Di Anna Ruggiero
La passione del vino migliora la socializzazione e favorisce l’incontro tra persone di mondi diversi.
E’ una mattinata piovosa, ma ancora calda. Sono a Quarto, nella zona Viticella in compagnia di nuovi amici, emozionatissima al solo pensiero di vivere l’esperienza della mia prima vendemmia.
Abbiamo tutti i volti ancora assonnati e la curiosità di vedere cosa accadrà. Anche il tempo ci viene in soccorso e la pioggia si placa facendo sperare in una bella giornata.
Grazie all’Ais Napoli, siamo graditi ospiti della famiglia Carputo, che ci accoglie nella sala degustazione per la colazione. Marisa si lascia tentare per un cornetto alla crema. Nella sala sono esposti i prodotti realizzati dalla famiglia Carputo nel corso degli anni ed i depliant promozionali. Rifocillati ci spostiamo nell’ingresso dell’azienda dove è stato organizzato un banco di accoglienza nel quale ci viene consegnato un capello e le cesoie. Milena Carputo ci saluta e ci invita ad impegnarci nella raccolta delle uve bianche che oggi attendo noi per essere trasformate in nettare degli idei.
Le terre sono vicine all’azienda e in breve siamo ai filari… Guardiamo con attenzione le viti.
Un dipendente dell’azienda ci mostra come tagliare i grappoli e come organizzare il lavoro. Poi tutti all’opera.
Le piante sono ancora bagnate e c’è un bell’odore di terra. Ci mettiamo a lavorare in gruppi raccogliendo l’uva nelle ceste che poi colme verranno raccolte dai contadini con il trattore. Le piante si lasciano potare da mani inesperte come le nostre e ci regalano i loro odori. Mi diverto moltissimo a lavorare, mi piace vedere che piano piano il raccolto aumenta. Marisa come me sorride e soffre in silenzio mentre gli insetti le lasciano dei dolci ricordi. Tra i filari, c’è tempo di conoscersi e di fare nuove amicizie, di raccontarsi sogni e speranze di un cambiamento del territorio. C’è chi vorrebbe diventare sommelier professionista, c’è chi vorrebbe aprire un’enoteca e c’è chi oggi si gode il piacere di sporcarsi le mani con la terra. C’è chi non può fare a meno di una pausa mangiando l’uva che è davvero dolcissima e succosa. La raccolta continua fino ad ora di pranzo poi tutti in azienda, dove ci accoglie un lauto banchetto.
Pasta e fagioli, gnocchetti al sugo di carne, salsicce alla brace, carne al sugo, verdure miste, il tutto accompagnato dagli ottimi vini di casa Carputo. Assaggio la Falanghina “Collina Viticella” le cui uve abbiamo vendemmiato stamane e il Piedirosso “Etalon” che hanno ottenuto nel 1994 l’ambito riconoscimento DOC. Sono due vini giovani e piacevoli. Elena ci guarda sorridente, sa che le sorprese non sono ancora terminate! Arriva l’uva che abbiamo raccolto e il sig. Francesco Carputo ci invita a vedere la sua trasformazione. L’uva viene posta nella macchina diraspatrice che separa il raspo dagli acini. Mentre il raspo viene poi avviato a diventare concime, gli acini e il suco vengono convogliati nella pressa soffice, dove viene pigiata e il succo inviato all’interno dei capienti silos in acciaio. Le bucce, residuo della pressatura, verranno conferite ad una distilleria per poter produrre le grappe che vanno a inserirsi nella proposta commerciale dell’Azienda Carputo. Il Sig. Francesco non lesina spiegazioni e ci accompagna in questo viaggio nel nostro piccolo paradiso. Ci spiega le diverse fasi di produzione sia per la realizzazione del bianco che del vino rosso. L’azienda è molto giovane, essendo nata negli anni ’90, ma sta crescendo nel mercato italiano, affiancandosi tra i brand nazionali più noti. Mi colpisce la passione e la tenacia della famiglia Carputo, che come le altre aziende dei Campi Flegrei, continuano a credere ed investire in un territorio tanto martoriato. Non ci lasciamo distrarre un attimo e continuiamo a fare domande. Elena, seppur dolorante per una caduta, resta con noi, ben sorretta dai suoi angeli custodi. Alla fine, grati per la splendida esperienza e per l’ospitalità ringraziamo la famiglia Carputo regalandogli una targa in ricordo, non prima però di aver ottenuto di poter assistere nei prossimi mesi alla potatura delle piante. Grazie per l’ospitalità e per la passione che ci avete trasmesso. Saremo di nuovo con voi in febbraio e non è una minaccia ma una promessa!
