Seconda tappa, secondo Report con Mauro Erro a far da cicerone nelle terre del Riesling…il “discorso” era iniziato qui. (T.L.)
Un manicomio! Si potrebbero semplicemente definire così gli effetti della legge del 1971, sulla cui inutilità c’è poco da obiettare, sulla suddivisione in zone della Germania.
Grosslage: grande raggruppamento di vigneti (Einzellage) che comprende non solo un gran numero di Einzellagen, ma anche più comuni ciascuno dei quali comprende un gran numero di Einzellagen. Cercate di tradurre e riportare tutto in etichetta, considerato che ogni Grosslage deve essere riportato come distretto (Bereich) e vedete che ne esce. Come dicevo: un manicomio! Se errare è umano e perseverare è diabolico, cambiamo discorso e dedichiamoci alle zone e al loro terroir, tratteggiandone linee sì sintetiche, ma quanto più verosimili possibili.
MOSEL-SAAR-RUWER

Da questa zona nascono vini di mineralità assoluta che si esprimono con straordinaria differenziazione secondo il terroir, spaziando per esempio dal punto di vista aromatico da toni più caldi, tropicali o di spezie a più freddi e minerali e d’agrumi. Se avrete il buon gusto e la pazienza di dimenticarli in cantina e attendere qualche decennio prima di berli avrete modo di trovarvi innanzi a uno spettro aromatico di tale ampiezza e varietà, che poche volte si ha occasione di conoscere. Per quanto ora vi possano apparire brutti, cacofonici e incomprensibili, tenete a mente questi nomi: Scharzhofberg, l’Abtsberg, il Karthauserhofberg, il Sonnenhur, il Prälat, il Doctor, il Würzgarten, l’Uhlen, il Domprobst. Definiscono i migliori vigneti, e quando avrete bevuto il vino abbracciato dalle etichette che recano questi nomi, il sentirli pronunciare in seguito da qualcuno sarà musica soave e ricordi emozionanti.
NAHE

Produzione media di 80 ettolitri su ettaro. La regione si estende tra il Rheinhessen e il Mittelrhein lungo il fiume Nahe che scorre, 40 km a sudest, parallelo alla Mosella. La combinazione di un microclima più soleggiato, influenzato dalla foresta di Soonwald a nordest, e dalle colline rocciose a est che trattengono il calore, unito a terreni di natura varia ha fatto scrivere dei riesling di questa regione che “hanno l’eleganza di un Reinghau, il corpo di un Rheinhessen e l’acidità di un Mosel”. I terreni variano da quarzite e ardesia nei tratti più bassi, porfido (roccia dura con un alto ph), melafiro (roccia dura) e pietra arenaria colorata nei tratti medi e più alti. Nel tratto medio, intorno alla città di Bad Kreuznach, è possibile trovare terreni d’argilla, pietra arenaria, löss ricco di humus. Produttori come Helmut Dönnhoff o Emrich-Schonleber possono rappresentare un sicuro e accogliente approdo.
RHEINGAU

Qualche tempo fa, a Londra, alla presenza di professionisti del settore, sono state stappate un mitico Schloss Johannisberg sopraccitato (una tenuta che vanta oltre mille anni di storia) del 1820, un Rüdesheimer del 1857 e uno Steinwein della leggendaria annata 1540. Ebbene, quest’ultima, raccontano le cronache, dopo oltre quattrocento anni di vita era ancora perfettamente bevibile! Insomma, il tanto conclamato rapporto tra qualità e prezzo assume con i riesling tedeschi una chiarezza cristallina tanto quanto la loro stupefacente beltà.
Scrivi un commento