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    Cento Quiz per l’estate

    Pubblicato da aisnapoli il 5 - agosto - 2016 Commenta

    Quiz_Estate_02Un gioco, uno spazio didattico, un rompicapo enologico, una scherzosa interpretazione dell’essere sommelier, tutto in cento quiz e solo per il mese di agosto.

    I quiz sono riservati ai soci AIS. Per accedervi è necessario essere registrati: EDUCATIONAL.AISITALIA.IT

    Se avete già effettuato la registrazione digitate username e password, poi entrate nella sezione “e-course”, “Agosto in Quiz”.

    Si tratta di rispondere a cento domande, formulate con due tipi di risposte: Vero/Falso e a Opzione multipla.

    Il Quiz può essere svolto una sola volta, in un tempo massimo di 10 minuti.

    Al termine della prova apparirà il numero delle risposte esatte e il tempo impiegato. Questi due dati serviranno per stilare una classifica.

    In palio, per i primi tre classificati, sei bottiglie di vino.

    Buon divertimento e buona estate!

    AIS Staff Writer

    © Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)

    13871700_10208924146313585_1433631999_nIl 25 luglio 2016, nella Sala delle Capriate della storica sede di Alma, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana a Colorno (PR), ben venti studenti hanno concluso in modo brillante la VII Edizione del Master Alma-AIS in Gestione e Comunicazione del Vino, pronti per portare la loro professionalità.

    Dopo l’esame finale si è svolta la consegna dei diplomi alla presenza dei componenti della Commissione (Massimo Castellani in veste di Tutor Scientifico del Master Alma-AIS , Ciro Fontanesi in veste di Coordinatore di ALMA Wine Academy e Nicola Chighine in qualità di Docente di Marketing ed Economia aziendale), dell’ Executive Manager di Alma Andrea Sinigaglia e di numerosi familiari e amici dei neodiplomati.

    ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, in collaborazione con l’AIS – Associazione Italiana Sommelier, è il promotore del Master Sommelier ALMA-AIS, che si caratterizza per il suo focus sulla comunicazione del vino e del mondo del beverage in generale, e ha l’obiettivo di formare delle figure tecniche di livello superiore, in grado di padroneggiare 13936827_10208924147193607_1925543995_ntutti gli aspetti inerenti il marketing, la gestione, e la comunicazione del prodotto, delle aziende di settore e delle strutture a esse affini.

    Ad oggi, includendo la settima edizione appena conclusa, si è arrivati a un totale di ben 113 diplomati, tra i brillanti sommelier 2.0 di quest’ultima edizione, vi è anche la napoletana Fosca Tortorelli, che ha approfondito ulteriormente le sue competenze nel campo della formazione e dell’analisi sensoriale.

    Fosca ha, infatti, presentato una tesi dal titoloLe scuole del gusto in Italia tra formazione e promozione dei territori e dei loro prodotti”, svolta in collaborazione con il Centro Studi Assaggiatori di Brescia. La sua è la prima ricerca che mette in evidenza un panorama italiano impressionante, con oltre 300 scuole censite e che ogni anno svolgono migliaia di corsi, dalla cucina, ai vini, al caffè e a molti prodotti del territorio italiano, contribuendo a formare i nuovi “scolarizzati del gusto”, in qualità di ambasciatori di un vivere diverso e sempre più attento alla nostra territorialità.

     

    I vini storti da Granafine

    Pubblicato da aisnapoli il 3 - agosto - 2016 1 Commento

    13734652_10208637529528423_888185225_nDi Marco Fasciglione

    Nell’arte si è sempre discusso del rapporto tra fascino, bellezza e imperfezione e solitamente l’imperfezione è definita adottando come punto di riferimento un genere, un canone, una legge per cui sarebbe imperfetto quel qualcosa che ha troppo o troppo poco rispetto a tale genere, canone o legge. Eppure non è detto che ciò che è imperfetto sia necessariamente privo di fascino e incapace di trasmettere emozioni: se così fosse non si comprenderebbero le celebrazioni che la storia ha riservato all’imperfezione tanto nell’arte (la Venere di Milo) quanto nell’estetica (lo strabismo di Venere, il naso di Cleopatra, ecc.) e questo perché evidentemente il fascino è fenomeno sfuggente e non ha nulla a che vedere né con la perfezione né con la bellezza.