La mia prima vendemmia!
Cronaca di una minivendemmia improvvisata – Cantine Astroni
Di Mimmo Gagliardi
Sabato 16 ottobre 2010 – Un sabato mattina qualunque. Il tempo non è sincero e non ti da adeguata fiducia per una gita fuori porta o una passeggiata troppo lontano da casa.
C’è aria di pioggia; il sole fa capolino tra le nuvole per poi scomparire.
Vabbè, tanto devo lavorare. Sono con le mie bimbe diretto ad Agnano verso l’ufficio, dove devo passare per controllare alcuni lavori in corso, quando mi giunge una telefonata di alcuni amici: “Ciao Mimmo, siamo in giro dalle parti di Agnano, dove hai detto che si trova quella cantina dove ci sono gli asinelli? Sai la piccola Giulia li vuole vedere“.
Mai telefonata fu più tempestiva perchè mi trovavo a Pianura ed avevo appena imboccato Via Sartania per scendere ad Agnano.
Così gli ho dato appuntamento al civico 48 di Via Sartania dove ha sede “Cantine Astroni” e siamo talmente precisi e tempestivi che giungiamo insieme al parcheggio.
Faccio appena in tempo a salutarli ed a dirgli che gli avrei presentato i padroni di casa ma che poi sarei dovuto andare in ufficio quando mi avvisano via telefono che la mia presenza non è necessaria poichè non si poteva lavorare per l’umidità. Sono libero.
Sulla cima del vigneto scorgo la sagoma di Gerardo Vernazzaro che è intento a vendemmiare la Falanghina per il loro vino “Strione”.
Dalla sua collina ci accoglie calorosamente lasciandoci campo libero per poter portare i bambini a vedere gli asinelli, le galline e le pecorelle e tutto il resto, tanto, come dice lui, “puoi portarli dove vuoi, sei di casa, la luce della cantina è a sinistra scendendo“.
Caso vuole che in quel momento arrivino anche le nipotine di Gerardo con sua moglie Emanuela Russo e quindi, con un piccolo plotone formato da cinque bambine (tutte femminucce da 2 a 9 anni di età), partiamo per un minitour improvvisato a Cantine Astroni.
Passeggiamo tra gli ulivi i cui frutti sono quasi maturi e raggiungiamo le stalle con gli animali. Le bambine sono emozionatissime e fanno a turno per accarezzare i docili ciucciarielli.
Saliamo in vigna dove l’ormai battezzato “ZIO” Gerry, ci attende per una piacevole sorpresa.
Appena saliti in cima io e i miei amici non possiamo non essere rapiti dallo spettacolo naturalistico che ci si offre: una vista su tutti i Campi Flegrei, ma particolarmente privilegiata è quella del cratere degli Astroni dall’alto delle vigne.
Emanuela ragguaglia il gruppo su alcuni particolari storici e “mitologici” sull’origine del cratere degli Astroni, mentre ci attira l’uva di Piedirosso che sta ultimando la maturazione sulle viti e che è già bella profumata.
Le bimbe in gruppo ordinato raggiungono i vendemmiatori tra i filari dove zio Gerry ha organizzato sul momento e proprio per loro una minivendemmia: mini perchè loro sono piccole e perchè il tempo stringe visto che il cielo minaccia pioggia.
Una per volta le bimbe vengono invitate a prendere la forbice ed a tagliare un grappolo d’uva falanghina sotto la guida e con l’assistenza di Gerardo.
L’ultima è Giulia che ad appena due anni ha vendemmiato il suo primo grappolo d’uva tra gli applausi di tutti noi.
Che la presenza di queste bimbe ed il gesto simbolico che Gerardo gli ha regalato possano essere veramente di buon auspicio per questa vendemmia e per lo splendido prodotto che ne deriverà.
Giusto il tempo di una foto ricordo che comincia a piovere: TUTTI GIU’ DALLA VIGNA!!!
