Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

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Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 24 set 2014 al 24 set 2014 alle ore:19:00

      24 Settembre, Extraordinary Night al Grand Hotel Parker's

      Mancano: 4 giorni e 20:07 ore.
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    Il Belgio e le birre

    Pubblicato da aisnapoli il 19 - settembre - 2014 Commenta

    foto 4Di Gabriele Pollio
    Un detto ceco recita: “Una buona birra dovrebbe essere giudicata da un solo sorso. Ma è meglio essere più scrupolosi”.
    Mi piace pensare che più che un’esortazione all’alcolismo questa sia un’esortazione alla curiosità.
    E’ proprio la continua voglia di scoprire cose nuove che mi ha spinto alla scoperta di una nazione dove la birra è una religione.
    Il Belgio, un paese che conta poco più di 10 milioni di abitanti e con una superficie di poco più grande della Lombardia, riesce a produrre più di 600 tipologie di birre differenti.
    Senza pretese di esaustività (servirebbe un’enciclopedia che vi risparmio di acquistare, soprattutto se scritta da me!), proverò a raccontare dei posti magici in cui il tempo sembra essersi fermato: i birrifici artigianali.
    foto 5Il viaggio inizia da Villers-devant-Orval. L’Abbazia di Nostra Signora di Orval si staglia tra i boschi della Vallonia. I monaci sono come fantasmi, non appaiono mai. Eppure già dall’esterno si nota che all’interno c’è del “fermento”. Comignoli che sbuffano senza sosta, le rovine dell’antica abbazia vegliano notte e giorno sulla produzione di una delle birre trappiste che meglio interpreta questo stile particolare e unico: la mitica Orval. La visita è interessante ma lo è ancora di più la degustazione al caffè dell’abbazia. In commercio si trova solo una tipologia (caso unico tra i birrifici trappisti) di birra (Orval, 6.2 %) mentre al caffè mi è concesso di provare anche la birra prodotta solo ed esclusivamente per il consumo interno dei monaci trappisti (la Petit Orval, 3,5 %). Le due sorelle sono molto simili e, come detto, rispecchiano in pieno i canoni dell’arte brassicola trappista. Colore ambrato, schiuma compatta e finissima. Naso e bocca perfettamente coerenti con toni fruttati e speziati. Persistenza notevole supportata da un’acidità elegantissima.
    foto 24Il giorno dopo arrivo a Bruges. Secondo alcuni, la città più romantica del mondo. Per me, la sede del birrificio De Halve Maan (La Mezza Luna). Aperto nel 1856, ancora oggi è a conduzione familiare e resta l’unico ancora in attività nel pieno centro della città. Superato l’impatto con il bar del birrificio (alle cui pareti crescono piante di luppolo), a dire il vero molto accogliente ma altrettanto turistico, ci si tuffa in un impianto piccolo, costruito su 4 piani, che sembra un vero e proprio labirinto. Cunicoli, scale ripidissime e porte nascoste portano alla scoperta di un birrificio che ha mantenuto intatte le proprie caratteristiche strutturali e il modo di fare la birra.
    I prodotti degustati sono tutti in perfetto stile “belga”: gradazioni alcoliche elevate (la birra meno alcolica, quella che dovrebbe essere una sorta di aperitivo, ha una gradazione del 7 %) e un corpo che, volendo azzardare un paragone col vino, potremmo accostare a quello di un Taurasi.
    Terza tappa del tour alcolico. Fiandre occidentali. Esen: un paese che non esiste sulle mappe stradali! Qualche casa, molte mucche e il birrificio De foto 14Dolle Brouwers. Il perché del nome (che in italiano si può tradurre con birrai matti) lo si intuisce già dalla facciata del capannone,un pupazzo enorme intento a guardare la propria birra campeggia sulla parte superiore dell’edificio. Nato nel 1980, questo birrificio si fonda sul carisma e sulla follia di Kris Herteleer. Tralasciando il fatto che mi ha accolto con pantaloni viola, scarpe verdi e un papillon largo quanto le sue spalle, credo che sia difficile incontrare personaggi del genere. E’ stato lui il primo al mondo a fare maturare le birre in botti di legno già utilizzate per il vino (precisamente utilizzate nell’AOC Saint-Julien a Bordeaux), le sue birre non sono mai banali, le etichette sono fantastiche. La punta di diamante del birrificio è sicuramente la Oerbier. Il suo colore molto scuro rende sorprendente l’acidità di cui è pervasa all’assaggio. Nonostante sia prodotta con 6 differenti tipi di malti, il finale non è affatto dolce ma piuttosto amaro e lungo. Una birra che definirei “spiazzante”!
    foto 8Come non chiudere un viaggio del genere con la birra belga per antonomasia? Il lambic. E quando si parla di lambic, come non parlare di Cantillon? Uno degli ultimi 5 produttori rimasti al mondo (tutti in Belgio per la verità) di questo tipo di birra. Fermentazione spontanea grazie ai microrganismi selvatici presenti nell’aria, maturazione in botte e, ovviamente direi, rifermentazione in bottiglia fanno di questa birra l’anello mancante tra la birra e il vino. Carne in scatola, metallo, aceto sono tutti sentori che in qualsiasi altra birra sarebbero considerati difetti (per non parlare del vino!) ma in questa no. E con ciò non voglio salvare un prodotto nel nome della “tipicità”. Il lambic è questo, prendere o lasciare. Io, personalmente, ho preso e vi assicuro che la Gueuze (birra nata dall’assemblaggio di lambic di tre annate differenti) risulta una birra fantastica nonostante la sua inizale “scontrosità”.

