Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

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La più ampia degustazione verticale di #Taurasi mai organizzata in Italia. Un selezionato e ristretto panel dei degustatori, ripercorrerà circa 80 anni della storia di questo grande vino della Campania, attraverso 10 ANNATE.

Ciascuna annata è stata scelta da Piero Mastroberardino tra quelle più significative dal punto di vista enologico e più premiate a livello nazionale e internazionale.

Eccole:

2009 RADICI TAURASI DOCG RISERVA
2008 RADICI TAURASI DOCG RISERVA Antonio
2005 RADICI TAURASI DOCG RISERVA
1999 TAURASI DOCG RISERVA CentoTrenta
1996 RADICI TAURASI DOCG RISERVA
1986 TAURASI DOC RISERVA
1977 TAURASI DOC RISERVA
1968 TAURASI DOC RISERVA
1958 TAURASI DOC
1934 TAURASI

Grazie alla magia del vino e alla storia della famiglia #Mastroberardino torneremo indietro nel tempo fino alla vendemmia del 1934.

Passando, solo per citare alcune annate, per la mitica RISERVA 1968 e la pluripremiata RISERVA ANTONIO del 2008.

Vino e territorio, vino è territorio!

Pubblicato da aisnapoli il 20 - maggio - 2016Versione PDF

IMG_3503-1180x664Vino e territorio, vino è territorio!

Di Chiara Giorleo

“Le Domeniche al Borgo tra passeggiate e wine tasting” è la veste primaverile di Taurasi, tipico borgo in provincia di Avellino, che attende gli ospiti nel mese di maggio per una visita al centro storico prima di una degustazione mirata dei vini del territorio.

L’iniziativa è delle aziende Cantine Lonardo e Antico Castello che hanno ben compreso come fare squadra a favore di un territorio di eccellenza come quello irpino.

Domenica 15 maggio, nonostante il tempo avverso, si è svolta una full immersion con particolare focus sul nobile rosso della Campania: il Taurasi, di fama ormai consolidata anche all’estero.

Siamo partiti per una visita al vecchio starseto della famiglia Lonardo, il sistema di allevamento meglio noto come “pergola avellinese”, raro e affascinante; siamo in località Case d’Alto dove producono il cru non a caso denominato “Vigne d’alto”. Lo starseto caratterizza il tipico paesaggio taurasino di un tempo fatto di piccoli appezzamenti in cui la vigna era alta per lasciare spazio alle altre colture. Antonella Lonardo e il marito Flavio lo custodiscono con la passione dettata anche dalla formazione archeologica da cui provengono che li spinge anche al recupero di vecchie varietà, tra queste ricordo il loro Grecomusc, un bianco unico che sta facendo molto parlare di sé.

A seguito ci hanno accolti i fratelli Romano nella propria azienda Antico Castello e dopo una breve visita siamo partiti con una verticale di eccezione: ben 12 Taurasi, 6 per azienda, condotta dalla giornalista eno-gastronomica Marina Alaimo con la sua solita competenza e il solito rigore.

Ecco alcune impressioni.

Cantine Lonardo Taurasi docg 2004

Già il colore ci introduce alla concentrazione e alla forza di questo vino. Bella la tipicità al naso con evidenti note di ciliegia croccante e pepe nero. Al sorso è potente ma non aggressivo, di buona freschezza e ancora un bel po’ di anni avanti a sé.

Cantine Lonardo Taurasi docg 2005

In cantina si introducono i tonneau. Molto piacevole la nota rinfrescante di liquirizia al naso dopo i frutti rossi e una leggera speziatura piccante. Al gusto si esprime con sobrietà e bella persistenza con un tocco fumè.

Cantine Lonardo Taurasi docg “Vigne d’alto” 2007

Ecco che passiamo al cru (vino da un singolo vigneto appositamente selezionato). Il positivo andamento dell’annata di riflette nel bicchiere. Al naso si evince sin da subito da una nota floreale di violetta che lascia spazio alla mora e ad una nota di pelliccia bagnata. In bocca è decisamente avvolgente anche se ancora non esprime tutte le sue potenzialità, più sostenuto l’alcoool data l’annata calda.

