Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

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Mission, il vino dell’isola di Fogo a Cabo Verde

Pubblicato da aisnapoli il 24 - maggio - 2013Versione PDF

a vinha e o vulcãoDi Luca Massimo Bolondi Il buon agire è come un virus, contagia il soggetto colpito e lo induce al buon agire. Quando Padre Ottavio Fasano ti parla, ed è un discorrere semplice e calmo, senti le parole farsi pietre e porsi l’una sull’altra e costruire, senti la zappa spingersi dalla curva della schiena fino alla terra e tracciare un solco, sai che in quel solco viene posta una pianta, che con l’aiuto della natura e dell’uomo darà frutto. La semplice durezza della vita, sull’isola di Fogo, aiuta a Ottaviochiarire cosa significa operare per il bene in questa terra, ovvero coinvolgere le idee e la fatica quotidiana verso la creazione del lavoro, verso l’investimento nel futuro, verso lo sviluppo del territorio. Cabo Verde è un paese povero e Fogo è una terra difficile, ricca perché vulcanica ma avara perché piove poco; una comunità dedita all’agricoltura, cioè alla sopravvivenza sulla terra ingrata; una povertà di mezzi di produzione da fare tremare le gambe ai migliori propositi. In questo contesto Padre Ottavio ha portato tutte le risorse finanziarie e tecniche e umane che con la forza trascinante del carisma è riuscito a unire, ha creato quasi dal nulla la vigna per sviluppare l’agricoltura, la casa vinicola per sviluppare l’industria, l’albergo per sviluppare il turismo, realizzando una integrazione coerente tra settori dell’economia, nel segno di imprese dalla forte base etica, che debbono sostenersi sulle proprie risorse pur essendo frutto della cooperazione. Così sono nati le attività vinha e baobabproduttive Vigna Maria Chaves, Adega di Monte Barro, Case del Sole. Vinha Maria Chaves ha trasformato 23 ettari di sassi e sterpi in un paesaggio di terra e filari di viti, esempio che i vicini potranno imitare, una vigna equatoriale sulle pendici di un vulcano attivo alto 2.400 metri. La genesi del nome è emblematica: Dona Maria era benestante e all’inizio del secolo XX costruì una grande casa tra i baobab, casa di ventiquattro stanze, e dove ci sono ventiquattro porte ci sono ventiquattro chiavi: ecco Maria Chaves. Adega di Monte Barro, alle porte della cittadina di São Filipe, capoluogo di Fogo, sorge su una spianata di duemila metri quadrati ed è il punto di riferimento produttivo per il vigneto isolano, una cantina che può lavorare 1.250.000 bottiglie l’anno e garantire il lavoro dei contadini, stabilità e prospettive per i giovani: produrre l’uva da vino con la certezza di poterla vendere. Case del Sole hanno sposato i declivi di un colle fuori São Filipe rendendoli un resort accogliente e attrezzato, in armonia con la natura del luogo, pronto a ricevere i visitatori che vorranno toccare con mano questo piccolo miracolo. Queste imprese sono destinate non solo a produrre valore dal lavoro ma anche profitti dasantaLuzia investire nei progetti di utilità sociale: il sostegno all’ospedale San Francesco di Assisi (l’unico dell’isola, una grande creatura di Padre Ottavio da lui avviata e poi donata al governo di Cabo Verde); il completamento della Casa della Madre e del Fanciullo a Santa Cruz, sulla vicina isola di Santiago, dove serve essere presenti a sostegno del futuro delle famiglie spezzate; l’Università enologica e agraria a São Filipe, per formare le risorse che condurranno le vigne e i frutteti caboverdiani di domani. Sguardo lungo, mani operose. Niente male, per un padre cappuccino settantasettenne che afferma di essere qualcosa solo grazie alle persone che riesce a coinvolgere. Ottavio non è voce solista: Anna Bonamico (ASDE Onlus) alle tastiere dell’amministrazione, Aldo Ollino (un gioiello di umiltà e dedizione) agli strumenti di vigna, Claudio Conterno (Conterno-Fantino, in Langa) alle barbatelle, Nicola Trabucco agronomo ed enologo (Caserta) e Paolo Peira enologo specialista in climi estremi (Roma) ai tamburi di acciaio e di legno, Bianca Roagna (AIS Piemonte) ai cristalli, Philip Gardin e VMC inauguraJan Rickewaert (CaboImpex) alle distribuzioni, Luca Massimo Bolondi (sommelier AIS Napoli) alle comunicazioni. L’orchestra parte in tournée per presentare un’opera frutto di anni di composizione. Il progetto nasce nel 2002, il governo offre il sito in comodato per cinquant’anni dal 2006, nel 2009 terminano i lavori di preparazione del terreno, segue la messa a dimora di 106.000 barbatelle e l’avviamento della vigna. Nel frattempo partono i lavori per realizzare la cantina, che viene terminata giusto in tempo per lavorarci la vendemmia 2012. Il 30 aprile 2013 i vini di Vinha Maria Chaves sono stati presentati alla presidenza della Repubblica e al governo del Paese, in un incontro senza cravatte né scorte: un giro in cantina, una sosta in bottaia, tutti sul piazzale al tramonto per il primo stappo ufficiale e la degustazione; una cerimonia semplice, un entusiasmo immenso ( http://videos.sapo.cv/r7wZ8HBY3FETTdCj9NER ). Chi direbbe mai che un arcipelago nel mezzo dell’oceano Atlantico, a metá strada fra il tropico del cancro e l’equatore, dove piove un mese all’anno, abitato dalla popolazione geneticamente più varia del mondo (UN World Genetic Survey 2013), possa dare vita a una famiglia di vini piacevoli e promettenti quanto una giovane creola?