    Lo stesso discorso può valere, fatte le debite differenze, quando si passa ad un altro senso umano –quello del gusto – e alla degustazione del vino. Cosa dobbiamo ricercare in un vino? La sua perfezione? I profumi al posto giusto, il perfetto bilanciamento dell’equilibrio, e le sensazioni, certo eleganti, che si ritrovano anno dopo anno al punto tale che possiamo finanche prevederne tanto le caratteristiche nel calice quanto il loro corredo gusto-olfattivo? Oppure possiamo lasciarci affascinare dal fatto che la perfezione anche in un vino abbia bisogno di una piccola imperfezione? Come giudicare quel qualcosa di inatteso, che sorprende, che emoziona, e che casomai inizialmente non riusciamo a decodificare, ma che dona a questo vino un anima?

    i vini storti, second editionEbbene il tema dei vini imperfetti, vini che sono “alla perenne ricerca di un equilibrio”, che potrebbero non trovare mai, e che forse proprio per questo sanno emozionare più di altri, è stato l’oggetto di due interessanti degustazioni (l’8 luglio e il 22 luglio) dedicate proprio ai ‘vini storti’ e magistralmente guidate da Tommaso Luongo delegato dell’AIS Napoli, presso il Wine & Sparkling Granafine. In questa sede passiamo in rassegna i vini oggetto della degustazione svoltasi il 22 Luglio. La batteria di vini proposti, serviti in abbinamento con le raffinate creazioni culinarie del locale e serviti con la consueta competenza e passione dai tre proprietari (i due Giuliano e Federica), tutti sommelier, due AIS e uno Fisar (ma non è colpa sua, ndr :-) ), si è rivelata particolarmente interessante:

    - Champagne Brut 1er Cru di Yves Ruffin, Avenay Val d’Or

    - Maximin Grünhäuser Herrenberg Riesling Kabinett 2011 di Carl von Schubert, Mosel

    - Noir, Pinot Nero, Abbazia di Crapolla, 2011 il “Mister X“ della serata servito alla cieca

    - Gattinara DOCG 2010 di Travaglini, Gattinara

    Questi vini, infatti, per un motivo o per un altro sono “storti”: sono cioé vini diversi, atipici, molto spesso richiedono di essere attesi per poter essere compresi appieno. Sono però vini dotati di personalità, hanno carattere da vendere ed un anima come pochi altri: è proprio questo che li rende affascinanti.

    La degustazione

    Champagne Brut 1er Cru di Yves Ruffin, Avenay Val d’Or

    La …‘diversità’ di questo champagne risiede nelle tecniche di conduzione in vigna e nelle pratiche di cantina adottate dall’azienda. Yves Ruffin, infatti, ha svolto un ruolo pioneristico nella regione della Champagne sin dal 1971 quando ha ottenuto la certificazione di agricoltura biologica, con una scelta per l’epoca in netta controtendenza (e che per certi versi lo è ancora oggi) rispetto alle pratiche dei vignaioli della regione improntate all’uso di pesticidi e diserbanti come trattamenti antiparassitari e dei fertilizzanti chimici. In secondo luogo, la vinificazione e l’affinamento sono svolti interamente in legno, in botti di acacia con parecchi anni di vita sulle spalle in modo da favorire la micro ossigenazione del vino con una ridotta cessione di tannini. Lo stile di vinificazione seguito dalla maison, quindi, cerca di ridurre al massimo l’invadenza talora propria del legno con un controllo ossidativo rigoroso, soprattutto nel primo stadio evolutivo. Si tratta di uno stile in cui dal punto di vista delle sensazioni organolettiche l’apporto del legno è solo intuito: esso non crea ‘distrazioni’ alle fragranze fruttate e a quelle collegate all’autolisi.