Cantine Lonardo Taurasi docg “Vigne d’alto” 2008

Ancora una buona annata per un vino “giovanissimo” che al naso si esprime con i toni dell’arancia rossa per poi completarsi con una nota iodata e di cenere, altra caratteristica che torna frequentemente in questi vini grazie all’influenza vulcanica nella composizione del terreno. Al gusto è certamente espressivo, franco ed elegante, un vino con una freschezza esuberante da attendere ancora un po’.

Cantine Lonardo Taurasi docg “Vigne d’alto” 2009

Nonostante l’annata definita “difficile” trovo molto intrigante; al naso forse si presenta un po’ più chiuso dove lo spettro delle spezie si apre a quelle dolci con noce moscata e leggero tocco di vaniglia, torna la cenere e si presenta una nota di sottobosco. Piacevole al sorso con retro fruttato che quindi invoglia a riprovarlo con eleganza e senza “strilli o schiamazzi”.

Cantine Lonardo Taurasi docg “Vigne d’alto” 2011

Uno degli assaggi che ho preferito seppure, per certi versi, meno espressivo anche perché non ancora prontissimo all’assaggio. I profumi che colpiscono immediatamente sono quelli di macchia mediterranea, anice stellato, ginepro. Al sorso si presenta rotondo nonostante sia il più giovane con una freschezza ben integrata.

 Vini di grande concentrazione e molto rispondenti al territorio di appartenenza.

Si cambia il passo con la cantina Antico Castello gestita dai fratelli Romano che dimostrano professionalità ed entusiasmo sin dalla prima stretta di mano. Giovani e appassionati offrono a San Mango sul Calore nella frazione di Poppano, nuove sfumature che diventano di grande interesse per esperti e non. Passiamo così uno stile più scattante che ci distoglie da ciò che a volte ci aspettiamo.

Antico Castello Taurasi docg 2006

Un’annata regolare che ci regala un vino con profumi di ciliegia, un tocco piccante e di caffè tostato. Al sorso ha un corpo meno marcato anche perché i vigneti erano ancora giovani a quel tempo ma è un vino abbastanza pronto da bere.

Antico Castello Taurasi docg 2007

La maturazione prevede solo botte grande per questo vino deciso nei profumi di mirtillo, pepe nero e chiodi di garofano, invita a provarlo. Al gusto e snello e vibrante tanto da non immaginare tutti questi anni alle spalle.

Antico Castello Taurasi docg 2008

In questo caso colpisce un bellissimo bouquet dato da frutti rossi, in particolare il lampone insieme a spezie su sottofondo balsamico. Al palato è coerente , succoso, ancora una volta un vino sottile e di buona freschezza.

Antico Castello Taurasi docg 2010

L’annata più difficile delle precedenti segna un vino con caratteristiche diverse. Più profondo con una nota minerale, foglia di pomodoro e polvere di cacao. Più spigoloso in bocca.

Antico Castello Taurasi docg 2011

Un bottiglia ancora non disponibile in commercio con un bouquet tostato fatto di liquore al caffè, cioccolato e poi erbe aromatiche, il frutto rosso arriva dopo per stabilizzarsi. Ancora giovane e vibrante al palato.

Antico Castello Taurasi docg 2012

Si evince una nota floreale e di sottobosco al naso, così come di terra bagnata. Paradossalmente più pronto del precedente con un tannino ben presente ma ben lavorato.

LOCANDINA VERTICALE TAURASIUna giornata di full immersion a Taurasi, terra di grandi vini e regno dell’aglianico, organizzata domenica 15 maggio dalle aziende Contrade di Taurasi – Cantine Lonardo, e Antico Castello. L’appuntamento è alle ore 10,30 a Taurasi in via Municipio 41 dove Antonella Lonardo attende i suoi ospiti per condurli in visita al vecchio starseto di famiglia in contrada Case d’Alto. Le famiglie Lonardo e Romano hanno scelto di lavorare insieme per diffondere la cultura di Taurasi e dei suoi vini già in occasione dell’iniziativa “Le Domeniche al Borgo tra passeggiate e wine tasting” che sta funzionando molto bene. Dopo la visita allo starseto ci si reca a San Mango sul Calore in Località Pioppano presso l’azienda Antico Castello per una interessantissima degustazione verticale dei loro Taurasi.
Cantine Lonardo Taurasi docg Vigne d’Alto 2011, 09, 08,07 e Taurasi docg 06,04
Antico Castello Taurasi docg 2012, 11,10,08,07,06.
I vini poi saranno alla tavola con gli ospiti in accompagnamento al pranzo preparato con prodotti del territorio e ricette della famiglia Romano.

