Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...corsi sommelier in partenza

immagine3PIZZA VINO E BACCALA’: ANCHE IL TRIANON PARTECIPA A WINE AND THE CITY

Anche la storica pizzeria Trianon partecipa quest’anno a Wine and the city in partnership con le Cantine Olivella. il 22 maggio nei i locali della storica pizzeria avrà luogo la serata dedicata a Pizza, vino & baccalà. Il baccalà, che sta vivendo una seconda giovinezza non solo nella cucina napoletana ma anche nella gastronomia di tutta Italia, sposerà per una sera il gusto e la leggerezza della pizza, con una serie di ricette a sorpresa preparate dai pizzaioli dello storico locale di Via Pietro Colletta. Una serata all’insegna della tradizione, quindi, in una delle pizzerie tra le più antiche e famose d’Italia. Ad accompagnare le ricette pensate esclusivamente per la serata, i vini delle Cantine Olivella, azienda situata alle falde del Monte Somma presso la sorgente detta “dell’Olivella” da cui prende il nome. Il costo della serata sarà di 20 euro e l’appuntamento è a partire dalle 19.30. Per informazioni e prenotazioni 081 5539426 o pizzeriatrianon.it

IL TRIANON
La pizzeria Trianon da Ciro prende il nome dal famoso teatro in cui si esibivano personaggi come Totò, Macario e Nino Taranto. Dopo lo spettacolo gli attori venivano tutti a gustare le pizze in quella che non a caso è considerata la pizzeria degli artisti. Il locale si sviluppa su tre piani, ognuno con il proprio forno , e nasce in un periodo storico a cavallo tra le due guerre mondiali; per sfamare il popolo viene creata la pizza “a ruota di carretta”, con circa 35 cm di diametro, in grado di soddisfare l’appetito di un’intera giornata. In carta oggi campeggiano, oltre alla Margherita e Marinara, anche molte varianti: con fiordilatte, con mozzarella di bufala campana dop, con filetto di pomodoro, con uova, con funghi, alla romana, con prosciutto e funghi, con panna, con salsiccia e friarielli, con salsiccia e funghi . E poi la Gran Trianon da otto gusti, che non è mai la stessa, perché fatta con i prodotti freschi di stagione. Tutti gli ingredienti sono a marchio Dop e provenienti dal territorio, fatta eccezione per i salumi. L’impasto ha una lievitazione di circa 12 ore. Il Trianon oggi è anche a Salerno in piazza Flavio Gioia e a Sorrento. Nelle sedi Trianon non esistono giorni di chiusura, le pizzerie sono sempre sempre aperte, a pranzo e a cena.


Servizio del TG3 Campania sulle vigne metropolitane di Napoli in occasione delle visite in azienda durante la seconda edizione del Festival delle Vigne Metropolitane di Napoli.

Azienda Agnanum di Raffaele Moccia

6 Gennaio, Tombola, camino & vino a La Grotta Hostaria

Pubblicato da aisnapoli il 5 - gennaio - 2018Versione PDF

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CORSO DI AVVICINAMENTO AL VINO al Santa Chiara Boutique Hotel

Il Vino, istruzioni per l’uso: dalla Vigna al Servizio, minicorso di approccio al vino in 7 lezioni con la collaborazione dell’Associazione Italiana Sommelier e la cantina Feudi di San Gregorio.
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Gli appuntamenti:
1° lezione – 11 gennaio Dal Terreno alla bottiglia
In degustazione Falanghina Serrocielo e Aglianico Dal Re

2° lezione – 18 gennaio: Tecniche di degustazione
In degustazione Primitivo Ognissole, Sauvignon Sirch, Rosato Campo alle Comete

3° lezione – 25 gennaio: La Campania nel bicchiere
In degustazione Dubl Falanghina, Fiano di Avellino Pietracalda, Fiano Cilento Asterias e Taurasi

4° lezione – 1 febbraio: Toscana e Friuli Venezia Giulia
In degustazione Bolgheri Campo alle Comete, Ribolla Sirch e Cabernet Campo alle Comete

5° lezione – 8 febbraio: Taurasi, Etna e Vulture
In degustazione Taurasi Riserva Piano di Montevergine, Aglianico del Vulture Basilisco e Etna Profumo di Vulcano

6° lezione – 15 febbraio: Abbinamento Cibo-Vino
In degustazione Fiano Passito Privilegio, Castel Del Monte Pietraia, Piedirosso

7° lezione – da definire data: Visita in Cantina

Un appuntamento speciale, dedicato agli appassionati di vino che vogliono scoprirne tutti i segreti in una location di eccezione: un salotto nel centro storico di Napoli: Santa Chiara Boutique Hotel.

