Di Karen Phillips
Se non fosse la Campania la regione favorita per il Fiano, mi chiedo che cosa sarebbe. … Un vitigno Fiano in giro dai tempi dei romani antichi. Fiana, Fiore Mendillo, Foiano, Latino, Latina Bianca, Latino Bianco, Minutola, Minutolo, Santa Sofia … tanti nomi. Coltivato a Salerno, Benevento e Avellino. Fiano … l’uva che si è guadagnata con merito la propria festa di musica e il vino al centro di un seminario nel corso del Fiano Music Festival di Aiello del Sabato (Av).Ho frequentato il seminario Sabato scorso. Una passeggiata nel territorio di Fiano in comapagnia di Raffaele Del Franco, che era accompagnato da tre guide di grande esperienza. Tre volti noti sul palco … il Presidente Ais CAmpania Nicoletta Gargiulo, il Vice Presidente e Delegato del Cilento e Valle di Diano Maria Sarnataro, e il Delegato di Benevento Maria Grazia De Luca. Il loro compito era quello di aiutarci a capire le caratteristiche di questo vino e notare come Fiano può fiorire dove è piantato. Non sbirciare! Si trattava di una degustazione di vini alla cieca. L’unica cosa che ci hanno comunicato è stata la zona di provenienza. Good. In questo modo possiamo concentrarci meglio sul vino. Il suo colore, la consistenza … Concentratevi sugli aromi, la sua intensità, la complessità … Concentratevi sui sapori, la longevità. Così abbiamo cominciato ad indagare le varie zone … esplorare, scoprire insieme le differenze e le similitudini, confronto e contrasto. Sei vini. Due vini di ogni territorio. Iniziamo …Abbiamo iniziato con il Cilento, in provincia di Salerno. Poi ci siamo trasferiti a Benevento per la ‘due sorelle’; Sannio e Taburno (montagne della zona, nda). Poi siamo finiti ad Avellino, in quel di Lapio.

Colore … ogni vino sostanzialmente presentava lo stesso colore giallo paglierino, … tipico di Fiano. Ma nel roteare il bicchiere, mettendolo controluce, osservando gli archetti e le lacrime si formavano lungo le pareti del bicchiere. I campioni scelti avevano fatto notare delle differenze evidenti nella struttura all’esame visivo, anche all’interno delle singole zone di provenienza.Immergiamo il naso nel bicchiere. E’ qui che ho potuto verificare le maggiori differenze… Dall’Irpinia, intensi aromi di frutta a dominanare con forza la fase olfattiva soprattuto in relazione agli altri vini in degustazione. Uno aveva in evidenza frutti esotici come banane, papaia ed ananas. Abbiamo notato poi sfumate note floreali … soprattutto di fiori bianchi, profumi di erba e mineralità in tutto questo viaggio con il Fiano.

Un giorno ho detto a un buon amico che “non mi piace” un particolare Fiano. Mi rispose correggendo la mia dichiarazione … “che quel particolare Fiano non è il Fiano per me”. Ben detto…Ho notato di come, quando è venuto il momento di degustare i vini, la regione non avesse molta importanza per me … mi sono divertita con ogni vino per quello che aveva da condividere eda comunicare. La sua acidità, la sapidità, l’equilibrio. Alcuni più morbidi rispetto ad altri, sì. Alcuni più caldi rispetto ad altri, certo.

Prima che il seminario cominciasse, pensavo di uscire con un Fiano preferito … di alzarmi dal tavolo con una zona che rappresentato il meglio della Campania … un territorio di cui avrei potuto parlare.

Questo non è accaduto.

Ho imparato quella sera che ogni vino ha la sua forza, il suo posto, il suo scopo.

Quindi, forse sono entrata in questo seminario con una regione preferita per Fiano, ma sono uscita con tre. Salerno, Benevento, e naturalmente Irpinia …

