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    Vitigno Italia 2013 il video di DigitCampania

    Pubblicato da aisnapoli il 19 - giugno - 2013 Commenta

    Una vetrina per le imprese campane del vino. Un’occasione di incontro con buyers nazionali ed esteri. Un momento di confronto importante per presentare le ultime innovazioni in campo enologico. Tutto questo è VitignoItalia, il salone dei vini e dei territori vitivinicoli italiani, che si è svolto a Napoli, nel Castel dell’Ovo, dal 2 al 4 giugno.

    Duecento aziende provenienti da tutta Italia, 60 quelle campane. Seimila operatori del settore, 25 buyers stranieri. Numeri importanti che sottolineano la crescente esigenza, per le imprese vitivinicole, di implementare le proprie strategie promozionali con il duplice obiettivo di mantenere le quote di mercato già esistenti e trovare nuovi sbocchi commerciali.

    E se è vero che l’attività di promozione è fondamentale, anche i numeri sull’export non presentano dubbi. Le esportazioni di vino campano hanno infatti raggiunto, nel 2011, quota 23 milioni di euro, con un aumento del 20% rispetto all’anno precedente.

    Passeggiando nel trecentesco Castel dell’Ovo è stato possibile degustare ottimi vini e godere di meravigliosi panorami sul golfo di Napoli. Nella parte alta del Castello l’enoteca regionale VignaFelix, dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Campania. Oltre cento etichette, di piccole e medie imprese, in rappresentanza della filiera enologica a marchio collettivo.

    Non sono mancati momenti di degustazione. Quelli enogastronomici e quelli, naturalmente, dedicati al vino. Tra questi, i nuovi progetti della Regione Campania

    E ancora, assaggi di vini suddivisi nei quattro elementi naturali.

    VitignoItalia si conferma sempre più una vetrina di eccellenza per il settore enologico, un punto di riferimento per tutto il Mezzogiorno d’Italia, e non solo. Con numeri in crescita rispetto allo scorso anno.

    L’appuntamento è al prossimo anno. Con altre novità, forti dei 15mila visitatori di questa edizione 2013.

    Anteprima Malazè 2013 – Dall’inferno (o quasi) con amore

    Pubblicato da aisnapoli il 18 - giugno - 2013 Commenta

    Rosario MatteraDi Mauro Illiano

    La natura ha occhi e orecchie ovunque, lì dove l’uomo comune scorge una pietra o un ramo, in realtà v’è ben altro. Gli umani, di tanto in tanto, tendono a ricordare la funzione essenziale che essa assume, ed il risultato di queste rimembranze confluisce nel matrimonio più antico di questo pianeta: quello tra l’uomo e la terra.

    La testimonianza più netta di questo sodalizio è riscontrabile nei tratti di Malazè, vera creatura vivente, evento archeoenogastronomico a simboleggiare lo sforzo più alto dell’uomo di parlare alla sua terra. La storia ci insegna che se l’uomo si rende mezzo per offrire voce alla natura, la stessa natura di certo non si sottrae al suo compito, e come un’eco emula il messaggio di cultura proferito dall’uomo. Tale è la strada impalmata dai creatori di Malazè.

    Per l’anno che corre, nel dì 17 Giugno 2013, il punto di ritrovo onde sussurrare al mondo il patrimonio archeo-eno-gastronomico dei Campi Flegrei, in anteprima, è stato il Purgatorio, ovvero la bocca del Vulcano Solfatara, vera terra di mezzo tra il paradisiaco e l’infernale.

    Tantissimi i testimoni di questa preview, giunta oramai alla sua VIII edizione. Ed importanti i portavoce del messaggio di Malazè; dall’illustrissimo LucianoIl tavolo dei relatori di Anteprima Malazè Pignataro (giornalista de Il Mattino), ai bravissimi Diana Cataldo e Massimo Iannaccone (Campania Stories), passando per la cultura di Albert Sapere (La strada della mozzarella), e la professionalità di Donatella Bernabò Silorata (giornalista ed ideatrice di Wine and the City). Portabandiera storico ed insostituibile dell’evento Rosario Mattera, inesauribile organizzatore e mente di Malazè, vulcano perennemente attivo in terra flegrea.

    Il dibattito di apertura di questa edizione ha preso come titolo “L’ArcheoEnoGastronomia in Campania: territori a confronto”, ed è stato un interessantissimo scorrere di visioni e versioni a confronto, parallelismo prezioso del modo di fare cultura e turismo, e della capacità di comunicare gli stessi valori.

