Comunicare il vino e il territorio: intervista al giornalista
alunno vincenzo: secondo te, esiste un cibo che rende tutti felici?
giornalista: il cibo che ci piace.
alunna maria.: fosca e’ stato difficile essere una protagonista in un mondo dove spesso ci sono solo uomini?
giornalista: e’ molto complicato, soprattutto perche’ io ho iniziato in un momento in cui era ancora piu’ legato alla figura maschile, questo mondo. quando io ho fatto per esempio il corso di sommelier, ero tra le pochissime donne, e quindi….le donne ci devono mettere sempre un qualcosa in piu’, per0’ ce l’abbiamo, quindi siamo piu’ fortunate.
alunna alessandra : da quanti anni pratichi questa attivita’ ?
giornalista: allora, e’ un p0’ complicato perche’ io ho fatto diverse attivita’. ho iniziato 25 anni fa con il mondo della sommelier e pero’ la giornalista la faccio da 11 anni.
alunno alessio v.: qual e’ il tuo vino preferito? e perche’?
giornalista: non c’e’ un vino preferito, perche’ uno solo non riesce comunque a racchiudere tutto quello che noi ricerchiamo, perche’ dipende dal momento in cui lo bevi, con chi lo bevi. sicuramente amo molto i vini con grande carattere e personalita’.
alunno thomas: cosa possiamo imparare noi bambini guardando come cresce la vigna?
giornalista: sicuramente e’ un momento importante, perche’ ci appropriamo di quello che è anche la nostra crescita, quindi il rapporto con la natura ci insegna sempre qualcosa. guardare la natura ci fa capire anche come ci dobbiamo muovere.
alunna melania: fosca come si fa a descrivere il sapore del vino con le parole?
giornalista: basta partire da quelle che sono le nostre sensazioni, quindi conoscere i nostri sensi quindi in particolar modo, nel momento in cui parliamo di palato, di gusto,
tutte quelle che sono le sensazioni, dei sapori che noi andiamo ad individuare.
alunno genny: quando scrivi un articolo, usi piu’ le orecchie per ascoltare le persone o usi piu’ il naso o la bocca per assaggiare i prodotti?
giornalista : uso il cuore e l’ascolto.
alunno genny: hai studiato i luoghi dove si produci il cibo e il vino. qual e’ la cosa piu affascinante e strana che hai mai visto?
giornalista: questa e’ una domanda non facile. la cosa piu’ strana….ma sono le cose piu’ semplici che non pensi che possano accadere… anche veder crescere sul vesuvio che comunque e’ un vulcano, degli ortaggi i pomodori, vedere quella che puo’ essere una zona apparentemente arida o piu’ difficoltosa, dove invece la natura riesce sempre a prendere spazio e l’uomo riesce a tenerla.
alunna ginevra: cosa possiamo fare noi bambini per aiutare l’ambiente quando andiamo a mangiare fuori?
giornalista: potete fare tantissime cose, voi siete il futuro alla fine, anche per rendere il mondo migliore, quindi dovresti essere attenti, rispettando l’ambiente, non sprecando, quindi anche quando mangiate, cercare di mangiare tutto senza storcere il naso, e soprattutto cercando di imparare quel prodotto in che periodo nasce, quindi la loro stagionalita’.
alunna claudia: quando avevi la nostra stessa eta’, qual era il tuo sapore preferito, ti piaceva scoprire i nuovi profumi e sapori?
giornalista: io sono sempre stata molto curiosa, non sono stata mai amante delle cose molto dolci. quindi ho sempre avuto la tendenza. quando avevo 9 anni, ho iniziato a bere il caffe’ senza zucchero.
alunno gaetano : ti e’ mai capitato di assaggiare qualcosa che non ti piaceva proprio per niente e come lo scrivi nel giornale senza offendere nessuno?