Per informazioni Antonella Lonardo 333 2525215

1549293_1527659344170358_4493748892039009914_nA Terrazza Calabritto sono di scena le cantine Mastroberardino per un’esclusiva cena-degustazione del vino che rappresenta da sempre l’eccellenza della produzione aziendale, il Taurasi.
Per l’occasione un menù di terra e tradizione accompagnerà una verticale di Taurasi Riserva.

Parmigiana napoletana con fiordilatte e ricotta salata di pecora e vaccino

Riso Carnaroli con Provolone del Monaco stagionato e tartufo bianco

Maialino Nero casertano con salsa al Taurasi

Pastiera a modo nostro con ricotta di bufala pastorizzata

Ad ogni portata verrà servito un vino diverso:
Taurasi Radici 2009
Taurasi Radici Riserva 2006
Taurasi Radici Riserva 2008 edizione speciale commemorativa A.M.
Taurasi Radici Riserva 1998
Antheres passito muffato di Aglianico

Guida la degustazione Tommaso Luongo, Delegato Ais Napoli

 

Nel corso della serata verrà consegnato a Piero Mastroberadino l’attestato di eccellenza VITAE  La Guida Vini 2015 dell’Associazione Italiana Sommelier per il Taurasi Antonio Radici Riserva  2008

Terrazza Calabritto, Piazza Vittoria n.1/B

Euro 50. lunedì 15 Dicembre ore 21

(Posti limitati. Info 081/2405188 – 3470710252)

Con la collaborazione di Eccellenze Campane

 

La donna in…Russo!

Pubblicato da aisnapoli il 4 - novembre - 2014Versione PDF

Marcella Russo con Salvatore e CarloDi Gennaro Miele

La strana coppia dell’aperitivo gourmet partenopeo, Salvatore e Carlo, si ricompone nel periodo di vendemmia del rosso aglianico, in una serata che nulla ha più dell’estate, la bottega del Buono di Cautero crea l’incontro con Marcella Russo, della omonima cantina,e con le sue creazioni, Macrì Irpinia Campi Taurasini e Spalatrone Taurasi, quest’ultimo di tre diverse annate.

Grappoli figli della stessa terra, ma con caratteri ben distinti nelle espressioni in bottiglia, con sensazioni e tempi di ascolto gustativo tali, che all’assaggio è sembrato sfogliare un libro a colori fatto di vento e sole, nuvole e rugiada.

chefTra le proposte di salumi della Masseria Valenzio Calisti e del delicato formaggio cilentano, i racconti di Marcella e del suo enologo, hanno scaldato la fresca serata con la storia del loro lavoro, racconto di gesti che accompagnano una pianta d’uva, dall’aspetto ligneo ed invernale alla trasparenza delle foglie verdi sotto il sole di vendemmia.

E’ lavoro, questo, di uomini e donne che ci credono, un credo che si traduce in rossi che non hanno ceduto alla tentazione di un lungo riposo in legno, un bicchiere che nelle annate 2008 del Macrì e 2007 dello Spalatrone ha saputo portare sentori di frutta e di leggere spezie, e un assaggio accompagnato da freschezza e da un tannino presente ma per nulla protagonista, lasciando spazio alle sensazioni di frutta matura confermate anche nei minuti dopo l’assaggio.

Sei, appena sei sono gli ettari vitati per l’ aglianico dall’azienda, numero fatto da una mano aperta, passata sulla coscienza di un lavoro senza compromessi, e dall’indice dell’altra mano come ad indicare che uno solo è solo lo scopo, quello del Buono, strada che li ha portati da Salvatore.

selfieAncora una volta il nostro padrone di casa ha saputo raccogliere vecchi e, cosa più importate, nuovi amici nel suo locale, che come un crocevia fa intersecare strade ed opinioni, un salotto senza divano in cui ciò che conta è far accomodare il proprio gusto.

