Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

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Buona Pasqua dall’Ais Napoli!

Pubblicato da aisnapoli il 18 - aprile - 2014 Commenta

Buona-Pasqua-dallAis-Napoli

Auguri di una serena Pasqua a tutti…Che il casatiello sia con voi! (T.L.)

Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 03 mag 2014 al 03 mag 2014 alle ore:09:30

      Dal 3 Maggio, “20 ANNI di DOC”, Auguri Campi Flegrei! Ciclo di appuntamenti in vigna con Ais Napoli e Malazè

      Mancano: 12 giorni e 03:41 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
    • dal 10 mag 2014 al 31 mag 2014 alle ore:09:00

      “Il Corpo del Vino”, corso di aggiornamento Ais Campania per sommelier a cura di Armando Castagno

      Mancano: 19 giorni e 03:11 ore.
  • Video

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    A tavola con il produttore Natale Baricchi

    Pubblicato da aisnapoli il 19 - aprile - 2014 Commenta

    Logo 20 ANNI DOC Campi FlegreiASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER DELEGAZIONE DI NAPOLI

    AIS Napoli e Malazè

    presentano

    “20 ANNI di DOC, l’orgoglio della vigna”

    Quest’anno ricorrono i vent’anni della Denominazione di Origine Controllata Campi Flegrei. Vogliamo celebrare quest’anniversario con un’iniziativa “semplice”, senza lustrini e paillettes… Un ciclo di appuntamenti in vigna per incontrare i protagonisti veri di questo territorio: i produttori flegrei che con la loro testimonianza quotidiana, fatta di passione e sacrificio, contribuiscono a valorizzare e a difendere questo luogo di resistenza contadina.  A partire dal 3 Maggio e fino a Dicembre 2014 visiteremo tutte le aziende del distretto vitivinicolo flegreo che si sono dichiarate disponibili a partecipare alla nostra iniziativa, aggregate per aree geografiche contigue, sia per caratteristiche dei terreni che per specificità microclimatiche. Sabbie vulcaniche, mare e natura sono i marker di un terroir unico, spalmato su di un areale di 120 ettari, fatto di tante piccole perle, sottratte coraggiosamente al dilagante morbus aedificandi. Basta metterle in fila per farne una bellissima collana! Noi ci proviamo… Partiamo con una splendida accoppiata: Agnanum di Raffele Moccia e Monte Spina di Antonio Iovino. Da una parte i cigli sabbiosi del cratere degli Astroni, oasi naturalistica del WWF, e dall’altra i terrazzamenti del versante puteolano del Monte Spina con la seicentesca cantina (recentemente ristruttura) di Torre Pignatelli. Una visita congiunta durante la quale avremo l’opportunità di “camminare le vigne” in compagnia di un sommelier Ais Napoli e guardare negli occhi i vignaioli mentre degustiamo il frutto del loro lavoro.

    Appuntamento Sabato 3 Maggio ore 9.30, uscita tangenziale Agnano nei pressi della rotonda subito dopo il casello.

    Visita con mezzi propri. Si consiglia di indossare scarpe comode e cappellino

    info e prenotazioni: Anna Ciotola, referente Campi Flegrei

    347.6687800 annaciotola@hotmail.com

    Tanti auguri Campi Flegrei!

    Tommaso Luongo Delegato Ais Napoli

    IMG_20140407_110248Di Mariachiara Filosa (alias Maki Flo)

