Intervista al sommelier

Lo scorso anno, gli alunni della classe IV B dell’ “I.C. G.FALCONE” hanno partecipato al progetto “Vigna Didattica” o “Vigna Resilience”, un’iniziativa che mira ad educare gli alunni alla cura e al rispetto dell’ambiente e a conoscere il territorio naturalistico locale. Il progetto, realizzato in collaborazione con il Comune di Napoli e la Soprintendenza di Beni Archeologici e Culturali, e pensato e attuato grazie alle RadiciVive 891 di Pianura la cui referente è la signora Cristina Varchetta insieme a suo cugino Vincenzo Varchetta, hanno coinvolto diverse scuole del territorio e hanno offerto agli alunni un’esperienza positiva e coinvolgente.
L’obiettivo del progetto è creare un legame tra gli alunni e il territorio, promuovendo un senso di protezione e cura per l’ambiente.
Lo scorso anno, gli alunni, della nostra attuale classe quarta, hanno partecipato con entusiasmo alle varie fasi del progetto e alle diverse uscite didattiche sul territorio che gli hanno consentito di approfondire le loro conoscenze ed imparare a rispettare sempre più la natura.
Quest’anno, il progetto è continuato con un primo incontro sulla vendemmia, durante il quale i bambini hanno partecipato attivamente alla trasformazione dell’uva in vino. Per approfondire le loro conoscenze, nel secondo incontro, gli alunni della IV B hanno intervistato un sommelier, Delegato dell’A.I.S. Gabriele Pollio, all’interno della chiesa di San Giustino in Pianura che ha accolto l’iniziativa, le cui domande e risposte alleghiamo di seguito:

L’alunna Chiara presenta la classe e le docenti accompagnatrici e invita la compagna di classe Francesca a porre la prima domanda all’intervistato che subito si presenta.

