Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...eventi aisnapoli

Tommaso Luongo presenta la degustazioneDi Annito Abate
Sono circa 200 le Cantine aderenti a “VITIGNOITALIA vini al castello”, IX Salone dei vini e dei territori vitivinicoli italiani a Napoli, una location, quella di Castel dell’Ovo, che definirla solo splendida vuol dire sminuirla.
Supero il ponte levatoio di Castel dell’Ovo consapevole che il tempo che mi separa dall’inizio della degustazione è troppo breve per visitare tutte le Sale allestite per accogliere i wine lovers accorsi nel Capoluogo Partenopeo.
All’ingresso mi hanno “dotato” di bicchiere e tracolla “griffata” per cui decido di utilizzare questi oggetti anche prima dall’atteso evento enoico organizzato da AIS Napoli (S3, Sala Degustazione); dopo avrei avuto, comunque, la possibilità di qualche altro “passaggio scovachicche”.
Vitigno ItaliaE’ pacificante seguire la stradina medievale incastonata tra le spesse mura di tufo della Fortezza, quella che, percorsa interamente, conduce alle terrazze in alto aperte, a tuttotondo, sui vari paesaggi, ora collinari, ora marini, ora urbani.
Il clima è mite, finalmente si sente un vagito d’estate, la passeggiata, quindi, diventa salutare con la sensazione di respirare quel soffio di iodio che viene su dal mare appena increspato; la via che si inerpica tra le viscere del Castrum Ovi è bellissima, illuminata da una luce calda ed invasa dal senso di mare che si scopre dalle aperture, un tempo utilizzate per difendere la Cittadella.
Nello “Studio S3” sono ancora in onda: Maria Sarnataro, vicepresidente Ais Campania, e Franco De Luca (Responsabile della Didattica AIS Campania)stanno “conducendo” l’evento precedente, quello delle 17.00 (La degustazione dei formaggi: alla scoperta dei Consorzi per la tutela della Mozzarella di bufala campana Dop, del Gorgonzola, del Parmigiano-Reggiano e del Pecorino romano); la sensazione del discreto slittamento sui tempi fissati dal “copione” ci arriva puntuale con l’annuncio di Franco De Luca: c’è da aspettare la fine dell’evento precedente, l’uscita del “pubblico”, lo sgombero della Sala e l’allestimento dei tavoli per l’evento successivo, il nostro!
Chiaroscuri tra vino e arteAttendere o non attendere, questo è il dilemma! Ci penso e, occhio alla porta, ne approfitto per “gironzolare” tra le “grotte tufacee” in cerca di amici ed etichette da incontrare.
Nel contiguo “Antro di Virgilio” c’è il “food”, una delle novità di questa edizione 2013, all’ingresso, con l’accredito stampa, mi hanno consegnato anche un biglietto con su scritto “Ritira la tua goody bag presso il Pasta Bar di Vitigno Italia”, è un gentile omaggio del Pastificio Di Martino di Gragnano … quasi quasi … penso, ma poi l’idea di girare, fino alla fine, con una “borsa della goduria” mi distoglie dall’idea.
Tra un saluto e l’altro e qualche “ronda” -da- e -per- il porticato della “Vigna Felix” (I vini delle cinque Province tutti a portata di bancone e serviti da belle “women in red”) qualcosa si inizia a muovere, vedo qualche Produttore avviarsi verso l’ingresso, il pubblico comincia a mettersi in fila. Si comincia!
L’arredamento all’interno della Sala di degustazione è all’insegna del “progetto di sostenibilità ambientale” voluto ed ideato per questa nona edizione di Vitigno Italia, parola d’ordine “riciclaggio”; le sedie ed i tavoli di degustazione, infatti, sono in cartone e devo dire anche abbastanza resistenti e confortevoli (“ci faccio un pensierino per lo Studio”). Hanno giurato gli organizzatori che il Salone Enoico, l’anno prossimo, diventerà centopercentoecofriendly … si aspetta!
Mi rifugio (finalmente) nel vino e nell’arte, tra i “Percorsi contemporanei del gusto creativo” laddove l’AIS Napoli ha organizzato una bella e distensiva degustazione guidata: 4 coppie di vini abbinati ai 4 elementi per antonomasia (aria e acqua nelle espressioni in bianco, terra e fuoco per quelle in rosso) in relazione emozionale con alcuni dipinti a tema di artisti del progetto espositivo ed editoriale “Pelle&Pellicola” della Galleria Nea, edito da Iemme Edizioni e curato da Pasquale Lettieri; quinto elemento, ovviamente, è il “Nettare di Dioniso”, bevanda idroalcolica nota a più nell’Associazione Italiana Sommelier. Conducono, per i vini, Tommaso Luongo (Delegato AIS Napoli) e, per i quadri, Luigi Solito (Gallerista), con la presenza di  Luciano D’Aponte (Responsabile Settore Sviluppo e Ricerca della Regione Campania).
Trattasi di una selezione dei vini premiati dall’edizione 2013 della “Guida alle aziende vitivinicole e vinicole” dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Campania in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier Campania (ho avuto il piacere e l’onore di far parte anch’io della Commissione d’assaggio, un’esperienza molto bella che spero si possa ripetere anche per la seconda edizione; spero anche, però, che scrivano il mio cognome in modo meno “rafforzativo”, utilizzando, magari, più correttamente, una sola “B” … ovviamente si scherza!).
i vini in degustazione
L’Aria è raccontata dai Vini “in alto” d’Irpinia e dall’Opera “Vento artificiale” di Raffaele Canoro.
1. Alimata – Fiano di Avellino DOCG 2011 Villa Raiano di Montefredane (AV), vigna a 450 metri s.l.m.; Fiano di Avellino in purezza, emergono la severità ed il carattere dell’areale, un vino con una spiccata freschezza di acidità, snello e di grande “lunghezza finale” accompagnata da una gessosa mineralità che fa pensare a qualche espressione “più mossa” d’Oltralpe.
2. Fiano di Avellino DOCG 2011 Tenuta Sarno 1860 di Candida (AV), vigna a 630 metri s.l.m.; un secondo Fiano di Avellino in purezza, già dal colore carico, si dipana il racconto dello “spessore” materico, un bianco dalle spalle larghe e con un “corposo” patrimonio aromatico, uno “spessore” dalla forma tattile e ben definita con un contrappunto di “leggerezza” e sapidità che aiuta l’equilibrio e l’armonia.
L’Acqua è raccontata dai Vini “mediterranei” degli Astroni e del Cilento e dall’Opera “Segreti mediterranei” di Guglielmo Longobardo.
3. Colle Imperatrice Campi Flegrei Falanghina DOC 2012 Cantine Astroni di Napoli; Falanghina autoctona in purezza, una piacevolezza generale data dalla frutta fragrante, una lieve mineralità ed una sfumata nota sulfurea, in bocca emergono gli accenti sapidi più che quelli acidi, lunghezza moderata ma presente sostenuta dalle tracce delle durezze appena descritte.
4. Trentenare Paestum Fiano IGT 2012 San Salvatore di Giungano (SA); Fiano (nel Cilento) in purezza, il vitigno marca il territorio ed emerge nei profumi della macchia mediterranea che declina anche tutte le sfumature della frutta che tornano come aromi accompagnate dalla sapidità, la persistenza non è il suo forte, nel complesso un “giovane adulto”.
Fin qui i Bianchi!
Il Fuoco è raccontato dai Vini “caldi” dei Vulcani, quasi spenti, del Vesuvio e di Roccamorfina e dall’Opera “Mascella di bue” di Peppe Capasso che ha “prestato” forme, colori ed emozioni anche alla rappresentazione dei Sannitici Vini della “Terra”.
5. Falerno del Massico DOC Rosso 2009 Masseria Felicia di Sessa Aurunca (CE); Aglianico 80% / Piedirosso 20%, un vino derivato dall’eruzione più antica della Campania (il Vulcano di Roccamonfina) che emerge nel fuoco e nella mineralità, un naso “scuro” di frutta matura, spicca la prugna, una sorta di sinestesia data dalla “sapidità” dei profumi, in bocca i tannini, ovviamente, non possono passare “inosservati” nel loro essere ancora indomiti, una bocca “importante” che non può non ricordare, per via retronasale, il fruttato percepito per via diretta, del cibo in abbinamento avrebbe aiutato, ancor più, la corretta percezione della “beva”.
6. Lacryma Christi del Vesuvio Rosso Riserva Don Vincenzo Doc 2010 Casa Setaro di Trecase (NA); Piedirosso 85% / Aglianico 15%, ancora “fuoco”, quello vesuviano, un naso di frutta e di spezie, una piacevole “dolcezza” in bocca alleggerita dalla setosità del tannino che dona grande equilibrio senza però cedere ancora troppo alle morbidezze.