    VeronaFiere. Domenica 6 aprile ‘14. Ore 9,30. Il sole che mi lambisce le braccia e un caldo che mi accarezza l’anima… Sarà forse emozione? Ed eccomi lì, dopo tanta attesa all’ ingresso San Zeno in Viale del Lavoro… Ad accompagnarmi il mio piccolo bagaglio di esperienza, una mente sempre in ebollizione, affamata di idee, curiosa di novità!
    Circondata dal brusio di tanta gente, persone di ogni dove, inglesi, francesi, tedeschi, cinesi, giapponesi… una vera Torre di Babele all’ombra di un edificio di nuova costruzione… e poi alzo gli occhi al cielo e finalmente realizzo “Vinitaly 2014”!!! Ecco sì, ci sono! Arrivata in quel luogo sacro che per chi come me, fa del vino una linfa, è un po’ la “Mecca” , quasi fosse il “primo pilastro”, l’annuale pellegrinaggio che cade ad Aprile, una tappa obbligatoria del viaggio “esperenziale” nel mondo di Bacco per ogni bevitore buongustaio che si rispetti! Eccitazione, adrenalina, batticuore… E poi eccomi lì immersa in un caos, sì esattamente… Tanti padiglioni, grandi ciascuno all’incirca quanto Piazza Plebiscito e l’imbarazzo della scelta… Vininternational, padiglioni regionali, degustazioni guidate, percorsi sensoriali, neo-esperienze gusto-olfattive, vini premiati e chicche enologiche… Per non parlare dell’ eccellenza gastronomica… Chef stellati, pranzi luculliani e abbinamenti insoliti!
    IMG_20140407_111835Insomma da dove cominciare? E voi cosa avreste scelto?!? Ho deciso di cominciare da un paese in cui il turismo vitivinicolo affascina sempre più… Il Sud-Africa! Chenin/Grenache Blanc, Sauvignon Blanc, Shiraz, Cabernet Sauvignon, il vitigno autoctono Pinotage… Lasciandomi catturare dalla verve delle sorelle Brutus, fondatrici della “Seven Sisters”, mi son fatta guidare alla scoperta dei vini della West Coast, territorio caratterizzato da estati calde, poco umide con temperature che si aggirano dai 25 ai 35 gradi Celsius ed inverni dalla piovosità media annuale che si aggira tra i 450 mm e i 600 mm, vini che sorprendono per il loro basso contenuto alcolico e bassa acidità. La varietà che mi ha colpito di più? La Bukettraube, creata in Germania, che dà vita ad un vino fresco, fruttato, facile da bere e che a differenza degli altri presenta una notevole acidità… L’ Odelia 2013 una scoperta olfattiva che ti riporta alla brezza dell’ Atlantico!
    Lasciata l’ Africa, son tornata in Europa dalle mie amate bollicine, incuriosita dallo champagne Louis de Sacy! Una delle degustazioni forse più emozionanti di quest’esperienza veronese: dapprima il Brut Zéro Cuvée Nue, Pas Dosé, in cui il Pinot Nero prevalente dona una spiccata morbidezza… Ma il segreto di cotanta bontà non mi viene svelato da Alain Sacy, erede di una famiglia da oltre 12 generazioni vignaioli e da sole 3 di champagne… Riesco a farmi svelare solo piccoli particolari: e’ a Verzy , sulle montagne di Reims che nasce questa bottiglia dal packaging singolare, con una sola etichetta sul lato posteriore da cui traspare il nome della cuvée, esaltando così il perlage delle bollicine! Arrivo poi al Brut Grand Cru, champagne di grande equilibrio, in cui note di frutti rossi ed agrumi del Pinot Nero e Pinot Meunier lasciano il passo a note di spezie, date dallo Chardonnay, di cui il 10% è stato invecchiato in barrique! Ed eccomi al terzo, lui che più mi ha intrigato, il Brut Grand Cru Rosé, dal color rosa salmone, con un perlage fine e persistente, un rosé d’ assemblage , di cui il 90% di Pinot Nero e il 10% di Pinot Meunier con note evidenti di bacche selvatiche e pepe rosa… Ed una punta di tabacco… L’ho immaginato protagonista di un aperitivo estivo con una tartare di tonno e scampi! Ed infine concludo il mio “battesimo in Champagne” con il Brut Premier Cru Millésimé 2008, 50% Pinot Nero e 50% Chardonnay … Una vera composta di frutta matura al naso, raffinato, maturo ma non entusiasmante da eleggerlo tra i miei preferiti!
    IMG_20140407_112043Entusiasta ho continuato sulla scia del metodo classico ed ho degustato una vera rarità… L’ Arcano, Franciacorta della famiglia Gatta, con l’ 80% Chardonnay e il 20% Pinot Nero, un incontro di sensi, di cui non basta un calice per apprezzarne le qualità organolettiche, uno spumante in continua evoluzione e perché no, diciamolo pure, uno di quelli di cui la flûte non può mai essere vuota!
    Et dulcis in fundo… La degustazione più impegnativa ed entusiasmante in compagnia di Francesca, Peppe, Cira e Massimo Florio, che come un abile Caronte ci ha guidati dalle sponde del fiume Oglio, a quelle del fiume Adda… Dalla Franciacorta alla Valtellina! Un invito nel salotto della Lady del vino, la Signora Pia Donata Berlucchi, una vera nobildonna d’ altri tempi che con il suo savoir-faire ci ha condotti alla scoperta del Franciacorta Brut Millesimo 2007, una serie limitata che dopo sette anni di attesa si presenta oggi all’apice perfetto della sua maturazione. Il Freccianera, nato da una piccola partita di Franciacorta con una netta prevalenza di Pinot Bianco su Chardonnay e Pinot Nero come quella del 1977, festeggiata dalla mano del più grande designer del panorama italiano Franco Maria Ricci (N.d.A. da non confondere con l’editore di Bibenda) che ha firmato le 7.000 bottiglie in serie limitata con una variante dell’etichetta originale. Dal ’77, anno del primo millesimato di Fratelli Berlucchi, al 2007, anno della sua vendemmia. Un numero “sette” che si ripresenta come segno di perfezione in equilibrio tra la storia e la modernità. E lei, la signora Pia Donata, da vera “padrona di casa”, ci ha spiegato che quello che oggi rappresenta lo stile austero ed elegante della famiglia Berlucchi, 37 anni fa si chiamava “Etichetta Nera”, premiato come prodotto e riconosciuto come la più bella etichetta italiana fra gli spumanti a metodo classico… Unica pecca?!? La temperatura di servizio… Troppo caldo, ma quanto basta per valorizzarne la grandezza stilistica!
    Insomma, un incontro che ha cambiato la mia prospettiva ed accresciuto la mia voglia di continuare a credere in ciò che faccio, un ottimismo contagioso trasmessomi dalla forte caparbietà e volontà tenace della Signora del Franciacorta, definita dai più “lady di ferro”! E ad oggi nella mia piccola esperienza nel “varietale” mondo del vino, posso affermare che nessun obiettivo è irraggiungibile, anzi, le difficoltà rendono ancor più interessante il percorso… In ascesa mi auguro!!!
    Grazie Vinitaly 2014… Ed in alto sempre i calici!!!