    E’ stata l’estate

    Pubblicato da aisnapoli il 19 - settembre - 2014 1 Commento

    2014-09-16 22.40.51_resizedDi Gennaro Miele

    La fine dell’ estate è il momento di riporre in scatole e cassetti gli oggetti che hanno accompagnato la nostra voglia di libertà, che siano occhiali o una leggera maglia non importa, quel che conta è il valore datogli. Ieri a Villa Domi, c’è stata la possibilità di un ultimo ricordo, un ultimo saluto alla bella stagione nell’ evento “Fermenti di fine estate”, dinanzi ad una vista di Napoli solitamente nascosta ai più.

    Mentre le luci di questo settembre dimezzato si assottigliavano all’orizzonte gli chef Antonella Rossi, Gianluca D’Agostino e Fabio Ometo, hanno proposto la loro arte creandone una raffinata sintesi in panini gourmet, piccoli scrigni che nascondevano un tesoro di sapori cui sono stati affiancati i deliziosi fritti di Enzo Sannino.

    Il palato infatti, ha avuto la sua rivincita sugli occhi già sazi di questo scenario, attraverso sensazioni di succosità di latticini sposata con aromi di acciughe e delicatezze dell’orto, il tutto accompagnato dal lavoro di maestri birrai che hanno offerto il loro lavoro artigianale nelle interpretazioni più varie.

    Musica di tempi andati e dai toni gentili ci ha accompagnato completando un percorso, organizzato dalla giornalista immagine032enogastronomica Laura Gambacorta, che sembrava voler coinvolgere i sensi con un dono di sensazioni integrate fra loro, note di un concerto emozionale che certamente non ha lasciato indifferenti.

    Mentre la sera maturava ci siamo diretti in un angolo della villa per un dolce saluto passando al di sotto di alberi secolari da cui pendevano lunghe e suggestive lanterne di evocazione fiabesca. Con il gusto dei gelati di Vanilla Ice e del cioccolato biodinamico Pacari, con i liquori dell’Antica Distilleria Petrone, ci si è soffermati dinanzi alla città silente e libera dal traffico.

    Il cantante soffia nel microfono le parole di fly me to the moon, ci dice ”fill my hearth with song” ovvero riempi il mio cuore con una canzone, ma dubito che il nostro, stasera, possa accogliere altre emozioni, colmo com’è di gusti e di nuovi ricordi.

    Un ultimo sguardo alle luci che mormorano sulla costa in attesa del prossimo respiro di caldo sole estivo svegliato dal mare, un degno saluto all’estate con un po’ di nostalgia in attesa delle sfumature dell’autunno, ma con in tasca una promessa, ci rivedremo bella… stagione.