    La SolfataraL’occasione della presentazione dell’evento, che avrà luogo in terra flegrea dal 7 al 17 Settembre, e che vedrà coinvolti molteplici operatori addetti al settore eno-gastronomico e non solo, si è trasformata, in tal modo, in una tavola rotonda sulle nuove tendenze volte alla rivalorizzazione del territorio, la salvaguardia delle tradizioni e la necessità di fare fronte comune onde poter amplificare il messaggio di cultura e qualità proveniente non più da singoli esponenti di un territorio, ma da una crescente comunità che potremmo definire “Maleziani”.

    I cuochi di MalazèE dopo il fluente dibattito, un momento di vero connubio con la natura: cibo e vino offerti all’uomo in un antro che infernal si direbbe se non fosse cotanto divino. La Solfatara per un giorno si è fatta terra d’assaggio delle più desiderabili pietanze dei Campi Flegrei, sapientemente preparate da abilissimi esponenti del mondo del cibo e dintorni.

    Durante l’anteprima ho avuto modo di rivolgere qualche domanda a Rosario Mattera, ideatore di Malazè. Ecco a voi l’intervista:

    -       Perché un giovane imprenditore in Terra Flegrea dovrebbe unirsi a Malazè?

    Per fare sistema, riuscire a sentirsi parte di un gruppo con intenti comuni, e non finire per sentirsi isolato. Malazè è un luogo di incontro e di confronto, ed inoltre offre l’opportunità di affrontare dei  rischi ponderati, attraverso delle sfide da affrontare tutti insieme. L’unione genera delle cose incredibili, ed oggi ne è una testimonianza eloquente: ci sono decine di ristoratori che 4 ore sono proprio nella bocca del vulcano ad una temperatura pazzesca, e lo fanno perché credono in questo progetto. Questo può fare l’unione, portare gli uomini a fare cose che da soli non farebbero mai.

    -       Quali sono le novità di Malazè per l’edizione che si svolgerà a Settembre?

    Come ben sai ogni anno l’offerta aumenta, e ciò grazie alle risorse ed alle idee di quanti ci seguono. Quest’anno ci sarà più spazio per l’arte, ci saranno dei cortometraggi a tema enogastronomico, ci saranno spettacoli, poi sarà proposta l’iniziativa borghi aperti, davvero molto interessante. Mi fa piacere poter annunciare un’iniziativa molto particolare definita “La cucina dei semplici”, che vedrà impegnati dei ragazzi affetti dal morbo di down che ci onoreranno della loro partecipazione al progetto. Poi ci saranno anche delle conferme, tra tutte mi viene in mente l’archeocucina, ma il calendario è fitto di eventi, e non basterebbe un’ora ad elencarli tutti…

    -       Dove trovi gli stimoli, anno dopo anno, per affrontare questa difficilissima impresa?

    Malazè è una sfida personale innanzitutto, un tentativo estremo di rivalutare e dimostrare la ricchezza del territorio flegreo. Non lascerei morire mai di solitudine la mia Terra, e finché ne avrò la forza sarò sempre in prima linea a guidare questa rivoluzione enogastroculturale.

     

    A voi il parterre delle eccellenti firme del gusto di Malazè:   

    RistorantiAbraxas (Pozzuoli), Dal Tarantino (Pozzuoli), Locanda Santò (Pozzuoli), Fish and Fruit (Pozzuoli), Il Rudere (Pozzuoli) La Bifora (Bacoli), Capo Blu (Bacoli), Paolanto (Bacoli), La Marchesella (Giugliano in Campania), La Figlia del Presidente (Napoli).
    Aziende GastronomicheSciardac (Bacoli), Dolci Momenti (Pozzuoli), Antica Distilleria Petrone (Mondragone), Cooperativa Le Lazzarelle (Casa Circondariale Femminile Pozzuoli).

    Aziende Vinicole:  Cantine Babbo (Scalandrone, Pozzuoli), Iovino Antonio (Solfatara, Pozzuoli), Tenuta Matilde Zasso (Contrada La Schiana, Pozzuoli), Contrada Salandra (Coste di Cuma, Pozzuoli), Azienda Agricola Piscina Mirabile (Cento Camerelle, Bacoli), Cantine Farro (Fusaro, Bacoli), La Sibilla (Fusaro, Bacoli), Cantina del Mare (Cappella, Monte di Procida), Cantine Carputo (la Viticella, Quarto), il Cellaio (Quarto), Cantine Grotta del Sole (Quarto), Quartum (Quarto), Il Quarto Miglio (Quarto), Varriale (Posillipo, Napoli), Cantina Agnanum (Agnano, Napoli), Cantine Astroni (Agnano, Napoli), Masseria del Borro (Agnano, Napoli), Colle Spadaro (Pianura), il Castello (Marano), Cantine Federiciane (Marano), Cantina Vigne Flegree (Marano).

