaio, mentre la giornata di domenica 22 gennaio sarà riservata al pubblico di ristoratori, enotecari, operatori, media locali e membri delle principali associazioni enogastronomiche, con un sistema di prenotazioni e servizio articolato in due fasce orarie, dalle ore 15:30 alle ore 18:30, e dalle ore 19:00 alle ore 22:00.

Sempre domenica 22 gennaio, alle ore 21, si terrà la degustazione guidata a cura dell’Ais – Delegazione di Avellino, “Un passo indietro: i Taurasi 2007”

(prenotazione obbligatoria, fino ad esaurimento posti).

Le Aziende partecipanti ( clicca qui per Taurasi 08 – Aziende Partecipanti)

Per informazioni e prenotazioni:

Miriade & Partners Srl Diana Cataldo – tel. +39 320.4332561 Massimo Iannaccone – tel. +39 392.9866587
E-mail: segreteria@miriadeweb.it Sito Internet: www.taurasivendemmia.miriadeweb.it (in costruzione

Di Anna Ruggiero , Fabiola Maresca e  Daniela Prisco

Una domenica per le valli del Taurasi, tra laboratori, visite in cantina, balli e assaggi.

E’ una calda domenica d’estate e le Charlie’s Angels sono in viaggio per la nuova missione: Rosso Taurasi. Conoscere vini, terre, vigneti e qualche produttore!

L’occasione del viaggio è la manifestazione organizzata dalla condotta SlowFood di Irpinia Colline dell’Ufita e Taurasi e le attività ed gli eventi organizzati per  far conoscere il territorio del Taurasi.

Partiamo di prima mattina perché abbiamo prenotato il laboratorio del gusto delle ore 12.

Il navigatore ci indica la strada e cominciamo a confrontarci su cosa fare. Il programma è fitto. E’ possibile visitare le cantine ma anche partecipare a una visita guidata con un percorso sensoriale del centro antico di Taurasi. Nel borgo sono stati allestiti punti di promozione sia dei produttori di vino sia delle altre produzioni della Comunità Contadine della Biodiversità. La locandina è davvero chiara. Sono elencate le aziende aderenti alla manifestazione, divise per territorio, con i recapiti e le coordinate da utilizzare con il navigatore satellitare. Ben fatto. Mi sarà utile per la prossima occasione a Taurasi.

Arriviamo in orario. Il paesaggio è davvero bello e ci dirigiamo verso il Castello Marchionale di Taurasi. Lo conosciamo già. Ci siamo state in occasione della presentazione della guida Slow Wine 2011. Il borgo medievale ci accoglie con i suoi preparativi. E’ caldo, ma le persone ci ricevono con un sorriso, pronti a fornirci mille spiegazioni. Li salutiamo precisando che visiteremo il borgo nel pomeriggio e andiamo ad accreditarci. Ci accoglie Alessandro Barletta sommelier e referente della condotta SlowFood. Prendiamo il nostro bicchiere e con l’addetta del servizio The Wine Bus ci accordiamo per le visite in cantina che faremo dopo il laboratorio. L’inizio del laboratorio è posticipato alle tredici e scegliamo di visitare il borgo. Passeggiamo tra le vie strette per arrivare all’altra estremità del borgo e godere dello splendido panorama. Risalendo Daniela ed io non possiamo non fermarci ad assaggiare la frittura di verdure che una delle signore ci propone. Ritornate al Castello giriamo per le sale ammirando la bellezza degli arredi ed i diversi vini esposti nell’Enoteca Regionale dei Vini d’Irpinia.

Alle 13,20 ha inizio “Il laboratorio del gusto” con degustazione dei vini in abbinamento una pasta al ragù con prodotti delle Comunità Contadine locali.

