Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

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Gli eventi dell'AIS Napoli
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    Champagne, soprattutto champagne

    Pubblicato da aisnapoli il 26 - aprile - 2018 Commenta

    da-dosnonDi Mauro Illiano e Ivan Marchitiello

    Ore 16.05, un mini van della Ford è fermo al casello autostradale di Dormans, Nando fuma la sua prima sigaretta in terra franca, e un vento gelido spira tra i bassi vigneti che avvolgono le case intorno. Un solo giro di lancette lunghe e arrivano Olivier e Marianne a bordo del loro pick-up carenato; un cenno d’intesa e siamo già a ruota del nostro timoniere. Ore 16.20, siamo riuniti nella saletta di degustazione di Vatel, piccola azienda di Verneuil. Gli assaggi si susseguono compulsivi tra un apprezzamento e l’altro. Poco il tempo lasciato ai commenti, tant’è che alle 17.50 siamo già in rotta verso le mura di Bouché, autentico tesoro familiare, minuscolo avamposto di Fleury La Riviere, capitanato dal saggio Jean Pierre. Qui la visita è intensa: si stappa, si sbocca, si fanno prelievi in botticelle di Ratafia. L’umore sale a dismisura quando dalla cantina ci spostiamo nel salone di casa del generoso Jean Pierre, dove le lancette contano minuti interminabili fatti di aneddoti sul vino, sui viaggi in calesse intorno al mondo, e sul modo di intendere il buon bere. Sono le 19.50, ed ognuno di noi avrà assaggiato almeno 20 o 25 calici di vino, ma è del tutto normale, siamo interra di Champagne.
    La cena a casa di Olivier e Marianne è un’esperienza totalizzante. Lui, professore di storia a Reims, francese di origini sicule, è un pozzo da cui attingere storie incredibili ed uomo dalla risata contagiosa. Lei è un’artista a trecentosessanta gradi, donna dalla sensibilità spiccata e dalla ricca cordialità. Così, il daino brasato, sapientemente stornato e finemente cucinato da Olivier, riesce a passare in sordina poiché coperto dalla gaiezza del momento, che si trasforma in giubilo quando ci trasferiamo dalla sala da pranzo al salone della cascina datata 1780 posta nella piazza principale di Lagery, la casa dei nostri osti. Musica improvvisata, figlia dell’insolito duo musicale composto dal “nostro” Antonello al piano e dall’indomabile Olivier alla chitarra. Note al vento, interminabili risate intrise d’uva, poi una notte di sonno e di gelo. E’ il primo giorno di Marzo, e salutiamo Lagery sotto una nevicata fitta; destinazione Henry Giraud ad Ay.
    I pochi passi spesi per calpestare una cantina avveniristica, le anfore di terracotta, le botti di rovere della foresta di riquewihrArgonne, il gioco di luci delle vetrate di quella che è una cattedrale dello Champagne, poi tutti a bere, alcuni a degustare. La Maison non bada a spese, offrendo in degustazione l’intera gamma, dall’Esprit all’Argonne, passando dai Fut de Chene nelle versioni bianco e rosa. E’ arrivata l’ora di salutare, ma arriva Claude Giraud, quindi tutti in riga e foto di rito con calici in vista.
    Un pasto fugace ma delizioso al Table Kobus di Epernay, poi di nuovo a “lavoro”, destinazione Alfred Gratien e l’accoglienza di Nicolas Jaeger. La visita alla bottaia è a dir poco primitiva, ma quando ci si sposta in sala di degustazione la musica cambia. Nicolas ci delizia con informazioni tecniche di ogni sorta, mentre Nando incalza con le domande scomode e i due Ivan sbuffano di piacere nel saggiare, goccia dopo goccia, ogni versione dell’equilibratissima gamma di Champagne, mai saggiata prima. Il tempo sembra fermarsi nell’istante in cui ci congediamo dal nostro indottrinatore, sta per cominciare un pomeriggio all’insegna dell’ozio a Pierry. Villa avveniristica dotata di comfort di ogni tipo, docce con luci multicromatiche, musica classica in filodiffusione, vasche installate al centro delle stanze, termo arredi con sensori di passaggio, controllo di luci ed areazione via bluetooth, jacuzzi e tante altre diavolerie da dare in pasto all’anima. Stand by dalle 16 alle 20, quattro ore di “oltrevita”, fatte di silenzio e cura del se, poi di nuovo nella mischia.