    Note di degustazione

    Una livrea oro scintillante ed un perlage sottile ed elegante sono il biglietto da visita di un vino di grande stoffa e personalità. L’olfatto è scandito da un rincorrersi di sentori che iniziano su lievi note fumé intessute con sentori di albicocca e pesca bianca, per poi virare verso il pan di spezie, le noisette ed i biscotti alle mandorle e chiudere infine con nuance di burro fuso e miele. L’incedere del sorso è ricco e scandito da un perfetto equilibrio tra l’avvolgenza del gusto e la verticalità impressa da freschezza e dalla sapidità, il tutto su lunghi ritorni aromatici di frutta e note gessose.

    Maximin Grünhäuser Herrenberg Riesling Kabinett 2011 di Carl von Schubert, Mosel

    Riesling, un’uva la cui origine è avvolta nel mistero e che entra di buon diritto nella categoria dei vini ‘storti’. Le sue caratteristiche, infatti, ne fanno un unicum: matura tardi, molto tardi per i paesi del Nord che per tradizione invece vendemmiano molto presto. Nella regione della Mosella, terra di estremi, di suoli a base di ardesia e di scorci verticali, il Riesling trova le condizioni ideali per rendere al meglio: le escursioni termiche e i suoli minerali conferiscono intensi profumi tra cui gli inconfondibili sentori di pietra focaia e idrocarburi. Soprattutto, nel maturare il Riesling fa una cosa che nessuna altra uva riesce ad eguagliare: raggiunge una dolcezza elevatissima mantenendo una elevata acidità. Origina un vino quindi che fa della freschezza, del basso tenore alcolico e delle decise percezioni zuccherine le proprie caratteristiche principali. Tanto lo zucchero quanto l’acidità tendono a favorirne la conservazione rendendolo un vino praticamente eterno in grado di durare nel corso dei lustri e non è un caso d’altronde che, a parte i vini liquorosi, proprio i Riesling renani siano tra i vini più longevi del pianeta. Ad esempio, erano Riesling i vini in cui si imbatté Thomas Jefferson, il terzo Presidente degli Stati Uniti, quando, nel corso della sua permanenza in Europa dal 1784 al 1789 in qualità di ambasciatore in Francia, si trovò nell’albergo della Grande Casa Rossa di Francoforte. La carta dei vini in vendita, infatti, includeva annate che risalivano fino a sessant’anni prima. Verosimilmente era sempre appartenente alla famiglia del Riesling il vino più antico mai bevuto, aperto nel 1961 a Londra dopo quattrocentoventuno anni di conservazione in bottiglia: si trattava, come ci racconta Hugh Johnson (Il vino. Storia, tradizioni, cultura, 2012, 429), di uno Steinwein, cioè un vino proveniente da un vigneto chiamato Stein, nei pressi di Würzburg sul fiume Meno vendemmiato nel 1540 (ventiquattro anni prima della nascita di Galileo).

    Note di degustazione

    Paglierino luminoso con riflessi verde smeraldo. L’assetto olfattivo, maestoso e opulento, regala sentori di albicocca, ananas, mela e melone per poi assestarsi su note di agrumi canditi e sbuffi di spezie dolci e chiudere, infine, su note di idrocarburi e di pietra focaia. Sorso in linea con l’olfatto, glicerico e vellutato ma ottimamente bilanciato dalla sferzante acidità e da una martellante sapidità a testimonianza della sua potenziale, e disarmante, longevità. Si congeda con eleganza su echi di frutti canditi e ricordi minerali.