pieroIl quarto appuntamento del Master del Vino in Campania ha come relatore Piero Mastroberardino. Il cognome suona familiare anche a chi di vino non ne “mastica”: è la famiglia la cui azienda più di qualunque altra ha diffuso il vino campano di qualità nel mondo. Ma in particolare il profilo del “professor Piero” risulta quanto mai interessante e sorprendente.
Nasce ad Avellino nel 1966 e nel 2003 è professore ordinario in discipline manageriali. Un economista, un uomo di penna, dunque, che però nello stesso anno diventa anche presidente della già affermata azienda vinicola di famiglia.
Da subito disegna nuove traiettorie di sviluppo del gruppo, ampliandone il raggio d’azione mediante attività di diversificazione nel campo dell’hospitality e dell’enoturismo, in particolare attraverso la realizzazione di Radici Resort, complesso ricettivo inaugurato nel 2008, che offre ristorazione da prodotti selezionati del territorio irpino, hotel, golf & spa
Ma la cosa che colpisce maggiormente quando si ha modo di scambiare qualche parola con Piero Mastroberardino è la sua ecletticità, la sua propensione a coltivare interessi svariati e le numerose e diversificate incursioni nel mondo dell’arte: il disegno e la pittura prima, la narrativa e la poesia successivamente.
Nel 2000 fonda un centro culturale con il quale si impegna nella promozione di incontri su temi letterari, figurativi e musicali.
Nel 2011 pubblica un romanzo dal titolo “Umano errare”, per i tipi del Gruppo editoriale Albatros Il Filo, mentre nel settembre 2012 esordisce con la propria prima mostra personale di arti figurative e composizioni in versi, dal titolo “Uno squarcio nell’anima, ti narra…”, presso il Caffè Letterario di Avellino.
Insomma, oltre a ricevere il suo contributo scientifico sullo stato del mercato del vino (con particolare riferimento alla Campania) sarà quanto mai interessante approfondire la conoscenza di uno dei personaggi nel nostra comunità enogastronomica più noti ma anche più riservati.

wine-and-the-city-napoli-2013Wine&TheSea, Evento OFF di Wine&Thecity

25 maggio 2013

 

Wine&Thecity arriva anche via mare: l’Associazione Italiana Sommelier Napoli, l’Associazione Kayak Napoli e CSI Gaiola Onlus per la prima volta insieme propongono per Wine&Thecity un ricco programma di itinerari tra terra e mare e cultura con degustazione dei vini delle vigne metropolitane partenopee e dei Campi Flegrei.