    Distillati: Antica Distilleria Petrone 

    Sigari: Il Club del Toscano

    Banco degustazione con i sommelier dell’Associazione Italiana Sommelier delegazione di Napoli

    21 Giugno, A tavola con il Sangiovese a La Grotta Vineria

    Pubblicato da aisnapoli il 18 - giugno - 2013 Commenta

    A tavola con Il Sangiovese

    Parleremo soprattutto del Sangiovese, uno dei vitigni più diffusi nel nostro paese, con questo nome siamo abituati a semplificare e unificare i caratteri varietali di un vitigno estremamente duttile, di grande produttività, facilmente acclimatabile in terreni diversi, di grande produttività, ma che ,a seconda delle particolarità del suolo e del rapporto di questo con il microclima, produce vini qualitativamente diversi.

    17 Giugno Anteprima Malazè al Vulcano Solfatara

    Pubblicato da aisnapoli il 16 - giugno - 2013 Commenta

    1015557_665252750157669_504928606_oLunedì 17 giugno alle ore 17.30 saremo al Vulcano Solfatara di Pozzuoli per l’anteprima della VIII edizione di Malazè, l’evento archeoenogastronomico flegreo in programma dal 7 al 17 settembre prossimi. La serata vuol essere occasione di confronto sull’eno-gastronomia in Campania con il dibattito “L’ArcheoEnoGastronomia in Campania: territori a confronto” a cui parteciperanno Luciano Pignataro, giornalista de “Il Mattino” ed ideatore e curatore del wineblog lucianopnataro.it, Diana Cataldo e Massimo Iannaccone di “Campania Stories”, Albert Sapere di “Le Strade della Mozzarella”, Donatella Bernabò Silorata, giornalista e ideatrice di “Wine& the City” e Rosario Mattera, ideatore ed organizzatore di “Malazè” che spiega: . Dopo il dibattito, degustazione al centro del vulcano con piatti della cucina flegrea, assaggio di cucina geotermica e dei vini doc Falanghina e Piedirosso dei Campi Flegrei.

    Eccovi i nostri grandi AMICI della gastronomia, tutti insieme per Malazè
    Per finire: Antica Distilleria Petrone e gli amici di Il Club del Toscano
    Ristoranti: Abraxas (Pozzuoli), Dal Tarantino (Pozzuoli), Locanda Santò (Pozzuoli), Fish and Fruit (Pozzuoli), Il Rudere (Pozzuoli) La Bifora (Bacoli), Capo Blu (Bacoli), Paolanto (Bacoli), Sud (Quarto), La Marchesella(Giugliano in Campania), La Figlia del Presidente (Napoli).
    Aziende Gastronomiche: Sciardac (Bacoli), Dolci Momenti (Pozzuoli), Antica Distilleria Petrone (Mondragone), Cooperativa Le Lazzarelle (Casa Circondariale Femminile Pozzuoli).Partecipa anche il Club del Toscano (Degustazione di sigari italiani a cura dei relatori del Club del Toscano).

    Eccovi i nostri grandi vignaioli, tutti insieme per malazè…!!!
    Cantine: Cantine Babbo (Scalandrone, Pozzuoli), Iovino Antonio (Solfatara, Pozzuoli), Tenuta Matilde Zasso (Contrada La Schiana, Pozzuoli), Contrada Salandra (Coste di Cuma, Pozzuoli), Azienda Agricola Piscina Mirabile (Cento Camerelle, Bacoli), Cantine Farro (Fusaro, Bacoli), La Sibilla (Fusaro, Bacoli), Cantina del Mare (Cappella, Monte di Procida), Cantine Carputo (la Viticella, Quarto), il Cellaio (Quarto), Cantine Grotta del Sole (Quarto), Quartum (Quarto), Il Quarto Miglio (Quarto), Varriale (Posillipo, Napoli), Cantina Agnanum (Agnano, Napoli), Cantine Astroni (Agnano, Napoli), Masseria del Borro (Agnano, Napoli), Colle Spadaro (Pianura), il Castello (Marano), Cantine Federiciane (Marano), Cantina Vigne Flegree (Marano). Banco degustazione con i sommelier dell’Associazione Italiana Sommelier delegazione di Napoli