SANTA CHIARA BOUTIQUE HOTEL
Via Benedetto Croce n.23 Euro 220
Orario 19:00 – 21:00

Info e prenotazione: 081.5527077

https://www.eventbrite.com/e/corso-di-avvicinamento-al-vino-tickets-39124092213?aff=efbevent

Un sorso di Sicilia da Cap’Alice per Storie di Vino e Vigne

Pubblicato da aisnapoli il 17 - novembre - 2017Versione PDF

dsc_1657Di Roberta Porciello
In una bella serata d’ottobre da Cap’Alice riprendono con un sorso di Sicilia le cene di approfondimento e di gusto: per “Storie di Vino e Vigne” Mario Lombardi e Marina Alaimo ospitano Paolo Caciorgna, marchigiano per nascita, siciliano per amore. Dal 2005, grazie all’amico Marc De Grazia, proprietario dell’azienda etnea Tenuta delle Terre Nere, conosce e si innamora del paesaggio scolpito da questo maestoso vulcano. Approfittando del clima conviviale della serata ci racconta i suoi primi approcci, lo studio, l’amore per quell’uva che i siciliani chiamano niuriddu mascalisi e la ricerca ossessiva del giusto appezzamento per trasformare il suo pensiero, la sua visione nel suo vino. Trova finalmente un posticino sulle pendici del versante nord del gran vulcano, un gioiellino con vigne di oltre 100 anni…e il nome vien da sè: N’anticchianu pucurill diremmo noi, a identificare un vino che sappia esaltare quell’intimo legame tra il nerello mascalese e questi terreni, dopo una saggiadsc_1664 maturazione in piccole botti e un affinamento in bottiglia come avviene per i grandi vini d’Oltralpe; cercando di far convivere la finezza dell’espressione aromatica, con una buona struttura e un’ottima bevibilità. Sei calici, sei bottiglie [di cui 5 magnum], per un excursus temporale che va dal 2007 al 2013. Come di consueto partiamo dalla più datata… La 2007, è stata un’annata equilibrata con una buona vendemmia di inizio ottobre che ha regalato un vino di grande complessità dal naso espressivo, ricco di spiccate note terziarie che avvolgono nuance di frutta rossa e di sottobosco, e con un tannino che mostra il suo carattere al palato. L’annata 2008 ha esaltato, ai massimi livelli,  il frutto che si offre pieno e disponibile con accenni tropicali, grazie a una vendemmia di fine ottobre, con un turbinio di sensazioni, odori e ricordi, figli di un territorio vivo e vitale; il sorso è nobilitato dal perfetto equilibrio tra i tannini setosi e la giusta acidità. La 2009 soffre di un andamento climatico bizzarro, prima con temperature elevate e poi da piogge di lunga durata, si avvicina un po’ alla 2007, restituendo un vino di nerbo e personalità, e un palato reso vibrante da un’energica acidità. La 2010 è una grande annata, che ha “prodotto” un vino piacevole nel tatto e armonico nell’insieme, che avrà ancora da raccontare per molti anni a venire: con gelso e mora che giocano a rincorrersi al naso e una bocca calibrata e puntuale. Vigoroso il sorso della 2011, che mostra forza e vivacità, preciso nel gusto, immediato e riconoscibile; con frutti rossi e ribes nero e mora che si intrecciano a tabacco, liquirizia e nuance balsamiche. La 2013, annus horribilis, ma c’è stata una grande selezione in vigna; ed dsc_1632ecco un sorso molto centrato sul frutto, dai toni dolci, e con una grande corrispondenza tra naso e bocca. Probabilmente proprio a causa di un’annata piovosa ci ritroviamo un calice più scarico con tannini più impalpabili. Abbiamo fatto un percorso “etilico” assai divertente, in un continuo saliscendi, grazie a sei vini che raccontano l’identità di un territorio ma adesso dobbiamo lasciare spazio alla tavola e Mario è sempre pronto e all’altezza, ma questa volta si è superato con la regina della cucina napoletana, sua maestà la Genovese, con una cottura degli ziti assolutamente perfetta, e poi continuare con il baccalà ai pomodorini gialli e rossi del Vesuvio dell’azienda Giolì.