Lascio che il plotone di bambine si allontani con gli altri e presto una mano ai vendemmianti a portare le casse d’uva già raccolta al coperto.
Per fortuna è solo una nuvola passeggera, anche se intensa, e quindi riusciamo nel nostro intento.Lascio Gerardo e gli altri ad ultimare la vendemmia e raggiungo la “truppa” che intanto si è radunata in prossimità della cantina.
Emanuela ci porta a visitare la cantina illustrandoci il processo di produzione del vino.
Nicoletta ormai è talmente esperta che fornisce risposte immediate alle domande, tantè che Emanuela la nomina sua assistente sul campo.
Per lei c’è un prossimo futuro di guida turistica per bambini all’interno di Cantine Astroni!
Ci accomodiamo in sala di degustazione dove un buon bicchiere di Astro brut ci rallegra e ci rinfranca dopo la passeggiata.
Stiamo per salutare i gentili padroni di casa, che ci hanno acccolto nonostante fossero in vendemmia, quando ritorna Gerardo dalla vigna. Hanno finito di raccogliere l’uva e ci invita a restare con loro ed a condividere un veloce pranzo insieme agli altri vendemmianti.
Siamo un pò emozionati ma l’invito è di quelli che non si possono rifiutare, data la cortesia, l’affetto ed il calore di queste persone, quindi onorati accettiamo e ci accomodiamo con loro in sala da pranzo.
Scopro che ai fornelli c’è l’ottimo Francois, che non sa solo fare il rappresentante commerciale dell’azienda, ma che oltre a saper vendere vino sa anche cucinare!!!
Alcune splendide ed enormi frittatone di maccheroni sono in cottura. Alte quasi dieci centimetri e dal diametero di quasi 60 centimetri sono una goduria al solo guardarle!
Le bimbe assaggiano un pò di frittata nell’attesa degli altri e la trovano ottima, ma poi a loro verrà servita la pasta con la salsa….la frittata è per i grandi!
Arrivano tutti e la tavola si anima di discussioni sulla vendemmia, sulla qualità dell’uva, sul tempo e sulle speranze per la riuscita del vino.
Dall’esterno, da spettatori, anche se immersi in questa realtà poichè siamo a tavola a condividere con loro il cibo, percepiamo come il lavoro di una singola giornata come quella di oggi della vendemmia non sia solo un episodio, ma il culmine di tutto un anno di lavoro febbrile ed incessante.
Il vino non è solo spremitura di uva per loro: è la loro vita, la loro speranza, la loro fonte di lavoro e di motivazione.
L’amore e la passione che mettono nel lavoro traspare dalle loro parole, dai loro gesti, dalle loro espressioni.
E oggi che anche noi ne siamo parte, ne siamo testimoni, ci compenetriamo e lentamente lo comprendiamo.
Mangiamo l’ottima frittata (davvero bravo Francois) ed un’altrettanto ottima salsiccia, che accompagnamo con un vino che è una vera chicca.
Infatti Cantine Astroni ci offre casualmente la possibilità di poter degustare e pasteggiare, con la versione extradry del loro spumante Astro, che è all’esordio assoluto. Praticamente un’anteprima anche per loro!
Il vino è stupendo, con un fine e lungo perlage ed una bella persistenza aromatica e gustativa.Gerardo mi invita a degustarlo anche dopo averlo fatto riposare, cioè quando l’effervescenza sarebbe scomparsa, poichè avrei comunque avuto la sensazione di un buon vino. Bene, io l’ho fatto e vi garantisco che è vero.
Mentre le bambine giocano nel cortile a rincorrere Toni, il cane di casa, Gerardo ci concede una minilezione di chimica applicata alla produzione vitivinicola. Si spazia dalle componenti del terreno a quelle presenti nel singolo acino ed alle reazioni di fermentazione.
Ci colpisce la sua frase di esordio, nella quale ritengo sia sintetizzato tutto l’essere viticoltore: “Il vino si fa in vigna e non in cantina“.
Anche se non ho esperienze lavorative o familiari in merito, da quel poco che sono riuscito a comprendere in questi sei mesi di visite in cantina credo che non si possa riuscire a rappresentare in maniera migliore la vera missione del viticoltore di qualità.