La Terra è raccontata dai Vini “materici” del Sannio.
7. Bosco Caldaia Doc rosso 2007 Antica Masseria Venditti di Castelvenere (BN); blend di Aglianico / Montepulciano / Piedirosso, tutti i Vini della Cantina non sono “contaminati” dal legno (materiale, come dice l’Enologo-Vigneron, utilizzato in Azienda solo per le capriate lignee che sorreggono la copertura), naso, comunque, speziato dove il vitigno si esprime liberamente, un colore vivissimo che lascia intendere tutta la sua “naturale salute”, i chiodi di garofano sono un ricordo costante anche quando l’attenzione si sposta sull’eleganza espressiva dei tannini, un vino “raffinato” e contadino allo stesso tempo, in armonica espressione di significati.
8. Terra di Rivolta Aglianico del Taburno DOC Riserva 2008 Fattoria la Rivolta di Torrecuso (BN); Aglianico (nel Taburno) in purezza, potente, ricco, espressivo in ogni sua fase, ancora un naso “scuro”, decisamente speziato con “accenti” orientaleggianti, molte le declinazioni della tostatura che tornano con gli aromi appena disturbati dalla prorompente carica tannica, caldo, un vino con eleganza meno “contadina”, un aglianico, facciamo passare l’espressione, in smoking, un rampollo intelligente che ha studiato all’estero e torna a casa per fare carriera nella sua importante Famiglia.
E questi sono i Rossi!
Prima di andare via, al suono di “Maruzzella” (mandolino in accompagnamento), mi concedo una pizza in piena ZTL … ma senza birra!