    Noir, Pinot Nero, Abbazia di Crapolla, 2011

    In una ipotetica gerarchia di vini ‘storti’, il Pinot nero occupa senz’altro una posizione di rilievo soprattutto quando proviene, come nel caso del campione in degustazione, da un territorio che non può essere certo definito come la sua terra d’elezione. Il territorio in questo caso è rappresentato dagli splendidi declivi a picco sul mare della Penisola sorrentina e l’azienda è l’Abbazia di Crapolla a San Salvatore a Vico Equense. L’azienda dal 2007 ha dato vita ad un progetto di grande suggestione: piantare in quelle vigne a 300 mt. sul livello del mare, e dislocate su diverse piane, 2000 esemplari di pinot nero in modo da sfruttare al meglio il particolare microclima locale, caratterizzato da grandi escursioni termiche e dall’influenza delle correnti d’aria provenienti dal mare; un clima che poneva grossi dubbi circa l’adattabilità delle varietà autoctone a bacca rossa. Una scelta, dunque, altamente inusuale e che insegue una associazione, solo apparentemente azzardata, tra questo particolare lembo di terra della Campania e la Borgogna. A ben vedere, il modo più semplice per cercare la Borgogna rossa nel nostro paese sarebbe quello di visitare l’Alto Adige (dove il pinot nero è conosciuto con il nome blauburgunder); in alternativa si potrebbe pensare all’Etna dove solo recentemente ci si è accorti delle potenzialità derivanti dalle affinità elettive con questa regione francese. Tuttavia, ridotte esposizioni al sole, terreni similari e grandi escursioni termiche, che donano quindi profumi intensi ed eleganti, caratterizzano anche quest’angolo di Penisola Sorrentina. Infine c’è il vitigno, il pinot nero, che per definizione è ‘storto’. Scorbutico, di difficile adattabilità e delicatissimo, odia il sole ma è soggetto facilmente a marciumi, e origina un vino che non ha un colore invitante: rosso rubino scarico, molto simile al nebbiolo. Insomma, una Borgogna …Campania style.

    Note di degustazione

    Radioso manto rubino, trasparente. Impianto olfattivo elegante: incipit su note di mirtilli rossi e ciliegia; poi note floreali coronate da sbuffi di cuoio, polvere di caffè e rabarbaro. Il sorso è caratterizzato da una vivace freschezza avvolta da moderato tenore alcolico e sfuma su di una trama tannica ancora astringente.

    Gattinara DOCG 2010, Travaglini – Bottiglia Imperiale

    Il nebbiolo è uno dei vitigni più difficili al mondo. Acini piccoli e fitti, ciclo vegetativo molto lungo; precoce nel germogliamento e nella fioritura, matura tardi e quindi viene vendemmiato tardi esponendosi ai rischi climatici derivanti dai primi freddi. La buccia di quest’uva è povera di antociani, le sostanze che danno colore al vino rosso, e determina pertanto un vino particolarmente scarico di colore e che risulta a volte poco invitante. Nel calice è un vino di non facile interpretazione. Esso, infatti, tende a rievocare precisamente le caratteristiche del territorio e, come avviene nel caso del vino in degustazione (proveniente da una denominazione a volte ingiustamente sottovalutata – Gattinara DOCG), riflette tanto le spigolosità (maggiori rispetto al nebbiolo delle Langhe) causate dall’alta concentrazione di ferro che caratterizza il territorio delle colline vercellesi, quanto l’intrigante mineralità che deriva dalla particolare composizione del terreno (che ricorda quello delle vicine Alpi: il Monte Rosa è a due passi!) a base di granito, porfido, e come detto ferro, e che conferisce eleganza e finezza al vino. Un vino ‘storto’, che, e qui risiede un altro aspetto di rilievo, è presentato in una bottiglia anch’essa molto particolare. Nel 1958, infatti, Giancarlo Travaglini, il fondatore dell’azienda, ideò una particolare bottiglia in grado di trattenere il naturale sedimento che il vino con il trascorrere degli anni tende a formare, consentendo di servire il vino direttamente nel calice e di evitare quindi le operazioni di decantazione e di scaraffatura. Si tratta di una vera e propria opera d’arte che da allora è diventata in un certo senso il simbolo del Gattinara in tutto il mondo. Particolarità nella particolarità, nella degustazione in esame il vino è stato servito da una bottiglia Travaglini ‘Imperiale’ dotata di una capacità di 3 lt. e corrispondente quindi alla Jéroboam della nomenclatura utilizzata per lo Champagne.