Dopo l’immancabile caffè è davvero giunta l’ora di andare.
La diraspatrice è pronta al proprio lavoro e le pompe sono già connesse alla pressatrice, che attende di accogliere gli acini.
Nelle casse impilate l’uva falanghina sta per partire per il viaggio da cui tornerà vestita da “Strione”.
Scatto qualche istantanea dei grappoli del colore del sole prima che vengano diraspati, ma l’aroma che si coglie avvicinando il naso ai grappoli non si può fotografare.
Salutiamo e baciamo “ZIO” Gerardo (di cui solo alla fine ricordiamo che oggi ricorre l’onomastico), “ZIA” Emanuela, Salvatore, Francois e tutti gli altri lasciandoli al loro lavoro mentre noi ritorniamo a casa.
Mi sorprende Nicoletta che prima di addormentarsi in macchina mi dice: “Papy sono stata bene oggi, ho visto tante cose e mi sembrava di essere come a casa“.
Le ho risposto che con persone così non puoi far altro che sentirti a casa e che nella vita questo è il significato vero e sincero dell’amicizia.
Invito chiunque legga a contattare Cantine Astroni o qualunque altra Azienda dei Campi Flegrei e non per una visita in cantina e in vigna, non per comprare il vino, ma per respirare lo spirito pulito della tradizione contadina, per scoprirne i veri valori e comprendere il significato dell’amore per la propria terra e regalarsi un’emozione.
Il Report della Vendemmia da Carputo a Quarto
Di Elena Erman Foto di Anna Ruggiero
“Milena, si fa’?Hai visto il cielo? Le previsioni portano pioggia, vuol dire che stanotte dovremo fare la danza del sole!”
Sono da poco passate le 7.00, stamani mi aspettano a scuola, seguirò le prime fasi della vendemmia solo per telefono.
“Elena, che accoglienza! Meno male il sole c’è. Milena e Maria Carputo ci hanno accolto con caffè e cornetti, e ora siamo già in vigna! Il gruppo è entusiasta, per molti è la prima vendemmia. Ti aspettiamo, fai presto.” E’ Magda Garufi che accoglie per l’AIS Napoli, i 30 prenotati per la vendemmia presso l’Azienda Carputo a Quarto. Il taglio comincia sotto la giuda attenta di Paolo e Pasquale, i pazienti viticultori dell’Azienda Carputo.
Le ore corrono veloci, e da “ Professorè ” mi trasformo in vendemmiatrice.
Nel piazzale dell’Azienda fervono i preparativi per il pranzo. Sotto il gazebo, appositamente allestito per noi con i grappoli d’uva si muovono precisi lo chef con i suoi aiutanti, sotto il comando attento di Zio Carputo, abituato a gestire gli eventi all’Accademia Navale a Livorno.
“Dai Milena raggiungiamo i vendemmiatori, non vedo l’ora di darmi da fare”
Non l’avessi mai detto! Scivolo, ma con grazia, appena arrivo in vigna, e sempre con grazia mi si sloga una caviglia. Troppa grazia stamani!
“Elena, quale è? Mannaggia la destra?” “Guarda che non è il polso, e poi non sono mancina!”
Intanto un grappolo lo taglio, la mia sarà una partecipazione simbolica.
In cantina mi organizzano una cavigliera di ghiaccio fermata con nastro da imballo griffato Carputo, credetemi una vera sciccheria.
Intanto, il popolo dei vendemmiatori rientra in cantina, un po’ a piedi e un po’ coi trattori ed incomincia la festa gastronomica: pasta e fagioli da favola, gnocchi con nel sugo salsicce maritate con la cotica, braciata di salsicce, peperonata, melanzane a tocchetti in agrodolce e a listarelle sott’olio. I vini? Naturalmente il nuovo prodotto dell’azienda, il rosato Amalthea, e poi la falanghina frizzante, il rosso Etalòn e il crù “Collina Viticella”, che mi piace tanto.
I sapori sono quelli antichi, il pane arriva caldo, impastato e infornato da Mamma Carputo apposta per noi.
Papà Carputo ci accompagna in cantina mentre la diraspatrice inizia a lavorare.