tris d'assiASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Delegazione di Napoli

Tris d’Assi all’Enopanetteria

con

Cantina del Barone, Cantina dell’Angelo, Il Cancelliere

Enopanetteria “I Sapori della Tradizione” Corso Europa n.127 80017 Melito di Napoli (Na) 13.Giugno.2013 ore 20.30

Ticket di partecipazione euro 20

Info e prenotazioni: 081.7117410

In apertura il tradizionale buffet di pizze di Stefano Pagliuca per poi passare alla degustazione tecnica di sei vini. A seguire  un piatto a sorpresa della chef resident Raffaella Verde.

Cantina del Barone di Luigi Sarno – Cesinali 

Fiano di Avellino DOCG – Particella 928 – vendemmia 2011

Fiano di Avellino DOCG – Particella 928 – vendemmia 2010

 Cantine Dell’Angelo – Tufo

Greco di Tufo DOCG vendemmia 2011

Greco di Tufo DOCG vendemmia 2010

 Il Cancelliere di Pizza Rita – Montemarano 

Nero né” DOCG vendemmia 2008

Taurasi “ Nero né” DOCG vendemmia 2006

Degustazione guidata a cura di Tommaso Luongo, delegato Ais Napoli

Locandina CEBIO

A Napoli questo week end c’è CeBio!
Il 25 e 26 maggio la prima edizione della kermesse dedicata al benessere e all’alimentazione biologica, naturale e senza glutine.
Questo fine settimana presso la Mostra D’Oltremare di Napoli si svolgerà CeBio, evento incentrato sul benessere, sull’alimentazione biologica e sul mondo del cibo senza glutine, ideato e realizzato da Rossella Montagna (Planet Stand Creation), Stefano Silvestro (StudiossEventi) e Daniele Zanfardino (Ass. Accademia dello Spettacolo Mediterraneo) – in collaborazione con la Regione Campania, l’Unione Industriali Napoli e il Comune di Napoli (Assessorato allo Sport). La manifestazione si svolgerà contemporaneamente alla Fiera dello Sport (S.E.B.S.).
CeBio è strutturata in tre settori espositivi: “Alimentazione biologica & Gluten-Free, “Musicoterapia” (area espositiva riservata alla terapia musicale) e “ Gluten-Free , Alimentazione senza glutine”.
L’evento vuole essere occasione di riflessione e stimolo – a livello istituzionale, scientifico e divulgativo – sulle problematiche che il celiaco e la sua famiglia devono fronteggiare ogni giorno. Il programma della kermesse comprende tante iniziative: corsi di cucina, showcooking e divertenti laboratori ludico-didattici per grandi e piccini.
Da segnalare:
- il work lab “Mani in Pasta” nel corso del quale Cristina Basso (blog Deglutiamo con Cristina) effettuerà una dimostrazione pratica sulla lavorazione degli impasti senza glutine;
- il work lab “Il Lievito Madre” nel corso del quale Salvatore Kosta (blog La Pasta Madre) dimostrerà come preparare il pane e le brioche con la pasta madre;
- il work lab “Olio Biologico Evo”, organizzato dalla giornalista Monica Piscitelli (blog Campania che vai), un laboratorio incentrato sull’eccellenza dell’olio evo campano, nel corso del quale i partecipanti, guidati all’agronomo Vincenzo Coppola, potranno degustare quattro oli di differenti varietali e provenienze;
- i due “Work Pizza”, appuntamenti dedicati alla pizza d’autore ove saranno proposti due assaggi di pizza senza glutine e un vino selezionato per l’abbinamento. Accompagnati dai commenti di Monica Piscitelli, autrice della Guida alle Migliori Pizzerie di Napoli e della Campania, i pizzaioli Sabato Domenico Scola (ristorante pizzeria Anna, Agropoli) e Gaetano di Lorenzo (Umberto, Napoli) – entrambi soci dell’Associazione Verace Pizza Napoletana – sveleranno i segreti della pizza senza glutine, preparazione che richiede competenza tecnica ed esperienza. Utilizzeranno la farina senza glutine del Molino Caputo, i prodotti della Campania Felix e gli oli extravergine di oliva bio delle aziende Badevisco e Venditti. Tommaso Luongo, delegato dell’Ais Napoli, presenterà un vino campano in abbinamento alle pizze proposte;
- l’incontro “I Vini del Benessere”: guidati da Tommaso Luongo, sommelier masterclass, coloro che parteciperanno al laboratorio indagheranno sul ruolo fondamentale del vino nella relazione tra un’alimentazione sana e il benessere che ne deriva per l’organismo. Vini in Degustazione: Pietracalda Fiano di Avellino Docg 2011 Feudi di San Gregorio; Privo Campania Igt 2012 A.Le.Pa; Bosco Caldaia Solopaca Doc 2007 Antica Masseria Venditti;
- il work lab “Birra senza glutine”: Alfonso Del Forno, presidente dell’Associazione Degustatori Birra senza glutine e fondatore del portale Nonsologlutine.it, presenterà i dati dell’inchiesta effettuata per rilevare la quantità di glutine all’interno delle birre artigianali; seguirà la degustazione delle birre artigianali Glutenberg, vincitrici del World Beer Cup 2012 nella categoria delle birre gluten free;
- il laboratorio “Pizza in Tavola” con Marco Amoriello, gestore del locale “Pizzeria Dal Guappo” tre volte campione del mondo di pizza senza glutine;
- il work lab “Gioco e imparo con CeBio”, un percorso per piccoli e grandi finalizzato all’acquisizione di indizi che permettano di riconoscere la frutta di stagione; Giuseppe Orefice e Margherita Rizzuto (AgriGiochiamo), in collaborazione con la Masseria Giòsole di Capua, accompagneranno i partecipanti nel magico mondo di chi fa di un gran frutto un gran succo;
- lo show cooking “Al servizio del Gusto” a cura di Marco Scaglione, Chef pluripremiato che ha rivoluzionato il sapore dei cibi senza glutine.
L’evento sarà inaugurato dal Dott. Luigi Greco (Professore Ordinario di Pediatria alla Facoltà di Medicina dell’Università di Napoli Federico II, Vice Direttore del Dipartimento di Scienze Mediche Translazionali, Preside Associato della Facoltà di Medicina della Università di Gulu in Uganda), che relazionerà nel corso del convegno “Perché un’epidemia di intolleranza al glutine?”. A questo seguiranno altri importanti incontri, ovvero: “La Mente Musicale – Musisana” (convegno/stage sulla neuroscienza e le prospettive musico terapeutiche), “Lotta all’obesità infantile” (a cura dell’Assessore allo Sport Giuseppina Tommasielli), “Il lievito madre nell’alimentazione moderna” (a cura di Salvatore kosta), “Allenati con il cibo” (A cura della Dr.ssa Cristiana Di Giacomo), “L’alimentazione nello sportivo” (A cura della Dr.ssa Giovanna De Leo), “Intolleranze alimentari e test citogenetici nel miglioramento della prestazione sportiva” (A cura della Dr.ssa Cristiana Di Giacomo). Infine gli chef Antonio Arfè e Nicola Ricci (dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani) e le cake designer Fantasie di Zucchero (Antonella Vitale) e Aloha Sweet Cake (Annalisa e Luisa) presenteranno piatti e dolci basati sulla corretta alimentazione ed adatti a intolleranti al glutine e al lattosio. Testimonial dell’evento sarà Michele Mirabella, noto conduttore della trasmissione “Buongiorno Elisir” in onda su Rai3.