giornalista : mi capita spesso di provare delle cose, non e’ che non mi piacciono. quando tu lavori come giornalista o quando fai il critico gastronomico, devi essere disposto ad assaggiare qualsiasi cosa, non entra il gusto personale ma entra la capacita’ di gestire tecnicamente quella preparazione. se non mi piace e’ perche’ casomai non e’ stata cucinata nel modo ottimale. quindi cerco di essere critica in maniera cordiale facendo capire quello che non ha funzionato in quel piatto.
alunno cristian: qual e’ il complimento piu’ bello che hai ricevuto nel tuo lavoro?
giornalista: la cosa piu’ bella e’ quando scrivo un articolo e chi lo legge, innanzitutto lo legge. seconda cosa mi dice che sono riuscita a trasmettere quello che lui voleva dire attraverso il suo lavoro, il suo prodotto, il suo racconto.
alunna beatrice : hai partecipato a molti eventi come sud food?
giornalista: sud food non ho partecipato, non conosco come evento.
ho partecipato ad altri eventi, no a questo.
alunna sofia : se scrivi sul giornale il mattino, devi viaggiare molto, qual e’ il posto piu’ magico che hai visitato?
giornalista : ci sono tantissimi posti, tutti quelli piu’ nascosti dove vedi che c’e’ anche un senso di comunita’ e di appartenenza al luogo. questi sono i posti piu’ belli. quindi piccoli borghi, piccoli centri, anche quando vai a scoprire i luoghi nella montagna, i mari, il trentino alto adige, piuttosto che altre regioni.
alunna sofia: se sei architetto, come e’ nata la tua passione di vino e gastronomia?
giornalista : allora la passione del vino e’ nata perche’ il mio papa’ era un appassionato del vino, gia’ da quando ero piccolina, osservavo che lui cercava sempre di scegliere il prodotto piu’ adatto per l’occasione giusta.
alunno mattia: visto che scrivi di cibo, quale piatto vorresti provare?
giornalista: sicuramente visto che stiamo in campania e la campania e’ una regione ricchissima, una grande terra fertile, ha tantissimi prodotti che vanno assaggiati ed assaporati.
alunno luigi: da dove e’nata la passione dell’assaggio del vino, non credo che un giorno ti sei svegliata e hai detto ok voglio assaggiare il vino.
giornalista: la prima curiosita’ e’nata quando lo bevevo a casa con gli amici quando sono diventata piu’ grande ovviamente, e volevo capire qualcosa in piu’ di quel calice, di quel liquido dentro mi poteva raccontare. quindi la prima cosa e’stata un po’ la parte dei profumi. perche’ la prima cosa che ci attira e’ annusare, e quando ho iniziato a fare il corso dove mi hanno spiegato dei fatti per capire che cosa sapeva questo vino e come raccontarlo , ho iniziato ad annusare tutto. anche a casa, dovremmo fare tutti quanti, ogni volta che ci troviamo con una pianta un frutto un fiore qualsiasi alimento, annusarlo. la cosa bella della natura e’che ci sono tantissimi profumi, a volte tu non ci fai caso sei disratto e se invece ti focalizzi ad annusare con attenzione, ogni profumo ti regala delle emozioni.
alunno alessio m: visto che sei una sommelier, conosci un trucco per capire se il succo di frutta e’ buono annusandolo?
giornalista: la prima cosa quando si annusa qualsiasi prodotto, e’ vedere se ha un profumo piacevole o sgradevole. quando e’sgradevole, gia’ abbiamo un primo presagio che potrebbe non essere perfetto, pero’ lo dobbiamo verificare e lo andiamo comunque ad assaggiare.
alunno luigi. e’ stato difficile entrare nel mondo della degustazione del vino?
giornalista: non e’stato facile, pero’ alla fine se le cose ti piacciono se hai grande passione e determinazione, riesci a fare il tuo percorso.
alunno luigi: se il vino potesse parlare, quale segreto penseresti che ci direbbe sulla terra in cui e’ nato?