    Mi chiamo Roberto Cipresso, faccio vino….sono un winemaker

    Pubblicato da aisnapoli il 17 - aprile - 2014 Commenta

    Mi chiamo Roberto Cipresso, faccio vino….sono un winemaker

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    Il progetto

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    Negli anni di lavoro e ricerca mi sono imbattuto con vitigni arcaici creduti ormai perduti, della cui esistenza si tramandava spesso solo negli scritti epici degli autori latini e greci, o le cui evoluzioni nel tempo avevano del tutto perso le caratterizzazioni originali. Marsiliano, Felix, Ellenicum e altri, vini che ho potuto vivere e raccontare solo nei libri, ma troppo lontani dalle logiche del mercato e del profitto per poter immaginare di produrli e farne del business.

    Solo la passione mi ha portato quindi ad andare avanti ad investire nella ricerca su questi vitigni, arrivando a far riprodurre in un piccolo orto alcuni tralci ritrovati nei Campi Flegrei, tra le rovine dell’antica villa di Cesare, e a studiarne i frutti nella cantina/laboratorio di Winecircus. Un percorso affascinante, ma senza possibilità di essere condiviso con i milioni di appassionati di vino nel mondo. Almeno fino ad oggi.

    La scoperta del crowdfunding mi è stata di ispirazione per pensare a come poter condividere questo percorso. Nasce così l’idea di Temporibus, un progetto di ricerca, che merita di essere condiviso con tutti coloro i quali in un bicchiere di vino cercano di comprenderne il percorso.

    L’obiettivo della campagna di crowdfunding è quello di aggregare una comunità di appassionati desiderosa di recuperare i sapori e i profumi di antichi vitigni ormai perduti, arrivando a coprire i costi necessari alla produzione di un quantitativo limitato di bottiglie di vino.

    Se la campagna avrà successo, solo chi avrà partecipato potrà degustare le pochissime bottiglie che potremo produrre, perché nessuna di queste bottiglie verrà mai venduta.