    Note di degustazione

    La mescita da una bottiglia Imperiale ha richiesto di attendere che nel calice il vino emergesse in tutto il suo splendore dopo il lungo periodo di riposo in una bottiglia di 3 lt.

    Manto granato, ancora ricco di luce. Cornice olfattiva esemplare caratterizzata da un’incalzante progressione: ciliegie, more e ribes in confettura aprono la strada ad un rincorrersi di note floreali, su tutte la viola appassita, per poi virare ed intrecciarsi con nuance di cuoio e sentori minerali e ferrosi. Il palato è in sintonia perfetta con l’olfatto. Il sorso riempie il palato e lo avvolge grazie alla struttura autorevole e al ritmo impresso da una freschezza mai doma e dall’elegante trama tannica. Finale lungo e coerente incentrato su echi speziati e minerali.

     

    Locandina Malazè 2016Domenica 4 settembre 2016, ore 10:30, nell’ambito della XI edizione di Malazè, il Consorzio Tutela Vini Campi Flegrei, Ischia e Capri e l’Associazione Italiana Sommelier Delegazione di Napoli presentano “Campi Flegrei lo stato dell’arte: approfondimenti viticoli, enologici e geologici della produzione flegrea”.

    Nella storica residenza di Villa Avellino, nel cento storico della città di Pozzuoli, un approfondimento tematico nel corso del quale verificare e scoprire l’enografia di una porzione di terra di natura vulcanica, ben definita geograficamente.

    Terroir, vitigni, pratiche vitivinicole ed enologiche, biodiversità e immagine sensoriale, della terra flegrea, non fermandosi ad essa.

    Interverranno:

    Gerardo Vernazzaro, Presidente Consorzio Tutela Vini Campi Flegrei, Ischia e Capri

    Tommaso Luongo, Ais Napoli

    Monica Coluccia, giornalista

    Modera:

    Luciano Pignataro, giornalista

    Tre le sessioni di degustazione:

    • La prima dedicata ai bianchi, in una orizzontale sul millesimo 2015

    • La seconda dedicata ai rossi, in una orizzontale sul millesimo 2015

    • La terza dedicata ai vini delle isole, con Ischia e Capri

    Solo 30 posti a disposizione.
    Le prenotazioni dovranno essere effettuate entro e non oltre il 2 settembre al numero 3496936357, o mandando una mail a consorziocfic@gmail.com

    Ticket di partecipazione:
    € 20 a persona
    Per i partecipanti, sarà gratuito l’ingresso all’evento in programma nello stesso giorno, alle 18:30, presso l’Acropoli di Cuma, “Suggestioni di Kyme: i vini del mare e del fuoco”.

    Villa Avellino Residenza Storica
    Via Carlo Rosini, 21
    Pozzuoli-Napoli

    Te le do io le bollicine 2016 al Nabilah

    Pubblicato da aisnapoli il 30 - luglio - 2016 Commenta

    Ottava edizione per la tradizionale maratona etilica che celebra la chiusura della stagione estiva delle attività della delegazione di Napoli dell’Associazione Italiana Sommelier con la consegna diplomi per i sommelier dei corsi nn.48 e 56.
    Foto di Anna Ciotola

    13775921_10153525725666148_7257678781940248530_nASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Delegazione di NAPOLI

    Te le do io le bollicine “Ottima edizione“

    Nabilah, via Spiaggia Romana n.15 Bacoli (Na)

