di Massimo Scandurra
Ci sono etichette che non si limitano a rappresentare un territorio, ma ne custodiscono memoria ed evoluzione nel corso degli anni. È il caso di CRUna DeLago, l’etichetta simbolo de La Sibilla Vini, protagonista della serata organizzata martedì 19 maggio da AIS Napoli presso la cantina di Bacoli. Un evento unico riservato a pochi fortunati partecipanti, che ha permesso di degustare otto annate storiche della pluripremiata Falanghina Campi Flegrei DOC proveniente da un’unica vigna a piede franco affacciata sul lago Fusaro.
Il nome CRUna DeLago racchiude già l’identità del progetto. Da un lato il riferimento al concetto di cru, dall’altro la forma originaria del vigneto, piccolo e allungato come la cruna di un ago. Oggi quella parcella misura circa 1,3 ettari, ma conserva intatta la propria unicità: vigne di circa 65 anni, allevate a piede franco su suoli vulcanici, con radici che raggiungono profondità molto superiori rispetto agli impianti innestati. Una caratteristica che garantisce maggiore equilibrio anche nelle annate più calde grazie alla presenza di una sorgente termale nel sottosuolo.
La verticale, guidata dall’enologo Vincenzo Di Meo insieme al delegato AIS Napoli Gabriele Pollio, ha rappresentato un vero viaggio nella memoria dei Campi Flegrei. Si è partiti dall’annata 2023, quella attualmente in commercio e già premiata con 94 punti dalla guida Vitae 2026. Un vino luminoso, teso e marino, caratterizzato da profumi di fiori bianchi e frutta fresca, attraversato da una sapidità vibrante e da una chiusura scandita dalla tipica nota amaricante data dalle catechine.
La 2021 ha mostrato invece un volto più austero e profondo, con sentori di mandorla amara e una struttura più compatta dovuta all’assenza di piogge primaverili. La 2019, favorita da temperature più fresche e da una vendemmia leggermente tardiva, ha colpito per il colore dorato intenso e per una sorprendente acidità ancora perfettamente viva dopo sette anni. La 2017, nata in un’annata siccitosa e complessa, ha evidenziato invece un profilo più sottile ma comunque coerente con l’identità territoriale del vino.
Tra i calici più emozionanti della serata spicca sicuramente la 2015, prima annata della verticale in cui l’evoluzione aromatica emerge con maggiore evidenza. Il vino si presenta più morbido e avvolgente, con una componente iodata e sapida quasi tattile che accompagna note più mature. Ancora più sorprendente la 2013, dorata e brillante, resa ampia e burrosa da una parziale fermentazione malolattica ma ancora sostenuta da una freschezza incredibile.
Molto interessante anche la 2011, prima vendemmia firmata da Vincenzo Di Meo dopo gli studi da enologo.
Un vino diverso rispetto alle versioni più recenti, con sentori di miele, aghi di pino e resina che lo allontanano dalla classica idea di falanghina mediterranea. In chiusura, la 2008 ha probabilmente rappresentato il momento più sorprendente dell’intera degustazione: nonostante gli anni, il colore conservava ancora una sfumatura verdolina e una vitalità fuori dal comune, testimonianza concreta della straordinaria capacità evolutiva di questo bianco flegreo.
La serata ha confermato non solo il valore assoluto di CRUna DeLago, già insignito del prestigioso Tastevin AIS con l’annata 2022, ma anche il ruolo fondamentale de La Sibilla Vini come presidio agricolo in un territorio dove la pressione urbanistica ha ormai ridotto drasticamente gli spazi dedicati alla viticoltura. Da cinque generazioni la famiglia Di Meo continua infatti a custodire una viticoltura identitaria fatta di vigne storiche, salinità vulcanica e forte legame con i Campi Flegrei. Un lavoro che emerge chiaramente anche nell’accoglienza ricevuta durante la serata, organizzata con grande disponibilità e attenzione dall’intera famiglia Di Meo, capace di trasformare una degustazione tecnica in un’esperienza autenticamente umana.
La Sibilla Vini
Via Ottaviano Augusto, 19 – 80070 Bacoli NA
Tel. 0818688778
https://www.instagram.com/lasibilla_vini/
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