Forse per la Campania è lo stesso…

Di Karen Phillips
Se non fosse la Campania la regione favorita per il Fiano, mi chiedo che cosa sarebbe. … Un vitigno Fiano in giro dai tempi dei romani antichi. Fiana, Fiore Mendillo, Foiano, Latino, Latina Bianca, Latino Bianco, Minutola, Minutolo, Santa Sofia … tanti nomi. Coltivato a Salerno, Benevento e Avellino. Fiano … l’uva che si è guadagnata con merito la propria festa di musica e il vino al centro di un seminario nel corso del Fiano Music Festival di Aiello del Sabato (Av).Ho frequentato il seminario Sabato scorso. Una passeggiata nel territorio di Fiano in comapagnia di Raffaele Del Franco, che era accompagnato da tre guide di grande esperienza. Tre volti noti sul palco … il Presidente Ais Campania Nicoletta Gargiulo, il Vice Presidente e Delegato del Cilento e Valle di Diano Maria Sarnataro, e il Delegato di Benevento Maria Grazia De Luca. Il loro compito era quello di aiutarci a capire le caratteristiche di questo vino e notare come Fiano può fiorire dove è piantato. Non sbirciare! Si trattava di una degustazione di vini alla cieca. L’unica cosa che ci hanno comunicato è stata la zona di provenienza. Good. In questo modo possiamo concentrarci meglio sul vino. Il suo colore, la consistenza … Concentratevi sugli aromi, la sua intensità, la complessità … Concentratevi sui sapori, la longevità. Così abbiamo cominciato ad indagare le varie zone … esplorare, scoprire insieme le differenze e le similitudini, confronto e contrasto. Sei vini. Due vini di ogni territorio. Iniziamo …Abbiamo iniziato con il Cilento, in provincia di Salerno. Poi ci siamo trasferiti a Benevento per la ‘due sorelle’; Sannio e Taburno (montagne della zona, nda). Poi siamo finiti ad Avellino, in quel di Lapio.

Colore … ogni vino sostanzialmente presentava lo stesso colore giallo paglierino, … tipico di Fiano. Ma nel roteare il bicchiere, mettendolo controluce, osservando gli archetti e le lacrime si formavano lungo le pareti del bicchiere. I campioni scelti avevano fatto notare delle differenze evidenti nella struttura all’esame visivo, anche all’interno delle singole zone di provenienza.Immergiamo il naso nel bicchiere. E’ qui che ho potuto verificare le maggiori differenze… Dall’Irpinia, intensi aromi di frutta a dominanare con forza la fase olfattiva soprattuto in relazione agli altri vini in degustazione. Uno aveva in evidenza frutti esotici come banane, papaia ed ananas. Abbiamo notato poi sfumate note floreali … soprattutto di fiori bianchi, profumi di erba e mineralità in tutto questo viaggio con il Fiano.

Un giorno ho detto a un buon amico che “non mi piace” un particolare Fiano. Mi rispose correggendo la mia dichiarazione … “che quel particolare Fiano non è il Fiano per me”. Ben detto…Ho notato di come, quando è venuto il momento di degustare i vini, la regione non avesse molta importanza per me … mi sono divertita con ogni vino per quello che aveva da condividere eda comunicare. La sua acidità, la sapidità, l’equilibrio. Alcuni più morbidi rispetto ad altri, sì. Alcuni più caldi rispetto ad altri, certo.

Prima che il seminario cominciasse, pensavo di uscire con un Fiano preferito … di alzarmi dal tavolo con una zona che rappresentato il meglio della Campania … un territorio di cui avrei potuto parlare.

Questo non è accaduto.

Ho imparato quella sera che ogni vino ha la sua forza, il suo posto, il suo scopo.

Quindi, forse sono entrata in questo seminario con una regione preferita per Fiano, ma sono uscita con tre. Salerno, Benevento, e naturalmente Irpinia …

Forse per la Campania è lo stesso…

Campania had a favorite Fiano region, I wonder what it would be. Fiano…a grape around since ancient Roman times. Fiana, Fiore Mendillo, Foiano, Latino, Latina Bianca, Latino Bianco, Minutola, Minutolo, Santa Sofia…so many names. Grown here in Salerno, Benevento, and Avellino. Fiano…the grape that has earned its own music festival and the wine at the center of a seminar during the Fiano Music Festival in Aiello del Sabato (Av).

I attended this seminar last Saturday. A stroll through Fiano territory hosted by Raffaele Del Franco who was accompanied by three very experienced guides. Three familiar faces on the stage…Ais Campania President Nicoletta Gargiulo, Ais Campania Vice president and Delegate from Cilento and Valle di Diano Maria Sarnataro, and the Delegate from Benevento Maria Grazia De Luca. Their job was to help us understand the characteristics of this wine and note how Fiano can bloom where it’s planted.