    Mercoledi 27 Luglio dal tramonto fino a notte fonda

    Ticket di partecipazione: 30 Euro (25 in prevendita)
    Bicchiere a disposizione con cauzione di 5 euro
    Info info@nabilah.it Fabrizio 333.7267080

    Punti Prevendita a partire da mercoledi 20

    Babette, Via Caravaglios n.21 081 2391292
    Mascagni Ristorante Pizzeria, Via P. Mascagni n.42 081 5602900
    Enoteca I Coloniali Vino e Cioccolato via F.Giordani n.32 081.7618478
    PianoTerra Winebar, via Bisignano n.30
    Granafine, Via Bernini n.74 b 392.4840378
    EnoPanetteria, Corso Europa n.127 Melito (Na) 081.7117410
    Roof&Sky, via Lungolago Bacoli (Na)
    Monkey bar, via Lucullo n.2 Bacoli (Na)
    Nabilah, Via Spiaggia Romana n.15 Bacoli (Na) 081 8689433

    Ottava edizione per la tradizionale maratona etilica che celebra la chiusura della stagione estiva delle attività della delegazione di Napoli dell’Associazione Italiana Sommelier… Appuntamento al Nabilah, esclusivo beach club che anima le notti più cool della movida partenopea, per salutare i tanti soci, amici e simpatizzanti: bollicine e sfizi gourmet, pizze e montanare, la pasta di Gragnano, musica live con e Dj set by Nabilah.
    Brinderanno con noi anche i neo-sommelier AIS per la consegna dei diplomi di sommelier dei corsi nn.48 e 56 che si sono conclusi ad Aprile presso l’hotel Mediterraneo Renaissance.

    In abbinamento una lunga lista di bollicine “in progress”:
    Borgo Molino, Puiatti, Firriato, Citrà, Foss Marai, Casa Setaro, Derbusco Cives, Cavalleri, Monsupello, Villa Raiano, Ca’ del Bosco, Contratto, Braida, Citra, Dogliotti, Dubl, Blum Ognissole, Mandrarossa, Champagne Palmer, San Paolo, Carpineto, Villa Matilde, Ferrari, Cantine del Mare, Cantine Babbo, Giorgi, Ferghettina, Fontanavecchia, Cantine Astroni, Enrico Gatti, Salvatore Martusciello, Antica Tenuta Pietramore, Berlucchi, Bersano, Bellenda…

    (Seguirà comunicato con il dettaglio delle aziende presenti: lista in progress, stay tuned su www.aisnapoli.it)

    Un consiglio: per godersi il tramonto venite già dalle 19 (chi tardi arriva male alloggia…). Astenersi astemi, graditi perditempo!

    Interventi Gastronomici(in progress…anche questi)
    Luciano Villani di Acquapetra
    Lorenzo Montoro di Osteria al paese
    Giulio Coppola de La Galleria
    Pasquale Impesi de Il Brontolone
    Carlo Spina chef
    Ivan Pisciandaro di Kuma
    Luca Esposito de La Locanda del Testardo
    Antonio Molfetta del Nabilah

    Sciardac Salumeria Prodotti Caseari e Salumi e buffet dolci con Giuseppe Scamardella

    Pizze e Pane a canestrella di Stefano Pagliuca Enopanetteria

    Forno Gourmet di Mario Massimiliano Cutolo con Mini Club Sandwich – Mini Chic Burger – Mini Weggy

    Montanare baby con Valerio Di Vaio di Chamade

    Finger food con Pierpaolo Musto di Granafine in abbinamento allo Champagne Palmer

    Pizza Margherita e pizza con i “cicinielli” con Gianni Improta della pizzeria Al 22 in collaborazione con AVPN