    Al Cook’in di Epernay una cucina che definire filo asiatica equivale a declassare l’amore sconfinato dello chef per lo zenzero e il coriandolo, viene accompagnata da uno spettacolo folk tutto sommato idoneo al luogo. E’ il nostro saluto ad Olivier e Marianne, vera garanzia in terra di Ardenne, magnanimi quanto preziosi custodi delle nostre più autentiche emozioni fuori dalle vigne.
    Per il giorno seguente il programma è fitto, fittissimo. Prima tappa Diebolt-Vallois a Cramant, terra di bianchi e di profumi. Dopo un viaggio freddo, giraud-esternoatterriamo, è proprio il caso di dire, su lastroni di ghiaccio che sembrano difendere quanto di prezioso vive oltre la porta di quella cantina: una semplicità disarmante. Breve quanto piacevole la visita, lo spazio di qualche scambio di veduta, poi di nuovo in marcia alla volta di Troyes.
    Capolavoro di estetica dominata da casupole iniettate di travi e sormontata da tegole spioventi, un’atmosfera autentica, i ritmi dolci dei luoghi magici, ed una collezione di fotografie tridimensionali adagiate sotto il cielo. Il tempo di un pranzo, non un pranzo qualsiasi però, poiché la cucina de Le Valentino è in grado di mettere a disagio moltissimi pretendenti al trono. Purezza interpretativa, leggerezza aulica e sapiente abbinamento dei sapori; il tutto condito da una carta dei vini molto valida, impoverita dal nostro passaggio che ha segnato il venir meno di una bottiglia di Agrapart, un Puligny-Montrachet di Olivier Leflaive, uno Chablis Grand Cru, un Francois Raveneau, 2012, ed un Marsannay Les Longeroies, Bruno Clair 2012. Il tempo di vedere Gianmarco sorridere come poche volte prima nella sua vita, poi tutti ai propri posti: il pomeriggio è di Dosnon.
    Stretta e irta la strada ci conduce su una collina semi deserta dove Nicolas Languerotte ci attende con il suo cappellino verde acido ed una gran voglia di portarci in vigna. Scenari lunari si susseguono durante il percorso, e momenti di disarmante silenzio intervallano le spiegazioni sul “portlandiano” ed il terroir dell’Aube. Il camino intanto già sa che presto faremo a gara per sederci al suo fianco, e tant’è. Degustazione un po’ scarna e a dirla tutta molto diversa da come ce la saremmo immaginata, ma la voglia di saggiare, dopo un’intera giornata spesa per arrivare sin lì è forte, così compriamo un millesimato ’08, negatoci sino ad allora, ed anche questa visita volge al termine.
    Due ore di strade buie e nebbia da panico ci dividono dalla nostra stanza in paradiso. Un panino per alleviare il morso acido delle bollicine, poi a riposo.
    Sorge il sole ed il navigatore dice Metz. Partiamo ed arriviamo in una città bellissima, imponente nel suo essere elegante, viva come i fiori in primavera, meta ideale per salutare il brio delle Ardenne. Il pranzo da Les Caves Saint-Clèment è un dolce tormento, fatto di fois gras da grido, Champagne da Pinot Bianco e chiacchiere, tante troppe chiacchiere dell’istrionica oste.
    Due ore di silenzio ci trasportano a Riquewihr, autentico gioiello in terra dell’Alto Reno. Viti a ricamare colline dal dolce pendio, case di marzapane, strade acciottolate ed un arredamento urbano che sembra essere uscito da una fiaba dei fratelli Grimm. E’ il nostro arrivederci alla Francia. L’ultima cena è Svizzera: legno, candele, caldo avvolgente e quintali di fonduta, solo fonduta, sotto le luci fioche di una Baracca definita Zermatt, in un luogo ben nascosto nel cuore di Basilea.