Le aziende vitivinicole ospiti sono “Boccella” di CastelFranci, “Il Cancelliere” di Montemarano e “Antico Borgo” di Taurasi. Partecipano al laboratorio Raffaele Boccella con la moglie, dell’azienda “Boccella”, Nadia Romano dell’azienda “Il Cancelliere” e Raffaele Inglese di cantine “Antico Borgo”,  insieme ai responsabili della condotta Slow Food. Sono proposti nell’ordine: Boccella 2006, Il Cancelliere NeroNè 2006, Antico Borgo 2005.

Il Taurasi è un vino prodotto da uve di Aglianico che richiede 3 anni di invecchiamento obbligatorio, di cui uno almeno in botti di legno. Geograficamente è un territorio con forti differenze pedoclimatiche ed elevate altitudini. Emerge dall’intervento dei produttori come queste differenze siano decisive nella produzione. La scelta di presentare l’annata 2005 di Antico Borgo non è casuale. Il 2006 è stata un annata infelice per lui. La diversa esposizione dei vigneti, rispetto alle altre aziende, lo ha penalizzato tanto da scegliere di non produrre quell’annata a causa di un forte temporale. Entrambi le aziende sono di piccole dimensione ed a conduzione familiare. Adottano tecniche di produzioni naturali e vanno verso il biologico.

Nello stesso tempo sono esempi di Taurasi di diversa personalità sia nelle profumazioni sia al gusto.

Antico Borgo 2005 presentava una leggera prevalenza delle durezze, in particolare dell’acidità e ciò lo rendeva estremamente “giovane” all’assaggio. Molto equilibrato invece il “2000″ che abbiamo assaggiato in conclusione del laboratorio, con un bel corpo, un ricco bagaglio di profumi che spaziavano dalle note di amarena e marasca ai sentori di pepe nero. E’ vero il Taurasi è come l’amore ha bisogno di tempo per diventare importante. Morbido e ben svolto il tannino. Le altre due bottiglie di Boccella e di Il Cancelliere, sono state una bella sorpresa, non avendo mai prima d’ora assaggiato le due aziende. Entrambe una sintesi molto ben svolta del concetto del Taurasi e dell’impronta del frutto che si armonizza e viene esaltato dal passaggio in botte piccola e grande

Arriva la pasta al ragù di panzetta di agnello, con pecorino e cacio di ricotta. Può sembrare un piatto molto strutturato, per non dire pesante, alle 13 di una calda domenica di luglio. Invece no. La semola si amalgamava benissimo con il sugo che non era olioso né speziato in modo predominante su un gusto piuttosto che su un altro. C’erano equilibrio e armonia tra i sapori. Per obbligo di studio ho assaggiato la pasta. La tenerezza della carne è stata apprezzata dalle mie colleghe. Interessante anche l’intervento del referente delle Comunità contadine che ha preparato il piatto. Sono stati utilizzati prodotti del territorio di antica tradizione. La panzetta di agnello è un ripieno con uova, formaggi, soffritti al sugo e frattaglie utilizzato per la preparazione del ragù.  Il cacio di ricotta è un formaggio locale molto speziato. Il Taurasi è un vino del piacere, della meditazione, da bere anche con abbinamenti nuovi come legumi e verdure.

Il laboratorio termina piacevolmente e, noi, agenti in missione, scappiamo alla volta del Wine Bus che ci porterà in giro. Sono le 14.30 circa, il sole arde, ma Gaetano, nostro conducente, ci accoglie nel fresco del suo pulmino per portarci alla prima tenuta. Scegliamo di visitare le cantine di Luigi Tecce a Paternopoli.