    Pizza fritta con Ciro Coccia della pizzeria Dea Bendata

    Fresella by Km 0 Flegreo Don Salvatore

    Cheese bar a cura di Carmasciando in abbinamento a DUBL Feudi di San Gregorio

    Corner barman con Giulio Solipano di Pianoterra Wine bar

    Panificio Malafronte con Pane, grissini e affini

    Degustazione di Olio con Colline di Zenone

    La Trippa di Old Friends

    Le Selezioni Pastifici di Gragnano

    Carmiano
    Di Nola
    Faella
    Il vecchio Pastaio
    Gentile

    Live music Dj set resident Nabilah

    I FRATELLI CARIULODa Gigione a Pomigliano D’Arco è il miglior street food della Campania

    PREMIO Guida Street Food 2017 del Gambero Rosso

     

    Il miglior cibo di strada in Campania è Da Gigione, Hamburgheria e Macelleria a Pomigliano d’Arco (Napoli) secondo gli esperti del Gambero Rosso. L’hamburgheria e macelleria della famiglia Cariulo, nata da un’idea dei fratelli Cariulo e dall’esperienza del padre Luigi, macellaio da tre generazioni, conquista il Premio quale miglior indirizzo per la Campania nella nuova Guida Street Food 2017 del Gambero Rosso.

    La redazione ha valutato oltre 450 indirizzi e Da Gigione è emerso per cura del dettaglio ed atmosfera pop.

    Una storia di successo quella dei Cariulo, nata tre anni fa da un’intuizione semplice e geniale: fare un buon panino con la carne della macelleria di famiglia, carne selezionata all’origine, controllata e da filiera corta, e con i migliori ingredienti nazionali.

    <Questo riconoscimento premia il lavoro quotidiano di tutti noi, il nostro impegno per la qualità e la ricerca di materie prime di eccellenza per ricette nuove capaci di fare di un panino un’esperienza gastronomica>, commenta Gennaro Cariulo.

     

    Da Gigione è il tempio del panino di qualità dove imparare a conoscere a prezzi pop le grandi eccellenze italiane e internazionali. Perché accanto alla carne della macelleria di famiglia, nell’hamburgheria è possibile comporre il proprio panino con i più grandi formaggi, i salumi artigianali, e una vasta scelta di chicche gastronomiche che i giovani fratelli Cariulo selezionano in giro per l’Italia.  Per ogni ingrediente proposto viene riportato il produttore e spesso si tratta di piccoli artigiani: la N’duja di Spilinga artigianale di Luigi Caccamo; i prosciutti crudi di Sant’Ilario, i salumi di nero casertano di Mastro Enrico. Ci sono prodotti rari, presidi Slow Food, produzioni bio e a denominazione di origine protetta. Il menu è attento alle esigenze di tutti: celiaci, vegetariani e vegani con una legenda dedicata. L’attitudine di questo indirizzo a guardare al cibo come qualcosa di vitale, in costante trasformazione fa sì che il menu sia in continua evoluzione. Oggi si può gustare un panino con uno dei cocktail in carta realizzati per Da Gigione da un mixologist e il food pairing prevede la scelta da una carta di oltre cento birre artigianali italiane e vini selezionati per qualità e valore aggiunti. Tutto è proposto a prezzi più che ragionevoli, in una sorta di democrazia gastronomica dove a tutti (anche ai più giovani) è concesso scoprire la qualità di prodotti unici.

    Da Gigione

    Braceria & Hamburgheria | Via Roma, 307 Pomigliano d’Arco (Napoli) | Tel. 081 8844599

    Macelleria Hamburgheria Take Away | Via Trieste, 71 Pomigliano d’Arco (Na) | Tel. 081 80300 48

     

    Ufficio stampa Dipunto studio Tel: +39 081 681505 www.dipuntostudio.it

    IMG_20160711_193312-2Di Fosca Tortorelli
    Il fascino dell’isola di Capri non ha eguali e il suo scenario ha contribuito alla magia dell’incontro tra Eduardo Estatico e Felice lo Basso.