    Maison visitate
    Vatel
    Bouchè J.P.
    Henry Giraud
    Alfred Gratien
    Diebolt-Vallois
    Dosnon

    immagine3PIZZA VINO E BACCALA’: ANCHE IL TRIANON PARTECIPA A WINE AND THE CITY

    Anche la storica pizzeria Trianon partecipa quest’anno a Wine and the city in partnership con le Cantine Olivella. il 22 maggio nei i locali della storica pizzeria avrà luogo la serata dedicata a Pizza, vino & baccalà. Il baccalà, che sta vivendo una seconda giovinezza non solo nella cucina napoletana ma anche nella gastronomia di tutta Italia, sposerà per una sera il gusto e la leggerezza della pizza, con una serie di ricette a sorpresa preparate dai pizzaioli dello storico locale di Via Pietro Colletta. Una serata all’insegna della tradizione, quindi, in una delle pizzerie tra le più antiche e famose d’Italia. Ad accompagnare le ricette pensate esclusivamente per la serata, i vini delle Cantine Olivella, azienda situata alle falde del Monte Somma presso la sorgente detta “dell’Olivella” da cui prende il nome. Il costo della serata sarà di 20 euro e l’appuntamento è a partire dalle 19.30. Per informazioni e prenotazioni 081 5539426 o pizzeriatrianon.it

    IL TRIANON
    La pizzeria Trianon da Ciro prende il nome dal famoso teatro in cui si esibivano personaggi come Totò, Macario e Nino Taranto. Dopo lo spettacolo gli attori venivano tutti a gustare le pizze in quella che non a caso è considerata la pizzeria degli artisti. Il locale si sviluppa su tre piani, ognuno con il proprio forno , e nasce in un periodo storico a cavallo tra le due guerre mondiali; per sfamare il popolo viene creata la pizza “a ruota di carretta”, con circa 35 cm di diametro, in grado di soddisfare l’appetito di un’intera giornata. In carta oggi campeggiano, oltre alla Margherita e Marinara, anche molte varianti: con fiordilatte, con mozzarella di bufala campana dop, con filetto di pomodoro, con uova, con funghi, alla romana, con prosciutto e funghi, con panna, con salsiccia e friarielli, con salsiccia e funghi . E poi la Gran Trianon da otto gusti, che non è mai la stessa, perché fatta con i prodotti freschi di stagione. Tutti gli ingredienti sono a marchio Dop e provenienti dal territorio, fatta eccezione per i salumi. L’impasto ha una lievitazione di circa 12 ore. Il Trianon oggi è anche a Salerno in piazza Flavio Gioia e a Sorrento. Nelle sedi Trianon non esistono giorni di chiusura, le pizzerie sono sempre sempre aperte, a pranzo e a cena.

    WineAndTheCity-logo_2018

    XI Edizione di Wine&Thecity
    Dal 3 al 25 maggio torna a Napoli la rassegna diffusa che celebra l’ebbrezza creativa
    In mare, per strada, nei musei, nei cortili dei palazzi storici e nelle boutique

     Il gioco è il tema dell’Undicesima edizione di Wine&Thecity, la rassegna diffusa che mette in rete cento luoghi della città in nome dell’ebbrezza creativa e di una nuova cultura del bere. Il gioco come scoperta, come divertimento, pausa creativa, libertà espressiva, come regole da sovvertire e voglia di stare insieme. Il gioco come ebbrezza di vita.