 

Itinerario 1. Alla scoperta della Pausilypon imperiale con il Battello Aquavision

Tra falesie di Tufo Giallo Napoletano, antiche vestigia romane e natura lussureggiante a bordo del battello dal fondo trasparente Aquavision nell’Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola dove a pochi metri di profondità giacciono i resti delle strutture marittime della villa d’otium del Pausilypon, sommerse a causa del bradisismo. Segue degustazione presso CeRD AMP Gaiola

Prenotazione obbligatoria; contributo 12 €/p -

Partenza: CeRD AMP Gaiola, Discesa (Cala S. Basilio), ore 10.30 – 12.30 sabato 18 e 25 Maggio

 

Itinerario 2: Con maschera e pinne a spasso nel tempo tra le Peschiere di Pollione

Visita Guidata in Snorkeling nell’Area Marina Protetta della Gaiola, alla scoperta del grandioso sistema di peschiere afferenti alla villa del Cavaliere romano Publio Vedio Pollione (I sec a.C.), tra storia e vita marina. Segue degustazione presso CeRD AMP Gaiola

Prenotazione obbligatoria; contributo 20 €/p (comprensivo di attrezzatura snorkeling completa) 

Partenza: CeRD AMP Gaiola, Discesa (Cala S. Basilio), ore 11.00 

 

Itinerario 3: Wild Posillipo con kayak e accompagnatore

Partendo da via Ferdinando Russo costeggiando i vigneti di Santo Strato dal mare, Villa Rosebery e l’antico borgo di Marechiaro. Si prosegue sino alla Gaiola e alla Baia di Trentaremi con le caratteristiche grotte di tufo e i resti della villa romana appartenuta all’Imperatore Augusto. Segue degustazione presso Giuseppone  a Mare.

Prenotazione obbligatoria; contributo 20 €/p

Partenza: Via Ferdinando Russo presso Ristorante “Giuseppone a mare”, ore 17 

 

“Pausilypon, Suggestioni all’imbrunire 2013”

Al termine delle escursioni via mare i singoli partecipanti potranno approfittare di “Pausilypon, Suggestioni all’Imbrunire 2013″, manifestazione giunta ormai alla quarta edizione che prevede itinerari esperienziali storico-naturalistici tra Musica e Teatro all’interno del Parco Archeologico ambientale del Pausilypon Il 25 Maggio è il turno di “Onde” con Ergio Valente (piano) e Beatrice Valente (voce e contrabbasso). Banco d’assaggio dei vini delle vigne metropolitane a cura dei sommelier dell’AIS Napoli e piccolo buffet offerto da Cupiello, la cultura del gusto. Per ogni ulteriore dettaglio www.gaiola.org/Suggestioni_Pausilypon_2013.htm

Prevendite abituali (www.etes.it); contributo 10 €/p

Partenza: Grotta di Seiano, Discesa Coroglio 36, ore 18.00 

 

Info e prenotazioni:

CSI Gaiola Onlus 0812403235 info@gaiola.org (Mar – Dom, ore 10.00 – 16.00)