E mentre la serata era a metà discorso, nell’ora in cui le botteghe riposano, una persona di passaggio entra e fa gli auguri, per l’inizio dice, credendo sia una inaugurazione, il clima qui, infatti, è sempre quello festoso di un inizio attività, un’ inizio quotidiano in questo caso che si richiude su di sé senza fine, come una spirale.

E mentre lo scuro nettare scorre, una padella salta in movimenti morbidi e sicuri, dove si concretizza l’incontro di consistenze materiali di elementi diversi, figli del lavoro della terra e del sole tanto quanto della profondità misteriosa del mare, la preparazione simile all’attesa dell’incontro tra innamorati che prima fisici si sciolgono poi al contatto, per non lasciarsi, divenire un tutt’uno. Morbido come la notte l’assaggio offerto dallo chef, screziato di stelle che profumano d’arancio.

Salvatore e Carlo, non smettete mai di gourmet-viziarci.

1602090_768196706542392_1748722259_oIstantanea di un Territorio – L’Irpinia di Di Meo e D’Agostino

Istantanea di un territorio è tornato e questa volta si concentra sull’ Irpinia con i vini delle Cantine Di Meo e la cucina dello chef Gianluca D’ Agostino.
Le Cantine Di Meo , che si trovano sulle colline di Salza Irpina in provincia di Avellino, producono vini dal 1986 e offrono una vasta gamma di vini provenienti da diversi vigneti in Irpinia . Vini come l’Aglianico , il Taurasi , Falanghina e Greco di Tufo , Coda di Volpe , e, naturalmente , il Fiano di Avellino.

Istantanea ha deciso di puntare in primo luogo sul territorio che abbraccia la cantina di Salza Irpina . E ‘ qui che la famiglia Di Meo ha I suoi vigneti di Fiano di Avellino . Avremo l’opportunità di assaggiare 3 diverse interpretazioni del bianco d’eccellenza d’ Irpinia, guidati dall’ enologo Roberto Di Meo .

Selezione Erminia Di Meo Fiano di Avellino DOC 2000 presentazione ufficiale di un vino di lunghissima tradizione, capace di essere simile solo a se stesso. Fin dall’inizio, è stato chiaro che le uve di questo vigneto erano capaci di produrre vini di altissimo pregio, che potevano esaltare al massimo la peculiarità della Denominazione. (dopo attenta selezione manuale in vigna e meticolosa selezione degli acini all’arrivo in cantina, le uve sono vinificate con macerazione per due giorni con le bucce a bassa temperatura controllata. Invecchiato per ben 14 anni in acciaio e bottiglia)

Colle dei Cerri Fiano di Avellino DOCG 2005 ( uve selezionate , tra 8 e 10 mesi in barriques , poi 10 mesi in bottiglia )

Alessandra Fiano di Avellino DOCG 2010. ( Vinificazione tradizionale a temperatura controllata con affinamento per 12 mesi in acciaio , 12 mesi in bottiglia )

Istantanea si concentrerà quindi sul’Aglianico, Taurasi per l’esattezza , con uno dei tradizionali liquori fatti in casa Di Meo – Ratafia ‘ di Nonna Erminia . Il Ratafià nasce da una ricetta di famiglia che è stata tramandata con cura da generazioni. Una base di Taurasi invecchiato 6/10 anni in botte in cui vengono infuse una particolare varietà di foglie, 12 erbe e poi ulteriormente invecchiato 2 anni in barriques prima di essere imbottigliato .

Chef Gianluca D’Agostino del Veritas Restaurant è fortemente legato a Castelvetere sul Calore , non lontano dalle Cantine Di Meo . Chef D’Agostino ci proporrà un menù che porterà la sua interpretazione dell’irpinia a tavola abbinata perfettamente con i vini della serata . Calamaro con crema di cavolfiore al caffè,scarola riccia e aringa affumicata
Gnocchetti trafilati con verza cotechino e totani
Baccalà zuppetta di ceci e torzelle , peperoni cruschi
Pera farcita con ricotta cioccolato e peperosa , briciole di amaretti…

Istantanea di un Territorio presenterà anche una mostra fotografica della blogger / fotografa Karen Phillips e del calendario 2014 delle Cantine Di Meo, che è stato recentemente presentato a Varsavia .