    Si comincia il 3 maggio e si va avanti fino al 25 maggio: Il Palazzo Reale di Napoli accoglierà il 10 maggio la serata di gala con lo chef stella Michelin Luciano Villani, vinili e sax, video installazioni e reading sull’ebbrezza. Si prosegue nelle due settimane successive tra happening, degustazioni itineranti, incursioni d’arte per strada e performance inattese, social dinner in spazi privati generalmente non aperti al grande pubblico, terrazze spalancate sul golfo e oltre cento vini da scoprire provenienti da tutta Italia.

    Al suo undicesimo anno, Wine&Thecity è tra gli appuntamenti più attesi della primavera napoletana con un calendario di eventi sempre diversi che giocano sull’effetto sorpresa e sulla contaminazione di luoghi e linguaggi, realizzati grazie al fondamentale supporto di sponsor e mecenati privati, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Napoli e della I Municipalità, in collaborazione con Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee e Scabec S.p.a.
    Quest’anno sostengono Wine&Thecity i main partner Aeroporto Internazionale di Napoli, Kimbo, Latte Berna, Pasta De Cecco e Sky; i partner Arysta, Grimaldi Lines, Mazda – INAUTO, Molino Caputo.

    La rassegna tocca musei e palazzi storici, grandi alberghi e chiese barocche, cento tra ristoranti, boutique e gioiellerie; si muove tra strade, vicoli e scalinate, si infila in case private altrimenti inaccessibili, in atelier d’arte e design e giunge sino al mare di Posillipo dove l’esperienza sarà un’escursione in kayak con degustazione di vino al tramonto o un’escursione in gozzo d’epoca. Il vino è il filo che unisce questa trama fitta di appuntamenti.

    Evento centrale di questa XI edizione è Il Segreto: l’appassionante urban game scritto e diretto da Ciro Sabatino per Wine&Thecity che si terrà il 13 maggio. L’intera città sarà il campo di gioco. “Tutto inizia con un manoscritto trovato in una bottiglia…..otto ore di tempo per trovare indizi sparsi per la città e risolvere un incredibile mistero”. Realizzato con la collaborazione del Comune di Napoli, è il più grande city game mai fatto in città, un’esperienza immersiva che punta alla scoperta e valorizzazione di tanti luoghi poco noti di Napoli.

    Dal 16 al 19 maggio gli appuntamenti si concentrano nel quartiere Chiaia dove oltre cento indirizzi tra boutique, atelier di moda e design, show room, gioiellerie e ristoranti partecipano ad una staffetta di aperitivi itineranti proponendo eventi a tema, dj set, performance, allestimenti speciali, chef in vetrina e tanto altro. In tema con questa edizione è l’iniziativa Rebus in vetrina, il gioco itinerante ideato e curato da Raffaele Aragona: in 11 boutique di via San Pasquale, via Vittoria Colonna, via Poerio e via Carducci saranno sparsi rebus nelle vetrine. Ad aprire il percorso a Chiaia è il tradizionale appuntamento nell’atrio e nei cortili del Pan Palazzo delle Arti di Napoli in via dei Mille, martedì 15 maggio, realizzato in collaborazione con Assessorato Cultura e Turismo del Comune di Napoli e Blunauta, storica griffe partenopea che compie quest’anno 25 anni: fiori, suoni e colori.

    La rassegna si chiude il 25 maggio con un gran finale al Madre · museo d’arte contemporanea Donnaregina di Napoli che per la prima volta apre le porte a Wine&Thecity: un evento realizzato in collaborazione con la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee con Dj Cerchietto in consolle, video proiezioni On/Off the wall e Bandarotta Bagnoli in concerto.

    Come ogni anno Wine&Thecity dà spazio anche al sociale e quest’anno sostiene La Casa dei Cristallini al Rione Sanità con l’evento dell’11 maggio con il pizzaiolo Ciro Oliva di Concettina ai Tre Santi e Vincenzo Oste Ateleir e il Ronin Club di Karen Torre, la campionessa di karate che insegna arti marziali ai ragazzi e bambini dei Quartieri Spagnoli.