    Un bentornato al Sud, anche se solo per un giorno, per lo chef pugliese che vive e lavora a Milano nel suo Felix Lo Basso Restaurant, inaugurato a maggio. Eduardo, chef resident del JK Place hotel 5 stelle Lusso, apre per le porte della sua cucina per il secondo appuntamento campano di “A cena con le Stelle”, il ciclo di cene organizzato dalla CHIC, l’Associazione diretta da Raffaele Geminiani che riunisce oltre cento eccellenze della gastronomia italiana tra chef, pasticcieri e pizzaioli.

    Prima di iniziare la cena, dopo un rapido scambio di battute con gli chef e qualche veloce incursione in cucina per rompere il ghiaccio, è doveroso soffermarsi e rilassarsi sulla splendida terrazza della struttura, godendo della vista mozzafiato, coccolati da un fresco aperitivo estivo.

    Lo scenario e la semplice eleganza dei tavoli in terrazza, contribuiscono a rendere la serata densa di emozione; i due chef sono in perfetta sintonia e con spirito amichevole si destreggiano tra eleganti e delicate preparazioni di mare.

    Le portate si alternano in un gioco a quattro mani, dove l’ottima materia prima viene declinata e interpretata, esprimendo i sapori autentici del territorio.

    Ad aprire le danze è Lo Basso, con la sua idea di caprese, un boccone goloso e saporito, a cui ha fatto seguito l’orata reale, anguria, pomodoro e nasturzio, un fresco mangia e bevi di Eduardo.

    Poi è stata la volta della cozza, cipollotto e zafferano di Felice e per concludere la  polpetta di tonno, melanzane e limone di Estatico. Piccoli e stuzzicanti bocconi che sono stati esaltati dalla sottile bollicina rosata dell’azienda irpina Feudi di San Gregorio.

    Le portate si sono susseguite con ritmi rilassati, e sono state abbinate ad interessanti referenze selezionate per l’occasione. All’antipasto e al primo, rispettivamente il Bon bon di gambero rosso, nocciola, pesca e bergamotto di Edoardo e i Tortelli di melanzana affumicata con sautè di frutti di mare di Lo Basso, sono stati abbinati due greco irpini, sempre dell’azienda Feudi di San Gregorio. Molto diversi nelle rispettive caratteristiche organolettiche, i due Greco di Feudi Studi provengono da terreni adiacenti, ma da due versanti di collina differenti e per questo ognuno esprime il proprio carattere. Mentre il Greco Contrada Laura colpisce e si distingue per freschezza agrumata con piacevoli sentori di pompelmo e lime, il Greco di Contrada Bussi vira in accenti più salini e minerali, ampliandosi al palato con eleganza e complessità.

    Ulteriore cambio vino con il dentice in crosta di pane nero con zucchine alla scapece di Edoardo, un secondo piatto seducente nella presentazione e l’impiattamento e dinamico al palato.

    La scelta è ricaduta sul Campanaro 2014, Irpinia Bianco Doc sempre di Feudi di San Gregorio, sintesi perfetta di Fiano e Greco, che con l’alternanza delle note floreali e fruttate, di agrumi, di pera e lievi accenni minerali, ha enfatizzato la piacevolezza e la freschezza della zucchina croccante, ha accompagnato la delicata carnosità dei saporiti bocconi di pesce.

    La dolce conclusione ha completato il percorso senza appesantire i commensali e consolidando il legame con le materie prime mediterranee, passando dall’Albicocca del Vesuvio, capperi e limone, alla Pesca all’olio con gelato al fior di latte e cialde alle mandorle. Anche qui la freschezza del Privilegio, Passito di Fiano di Feudi, ha portato a una sintesi gustativa in perfetta armonia. Giochi cromatici e dinamismo nel gusto hanno reso l’esperienza piacevole e di effetto.

    Non resta che aspettare con trepidante curiosità il successivo e goloso appuntamento Chic!