    Save the date: 13 Ottobre, Festival Franciacorta a Napoli

    Pubblicato da aisnapoli il 18 - settembre - 2014 Commenta

    Festival Franciacorta a Napoli 13 ottobre 2014 _ depliant elettronico

    zio ninuccioDi Roberta Porciello

    Un lavoro di cinema del reale dalla scrittura semplice e diretta, che rivolge uno sguardo fresco ed esterno a una quotidianità a noi familiare. Il racconto di un’esistenza dedicata a una vita autentica, fuori dal tempo, che tuttavia riesce a riportare all’attenzione dello spettatore temi sociali estremamente attuali: la precarietà della vita nel nostro Paese che riguarda tutti, giovani, adulti, anziani, di fronte a uno Stato spesso assente. E una possibile via di fuga – o di ritorno – verso una grande ricchezza dell’Italia, la terra, abbandonata e oggi riscoperta, soprattutto dai giovani, come risorsa per il nostro futuro e per il ritorno a un’economia sana e concreta”. Noriko Sugiura artista multimediale e filmaker che vive a NY è la vincitrice de “La Grande Abbuffata, concorso di cortometraggi a tema enogastronomico”. Concorso all’interno della IX edizione di Malazè tenutosi nei locali di Cantine Astroni, sempre in prima linea nella promozione della cultura del vino, giuria presieduta dalla regista Antonietta De Lillo, e composta da: Antonio Fiore, critico del “Corriere del Mezzogiorno”; Laura Gambacorta, giornalista 62-1010x572enogastronomica; Marco Lombardi, docente di cinema ed enogastronomia presso le Università “Suor Orsola Benincasa” e “La Sapienza”; Nunzia Schiano, attrice teatrale e cinematografica. Racconto di, Carmine Ametrano in arte,“Zio Ninuccio” e la sua storia, in un turbinio fatto di quotidianità, manualità, cultura e amore per la terra…la sua terra…alle pendici del Vesuvio, hanno spiazzato la giuria e colpito al cuore il pubblico vincendo sia il premo della giuria che il premio del pubblico – Cantine Astroni. Noriko è riuscita a raccontare quel “piccolo” uomo con le sue rughe e la sua immensa cultura trasportandoci in un mondo “antico” tra malinconia e dignità per quel che 12-1010x568era la sua terra, quel piccolo paese, Boscotrecase, fatto di cultura della terra, artigianato e di botti di legno, ed ormai di quella vita semplice e lavorata sono rimasti piccoli ricordi, poche aziende a conduzione familiare e un ultima fabbrica di botti. Il documentario è stato presentato il 30 Maggio 2014 al Directors Guild of America ( http://www.dga.org) vincendo tre premi: Best Documentary, Excellence in Editing, Outstanding Documentary.

    Trovate le informazioni, la scheda tecnica del documentario, il trailer a questo link: http://zioninuccio.com.

    24 Settembre, Extraordinary Night al Grand Hotel Parker’s

    Pubblicato da aisnapoli il 17 - settembre - 2014 Commenta

    Extraordinary Night

    Apericozza al tramonto con i Fantastici Quattro Cooking

    Pubblicato da aisnapoli il 16 - settembre - 2014 Commenta

    Four CookingDi Valeria Vanacore

    I Fantastici Quattro Cooking colpiscono ancora, e lo fanno a suon di cozze! Lunedì scorso, nell’ambito della nona edizione di Malazè, il trimarano Asteco e Cielo (Roof&Sky) a Bacoli è stato teatro di Apericozza, aperitivo al tramonto con protagonisti i gustosi mitili cucinati magistralmente da Michele Grande, Fabiana Scarica, Maurizio De Riggi e Giuseppe Di Martino. A coordinare la “sfida culinaria” dei quattro ci hanno pensato gli infallibili Laura GambacortaMichele Armano.

    Appena saliti sul trimarano, illuminato dalle luci infuocate dal meraviglioso tramonto bacolese, siamo stati accolti dacantine Quartum un particolarissimo quanto sorprendente Cicchetto di cozze firmato Michele Grande: cozze lasciate marinare in vodka liscia, succo di lime e tabasco verde.

    Proseguiamo con Evasione FeBMa, finger di Maurizio De Riggi con salsa fredda di pomodoro e fragola, cozza arrostita, spuma di bufala, nebulizzazione di frutto della passione, sale alla vaniglia e finocchietto, tutto maledettamente equilibrato, dalla salsa di pomodoro che ben si sposava alla dolcezza della fragola, alla spiccata acidità della spuma di bufala, fino alla croccantezza del finocchietto.

    A seguire le Cozze in verde di Fabiana Scarica: cialda di sesamo, guacamole, misticanza, cozze al sesamo, maionese, olio affumicato e pomodoro verde marinato, un finger esotico e afrodisiaco, dal gusto avvolgente, così come le Cozze ripiene con cipollotto e lampone su caponatina agrodolce (pomodoro, melanzana, pinoli, capperi e uvetta), firmato Giuseppe Di Martino.

    cozzaMa le sorprese non finiscono qui. Mentre salpiamo per il consueto giro del lago, ci viene servito un must di Michele Grande: la Frittatina di cozze e menta con pane croccante, dalla sorprendente semplicità e delicatezza. Continuiamo poi con le Cozza gratinata con pesto di fiori di zucchine e salsa di acciughe di Giuseppe Di Martino e Cozze gratinate con salsa all’aglio, concentrato di pomodoro, pesto di basilico e salicornia di Fabiana. Entrambi molto delicati.