Per essere sempre informati sulle novità del ricco programma di CeBio, visitate il sito www.cebio-celiacobiologico.com e il blog dedicato all’evento http://cebioceliacobiologicoblog.wordpress.com, con aggiornamenti e curiosità sul cibo biologico e sulla celiachia.

18 Aprile, Arte e Champagne Krug a Napoli da Grangusto

Pubblicato da aisnapoli il 13 - aprile - 2013Versione PDF

krug a napoliC’è lo Champagne e poi c’è Krug. C’è l’arte e poi c’è Nunzio Figliolini. Il 18 aprile Grangusto ospita il vernissage più prestigioso del capoluogo che aprirà i battenti alla mostra personale di uno degli artisti più eclettici del Sud Italia. Il binomio tra esperienze sensoriali è sancito dallo champagne più prestigioso al mondo, Krug. L’evento avrà inizio alle 19 al piano superiore di Grangusto che si conferma ancora una volta centro propulsore di idee legate alle eccellenze mondiali.
Durante il vernissage Krug presenterà tre champagne della sua maison: Grande Cuvée, Vintage millesimato 2000 e Rosè serviti con una degustazione di piccole delizie di pesce fresco , crostacei e jamon. Dall’enoteca del locale più glamour di Napoli si snoderà un percorso artistico, durante il quale saranno visibili le opere del maestro Figliolini ispirate allo champagne. La mostra temporanea „MIO SPAZIO“ resterà nei saloni di Grangusto fino al 25 aprile e sarà visitabile nel pomeriggio dalle 17 alle 23.
All’evento, il 18 aprile, saranno presenti esperti e amanti dell’etichetta più celebre al mondo, i maggiori sommelier italiani rappresentati da A.i.s. (Associazione Italiana Sommelier). Tra questi Tommaso Luongo, delegato A.I.S. Napoli. Garantita anche la presenza di critici, conoscitori, appassionati di arte ed estimatori di Nunzio Figliolini.
Nunzio Figliolini. E’ nato a Napoli, il 27-10-65. Consegue il diploma nell’85, di maturità in Arte Applicata, come Disegnatore di Architettura e Arredamento presso l’Istituto d’Arte “U.Boccioni” di Napoli. Dall’83 l’attività pittorica diventa sempre più costante e lo dimostrano le numerose partecipazioni in collettive di giovani e di affermati artisti. Nell’87 conosce il gallerista Raffaele Formisano, che lo invita a far parte degli artisti della sua galleria. Sempre nell’87 ha modo di  conoscere personalmente Robert Rauschenberg, in occasione di una sua mostra a Napoli. Partecipa dal 1982 a numerose collettive, tra cui “Terrariafuoco”(1986), “Euterpe & Eratro”(1989), “Per il cuore”(1990), “Opus Vinii”(2001), “Scavare il Futuro”(2002), “Fra(m)enti”(2004), “Cuma, il volo e la parola”(2006), “Comunicare l’invisibile”(2007), “Da qui”(2008), “Terza Triennale Internazionale Logos & Bidone”(2011). Protagonista della ricerca artistica contemporanea, riceve premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali. E’ attivo anche nel campo dell’insegnamento: nel 1993 consegue il 1° posto al Concorso per l’insegnamento delle Discipline Pittoriche a Roma e sempre il 1° posto per l’insegnamento di Arti applicate a Napoli, diventando docente ordinario negli “Istituti di Istruzione Artistica”. Nel 2007 consegue il titolo del Biennio Specialistico in Arti Visive Scultura, presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e la sua produzione artisitca si appropria di molteplici media tra cui spiccano: fotografia, video e installazioni.