    Le novità di questa edizione:

    3 maggio per la prima volta a Napoli, a Wine&Thecity, la performance d’arte relazionale di Cesare Pietroiusti: Dioniso un Dio liquido e molteplice al Museo Hermann Nitsch. Un’esperienza collettiva che si svolgerà secondo il metodo ideato da Iacopo Seri per cui ad ogni espressione di un concetto, si beve un sorso di vino.

    4 maggio in kayak al tramonto lungo la costa di Posillipo con Kayak Napoli:

    12 maggio per la prima volta partecipa la Lega Navale di Napoli con una giornata di mare, sport, vela e vino.

    14 maggio Palazzo San Teodoro accoglie un inedito talk cooking show che vede protagonisti lo chef Gennaro Esposito, due Stelle Michelin e la pasta De Cecco, main partner di Wine&Thecity 2018.

    15, 18 e 19 maggio Wine&Thecity sulle Scale di Chiaia: performance e azioni d’arte.

    21 maggio Uno chef al Museo: nel settecentesco Palazzo Spinelli di Tarsia che ospita l’Associazione Shozo Shimamoto, Wine&Thecity porta la raffinata cucina di Francesco Sposito, Due Stelle Michelin di Taverna Estia, tra i più apprezzati chef della scena italiana. Una cena stellata esclusiva per 50 ospiti servita tra opere d’arte, sculture e installazioni.

    22 maggio per la prima volta il Cortile di Palazzo Marigliano si apre a Wine&Thecity con giochi, musica e reading a cura di Gianni Valentino.

    Il buongiorno di Wine&Thecity: un circuito di bar e caffetterie per iniziare la giornata con caffè e latte fresco offerti da Kimbo e Latte Berna.

    La Wine&Thecity CARD diventa un prezioso passe-partout per partecipare gratuitamente ad alcuni aventi della rassegna, per accedere con prezzo ridotto ad altri eventi, per godere di sconti e agevolazioni in tanti esercizi “amici di Wine&Thecity” per tutto il 2018.

    Tutto il programma è consultabile on line sul sito www.wineandthecity.it.

    “Coltiviamo ebbrezza creativa, mettiamo in moto la città, andiamo alla scoperta di luoghi mai visti o semplicemente dimenticati. Siamo nomadi e trasversali, parliamo molti linguaggi. Ci piace la contaminazione, sovvertiamo gli stereotipi. Crediamo nella pluralità di voci e nel vino come espressione culturale” è il manifesto della rassegna che dal 2008 ha cambiato il maggio napoletano.
    Wine&Thecity nasce da un’idea di Donatella Bernabò Silorata ed è un progetto indipendente dell’Associazione Wine&Thecity realizzato con il fondamentale supporto di sponsor privati e mecenati. Si ringraziano per la collaborazione 12 Morsi, Cuori di Sfogliatella, Di Costanzo, Malafronte, Mennella, Moccia. Ed ancora i partner tecnici Ais Napoli, Anm, Citysightseeing Napoli, Isis Elena di Savoia.
    La Radio ufficiale di Wine&Thecity 2018 è Kiss Kiss Italia. Media partner Napoli da Vivere.

    Sommelier del Rum all’Enoteca Scagliola dall’8 Maggio

    Pubblicato da aisnapoli il 24 - aprile - 2018 Commenta

    img_7889-2-2ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Delegazione di Napoli

    Enoteca Scagliola e Velier

    presentano

    In collaborazione con Ais Napoli

    SOMMELIER DEL RUM
    #Cinqueserate 

    Wine Bar Scagliola via San Pietro a Majella n.15
    Euro 200. Info e prenotazioni: 081.459696 / 334.9698115
    Posti limitati.