giornalista; che vuole essere fedele a quello che e’ il suo territorio.
maestra pirozzi: c’e’ qualche curiosita’ relativa ai campi flegrei in relazione alla produzione del vino?
giornalista:secondo me e’ un territorio che alla fine ha tante potenzialita’ perche’ si trova in un luogo bellissimo, con anche tante diversita’, perche’ il fatto di avere le caldere, di avere comunque questi fenomeni del bradisismo, per quanto possano essere spaventosi pero’ danno carattere perche’ significa che c’e’ una vita, una vita che continua, una vita sempre in movimento, e riuscire a vedere che nonostante poi ci siano tanti edifici che sono stati costruiti in modo sconsiderato, e quindi hanno chiuso le porte dell’ambiente rendendolo meno bello, comunque e’ un territorio che ha talmente tanta energia e piano piano si sta facendo vedere per tutto quello che e’ la sua bellezza. tanto e’ vero ci sono anche tanti reperti archeologici. e quindi questo significa che da sempre da secoli e’ stata un’area che aveva una sua collocazione molto particolare perche’ i popoli ci sono stati e si sono insediati e quindi poi vedere anche che nonostante sia un luogo piccolo, ci sono tante persone che alla fine sono comunque piccoli nuclei familiari, parliamo di piccole aziende hanno creduto nel lavoro della terra e hanno visto che dava qualcosa di particolare in piu’ e lo hanno perfezionato. perche’ prima si faceva il vino casomai per il proprio nucleo familiare , per pochi amici, non si metteva in bottiglia,magari si vendeva il vino anche sfuso, oggi c’e’ una cura diversa anche nel voler portare fuori il proprio terrritorio anche raccontandolo con un disegno, un’ etichetta cosi se prendo un vino dei campi flrgrei e lo bevo a milano,una persona che non c’e’ mai stata nei campi flegrei, inizia ad immaginare quel luogo e ha voglia di visitare quel luogo e stendere cosi’ una catena che rende tutto il territorio di valore.
maestra pirozzi: secondo alcuni medici, e’ vero che il vino potrebbe essere la causa di malattia?
giornalista: io credo che a volte si vuole demonizzare un prodotto, io preferisco bere un bicchire di vino piuttosto che bere la lattina di coca cola, perche’ nel vino comunque c’e’ un processo chimico che avviene in modo naturale, mentre nella coca cola e’ un prodotto artificiale in cui tra l’altro si trovano molto piu’ zuccheri, molto piu’ prodotti che servono per mantenere la sua stabilita’, quindi ci fa molto piu’ male, non e’ il vino in quanto tale ovviamente dobbiamo riconoscere se il vino e’ stato prodotto in modo sano, nel senso che sappiamo che la vigna e’stata trattata con cura rispettato il suo momento di maturazione, ma e’ cosi pure per gli altri alimenti. se noi abbiamo un piccolo orto, in qusto periodo e’ difficile che crescano anche spontaneamente le zucchine e le melanzane, adesso ci sono altri ortaggi che comunque vanno mangiati. la zucchina e la melanzana le possiamo anche mangiare ma sara’ una zucchina e una melanzana conservata, raccolta in secondo momento lavorata e trasformata, quello che troviamo sono frutto di una forzatura. quindi alla fine non e’ che fanno male ma non hanno nessun tipo di sostanza nutritiva. stessa cosa succede anche nel bere. se noi ci mangiamo dieci tavolette di cioccolato al giorno comunque ci fara’ male alla pancia, se ce ne mangiamo due cubetti non accade nulla, la stessa cosa succede per il vino, e’ la misura e la qualita’ sicuramente. la conoscenza, l’attenzione e tra l’altro leggere le etichette e questo vale con tutti i prodotti o andare direttamente da chi sta producendo guardando quello che stanno facendo e come lo stanno facendo, solo con la cultura e la conoscenza siamo tutelati.
Gli alunni e le alunne della IV B
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