    Sapore sicuramente più deciso per il mini panino alla carbonara di cozze di Maurizio: panino al latte nobile, tuorlo d’uovo bruciato, mousse di parmigiano reggiano, polvere di cozze e pancetta irpina. Una goduria assoluta, soprattutto dopo aver fatto la scarpetta con il tuorlo d’uovo annidato sul fondo del piattino!

    10672050_636990216414985_3283933849464152299_nConcludiamo la degustazione dei finger salati con il Grande Michele e la sua grande Tartare di tonno con cipollotto tritato, scorzetta di limone, olio e sale maldon, il tutto completato dall’immancabile cozza, stavolta sott’olio, e da una morbida crema al peperone verde.

    Ma la serata non è ancora terminata e, tra un bicchiere di Asprinio brut V.S.Q. Quartum e uno di Falanghina Campi Flegrei DOC Quartum, entrambi di Cantine Di Criscio, ci viene servita la Fantastic Pasta a 8 mani, frutto della collaborazione e dell’estro di tutti e quattro gli chef: mezzi paccheri con cozze, patate, fagiolini e pesto di basilico.

    Dulcis in fundo, Che fico, cremoso alla liquirizia con biscotto sbriciolato alla frutta secca, salsa di fico e fico ripieno di cremoso al finocchietto, e Sweet&Salad, cremoso all’olio extravergine d’oliva, frutta e verdure marinate con dressing di aceto di lampone e sale alla lavanda, il tutto completato con crostini di pane alla frutta secca.

    L’Apericozza giunge purtroppo al termine ma gli chef ci coccolano un’ultima volta con un assaggio di sfogliatelle calde, accompagnate dai distillati dell’Antica Distilleria Petrone, mentre ci rilassiamo lasciandoci cullare dalle dolci onde del Lago Miseno. Colpiti e affondati!

    16 settembre, La giornata del Solopaca Classico

    Pubblicato da aisnapoli il 16 - settembre - 2014 Commenta

    solopaca

    Palla al centro tra Real Piedirosso VS Atletico Fiano per Malazè

    Pubblicato da aisnapoli il 15 - settembre - 2014 Commenta

    Real PiedirossoDi Roberta Porciello
    Un 5 contro 5 dall’elevato tasso alcolico, per un’avvincente partita di calcetto tra il Real Piedirosso e l’ Atletico Fiano, i Campi Flegrei contro l’Irpinia, ovvero il rosso rubino dalle luminose trasparenze e dai tannini gentili contro il bianco elegante, raffinato e capace di invecchiare anche per molti anni. Abbiamo vissuto momenti dall’elevato tasso agonistico, con instancabili motivatori a bordo campo che hanno incessantemente sostenuto i loro beniamini. Grandi goal e piccole sviste arbitrali per il risultato finale di 12 a 8 per il Real Piedirosso, del tutto meritato [sono di parte, Nda]. Una10675574_10204730595210849_3848897022304087114_ngirandola di cambi che ha visto la prima squadra dei “veterani” lasciare il segno con il goal in acrobazia del delegato Tommaso Luongo, la devastante tripletta del bomber Franco De Luca e le reti di Federico Graziani (lo straniero), di Guido Fusco e del fuoriclasse Fabrizio Erbaggio, per poi far largo ai giovani, con i tre “Vincenzi” vincenti dell’enologia flegrea e non solo, Vincenzo Varchetta, Vincenzo Vivenzio e Vincenzo Di Meo che si sono alternati un goal dopo l’altro, mentre la difesa era ben guidata da Gabriele Pollio che proteggeva la porta presidiata dal “portierone” Gianluca Serpico. Che squadroni e che delegazioni AIS Napoli e Avellino per una grande Campania del Vino! Questo si che significa essere un’associazione!. All’interno del programma ricchissimo di Malazè 2014 abbiamo brindato flegreo con Astro di Cantine Astroni e abbiamo bevuto irpino con i fiano di Tenuta Sarno, Ciro Picariello, Feudo Apiano, Villa Raiano e Masseria Murata per finire con il rosso partenopeo il nostro piedirosso di Cantine Astroni e La Sibilla. Il tutto tra forme di formaggio del caseificio La Malvizza, pane cotto a legna e olio Ravece Feudo Apiano con  una golosa pasta e fagioli e cozze dello chef del Complesso I Damiani.

    Divertimento, buon vino, tifo e…. ABBIAMO VINTO NOI! :-P