Alla prova della tavola il gioco degli abbinamenti ha visto prevalere su tutti la 2010 seguita, a un’incollatura, dalla 2008. Terminiamo la serata con un tocco di autunno: un tortino di cioccolato fondente con castagne, panna e cacao.

Vi segnaliamo intanto il prossimo appuntamento 30 novembre con Barolo Borgogno, ne vedremo delle belle.

“Ci sono allori qui, cipressi snelli l’edera oscura, l’uva dal dolce frutto e l’acqua fresca, divina ambrosia che il boscoso Etna fa scorrere per me dalla sua neve candida”

CORSO DI AVVICINAMENTO AL VINO al Santa Chiara Boutique Hotel

Il Vino, istruzioni per l’uso: dalla Vigna al Servizio, minicorso di approccio al vino in 7 lezioni con la collaborazione dell’Associazione Italiana Sommelier e la cantina Feudi di San Gregorio.

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Gli appuntamenti:

1° lezione – 9 novembre: Dal terreno alla bottiglia

In degustazione Falanghina Serrocielo e Aglianico Dal Re

2° lezione – 16 novembre: Tecniche di degustazione

In degustazione Primitivo Ognissole, Sauvignon SirchRosato Campo alle Comete

3° lezione – 23 novembre: La Campania nel bicchiere

In degustazione Dubl FalanghinaFiano di Avellino Pietracalda, Fiano Cilento Asterias e Taurasi

4° lezione – 30 novembre: Toscana e Friuli Venezia Giulia

In degustazione Bolgheri Campo alle Comete, Ribolla Sirch e Cabernet Campo alle Comete

5° lezione – 7 dicembre: Taurasi, Etna e Vulture

In degustazione Taurasi Riserva Piano di Montevergine, Aglianico del Vulture Basilisco e Etna Profumo di Vulcano

6° lezione – 14 dicembre: Abbinamento Cibo-Vino

In degustazione Fiano Passito Privilegio, Castel Del Monte Pietraia, Piedirosso

7° lezione – da definire data: Visita in Cantina

Un appuntamento speciale, dedicato agli appassionati di vino che vogliono scoprirne tutti i segreti in una location di eccezione: un salotto nel centro storico di Napoli: Santa Chiara Boutique Hotel.

SANTA CHIARA BOUTIQUE HOTEL
Via Benedetto Croce n.23 Euro 220
Orario 19:00 – 21:00

Un piatto, un vino

Pubblicato da aisnapoli il 20 - ottobre - 2017Versione PDF

cibo e vinoDi Giuseppe Rea

Commisurare la struttura di un piatto a quella di un vino è un concetto e un momento importante nell’ elaborazione di una giusta logica dell’abbinamento.
Infatti, molte sono le varianti in gioco con tutte le possibili combinazioni degli ingredienti con le diverse tecniche di cottura della medesima materia prima.
Entrano “in lizza”: la bellezza cromatica, la persistenza aromatica, la lunghezza gustativa, la sapidità, tutte caratteristiche che dovranno essere proporzionate tra loro, al fine di creare un piatto equilibrato e , allo stesso tempo, ricco di contrasti e sfumature.
Veniamo dunque al nostro piatto…
Spaghettoni di grano duro, in crema di formaggio di capra stagionato, adagiati su vellutata di rape rosse, guarniti con cetriolini e basilico.
Senza dubbio l’asse del piatto si orienta sulla carica aromatica e sulla persistenza gustativa del formaggio , che ha una consistenza più liquida proprio perché sciolto in parte a bagnomaria; il sapore complessivo manifesta grassezza e sapidità e si lega, in ultimo, alla moderata succulenza richiamata dalla pasta, con una spiccata tendenza dolce che si interagisce nel finale con una soffusa tendenza amarognola.
La vellutata di rape rosse, sostenuta da un naturale brodetto vegetale, costituisce il “ guanto di velluto” su cui l’allungo del formaggio viene avvolto e affievolito.
Le note aromatiche legate al basilico accompagnano la delicata freschezza del cetriolino, donando una lieve e rinfrescante pausa alle papille e rendendo la lettura degli ingredienti più percettibile per il palato.
L’abbinamento è quello con un vino rosso, dall’intonazione morbida, e dall’effetto avvolgente tale da foderare il gusto accompagnandoci fino in fondo.
Scegliamo dunque, un vino dal colore rosso acceso, simile a quello dei semi di melagrana, di buona struttura, garbato nel tocco, e con un misurato e congruo tenore alcolico ( 13%), con un naso che ancora sprizza freschezza e intensità.
La scelta è ricaduta su un vino del  Trentino, da uve Teroldego 100% 2007 dell’Azienda Foradori.
Si avvertono al naso fiori rossi appassiti, frutti maturi, cacao in polvere e tabacco dolce, pulito e lineare nel suo sviluppo gustativo, con tannini nobili e di radici antiche, fiero, maturo e gagliardo…non a caso si chiama “ Granato”. (piccola divagazione calcistica da “vecchio”e appassionato cuore granata ;-) )