    assemblea

    A TUTTI I SOCI DELL’ASSOCIAZIONE SOMMELIER CAMPANIA LORO SEDI

    La S.V., nella qualità di socio dell’ ASSOCIAZIONE Sommelier Campania, è invitata a partecipare all’ Assemblea generale dei soci che si terrà presso l’Hotel Cerere, Via Laura Mare 15, Paestum (Sa), in prima convocazione alle ore 6,30 del giorno 16/06/2013 e alle ore 17,00 del giorno 17/06/2013 in seconda convocazione, per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno:

    1. Approvazione bilancio consuntivo al 31/12/2012
    2. Approvazione bilancio preventivo 2013
    3. Relazione del Presidente AIS Campania
    4. Relazione dei Revisori Contabili

    Si comunica che:il bilancio al 31/12/2012 redatto dal C.D. è a disposizione dei soci presso la sede dell’Associazione
    In nessun caso sono ammesse deleghe

    IL PRESIDENTE AIS CAMPANIA
    Nicoletta Gargiulo

    Al termine dell’assemblea sarà distribuita a tutti i soci la “Guida alle aziende vitivinicole e vinicole della Campania” a cura di Regione Campania (SeSIRCA) e Associazione Italiana Sommelier Campania, inoltre sarà allestito un banco d’assaggio con i vini presenti in guida.

    Immaginate di svegliarvi una mattina e non trovare più nessun simbolo della nostra napoletanità: niente più caffè espresso, niente più sfogliatelle, addio pastiera e pizza, cancellati dialetto e tradizioni… e immaginate anche una memoria storica totalmente cancellata, dai Greci a Maradona!

    Girare per le strade senza più i profumi e i colori di Napoli non sarebbe facile da accettare e per quanto possiamo spingere la nostra fantasia, sarebbe inammissibile non avere più quello che ci passa avanti agli occhi, purtroppo, con indifferenza.

    Partendo da questo “incubo”, per stigmatizzare la paura, l’associazione NarteA grazie alla vittoria del bando sulla “Creatività” indetto dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli, propone MòNapoli il 21, 22 e 23 Giugno 2013.

    MòNapoli, riconducibile per assonanza al celebre gioco da tavola, vuole essere una prova di orgoglio identitario, una provocazione culturale… un insieme di cose che ha la “presunzione” di voler provocare i partecipanti a dimostrare che a Napoli la Napoletanità esiste ancora…

    E voi? Siete disposti a dimostrare quanto conoscete le vostre origini e la vostra città?

    Scarica qui il Regolamento per partecipare

    Cantina-Terre-del-PrincipeWeek end del 22 e 23 giugno interamente dedicato a libri e vino a Terre del Principe (Castel Campagnano CE).
    Sabato 22 alle ore 18, presentazione del volume “Moderne cantastorie”, edito da Valtrend: racconti “al femminile” scritti da donne impegnate a vario titolo nel mondo dell’enogastronomia: undici racconti, sei testimonianze, quattordici “vite” di donne che rifiutano la sopraffazione e la violenza.

    Domenica alle 11,30, invece, chiacchierata tra Manuela Piancastelli e Franco De Luca per presentare l’opera prima di De Luca “Niente finisce mai” edito da Guida, composto da tre racconti.

    Entrambe le presentazioni avranno luogo nella Bottaia storica aziendale dell’Anno Mille e saranno seguite da una visita alla stessa e da un brindisi.

    BOTTAIA STORICA TERRE DEL PRINCIPE, piazza Municipio, Castel Campagnano CE
    Info: 0823.867126; 348.6400465. Ingresso libero

    Foto Karen Phillips

     Di Annito Abate

    Il programma del Master continua, prosegue la poliedrica visione della Campania del Vino, intra moenia ed extra moenia, raccontata, con piglio olistico, da 5 grandi attori, ognuno con la sua parte, ognuno con il suo carattere, una “rappresentazione” in 4 Atti + 1 per emozionare il pubblico degli appassionati:

    • Primo Atto , Pierpaolo Sirch, in … “L’Agronomo”
    • Secondo Atto, Luigi Moio, in … “L’Enologo”
    • Terzo Atto, Manuela Piancastelli, in … “Il Comunicatore” (le voci di “dentro”)
    • Quarto Atto, Piero Mastroberardino, in … “L’Economista”
    • Atto Conclusivo, Armando Castagno, in … “Il Comunicatore” (le voci di “fuori”)

     

    Quarto Atto: Piero Mastroberardino, in … “L’economista”

     

    piero mastroberardinoSe proprio si vuole rispondere a domande dal “classico” milione di dollari, pardon, oggi è più vantaggioso dire euro, tipo “Cosa siamo?”, “A che punto siamo?” e, addirittura, “Quali prospettive abbiamo?” si consiglia di consultare discipline specifiche: economia e statistica, materie che il Prof. Piero Mastroberadino, conosce ed insegna, con grande maestria, armonizzando teoria e pratica.