Non è geloso nel mostrarci tutte le fasi della produzione dei bianchi, dei rossi, dei mossi e degli spumanti, ed è paziente nello sciogliere i dubbi e colmare le curiosità dei presenti e ci fa anche provare il succo d’uva già nel silos a temperatura controllata. “Ragazzi, bevetene poco, per carità!”
La pioggia, ora, incombe con scrosci selvaggi, e noi ci intratteniamo intorno un grande tavolo gli aneddoti della giornata e le grappe di falanghina e di piedirosso sono ottimi compagni.
Si è fatto tardi, la caviglia mi duole e bisogna andare.
“Bella giornata, da ripetere” “ Sono d’accordo, mi è piaciuta molto”.
E’ piaciuta anche a targa che abbiamo lasciato in Azienda, a ringraziamento per aver accolto la Delegazione di Napoli in Cantina.
La famiglia Carputo è molto ospitale, Milena che sta seguendo il percorso formativo AIS insiste “Tornate quando volete, grazie a tutti voi!”
“ Grazie a te Milena, grazie a Maria e a tutta la tua grande famiglia. Ciao. Alla prossima!”
Paolo e Pasquale ci salutano con la mano, ora consapevoli che i sommelier non girano solo il vino nel bicchiere.
La Vendemmia del Tintore con l’Ais Napoli
ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Delegazione di Napoli
La Vendemmia del Tintore
Venerdi 15 Ottobre
Appuntamento alle ore 8.30
presso l’Area di Servizio Torre Annunziata OVEST km.20
Autostrada A3 Napoli Reggio Calabria.
Si raccomanda la puntualità. Posti limitati.
Si consiglia abbigliamento sportivo e scarpe comode. Info e Prenotazioni: 335.6790897
Con il Tintore è stato amore a prima vista…
Camminare tra i ceppi di vigne prefilosseriche è un’emozione difficile da dimenticare!
Grazie a Gaetano Bove dell’azienda Tenuta San Francesco possiamo rivivere queste emozioni partecipando alla vendemmia di un’autentica rarità ampelografica “a piede franco”: il Tintore di Tramonti. Un vitigno che nasce in quel di Tramonti, tredici frazioni, raccolte in un’incontaminata vallata dei Monti Lattari, sferzate dai venti di terra che si infilano dal Valico di Chiunzi e dalle brezze marine che risalgono dalla Costiera Amalfitana creando un intreccio ventoso che crea un microclima unico ed irripetibile. Il terreno argilloso dalla tipiche venature rossastre (‘a terra vurpegna) ed il “manico” di pochi e coraggiosi artigiani del vino fanno il resto…
Tempo permettendo, dopo aver raccolto il Tintore, Gaetano ci ha promesso anche un’incursione nella vigna del cru Per Eva dove ci aspetterà un piccolo spuntino per rinfrancarci dalle fatiche bucoliche.
Chi l’ha detto che nessuno vuole più lavorare la terra…
Ci vediamo alle 8.30 in Autostrada
Tommaso Luongo
Delegato Ais Napoli
Vendemmiando la Catalanesca
Sabato 16 ottobre, dalle ore 9.00 alle ore 18.00, presso l’Azienda Agricola Cantine Olivella sita in via Zazzera, 14 a Sant’Anastasia (Na) si terrà “Vendemmiamo la Catalanesca” giunta alla sua terza edizione.
Una giornata dedicata alla vendemmia e alla degustazione della Catalanesca, prodotto di punta ed orgoglio dell’azienda.
Un evento per pochi ospiti selezionati per intenditori e appassionati che vogliono conoscere da vicino la tradizione vinicola delle Cantine Olivella ed assaporare prodotti tipici di alta qualità dotati di un gusto assolutamente unico.
Programma:
Ore 9.00: La raccolta dell’uva catalanesca.
A tutti coloro che vorranno partecipare attivamente alla vendemmia verrà fornito il Kit da vendemmia”: forbici, guanti, maglietta “griffata” e paniere.
Ore 13.00: dopo una breve presentazione dell’azienda e dei suoi prodotti, gli ospiti parteciperanno ad una degustazione di prodotti tipici, per avvicinarsi a profumi e sapori di un territorio unico come quello del Somma-Vesuvio.
Ore 15.00: si potrà assistere alle fasi iniziali della produzione del vino catalanesca; si procederà infatti alla diraspatura e alla pressatura dell’uva all’interno della cantina vinicola.