Luigi Tecce è un personaggio da mille e una notte. Arriva con un cappello di paglia. Si è appena svegliato. Stava riposando. La sua personalità emerge subito. “La mia è una piccola masseria ancora in ristrutturazione, con angoli sconnessi” ci dice. Ci dedicata due ore senza mai fermarsi. Ha un’energia di un grillo e mi compisce il piglio deciso delle sue parole. Ha scelto di diventare viticoltore dopo la morte del padre. Ci racconta che non ha studi in materia né si è dato pena di farli. Lui studia quotidianamente la vite. Alle spalle le conoscenze tramandate dalla famiglia che da quattro generazioni produce vino. Non usa macchinari, non si avvale di enologi e fa scelte azzardate. Quest’anno ad esempio ha ritardato di due settimane la vendemmia perché la stagione era più calda, lasciando alle piante tempo di maturare. Produce Poliphemo dal 2005, prima annata di uscita, vino che si è imposto per qualità e originalità. Prima era prodotto anche Satyricon Irpinia IGT. Ci porta in cantina e ci lascia assaggiare il 2007. Ci racconta che questa è la cantina dei suoi nonni e che il vino è realizzato solo con lieviti autoctoni, sempre nello stesso luogo. E’ un vino con sentori di mora, di spezie e cioccolato. In bocca è come un caldo abbraccio, senti la sua forza ma anche il suo equilibrio. Le sorprese però non sono finite. Nella sala antistante troviamo, interrate, in una vasca con reperti archeologici, delle terrecotte con il vino. Sembra di essere tornati all’epoca dei romani. Sta sperimentando la produzione dell’Aglianico in terracotta e ci lascia assaggiare il vino. Appena versato, l’odore è molto intenso. Poi il vino si apre e lascia emergere tutte le note della frutta rossa. Al gusto è una piacevole sorpresa.  Continuiamo a visitare la tenuta e andiamo ai vigneti. Un prato verde al sole che ci emoziona. Che dire ci siamo prenotati per partecipare alla prossima vendemmia a novembre per vedere da vicino come nasce questo vino. Certo sarà duro, la racconta è rigorosamente a mano, con selezione dei grappoli migliori su piante che hanno dai trenta agli ottanta anni.

Siamo state davvero bene e salutiamo Luigi per dirigerci da Nadia Romano del “Il Cancelliere” che abbiamo incontrato al laboratorio. Ci accoglie con dolcezza ma la sua sapienza e voglia di dare mi colpisce. Ci porta tra i vigneti e ci racconta di come abbiano scelto di disporre le nuove viti. Siamo a oltre 500 metri di altitudine, sono vigne giovani, di appena dodici anni. La sua famiglia è molto attenta a produrre uve di ottima qualità, controllando con attenzione le vigne. La produzione è prevalentemente biologica. Ci racconta degli interventi alla vite e delle malattie che possono danneggiarla con un’esauriente spiegazione sulle problematiche causate da oidio e peronospora. Più della metà della produzione è venduta a terzi.

Passiamo in cantina e Nadia ci lascia assaggiare le diverse produzioni e annate che racconteremo poi. Producono Taurasi doc base e riserva, Irpinia Aglianico doc e due esperimenti in corso, un Ripasso di Aglianico e un Passito di Aglianico, destinati ancora solo agli amici.

Restiamo fino alle 18 al fresco della cantina a confrontare le annate. La visita è stata davvero esaustiva e vi consigliamo, se andate in quei territori di andar a visitarli. Gaetano, in nostro driver, deve rientrate a Taurasi. Salutiamo Nadia e la famiglia Romano e torniamo a Taurasi, non prima però di una sosta alle vigne dei Feudi di San Gregorio. Gaetano ci racconta nel corso del viaggio degli altri produttori e dei diversi eventi che saranno organizzati nelle prossime settimane. E’ un fiume d’informazioni, attento conoscitore del territorio e dei vignaioli.

La missione Taurasi non è terminata. Al borgo ci intratteniamo per le degustazioni degli altri vini del Il CancelliereAntico Borgo. Rivedo con vero piacere Antonella Lonardo e Flavio Castaldo di “Cantine Lonardo”. Flavio è intento a ballare la tarantella che è iniziata in piazza.  Antonella ci porta in una piccola casa nei pressi della piazza, dove assaggiamo il Grecomusc igt Campania, lasciandoci raccontare il territorio. I Lonardo producono anche Taurasi doc versione base e riserva e Aglianico IGT. Ci lasciamo coccolare dal loro bianco e approfittiamo per riposarci un po’, prima di riprendere il nostro giro. C’è ancora tanto da scoprire per le Wine Charlie’s Angels! La nostra missione ora sono formaggi e prodotti locali. Andiamo al banco di degustazione del Caseificio Buccino Pasquale. Le signore addette alla vendita ci lasciano assaggiare di tutto. Ricottine speziate, Caciotte, Formaggio al tartufo. Comincia la nostra spesa e tempestiamo di domande le signore che contente si lasciano anche fotografare.