Krug. “Il lusso di emozionarsi.” Lo champagne Krug Grand Cuvée è l’espressione suprema dello stile Krug: intenso, stimolante, singolare. Anno dopo anno, la famiglia Krug ricrea questo eccezionale champagne ottenuto da una miscela di oltre cinquanta vini provenienti da tre varietà di uve, da 20 a 25 crus e da sei a dieci millesimi differenti. La prima tradizionale fermentazione dello Champagne Krug in piccole botti di rovere rivela il ricco e complesso aroma di Krug Grande Cuvée che, una volta imbottigliato, viene fatto maturare per lunghissimo tempo nelle cantine di Reims, sviluppando lo squisito equilibrio d’intensità ed eleganza dello stile Krug. Un luminoso colore dorato, un bouquet sontuosamente esuberante, una consistenza quasi cremosa. Poi un’esplosione di sensazioni: toni squisitamente fruttati, accenni di nocciola e pane tostato e infine un trionfo di freschezza.Un’ispirazione. Ad ogni sorso, una rivelazione.

Il Vintage 2000 . “Sontuosa raffinatezza“. E’ uno champagne estremamente elegante e di grande equilibrio. Si conferma un vino strepitoso che negli anni ha fatto innamorare quelli che oggi sono i numerosissimi fan della maison. È l’essenza di Krug, il perfezionamento delle caratteristiche tipiche che per la stessa etichetta sono intrinseche della Grande Cuvée. In occasione dell’assaggio insieme a Olivier Krug, il rampollo della famiglia definì il Vintage un “vin gourmandise” inteso come generoso per il suo sapore, ma anche “il vino della tempesta”.

Il Rosè. “Pura provocazione“. Un sensuale champagne che fonde l’intensità e l’egelanza dello stile Krug con l’entusiasma di chi lo assaggia. È la dimostrazione della sublime arte di miscelazione Krug. La sua personalità vibrante è ottenuta combinando una piccola quantità selezionata con precisione di une di Pinot nero, Chardonnay e Pinot Meunier. Per ciasuna annata, la miscela contiene una notevola quantità di vini riserva per garantire una costante armonia di stile.

 

Giovedi 18 Aprile ore 19

Privè dell’Enoteca Grangusto Via Nuova Marina 5, 80133 Napoli

Euro 90 info e prenotazioni info@gran-gusto.it Tel. 081 19376800 Evento a numero chiuso

Degustazione Grande Cuvée, Vintage millesimato 2000 e Rosè in abbinamento alle proposte gourmet dello chef resident Alessandro Romano

 

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Delegazione di Napoli

ENOLABORATORIO® 2013

DIVINOINVIGNA ENOTECA in collaborazione con AIS Napoli

presentano

ENOLABORATORIO® ANNO SESTO SPECIAL EDITION: SAUTERNES

Alessandro MasnaghettiCon l’appuntamento di Giovedì 21 Marzo termina il percorso Bordolese cominciato il 27 Febbraio in compagnia di Alessandro Masnaghetti. Il viaggio nella regione di Bordeaux, infatti, continua con un’intrigante escursione tra i vini dolci di Sauternes, tra i più celebri vini bianchi francesi. In questa occasione il giornalista Alessandro Masnaghetti presenterà in anteprima la sua ultima novità editoriale: per la Collana I Cru di Enogea, La Carta delle vigne di Sauternes. Sei le etichette in degustazione. Insieme ai calici è previsto l’assaggio di Formaggio Erborinato naturale a cura dell’ ONAF Napoli. Introduce la serata Tommaso Luongo, delegato AIS Napoli.