Partners dell’evento, realizzato in collaborazione con AIS Comuni Vesuviani: Pastificio Le Gemme del Vesuvio, con la sua pasta artigianale trafilata al bronzo, Azienda Agricola Giordano Francesco, con le olive ed i Pomodorini del Piennolo, E’Curti, con l’inimitabile Nucillo, dalle straordinarie doti aromatiche.
“Eventi nell’evento”:
“Colore in . . .forme” personale della pittrice Lucia Sibilla
Un avvocato-artista o un’artista-avvocato? Lucia Sibilla forse è tutti e due? Di professione avvocato, di aspirazione artista, nel dipingere manifesta un’esigenza interiore, svelando il lato più intimo della sua personalità. Nelle sue tele esplode il colore in tutte le sue forme ed in tutte le sue sfumature, contrasti netti ed arditi che rimandano al mondo che ci circonda.
Musica Live con il gruppo di musica popolare “NapoliExtraComunitaria”
Canzoni straordinariamente poetiche ed emozionali tratte dalle radici nella cultura contadina, popolare e proletaria della zona vesuviana.
Esposizione di prodotti e manufatti dei laboratori occupazionali del Centro dì Riabilitazione “Don Orione”: sacchetti di lavanda, miele, candele artistiche, piante aromatiche ed oggetti in ceramica ed in pelle.
“Vendemmiamo la Catalanesca” è oramai un appuntamento fisso, un momento importante per ampliare la conoscenza dell’azienda Cantine Olivella, da sempre impegnata alla valorizzazione di quest’uva straordinaria di cui il nostro pluripremiato Katà riteniamo sia il vino più rappresentativo.
Katà non è solo il diminutivo di Catalanesca, il vitigno da cui trae origine, ma è anche la perfetta sintesi dei suoi significati greco (sotto) e giapponese (esempio, modello), perché è esattamente il primo vino ufficiale prodotto con quest’uva di origine spagnola.
Cantine Olivella propone Katà proprio per amore: un piccolo modello di virtù sotto il Vesuvio.
L’azienda nasce a Sant’Anastasia, nei cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, da un’idea e dalla passione comune di veri amici, che grazie al loro entusiasmo e all’amore per la propria terra, sono riusciti a dare al vino del loro territorio un’identità irriproducibile altrove. L’azienda prende il nome da un’antichissima fonte d’acqua sorgiva che si trova nelle vicinanze del vitigno, la Fonte dell’ Olivella ed e stata tra le prime a registrarsi come azienda produttrice di Catalanesca divenendo poi promotrice di un Comitato di tutela della qualità della produzione di Catalanesca dell’Area vesuviana.
E’richiesta la prenotazione RSVP.
Ticket di partecipazione 10.00 euro
Prenotazioni e informazioni: Azienda Agricola Cantine Olivella
Tele Fax: +39 081 5311388
mobile +39 3493647929 info@cantineolivella.com
Tutti in Vigna…la Vendemmia con Paolo e Pasquale, 16 Ottobre
ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Delegazione di NAPOLI
Tutti in Vigna…La Vendemmia con Paolo e Pasquale
Paolo e Pasquale sono gli appassionati contadini che curano le vigne di Carputo e sabato 16 ottobre, saranno disponibili a guidarci nella raccolta dei grappoli di Falanghina dei Campi Flegrei del Cru “Collina Viticella”, e a soddisfare le nostre curiosità sia in vigna che in cantina.
Un tipico pranzo contadino, preparato per noi dalla Famiglia Carputo, ci rinfrancherà dopo la raccolta.
Si raccomandano scarpe e abbigliamento comodi.
E’ obbligatorio prenotarsi, i posti sono limitati. tel. 333 4556524 Elena Erman
Tommaso Luongo
Delegato Ais Napoli
Vendemmia dell’Asprinio di Aversa con Grotta del Sole…e George Clooney!
Di Elena Erman, sommelier Ais Napoli
Tempo di vendemmia per l’asprinio di Aversa, l’AIS risponde ed eccoci qui.
Un bel giro panoramico, tutti in coda a Francesco Martusciello, ed arriviamo di fronte alle alberate.
