

Tutte le annate più recenti raccolgono punteggi altissimi: i 95+ punti (su una scala che arriva a 100) per la Riserva del 2004, (“Everything here is simply glorious”, è il commento del giornalista) oppure i 94 per quella del 2003. 93+ al Radici Taurasi del 2005, o ancora i 92 punti della già tanto celebrata Riserva del 1999.Ci spingiamo poi agli anni Ottanta, quelli che hanno visto l’azienda di Atripalda ri-presentare l’Irpinia al mondo dopo le angustie del terremoto: 95 punti all’annata 1988 (“… tasted from magnum, is simply fantastic”); 94 punti all’annata 1987, 97 punti al 1982 (“… another of the utterly magical wines in this lineup. A totally transcendental, hypnotizing wine… This immortal, towering masterpiece is one of the greatest wines made in Italy over the last 50 years…”, uno dei più grandi vini mai prodotti in Italia negli ultimi cinquant’anni).E poi punteggi da record anche per annate più antiche: il leggendario 1968, 97 punti, è definito “magnificent, incredibly youthful and vigorous”.Giudizio decisamente impegnativo per i 97 punti tributati all’annata 1958, che Antonio Galloni definisce “one of the greatest wines ever made in Italy”, uno dei migliori vini mai prodotti in Italia. “At this stage it appears quite likely that the 1958 will reach its 100th birthday”: Galloni presagisce che questo vino raggiungerà facilmente e in grande forma i cento anni di vita.Chiudono la batteria delle trenta annate in degustazione i due Taurasi del 1934, 92 punti, e del 1928, con ben 95 punti (“a nearly immortal wine of monumental standing. Readers lucky enough to have tasted this gem know exactly what I mean…”).Un successo che riporta in auge i vini irpini nel gotha dei “migliori vini del mondo”.
C’è, come irpini, campani, italiani, da essere orgogliosi.Tutte le annate più recenti raccolgono punteggi altissimi: i 95+ punti (su una scala che arriva a 100) per la Riserva del 2004, (“Everything here is simply glorious”, è il commento del giornalista) oppure i 94 per quella del 2003. 93+ al Radici Taurasi del 2005, o ancora i 92 punti della già tanto celebrata Riserva del 1999.Ci spingiamo poi agli anni Ottanta, quelli che hanno visto l’azienda di Atripalda ri-presentare l’Irpinia al mondo dopo le angustie del terremoto: 95 punti all’annata 1988 (“… tasted from magnum, is simply fantastic”); 94 punti all’annata 1987, 97 punti al 1982 (“… another of the utterly magical wines in this lineup. A totally transcendental, hypnotizing wine… This immortal, towering masterpiece is one of the greatest wines made in Italy over the last 50 years…”, uno dei più grandi vini mai prodotti in Italia negli ultimi cinquant’anni).E poi punteggi da record anche per annate più antiche: il leggendario 1968, 97 punti, è definito “magnificent, incredibly youthful and vigorous”.Giudizio decisamente impegnativo per i 97 punti tributati all’annata 1958, che Antonio Galloni definisce “one of the greatest wines ever made in Italy”, uno dei migliori vini mai prodotti in Italia. “At this stage it appears quite likely that the 1958 will reach its 100th birthday”: Galloni presagisce che questo vino raggiungerà facilmente e in grande forma i cento anni di vita.Chiudono la batteria delle trenta annate in degustazione i due Taurasi del 1934, 92 punti, e del 1928, con ben 95 punti (“a nearly immortal wine of monumental standing. Readers lucky enough to have tasted this gem know exactly what I mean…”).Un successo che riporta in auge i vini irpini nel gotha dei “migliori vini del mondo”.
C’è, come irpini, campani, italiani, da essere orgogliosi.
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