    Un percorso finalizzato ad approfondire la conoscenza del principe “etilico” dei Caraibi, un distillato ricco di tradizioni e leggende che parla sempre e soltanto la lingua del suo luogo d’origine. Un viaggio che dura cinque serate, ventuno rum in degustazione con l’abbinamento di cioccolato.

     

    8 Maggio ore 20.30 1° serata: Lo stile Ispanico. A cura di Gabriele Pollio
    In degustazione:
    Havana Club 7 anni – Cuba
    Brugal Extra Viejo – Repubblica Dominicana
    Pampero Aniversario – Venezuela
    Flor de Caña Centenario 12 – Nicaragua
    Abbinati con cioccolato Corallo 80% con cristalli di zucchero

    15 maggio ore 20.30 2° serata – Lo stile Inglese. A cura di Gabriele Pollio
    In degustazione:
    Pusser’s British Navy – West Indies
    Worthy Park Oloroso – Giamaica
    English Harbour Madeira Cask – Antigua
    El Dorado 12 anni – Guyana
    Abbinati con cioccolato Corallo 73,5% con nibs di cacao

    22 Maggio ore 20.30 3° serata – lo stile Francese. A cura di Tommaso Luongo
    In degustazione:
    Rhum Neisson Vieux – Martinica
    Rhum Karukera Intense – Guadalupa
    Rhum Bielle Vieux 2009 – Marie Galante
    Clairin Ansyen Sajous 19 Mois – Haiti

    Abbinati con Massa di Cacao 100% Corallo

    29 Maggio ore 20.30 4° serata – Non solo Caraibi e Centro America. A cura di Tommaso Luongo
    In degustazione:
    Husk Pure Cane – Australia
    Chalong Bay – Tailandia
    Nine Leaves Almost Spring – Giappone
    Savanna Traditional 7 anni – Ile de la Réunion

    Abbinati con cioccolato Corallo allo zenzero

    5 Giugno ore 20.30 5° serata – La nuova classificazione dei rum. A cura di Marcello Barberis
    In degustazione Traditional Rum:
    Antigua Heavy 2012
    Single Blended Rum: El Dorado 15 anni
    Pure Single Rum: Last Ward 2007
    Pure Single Agricole Rum: Rhum Rhum Liberation 2017

    Abbinati con cioccolato Corallo pepe e fior di sale

    Alla conclusione della quinta serata verrà rilasciato agli iscritti l’Attestato di Partecipazione “Sommelier del Rum”

    Luciano Sorbillo raddoppia al Vomero con “Pizz a’ Street”

    Pubblicato da aisnapoli il 22 - aprile - 2018 Commenta

    luciano-sorbillo-e-la-pizza-merliani-51Luciano Sorbillo raddoppia al Vomero con “Pizz a’ Street”
    e dedica al nuovo locale la pizza “Merliani 51”

    Secondo locale nel cuore del Vomero per Luciano Sorbillo, esponente della terza generazione della celebre famiglia di pizzaioli napoletani. Dopo l’apertura del primo “Pizz a’ Street” in vico Acitillo, avvenuta nel settembre 2016, Luciano ha deciso di raddoppiare aprendo un nuovo locale in piena area pedonale vomerese in via Merliani 51. Proprio al civico di questo locale Sorbillo ha dedicato la nuovissima pizza che caratterizzerà il menu primaverile. Con la “Merliani 51” Sorbillo, attingendo a piene mani al ricco patrimonio agroalimentare del Regno delle due Sicilie, fa sì che fave saltate in padella, caciocavallo, pancetta croccante e spiziusa di mandorle siciliane si fondano in modo perfetto sul disco di pasta.