Serpico in mescitaDi Donatella Bernabò Silorata
Il minimal e il barocco. Potremmo stigmatizzare così gli ultimi due appuntamenti di Datè per Wine&Thecity 2013 che si sono svolti il 15 e il 17 maggio. Protagonisti due vini straordinari: il Serpico di Feudi di San Gregorio e l’Ambruco di Terre del Principe. I set prescelti da Fabiana Longo, ideatrice di Datè, sono agli antipodi: un attico contemporaneo di Posillipo con terrazza spalancata sul golfo, tagli rigorosi, molto bianco e design; una casa antica, densa di suggestioni, in un palazzo del Settecento di via Foria con ampie stanze, soffitti alti, frammenti di affreschi, antiche maioliche al pavimento, pochi arredi (contemporanei) e grande atmosfera. Due case di architetti, come vuole la formula Datè: la prima della coppia videoscritturePaola Jandoli e Andrea Pisapia, la seconda di Antonio Martiniello alias Keller Architettura. Per ciascuna serata 20 ospiti come da copione, una prima stanza definita di “decompressione” e tre chef ai fornelli. Nel primo caso allestimento di design con gli oggetti di SuDesign e le ceramiche Bhumi; nel secondo l’opera diffusa firmata da Carla Giusti che ha riempito di piatti (uno diverso dall’altro per dimensione, epoca, stile, decorazione) un’intera stanza lasciando a ciascuno la scelta del proprio. Ad unire le due serate è stato però le stesso rituale riservato al vino: abbassate le luci, gli ospiti sono Il Barocco a Tavolastati invitati a sedersi per terra. Silenzio. Poi suoni di acqua in sottofondo. Sembra l’incipit di una meditazione collettiva, invece no. Due persone dello staff Datè stendono a terra un runner realizzato per l’occasione da Mariaelisabetta Longone da Barcellona su cui si legge la frase “ed ora che c’è vino, e fiori ci sono e amici lieti di ebbrezza”. Sul runner, per terra, vengono disposti i calici: 20, uno per ogni ospite. Il vino viene versato lentamente, i suoni e le luci basse enfatizzano il gesto che diventa rituale. Marialuisa Firpo, voce narrante della serata, ha recitato le schede organolettiche dei vini. Due vini non comuni: il Serpico, l’aglianico che viene dai vigneti storici dell’azienda Feudi di San Gregorio e l’Ambruco, Pallagrello nero in purezza, gioiello di Terre del Principe, Tre Bicchieri del Gambero rosso 2013. Ad accompagnare il vino è stata la pasta di Pastificio dei Campi, interpretata dagli chef Carlo Olivari, Tato Calì e Paola Il barocco, interniCarratù, e raccontata da Giuseppe Di Martino in persona (nella serata del 15). A chiudere le serate è stata la performance di Marialuisa Firpo e Gabriella Grizzuti: la prima recita, la seconda scrive su una lavagna luminosa che rimbalza sulla parete frammenti di testo. Se nella prima serata la storia del “limone femminello e della grande bottarga” ha fatto sorridere tutti, nella seconda Marialuisa ha letto una lettera d’amore scritta da Manuela Piancastelli al suo Peppe per festeggiare dieci anni di amore, dieci anni di Terre del Principe. Auguri!

Ps

Mai una uguale alle altre. Sono così le cene di Datè: nomadi nella loro accezione più pura. Itineranti, diverse nei contenuti, nelle proposte, nei cibi, nei luoghi, nelle persone. Per questo sono curiose, spiazzanti, coinvolgenti. Certo bisogna avere lo spirito giusto per riuscirne a cogliere la filosofia. Chi ci riesce ritorna, ne prenota un’altra e un’altra ancora.

Logo_Giornata_2013L’Associazione Italiana Sommelier presenta la nuova campagna istituzionale dedicata alla “Giornata Nazionale della Cultura del Vino e dell’Olio”.
L’headline, che recita “Dal 1965 coltiviamo la cultura del vino”, pone l’accento sugli obiettivi e i princìpi cardine che da sempre, fin dalla sua costituzione, vengono portati avanti con impegno e passione dalla più grande realtà associativa di Sommelier nel Mondo.
Obiettivi e princìpi che sanno di cultura, di studio e di ricerca nel complesso mondo del vino, dove non basta saper degustare per “sapere” davvero di vino.
Il “visual” che supporta e completa il concetto racconta di vigneti e di lunghi filari che in lontananza sovrastano e disegnano una collina. Un paesaggio che progressivamente sfuma e si tramuta in un primo piano di veri e propri “filari di parole” a comporre il classico campo tipografico della pagina di un libro. Una campagna dalla spiccata connotazione culturale quindi, mirata al consolidamento e all’affermazione del ruolo dell’Associazione Italiana Sommelier come fautore di una comunicazione del vino dal profilo altamente professionale e di una didattica interdisciplinare riconosciuta anche in ambito internazionale.
Sabato 18 maggio in diverse sedi su tutto il territorio nazionale sommelier, medici, storici e altri esperti incontreranno appassionati, addetti ai lavori e tutti coloro che desiderano saperne di più su due tra i prodotti fondamentali per l’economia nazionale e motivo di orgoglio di tutta la Penisola.
La manifestazione ha ricevuto fin dalla prima edizione la medaglia di rappresentanza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che con questa onorificenza ha voluto sottolineare l’importanza del tema e la sensibilità della massima carica dello Stato per il mondo del vino, dell’olio, dei prodotti di qualità e della loro cultura.