“Ma dove siamo? Mi son distratta e non ho guardato la strada.”
Siamo alla Masseria “I santi” nel comune di Villa Literno, ospiti di Antonella e Paolo Zagaria, che con il fratello coltiva le uve da conferire a Grotta del sole.
Per me è la prima vendemmia dell’asprinio e assisto incuriosita e stupita alla salita sulle lunghe e strette scale. I vendemmiatori, agili e sicuri come gatti e non proprio nati ieri, sono i più agili ed atletici tra noi, oggi.
La “fescina” piena, scivola di continuo giù per la scala fino a “piantarsi” a terra. “E’ pericoloso?” Ma no, mi dice qualcuno, vuoi provare?
Ma non scherziamo, nemmeno. Francesco Martusciello invece scherza e, intrepido, si lancia nella prova.
D’un tratto siamo tutti fotografi.
Elena Martusciello e Antonella Zagaria indicono una gara fotografica, in premio 12 bottiglie di asprinio metodo classico,alla foto più rappresentativa della giornata, da condividere a tavola con tutti i presenti. Mica male!
Il sole inizia a martellare, prevale la gaudenza e la tavola appare come finale di tutte le favole a lieto fine.
Con noi due fans del Gragnano di Grotta del Sole, giovani italo-americani venuti di persona a conoscere i produttori di quel vino bevuto in California.
“Ma sai che George Clooney beve Asprinio Grotta del Sole nel suo ultimo film? Gli è piaciuto il vino, e lo ha preteso per la scena” (The American, nella foto, NdR)
Uahoooooooooooo, George…., che notizia!
Segno in rosso nella moleskine : Ricordardarsi ordinare 12 bottiglie di Asprinio Grotta del Sole.
Californiani, riferite che può passare per un saluto, e che non sono nemmeno gelosa della Ely.
Ais Napoli e Caserta:Vendemmiando in alta quota l’Asprinio con Grotta del Sole
ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER
Delegazioni di Napoli e Caserta
“Vendemmiando in alta quota…l’ Asprinio”
22 Settembre 2010
Posti limitati. Prenotazione obbligatoria ed impegnativa
Info e Prenotazioni: info@aiscampania.it 0823.345188 ore ufficio
Per chi viene da Napoli ci possiamo vedere alle 9.30 nei pressi del Punto Blu subito dopo la barriera Astroni (dir.Pozzuoli) della Tangenziale di Napoli per poi proseguire tutti assieme.
Per chi viene da Caserta ci vediamo alle 10.00 all’uscita di Villa Literno sull’Asse Mediano. Si raccomanda la puntualità.
Vedere con i propri occhi con quale perizia e tenacia, sfidando le vertigini, intrepidi contadini danzano sugli esili pioli di scale strette e lunghe, saltellando a quindici metri d’altezza alla ricerca dei grappoli è un’emozione unica, uno spettacolo “open air” che solo qui nella piana aversana è possibile ammirare (qui). Abbiamo la possibilità, grazie alla disponibilità dell’Azienda Grotta del Sole di partecipare al rito ancestrale della “passata” dell’Asprinio. Purtroppo per ragioni tecniche legate alle operazioni di vendemmia i posti sono limitati. Affrettatevi a prenotare ed armatevi di scarpe comode assieme ad una buona dose di spirito di adattamento! Il ristoro sarà assicurato da una corroborante colazione contadina da godere all’ombra delle alberate brindando con un bicchiere d’Asprinio…magari pensando agli etruschi a cui si deve l’origine di questo ingegnoso sistema di allevamento della vite ed ai tanti scrittori celebri che hanno decantato le virtù di questo “grande piccolo vino”!
Marco Ricciardi
Tommaso Luongo
Delegati Ais Caserta e Napoli
“Non c’è bianco al mondo così assolutamente secco come l’Asprinio: nessuno. Perché i più celebri bianchi secchi includono sempre, nel loro profumo più o meno intenso e più o meno persistente, una sia pur vaghissima vena di dolce. L’Asprinio no. L’Asprinio profuma appena, e quasi di limone: ma, in compenso, è di una secchezza totale, sostanziale, che non lo si può immaginare se non lo si gusta… Che grande piccolo vino!”. Mario Soldati, Vino al Vino