Giovedì 21 Marzo – Ore 20,00 Hotel Ramada – Via Galileo Ferraris, 40 – Napoli Costo della singola serata € 65

Per coloro che hanno partecipato alla serata su Bordeaux il costo della serata è 60€

Château Filhot Deuxième Cru Classé 2010 Château De Malle Deuxième Cru Classé 2010 Château Nairac Deuxième Cru Classé 2009 Château Suduiraut Premier Cru Classé2007 Château Coutet Premier Cru Classé 2005 Château Rieussec Premier Cru Classé 1997

Si ringrazia Stefano Pagliuca dell’EnoPanetteria I Sapori della Tradizione di Melito (Na) per il gentile contributo.

Info e prenotazioni: Adele Chiagano – adeluccia@gmail.com – 081 3722670/329 6467600

27 Febbraio, Alessandro Masnaghetti e Bordeaux a Napoli

Pubblicato da aisnapoli il 22 - febbraio - 2013Versione PDF

Alessandro MasnaghettiENOLABORATORIO ® 2013

DIVINOINVIGNA ENOTECA

in collaborazione con

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER

Delegazione di Napoli

presentano

ENOLABORATORIO ANNO SESTO SPECIAL EDITION: BORDEAUX

La speciale edizione dell’Enolaboratorio prende il via! Si comincia Mercoledì 27 Febbraio con una serata dedicata al Bordeaux in compagnia di Alessandro Masnaghetti, direttore ed editore della Rivista Enogea. Partendo dal lavoro svolto per la prima e unica mappa delle vigne di Bordeaux mai realizzata (Pauillac, Saint-Estèphe e Saint-Julien), Alessandro Masnaghetti ci guiderà tra gli Châteaux bordolesi alla scoperta di questo grande rosso francese. Sei le etichette in degustazione. Insieme ai calici è previsto un assaggio di Parmigiano Reggiano stagionato 36 mesi a cura dell’ ONAF Napoli accompagnato dai pani di Stefano  Pagliuca, patron dell’EnoPanetteria I sapori della tradizione. Introduce la serata Tommaso Luongo, delegato AIS Napoli.

L’appuntamento è alle ore 20.00 presso l’Hotel Ramada, in via Galileo Ferraris a Napoli e, per chi ha voglia di proseguire il viaggio nella regione di Bordeaux, in programma c’è una serata dedicata ai Sauternes, Giovedì 21 Marzo, sempre insieme ad Alessandro Masnaghetti!

Mercoledì 27 febbraio – ore 20.00

Hotel Ramada – Via Galileo Ferraris, 40 – Napoli

Costo della serata € 65

Costo accoppiata Bordeaux/Sauternes € 120

 

Château Potensac 2000

Château Magdelaine 2010

Château Lafleur Gazin 2010

Château Haut Bally 2007

Pauillac de Latour 2007

Château Calon Ségur 2007

Info e prenotazioni: Adele Chiagano – adeluccia@gmail.com – 081 3722670/329 6467600

Champagne MOB, questioni di stile. Seconda parte

Pubblicato da aisnapoli il 4 - febbraio - 2013Versione PDF

gli champagne in degustazione

Di Tommaso Luongo

(Continua…) Dopo i rosè il dibattito etilico si sposta sul tema dell’uso del legno e delle sue interazioni con lo stile maison grazie a tre approcci differenti caratterizzati da una gestione del legno profondamente diversa: Yves Ruffin, Krug e Henry Giraud.

Yves Ruffin, convinto sostenitore, in tempi non sospetti, dell’agricoltura biologica che ha scelto l’utilizzo combinato di fusti di rovere e di acacia, quest’ultima essenza molto più affine alla tradizione champenoise.

Yves Ruffin Cuvée Précieuse 2008 (RM) Un naso che confonde per essere così giovanile nell’impostazione nonostante l’etichetta sveli il millesimè (2008): la freschezza delle essenze floreali e fruttate sorprende per vitalità. All’assaggio riesce a essere accogliente e agile allo stesso tempo. Volume e spessore si confrontano con una sferzante acidità che sembra sfumare per poi rafforzarsi e incredibilmente esplodere dopo la deglutizione. Onda su onda, un moto perpetuo che si ravviva a ogni respiro.

mozartPoi c’è Krug, da sempre paladino della fermentazione in fusti di rovere esausti con perfino, noblesse oblige, tonnellerie di proprietà.

Krug Grande Cuvée S.A. (NM) Si concede senza nessuna esitazione sfoggiando con aplomb aristocratico un ampio e imponente bouquet caratterizzato da pervasive venature tostate che si infiltrano in modo simmetrico tra i profumi esotici di spezie e agrumi a sottolineare l’armonia compiuta delle forme. Un naso talmente lineare e composto da apparire perfino semplice tant’è ordinato. In bocca il tocco vellutato della carbonica puntiforme fa da soffice contrappunto tattile a un energico scatto di acidità salina che irrora in continuità i lati della lingua innescando unabob marley dinamica gustativa succosa e coinvolgente. Un insolito medley tra Mozart al naso e Bob Marley al palato: musica classica e reggae che diventano un unico mood in un connubio stravagante ma di grande fascino! Bella la sfida gastronomica con il Ripieno al forno con scarole (ovvero “riccia schiana” cruda, olive nere di Gaeta, acciughe di Cetara de La Dispensa del Convento, pinoli di Salina, mozzarella affumicata di bufala di Barlotti e Olio EVO Diesis DOP delle Colline Salernitane La Torretta).