LE SEDI DELL’EVENTO
VALLE D’AOSTA
Casa di Babel
Piazza Chanoux – Aosta (AO)
17.00-20.00
PIEMONTE
Villa della Regina
Strada Comunale Santa Margherita 79 – Torino (TO)
15.00
LOMBARDIA
Azienda Le Fracce
Via Castel del Lupo 5 – Mairano di Casteggio (PV)
15.00-20.00
FRIULI VENEZIA GIULIA
Chiostro Ex Convento dei Serviti
Via IV Novembre – Valvasone (PN)
10.00-20.00
LIGURIA
Palazzo Imperiale – Saloni delle Feste
Piazza Campetto 8 – Genova (GE)
15.00-19.00
EMILIA
Palatipico
Viale Virgilio 55 – Modena (MO)
10.00-13.00
ROMAGNA
Aula Chiesa di San Silvestro
Piazza Ermete Novelli – Bertinoro (FC)
10.00-13.00
MARCHE
Università Politecnica delle Marche
Facoltà Economia, Ex Caserma Villarei – Ancona (AN)
10.00-13.00
TOSCANA
Sala delle Assemblee – Palazzo Bernardini
Piazza Bernardini 41 – Lucca (LU)
10.00-13.00
UMBRIA
Sala Consiliare del Palazzo Comunale
Piazza Gabriotti 1 – Città di Castello (PG)
16.00-18.00
ABRUZZO
Enoteca Regionale d’Abruzzo – Palazzo Corvo
Corso Garibaldi – Ortona (CH)
16.00-21.00
MOLISE
Martur Resort
S. S. 16 Europa 2
Contrada Marina Lungomare Nord – Termoli (CB)
10.00-13.00
CAMPANIA
Castello di Taurasi
Taurasi (AV)
10.00-13.00

PUGLIA
Torre del Parco
Viale Torre del Parco 1 – Lecce
18.00-22.00
CALABRIA
Antichi Palmenti di Ferruzzano
Ferruzzano (RC)
10.30-17.00
SICILIA
Hotel Imperiale
Via Circonvallazione 11 – Taormina (ME)
11.00-17.30
SARDEGNA
Hotel Regina Margherita
Viale Regina Margherita 28 – Cagliari (CA)
10.00-18.00