    Luciano Sorbillo e Pizz a’ Street
    Luciano è nipote di Luigi Sorbillo, che aprì nel 1935 nel centro di Napoli la storica pizzeria di via Tribunali 35, e figlio di Rodolfo che nel 1959, in occasione dell’inaugurazione dello stadio San Paolo, realizzò la prima pizza col cornicione ripieno di ricotta. Col suo marchio “Pizz a’ Street” Luciano intende richiamare alla mente la pizza di strada delle origini, servita in piccoli ambienti e senza tanti fronzoli, ma nei suoi locali punta sull’evoluzione della tradizione, riproponendo la pizza classica in versione moderna con un impasto più leggero e con materie prime selezionate, preferibilmente di origine campana.

    Pizz a’ Street
    Via Merliani, 51
    Tel. 081 2295490

    Contatti stampa
    Laura Gambacorta
    Mob. 349 2886327
    lauragambacorta@gmail.com

    Il Frutteto della Legalità, l’inaugurazione domenica 22 aprile

    Pubblicato da aisnapoli il 22 - aprile - 2018 Commenta

    068e6ab2941d0c5cf8fc5a834de6551a_xlDomenica 22 aprile 2018, presso il fondo confiscato alla camorra della Cooperativa Sociale Giancarlo Siani, si svolgerà la manifestazione conclusiva del progetto “Il Frutteto della Legalità”, che ha riunito nel progetto di service numerosi Club Rotariani del Distretto 2100.

    A seguito della proposta progettuale del Presidente Internazionale Ian Riseley all’Assemblea di San Diego (gennaio 2017) “Un Rotariano, Un Albero” che esprimeva la volontà di impegnarsi nella piantumazione di un albero per ogni socio rotariano, oltre 1.250.000 alberi nel mondo, come missione ambientale;
    Il 22 aprile, in occasione della “Giornata Mondiale Della Terra”, dalle ore 10.30 alle 12.30, presso il fondo della “Cooperativa Siani” sequestrato alla criminalità organizzata, sito in Ercolano, via Caprile 77 (uscita autostrada Ercolano Scavi), si svolgerà un momento di condivisione del lavoro svolto e un brindisi inaugurale.
    Il progetto ambientale, grazie alla volontà politica del Governatore Distrettuale del Rotary 2100, Dott. Luciano Lucania, di preferire terreni confiscati alle mafie, si è trasformato in un intervento dal duplice significato, poiché la piantumazione del frutteto avrà anche una ricaduta sociale potenziando le attività produttive, didattiche e culturali attraverso la riscoperta di ecotipi locali e specie in via di estinzione.
    Il Rotary Club Ercolano Centenario presieduto da Rossana Fiorillo in stretta collaborazione con Paolo Romanello presidente della commissione distrettuale Ambiente, si è posto come capofila del progetto svolgendo un lavoro di coordinamento e sintesi per la buona realizzazione dello stesso raggruppando ben 23 Club per l’acquisto di 400 alberi da frutta, tra cui un albicoccheto e un vigneto di piedirosso.