Passiamo ai banchi di frutta e ortaggi. Ci colpiscono i peperoncini verdi che Fabiola acquista insieme con altre verdure. Ci sono poi miele, spezie e altri formaggi. Finito lo shopping di prodotti e vini, ci riposiamo nella piazzetta antistante, ammirando i ballerini della La Tarantella Montemaranese. Ultimi assaggi salsicce alla brace per le mie colleghe e formaggio fuso per tutte. Sazie, contente beviamo l’ultimo bicchiere di Taurasi fumando un buon sigaro toscano, mentre la luna si fa alta.

Torneremo presto in missione a Taurasi, per visitare le altre cantine e per confrontare le diverse annate…tanto ora abbiamo anche le coordinate satellitari.

www.condottaufitataurasi.it

www.cantineanticoborgo.com

www.boccellavini.it

www.ilcancelliere.it

www.contradeditaurasi.it

www.thewinebus.it

www.enotecataurasi.it

www.comune.taurasi.av.it

www.slowine.it

Di Karen Phillips

Provo a descrivere la scena per voi. un po’ di fresco, anzi diciamo un po’ di freddino … un bel castello medievale … muri in pietra … pavimento in pietra.
All’interno, nella grande sala, oltre 200 sacchi di colore rosso sono state allineati ordinatamente su un lungo tavolo di legno …. Sei bicchieri sul tavolo sono davanti a me.Il tutto si svolge  in un religioso silenzio .. un tranquillo silenzio … interrotto solo dal rumore dei passi soffici del sommelier intento a riempire i nostri bicchieri … da qualche sussurro occasionale … da un commento appena accennato …
Ho iniziato. Ho iniziato così la mia giornata al Castello Marchionnale di Taurasi. Un giorno, nel quale assieme ad un gruppo di giornalisti italiani e stranieri e sommeliers abbiamo provato, gustato e giudicato ben 28 Taurasi. Paolo De Cristofaro, (Gambero Rosso, Tipicamente), il nostro host, ha spiegato la nostra missione: non solo dovevamo assegnare il rating alla vendemmia 2007, ma avremmo dovuto rispondere ad alcune domande e dare le nostre opinioni. Domande come, per esempio, quali sono le famiglie di profumi che maggiormente si evidenziano secondo noi nel bicchiere … che cosa sentiamo? frutti maturi …? o secchi? frutta cotta? la mineralità.. gli aromi vegetali …  le spezie? Mi è stato chiesto di dare il mio parere sulla struttura dei vini, sul loro equilibrio. Come poi valuto la qualità media della vendemmia … se mediocre? sufficiente? buona? Ottima? L’ho trovata eccellente? E per quanto riguarda il suo potenziale di invecchiamento? Cosa ho pensato? Che cosa penso dei tannini, dell’acidità, della gradazione alcolica?
Un’incredibile opportunità è stata per me partecipare a questa sessione di degustazione: osservare e imparare da professionisti che svolgono questa attività nel loro quotidiano. La norma per loro … molto eccitante, stimolante, anche se, a volte, un po’ troppo impegnativo per me.
Quindi con calma mi sono soffermata su ogni  bicchiere, osservando il colore di questo giovane Taurasi che mi fissava dal calice. Ogni vino pronto ad esprimere la sua fragranza. Alcuni con intensità, altri meno. Alcuni mi hanno ricordato la ciliegia matura, la confettura di ciliegie altri. Alcuni le spezie, altri no. Mentre assaggiavo, mi sono ricordata come il mio Aglianico, in versione Taurasi, può essere tannico, ben strutturato ed elegante. Mi sono inoltre ricordata come alcuni Taurasi hanno bisogno di tempo.
Ho guardato il mio orologio, erano passate 3 ore. Il tempo per un pranzo veloce fornito da Marennà (Feudi di San Gregorio). Ho colto l’occasione per chiacchierare con qualche amico nuovo. Un critico del vino dalla Svezia, uno dalla Polonia. Altri scrittori di vino per L’Espresso, Wine News, Slow Wine, Decanter, Bibenda e Duemilavini per citarne soloalcuni. Mi hanno dato suggerimenti, consigli, incoraggiamenti. Proprio la spinta giusta, di cui avevo bisogno, per continuare nel miglior modo la degustazione.
Dopo il pranzo, dopo aver terminato i Taurasi, ho continuato con l’assaggio di altri vini che erano a nostra disposizione durante questa degustazione alla cieca. (Per un totale di 50 vini diversi) a partire dal 2009 -2008-2007-2006 Aglianico e Taurasi Riserva 2006-2005-2004-2003. La sala di degustazione era quasi vuota, a questo punto, e mi piaceva la solitudine, il silenzio. Mentre ho consegnato il mio foglio di valutazione, Paolo mi ha consegnato un elenco. Un elenco che svelava i nomi delle cantine che hanno partecipato alla degustazione, con il numero del campione servito . Ho controllato i miei appunti, ho controllato l’elenco. Ho visto nomi che conoscevo, ho scoperto dei nuovi. Mi sono fatta versare un ultimo bicchiere della bottiglia numero 31. Un bicchiere di vino da godere mentre guardavo fuori dalla finestra cadere la neve. Neve che cade in silenzio per le strade di Taurasi. Il vino perfetto, il momento ideale per riflettere sulla mia giornata. La mia giornata di degustazione di Taurasi. In un bel castello medioevale … con muri in pietra …e pavimenti in pietra ….