La Vigna che guarda Capri e NisidaDi Mauro Illiano
Boati e silenzi, colline rigogliose a corrugare il volto della terra, vigne secolari, bocche di fuoco e canali ventosi solcati da millenari soffi d’aria, che comandati dal voler del mare giungono a mulinare in una leggendaria conca, adagiata nella landa più selvaggia della bella Napoli. Questo è quanto si offre all’occhio di chi intenda spingersi sino a varcare la soglia dell’Azienda Agnanum, della famiglia Moccia da un tempo che la generazione attuale fatica a ricordare.
Questi e ben altri scenari sono a disposizione di chi intenda donare la propria attenzione a Raffaele, ultimo erede in carica del Raffaele Moccia e Tommaso Luongo all'ombra del muro borboniconobilissimo compito di preservare l’arte di coltivar la terra in quel dell’ex fondo Auciello, attuali Vigna del Pino e Vigne delle Volpi, rettangolo di quattro ettari confinante con le mura degli Astroni. Udire le sue parole equivale a vivere la storia di un luogo, immaginarsi ora un fattore, ora un eroe, che altro non sono che l’opposta faccia della stessa medaglia. Come non glorificare, infatti, l’opera di chi ha dedicato e dedica tutta la sua giornata affinché una capricciosa collina non sbricioli un raccolto a valle, o una golosa volpe non faccia razzia delle più dolci gemme d’uva? Come restare inerti dinanzi ad arcaici sistemi “a catena” di conservazione naturale dell’acqua a monte?
Questi ed altri miracoli campeggiano nella terra di Raffaele.
il terreno lunareArrampicarsi su per le vie del vino è un’impresa, ma il premio offerto in cambio val bene ogni fatica. Sul viale inclinato siedono viti storiche coltivate con sistemi mai visti prima, che meglio non potrei definire come “Sistema Moccia”; Guyot e Gobelet sembrano convivere in intrecci dalle forme artistiche, che come opere uniche splendono sotto il più potente dei riflettori. La terra ardente consta in un terreno vulcanico fatto di strati proteiformi, che sotto la “mollica di terra” si alternano tra piperno, pozzolana, lapillo ed in neo udito “tasso”, strato che Raffaele spiega come una matassa impenetrabile e fitta di terra, da cui le radici sembrano star ben lontane.
La passeggiata continua con l’incontro di serpenti e macchine da guerra, ed il tono di Raffaele sembra assumere la forma di unaincontri bellici in vigna poesia. Tra uno sbuffo ed un sorriso egli racconta di quando si potevano coltivare le albicocche “prevetarelle”, ora incomprese dal mercato, dei piselli “ciente juorne” pronti in cento albe, e di quella scelta accurata, fatta da suo padre, dei pali di castagno di Lettere da affiancare alle viti, sostegni ben diversi a seconda che fossero tagliati in “crescenza” o in “mancanza” (fasi lunari crescente e decrescente) onde evitare di incappare in puntelli così detti “frolli”, ovvero cedevoli.
Miti e leggende riprendono a vivere in un pomeriggio di metà Maggio, come quella dell’usanza di adoperare le “cànnole” (antenate delle cassette, fatte di fascine) in cui le donne allevavano i bimbi tra i campi, oppure della magia della vendemmia negli anni addietro, evento che diventava l’occasione per amici e parenti di partecipare al gioioso momento della pasta e fagioli, cucinata dalla mamma di Raffaele a fine giornata.
Raffaele Moccia e Gennaro MocciaIl tempo passa e l’imbrunire incalza, quando il padrone di casa si sofferma a raccontare il suo primo giorno da fattore: “Avevo solo quattro anni, e dall’allevamento di famiglia prelevai due conigli da crescere tutto da solo. Papà non voleva, ma era oramai giunto il tempo di imparare. Ero grande”. Oggi Raffaele è uno dei più stimati allevatori del delicatissimo leporide in Campania.
Un’ultima curva su per la collina, e la storia si para dritta dinanzi a noi. Un uomo di 83 anni, armato di tanica in spalla, sfodera un sorriso tagliente. Si tratta di Gennaro. Inizia un dialogo tra padre e figlio, e la visita assume dei contorni romantici. Il tramonto dipinge dei più caldi colori il momento più alto vissuto in vigna, poi inizia la discesa verso il vero caveau.
Una brezza amica accompagna il nostro divallare, ed il tempo altro non concede che il tanto atteso saggio della fatica dell’uomo. Un brindisi è il più umano gesto di devozione prima del congedo dalla vigna e da chi ne regge il peso.
L’assaggio diventa realtà, nel bicchiere fluttua nettare metropolitano.