Tabacco e Vino si incontrano in Manifattura

Pubblicato da aisnapoli il 22 - settembre - 2017Versione PDF

toscano-originale-botte-montalcinoIl sigaro TOSCANO® Originale Millesimato utilizza tabacco Kentucky dell’annata 2015 e uno speciale processo di fermentazione che unisce due eccellenze italiane: il sigaro TOSCANO® Originale e il vino della zona di Montalcino.
Un riuscito connubio di due produzioni della tradizione italiana: il sigaro toscano e il vino Rosso di Montalcino. Così si presenta il sigaro “Toscano Originale Millesimato”, prodotto con doppio fermentazione da Manifatture Sigaro Toscano (Mst), e presentato nel corso di un evento che si è svolto nel Macro Testaccio in occasione del vernissage della mostra, promossa dalla Fondazione Maccaferri in collaborazione con la Fondazione Giuliani, “Segnali di Fumo” che rimarrà, come sottolineato da Gaetano Maccaferri, presidente dell’omonimo Gruppo Industriale che controlla Mst, “fino al primo ottobre alla città di Roma e a ingresso libero”. Un debutto in grande stile davanti a oltre 400 personalità del mondo istituzionale, imprenditoriale, politico, culturale e dello spettacolo.

Con questo prodotto nel segno dell’innovazione – ha sottolineato il presidente celebriamo due eccellenze della cultura produttiva italiana. Mst – ha annunciato Maccaferrici sta dando grandi soddisfazioni: il fatturato in continua crescita e un record di produzione di oltre 200 milioni di pezzi – oltre il triplo di quanto produce tutta Cuba – indica che stiamo andando nella giusta direzione e speriamo, con questo ultimo arrivato, non solo di stupire i clienti affezionati al sigaro Toscano, ma di conquistarne nuovi. Cresce anche l’appeal internazionale, con le vendite trainate dai Duty Free, e i Paesi di sbocco saliti in un anno da 52 a 70. La Turchia l’ultimo significativo ingresso nella lista dei nostri mercati“.

Siamo molto orgogliosi di questo nuovo sigaro Toscano. – ha aggiunto Aurelio Regina, presidente di Manifatture Sigaro Toscano – E’ un sigaro che nasce dalla selezione del raccolto del 2015, ecco perché “millesimato”, proprio come gli spumanti prodotti con vini di una singola annata. Come tutti i nostri sigari più pregiati- ha sottolineato infine il presidente MST – è fatto a mano dalle sigaraie di Lucca e il particolare processo di fermentazione gli conferisce un carattere forte ma dal gusto naturale“.

Il tabacco Kentucky della Valtiberina, prodotto da 250 microaziende agricole coinvolte tramite accordi di produzione, e del Tennessee viene sottoposto, dopo la prima fermentazione in acqua, a una seconda fase di fermentazione, ma questa volta nelle botti del vino Rosso di Montalcino. Questa innovativa interazione, grazie alle microfermentazioni che attiva, esalta il gusto forte e deciso e le note intense tipiche del sigaro Toscano Originale.(ANSA).

Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 20 dic 2018 al 20 dic 2018 alle ore:20:30

      20 Dicembre, Tempo di Bolle…all’Enopanetteria

      Mancano: 5 giorni e 14:41 ore.
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