Versione in Inglese

Taurasi vendemmia 2007, il bilancio dell’evento

Pubblicato da aisnapoli il 25 - gennaio - 2011Versione PDF

TAURASI VENDEMMIA 2007, UN’OTTIMA ANNATA

IL PRIMO BILANCIO DELL’EVENTO CON IL NUOVO SISTEMA DI VALUTAZIONE

DELL’ANNATA PROTAGONISTA DELLA RASSEGNA, CHE OTTIENE 16/20

TAURASI (AVELLINO) – Soltanto nei prossimi mesi sarà possibile un primo vero bilancio di Taurasi Vendemmia 2007, evento di presentazione della nuova annata del più importante rosso irpino a stampa specializzata ed operatori, svoltosi nel week end scorso (dal 21 al 23 gennaio 2011) presso il Castello Marchionale di Taurasi. Da una parte sarà importante leggere con attenzione i report dei circa 50 giornalisti del vino accreditati e verificare i trend di acquisto dei 200 operatori intervenuti; dall’altra sarà fondamentale verificare l’evoluzione di vini molto giovani, imbottigliati da poco e bisognosi di affinamento per esprimere tutto il proprio potenziale. Istruzioni per l’uso valide per tutti i grandi vini da invecchiamento italiani, e a maggior ragione per un colosso come l’aglianico e il Taurasi.Curata dall’agenzia di comunicazione Miriade & Partners, la rassegna è stata sviluppata per la prima volta in forma privata ed autonoma, col solo contributo delle 33 aziende partecipanti, senza alcuna sovvenzione pubblica, e ha raccolto l’eredità di Anteprima Taurasi, rivoluzionandone per certi versi la formula. A differenza delle precedenti edizioni, infatti, non sono stati previsti banchi e stand aperti ma sono state predisposte postazioni ad hoc per ogni visitatore, col servizio assicurato dall’Ais di Avellino, irrinunciabile partner tecnico della manifestazione.Altro aspetto centrale su cui il gruppo di lavoro e le aziende hanno voluto intraprendere una strada diversa ha riguardato il nuovo sistema di valutazione dell’annata protagonista della rassegna, in questo caso la ricca ed omogenea vendemmia 2007. Si è voluto sottolineare ancora di più lo spirito che dà senso ad un operazione di questo tipo: costruire una memoria storica condivisa sui millesimi irpini, aggiornare periodicamente un taccuino di viaggio, informare i consumatori sui punti di forza e punti di debolezza di una nuova annata, evitando di calare dall’alto un giudizio apodittico. Si è scelto di abbandonare il tradizionale sistema di attribuzione del rating, da uno a cinque stelle, ritenuto troppo limitante e poco argomentativo, per adottare una scala in ventesimi costruita con l’apporto di quattro parametri, ognuno valutato da uno a cinque punti.I primi due sono stati affidati ad un gruppo di enologi, agronomi e produttori operanti sul territorio, chiamati a dire la loro sul valore del millesimo per quanto riguarda l’andamento climatico e le specifiche agronomiche, sanitarie ed analitiche ad esso legate. Il profilo di una stagione