Ed infine gran finale con Henri Giraud che prevede sia la fermentazione che l’affinamento in barrique di primo passaggio che provengono (in parte) dalle foreste delle Argonne, una magnifica zona boschiva che nasce a 60 km ad est di Reims sulla gaize, un’arenaria silicea e refrattaria che per secoli ha fatto la fortuna dell’industria del vetro transalpina.

MondrianHenri Giraud Fut de chene 2000 Al naso gioca con le ossidazioni nobili ma senza sbavature. Gelèe di mela cotogna e camomilla ingentiliscono le prime olfazioni che con lo scorrere dei minuti si tingono di speziate tonalità scure con incursioni decise di frutta esotica candita. Sembra un quadro di Mondrian, nel quale ogni singolo riconoscimento olfattivo viene separato da rigide linee ad esaltare la purezza delle sensazioni odorose. Una bocca che si muove con coerenza e stile. Epicurea nella pienezza del sorso ma che sa ritrovare equilibrio e raffinate proporzioni in un mosaico di sapori che sanno integrarsi con precisione millimetrica. Meriterebbe maggior riflessione e più tempo nel bicchiere ma noi osiamo e troviamo la sua apoteosi sensoriale in un abbinamento insolito da nirvana del gusto: la pizza maritata. Provare (e godere) per credere!

La Pizza Maritata, nata da un’intuizione di Tommaso Esposito. Un colpo di genio gastronomico di un colto e raffinato giornalista gourmet che i Salvo hanno subito messo a profitto. Difficile resistere, l’ultima arrivata è una goduriosa architettura di sapori: tutte insieme appassionatamente le classiche verdure della menesta di Natale (verza, cicoria, broccoli da minestra, scarolella e torzella),  pancetta affumicata di nero casertano, salsiccia di polmone (secondi e terzi tagli del maiale con aglio, peperoncino e finocchietto) e fior di latte del caseificio Golino&Bellopede.

Al prossimo Champagne MOB. Stay Tuned!   Pizzeria Salvo. Largo Arso, nn.10/16. 80046 San Giorgio a Cremano (Napoli). Tel.081.275306

Di Tommaso Luongo

Stavolta abbiamo scelto per il nostro Champagne MOB la pizzeria dei fratelli Salvo, pizzaioli da tre generazioni. Il colpo d’occhio del locale è veramente molto bello, un look moderno e funzionale senza essere “freddo”, come spesso capita. Gli interni, appena rinnovati (a dicembre 2012), giocano con le linee della pietra viva esaltate da una illuminazione ad effetto, mentre le eleganti foto in bianco e nero sulle pareti creano un efficace contrasto optical con il soffitto color vinaccia che restituisce un’ambientazione calda e accogliente. Siamo accolti da Salvatore e Francesco Salvo che ci affidano alle coccole premurose di Antonio. Dopo un breve briefing sulle tempistiche del servizio e una rapida verifica della temperatura degli champagne, ci sistemiamo ai blocchi di partenza pronti a partire per goderci il nostro Champagne MOB… Una monumentale frittatina di bucatini (pastificio Gerardo di Nola) apre le danze. A seguire un irresistibile crocchè di patate rigorosamente non impanate con ripieno di provola di bufala e poi un arancino di riso Arborio con gustoso ripieno di provola e prosciutto cotto.
Nemmeno il tempo di vederli comparire nei piatti che tutto viene voracemente divorato (e purtroppo sparisce anche dalle fotografie: ci siamo distratti!). Siamo quasi tentati di chiedere il bis ma preferiamo soprassedere per iniziare ad affrontare il tema del nostro appuntamento Champagne MOB: lo stile della maison.

Oggi parliamo di stile. Nell’areale dell’AOC Champagne, tanto per dare i numeri, ci son ben 33.975 ettari vitati, 15.000 tra vigneron e grandes marques e una produzione che sfiora il totale di 320 milioni di bottiglie.
Lo stile però non è solo una necessità legata all’esigenza di essere riconoscibile nel mare magnum dello champagne, ma è elemento fondante ed essenza stessa dell’identità. Spesso non è importante cosa si indossa ma come lo si indossa, pensate all’algida Audrey Hepburn: anche con un improbabile look, t-shirt e jeans sdruciti, conserverebbe lo status di icona dello stile femminile mentre Paris Hilton, tanto pacchiana quanto ereditiera, rischierebbe di rovinare anche la più elegante della mise. Tanti sono i fattori che contribuiscono a determinare lo stile maison: in primis, sicuramente, sia il dosage che la composizione (spesso segreta) della liquer; ma anche altre decisioni strategiche hanno il loro peso rivelante come quelle che, ad esempio, definiscono i tempi e i modi della fermentazione, la scelta dei legni o il tempo di sosta sui lieviti.
 Senza trascurare l’importanza dell’utilizzo (esclusivo o parziale) di vigneti di proprietà o in affitto che spesso è strettamente connesso al profilo dimensionale della maison.Naturalmente è fondamentale anche la proporzione dei vitigni tradizionali che concorrono a definire la cuvée al fine di costruire la fisionomia sensoriale che deve incarnare lo spirito aziendale.
Insomma le variabili sono veramente molteplici e l’elenco potrebbe continuare quasi all’infinito ma è opportuno evidenziare come esse, per quanto numerose siano, vengano tutte valutate con estrema attenzione e rigore dal mitico chef de cave, chiamato a rendere palpabile e coerente lo stile della maison in ogni singola bottiglia. Una sfida che si ripete puntualmente ogni anno e che l’artista della cuvée deve sempre vincere.