AZIENDA AGRICOLA AGNANUM
Indirizzo: Via Vicinale abbandonata degli Astroni 3
Proprietà: Raffaele Moccia
Ettari: 4
Uve da vino: Falanghina e Piedirosso, oltre a blend di Catalanesca, Caprettone, Gelsomino, Biancolella, Moscato e Barbera
Anno inizio: 1960 (con il padre, Gennaro Moccia)
Vini Prodotti
- Falanghina “Campi Flegrei D.o.c.”
- Falanghina “Vigna del Pino”
- Pèr ‘e palumm “Campi Flegrei”
- Piedirosso “Vigna delle Volpi Campi Flegrei”

wine-and-the-city-napoli-2013Wine&TheSea, Evento OFF di Wine&Thecity

18 e 25 maggio 2013

 

Wine&Thecity arriva anche via mare: l’Associazione Italiana Sommelier Napoli, l’Associazione Kayak Napoli e CSI Gaiola Onlus per la prima volta insieme propongono per Wine&Thecity due giornate con un ricco programma di itinerari tra terra e mare e cultura con degustazione dei vini delle vigne metropolitane partenopee e dei Campi Flegrei.

 

Itinerario 1. Alla scoperta della Pausilypon imperiale con il Battello Aquavision

Tra falesie di Tufo Giallo Napoletano, antiche vestigia romane e natura lussureggiante a bordo del battello dal fondo trasparente Aquavision nell’Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola dove a pochi metri di profondità giacciono i resti delle strutture marittime della villa d’otium del Pausilypon, sommerse a causa del bradisismo.

Prenotazione obbligatoria; contributo 12 €/p –

Partenza: CeRD AMP Gaiola, Discesa (Cala S. Basilio), ore 10.30 – 12.30 sabato 18 e 25 Maggio

 

Itinerario 2: Wild Posillipo con kayak e accompagnatore

Partendo da via Ferdinando Russo costeggiando i vigneti di Santo Strato dal mare, Villa Rosebery e l’antico borgo di Marechiaro. Si prosegue sino alla Gaiola e alla Baia di Trentaremi con le caratteristiche grotte di tufo e i resti della villa romana appartenuta all’Imperatore Augusto

Prenotazione obbligatoria; contributo 20 €/p

Partenza: Via Ferdinando Russo presso Ristorante “Giuseppone a mare”, ore 17 Sabato 18 e 25 maggio

 

Itinerario 3: Con maschera e pinne a spasso nel tempo tra le Peschiere di Pollione

Visita Guidata in Snorkeling nell’Area Marina Protetta della Gaiola, alla scoperta del grandioso sistema di peschiere afferenti alla villa del Cavaliere romano Publio Vedio Pollione (I sec a.C.), tra storia e vita marina.

Prenotazione obbligatoria; contributo 20 €/p (comprensivo di attrezzatura snorkeling completa) 

Partenza: CeRD AMP Gaiola, Discesa (Cala S. Basilio), ore 11.00 sabato 18 e 25 Maggio

 

“Pausilypon, Suggestioni all’imbrunire 2013”

Al termine delle escursioni via mare i singoli partecipanti potranno approfittare di “Pausilypon, Suggestioni all’Imbrunire 2013″, manifestazione giunta ormai alla quarta edizione che prevede itinerari esperienziali storico-naturalistici tra Musica e Teatro all’interno del Parco Archeologico ambientale del Pausilypon. Il 18 Maggio ci sarà “Sunset clouds” con Ajar QuartetLuigi Esposito (piano), Charles Ferris (tromba e flicorno), Umberto Lepore (contrabbasso), Marco Castaldo(batteria), mentre il 25 Maggio è il turno di “Onde” con Ergio Valente (piano) e Beatrice Valente (voce e contrabbasso). Banco d’assaggio dei vini delle vigne metropolitane a cura dei sommelier dell’AIS Napoli e piccolo buffet offerto da Cupiello, la cultura del gusto. Per ogni ulteriore dettaglio www.gaiola.org/Suggestioni_Pausilypon_2013.htm

Prevendite abituali (www.etes.it); contributo 10 €/p

Partenza: Grotta di Seiano, Discesa Coroglio 36, ore 18.00 Sabato 18 e 25 Maggio”

 

Info e prenotazioni:

CSI Gaiola Onlus 0812403235 info@gaiola.org (Mar – Dom, ore 10.00 – 16.00)