    Attraverso analisi che in questa sede, ovviamente, saranno omesse si arriva alla consapevolezza della rilevanza di un Comparto, quello del vino, che presenta una depressione dei consumi interni e, quindi, una ovvia derivata transfrontaliera, uno “sguardo” verso i mercati esteri che “pesa” circa il 13% del valore delle esportazioni della nostra Cara “Penisola Affacciata Sul Mar Mediterraneo”.

    Per inciso, l’Italia ha il suo peso nel Mondo del Vino in quanto culla di questa cultura; proprio i Romani (quelli antichi) hanno spostato in avanti l’asse dell’evoluzione del “Nettare di Bacco” razionalizzando il processo ed in questo scenario proprio la Campania Felix (per vari motivi) diventa, nel tempo, il momento fondante della cultura del vino nel mondo conosciuto (si può anche dire del mondo intero visto che, ad esempio, gli Indiani d’America nemmeno ci provavano a pensare che il succo dell’uva potesse essere fermentato).

    Degustazione SeminarioTornando alla “disciplina” si deve prendere coscienza di uno squilibrio derivato dall’eccedenza e dal potenziale di assorbimento del mercato che, a loro volta, derivano da un consumo che “giace”, da tempo, al di sotto della produzione; in pratica si fa molto più vino di quanto se ne beve e questo genera dinamiche di competizione che portano a conseguenze dirette sulla qualità dei prodotti.

    Non è complicato se non si perdono i passaggi!

    Ci vorrebbe un’attività incisiva di sostegno al consumo, stando attenti a mantenere un “approccio soft”, delicato insomma, nella consapevolezza che il vino contiene alcol e che quindi il “bere moderato” deve essere un indicatore importante da considerare; allora è nella consapevolezza che il vino è moderazione, ricerca di stile ed equilibrio che risiede la vera forza del messaggio da far passare: degustare, infatti, non è bere ma è un modo di essere, una maniera per fare, e vivere, cultura.

    Primo messaggio fondamentale: i mercati esteri sono diventati determinanti per il mantenimento della filiera.Batteria dei vini in degustazione

    Si cela un “ma” dietro questo enunciato che dipende dalla capacità di “penetrare” il “mercato”, non volendo attingere alla “disciplina” si può dire che dipende dalla capacità di arrivare alla “torta”.

    Il settore vitivinicolo è estremamente polverizzato, le Aziende in Italia superano il milione di unità, di queste più di 40mila sono Cantine; sono decine le migliaia di operatori che popolano il mercato e di questi le Cooperative sono quelle che hanno la maggiore “bocca di fuoco”, sono grandi e concentrano capitali (in genere il fatturato supera i 500 milioni); per trovare una Cantina singola e privata bisogna scorrere la graduatoria anche fino al sesto o settimo posto con circa 150 milioni di fatturato.

    Secondo messaggio fondamentale: il mondo del vino, in Italia, è fatto di microimprese che, spesso, non dispongono di una struttura adeguata per affrontare una internazionalizzazione; tale aspetto è, oggi, oggettivamente, un elemento di intrinseca debolezza che si trasforma però in “fascino” per il comunicatore che spesso esalta questo aspetto, insomma è una sorta di “favola” che serve a colmare un evidente gap della filiera produttiva.

    Il “messaggio del vino” è estremamente soggettivo, personale, è spesso fatto di strette di mano, incontri, seminari, un guardarsi negli occhi, una vera comunicazione “B2B”, come si usa dire, che non può essere delegata. La componente socio culturale, nel vino, è fondamentale. Tutto questo si traduce in una organizzazione aziendale che deve mettere a disposizione risorse non facilmente reperibili per chi è “piccolo” e “lontano”.