anticipata, calda e asciutta, con rilevanti escursioni termiche, si è tramutato in un giudizio di 4 punti su 5. Ottiene invece il massimo, cinque su cinque, la valutazione dei dati colturali ed enologici: mai come nel 2007, infatti, la stragrande maggioranza dei viticoltori ha potuto portare in cantina uve sane e a perfetta maturazione, specialmente per quanto riguarda la grana dei tannini.Annata che si presentava ai nastri di partenza, dunque, con aspettative molto elevate, non completamente confermate nella degustazione riservata alla stampa. Il panel dei giornalisti accreditati aveva il compito di fotografare sinteticamente altri due parametri, vale a dire la qualità media dei campioni assaggiati e le loro prospettive di invecchiamento. Il livello generale, pur in netta e continua crescita rispetto alle prime edizione, ha offerto un quadro come al solito contrastante, con una serie di vini corretti ed equilibrati ma poco personali e non sempre riconducibili alle sottozone territoriali di provenienza. Ne è scaturito un punteggio di tre punti su tre. Più ottimistica la previsione riguardo al potenziale di longevità: i Taurasi 2007 appaiono già abbastanza leggibili e risolti, ma per struttura e nerbo acido-tannico sembrano vini in grado di affrontare senza problemi evoluzioni medio-lunghe. Quattro punti su cinque.La manifestazione va dunque in archivio con un primo rating sull’annata 2007 di 16/20 (annata ottima), ma uno dei principali compiti di questo nuovo sistema sarà proprio quello di verificare ed eventualmente riscrivere periodicamente la sintesi numerica dell’annata attraverso continue retrospettive significative per gruppo di vini e parterre di assaggiatori. E’ quanto accaduto, per iniziare, con la revisione dei Taurasi 2001: nel pomeriggio di venerdì che ha inaugurato le attività, il panel dei giornalisti si è confrontato con dodici campioni del millesimo, attribuendogli un nuovo giudizio a dieci anni di distanza dalla vendemmia. Anche qui i risultati sono stati inferiori alle attese, soprattutto da un punto di vista stilistico e di equilibrio. Tre punti per la qualità media e tre punti per il potenziale di invecchiamento si sommano ai quattro più quattro punti definiti dalla commissione per andamento climatico e questioni sanitarie. E per l’annata 2001 si arriva ad un rating complessivo aggiornato di 14/20.

 

Miriade & Partners

Segreteria Organizzativa: Massimo Iannaccone – tel. 392.9866587

Ufficio Stampa: Diana Cataldo – tel. 320.4332561 info@taurasi2007.it www.taurasi2007.it

Luigi Tecce…Il Taurasi che non t’aspetti!

Pubblicato da aisnapoli il 25 - settembre - 2010Versione PDF

Di Rosario Tiso

Quando ha chiamato “POLIPHEMO” il principe dei suoi aglianici,sicuramente Luigi Tecce ha pensato all’analogia fra la mole mastodontica del Ciclope omerico e la monumentalità del suo Taurasi.

