Il cuore della Napoli greco-romana, in pieno fermento natalizio, ha accolto il 7 dicembre l’evento “L’Alberata incontra Napoli” del Consorzio Vitica nell’ambito del progetto “Alberata Aversana”, interamente dedicato all’Asprinio di Aversa, con la partnership di Ais Campania

Un territorio vitivinicolo celebrato fin dal ‘500, come testimoniano le notizie tramandate da Sante Lancerio, il cantiniere di Papa Paolo III Farnese, che ha la peculiarità della vite maritata al pioppo, ovvero le alberate aversane, un sistema di allevamento di origine etrusca caratterizzato da tralci nodosi che corrono verso l’alto fino a raggiungere i quindici metri d’altezza. I filari tesi tra gli alberi regalano uno spettacolo unico soprattutto durante la vendemmia, quando gli “uomini ragno”, con scale a pioli lunghe e strettissime, si inerpicano fino in cima rinnovando una tradizione secolare. Un areale vocato che gode oggi di una generazione di produttori dinamici e intraprendenti, sostenuta dall’attività incessante di valorizzazione e tutela del Consorzio Vitica che ha recentemente promosso uno studio conoscitivo e divulgativo sull’alberata aversana (scaricabile dal sito https://www.eventivitica.it/digital-book/ )

Le attività dell’evento “L’Alberata a Napoli” si sono svolte all’interno del Complesso della Pietrasanta che ospita il Lapis Museum, proprio là dove sorgeva l’antico tempio dedicato a Diana: un polo culturale che grazie alla collaborazione tra Curia e impresa privata ha cambiato pelle e si è trasformato in uno spazio museale che ospita due differenti percorsi che portano il visitatore alla scoperta della Campania Felix, in un arco cronologico che spazia dalle fasi più antiche dello sfruttamento dei suoli alla documentazione materiale proveniente dalle città vesuviane, seppellite dall’eruzione del 79 d.C. Il tutto attraversando il museo dell’acqua, in cui si incontra il decumano sommerso tra antiche cisterne greco-romane.

La mattinata è iniziata con l’accoglienza del direttore Raffaele Iovine, che ci ha raccontano la genesi del progetto culturale del Lapis Museum; è arrivata poi la prima tappa del nostro percorso di wine tasting nell’area che ospita la sezione della mostra “Convivia, il gusto degli antichi”, che guida il visitatore dall’agricoltura alla cultura del cibo attraverso i racconti di Plinio, perfettamente rappresentati dalla straordinaria Collezione dei commestibili del MANN: una collezione unica al mondo fatta di vinaccioli per il vino; cariossidi di farro e orzo per i cereali; noccioli e olive essiccate; e una eccezionale bottiglia con olio, un vero e proprio unicum che fu “scoperta” grazie un’intuizione di Alberto Angela durante le registrazioni del programma televisivo “Stanotte a Pompei”.

Tra le teche di questi preziosi reperti, grazie alla guida dei sommelier Ais Campania, abbiamo degustato la versione spumantizzata dell’Asprinio di Aversa nelle differenti interpretazioni dei produttori del Consorzio Vitica, con la partecipazione attenta di tutti i giornalisti presenti a questo importante appuntamento per il mondo del vino casertano e campano. Per la seconda tappa siamo scesi a quaranta metri nel sottosuolo partenopeo grazie all’ascensore archeologico, che con una discesa di soli venti secondi ci ha portato indietro di 2000 anni all’interno delle cisterne greco-romane, dove era stato allestito un secondo banco d’assaggio con l’Asprinio nella tipologia fermo.

Una profonda riflessione sullo stato dell’arte della produzione vitivinicola dell’agro aversano è stata fatta, calici alla mano, dal Presidente di Ais Campania Tommaso Luongo, dal Delegato di Ais Napoli Gabriele Pollio e dal Delegato di Ais Caserta Pietro Iadicicco. La suggestione di degustare l’Asprinio nelle viscere di Partenope, in un clima sereno di assoluta convivialità, felici di raccontare e verificare i significativi progressi di questa storica denominazione, era ben visibile sul volto e nei palati di tutti. Una interessante occasione di confronto, come ha avuto modo di sottolineare Cesare Avenia, Presidente del Consorzio Vitica, che ha espresso chiaramente, con un puntuale intervento, la necessità di sostenere con un attività di comunicazione integrata l’enorme e impegnativo lavoro svolto dal Consorzio nella tutela e promozione di un vino così tanto amato e apprezzato dagli operatori di settore e dagli appassionati.

L’esperienza sotterranea si è conclusa con la visita ai ricoveri antiaerei della seconda guerra mondiale, attraversando il museo dell’acqua e facendoci affascinare dapprima da una stupenda luna piena, un’installazione artistica che richiede di restare con il naso rivolto al soffitto, per poi assistere in un altro ambiente alla proiezione, sulla volta della grotta, di un video in realtà aumentata che simula il bombardamento e la distruzione del rifugio: un momento emozionante, che costringe a comprendere la tragedia vissuta da coloro che non troppi anni fa hanno subito l’orrore della guerra. Tema purtroppo ancora attuale anche nel nostro presente.

Ritornati in superfice, più ricchi in conoscenza, emozione e anche con un po’ di commozione, abbiamo concluso i lavori raggiungendo la Locanda del Gesù Vecchio per un pranzo a base di cucina tipica napoletana, la cucina di territorio cui storicamente il vino Asprinio veniva abbinato, perchè Napoli rappresentava il principale mercato di prossimità nel quale veniva venduto e consumato. Grazie alle ricette proposte da Vittorio Fortunato, patron del ristorante, abbiamo potuto continuare nell’assaggio di tutti vini dei produttori partecipanti al progetto Aversa Wine. Raggiunti dall’Assessore regionale alle politiche agricole, Dott. Nicola Caputo, abbiamo avuto modo di raccogliere le energie propositive generate da questo meraviglioso viaggio, e fare nuovi propositi per l’anno che arriva, e più in particolare per il futuro dell’ Asprinio di Aversa.

La sinergia messa in campo per questo appuntamento da Consorzio Vitica e dai suoi produttori con Ais Campania e i suoi sommelier, approfittando di un luogo suggestivo come il Lapis Museum e dell’insostituibile sostegno logistico di Enoteca Scagliola, ci ha permesso di riconnetterci con le nostre origini e di verificare in concreto come il futuro vitivinicolo della nostra regione passa attraverso la proficua collaborazione di istituzioni, tessuto produttivo, media e associazioni professionali di settore.

Questo l’elenco delle cantine presenti all’evento “L’Alberata a Napoli”

Cantine Caputo, Cantina De Angelis, I Borboni, Vitematta, Salvatore Martusciello, Masseria Campito, Enoteca Il vino, Cantine Magliulo, Cavasete, Tenuta Fontana, Coop. Terra Felix, Palazzo Marchesale, Paparelli