di Massimo Scandurra

Sabato 24 gennaio l’agriturismo Casa Lerario di Melizzano, nel cuore del Sannio beneventano, ha ospitato un nuovo appuntamento dei Pranzi d’Autore, progetto che da oltre dieci anni porta nella farmhouse sannita alcuni tra i più interessanti chef italiani. Protagonista del terzo incontro di questo ciclo è stato Antonio Lerro, chef del ristorante “In Riva a Numana” di Numana (AN), premiato come miglior cuoco emergente italiano dalla Guida Ristoranti d’Italia 2025 del Gambero Rosso.
Una giornata che ha confermato la vocazione di Casa Lerario come luogo di accoglienza autentica, capace di coniugare cucina di territorio, ospitalità rurale e alta ristorazione. La struttura, immersa nel verde e circondata da 23 ettari di proprietà, viene acquisita negli anni Ottanta come casa di campagna della famiglia Lerario, per poi aprirsi progressivamente al pubblico. Oggi propone una cucina affidata alle mani esperte di Tatiana Bruno, fondata su ricette tradizionali e materie prime provenienti in gran parte dall’orto, dai campi e dagli allevamenti aziendali.

Il pranzo è stato pensato come un dialogo tra la sensibilità marchigiana di Lerro e l’identità agricola di Casa Lerario, con l’abbinamento ai vini dell’azienda I Pentri di Castelvenere, realtà biologica del Sannio raccontata con competenza dal sommelier Ciro Sannino del ristorante una stella Michelin Caracol di Bacoli.
Si parte con Mazzancolle nostrane in bagna cauda, piatto che unisce delicatezza e carattere, esaltato dall’abbinamento con “Incontro” blend di greco e coda di volpe, fresco e scorrevole. Segue Vitello affumicato, salsa verde, primo sale e crescia sfogliata: qui protagonista è la lingua di vitello, lavorata con precisione, sostenuta da una salsa verde dalla bella acidità. La crescia, tipica delle Marche, aggiunge una componente fragrante e identitaria. In abbinamento, “Flora” falanghina beneventana IGP.
Il primo piatto, Cappelletti di cinghiale, il suo salmì ed estratto di alloro, rappresenta uno dei momenti più intensi della degustazione. Il ripieno è profondo e avvolgente, mentre l’estratto di alloro – ottenuto dallo chef con una lunga decantazione con acqua e successiva emulsione con olio – dona una nota aromatica sorprendente ed elegante. Il calice è “Pietra della Volpe” Aglianico Beneventano IGP, dalla trama solida e coerente.
Con il Pollo alla royale si entra nel territorio della cucina classica riletta con sensibilità contemporanea. Viene utilizzato il quinto quarto del pollo, cotto per 36 ore e marinato nel vino rosso, ottenendo una carne succosa e stratificata nei sapori. L’abbinamento con il “L’amore delle Api” Fiano Beneventano IGP gioca su equilibrio e freschezza.
Chiusura affidata a Opera ai tre cioccolati, sorbetto al caffè e Borghetti, dessert goloso ma ben calibrato, accompagnato dal “Juncere”, passito da Botrytis Cinerea, una muffa nobile che attacca gli acini lasciati in appassimento sulla pianta garantendo la concentrazione di zuccheri, acidi e aromi, conferendo al vino un profilo aromatico unico.
Il calendario dei Pranzi d’Autore proseguirà il 28 febbraio con Carmine Amarante del VeRo di Venezia e il 18 aprile con Antonio Biafora dell’Hyle di San Giovanni in Fiore, una stella Michelin. Un percorso che conferma Casa Lerario come uno dei presìdi più interessanti dell’enogastronomia rurale campana, capace di raccontare il territorio aprendosi al confronto con grandi firme della cucina italiana.

Casa Lerario
Contrada Laura, 6 – Melizzano (Bn)
Tel. 0824 944018 – 360 847848
www.casalerario.it
https://www.instagram.com/casalerario/