    I dati distributivi sono tutti in sofferenza, le enoteche ed il cosiddetto settore HO.RE.CA. arrancano; aumenta il consumo a casa e si cercano altri canali, ci si rivolge al “moderno” ed all’efficiente, alla Grande Distribuzione Organizzata, una realtà fortemente concentrata che si è strutturata in grandi insegne affiliate.

    Terzo messaggio fondamentale: bisogna sostenere i consumi interni per sostenere la filiera in modo da aumentare la “massa critica”.

    In Campania, ad esempio, la filiera non regge, solo in Irpinia esistono circa 200 Cantine, la competizione è forte, il prodotto è molto ed i consumi interni sono molto minori dell’offerta.

    La vocazione viticola della Provincia di Avellino è straordinaria: su circa 6.400 ettari circa 2.700 ricadono in Zone a Denominazione di Origine, più del 40%, è, quindi, una attitudine reale del territorio; ma quante Cantine vediamo sul mercato estero? Un numero compreso tra il 5 ed il 10% e di queste quanto riescono a fare “esportazione strutturata”, cioè basata su relazioni dirette? Bisogna essere preparati!

    il Seminario«Vi racconto di una manovra a tenaglia per distruggere l’immagine del Vino, un Taurasi DOCG» dice Piero Mastroberardino con la sua esperienza da “vendere” «si presentano in una piccola Azienda Vitivinicola ed acquistano una partita di prodotto di eccellenza ma in eccedenza, con presunto beneficio per la Cantina stessa». Con il pubblico, ormai, attento e curioso la storia continua « im seguito, all’altro capo del mondo, le bottiglie acquistate all’origine vengono affiancate, sullo scaffale, ad una “private label” che è stata imbottigliata da un intermediario e che viene venduta, in comparazione, ad un prezzo notevolmente inferiore. Quale Vino sarà venduto di più?».

    La morale la racconto io: stesso prodotto, stesso scaffale, prezzo dimezzato per la “private label”, il Vino comprato in Italia dal Produttore, che ha pensato di aver trovato, appunto, l’America non finirà mai nel circuito auspicato ed anche ipotizzato (la ristorazione ad esempio) e sarà destinato a “vivere” tristemente su uno scaffale senza essere, forse, mai acquistato perché vicino c’è l’etichetta civetta. Morale della morale? Come ottenere grandi profitti da piccoli margini, un vantaggio per l’economia del Paese, non l’Italia!

    L’invito, allora, è di comunicare le cose per come stanno davvero, è di essere meno ingenui.

    Quarto messaggio fondamentale: il miglior vino non si fa dove non arriva nessuno ma dove, invece, esiste una organizzazione strutturata che investe, anche in ricerca; se la filiera è precaria, tale condizione si propagherà su ogni attore della stessa. L’invito è la cautela contro la voglia di “aggressività” del mercato, un “no” ai finti e facili guadagni che si trasformano in grandi “perdite” dell’’immagine collettiva.

    L'intervista di Franco De Luca a Piero Mastroberardino«Il Taurasi è un vino di montagna e tali caratteristiche territoriali devono emergere nel bicchiere» dice Piero Mastroberardino «esistono bottiglie che hanno almeno dieci anni sulle “spalle” e che dimostrano di essere fini, eleganti». Alcune espressioni di questo “nobile” prodotto tendono, invece, a proporlo con fattori di una certa “aggressività”, quasi snaturandolo.

    Ma cosa ne pensa l’economista dei cosiddetti vini naturali? «Ci sono più risposte del mercato, il tema della sostenibilità ha le sue fasi, in quella di “lancio” c’è una grande confusione, ognuno crede di avere lo slogan vincente, si pensi a “green economy” ad esempio. Considero “biologico” un vocabolo privo di significato e “biodinamico” una classica economia di nicchia per ridurre l’intensità competitiva. I disciplinari prevedono già dei controlli ed un’affermazione di qualità».

    Non c’è che dire una sagace argomentazione in perfetta linea con il tema della giornata.

    Quinto messaggio fondamentale: quello che tutela la filiera è il guardare alla sostenibilità dalla vigna al bicchiere. Va, poi, affermata l’unicità del prodotto, la non replicabilità del “sangue della terra” (per dirlo alla contadina), unico connubio per ottenere la “complessità”.

    In sala tutti i calici sono stati riempiti con i “gioielli della Famiglia Mastroberardino”, nei bicchieri l’espressione del territorio voluta dal Produttore/docente di economia, espressione delle massime eccellenze in fatto di D.O.: Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Taurasi.

    Il Prof. ci ha regalato proprio una bella Lezione!