    Vinum Giulii – Il vino di Giulio Cesare

    20140404142204-globoQuello che vorrei realizzare insieme a voi è un vino che racconta dell’antica Roma, portandoci indietro nel tempo. Il vino che Giulio Cesare nella sua Villa nei Campi Flegrei usava bere insieme ai suoi Senatori nelle cene luculliane.

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    Il budget

    Allo stato attuale per poter produrre, imbottigliare e condividere con voi appassionati circa 1000 bottiglie (0,50cl) dalle viti recuperate dalla villa di Giulio Cesare occorrono almeno 20 mila euro:

    Circa 4 mila euro per vinificazione e imbottigliamento
    Circa 6 mila euro per bottiglie e packaging
    Circa 10 mila euro per i costi di gestione, il supporto alla campagna, le fee di INDIEGOGO e PayPal.
    Tutto quello che eventualmente riusciremo a raccogliere in più sarà completamente reinvestito nella ricerca per avviare un secondo percorso di riscoperta da condividere insieme ed eventualmente anche un terzo.

    Cosa otterrete

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    La policy di INDIEGOGO, che non permette di dare alcolici come riconoscimenti in cambio delle donazioni, ci ha fornito lo spunto per pensare a dei riconoscimenti che fossero ancora più coerenti con lo spirito di ricerca che anima il progetto Temporibus.

    Il riconoscimento per il vostro contributo al progetto sarà l’entrare a far parte del club Winecircus, creato appositamente, ricevendo una tessera nominativa del club diversa in base al valore della donazione che avrete fatto. L’essere entrati a far parte di questo nuovo club vi darà il diritto poi di richiedere a Winecircus di ricevere con il 100% di sconto un preciso quantitativo di bottiglie di Vinum Giulii.

    Questo il link della campagna

    24 Aprile, Toscana da bere e da gustare da Grangusto

    Pubblicato da aisnapoli il 17 - aprile - 2014 Commenta

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    La carovana dell’AIS in terra Veronese…ed è Champagne MOB

    Pubblicato da aisnapoli il 15 - aprile - 2014 Commenta

    Champagne MOB

    Di Roberta Porciello

    Ci sta un francese, un veronese e un napoletano…no non vi voglio raccontare una barzelletta ma la “vera” novità di questo Vinitaly 2014. Non solo Vininternational e Vinitalybio, lunedì girando per i padiglioni non si parlava d’altro: il made in Naples, ideato da Tommaso Luongo e dall’Ais Napoli, ovvero lo Champagne MOB.

    Come ogni Flash-Mob che si rispetti, luogo e orario viaggiano poco prima solo sui social…Ore 15:00Mangalica e Mozzarella un misterioso tweet  “ore 19 Piazza Erbe n.24, Tommaso”, il messaggio recitava più o meno così. Un solo indizio, una frase, con un “misterioso” punto di partenza: “Nel segno di EMME”. Arriviamo alla meta agognata e ci accoglie lo staff al gran completo dello Champagne Mob in felpa d’ordinanza, poi iniziamo a scoprire, poco alla volta, tutte le EMME della serata…M come Mozzarella, M come Magnum, M come Mangalica, perfino M come il pane tradizionale di Stefano Pagliuca  plasmato a forma di emme per l’occasione, ed infine M come il nostro grande presidente AIS Antonello Maietta.

    the end!

    Lo Champagne MOB sbarca nel cuore di Verona, per un viaggio nel terroir francese a colpi di magnum, in abbinamento con Mozzarella di Bufala Campana Dop e Prosciutto ungherese di Mangalica. E alla fine ci si ritrova tutti al Bloom Cafè sotto la statua della Madonna a Piazza Erbe, calici in mano pronti per brindare, abbiamo 6 champagne che ci aspettano.