O forse ha voluto evocare la circostanza che vede Ulisse indurre il “gigante” a bere fino ad ubriacarsi.

Non saprei.Propendo per la prima ipotesi…ancora soggetto alla malìa di un “campione”,dell’annata 2006,di 15 gradi alcolici.

Proveniente da vitigni che suppongo antichi per l’eleganza e la finezza che il vino sa esprimere già alla prima timida olfazione, ho potuto degustarlo per la generosità dell’amico Sandro Maselli nella cornice consueta del wine-bar Cairoli di Foggia.

Il racconto è un traboccamento dell’anima….

Un colore rubino saturo e compatto fa presagire notevole fittezza di estratti che puntualmente si ritrovano e conferiscono al “bouquet” un respiro multidimensionale.

Il frutto in confettura è in costante controcanto con un’oscura mineralità derivata da terreni grassi e freddi.

La speziatura è un’aroma appena sussurrato.

Al gusto drappeggi glicerinosi,che rigano copiosamente la coppa,ammantano lingua e palato in un caldo e virile abbraccio e si coglie un tannino piacevolmente ruvido e già perfettamente integrato.

Che dire:un grande vino!

Fino a quando non ho letto la controetichetta…

Una perentoria didascalia avverte che non ci sono lieviti selezionati,né enzimi,né batteri malolattici,né tannini aggiunti,né disacida,né chiarifica,filtrazione,gomma arabica…

Possibile?Non ho mai bevuto un vino che scaturisse da simili estremi giungere in sì felice approdo sensoriale.Mai un vino sostanzialmente biodinamico si era presentato così pulito,turgido,profumato,esente da difetti appezzabili ai miei recettori sensoriali.

La perplessità dura poco.

Sorso dopo sorso,la verità del gusto mi avvince.

L’armonia mi conquista.

La mia esperienza è risibile goccia nel mare delle infinite possibilità enoiche.

Più che idolatrare le proprie convinzioni,bisogna credere a quello che contiene il bicchiere.

Credo in quei produttori che hanno saputo coltivare una propria identità e compiono un percorso che non è solo professionale…ma che,per certi versi,muove dallo spirituale e pretende di fornire al mondo una personale declinazione della verità.

Quel che non amo sono gli steccati ideologici.

Come quello che contrappone,anche aspramente,coloro che fanno il vino dicendo di assecondare la natura a quelli che la natura pretenderebbero orientarla con tutti i mezzi.

Ho bevuto vini buonissimi “costruiti” perfetti.Altri,meno riusciti,hanno un che di caricaturale.Come certi vini “naturali” imbevibili.

Se si lasciassero briglie sciolte ai sensi nessuno si sognerebbe di assegnare un’aprioristica connotazione negativa a qualcosa che si registra gradevole.

Ma prevale l’ideologia.

L’ideologia è quanto di più distante dal bicchiere.

E’ l’attitudine a parlare della realtà senza osservarla.

E’ l’arido rito della celebrazione della compiutezza della propria cosmogonia.

Non esiste un sapere univoco,una magica ricetta,una sapienza esoterica,un percorso preferenziale che conducono all’immigliorabile vinicolo.

Esistono solo uomini che immaginano e poi realizzano dei sogni e con i loro vini sanno regalare autentiche emozioni.

Con saperi diversi,intuizioni diverse,modalità differenti,illuminazioni e lampi creativi scaturenti da

versanti contrapposti dello spirito.

Altrettanto validi quando sanno produrre l’eccellenza.

L’eccellenza in un vino va scovata.

Il vino si accoglie,giammai si cataloga.

E’ sempre diverso come l’attimo che fugge.

Solo amandolo esprimerà l’inesprimibile.

Luigi Tecce è sicuramente nel novero di quella risma di produttori vinicoli non convenzionali.

Me lo ha detto il suo Poliphemo….

 

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