Francesca: Che cosa fai?
G. Pollio: Assaggio il vino per capire com’è per poi spiegarlo agli altri.
Francesco V.: Cosa fai durante il tuo lavoro?
G.P.: Scelgo la bottiglia da far bere, l’assaggio e la descrivo al cliente, che poi la beve.
Ginevra: Dove lavori di solito?
G.P.: Sono delegato dell’A.I.S. (Associazione Italiana Sommelier) e organizzo eventi e corsi serali per diventare sommelier a Napoli e a Pozzuoli.
Aurora P.: Come si diventa sommelier?
G.P.: Ci si iscrive al corso presso l’A.I.S. e si frequenta per tre anni e al termine del terzo anno si fa un esame che una volta superato qualifica il corsista come sommelier.
Vincenzo B.: Da quanto tempo fai il sommelier?
G.P.: Nel 2009 ho iniziato il corso, nel 2012 sono diventato sommelier e da allora svolgo questo bellissimo lavoro di assaggiare i vini. Vi piacerebbe diventarlo?
Alunni: Sì sì sì.
Martina: Com’è iniziata la passione per questo lavoro?
G.P.: Da piccolo ogni anno a settembre andavo con la famiglia in Toscana a vedere il lavoro della vendemmia, mio padre amava il vino e mi ha trasmesso la sua passione. Ho fatto il corso da sommelier con mio padre e mio fratello.
Matteo: Qual è la routine quotidiana del suo lavoro?
G.P.: Durante il giorno organizzo i corsi, gli eventi (le degustazioni) dell’A.I.S. essendo il capo delegato dell’associazione che è la più grande del mondo. Mentre ogni sommelier organizza nel ristorante dove lavora la propria cantina, la lista dei vini e coopera con lo chef.
Antonio: Come lavori insieme allo chef per abbinare i vini ai cibi?
G.P.: Nasce una collaborazione tra lo chef e il sommelier perchè il vino esalta il sapore del piatto e viceversa.
Gaia A.: Qual è il ruolo del sommelier nella creazione di un menu?
G.P.: La mattina, quando il ristorante è chiuso, il sommelier e lo chef lavorano all’interno, lo chef prepara i piatti e il sommelier li assaggia e poi abbina i vini che esaltano i cibi stessi.
Nicole: Quali sono gli strumenti del sommelier?
G.P.: Due deve averli per forza e sono il cavatappi e il frangino, un tovagliolo di stoffa per aprire la bottiglia e per pulire eventuale goccia di vino, e poi anche la pinza per aprire la bottiglia e il termometro per capire la temperatura del vino.
Ginevra: Che cos’è il tastevin?
G.P.: Si tratta di una piccola ciotola o in argento o in metallo che serviva per la degustazione del vino; ora si usa appesa al collo per decorazione ma è sostituita da una piccola spilla che la raffigura appuntata sulla giacca del sommelier. Ora per la degustazione si usa il calice.
Antonio: Bisogna abbinare al vino i calici?
G.P.: Certamente, ogni calice sprigiona un profumo diverso, infatti il vino più buono diventa modesto se non è abbinato alla giusta forma del calice.
Vincenzo B.: Quali sensi usi per il tuo lavoro?
G.P.: L’olfatto ma anche il gusto e la vista
Aurora S.: La vigna è importante per avere un buon vino?
G.P.: Certamente bisogna avere attenzione e rispetto per la vigna così come i genitori e le figure adulte di riferimento devono tenere cura dei propri figli per farli diventare grandi e forti.
Nicolò: Come si sceglie il vino da abbinare al piatto?
G.P.: Devo assaggiare il piatto e capire quale vino è più adatto, quale vino amico serve per esaltare il piatto e lo stesso vino.
Francesco B.: Qual è il vino più amico del cibo?
G.P.: Non esiste un vino che si abbina a tutto, ma piuttosto un vino che si adatta al gusto personale e al piatto che stai gustando.
Giulia: Qual è la differenza tra vino biologico e vino biodinamico?
G.P.: Nel vino biologico si possono mettere pochi elementi chimici mentre nel vino biodinamico non si può mettere niente di chimico ma solo naturale.
Gianni: Qual è il vino più famoso della nostra regione?
G.P.: Sono due i vini più famosi e sono della provincia di Avellino, anche se a me piacciono molto i vini dei Campi Flegrei, e sono per il vino rosso il Taurasi e il Fiano di Avellino come vino bianco.
Vincenzo G.: Come si fa la lista dei vini?
G.P.: Bisogna prima mettere i vini che piacciono a tutti, poi quelli che piacciono a poche persone, dopo quelli che si abbinano bene alla cucina dello chef ed infine quelli che piacciono allo stesso sommelier.
Giuseppe: Come si gestisce la cantina di un ristorante?
G.P.: Ci sono due possibilità: o si decide di riempire la cantina di tante varietà di vini in modo da dare ampia possibilità di scelta al cliente, oppure si predilige sempre lo stesso tipo di vino e quantità modesta per agevolare l’organizzazione della cantina.
Chiara: Qual è il vino più facile da abbinare?
G.P.: Quello con le bollicine, mentre quello più difficile è il vino dolce, perchè con i cibi salati non si abbina bene.
Chiara: Qual è il vino più buono che hai assaggiato?
G.P.: E’ lo champagne, famoso per le sue bollicine che rendono questa bevanda francese frizzante
Vincenzo G.: Hai mai aperto una bottiglia con la sciabola?
G.P.: Purtroppo sì; e dico così per due motivi: perché si versa tanto vino ed invece è meglio berlo e perché ricorda fatti del passato quando soldati di altri paesi rubavano le casse di vino e le rompevano con la sciabola, non avendo il cavatappi.
Giulia: Quale vino si serve più freddo?
G.P.: Il vino bianco si serve più freddo di quello rosso.
Giuseppe: Ti è capitato di aprire una bottiglia col tappo di plastica?
G.P.: Sì, anche se in Italia sono poche le bottiglie con il tappo di plastica.
Lorenzo: Che consiglio daresti a noi bambini che stiamo imparando a conoscere la natura,la vigna e il rispetto per l’ambiente?
G.P.: Di essere sempre curiosi e rispettosi della vigna, della natura e delle nostre tradizioni.
Un sentito ringraziamento va alla Dirigente Scolastica: prof: Maria Gargiulo, che ha creduto fortemente nel valore educativo del progetto e ha permesso agli alunni di partecipare a questa significativa esperienza formativa, favorendo occasioni di apprendimento attivo, di crescita personale e di conoscenza del territorio.

Classe IV B
Gli alunni:
A. Gaia – B. Francesco – B. Vincenzo – D. Matteo – D. Nicole – D. Gianni –E. Martina – E. Nicolò – E. Giulia – G. Vincenzo – I. Ginevra –L. Francesca – M. Chiara- P. Giuseppe- P. Antonio- P. Aurora- S. Aurora- S. Gaia- S. Lorenzo- V. Francesco
Le docenti:

Rosanna Mele
Patrizia Toscano