Wine&Thecity OFF, cena Datè con i vini di Roberto Di Meo

Pubblicato da aisnapoli il 13 - maggio - 2013Versione PDF

Vini Di MeoDi Donatella Bernabò Silorata
Nomadi e anticonvenzionali, le cene di Datè (www.datè.com) preparano quest’anno la strada a Wine&Thecity edizione numero 6 (www.wineandthecity.it). Insieme condividono i concetti di spiazzamento e contaminazione. Non un ristorante, ma una casa privata (il cui indirizzo viene svelato solo poche ore prima dell’appuntamento). Non una cena tout court, ma un’esperienza di convivialità colta e originale dove design, reading, citazioni letterarie accompagnano il tutto. Venerdì sera, il primo di tre appuntamenti pensati per Wine&thecity con una formula tutta nuova: venti invitati, un solo vino in degustazione, tre ricette di pasta in abbinamento preparate da altrettanti chef della brigata Datè. Il vino in questione è il Taurasi Riserva Docg 2004 Brigata Datèdi Di Meo, l’azienda di Salza Irpina. One wine show con la partecipazione di Roberto Di Meo, titolare ed enologo dell’azienda catapultato da Wine&thecity in questa insolita serata. A raccontare le sensazioni visive ed olfattive del vino non è stato Di Meo, ma Marialuisa Firpo, graphic designer, attrice e voce straordinaria, caposaldo degli appuntamenti di Datè. Tra gioco, teatro e ironia ha introdotto questo vino possente, che ben si è prestato a sostenere un’intera serata: dall’aperitivo – superbe le pere disidratate alle spezie, zenzero e cioccolato equador 99% – alla degustazione delle tre ricette di pasta. La pasta è stata l’altra protagonista della serata: cucinata, fotografata, indossata, interpretata, degustata. Non una pasta qualsiasi ma tre formati del Pastificio dei Campi di Gragnano, il cru della Fratelli Di Martino, main sponsor di Wine&Thecity. Tato e Germana Calì hanno inaugurato i fornelli con Paccheri ripieni di parmigiana di melanzane e fritti; Carlo Olivari alias Cooking Division ha portato in tavola i Campotti (il formato di design del Pastificio) con genovese di baccalà, leggero pesto al basilico e sedano, capperi e pinoli tostati; Paola Carratù e Simona Creazzola hanno chiuso con Eliche alla glassa con piselli e pancetta croccante. Il tutto servito sui piatti di Donatella Bernabò Silorata in versione Wine QueenBhumi Ceramica (www.bhumi.it), bottega e marchio avellinese da scoprire. La pasta non è stata solo cucinata, dicevamo, ma anche interpretata e indossata perché il designer Roberto Monte (www.robertomonte.it), con la figlia Federica, ne ha fatto gioielli inediti e di grande espressività. Su un tavolo della casa era allestita la mostra “Un gioiello di pasta” con maccheroni, spaghetti, paccheri e fusilli intrecciati, annodati, abbinati a metalli, silicone ed altri materiali. È questa la contaminazione a cui accennavo poco sopra: cibo, arte, design. Sono i dettagli a rendere speciali gli appuntamenti Datè come l’intervento della calligrafa Gabriella Grizzuti che ha donato agli ospiti citazioni letterarie sul piacere della tavola. Da Tommasi di Lampedusa a Baudelaire. Dulcis in fundo il cioccolato fondente del Nudo napoletano. Dei prossimi appuntamenti sappiamo solo le date e i vini: il 15 maggio con il Serpico 2008 di Feudi di San Gregorio; il 17 maggio con l’Ambruco 2010 Pallagrello nero di Terre del Principe. Brava Fabiana Longo, anima e corpo di Datè, con Rossella Troja, e Francesco Semmola reporter ufficiale.

Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 20 apr 2013 al 01 giu 2013 alle ore:

      Ais Campania a Napoli, Master sulla Campania del Vino

      Mancano: 00:00 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
    • dal 24 mag 2013 al 24 mag 2013 alle ore:20:00

      24 Maggio Enolaboratorio Special Edition, Samuel Cogliati e lo Champagne

      Mancano: 01:33 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
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