No peeking!! This was a blind wine tasting. The only thing that we needed to know was the region. Good. This way we can concentrate on the wine. Its color, consistency…Concentrate on the aromas, its intensity, complexity…Concentrate on the flavors, the longevity.
So we began to dissect the regions…exploring, discovering as a group the differences and similarities; comparing and contrasting. Six wines. Two wines from each region. Here we go…

We began in Cilento, in the Salerno province. Moved to Benevento to the ‘two sisters’; Sannio and Taburno (mountains in the area). Then it was over to Avellino, specifically Lapio.

Color…each wine basically had the same light yellow straw color, …typical of Fiano. But swirling the glass, holding it up to the light, watching the arches, the legs, the tears that formed. The wines chosen had differences noted in structure on this examination, even within the regions.

Nose to the glass. This is where I saw the greatest differences between regions. The offerings from Irpinia had aromas where fruit was the dominating force in respect to their neighbors at the tasting. One with exotic fruits such banana, papaya, and pineapple. We noted florals…particularly white flowers, herbal scents, and minerals throughout this excursion with Fiano.

One day I mentioned to a good friend how I didn’t ‘like’ a particular Fiano. He rephrased my statement…He said that that particular Fiano wasn’t the one for me. Good point.What I did note was that when it came time to taste the wines, the region did not matter much to me…I enjoyed each wine for what it had to share. Its acidity, sapidity, balance. Some smoother than others, yes. Some warmer than others, of course.

Before the seminar began, I thought that I would walk away with a favorite Fiano…that I would step away from the table with an area that I believed represented Campania the best…an area that I could share, talk about.

That didn’t happen.

I learned that evening that each wine had its strengths, its place, its purpose.

So, I may have walked into the seminar with a favorite region for Fiano, but I walked out with three. Salerno, Benevento, and Irpinia…

Maybe Campania feels the same… Campania had a favorite Fiano region, I wonder what it would be. Fiano…a grape around since ancient Roman times. Fiana, Fiore Mendillo, Foiano, Latino, Latina Bianca, Latino Bianco, Minutola, Minutolo, Santa Sofia…so many names. Grown here in Salerno, Benevento, and Avellino. Fiano…the grape that has earned its own music festival and the wine at the center of a seminar during the Fiano Music Festival in Aiello del Sabato (Av).

I attended this seminar last Saturday. A stroll through Fiano territory hosted by Raffaele Del Franco who was accompanied by three very experienced guides. Three familiar faces on the stage…Ais Campania President Nicoletta Gargiulo, Ais Campania Vice president and Delegate from Cilento and Valle di Diano Maria Sarnataro, and the Delegate from Benevento Maria Grazia De Luca. Their job was to help us understand the characteristics of this wine and note how Fiano can bloom where it’s planted.

No peeking!! This was a blind wine tasting. The only thing that we needed to know was the region. Good. This way we can concentrate on the wine. Its color, consistency…Concentrate on the aromas, its intensity, complexity…Concentrate on the flavors, the longevity.
So we began to dissect the regions…exploring, discovering as a group the differences and similarities; comparing and contrasting. Six wines. Two wines from each region. Here we go…

We began in Cilento, in the Salerno province. Moved to Benevento to the ‘two sisters’; Sannio and Taburno (mountains in the area). Then it was over to Avellino, specifically Lapio.

Color…each wine basically had the same light yellow straw color, …typical of Fiano. But swirling the glass, holding it up to the light, watching the arches, the legs, the tears that formed. The wines chosen had differences noted in structure on this examination, even within the regions.

Nose to the glass. This is where I saw the greatest differences between regions. The offerings from Irpinia had aromas where fruit was the dominating force in respect to their neighbors at the tasting. One with exotic fruits such banana, papaya, and pineapple. We noted florals…particularly white flowers, herbal scents, and minerals throughout this excursion with Fiano.

One day I mentioned to a good friend how I didn’t ‘like’ a particular Fiano. He rephrased my statement…He said that that particular Fiano wasn’t the one for me. Good point.What I did note was that when it came time to taste the wines, the region did not matter much to me…I enjoyed each wine for what it had to share. Its acidity, sapidity, balance. Some smoother than others, yes. Some warmer than others, of course.

Before the seminar began, I thought that I would walk away with a favorite Fiano…that I would step away from the table with an area that I believed represented Campania the best…an area that I could share, talk about.

That didn’t happen.

I learned that evening that each wine had its strengths, its place, its purpose.

So, I may have walked into the seminar with a favorite region for Fiano, but I walked out with three. Salerno, Benevento, and Irpinia…

Maybe Campania feels the same…