Cinque gli champagne in degustazione per sviscerare in profondità cos’è lo stile maison come piace a noi: bicchiere in mano e tante argomentazioni “liquide” a supporto!

Subito due rosè in degustazione per rompere il ghiaccio. Entrambi d’assemblage (aggiunta di una percentuale di vino rosso prima della presa di spuma) ma ispirati a filosofie aziendali diverse.

G.H. Mumm. Anno di fondazione 1827. Négociant-manipulant con 220 ettari vigneti di proprietà che coprono il 25% della produzione complessiva che raggiunge gli 8 milioni di bottiglie, il terzo gradino del podio fra le grandi maison dopo Moët & Chandon e Veuve Clicquot.

G.H. Mumm Rosè Brut S.A. (NM) Nuances fruttate di bacche selvatiche e spunti floreali di peonia si dividono la scena olfattiva ma senza esagerare. Alla fine, a sorpresa, spunta un’intrigante nota di mandorla rafforzata da un tocco di iodio a metter d’accordo i due contendenti. Sorso pieno e appagante, dominato dal frutto che si veste, grazie allo slancio acido, di precisi ritorni salini. Affidabile.

Francois Billion, récoltant manipulant dal 1959 in quel di Le Mesnil sur Oger nel cuore della Cotes de Blancs. Due ettari di vigneti e una produzione che non supera le 20.000 bottiglie. Francois Billion Brut Special Rosè S.A. (RM) Intensi frutti rossi e un’intrigante mineralità si intrecciano fino a sovrapporsi. La vinosità del Pinot Noir maschera a malapena lo Chardonnay che sprizza una tale luminosa freschezza che sveglia le papille gustative con la sua impronta minerale. Finale deciso. Con le sue ficcanti verticalità chiama a gran voce la tavola.

E a proposito di tavola, continuiamo con un goloso tris di montanare. Assaggiamo tre versioni che esaltano la tradizione di eccellenza della nostra Campania grazie alla selezione di prodotti di grande qualità.

Montanara alla Genovese con cipolla ramata di Montoro Inferiore GB Agricola, scaglie di caciocavallo di Castelfranco in Miscano dell’agriturismo Caseria, e una spruzzata di pepe nero di Rimbas- Malesia.

Montanara Classica con sugo di pomodorini del piennolo del Vesuvio DOP Casa Barone e caciocavallo podolico del caseificio La Torretta.

Montanara Gialla con sugo di pomodori gialli di Visciano del piennolo con scaglie di Barilotto di bufala (alais ricotta salata) di Casa Madaio. Alla montanara si concede talvolta una percettibile sensazione di untuosità, che qui è invece completamente assente, mentre la leggerezza e il sapore dell’impasto si fondono in un tutt’uno a gratificare il nostro palato. Nell’interpretazione dei Fratelli Salvo la montanara non è un semplice disco di pasta fritta e condita, è una nuvola soffice che regala lunghissimi attimi di piacere. E il nostro colesterolo ringrazia affettuosamente.

bollicine

E a proposito di colesterolo…
Molti sono i pregiudizi salutistici radicati intorno a questa tecnica di cottura tanto demonizzata quanto goduriosa. Il segreto della frittura dei Salvo è nell’uso di olio di girasole ad alto contenuto oleico con un punto di fumo molto alto per la tipologia e quindi capace di resistere ad alte temperature: arriva fino a 220° C a fronte dei tradizionali 160/170° C; in più, essendo insapore, consente una frittura da manuale senza interferire con le caratteristiche organolettiche dei singoli ingredienti utilizzati. Il risultato è una crosta superficiale che si forma rapidamente grazie alle alte temperature e che si mantiene croccante a lungo con l’effetto di “cristallizzare” i sapori e limitare l’assorbimento del grasso che non riesce a penetrare nella struttura dei cibi preservando ed esaltando le qualità sensoriali degli alimenti.
Con lo champagne è un “matrimonio d’amore e di convenienza”. La carbonica disciolta nel liquido va a sollecitare con discrezione le papille gustative con l’effetto meccanico di una lieve detersione a contrastare la saturazione sensoriale e a rimuovere la patina creata dalla concentrazione dei sapori.
Dopo i rosè il dibattito etilico si sposta sul tema dell’uso del legno e delle sue interazioni con lo stile maison grazie a tre approcci differenti caratterizzati da una gestione del legno profondamente diversa: Yves Ruffin, Krug e Henry Giraud. (continua…)

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