Il costo della serata è di 45 euro . Le prenotazioni sono necessarie e possono essere effettuate solo tramite e-mail a: info@veritasrestaurant.it o telefonicamente al Veritas Restaurant, 081 66 05 85 .

20 Ottobre, Andar per Taurasi con l’azienda La Molara

Pubblicato da aisnapoli il 15 - ottobre - 2013Versione PDF

Programma visita a La Molara

taste 004-001Di Karen Phillips

L’edizione 2013 Taurasi Vendemmia si è tenuta nei giorni 8-9 marzo a Serino (Av) come una parte di Campania Stories by Miriade & Partners . Questa è laseconda parte del mio weekend dedicato al tasting Taurasi… Sabato mattina. 9 marzo. Secondo il serrato programma, noi della categoria “giornalista/blogger ecc. ecc.” avremmo potuto degustare i vini comodamente dalle 10:00 alle 16:00. Sembrerebbe un sacco di tempo, ma questa volta sono ben 64 i vini all’ordine del giorno. Sessantaquattro vini da aglianico in diverse versioni. Da Campania Aglianico a Irpinia Aglianico. Da Irpinia Campi Taurasini a Taurasi e Taurasi Riserva. Una full immersion di sessantaquattro aglianico in diverse annate a partire dal 2011 fino al 2006. Determinata a provare tutti fino all’ultima goccia, ho deciso di mettere in atto un piccolo piano di attacco durante la colazione. Ho optato di di iniziare con i Non Taurasi. Ho anche deciso di assaggiarli alla cieca. In questo modo non sarei stata influenzata da etichette familiari e forse avrei potuto anche’scoprire’ alcuni vini nuovi. Sedici vini, allora. E dopo averli degustati tutti ho trovato qualcuno che non mi dispiacerebbe avere nella mia cantina personale …. qui li descrivo in nessun ordine particolare …

Luigi Tecce Irpinia Campi Taurasi Satyricon 2010

Un bicchiere di Satyricon è un bicchiere di Paternopoli (Av) con il tocco inconfondibile di Tecce. E come ogni vendemmia, i vini di Luigi sono sui bloc-notes di tutti i degustatori grazie a un naso di profonda complessità e un sorso pieno e succoso.

Fonzone Campania Aglianico 2010

Fonzone. i nuovi ragazzi nel quartiere, per così dire. E che quartiere. Siamo a Paternopoli (Av), ancora una volta. Questa volta con un vino che ho già provato allo scorso Vinitaly come campione prelevato dalla vasca. Quasi un anno dopo ho assaggiato un vino decisamente interessante, intenso e saporito.

Tenuta Cavalier Pepe Irpinia Aglianico Terre del Varo 2009

Un bicchiere di vino vive e respira. Ed è sempre divertente quando si evolve nel bicchiere durante un pasto o nel corso di una degustazione. Come è successo con Tenuta Cavalier Pepe. Pronto da bere ora, ma con i tannini che lo accompagneranno nel corso del tempo, arrotondandosi e evolvendo.

Antonio Caggiano Irpinia Campi Taurasini Salae Domini 2009

Un vino deve anche avere qualcosa da dire. Ho ascoltato mentre questo parlava. Un naso maturo. Un vino avvolgente con una convincente e lunga persistenza.

Salvatore Molettieri Irpinia Aglianico Cinque Querce 2009

Profumo intensi di frutta e di spezie. Un corpo imponente, un regalo delle colline di Montemarano.

Cantina Bambinuto Irpinia Aglianico Matértera 2009
Io sono una grande fan del Greco di Bambinuto, ma qui ho bevuto un rosso dallo stile accattivante che andrà ad arricchire l’inventario della cantina.

Il Cancelliere Irpinia Aglianico Gioviano 2009

Torno a Montemarano per Gioviano Il Cancelliere è.

Questo aglianico non è ancora sul mercato. Posso immaginare, quindi, come il suo sapore intenso continuerà ad evolversi dopo aver trascorso un po’ di tempo in più in bottiglia.

Taurasi Vendemmia Edizione 2013 … fin qui tutto bene …. Post successivo – The Taurasis …

Versione in Inglese

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