    La degustazione parte con lo champagne L’Accomplie di Savart  [80% PN e 20% CH], un sorso ricco e piacevole che coniuga con eleganza il frutto del Pinot Noir assieme alla freschezza agrumata dello Chardonnay. Poi il è il turno di un interessante BdB con lo champagne Bonnet-Gilmert brut cuvée Grand Cru [100% CH], una beva succosa dai toni agrumati intervallati da spunti gessosi. Si continua, a tambur battente, e si stappa Marie Noëlle Ledru, la Signora del Pinot nero con lo champagne Grand Cru Extra Brut, dall’intensa e lineare mineralità Ambonnay style che abbraccia con virilità una materia tanto soffice quanto importante. La serata è ancora lunga ed è il turno di Jean Vesselle Brut Reserve Grand Cru, [80% PN, 20% CH], mix esplosivo di naso “tutti frutti” e bocca cremosa. E mentre il nostro Charcutier, al secolo Salvatore Cautero, continua imperterrito ad affettare a mano il pregiato prosciutto di maiale pecora noi passiamo con nonchalance al quinto champagne con il R&L Legras Brut NV, un fragrante intreccio al naso di gesso, agrumi e frutta a polpa bianca con un’energica tensione gustativa sostenuta da guizzante acidità. Per l’ultimo “botto”, saliamo sulla Montagna di Reims con la maison Berèche & Fils e il Réserve Brut s.a. E’ questa una cuvée formata da Pinot Noir, Pinot Meunier e Chardonnay in ugual proporzione, grande energia e profondità, con un frutto carnoso e un finale decisamente sapido. “Chi beve e mangia bene, dorme bene, chi dorme bene, non pecca, chi non pecca va in paradiso. Perciò, se vogliamo andare in paradiso, beviamo e mangiamo in modo eccellente”…W gli Champagne MOB, W l’AIS e specialmente [sono di parte] l’AIS NAPOLI.

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    Di Ernesto Lamatta
    Sabato scorso abbiamo dato vita alla prima tappa del “La Terra Dei…Vini”, EnoGiro della Campania che, nelle intenzioni dell’Ais Napoli, vuole toccare molte aree vitivinicole (e non solo) della nostra regione, alla ricerca di aziende e persone che si sono messe in evidenza per le loro produzioni di qualità. Non potevamo iniziare meglio con la vulcanica personalità di Giuseppe Pagano, patron della azienda agricola San Salvatore 1988, che ci ha fatto ripercorrere la sua lunga e variegata esperienza imprenditoriale che spazia dall’ agricoltura all’edilizia, dall’allevamento alla viticoltura. “Tutto quello che si inizia con passione, mirando diretti all’obiettivo, può essere realizzato” questo il motto che ha sempre accompagnato quest’uomo che proprio perché ” proveniente da una terra dove non c’e’ niente”, ha deciso di iniziare a creare! Chissà quante altre cose ancora ci regalerà l’instancabile e produttivo DNA di Giuseppe! Ci sarebbe tanto da raccontare di una giornata piena zeppa di emozioni, non solo legate al vino, tutte con un solo filo conduttore: la voglia di fare. In sala degustazioni, affacciati sugli ordinati filari, le nostre papille sono state inebriate dapprima dal Cecerale Fiano IGP Paestum, prodotto senza solfiti aggiunti, fresco e sottile, piacevole e persistente, poi in seconda battuta, il Pian di Stio Fiano IGP Paestum bianco, cru dell’azienda, un bianco di carattere, di grande freschezza e dal finale minerale di lunga persistenza, di seguito il Vetere Aglianico Rosato IGP Paestum, tra i pochi che sanno rispettare in pieno le sensazioni olfattive e gustative tipiche della tipologia con una discreta ed elegante persistenza, per poi arrivare al Jungano Aglianico IGP Paestum, di grande polpa ed espressione mediterranea del territorio, seguito poi dal Gillo Aglianico IGP Paestum Riserva  che con un ampio quadro olfattivo e gustativo, persistente e fitto, esibisce con fierezza l’appartenenza al grande vitigno campano. A conclusione dell’EnoGiro abbiamo fatto, sulla via del rientro a Napoli, tappa golosa a Paestum con la mungitura delle bufale e la spiegazione delle fasi necessarie alla produzione della Mozzarella di Bufala Campana Dop presso il rinomato Caseificio Barlotti.

    Un saluto a chi ha partecipato ed … arrivederci alla prossima tappa: non finisce qui!

    Foto di Anna Ciotola

    Vinitaly 2014, il video di NapoliVillage

    Pubblicato da aisnapoli il 13 - aprile - 2014 Commenta