    22 Aprile, Calici Divini a La Grotta Vineria Hostaria

    Pubblicato da aisnapoli il 21 - aprile - 2018 Commenta

    Calici Divini

    La macchina del tempo

    Pubblicato da aisnapoli il 20 - aprile - 2018 Commenta

    springfoxDi Luca Massimo Bolondi

    Il sole, sorto da poco, ilumina di raggi obliqui la savana al margine della foresta. Il giallo vivo dell’erba alta, appena mossa dalla brezza, nasconde un ruscello sottile che scorre piano e luccica riflettendo il blu profondo del cielo autunnale. Una decina di piccoli mammiferi dal pelo fulvo si dissetano all’acqua fresca che ha ancora il sapore della neve. Le montagne, incappucciate di bianco, coronano a ovest questa vasta prateria. L’uomo é solo, accucciato nell’erba alta che protegge alla vista; si muove piano, sottovento, attento a non fare rumore. I piccoli animali gli sono rimasti invisibili nel percorso di avvicinamento, ma l’odore lo ha guidato fino al ruscello. L’uomo si avvicina ancor piú teso e silenzioso, fino a due soli passi dal branco. Ora puó percepirne i rumori, il grufolio sommesso, l’acqua agitata nell’atto di bere.
    Con un salto scatta in avanti impugnando un grosso bastone appuntito i piccoli animali sorpresi scartano fanno per correre tentano la fuga due cadono battuti uno strilla ferito tutti scalciano nella polvere i piú lontani corrono via un corpo dondola nel ruscello lasciando un filo rosso che si snoda nella corrente. L’assalto dura pochi istanti, una breve lotta violenta, grugniti gemiti squittii sono seguiti dal silenzio, rotto solo dall’ansare dell’uomo e dal mormorio liquido dell’acqua che scorre.
    Il cacciatore raccoglie le prede dal suolo e dal ruscello, le accumula sulle spalle pelose, appoggiandosi al bastone cammina ondeggiando verso il limite della foresta, dove si alza un filo di fumo. I piccoli mammiferi arrostiti, insieme ad alcune radici succose e frutti maturi, nutrono l’uomo, la sua compagna e i piccoli, che mugolano di gioia contendendosi i bocconi teneri. Alla fine del pasto l’uomo siede satollo, pulisce i denti con una paglia, si fa spulciare dalla compagna, con gli occhi brillanti di piacere.
    La fame e la sete, grandi nemici della sopravvivenza, non saranno mai vinti. La ragione é semplice, la vita ha bisogno di essere alimentata per continuare. Nella storia della lotta per la vita i sensi da sempre lavorano senza sosta per garantire che il sostento sia privo di pericoli: il colore della pesca dice all’occhio se é matura, l’odore del pesce segnala al naso se é fresco, la consistenza del tubero indica al tatto se é commestibile, la punta della lingua giudica se possiamo bere il latte… e la combinazione dei segnali che ci pervengono dai sensi puó valutare con buona precisione se nutrire la speranza di sopravvivere alla refezione.
    Ma una volta placata l’urgenza del sostento, gli stessi sensi chiedono di piú, stimolati dal piacere che sempre accompagna la soddisfazione del bisogno. Il pasto si fa pranzo, la nutrizione in branco si fa convivio. L’arte acquisita della sopravvivenza consiste naturalmente in una serie ininterrotta di atti culturali. Perché quei sensi che garantiscono la sicurezza del cibarsi accompagnano l’atto con un sistema complesso di stimoli che possono essere piacevoli. Il colore della pesca é vivace e ricorda certi tramonti d’estate, il profumo che accompagna il colore del frutto inebria l’olfatto e stimola l’acquolina in bocca, le dita carezzano la buccia dalla consistenza di velluto di seta ed il sapore dolce e pieno della polpa fanno della pesca matura un’esperienza completa capace di fissarsi nella memoria. L’evoluzione della specie e quella culturale camminano insieme, anche seguendo percorsi diversi. Chissá se le regole della selezione cumulativa proprie della genetica possano valere, in una misura ancora tutta da scoprire, per la storia della filosofia, della scienza, della tecnica. E, nel piccolo della nostra esperienza, per la cultura del cibo e del vino. Cosí, quando incontreremo sentori di pesca matura nel nostro vino bianco, l’unitá di elaborazione centrale, attiva nella scatola cranica, produrrá una catena di associazioni che potrá condurci nel tempo e nello spazio, ad un momento del passato o ad immagini della nostra geografia della conoscenza.
    Il cacciatore si era assopito in una digestione laboriosa. Si é risvegliato alla brezza che accompagna il tramonto. Il profumo della sera attraversa gli ultimi raggi del sole. É stata una fruttuosa giornata di caccia e di raccolta, le sottili nuvole grigie che sorgono dall’orizzonte gli dicono che le tribú sono tutto intorno, e le tigri stanotte non avranno occasione di attaccare senza difesa e contrattacco.
    L’alba del mondo non é ancora lontana, ma i sensi sono giá perfetti.